Trovati 855777 documenti.
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I giorni dell'amore e della guerra
Piemme, 15/03/2016
Abstract: 1488. Caterina Sforza, vedova di Girolamo Riario, signora di Forlì e Imola, non è una donna come le altre. Lo sanno bene i grandi signori d'Italia, da Lorenzo Medici a Ludovico il Moro, al papa in persona, i quali ne cercano l'alleanza non solo per la posizione delle sue terre ma anche per l'ingegno di colei che le possiede.Nessuno può credere, quindi, ricordando Caterina, sola, dopo l'assassinio del marito, capace di sacrificare i suoi stessi figli per difendere la rocca di Ravaldino in cui si è asserragliata, che possa perdere forza e scaltrezza per colpa di un uomo.Proprio nei giorni della rischiosissima lotta contro i nemici che hanno ucciso Girolamo Riario, infatti, Caterina incontra un uomo capace di suscitare in lei una passione così impetuosa da distoglierla dai suoi doveri e dalla sua inflessibilità. Si chiama Giacomo Feo ed è uno stalliere, un individuo indegno di lei, del suo rango, anche solo del suo interesse.Ma la Tygre, fin da bambina, ha dimostrato a tutti di avere un carattere indomito e in quella storia clandestina e pericolosa si lascia condurre con lo stesso furore che l'ha sempre sostenuta in battaglia.Accecata dall'amore, non si rende conto che in molti tramano nell'ombra per privarla della reggenza sulla signoria di Forlì. Spetterà a Caterina scegliere tra la vita che crede di meritare e il ruolo per cui è nata. E non sarà una scelta facile.Attraverso le vicende di Caterina Sforza, Carla Maria Russo ci regala un affresco magistrale dell'Italia tardo-quattrocentesca, epoca di donne e uomini mai dimenticati: da Leonardo da Vinci a Ludovico Sforza, dai Borgia a Beatrice d'Este.
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L'invisibile. Il fascino pericoloso di quel che non si vede
Einaudi, 01/03/2016
Abstract: "Verso il 1680 lo scrittore inglese John Aubrey mise per iscritto un incantesimo di invisibilità che sembra tirato fuori da una fiaba, e per giunta una particolarmente macabra. Un mercoledí mattina, prima del sorgere del sole, bisogna sotterrare la testa recisa di un suicida insieme a sette fagioli neri. Dopo aver annaffiato i fagioli per sette giorni con un buon brandy, apparirà uno spirito che baderà a essi e alla testa sepolta. Il giorno successivo i fagioli germoglieranno e bisognerà convincere una bambina a coglierli e a toglierli dai baccelli. Uno di questi fagioli, messo in bocca, renderà invisibili. Aubrey racconta che due mercanti ebrei di Londra, non riuscendo a procurarsi la testa di un suicida, ci provarono con quella di un povero gatto ucciso ritualmente. La sotterrarono insieme ai fagioli nel giardino di un tal Wyld Clark, col suo permesso. Il modo in cui Aubrey assapora senza commento il finale quasi comico ci fa pensare che fin dall'inizio fosse scettico sull'esito, perché ci spiega che il gallo di Clark disseppellí i fagioli e li mangiò senza conseguenze. Nonostante il rischio di questi contrattempi prosaici, i testi magici dal Medioevo fino all'inizio dell'Illuminismo danno mostra di una gran sicurezza di sé, per quanto bizzarre possano essere le loro ricette. Certo che la magia funzionerà, se saremo arditi a sufficienza da correre il rischio. Non era solo una trovata "pubblicitaria": all'epoca c'era una fiducia universale nell'efficacia della magia. Il popolino la temeva e la bramava, il clero la condannava, gli intellettuali e i filosofi, come anche numerosi ciarlatani e truffatori, davano a intendere di conoscerla. È tra queste ricette fantasiose che inizia la ricerca delle origini dell'invisibilità, sia come possibilità teorica che come tecnologia concreta nel mondo reale. Rendere qualcosa invisibile era un tipo di magia, ma che cosa significava di preciso?"
