Trovati 855402 documenti.
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Il senso della fuga / Hajar Azell ; traduzione di Sara Giuliani
Milano : Marcos y Marcos, 2026
Gli alianti ; 361
Abstract: Ritratto di una giovane donna assetata di vita e attenta alle tensioni del mondo, questo romanzo ci trascina tra le strade di un Libano vivace e cosmopolita, nel cuore della rivoluzione egiziana e in un’Algeria sospesa tra sogni e realtà. Alice è una giovane reporter che muove i primi passi a Beirut nel 2010, poi al Cairo nel 2011. In piazza Tahrir incontra Bassem, giornalista con cui vive una passione intensa, alimentata dalla foga della rivoluzione. Spinta dall’ossessione di essere sempre in prima linea, Alice segue senza tregua le rivoluzioni della primavera araba, mettendo alla prova i propri limiti in Siria. Di ritorno a Parigi, un incontro inatteso con un giovanissimo migrante la scuote dalla depressione in cui è precipitata dopo il fallimento della relazione con Bassem. Decide di partire per l’Algeria, nella speranza di trovare la madre del ragazzo e recuperare traccia delle proprie origini. Con uno stile limpido e appassionato, l’autrice parla di ambizione, delusione amorosa, fuga, esilio, ritorno alle radici.
Era mia figlia : per ritrovare le voci delle donne che abbiamo perduto / Irene Vella
Solferino, 2025
Abstract: «Poteva essere mia figlia»: ci è capitato di pensarlo, davanti all’ennesimo femminicidio, all’ennesima tetra pagina di cronaca. Ma spesso dimentichiamo in fretta che quelle erano persone, non notizie. Avevano sogni, interessi, affetti. Avevano compagni di scuola e camerette con i poster alle pareti, figli da crescere e ambizioni da perseguire. E nella loro storia c’è anche il «dopo» di cui nessuno dà mai conto, il dolore oltre il dolore, perché i volti degli assassini rimangono a lungo nelle cronache, mentre quelli delle vittime vengono dimenticati, e le loro famiglie lasciate sole. Questo libro restituisce la voce a chi se n’è andata. Fa parlare ogni donna non solo della sua morte, ma della sua vita e si fa tramite del dolore di chi resta. Così in queste pagine ascoltiamo i racconti di Sofia e di Carmela, di Giulia e di Faten, di Marisa e di Tiziana e tante altre, più recenti o più lontane nel tempo. Leggiamo i resoconti, seguiamo i processi, sentiamo i testimoni. Un coro che di storia in storia, nella diversità delle protagoniste e degli eventi, suona la nota di un obiettivo comune, da perseguire con ostinazione: «mai più». Irene Vella, con il suo progetto «Era mia figlia», ha commosso le famiglie delle vittime, ha raggiunto un vasto pubblico, ha cercato e cerca di fare la differenza. Queste pagine vogliono essere una restituzione, una denuncia e uno strumento: per imparare a capire i segnali, a individuare il pericolo, a mettersi in salvo e a prestare aiuto. Perché non è amore se è controllo, possesso. Non è amore se è violenza. E questa consapevolezza, insieme alla giustizia e alla memoria, è l’arma più importante nella battaglia a cui siamo tutti chiamati per cambiare innanzitutto le menti e i cuori.