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L'amore è un difetto meraviglioso
Longanesi, 24/04/2013
Abstract: "Non riesco a staccarmi dalla lettura. Uno dei romanzi più appassionanti che abbia mai letto. Mi sono molto divertita e ora voglio a tutti i costi conoscere Don!"Sophie KinsellaDon Tillman sta per sposarsi. Gli manca soltanto la moglie perfetta.Mi chiamo Don Tillman, ho trentanove anni e sono un professore di genetica presso l'Università di Melbourne. Ho una posizione ben retribuita, seguo un'alimentazione strutturata e regolare, ho molta cura del mio fisico. Nel regno animale, non avrei alcuna difficoltà a trovare una compagna e a riprodurmi.Perciò, il motivo per cui sono ancora scapolo mi è oscuro.Tuttavia ho fatto una scoperta incredibile: statisticamente, gli uomini sposati sono in media più felici... e vivono più a lungo!Per questo ho dato vita a un progetto: il Progetto Moglie.Ho elaborato un algoritmo perfetto che mi consentirà di escludere le candidate inadatte – le fumatrici, le ritardatarie, le schizzinose, quelle troppo attente al loro aspetto... e tutte quelle che non rispondono agli altri criteri che ho incluso nelle sedici pagine del mio questionario.Questo è il resoconto scientifico – anche se mi hanno spiegato che si definisce romanzo – degli esiti del mio progetto. Leggendolo, incontrerete una persona che si chiama Rosie ed è la più inadatta delle candidate al mio Progetto Moglie. Ma troverete forse anche la risposta a una domanda fondamentale: l'amore può davvero cambiare un uomo? Anche un uomo come me? L'amore è un difetto meraviglioso è un romanzo d'esordio che è già un caso internazionale. Tra attimi di puro divertimento, scintillante ironia e commozione, vi farà scoprire una voce indimenticabile – quella di Don Tillman – ma soprattutto vi regalerà uno sguardo diverso sul mondo, come soltanto i grandi romanzi sanno fare.
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Apogeo, 16/04/2013
Abstract: Microsoft Word è un sofisticato software di editing di testi, nonché il programma più diffuso della categoria. Spesso però ci si trova a utilizzarlo come se si avesse a disposizione una macchina da scrivere molto avanzata e nulla più.Questo libro è un'ottima guida per imparare a padroneggiare Word 2013: dalle operazioni più semplici, come la creazione di un documento e la formattazione del testo, fino alla gestione di scritti complessi, con sezioni, note, sommario, intestazioni e piè di pagina.Word 2013 Pocket è pensato sia per chi si avvicina per la prima volta a un programma di videoscrittura, sia per chi proviene da una versione precedente di Word e vuole approfondire le novità dell'edizione 2013.
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Adelphi, 24/04/2013
Abstract: C'era, in tutta quella faccenda, qualcosa d'infinitamente triste, come il fiume che da mattina a sera rifletteva lo stesso cielo, come quei convogli di barche che si annunciavano a colpi di sirena (uno per ogni chiatta rimorchiata) e che sfilavano ininterrottamente attraverso la chiusa. Poi, mentre le donne, sul ponte, si occupavano dei marmocchi sorvegliando la manovra, gli uomini salivano fino al bistrot, buttavano giù un bicchierino e riscendevano col passo pesante. "Caso risolto!" aveva dichiarato un collega a Maigret. Eppure il commissario, di umore uggioso come la Senna, uggioso come un canale sotto la pioggia, era tornato alla chiusa e non riusciva più a scollarsene.
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Adelphi, 24/04/2013
Abstract: Il volume contiene cinque inchieste del commissario Maigret: "Maigret e l'uomo solitario", " Maigret e l'omicida di Rue Popincourt", "La pazza di Maigret", "Maigret e l'informatore" e " "Maigret e il signor Charles".
