Trovati 858692 documenti.
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Vicenza : Pozza, copyr. 2009
Abstract: Sottoporre a revisione la storia è il compito stesso degli studiosi, essendo la storiografia nient'altro che una costante riscrittura della storia. Perché, dunque, degli storici come gli autori di questo libro dovrebbero schierarsi contro il revisionismo? Perché sotto questo termine si è delineato, nel corso degli ultimi decenni in Italia e nel mondo, un uso politico della storia che ha poco a che fare con la ricerca storiografica. Un uso politico dalle molteplici diramazioni, ma che, soprattutto nella distorta ricostruzione della nostra storia nazionale, presenta alcune opinioni ossessivamente ripetute: l'idea che il Risorgimento sia stato una guerra di annessione e non un movimento di rinascita per l'unità nazionale; la concezione del fascismo come tentativo autoritario bonario, distinto dal totalitarismo nazista e volto all'edificazione di una patria che non sarebbe esistita prima; l'ipotesi della morte definitiva della patria sancita dall'8 Settembre e la conseguente rivalutazione dei combattenti di Salò come autentici patrioti. Tesi politiche che non hanno la benché minima serietà né il rigore dell'autentica indagine storica, ma che, raffigurando gli avversari come i difensori di una vulgata resistenziale, di verità di regime, mirano a distruggere i fondamenti stessi della nostra storia repubblicana e della nostra Costituzione. Contro questo revisionismo si schierano alcuni tra i migliori storici italiani.
Io mi ricordo / a cura di Banca della memoria
Einaudi, 2009
Abstract: Ricordi e testimonianze di persone varie sul Novecento italiano.
Foibe : una storia d'Italia / Joze Pirjevec ; con la collaborazione di Gorazd Bajc ... [et al.]
Torino : Einaudi, copyr. 2009
Abstract: Il sanguinoso capitolo delle foibe, legato alla fine della seconda guerra mondiale, che vide regolamenti di conti dappertutto in Europa dove s'era manifestata una qualche Resistenza, sarebbe stato da tempo relegato nei libri di storia come una delle vicende minori di quella mattanza mondiale che pretese cinquanta milioni di vite umane. Dato però che si colloca in una realtà mistilingue in cui le opposte idee sulle frontiere giuste sono state a lungo in conflitto tra loro, esso è ancor vivo nella memoria collettiva dell'area giuliana e ancora sfruttabile a fini politici interni e internazionali. Sebbene il contenzioso sulle frontiere sia stato risolto attraverso un lungo e articolato processo diplomatico [...], esso non si è ancora risolto nelle menti e nei cuori delle popolazioni interessate. E stato anzi rinfocolato dalla crisi della Jugoslavia negli anni Ottanta e dal suo successivo sfacelo, con l'emergere dalle sue rovine di nuove realtà statali, la Repubblica di Slovenia e quella di Croazia soprattutto. Il contemporaneo crollo del Muro di Berlino e i suoi contraccolpi sulla politica interna italiana, con la scomparsa dei vecchi partiti e l'emergere di nuovi, provocò nella Penisola una crisi d'identità e di coesione nazionale, alla quale le forze di destra e quelle di sinistra pensarono di rispondere facendo ricorso allo strumento più ovvio e tradizionale: quello del nazionalismo.
