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Adelphi, 09/07/2024
Abstract: Basta leggere che i versi giovanili di Rimbaud sono minati da "negligenza e goffaggine"; che per penetrare la grandezza di Tolstoj bisogna procedere oltre "quella cocciutaggine nel voler salvare la propria anima e se ne avanza l'altrui"; che l'"Innominabile" di Beckett, se può sembrare eccezionale ai profani, rischia di far "sorridere familiarmente lo psichiatra"; bastano insomma queste poche sequenze di apparente irriverenza blasfema per capire che non siamo di fronte a un critico di routine o a un cauto professore. Ci troviamo, infatti, in quella particolare regione della geografia letteraria composta dagli articoli di Tommaso Landolfi: quella regione, cioè, in cui lo scrittore più elusivo e idiosincratico del nostro Novecento rivela l'altra faccia del proprio "understatement" – nella radicalità tipica di chi si ostina a credere, dietro la maschera dell'ironia, "che la letteratura sia una cosa seria".È in nome di una acuta tensione conoscitiva e non solo per puro spirito di provocazione che questi veri microsaggi procedono spesso contromano rispetto alle quiete certezze della vulgata. Ma Landolfi è illuminante anche laddove la sua analisi non produca ribaltamenti eversivi: come nei casi di Van Gogh, di Proust o del Gogol' a Roma che dà il titolo alla raccolta, "perenne forestiero" la cui estraneità di viaggiatore allude a una più vasta estraneità esistenziale. O come quando si concede fulminei scarti dai massimi sistemi – regalandoci così riflessioni spregiudicate e antiaccademiche sulla filologia di un'edizione, sulla traduzione, sui limiti di ogni teoria della letteratura – e aperture a temi extraletterari quali la metafisica della roulette e il caos deterministico, la civiltà cibernetica e l'intelligenza degli animali."Non siamo del parere che tutto sia ammissibile in letteratura, e che questa possa essere il campo dei più capotici esperimenti; al contrario, ci sembra che alcune cose siano alla letteratura peculiari quanto necessarie, per non dir altro l'espressione, e non già appena (seppure) l'esigenza di essa. La letteratura, per esempio, non può avere la funzione di acquaio delle angosce, vere o false; le quali se mai (persin ci vergognamo di doversi riferire a una nozione tanto elementare) hanno da essere perfettamente dominate prima di passare sulla pagina. E, per dirla in breve, noi ci ostiniamo a credere, magari a ritroso degli anni e dei fati, che la letteratura sia una cosa seria"."Gogol' a Roma" raduna testi usciti sul "Mondo" fra il novembre 1953 e il marzo 1958.
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Adelphi, 09/07/2024
Abstract: Forse mai come in questo libro del 1953 Landolfi si è azzardato a parlare di se stesso. E naturalmente non poteva farlo che nel modo più paradossale, alternando e mescolando la confessione da romanzo russo, la provocazione e la mistificazione. Il risultato è il magistrale ritratto di un personaggio pronto a tutto "pur di non vivere", e disposto a trovare fugaci compromessi per attraversare le lande della noia solo se aiutato dalle complici potenze delle donne e del gioco. Potenze soccorrevoli che presto si riveleranno persecutorie e riattizzeranno il desiderio di una perenne fuga. Al tempo stesso lacerante e furiosamente comico, La biere du pecheur ci mostra Landolfi direttamente alle prese con quella cosa "preoccupante, faticosa, minacciosa" che viene chiamata "realtà".