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Sindona. Biografia degli anni Settanta
Einaudi, 01/03/2016
Abstract: La parabola di Michele Sindona, nato nel 1920 in Sicilia e morto suicida nel 1986 nel carcere di Voghera, è un prisma con cui scomporre le componenti della storia italiana nella seconda metà del Novecento. Negli anni Sessanta diviene il fiduciario finanziario del Vaticano. Negli Stati Uniti è un affermato banchiere; in Italia è considerato il piú dinamico finanziere privato. È uno degli uomini senza pedigree che conquistano il successo in anni di straordinario cambiamento dell'Italia. Ha un'intelligenza svelta, la passione per l'azzardo, la spregiudicatezza morale che occorrono per puntare in alto. In pochi anni giuoca e perde la sua partita. Alla fine del 1974 le sue banche falliscono clamorosamente, in Italia e negli Stati Uniti. L'esemplarità della sua vicenda consiste nella capacità di sfruttare creativamente una struttura di potere in cui convivono strettamente forze finanziarie, istituzionali, eversive, criminali. È il mondo delle consorterie trasversali, della loggia massonica P2 e della mafia, in cui Sindona si immerge avendo come referente politico la DC. Questo intreccio di poteri costituisce la versione patologica, ma non effimera, di un modello di capitalismo relazionale il cui ruolo nella storia recente italiana è ormai indiscusso. Sindona fa uccidere da un sicario mafioso il commissario liquidatore Giorgio Ambrosoli, delitto per cui è condannato all'ergastolo. La sua sconfitta si deve soprattutto al coraggio dei pochi che tentarono di arginare lo scadimento dello spirito pubblico di cui il banchiere fu espressione emblematica.
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Einaudi, 08/03/2016
Abstract: Troppe responsabilità gravano sulle giovani spalle di Purity Tyler, per tutti Pip: un debito universitario di centotrentamila dollari che il suo pessimo lavoro da promotrice telefonica non potrà mai ripagare, una madre lunatica, ipocondriaca e del tutto priva di senso pratico, e nessun padre con cui condividere i due carichi. L'incontro fortuito con una bellissima e indecifrabile attivista tedesca nella casa di Oakland che Pip occupa con altri squatter le offre un'inattesa possibilità di fuggire da tutto questo: uno stage (retribuito!) presso la sede sudamericana del Sunlight Project, l'organizzazione clandestina che divulga via rete notizie riservate sui traffici di mezzo mondo. Accettando, Purity potrà contribuire alla pulizia del pianeta gettando luce sui misteri dei potenti, e allo stesso tempo, perché no, carpire informazioni sull'identità di suo padre, che la madre si rifiuta da sempre di rivelare, per indurlo a metter mano al portafogli. E poi potrà conoscere il mitico Andreas Wolf, ispiratore e leader carismatico del Progetto. Wolf è finito sotto i riflettori durante l'attacco a Normannenstraße del 1990, che ha scoperchiato gli altarini della Stasi e di un intero sistema, e da quel momento la sua ascesa verso l'Olimpo dei leaker piú scomodi è stata inarrestabile. A differenza del collega e rivale Julian Assange, Wolf vorrebbe fare della purezza il suo marchio di fabbrica ("Wiki era sporca: c'è gente che è morta a causa di Wiki"); come lui, tuttavia, esprime il rapporto instabile e complicato che lega potere e segreti. Oscuri e nefasti sono quelli che si nascondono nel passato di Andreas, in una Ddr pre-caduta del Muro; oscura e ambigua è la sua tensione verso la nuova arrivata Pip. Il contatto con il leader segnerà per lei l'inizio di un viaggio di formazione alla scoperta di suo padre e di sua madre, della stoffa morale di cui sono fatti quelli che ama, del lato oscuro dietro a ogni luce. L'autore di Le correzioni e Libertà dilata il tempo e lo spazio della sua narrazione - la Germania Est degli anni Ottanta, Philadelphia, Oakland, Denver, la Bolivia di oggi -, espande la galleria dei personaggi e moltiplica i protagonisti, diversifica le insidie con cui si devono misurare - dalla potenziale distruttività del ruolo genitoriale alla schiavitú dell'immagine, dalla corruttibilità delle idee forti alla guerra fra i sessi -, e restituisce una grande opera di inedita ambizione e irresistibile pathos.