Italy and italian / written by Emma Sansone ; illustrated by Kim Woolley
London : Barron's, 1993
Getting to know
E arrivò un Cavaliere Azzurro / a cura di Marco Dallari
Bologna : Art'è, 1999
Art'è ragazzi
Pinelli. La finestra chiusa : quarant'anni dopo / Marco Sassano ; introduzione di Cesare De Michelis
Venezia : Marsilio, 2009
Servi : il paese sommerso dei clandestini al lavoro / Marco Rovelli
Milano : Feltrinelli, 2009
Abstract: L'universo dei clandestini al lavoro. Una situazione drammatica fatta di violenze e soprusi da parte di caporali e datori di lavoro italiani che fanno leva sulla ricattabilità della forza lavoro clandestina per sequestrare loro documenti, trattenere le misere paghe concordate, il tutto condito da insulti e violenze quotidiane, con la collaborazione attiva di piccoli malavitosi locali. Uno scenario che mai compare sui quotidiani nazionali e che invece rappresenta la dorsale nascosta di un'Italia truce e violenta: l'altra faccia del mito italiani brava gente. Dalle campagne siciliane e del foggiano, fino ai cantieri edilizi e agli ortomercati del Nord, da questo libro emerge una fotografia brutale del nostro paese. Marco Rovelli si è mischiato con i clandestini, bevendo insieme a loro il tè, e comunicando, facendosi raccontare le loro storie finora inascoltate: dal loro racconto emerge anche il volto crudele del nostro capitalismo, ritornato in alcune aree e comparti a forme ottocentesche di sfruttamento. Non manca un capitolo sulla condizione degli immigrati nel comune di Rosarno: sfruttati senza diritti, vittime di una continua caccia al nero e di attacchi da parte di alcuni giovani rosarnesi che hanno portato alla violenta protesta del 7 gennaio 2010.
La fabbrica degli ignoranti : la disfatta della scuola italiana / Giovanni Floris
[Milano] : Rizzoli, 2009
Abstract: Il manager strapagato che incita a vincere come fece Napoleone a Waterloo, l'avvocato che scrive l'addove, il politico secondo cui Darfùr è il dialetto per dire sbrigati. La nostra classe dirigente è composta da mostri? La ben più dura realtà è che non sono più ignoranti della media. Questo clamoroso fallimento culturale ha un colpevole: la scuola. Per ogni persona che non capisce o non si fa capire c'è infatti un professore senza prospettive, un laboratorio senza apparecchiature, un preside senza portafoglio e una sfilza di ministri che hanno accumulato riforme sempre più inutili. Non può pretendere di avere un futuro un Paese in cui non si rispetta l'istituzione che forma i cittadini. In cui si guadagna meno a insegnare che a pulire i pavimenti, e i bravi docenti vengono ricompensati con carriere immobili. Siamo allo stadio di zoo umano, commenta sconfortata una prof, ma di chi è la colpa? In questa inchiesta sui mali della scuola e dell'Università italiane Giovanni Floris non risparmia fatti, numeri e situazioni allucinanti. Dall'asilo di Napoli che non apre perché mancano i bidelli fino all'istituto friulano che ogni anno cambia l'intero corpo docente (precario). Un libro di denuncia e insieme un atto d'amore verso una scuola di nobile tradizione, piombata in un Medioevo di strutture fatiscenti e insegnanti girovaghi come braccianti. Di fronte al declino della convivenza civile, della vita politica, dell'innovazione culturale, è ora che torniamo tutti sui banchi.
Italy / Damien Simonis ... [et al.]
London : Lonely Planet, c2008
Federico Barbarossa e Beatrice di Borgogna : re e regina d'Italia / Federico Rossi A. di Marignano
Milano : Mondadori, 2009
Abstract: Il misterioso intreccio di bene e di male presente nel cuore di ogni uomo, nella vita di Federico Barbarossa si è manifestato con le con traddizioni più grandi. Lo stesso uomo che scese in Italia per uccidere, incendiare e devastare, che ordinò feroci mutilazioni e saccheggi, quello stesso uomo amò teneramente una giovane donna e una nidiata di figli. Colui che per tanti anni portò in Italia la guerra, alla fine della vita si convertì alla pace e volse l'ultimo sguardo ancora più lontano, a Gerusalemme. Federico A. Rossi di Marignano rievoca le sei discese in Italia del Barbarossa nel tentativo che fece, durante ventanni, di sostituire alla struttura democratica dei Comuni italiani quella autoritaria e centralizzata dell'impero. Di fronte ai soprusi imperiali i Comuni italiani seppero invece superare le antiche inimicizie e allearsi tra loro, sconfiggendo alla fine il Barbarossa a Legnano il 29 maggio 1176. Ricorrendo alla viva voce dei cronisti coevi, seguendo un rigoroso ordine cronologico, l'autore descrive i luoghi, le condizioni di vita, le vicende personali e politiche dei protagonisti, ricordando quel che dissero, quel che fecero e perché.
