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Valanga
Libri Moderni

Haroche, Raphaël

Valanga / Raphaël Haroche ; traduzione di Giulio Sanseverino

Palermo : Sellerio, 2026

Il contesto ; 176

Abstract: Autunno 1989. Léonard e Nicolas sono di fronte a un abisso terrificante: hanno appena perso la madre, morta improvvisamente in un incidente. I due fratelli, orfani e spaesati, vengono accolti in un collegio per famiglie benestanti che sorge sul fianco di un’imponente montagna in Svizzera. Da quel momento in poi, nulla sarà più come prima. Nicolas, bambino prodigio del pianoforte, ha soltanto dodici anni, ed è grazie al suo talento se vengono ospitati nel collegio svizzero; Léonard, invece, è appena adolescente, un quindicenne senza più alcun punto di riferimento, improvvisamente costretto a prendersi cura del fratello. Tutt’intorno a loro la realtà assume via via tratti sempre più irriconoscibili, scivola verso un futuro incerto e spaventoso, con la caduta del Muro e quella di Ceausescu, i confini del mondo in cui sono cresciuti diventano incerti, le pochissime sicurezze crollano. E Léonard, di fronte a tutto questo, si ostina a erigere un muro tra sé e gli altri: si scopre incompreso, crudele, cinico, mentre i pericolosi giochi dell’amore e della morte si intrecciano tutt’intorno. Tra lampi di tenerezza e improvvisi scatti di crudeltà, questo romanzo singolare e malinconico si fa cronaca fedele e struggente dell’adolescenza con le sue turbolenze emotive, la violenza, le difficoltà e le paure, la folgorante comparsa dell’amore e il peso insostenibile delle responsabilità. Con Valanga, Raphaël Haroche ci consegna un romanzo che mette insieme Salinger e Palahniuk, un racconto vivo e autentico, punteggiato di nostalgia e di tenerezza, scritto con una lingua affilata e pieno di verità.

Poesie
Libri Moderni

Marin, Biagio <1891-1985>

Poesie / Biagio Marin ; a cura di Claudio Magris e Edda Serra

Milano : Garzanti, 1991

Abstract: Ciò che Biagio Marin canta costantemente e inconsciamente è la tensione generatrice, ha scritto Pier Paolo Pasolini. La sua poesia, ha aggiunto Claudio Magris, costituisce una risposta consapevolmente radicale alla crisi della lirica moderna. L'opera di Marin si muove tra questi due poli: un'autenticità istantaneamente comunicativa e una raffinata coscienza delle lacerazioni del nostro tempo; suo fulcro e chiave è un linguaggio che si sottrae a ogni compromesso, proteso verso quella vita vera di cui la lirica moderna constata e denuncia l'esilio. Il dialetto si cristallizza in una lingua poetica immediata, elementare, progressivamente assimilata a oggetti e orizzonti drasticamente semplificati.