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Mi sono perso in un luogo comune. Dizionario della nostra stupidità
Einaudi, 01/03/2016
Abstract: "ADDOMINALI Ciò che conta in un uomo oltre alla carta di credito. Io che non ho mai badato a queste cose, un giorno ho scoperto che avrei dovuto averceli a tartaruga. Sono subito corso a specchiarmi, e ho constatato che invece ce li avevo a foca. Avete presente le foche? Ecco, io ne ho una che dorme beata lí dove dovrebbe esserci una tartaruga. Ora, quanto è tenera una foca addormentata? Perché svegliarla? E come dirle che dovrebbe sloggiare per far posto a una tartaruga?" "ALIMENTI Un tempo si mangiavano. Oggi si passano. Ma qui preferirei non approfondire". "ECCELLENZA Sempre italiana". "SCAMBISTI Non lavorano per le ferrovie". Mi sono perso in un luogo comune contiene frammenti di comicità pura, ma anche riflessioni piú malinconiche - sempre all'insegna dell'intelligenza. Un testo che si può leggere come si vuole: rispettando l'ordine alfabetico o aprendo le pagine a caso, divorandolo in una sola notte o a poche pillole al giorno. Comunque lo si affronti, ci si vedrà allo specchio, perché è un ritratto di tutti noi, sorpresi - nei nostri salotti reali o immaginari - a parlare senza pensare davvero, pronunciando frasi impronunciabili.
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Einaudi, 01/03/2016
Abstract: I migliori personaggi di Quiroga, o meglio di Misiones, sono generalmente "ex uomini", spesso incrocio di provenienze diverse e di vite possibili, tutte bruciate, frontiere incarnate e non piú riconoscibili. Quiroga trova per loro una figura memorabile, "nati con l'effetto" li definisce, come le palle di biliardo, che toccano normalmente la sponda ma rimbalzano nei modi piú inaspettati. Ne fa un breve sommario all'inizio del racconto Gli emigrati: "Cosí Juan Brown, che venne a Misiones per qualche ora a vedere i ruderi e ci rimase venticinque anni; il dottor Else, che per colpa del distillato d'arancia scambiò sua figlia per un ratto; il chimico Rivet, che si spense come una lampada, stracolmo di alcol denaturato..." Tornano, questi personaggi, e incontrano pure loro simili in racconti come Magione-Tacuara, Il tetto d'incenso, I distillatori d'arance, sono vite consumate, senza piú "letteratura", vite della disperanza, vite cioè senza speranza ma senza disperazione, elementi naturali con il volto d'uomo. Gli ex uomini di Quiroga non supplicano, non spiegano, non piangono, come gli animali. dalla prefazione di Ernesto Franco
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Einaudi, 01/03/2016
Abstract: È "maoista" ma va in chiesa, è devota al marito ma non rinuncia al collettivo femminista. Per merenda ti propina la solita rosetta con margarina e zucchero, ed è convinta che due colpi di battipanni ben assestati sul sedere non possano che temprarti il carattere. Insegna in una scuola di periferia e fa il bagno al mare anche in dicembre. Se le chiedi perché, ti risponde: lo so io. Se le racconti una cosa, ti risponde: lo so già. È la mamma di Francesco. Nato come una serie social a episodi, questo libro mette in scena una giocosa, inarrestabile dialettica tra madre e figlio che, tra una risata e l'altra, ci commuove. - Devo chiedere al Signore perché mi ha dato te e non il figlio di signora Castía. - E cos'ha lui piú di me? - È morto. Inflessibile, caustica, cinica e generosa, frivola e dolente: la mamma di Francesco ha sempre l'ultima parola. Proprio come tua madre. E proprio come la tua arriva dritta al cuore.