Milano : Coop <Lombardia>, [2008]
Direfaresociale ; 10
Questione di stile : 100 anni di abbigliamento maschile / Cally Blackman
[Milano] : Mondadori, 2009
Abstract: Che sia il desiderio di dichiarare un'ideologia politica o artistica attraverso la creazione di abiti o di usare questi ultimi per dare vita a forme artistiche, l'abbigliamento maschile del XX secolo più che un monotono ripetersi di tagli e fogge può essere letto in modo nuovo e interessante, scovando in quegli abiti cambiamenti sociali, generazionali e di gusto. Sono i maschi, infatti, responsabili dell'introduzione, nella moda quotidiana, degli stili derivati dai motivi della sottocultura, se è vero che la contaminazione tra abbigliamento sportivo, da lavoro e classico proviene proprio dai loro armadi. Le pagine di questo volume regalano una panoramica sugli ultimi cento anni della moda maschile. Senza l'ambizione di essere una storia del costume, quanto piuttosto un'indagine per immagini sulle mode e gli stili che cambiano, il libro racconta come l'abbigliamento maschile goda di un suo fascino e di come sia riuscito anche a influenzare quello femminile. Con immagini attinte sic da repertori d'epoca, dove figurini sfoggiano in completi da sera, sia da cinema, pubblicità e servizi fotografici capaci di rendere al meglio capacità e inventiva dello modo maschile, i cento anni della moda maschile sono raccontati da Depero come da Marlon Brando, da Fred Astaire come da Philippe Lacoste e Armani.
Il grande mosaico della cucina italiana / in collaborazione con Fondazione italiana buon ricordo
Milano : Touring club italiano, copyr. 2009
[Como] : Fondazione Centro studi Nicolò Rusca, 2009
Sociologia delle arti / Janet Wolff
Bologna : Il mulino, copyr. 1983
Reality : dal Grande Fratello all'Isola dei famosi / Paolo Mosca
Milano : Bompiani, 2009
Grandi pasSaggi
Il regno del nord : 1859 : il sogno di Cavour infranto da Garibaldi / Arrigo Petacco
Milano : Mondadori, 2009
Abstract: Italia federale o Italia nazionale? L'interrogativo, oggi di attualità, fu posto già agli albori del Risorgimento. Anzi, alla vigilia dell'Unità nazionale, la Federazione italiana sembrava cosa fatta. Cavour aveva in progetto, infatti, di piemontesizzare il Nord Italia e suddividere la penisola in tre Stati federali: il Regno di Sardegna, lo Stato della Chiesa e il Regno delle due Sicilie, sotto la virtuale presidenza del Papa. Così Cavour nel 1859, prima della fine della seconda guerra d'Indipendenza, si era accordato in gran segreto con il governo borbonico: il Regno di Sardegna avrebbe inglobato il Lombardo-Veneto, l'Emilia e la Toscana, al Regno delle due Sicilie si sarebbero aggiunte l'Umbria o le Marche, tolte allo Stato della Chiesa mentre Roma sarebbe diventata capitale dell'Italia federale. Tutto pareva organizzato, mancava soltanto l'approvazione di Francesco II, re di Napoli, che però, da devoto e timorato di Dio qual era, quando fu informato che il suo Regno si sarebbe arricchito delle due regioni papaline gridò al sacrilegio. E il piano andò in fumo.
