Trovati 5 documenti.
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Trovati 5 documenti.
Fatras / Jacques Prevert ; traduzione di Luigi Tundo ; postfazione di Luciano Bianciardi
4. ed
Parma : Guanda, 1999
Abstract: Apparso in Francia nel 1966, Fatras, uno degli ultimi libri pubblicati in vita da Jacques Prévert, riassume in modo ideale le molteplici esperienze letterarie e stilistiche del grande poeta francese. Testi in prosa, giochi di parole, brevi battute, poesie, teatro, collages fotografici: con la consueta libertà formale e contenutistica, Prévert riafferma qui la sua straordinaria felicità inventiva e la capacità di toccare i sentimenti più vivi del lettore.
Sole di notte / Jacques Prevert ; a cura di Vivian Lamarque
2. ed
Milano : Guanda, 1993
Abstract: Una raccolta postuma di poesie d'occasione del grandissimo poeta francese: versi scritti per qualche rivista o catalogo, per qualche mostra, per semplice amicizia o per commemorare un incontro, su una cartolina, o un biglietto a qualcuno particolarmente caro. Poesie sparse, qui riunite per ritrovare ancora una volta quell'irresistibile afflato lirico che ha fatto di Prévert uno dei più grandi poeti del nostro tempo.
Parma : Guanda, copyr. 1990
Abstract: La questione ecologica oggi ha varcato i confini della coscienza individuale per ricoprire un ruolo da protagonista nell'agenda politica mondiale e sulle prime pagine dei giornali. Ma molto prima che diventasse una priorità condivisa e innescasse un dibattito ideologico, è giunto il fiuto, l'istinto del poeta. Grazie a un lessico e a un'iconografia di incredibile attualità, Jacques Prévert conia veri e propri slogan da stampare sui manifesti o da gridare nelle piazze; così incisivi e potenti che, come scrive Edoardo Albinati nella sua introduzione, non crederci sarebbe quasi "segno di malafede, di cattiva coscienza".
Le foglie morte / Jacques Prevert ; a cura di Maurizio Cucchi
Parma : Guanda, copyr. 1981
Abstract: Una raccolta che presenta il miglior Prévert, il più intenso e il più suggestivo, nella traduzione di uno dei migliori, nuovi poeti italiani. Vi si ritrovano poesie celebri come La luna e la notte, Les enfants de bohème, Bella, La notte bianca e soprattutto Le foglie morte (quella della celebre canzone musicata da Kosma), che sono l'emblema e il titolo dell'intera raccolta. E vi si trovano tutti i toni della poesia prévertiana: la malinconia e l'affettuosità, l'ironia e il disincanto.
2. ed
Parma : Guanda, 1980
Abstract: Il gioiosamente dissacrante Prévert ha questo di bello in più, a rileggerlo oggi: che, senza averlo voluto o saputo a suo tempo, con la sua vivacità dissacra la dissacrazione salita in onore negli anni successivi, in tanti un po' dovunque premessa d'obbligo al fare poesia, poetica condizionata e condizionante e perciò monotona e monocroma nei suoi argomenti e nelle sue applicazioni. (...) Questo gaspilleur delle proprie risorse naturali, questo dispensatore di sorpresa e di ilarità, sorprende ed è irresistibilmente comunicativo, a luci spente e musiche svanite, ancor oggi: come ai loro bei tempi Chaplin e René Clair. (Vittorio Sereni)