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Il piatto forte è l'emozione. 50 ricette dal Sud al Nord. Ediz. illustrata
Einaudi, 01/03/2016
Abstract: Cucinare è un'attività che richiede voglia di sperimentare, disciplina e un bravo maestro. Antonino Cannavacciuolo mette qui la sua esperienza e il suo talento al servizio degli appassionati che amano le sfide. Ricordando, innanzitutto, che una cosa non deve mai mancare in un piatto: l'emozione. IL LIBRO DELLO CHEF CHE HA UNITO L'ITALIA - Le ricette - Come riconoscere le materie prime - Il tocco di Antonino e le sue storie
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Mondadori, 08/03/2016
Abstract: La società che organizza corsi per buttafuori e addetti alle pompe funebri ed è controllata dal noto paradiso fiscale dell'isola di Jersey. L'ex consulente campano che con gli immigrati incassa 24.000 euro al giorno e gira in Ferrari. La multinazionale francese dell'energia. E l'Arcipesca di Vibo Valentia. Ecco alcuni dei soggetti che si muovono dietro il Grande Business dei Profughi: milioni e milioni di euro (denaro dei contribuenti) gestiti dallo Stato in situazione d'emergenza. E proprio per questo sfuggiti a ogni tipo di controllo. Dunque finiti in ogni tipo di tasca, più o meno raccomandabile.Si parla spesso di accoglienza e solidarietà, ma è sufficiente sollevare il velo dell'emergenza immigrazione per scoprire che dietro il paravento del buonismo si nascondono soprattutto gli affari. Non sempre leciti, per altro. Fra quelli che accolgono gli stranieri, infatti, ci sono avventurieri improvvisati, faccendieri dell'ultima ora, speculatori di ogni tipo. E poi vere e proprie industrie, che sulla disperazione altrui hanno costruito degli imperi economici: basti pensare che, mentre il 95 per cento delle aziende italiane fattura meno di 2 milioni di euro l'anno, ci sono cooperative che arrivano anche a 100 milioni e altre che in dodici mesi hanno aumentato il fatturato del 178 per cento.Profugopoli è un fiume di denaro che significa potere, migliaia di posti di lavoro, tanti voti. E che fa gola a molti perché, come è noto, "gli immigrati rendono più della droga". Però l'impressione è che Mafia Capitale, che tanto ci ha indignato, sia solo l'inizio: c'è un pentolone da scoperchiare che non riguarda solo Roma, ma tutta Italia. Lo ha detto anche il capo dell'Anticorruzione Raffaele Cantone: "Temo abusi di un sistema diffuso". Diffuso sì, ma quanto? Leggendo queste pagine ne avrete un'idea. Profugopoli, infatti, vi anticipa gli scandali che stanno per scoppiare, e vi svela ciò che nessuno ha ancora svelato: le coop sospette che continuano inspiegabilmente a vincere appalti, i personaggi oscuri, gli affidamenti dubbi, i comportamenti incomprensibili di alcune Prefetture. Come si giustifica, per esempio, che nel Nordest si aggiudichi bandi di gara a ripetizione una coop modenese, guidata da uno studente ventiduenne, già segnalata per "gravi inadempienze, poca trasparenza e false comunicazioni"?Tutti gli scandali sono insopportabili. Ma quelli che si fanno scudo della generosità sono i peggiori. E vanno denunciati, in primo luogo per rispetto ai tantissimi volontari perbene: questo libro è dedicato proprio a loro, che ogni giorno tendono la mano al prossimo senza ritirarla piena di quattrini. E che, perciò, non possono essere infangati da chi ha trasformato l'accoglienza in una grande mangiatoia. Perché se i volontari aiutano gli altri è per cercare di guadagnarsi il paradiso. Quello vero, non quello fiscale.