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Bollati Boringhieri, 03/09/2024
Abstract: Nel Cinquecento, l'invenzione di Gutenberg– la stampa a caratteri mobili – fu il motore inconsapevole di una rivoluzione. La capillare diffusione di fogli stampati con la nuova tecnologia a basso prezzo portò chi non aveva mai avuto accesso al poterea prendere coscienza per la prima volta di istanze comuni. La rabbia sociale che ne esplose assunse una forma nuova e organizzata, da cui scaturì la Guerra dei contadini, alla fine repressa nel sangue nel 1525. Da allora il mondo non fu più come prima; da quel momento il potere iniziò a occuparsi dei mezzi di informazione per poterli imbrigliare e rendere innocui. Cinque secoli dopo – parliamo di noi –è accaduto qualcosa di molto simile. È il 6 gennaio 2021 quando il sogno della "più grande democrazia del mondo", incredibilmente, vacilla. Una folla inferocita, composta in maggioranza da uomini bianchi, dà l'assalto al Congresso degli Stati Uniti, a Capitol Hill. La rabbia popolare di quel giorno viene incanalata e organizzata dai social media. In entrambi i casi un nuovo mezzo di comunicazione, sfuggito ai filtri del potere, porta in superficie la rabbia di chi si sente escluso dalla narrazione dominante. In Cinquecento anni di rabbia Francesco Filippi discute una tesi affascinante: c'è uno stretto rapporto che intercorre tra le rivolte e i mezzi di comunicazione dal Cinquecento a oggi e senza dubbio quella a cui stiamo assistendo in questi anni è una rivoluzione, di cui noi siamo i protagonisti. Mai come ora abbiamo bisogno di fare un buon uso della storia per capire con maggiore profondità il mondo nel quale viviamo.
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Arcana, 12/07/2024
Abstract: Rumore e Silenzio sono da sempre i due poli di quella batteria chiamata Musica. E la loro eco riempie i dischi che più ci stanno a cuore. Perché c'è una sottile linea che separa il suono dal frastuono, il silenzio dal bisbiglio, e il pieno dal vuoto. Ma per fortuna ci sono un sacco di artisti e di band che danzano su questo crinale, riuscendo a far suonare tanto il silenzio quanto il rumore; parliamo di gente come i Velvet Underground, i Chrome, i Boredoms, i Throbbing Gristle, Brian Eno, gli Stooges, o gli Einstürzende Neubauten, per quanto riguarda il rock; ai quali si aggiungono anche gli eroi della musica avant-gard e jazz, tipo Harry Partch, John Cage, AMM, Sun Ra, John Coltrane e Albert Ayler. È grazie a gente come loro se la musica del Novecento è deflagrata come una bomba nelle nostre orecchie. Ed è sempre grazie a loro, assieme a tanti altri nomi che incontrerete in questo libro, se oggi la musica, pop, rock, avant, o quel che più vi piace, è un'arte senza pari e senza confronti, che farà schizzare sul rosso le lancette dei vostri ascolti, passando dal rumore al silenzio in 100 dischi. O come disse John Cage, che di rumore e di silenzio se ne intendeva: "Non esiste una reale e oggettiva separazione tra rumore e silenzio, ma c'è soltanto l'intenzione di ascoltare e quella di non farlo". Buon ascolto.
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Neri Pozza, 26/07/2024
Abstract: È un Natale rovente a Durban, come non se ne vedono da anni. Sana sta andando a casa. Non una vera e propria casa, ma l'ennesimo, nuovo indirizzo scelto da suo padre. Lui è convinto che le acque dolci della costa orientale li aiuteranno a lasciarsi alle spalle il dolore per la perdita della madre di Sana, sua moglie. La nuova casa è Akbar Manzil, un tempo la tenuta più maestosa di quel tratto di costa sudafricana. Quando le navi dall'Europa entravano in porto, i passeggeri rimanevano estasiati alla vista del maniero, con i suoi parapetti in marmo, le torri in stile romanico, le cupole dorate. Ora gli antichi fasti sono solo un ricordo: oggi Akbar Manzil è un residence un po' in disarmo dove si viene per dimenticare, o farsi dimenticare. Ad accogliere Sana e suo padre col loro lutto da elaborare, grandi finestre che li osservano come occhi spenti e, stretto fra corridoi bui, un appartamento polveroso. Il palazzo tuttavia è un territorio che chiede di essere esplorato, in particolare l'ala est, dove non va mai nessuno: solo oggetti dimenticati, porte sbarrate. L'ala dove c'è una stanza chiusa, congelata nel tempo, che contiene foto sbiadite di una coppia felice e un diario che sussurra i suoi segreti. Una stanza le cui