Trovati 856004 documenti.
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La casa dei cadaveri / Jeneva Rose
Newton Compton, 2025
Abstract: Alla morte della madre, Beth, Nicole e Michael sono costretti a rivedersi dopo tanto tempo per discutere dell'eredità. Beth, la più grande, non è mai riuscita ad accettare l'abbandono del padre, tanto da farne un'ossessione che ha distrutto il suo matrimonio e il rapporto con sua figlia. Nicole, la sorella di mezzo, a causa di una grave dipendenza dalle droghe è stata sempre tenuta a distanza dalla famiglia. Infine, Michael, il più giovane, si è trasferito lontano e non ha mai più messo piede nella piccola città del Wisconsin da quando il padre è fuggito. Mentre esaminano le cose dei genitori, i tre fratelli si imbattono in una raccolta di video amatoriali e decidono di rivivere quei ricordi felici. Tuttavia, l'operazione nostalgia viene interrotta quando uno dei nastri VHS mostra una notte del 1999 di cui nessuno di loro ha memoria. Sullo schermo, il padre appare coperto di sangue. Poi, il cadavere di una ragazzina e un patto tra i genitori per sbarazzarsene, prima che il video si interrompa bruscamente. Beth, Nicole e Michael devono ora decidere se lasciarsi il passato definitivamente alle spalle o scoprire l'oscuro segreto che la madre ha portato con sé nella tomba. Un agghiacciante thriller familiare sugli scheletri (a volte letterali) che si trovano nell'armadio. «La videocamera cade a terra. L'immagine della ragazza è di traverso, adesso è inquadrata da un'altra angolazione. Gli occhi azzurri sono offuscati quasi fossero stati immersi nel latte, sembrano due diamanti Blu di Francia che fluttuano in fondo al mare, persi per sempre. Fissano l'obiettivo, ma è come se stessero guardando me per chiedere aiuto con ventitré anni di ritardo, come la luce di una stella esplosa da tempo che finalmente arriva fino a noi»
Quaderni dannunziani / Fondazione Il Vittoriale degli italiani
Gardone Riviera : Fondazione Il Vittoriale degli italiani, 1955-1976 ([Verona] : Officine grafiche veronesi)
Gardone Riviera : Fondazione del Vittoriale degli italiani, 1977-1983 (Azzate : La varesina grafica)
Quaderni dannunziani / [rivista semestrale della Fondazione del Vittoriale degli Italiani]
Milano : Garzanti, 1987-1990
Milano : Electa, copyr. 1993-1996
Rivista pascoliana / Accademia pascoliana di San Mauro
Bologna : Pàtron, 1989-
Electa, 2002 poi: Skira, 2006-2007 poi: Silvana, 2009-
Distruzione : poema futurista / F. T. Marinetti ; traduzione dal francese in versi liberi
Milano : Edizioni futuriste di Poesia, 1911
Milano : Abscondita, 2010 [stampa 2014]
Miniature ; 84
Abstract: "Pubblicato nel 1928, in un'epoca di fervida elaborazione e definizione del movimento surrealista, 'Le surréalisme et la peinture' costituisce la prima summa del pensiero di André Breton sulla pittura. Tra pagine liriche e passi polemici lo scrittore e poeta, capofila del movimento, delinea qui la complessa ed eterogenea ricerca che anima la fucina artistica surrealista in questa sua fase incipiente. Picasso, Max Ernst, Man Ray, Yves Tanguy, André Masson, Joan Mirò, Giorgio de Chirico, Hans Arp sono i principali protagonisti di questo saggio colto e pregnante, nella cui trama si intrecciano brani teorici, citazioni poetiche, réveries imperscrutabili, libere associazioni. In questo ricco florilegio Breton esprime le proprie impressioni e idee sottolineando non soltanto alcuni temi cruciali del surrealismo ma anche e soprattutto una concezione dell'arte anticonformista e fedele al modello interiore, all'esplorazione dell'inconscio e del sogno, all'obiettivo rivoluzionario. Le 'surréalisme et la peinture' rivela altresì le doti poetiche e letterarie di Breton e la sua particolare declinazione dell'ut pictura poèsis che attraverso preziosi espedienti linguistici e frequenti rimandi alla poesia rende così inconfondibili le sue pagine sulla pittura." (Dallo scritto di Angela Sanna)
Milano : Abscondita, copyr. 2006