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Piemme, 26/02/2016
Abstract: I tre grandi thriller che hanno ispirato la serie televisiva dedicata a Harry Bosch: La bionda di cemento, La città delle ossa, Il cerchio del lupo "Non c'è nulla che il detective Harry Bosch non possa fare. È disposto a sguazzare nel fango, a gettarsi nella mischia, a misurarsi con i propri fantasmi. L'importante è uscirne vivo." Corriere della Sera "Credo che il lavoro fatto con questa serie sia davvero straordinario. Ne sono molto orgoglioso, e penso che tratteggi fedelmente il personaggio di Harry Bosch, la sua storia e la città di Los Angeles. Spero che vi piaccia quanto è piaciuta a me." Michael Connelly
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Einaudi, 01/03/2016
Abstract: "Alice per la maggior parte del tempo portava vestiti dell'ospedale. Si svegliava quando glielo dicevano, si lavava e si vestiva quando glielo dicevano, mangiava quando glielo dicevano. Viveva con chiunque le dicevano che dovesse vivere. Alice si sentiva in prigione, come se l'avessero messa dentro per vecchiaia". La caducità umana può essere un argomento infido. Si può innegabilmente provare una sorta di disagio ad affrontare temi che la riguardano. Ma se fossimo vittime proprio del nostro rifiuto di accettare l'inesorabilità del ciclo vitale? E se ci fossero invece approcci migliori, proprio lí, davanti ai nostri occhi, che chiedono solo di essere riconosciuti? Sicuramente la qualità di vita di anziani e malati potrebbe migliorare. Atul Gawande presenta e discute le principali difficoltà incontrate nell'Occidente industriale dai servizi assistenziali per gli anziani, e propone alternative. Nel suo classico stile equilibrato, lucido e coinvolgente, mostra come, per provare a migliorare la qualità della vita di persone molto anziane o malate, occorra prima di tutto interrogarsi su che cosa ciascuno di noi intende per qualità della vita cosí da accorgersi che ciò che rende la vita degna di essere vissuta non coincide soltanto con sicurezza e salute. Molte altre sono le sfide da affrontare quando il medico vuole fare meglio, e vuole far andare meglio le cose, quando ha cioè cura di ascoltare il paziente e di non perderne di vista l'esigenza primaria: l'importanza vitale di mantenere il controllo sulle proprie scelte esistenziali e la possibilità di seguire i propri desideri anche di fronte alla morte. Attraverso alcune storie esemplari di pazienti incontrati durante la sua carriera di medico e di familiari che hanno vissuto e condiviso con lui gli ultimi istanti di vita, Gawande ci spinge a interrogarci su temi molto complessi e scomodi senza irretirci in banali dibattiti ideologici, ma anzi permettendoci di provare, alla fine di ogni piccola o grande storia, un vero e proprio senso di sollievo. Pagina dopo pagina si scopre infatti come i problemi e i drammi affrontati - dalla medicalizzazione del ciclo di vita all'eutanasia, dalle politiche pubbliche di assistenza per gli anziani alla crisi moderna dell'ideale di autosufficienza individuale - siano in realtà non solo importanti e attuali, ma anche pieni di vita. "Siamo ormai arrivati a medicalizzare l'invecchiamento, la fragilità, e la morte, trattandoli come se fossero soltanto un altro problema clinico da risolvere. Eppure, se la medicina è necessaria negli anni della vecchiaia, anche piú necessaria è la vita - una vita piena di significato, una vita ricca e piú completa possibile. Essere mortale non è solo un libro saggio e profondamente commovente, è anche un testo essenziale e ricco di spunti di riflessione per il nostro tempo. Un libro come solo Atul Gawande, uno dei nostri migliori scrittori medici, poteva darci". Oliver Sacks
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Einaudi, 08/03/2016