pareti vibrano di una presenza: Meena. Sana è un'adolescente sola e la storia di Meena diventa la sua unica compagnia: quella giovane donna morta quasi cent'anni prima in circostanze misteriose, il suo sogno d'amore distrutto. Ma quando la verità sembra vicina, un'ombra impalpabile e insistente inizia a risvegliarsi dal suo lungo sonno e ad Akbar Manzil cambierà ogni cosa. Per i vivi e per i morti.Certe cose non rivedono mai la luce. Gridano, battono i pugni contro il destino, nella speranza di essere scoperte. Una lettera dimenticata sotto uno schedario, un bottone d'avorio in un divano. Fremono di rabbia per la loro palese irrilevanza. Alla fine si placano. Si rassegnano al destino e contemplano il tempo che scorre. Ma continuano a sperare. "Un esordio che è una delizia, una scrittura piena di incanto". The New York Times Book Review "Chi ha amato Isabel Allende e Alice Hoffman rimarrà stregato". Library Journal "Racconto di fantasmi, storia d'amore, mystery: un romanzo che ha tutto ciò che serve". Kirkus Reviews
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Ultra, 09/07/2024
Abstract: Quando comincia e quando finisce l'adolescenza? Quanti e quali miti le gravitano intorno? Come è possibile aiutare un adolescente ad affrontare le sfide di un'età così difficile e ricca di cambiamenti fisici, psicologici e relazionali? Per educatori, coach o genitori è fondamentale affrontare in modo adeguato una serie di sfide che gli adolescenti possono incontrare, come quelle derivate dall'aggressività, dall'insicurezza, dall'ansia e dalla confusione identitaria, stimolandoli a trasformare questi ostacoli in opportunità di crescita e di sviluppo personale. In questo libro Pietro Riparbelli, insegnante in una scuola secondaria superiore, formatore e coach, applica all'adolescenza il celebre metodo HPM di Daniele Trevisani, rendendolo ancora più chiaro e fruibile grazie a una serie di esempi concreti e di esercizi pratici. Seguendolo passo dopo passo, sarà più facile costruire un dialogo proficuo ed efficiente con i nostri figli, i nostri studenti o i nostri clienti, guidandoli verso una maggiore consapevolezza del loro potenziale.
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Donzelli Editore, 09/07/2024
Abstract: Oggi si parla tanto di merito, fino al punto da dedicare a questo nobile concetto perfino un ministero. Ma cosa si intende per "merito"? E, soprattutto, ha senso parlare di merito in una società che favorisce chi parte avvantaggiato e penalizza chi inizia il suo percorso in una condizione di svantaggio? Affinché il merito possa davvero essere premiato è necessario che tutti abbiano eguali opportunità di mettere a frutto i propri talenti e sia perciò attiva quella che può essere considerata il sismografo dello stato di salute di una società: la mobilità sociale. Francesco Farina, economista che da sempre si occupa di crescita economica e diseguaglianze, esamina l'evoluzione della mobilità sociale nei paesi avanzati adottando un approccio multidisciplinare, coniugando analisi economica, pensiero sociologico e filosofia politica. Il quadro che emerge è preoccupante: i dati empirici ci parlano di immobilità, della quasi impossibilità per chi è nato in condizioni sfavorevoli di accedere a posizioni di prestigio. I giovani che si affacciano al mercato del lavoro sanno che molto probabilmente lo status economico e sociale che raggiungeranno nel corso della carriera sarà inferiore a quello dei genitori. Nel dibattito pubblico ha invece sempre più spazio il merito nella sua accezione individualistica, che maschera le diseguaglianze di fondo: lo svantaggio di partenza non viene mai colmato, ed è questo che inficia il merito, che lo tradisce. È necessario un intervento correttivo del sistema capitalistico, all'insegna di un "universalismo differenziato". Per impedire che l'ideologia neoliberista finisca per costruire una società di caste, le politiche pubbliche devono attribuire un valore maggiore al benessere di chi è svantaggiato; per rendere gli individui eguali l'unica via è trattarli in modo diseguale. La "società giusta" è quella che realizza l'"equità nell'istruzione". I giovani ai quali l'ambiente famigliare e sociale preclude un futuro dignitoso vanno sostenuti in tutti i gradi dell'apprendimento. Il diritto a conseguire un titolo di studio universitario non è altro che il diritto a mettere alla prova i propri talenti per farli fiorire.
