Trovati 6984 documenti.
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Trovati 6984 documenti.
In vesperis purificationis Sanctae Virginis / Grandi ; Cappella Marciana ; Marco Gemmani, direttore
Milano : Bel Vivere, 2020
The comforts of madness ; Unreleased sessions, 1988-1989 / Pale Saints
30th Anniversary Re:Masters
[London] : 4AD, 2020
Piano sonata opp. 54 & 78 / Beethoven. Piano sonata no. 2 op. 36 / Rachmaninoff ; Ivo Pogorelich
Sony Classical, 2019
Concerti per flauto / Antonio Vivaldi
Milano : Bel Vivere : Amadeus, p2019
Amadeus
Cuscini ed estrellas / Gaentica
Monvalle : Sonitus, p2019
Abstract: Ninna nanne dal mondo. Una ricerca di tradizionali e dolci melodie dal mondo, raccolte un un album suggestivo con arrangiamenti ricercati.
For musicians only : the complete sessions: live & studio / Dizzy Gillespie, Stan Getz & Sonny Stitt
Milano : Musica Jazz, p2019
André Previn & the giants of jazz / J. J. Johnson ... [et al.]
[Milano] : 22 publishing, 2019
Abstract: Il cd di questo mese comprende uno storico album in edizione integrale, ovvero l’omaggio a Kurt Weill concepito da Previn e dal maestro del trombone J.J.Johnson, più un celebre disco di Benny Carter in cui il pianista berlinese si trova in compagnia di grossi calibri come Ben Webster e Barney Kassel e, per concludere, due brillanti esempi in cui Previn mette la sua arte al servizio di due cantanti di classe come Doris Day e Dinah Shore.
Top jazz 2019 / Paul Bley ... [et al.]
Milano : 22 Publishing, 2019
The early years / Gary Peacock ; Bill Evans ... [et al.]
[Milano] : 22 publishing, 2019
Touchstones 2019 / Dave Holland ... [et al.]
[Milano] : 22 publishing, 2019
Abstract: Selezione dalla serie Touchstones 2019 ECM
Lookin' at Monk : studio & live / Johnny Griffin, Eddie "Lockjaw" Davis
[Milano] : 22 publishing, 2019
Quiet fire : live in cantina Bentivoglio / George Cables ... [et al.]
Milano : 22 publishing, 2019
Abstract: Live at Cantina Bentivoglio, Bologna (Italy), November 18-19, 2014 Bologna Jazz Festival
[London] : Polydor, 2019
Abstract: Il ritorno del re. A guardare la copertina di "Kiwanuka", dove il cantautore londinese di origini ugandesi appare bardato come un novello Carlo V, viene da aprire la recensione con questa pomposa citazione tollkieniana. Lungi da noi conferire a Michael Kiwanuka cotanto titolo nobiliare, che nella storia della musica black ha predecessori non solo illustri, ma anche difficili da associare a una personalità più misurata di quelle dei vari Michael Jackson o Prince, volendo scendere di un grado nobiliare. Giocare con il titolo che chiude la "Trilogia dell'anello" viene però comodo introducendo un disco certamente segnante per l'universo black, specie dalle parti delle sue costellazioni più raffinate e rispettose del passato, certamente affollate, ma anche piuttosto caotiche e disorganizzate, bisognose di nuovi fari, di personalità guida. Il presentarsi così impellicciato di Kiwanuka, l'intitolare il disco con il suo solo cognome hanno il sentore quindi di una presa di coscienza, e di responsabilità, proprio come avviene ad Aragorn, il re rinnegato dei libri che accetta finalmente il suo fardello e va a riprendersi Gondor. Non è dunque un caso che "Kiwanuka" sia il disco più nero del cantautore, dove le chitarre Floyd-iane di "Love & Hate", quasi estinte, lasciano maggior posto al calore del vecchio soul d'annata. Meno evidenti e sfacciate sono le prese di posizioni politiche, che però fanno da sottotesto costante, profondendo un egualitarismo raggiante e positivo.