Abstract: "Non ricordo quando e perché, a un tratto qualcosa in me si è ribellato. La mia anima soffoca in questo travestimento di sage jeune fille: basta foglietti e sorrisi gentili! Basta gesti composti e vestiti rigorosamente comme il faut". Questa è una storia che comincia da lontano, privata e corale al tempo stesso. Comincia da una bambina cagionevole che nell'immaginazione ha la sua forza, dai sentimenti puliti dell'età in cui tutto è nuovo e si impara a misurare se stessi. La Seconda guerra mondiale è finita, dietro le spalle la paura e la fame. E tutto può ricominciare. C'è una famiglia benestante e protettiva, c'è l'Italia che scorre davanti agli occhi. Ci sono tre sorelle e un fratello, le cuoche e le cameriere, le governanti e le insegnanti, e poi gli amici inseparabili, un disco che gira sul grammofono, i giochi, gli affetti, i segreti. Ci sono le gite in montagna, le estati irripetibili e arroventate con le scorribande sulle colline del Monferrato, i bagni nel Po. Le ore passate a fingere di studiare il pianoforte con le avventure delle tigri di Mompracem al posto dello spartito, gonne di taffetà sul corpo che cambia, un tavolo da ping pong che fa il suo ingresso in casa relegando le bambole in soffitta e scatenando pomeriggi di battaglie furibonde. Poi, dal bozzolo della fanciulla "bene", spunta un'adolescente determinata e curiosa: di nuovi luoghi, di persone dalle storie affascinanti e nebulose. E nascono anche i primi "incantamenti", a partire da quel ragazzo piú grande che assomiglia a Gregory Peck fino a quel giovane alto e squattrinato che legge Marx e la fa sentire bellissima. D'improvviso, gli appuntamenti di nascosto, le bugie al padre amatissimo, l'emozione del corpo. È da qui che comincia la vita adulta.
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Le variazioni del dolore. La vita, dopo l'inferno, grazie alla musica
Einaudi, 08/03/2016
Abstract: "Io sono molte cose. Sono un musicista, un uomo, un padre, uno stronzo, un bugiardo e un impostore. Soprattutto, sono una persona che vive nella vergogna". James si fidava di quell'uomo gentile. Perché non avrebbe dovuto? Era il suo maestro delle elementari. In principio fu una scatola di fiammiferi. Un meraviglioso oggetto del desiderio, per un bambino di sei anni. Poi seguirono altri piccoli doni. Insieme a sorrisi, incoraggiamenti, attenzioni. Lui ne era lusingato, e cominciò a sentirsi un po' speciale. Gli abusi durarono quattro anni, senza che nessuno, né a scuola, né in famiglia, si rendesse conto di nulla. Quando terminarono, per James fu un progressivo sprofondare nell'abisso: relazioni distorte e distruttive, ospedali psichiatrici, alcol. Fino all'incontro con la musica classica, con Bach in particolare, e alla scoperta di come le composizioni piú sublimi siano state scritte da uomini che hanno avuto esistenze drammatiche e destini tragici. "Non ho mai letto un'autobiografia piú esuberante, piú piena di vita, piú coinvolgente". Mark Haddon
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Einaudi, 08/03/2016
Abstract: La storia dei rapporti tra il cristianesimo e la pena di morte Nuova edizione riveduta Durante i secoli di un "lungo Medioevo" nelle città europee si venne progressivamente elaborando e strutturando un grande spettacolo: quello della morte per via di giustizia. Come ogni dramma teatrale, ciò che manteneva alta la tensione degli spettatori era l'incertezza dell'esito. Erano in gioco due vite, quella del corpo e quella dell'anima e tutte e due rimanevano in pericolo fino alla fine: una fine che si prolungava oltre l'esecuzione, quando il corpo rimaneva esposto alla folla, talvolta squartato e infilzato sulle picche, talvolta pendente dalla forca, talvolta ancora "sparato" dai chirurghi nel rito della "notomia" pubblica. La sorte del corpo e quella dell'anima entrarono a far parte dei dialoghi che si svolsero tra il condannato e la folla per incanalarsi poi all'interno del confronto tra il condannato e gli esperti nell'arte del conforto, i membri di confraternite che si specializzarono in questa funzione e che, fiorite inizialmente nell'Italia centrosettentrionale fra Trecento e Quattrocento, si diffusero in seguito in tutta Europa.