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Oltre la Bibbia, oltre l'Occidente. L'eros dell'interpretazione
Meltemi, 09/07/2024
Abstract: La lettura può diventare la tomba del senso o il luogo della sua risurrezione. Diviene la sua tomba quando i significati si susseguono ininterrottamente ma in modo automatico, meccanico, prevedibile e tautologico; quando la lettura diventa calcolo anche sofisticato ma privo di contingenza e quando il risultato esclude e cancella la sorpresa e il mistero; quando la lettura è pura constatazione e da questa non deriva essenzialmente nulla di asimmetrico, nessuna rottura e nessun paradosso che punti in avanti. È il luogo della sua risurrezione, invece, quando i significati non sono automatici ma intermittenti, imprevedibili, fragili e frammentari; quando la lettura diventa come un parto, esperienza segnata dalla fatica e dalla sofferenza ma nell'attesa di qualcosa di nuovo e di unico.
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HarperCollins Italia, 24/09/2025
Abstract: I nostri padri erano convinti di vivere sotto l'occhio di Dio: la sua esistenza era certa come quella del sole che sorge e tramonta. Oggi abbiamo smesso di crederci, o anche solo di pensarci. E la Bibbia nessuno la legge più. Invece la Bibbia è un libro meraviglioso. Che si può leggere anche come un grande romanzo. L'autobiografia di Dio.Aldo Cazzullo fa con la Bibbia quel che aveva fatto con Dante: ci racconta la storia, in modo chiaro e comprensibile a tutti, con continui riferimenti all'attualità, alla nostra vita, passando attraverso le vicende storiche e i capolavori dell'arte.La creazione, Adamo ed Eva, la cacciata dall'Eden, Caino e Abele, Noè e il diluvio. La storia di Giacobbe che lottò con Dio e di Giuseppe che svelò i sogni del faraone. Mosè, le piaghe d'Egitto, il passaggio del Mar Rosso, i dieci comandamenti. E poi la conquista della terra promessa, da Giosuè che espugna Gerico a Davide che taglia la testa di Golia, da Sansone, l'eroe fortissimo ma tradito dal suo amore, a Salomone che innalza il tempio. Cazzullo rievoca storie dal fascino millenario. E racconta le grandi donne della Bibbia: Giuditta che taglia la testa al condottiero nemico, Ester che salva il popolo dallo sterminio, Susanna che fa condannare i suoi molestatori. E poi l'angelo che salva Tobia e il diavolo che tormenta Giobbe, l'amore del cantico dei cantici e la disillusione dell'Ecclesiaste ("tutto è vanità"). Sino alla grande speranza della resurrezione, e di un salvatore che viene a riscattare l'umanità: per i cristiani, Gesù.Dopo averci raccontato la storia millenaria dell'impero romano e aver mostrato come sia ancora viva nei nostri giorni, Cazzullo invita il lettore a un entusiasmante viaggio nella Bibbia, mostrandoci che è il più grande romanzo mai scritto. "Il Dio dei nostri padri" è un libro appassionante e illuminante, che ci conduce alle radici della nostra cultura e delle nostre famiglie.