Dio gioca a dadi? : la nuova matematica del caos / Ian Stewart
2. ed. ampliata
Bollati Boringhieri, 2009
Abstract: Nei due secoli intercorsi tra la pubblicazione dei Principia di Newton e l'avvento della teoria quantistica, il determinismo fu il paradigma della scienza classica; il suo dominio si estese persino alle scienze sociali, quali l'economia, la sociologia o la psicologia sperimentale, e finì con l'imporsi anche nelle scienze biologiche. La possibilità di prevedere esattamente il comportamento dei sistemi osservati, l'ideale di Laplace, divenne il contrassegno caratterizzante dell'intero discorso scientifico. Se soprattutto la meccanica quantistica ha segnato all'inizio del Novecento un momento di grave crisi nel dominio della scienza classica, le certezze della fisica e di altre scienze della natura vengono oggi messe in forse da una nuova serie di fenomeni caotici, mai osservati prima, sia per ragioni di miopia e pigrizia mentale, sia per la mancanza di strumenti adeguati, come il computer. Questi fenomeni spesso banali - come il gocciolamento di un rubinetto, l'evoluzione delle condizioni meteorologiche, la dinamica di una popolazione animale - non obbediscono al paradigma della scienza classica, pur rimanendo in una cornice deterministica. Il caos, infatti, rende impossibili le predizioni non per una sua intrinseca natura indeterministica, ma per la sua estrema sensibilità alle condizioni iniziali, che dovrebbero essere date con una precisione impossibile, fino all'ultimo decimale.
Milano : Melampo, copyr. 2009
Abstract: Due guerre e una sola trincea, la scrivania di un magistrato. Dalla Torino degli anni Settanta alla Palermo dei Novanta, trentacinque anni di storia italiana attraverso lo sguardo di un protagonista della lotta contro il terrorismo di sinistra e contro la mafia. Due guerre in difesa della democrazia, una vinta (quella contro il terrorismo), una in sospeso (quella contro la mafia). Dal processo ai capi storici delle Brigate rosse al pentimento di Patrizio Peci, dalle stragi di Capaci e via D'Amelio all'arresto di Totò Riina e di decine di altri latitanti, passando per il caso Cossiga/Donat-Cattin e il processo a Giulio Andreotti. In mezzo, il ricordo di tanti, troppi amici che, in questa storia aspra di rischi e di eroismi, combattendo hanno perso la vita. Memorie, interrogativi, domande e risposte. Gian Carlo Caselli racconta. (Postfazione di Marco Travaglio).
Ladri di stelle : storie di clandestini e altro / Nicola Montano ; prefazione di Eraldo Affinati
Milano : Medusa, copyr. 2009
Abstract: Questo libro ci spiega cos'è l'immigrazione nel nostro paese da un punto di vista che più singolare e simbolico non potrebbe essere: gli eventi sono raccontati da un agente di pubblica sicurezza, l'ispettore Nicola Montano, nato a Pisticci, poliziotto di frontiera, emigrato in Germania da giovane, prima di entrare in polizia. L'immigrazione clandestina è il grande fenomeno sociale che l'Italia si è trovata ad affrontare con mezzi inadeguati e una sostanziale impreparazione culturale e sociale. La vita dei clandestini è grama, spesso piena di rischi, di sofferenze, molti hanno anche perduto la vita nel tentativo di mettere piede nei paesi dell'Occidente, altri sono finiti a svolgere lavori o attività illecite, ma la maggior parte scappava da condizioni ancor peggiori e cercava soltanto un po' di libertà e il modo per sopravvivere. Questo libro racconta i clandestini visti dall'altra parte, da quella di chi per primo si trova a fronteggiarne l'invasione sulle nostre coste: poliziotti e carabinieri. È il racconto scritto da uno sbirro, un resoconto ricco di pietà e di solidarietà, scritto da un uomo delle forze dell'ordine che si è trovato molte volte a fare da ponte fra i dannati della terra, lo Stato italiano, i magistrati, i giornalisti. E qualche volta ha visto morire quelli che avrebbe voluto mettere in salvo.