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È l'economia che cambia il mondo. Quando la disuguaglianza mette a rischio il nostro futuro
BUR, 10/03/2016
Abstract: Com'è nato il denaro? Da quando il lavoro è una merce? Che ruolo ha avuto il debito nelle società di mercato? In una lettera appassionata alla figlia adolescente, Yanis Varoufakis – economista greco divenuto noto in tutto il mondo per le sue proposte anti-austerity da ministro delle Finanze del primo governo Tsipras – ripercorre le tappe fondanti della storia dell'umanità alla ricerca delle origini della disuguaglianza. Attraversando i grandi temi dell'economia per spiegare le contraddizioni del sistema in cui viviamo, Varoufakis va al cuore dei temi politici e sociali che toccano tutti noi e propone un'idea di società alternativa a quella imposta dal capitale. Un testo chiaro, coraggioso, controcorrente, scritto "per consentire al lettore di vedere la crisi con occhi diversi e capire le vere ragioni per cui i governi si rifiutano caparbiamente di prendere le decisioni che porterebbero alla liberazione delle nostre società, in Europa, in Grecia e in tutto il mondo".
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Mondadori, 08/03/2016
Abstract: Una solitudine dolorosissima che segue tanta smodata compagnia: l'orchestra e il coro davanti e, dietro, il pubblico. Migliaia di occhi che erano avidi soltanto della sua musica, ma non di lui. Pensò: "Adesso non sono più niente: appena la musica finisce, anch'io finisco".
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Mondadori, 22/03/2016
Abstract: Morgan Prager ha trent'anni e sta finendo la sua tesi di dottorato sulla psicologia delle vittime. È da poco fidanzata con Bennett, sexy e possessivo ma incredibilmente riservato. Una mattina Morgan torna dall'università e trova Bennett in un lago di sangue, sbranato a morte dai tre cani che lei ha salvato dalla strada. Sconvolta e terrorizzata dalla violenza degli animali, si sente improvvisamente vittima della stessa sindrome che studia all'università: un patologico altruismo, che quando agisce in modo disinteressato può fare più danni di qualsiasi cattiva intenzione.Ancora scioccata da quello che è accaduto e sopraffatta dal senso di colpa, Morgan cerca di rintracciare i genitori di Bennett per dare lei stessa la terribile notizia. Ma quello che presto scopre è che i genitori non esistono, non c'è nessun numero 42 in rue Saint-Urbain a Montréal, e molte delle cose che il fidanzato le ha detto non hanno nessun riscontro nella realtà. Tutto quello che le ha raccontato - la sua famiglia, il lavoro, la casa dove vive - sono bugie. La verità è che Bennett ha altre due fidanzate e una ex moglie, e una dopo l'altra muoiono in circostanze quantomeno sospette. Il tentativo di Morgan di scoprire chi era davvero il suo uomo diventa allora qualcosa di ben più urgente di un'indagine su un'identità manipolata, diventa questione di vita o di morte.Se vuole rimanere in vita, Morgan deve scoprire come è veramente morto Bennett e chi sta uccidendo le donne della sua vita.Inquietante e provocatorio, La mano che ti nutre non è solo un romanzo dalla suspense inarrestabile, ma anche una storia raccontata da due scrittrici eccezionali, dove la precisione della scrittura e la capacità di scendere nel profondo dell'animo umano sono al servizio di una trama che non lascia scampo.