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Perché l'autonomia differenziata fa male anche al nord
Castelvecchi, 09/07/2024
Abstract: Introdotta nella Costituzione nel 2001, ritornata al centro del dibattito pubblico dopo le richieste di Veneto, Lombardia ed Emilia-Romagna e con il Disegno di legge Calderoli, l'autonomia differenziata divide la nazione. Avversata come "secessione dei ricchi", il suo impatto sulla distribuzione di risorse pubbliche nazionali ha finora preoccupato prevalentemente il Mezzogiorno, ma i suoi contraccolpi fanno male all'Italia intera. Confindustria, Banca d'Italia, associazioni dell'artigianato e del commercio, cooperative, ANCI, organizzazioni sindacali e Conferenza episcopale italiana hanno lanciato allarmi rimasti inascoltati: l'autonomia differenziata penalizza lavoratori, famiglie e imprese non solo al Sud, ma anche al Nord. A partire dall'istituzione di una Camera delle Regioni, Stefano Fassina propone una strada alternativa per tutelare l'unità della Repubblica e impedire all'Italia di essere ridotta a "espressione geografica".
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Jannik Sinner. Una straordinaria normalità
Ultra, 09/07/2024
Abstract: Talvolta c'è una linea sottile, quasi invisibile, che separa il normale dallo straordinario. La normalità diventa straordinaria quando si manifesta in contesti complessi, quando rappresenta gesta e pensieri di persone diverse, uomini e donne che sebbene siano dei fuoriclasse assoluti restano distanti dagli eccessi di un mondo che tende all'esasperazione continua. Jannik Sinner appartiene senza dubbio a questa rara fattispecie: con la sua classe immensa ha riportato l'Italia sul tetto del mondo, prima trascinando il team azzurro alla vittoria in Coppa Davis nelle finali di Malaga 2023, poi trionfando negli Australian Open e infine, il 10 giugno 2024, issandosi fino al numero uno del ranking ATP. Sinner è un talento epocale, uno di quegli sportivi che cambiano le regole del gioco e demarcano un prima e un dopo. Vederlo in campo è un'esperienza alta: anche chi non è avvezzo al tennis intuisce che lui non è come gli altri. Ma la vera eccezionalità di Jannik è il suo essere saldamente ancorato a un'esperienza di ragazzo cresciuto con valori solidi, maturato lontano dai riflettori assecondando i tempi dello sviluppo del proprio corpo e della tecnica di gioco. Si è preso lo spazio per imparare, per capire, anche per sbagliare. La sua storia, ancora breve ma già fuori da ogni parametro prevedibile, dimostra che il talento può essere assecondato e guidato verso la vittoria nel rispetto della persona e della sua serenità. Di questo tratta il libro di Marco Mazzoni, un grande specialista che segue l'itinerario di Jannik sin dai suoi primissimi passi: non una semplice biografia del miglior tennista italiano di sempre, ma il racconto di un percorso sano, e straordinariamente normale, verso le più alte vette del successo.
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Libreria Pienogiorno, 10/07/2024
Abstract: La perfezione costa, e sono le donne a pagarne il prezzo più alto. È la prima lezione che Ruth impara appena arrivata, fresca di nozze, nella casa del marito a Philadephia. È il 1962 e a lei, che a New York si è laureata in legge, quel quartiere di casalinghe silenziose, e senza un desiderio che non coincida con quello dei loro uomini, appare come una prigione dorata, dove la reputazione è la sola cosa importante. Ma quando si rende conto che la schiva e timida Carrie, una delle partecipanti al corso di buone maniere a cui la suocera l'ha iscritta, nasconde qualcosa di grave, Ruth capisce anche che spesso le apparenze si reggono su un castello di bugie. Fingere di non sapere è la regola non scritta. Certe cose non accadono lì, non in famiglie rispettabili come quella di Carrie, il cui marito è vicepreside in una scuola prestigiosa. Preoccupata, Ruth spinge le altre amiche a uscire dalle loro sicurezze e a coalizzarsi. Scoprirà che ci sono ben altri segreti di cui non è a conoscenza, segreti insospettabili che le faranno vedere sotto un'altra luce quel mondo privilegiato. Una storia di sorellanza, coraggio e riscatto, l'emozionante racconto di un'amicizia che sovverte le regole e illumina la vita.