Abstract: «Questo è un testo capitale nella storia delle Avanguardie artistiche del Novecento. E un testo che si pone con una propria fisionomia accanto a quelli di Kandinsky, Malevié, Mondrian. [...] Il senso generale che se ne può enucleare è quello, nello sfacelo dei valori ottocenteschi degenerati, alla cui rovina Boccioni stesso collaborò come ogni altro artista d'Avanguardia, di un artista che ha saputo intuire il pericolo del frammentismo impressionistico da una parte e dell'arabesco della pittura pura dall'altra. Per questo il suo sforzo creativo e teorico ha conciso con la ricerca di un centro che sostituisse il crollo dei vecchi valori con una Concezione unitaria che rinsanguasse con un contenuto nuovo il puro plasticismo. Nel suo pensiero lo stato d'animo plastico , rimedio al rischio di perdersi nell'astrazione, doveva essere proprio questo centro: Il riassunto definitivo di tutte le ricerche plastiche ed espressionistiche. Non solo quindi una sintesi dei valori formali divisionisti e cubisti, ma anche dei valori emozionali: È l'emozione egli scrive che dà la misura, frena l'analisi, legittima l'arbitrio e crea il dinamismo.» (Dallo scritto di Mario De Micheli)
Ravel / Vladimir Jankélévitch ; traduzione di Laura Lovisetti Fuà
Milano : Abscondita, 2018
Aesthetica ; 51
Abstract: «Ravel è profondo proprio perché è superficiale: ed è il prototipo della profondità limpida, quella di Yermeer e di Ter-borch, che s’identifica completamente con la precisione, ed è il contrario della profondità dialettica. Profondo è il lago in cui s’immerge la meravigliosa Ondine, dice Roland-Manuel. Queste sono le apparenze che, oltre a mettere a nudo la falsa profondità, rivelano anche la profondità cristallina deH’ingenuità. [...] Ravel, l’artista più scaltro che mai sia esistito, fu anche la creatura più puerile che si possa immaginare, puerile come il principe Myskin di Dostoevskij; enigmatico, silenzioso e discreto come l’Incomprensi-bile di Musorgskij ; anima credula “piccolina, magrolina”, sembra sentirsi a suo agio soltanto in compagnia dei maggiolini, dei gatti e dei bambini. Anche Ravel è un piccolo usignolo, una solovuska, come la vergine Fevronija. In mezzo a tutte le monellerie più o meno sospette del dopoguerra, in mezzo a tutte le forme concertate e preordinate dell’infantilismo moderno, Maurice Ravel rappresenta l’innocenza. La sua morte ha segnato la fine della nostra innocenza».
Michelangelo / Georg Simmel ; a cura di Lucio Perucchi ; con uno scritto di György Lukács
Abscondita, [2003]
Trattato sul bello / Denis Diderot ; traduzione di Guido Neri ; a cura di Miklos N. Varga
Abscondita, 2001 (stampa 2018)
Abstract: L'eco delle concezioni estetiche di Denis Diderot (1713-1784) fu presso i contemporanei straordinaria. «Ieri mi è capitato sotto gli occhi Diderot,» scrive Schiller a Goethe «che davvero mi incanta e ha scosso profondamente il mio spirito. È come un lampo che illumina i segreti dell'arte, e le sue osservazioni riflettono così fedelmente ciò che l'arte ha di più alto e di più intimo da poter costituire un'indicazione non meno per il poeta che per il pittore». E Goethe risponde: «È davvero magnifico, più utile ancora al poeta che al pittore, anche se a quest'ultimo fornisce un lume possente». Le concezioni estetiche di Diderot trovano una prima compiuta espressione in una voce («Bello») che scrisse per l'«Encyclopédie», e che venne pubblicata a parte nel 1751 e più tardi nelle edizioni delle sue opere con il titolo di «Trattato sul bello». «È bello» afferma Diderot «tutto ciò che contiene in sé qualcosa che possa risvegliare nel mio intelletto l'idea di rapporti». Ma cosa intende Diderot per «rapporti»? Egli prende come esempio una celebre battuta tratta da una tragedia di Corneille. Ora, la «bellezza» di quella battuta dipende dai rapporti che la legano al contesto drammatico. Se il contesto fosse un altro, cambierebbe, insieme con il significato, anche la bellezza, la forza poetica di quella battuta. Il bello, non solo artistico, non è dunque intuizione repentina, frammentaria, non è immobile, indistinta contemplazione di una verità ideale, ma è movimento, progresso nella conoscenza della realtà attraverso i suoi nessi vitali. Un'esaltante passione di conoscenza, in cui il rigore del ragionamento scientifico sembra coniugarsi con la prepotente esigenza di adesione alla natura, e l'ansia profonda di conferire all'arte una nuova dignità, una serietà, un'autorevolezza più alte: ecco ciò che induce Diderot a portare con tanta penetrazione, con tanta passione il suo sguardo sul problema del bello.