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Piemme, 08/03/2016
Abstract: Avrebbe dovuto farlo gettare nella fossa comune, come tutti i delinquenti condannati alla crocifissione, invece di concedergli la sepoltura in un sepolcro a parte. Erano stati tutti accontentati dalla morte di Gesù, i sacerdoti del Sinedrio si erano liberati di un pericoloso blasfemo, e i romani di un potenziale sobillatore, non aveva motivo di opporsi a quella richiesta. E poi aveva messo i soldati di guardia, per far contenti i giudei. Ma quando la mattina di domenica il corpo non si trova più, Pilato si maledice per quella decisione.E incarica Clavio, il suo miglior tribuno, di scoprire dove è finito. Senza il corpo, i timori dei farisei troveranno fondamento e l'equilibrio politico in Palestina potrebbe spezzarsi. Clavio è un uomo pratico, abituato ad agire. Si mette a seguire tutte le tracce, a interrogare i testimoni, a fare sopralluoghi e supposizioni. Il corpo non può che essere stato trafugato, si tratta solo di trovare i colpevoli. Però qualcuno dice di aver visto e parlato con Gesù dopo la scomparsa e il mistero si infittisce. Col passare dei giorni, e dopo l'incontro con Rachele, un'ebrea segretamente convertita, le certezze di Clavio traballano. E la sua posizione anche, perché Pilato pretende un cadavere da esibire…
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Sperling & Kupfer, 01/03/2016
Abstract: L'avventurosa storia d'amore e d'odio del nostro Novecento, il romanzo di un secolo attraverso le voci e le vicende di sette personaggi. Un secolo tumultuoso, "di speranze e disinganni, fanatismi e leggerezza, gonne lunghe e seni nudi", racchiuso nella cornice di un romanzo intenso e corale, nelle cui pagine riecheggiano le voci di sette personaggi e delle loro avventure. A partire dal 1917, anno della sanguinosa disfatta di Caporetto, al 31 dicembre 1999: la storia di Nora, crocerossina volontaria durante la Grande Guerra, e di sua sorella Elvira, militante socialista nella Torino di Gramsci, e successivamente, decennio dopo decennio, delle loro figlie, nipoti, sorelle, di volta in volta condotte in diverse città e regioni d'Italia, i monti del Cadore, Torino, Roma, Bologna, Milano, una spiaggia siciliana nei pressi di Melilli e l'entroterra di Taormina... tutte alle prese con la propria epoca, nelle scelte sentimentali come in quelle pubbliche.
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Sperling & Kupfer, 01/03/2016
Abstract: Teresa non è una bambina come le altre: nasconde un segreto e per questo ha scelto di chiudersi in un mutismo che la isola e, al tempo stesso, la protegge. Alessandra, al contrario, è una giovane maestra esuberante. Fa parte di quella folta schiera di donne che, all'inizio del Novecento, si spinse nei paesini più sperduti a insegnare l'alfabeto. Un lavoro da pioniere. Difficile, faticoso, solitario. Anche Alessandra è sola, per la prima volta nella sua vita. Ma le piace insegnare e sfida con coraggio i pregiudizi e le contraddizioni di una società divisa tra idee antiche e prospettive nuove. Nuovo è pure il mestiere di Adelmo, che cerca di farsi strada nel mondo appena nato del giornalismo moderno. Una sfida esaltante per un giovanotto ambizioso e di talento. E le occasioni non mancano in questa Italia ancora giovane, una nazione tutta da inventare. È il 1906, siamo nelle Marche, all'epoca una delle zone più povere della penisola. La maestra e la bambina sono nate qui. Una ad Ancona, l'altra a Montemarciano. Un piccolo paese sconosciuto, che di lì a poco conquisterà, insieme alla vicina Senigallia, le prime pagine dei quotidiani nazionali. Il nuovo secolo infatti porta sogni strani. Come il suffragio universale. Esteso alle donne, addirittura. Ed è per inseguire questo sogno che dieci maestre decidono di chiedere l'iscrizione alle liste elettorali. Sarà un giudice di Ancona, il presidente della Corte di Appello, a dover prendere la decisione. Lodovico Mortara, il giudice delle donne. Maria Rosa Cutrufelli ha recuperato questo episodio storico ingiustamente dimenticato e - attraverso un romanzo avvincente e delicato, commovente e appassionante - lo ha reso vivo e attuale. Perché la battaglia iniziata dalle dieci maestre e da Lodovico Mortara segna l'avvio della nostra (ancora oggi difficile) modernità.