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Una ragazza impossibile. Kings of Denver
Queen Edizioni, 10/07/2024
Abstract: Per Danielle, l'opportunità di lavorare con il capitano della squadra di hockey universitario, Miller Cain, rappresenta una tentazione troppo grande a cui resistere. Mentre il suo corpo la spinge a desiderare l'aitante atleta, la mente le ricorda costantemente di restare sulla difensiva.Miller Cain è famoso per la sua reputazione discutibile, ma le sue parole seducenti e le sue promesse allettanti mettono a dura prova la determinazione di Dani. Evitare le sue avances per un anno intero sembra impossibile, e cedere alla passione potrebbe mettere a rischio tutto ciò che Danielle ha costruito.Questo, finché la passione di Miller Cain non la travolge del tutto, spingendola ad una guerra tra mente e cuore…
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Il ruolo delle biblioteche nell'università
Editrice Bibliografica, 10/07/2024
Abstract: Il contesto in cui operano le biblioteche delle università è in continua evoluzione. Cambiano le priorità e i bisogni negli ambiti della ricerca, della didattica e della terza missione; cambiano le istanze del presente, con l'emersione di nuovi bisogni da parte dei singoli individui e della società. Le biblioteche non possono rimanere indifferenti a questi mutamenti: come fornire, allora, un contributo al perseguimento degli obiettivi degli atenei d'appartenenza? Come generare un impatto concreto sulla vita delle persone? Questo volume propone un ribaltamento del concetto di impatto: non più solo qualcosa che si valuta, ma anche e soprattutto qualcosa che è necessario progettare. A partire dai dati e dalle narrazioni raccolti nel corso delle sue ricerche, dalla centralità del dialogo con i membri delle governance accademiche e dal confronto con altri ambiti disciplinari, l'autrice propone un percorso per la progettazione dell'impatto – oltre che per la sua valutazione – e una riflessione sull'allineamento come chiave di lettura per progettare un orizzonte futuro per le biblioteche delle università italiane.
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Donzelli Editore, 10/07/2024
Abstract: L'opera di Franz Kafka è stata indagata da ogni prospettiva: letteraria, teologica, filosofica, esistenziale, psicologica, psicoanalitica, sociologica, politica e anche giuridica. Il tema del rapporto con gli apparati dello Stato e con il potere, in particolare la questione intorno al concetto stesso di legge, è un filo che lega i testi più significativi dello scrittore ceco. I temi della colpa, della responsabilità e del giudizio, in lui così radicati, sono infatti strettamente intrecciati alla dimensione del diritto, a un mondo di cui sono saggiati limiti e potenzialità, problematiche e aspettative nel confronto incessante con la realtà e i comportamenti delle persone. Non possiamo negare che la domanda di Kafka sia sempre, fondamentalmente, una domanda sul diritto. In occasione del centenario della nascita di Kafka, Fabrizio Di Marzio – da lettore, scrittore e giurista – si confronta con l'universo dell'autore del Processo, non per darne un'interpretazione in chiave giuridica, ma per interrogarsi sulla natura del diritto, in qualche modo "servendosi" di Kafka, accogliendo le domande e le questioni che sorgono dalle sue pagine. E se le risposte non saranno definitive e assolute ciò si giustifica con la natura stessa del diritto: questo infatti è di per sé in divenire e dipende dall'opera di tutti. Impensabile al di fuori della dimensione comunitaria, ci lascerà sempre insoddisfatti, in quanto la sua essenza è proprio la ricerca, è lo sforzo continuo di approssimazione a una realtà in costante cambiamento. Chiedersi ogni volta qualcosa sullo spirito della legge, indagarne la razionalità, ricercarla ancora se essa sfugge al primo sguardo è il primo dovere di tutti, in primo luogo dei giuristi: avviare il dialogo, tenere acceso il fuoco perché la domanda sul diritto sia sempre posta in mezzo a noi.