El noster domm : liriche dialettali / Giovanni Palma ; prefazione del poeta Pietro Preda
Como : Cavalleri, 1937
Ariel armato : Gabriele D'Annunzio / Angelo Sodini
[Milano] : A. Mondadori, [1931]
Le scie
Uno diviso due : fratelli e sorelle / Massimo Recalcati
Milano : Feltrinelli, 2025
Abstract: Questo libro indaga innanzitutto i conflitti e i tormenti che caratterizzano il rapporto tra fratelli e sorelle. Il primo moto che orienta questo rapporto non è, infatti, quello della fratellanza o della sorellanza ma quello dell’odio e dell’inimicizia. Con la nascita di un fratello o di una sorella la nostra vita si trova esposta al regime plurale del Due, all’impossibilità di essere un Uno indiviso. E la prima tendenza pulsionale dell’umano non è quella di accogliere il Due, ma quella di respingerlo, di negarne l’esistenza. Non può allora essere la Natura – la sostanza del sangue – a fondare un legame di fratellanza o di sorellanza. I fratelli e le sorelle rischiano sempre il conflitto aperto, la lotta senza esclusione di colpi, l’aggressività inesausta di una rivalità invidiosa e gelosa che sembra non conoscere alcuna pacificazione possibile. Come si può allora divenire fratelli e sorelle al di là del mito della consanguineità? Come si realizza una fratellanza e una sorellanza che non siano preda dell’odio, dell’invidia o della rivendicazione aggressiva? È possibile realizzare un legame solidale discreto senza la pretesa che tutto sia condiviso, senza annullare l’esistenza separata dell’Altro, senza voler a tutti i costi costringere il reale del Due dentro il recinto chiuso dell’Uno? Il sangue non è la sostanza della fratellanza.
Mongolia : le guide turchesi / Federico Pistone, Tserendorj Tserendulam
[S.l.] : TAM, 2024
Abstract: Una terra stupefacente da scoprire pagina dopo pagina per una guida di viaggio brillante, essenziale, preziosa, aggiornatissima. La Mongolia è stata giudicata la migliore meta nella classifica Best in Travel 2024 e pur restando una destinazione remota e ancora poco frequentata, conquista il viaggiatore grazie alla sua natura incontaminata, alla commovente ospitalità dei nomadi nelle loro bianche tende di feltro, alle tradizioni millenarie sempre vive, ai riti sciamanici e buddhisti nei monasteri sperduti tra steppa e deserto del Gobi, alla spiritualità e alla sicurezza che pervade tutto il suo territorio. Questa guida, compilata da due storici esperti della Mongolia, offre tutte le informazioni, i migliori itinerari e i consigli pratici per affrontare nel modo più consapevole ed ecosostenibile il viaggio nel Paese, giudicato dallo stesso Papa Francesco “simbolo di libertà e di gioia”.
La governante / Csaba dalla Zorza
Venezia : Marsilio, 2025
Abstract: Vista da fuori, la sua vita non mostra nessuna sbavatura, solo la precisione tipica di ciò che viene deciso a tavolino. Una donna che ha avuto tutto: marito, figli, una bella casa, una posizione professionale invidiabile. Ha avuto tutto ciò che per molti dovrebbe dare la felicità. Per il suo sessantesimo compleanno decide di farsi un regalo: seguire un desiderio nascosto, lasciare ciò che ha per andare altrove. Un pezzo alla volta, la donna apre a chi legge il suo cuore, come l’armadio in cui custodisce la sua collezione di porcellane. Riprendono così aria pezzi di un’esistenza di cui nessuno ha mai avuto conoscenza. Una confessione in bilico tra il desiderio di essere e la necessità di apparire. Una donna che ha coperto con la forza di volontà le sue fragilità, che ha dovuto lottare contro la cosa più grande che la vita potesse metterle davanti: se stessa. La famiglia, il giudizio degli altri, la paura di essere inadeguata sono stati punti fermi ai quali aggrapparsi, ma anche da cui scivolare. Sino al giorno in cui capisce che accettare di essere come sei, anche quando non corrisponde all’idea che gli altri hanno di te, alle aspettative che nutrono, è l’unico modo per iniziare a vivere davvero.