Oggi tutti conosciamo questa celebre corsa, ma le origini risalgono ai primi anni del Novecento, un periodo in cui la bicicletta stava iniziando a diffondersi come mezzo di trasporto, seppur in modo ancora limitato.

La prima edizione del Giro si svolge nel 1909, su un tracciato di otto tappe con partenza e arrivo a Milano. Da allora, il Giro ha visto una costante evoluzione diventando, negli anni, palcoscenico di gesta leggendarie e di sfide emozionanti, come quelle che coinvolsero Fausto Coppi e Gino Bartali all’indomani della Seconda guerra mondiale. La corsa si è disputata ogni anno, tranne due interruzioni in corrispondenza dei conflitti mondiali. 

 

La nascita della Maglia Rosa

Icona del ciclismo professionistico, la Maglia Rosa viene introdotta nel 1931 da Armando Cougnet, giornalista sportivo de La Gazzetta dello Sport, il giornale che oltre vent’anni prima aveva ideato il Giro d’Italia. L’idea fu quella di individuare un simbolo che rendesse visibile il corridore al comando della classifica, per dare modo agli spettatori di distinguerlo tra tutti gli altri. Una tradizione, questa della maglia da assegnare al leader della classifica generale, che ancora oggi vive nella più importante corsa a tappe ciclistica del mondo. Quell’anno, il lontano 1931, il primo a indossarla fu Learco Guerra, così forte da essere soprannominato la Locomotiva umana e da conquistare nello stesso anno il campionato del mondo di ciclismo su strada a Copenaghen e nel 1934 la Corsa Rosa.

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Giro d'Italia 2026