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Donzelli Editore, 10/07/2024
Abstract: La montagna non ci salverà, a menoche prima non si salvi la montagnacon i suoi boschi, pascoli, luoghi,comunità di persone, tradizioniculturali, economie, diversità umanaed ecosistemica.La montagna è vista sempre più come un'opportunità di vita, un'alternativa tutto sommato vicina, da quanti desiderano abbandonare le metropoli, soffocate dagli effetti dell'iper agglomerazione sociale e produttiva. Il movimento dei "montanari per scelta" ha tracciato la pista, seguito dalla crisi pandemica e dalla diffusione dello smart working: oggi la pressione posta dal cambiamento climatico sulle città bollenti e inquinate fa emergere con più evidenza una diffusa aspirazione a trasferirsi nelle terre alte, che sia in modo permanente o per lunghi periodi all'anno. La verticalità entra così in queste forme di nuova mobilità umana, che possiamo ricondurre alla categoria più ampia delle migrazioni: chi sono dunque, e chi saranno nel prossimo futuro, i "migranti verticali"? Con un approccio transdisciplinare – dalla sociologia alla climatologia, alla geografia economica e alle scienze ambientali – e sulla base di dati scientifici originali, questo volume collettivo prova a tracciare un profilo delle diverse categorie di persone spinte verso la montagna da un insieme di fattori, tra i quali gli effetti dei mutamenti climatici nelle grandi città iniziano a rivestire un ruolo importante, a livello di immaginari come di progettualità concrete. Se la montagna attira nuovi abitanti, al tempo stesso si va però fragilizzando: frane, eventi estremi, abbandono dei terreni, siccità, invecchiamento delle popolazioni locali. Il clima che cambia espone a nuovi rischi proprio quei luoghi a lungo dimenticati e di cui sono rimasti in pochi a prendersi cura. La montagna non ci salverà, dunque, a meno che prima le città non la aiutino a salvare se stessa, a ritrovare il suo ruolo in un rapporto paritario ed ecosistemico con la pianura, dentro nuove forme di equilibrio, necessariamente metromontano.
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Il progetto di vita. Riforma della disabilità 2024
IlSole24Ore Publishing and Digital, 10/07/2024
Abstract: Promuovere, proteggere e garantire il pieno e uguale godimento di tutti i diritti umani e di tutte le libertà fondamentali da parte delle persone con disabilità, e promuovere il rispetto per la loro intrinseca dignità. Lo scopo della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, sottoscritta dall'Italia il 30 marzo 2007, è chiaro e va nella direzione di un percorso per costruire una società in grado di assicurare parità di opportunità e di uguaglianza per le persone con disabilità. Ciò include la possibilità di una vita indipendente; servizi sociali di qualità; accessibilità universale; un'adeguata protezione sociale; istruzione e formazione; opportunità occupazionali; un'economia sociale rafforzata. Con una semplificazione del livello di complessità burocratica e una maggiore accessibilità e percorribilità delle soluzioni per la realizzazione del progetto di vita.
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Donzelli Editore, 10/07/2024
Abstract: Con il 1989, la fine del "secolo breve" e il crollo del muro di Berlino sembravano portare la diffusione mondiale della democrazia, realizzata dalla globalizzazione del sistema capitalistico. Ci si illuse che, insieme al nuovo millennio, potesse arrivare il tempo della pace e, con esso, la fine della storia com'era stata intesa fino a quel momento. Invece, proprio in quello snodo cruciale, si sono aperte nuove fratture che hanno prodotto nuovi conflitti, lungo linee di faglia emerse sui confini delle antiche civiltà dal passato imperiale. La speranza che fosse finito il tempo delle guerre si è infranta, mentre la possibilità di costruire la pace sembra allontanarsi. Questo volume curato da Alberto Pagani, frutto delle ricerche del CeSPI (Centro Studi di Politica Internazionale), si concentra sulle nuove guerre sorte ai confini d'Europa, affrontando le questioni che esse pongono alla comunità internazionale: dal conflitto in Ucraina ai focolai nel Medio Oriente, il volume analizza i temi più scottanti della contemporaneità e indaga le nuove frontiere del conflitto. Un capitolo denso, curato da Piero Fassino, approfondisce i progetti per la difesa europea, mentre l'ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone offre il suo sguardo esperto sul settore industriale e tecnologico. Si affrontano temi cruciali come il ritorno della paura atomica, l'ombra delle armi chimiche e batteriologiche, la crescente cyber-guerra e l'uso strumentale di big data, intelligenza artificiale, fake news, troll e bot per minare le fondamenta delle democrazie. Le guerre ibride del nostro tempo seguono la trama di una nuova conflittualità globale tra l'Occidente democratico e l'alleanza delle grandi autocrazie autoritarie: la Cina, la Russia e l'Iran. L'evoluzione tecnologica ha prodotto nuovi armamenti, specializzato sistemi di comando e metodi operativi, prodotto piattaforme robotizzate per i combattimenti a controllo remoto. Al tempo stesso, la guerra asimmetrica non ha più limiti, non distingue tra obiettivi civili e militari, confonde il tempo di guerra con quello di pace.
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Arcana, 10/07/2024
Abstract: Un altro libro su Lucio Battisti? Sì. Ma non un testo strettamente biografico, né un'analisi approfondita delle parole delle sue canzoni o della sua discografia, bensì una serie di dichiarazioni e interviste poste a tre categorie di persone: a chi lavorò assieme al cantante laziale, a chi è esperto di musica in quanto critico o addetto ai lavori, e a chi è semplice appassionato. Passato, presente e futuro strettamente connessi tra loro e che dimostrano come Lucio Battisti non sia un artista relegato agli ultimi trent'anni del XX secolo, ma un cantante che è riuscito a farsi apprezzare da tutte le generazioni, comprese le contemporanee. Quando parlerete di me, dunque, non vuole essere rivolto solamente a chi visse in prima persona l'avventura musicale dell'artista reatino, ma anche e specialmente a quei "giovani d'oggi" che spesso ignorano come Lucio Battisti non sia solo il cantante di cui si imparano gli accordi de La canzone del sole quando si imbraccia per la prima volta una chitarra. Il libro mira inoltre a evidenziare come la sua intera produzione canora, emozionante ieri come oggi, si innesti assieme ai musicisti di talento con cui volle circondarsi per incidere i suoi brani, non certo persone qualsiasi ma strumentisti che hanno lasciato il segno (o meglio, le note) in ambito musicale.
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Arcana, 10/07/2024
Abstract: Nato nel 1956 su ispirazione del Festival di Sanremo, l'Eurovision Song Contest ha sin dalla prima edizione raccontato l'Europa che cambia. Del resto, l'idea che stava alla base della sua nascita era proprio quella di rimettere insieme, attraverso la musica, l'intrattenimento e la televisione, i cocci di un continente dilaniato dalla guerra. Nel corso degli anni, l'Eurovision ha raccontato l'uso strumentale della musica da parte delle dittature, la fine di queste ultime e la tran¬sizione verso la democrazia, ma anche i sommovimenti sociali e politici, fino ai tanti conflitti sparsi per l'Europa. Un ruolo sociale e politico importante, certificato dal recente riconoscimento Changemaker Award come "catalizzatore del cambiamento sociale in un mondo frammentato, unendo i paesi d'Europa e oltre, nella loro ricerca di un sogno musicale". L'Eurovision incarna lo spirito dei tempi e la società che cambia e si evolve, nel segno dei diritti, dell'uguaglianza e dell'inclusione. Anche per questo recentemente alcune tv nazionali hanno scelto di escludersi, non condividendone più i valori. Nel mezzo, ci sono i grandi Paesi occidentali, quelli che i valori dell'Eurovision li interiorizzano da sempre e che invece devono pensare soprattutto alla musica, per non lasciarsi sopraffare.Il titolo del libro, Unite Unite Europe, cita il coro di Insieme: 1992 con cui Toto Cutugno vinse l'Eurovision 1990.