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Fazi Editore, 28/09/2017
Abstract: Thady Quirk è il vecchio servitore di un'antica famiglia anglo-irlandese. Nel corso della sua lunga vita trascorsa al castello Rackrent (letteralmente il castello 'arraffa-affitti') ha assistito alla progressiva decadenza dei suoi aristocratici padroni: Sir Patrick, che riempie la casa di ospiti e si ubriaca fino alla morte; Sir Murtagh, il suo erede, un "grande avvocato" che rifiuta di pagare i debiti di Sir Patrick "per una questione d'onore"; e Sir Kit, giocatore d'azzardo che alla fine vende la proprietà al figlio di Thady. Generazione dopo generazione, il graduale declino della famiglia diventa la simbolica premonizione dei profondi cambiamenti che investiranno la società irlandese e dei problemi che, a oltre duecento anni di distanza, sono ancora ben lontani dall'essere risolti.Apparso all'inizio del 1800, anno in cui si compiva l'esautorazione del Parlamento di Dublino e si preparava la strada all'unione tra l'Irlanda e la Gran Bretagna, Il Castello Rackrent ebbe un enorme successo. Politicamente audace, stilisticamente innovativo e incredibilmente piacevole, questo romanzo è una tappa fondamentale della letteratura irlandese e un grande classico da riscoprire."Un libro essenzialmente, unicamente irlandese... raramente nelle opere dell'Ottocento si trova una tanto acuta coscienza del carattere pratico, economico della nostra esistenza".Giorgio Manganelli"Una delle cronache più ispirate mai scritte in inglese". W.B.Yeats
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Fazi Editore, 13/07/2017
Abstract: "Credo di capire la differenza tra me e te... forse tra gli uomini e le donne, in genere. Io mi contento di costruire la felicità su qualsiasi bene accidentale mi si possa presentare a portata di mano, tu vuoi creare un mondo che si adegui alla tua felicità".La bellissima e volubile Elfride, orfana di madre e unica figlia del pastore Swancourt, si innamora di Stephen Smith, giovane architetto di Londra erroneamente ritenuto di nobili origini. Poi, quando questi per poterla sposare accetta un incarico in India, Elfride conosce l'affascinante e maturo Henry Knight, antico mentore di Stephen; ben presto Knight, come già era accaduto al suo pupillo, perde la testa per la fanciulla. Elfride, divisa tra la promessa di fedeltà a Stephen e la nuova passione per Knight, infine accetta la proposta di matrimonio di quest'ultimo. Ma ancora una volta le cose non vanno come immaginato: una presenza oscura dal passato di Elfride insinua in Knight il tarlo del sospetto sull'onestà della sua futura sposa e il fidanzamento è sciolto. Smith e Knight si incontreranno casualmente qualche anno più tardi, entrambi si scopriranno ancora innamorati di Elfride, ma ormai sarà troppo tardi. Terzo romanzo di Hardy, fu il primo che lo scrittore pubblicò a nome suo: una grande storia sulla gelosia e sui dubbi del cuore da uno dei massimi esponenti della letteratura vittoriana."Nessuno mi ha più insegnato niente da quando è morto Thomas Hardy". Ezra Pound "È innegabile l'abilità di Hardy – l'abilità del vero romanziere – di farci credere che i suoi personaggi siano persone come noi, guidate dalle proprie passioni e idiosincrasie; al contempo – e questo è il dono del poeta – in loro vi è un qualcosa di simbolico che ci accomuna tutti".Virginia Woolf
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Fazi Editore, 23/04/2013
Abstract: Il sogno del settimo viaggio raccoglie i migliori reportage dall'Africa che Besozzi, uno dei più grandi giornalisti italiani del dopoguerra, autore su "L'Europeo" e "Il Giorno" di scoop clamorosi come quello sulla vera morte del bandito Giuliano, pubblicò durante gli anni Cinquanta. Protagonisti di queste cronache, veri e propri racconti, non sono tanto le popolazioni africane, ma quei camionisti italiani che si sono insabbiati sulle strade e nei villaggi sperduti dell'Africa orientale. Uomini poetici e disperati, eroici e folli, che hanno perduto quasi del tutto il contatto con la madrepatria, vivono tra il deserto e le rare città africane e hanno stabilito lì la loro vita zingaresca, le loro donne, il loro futuro. Il sogno del settimo viaggio, inedito in volume, presenta uno straordinario e sorprendente affresco narrativo e di costume e ci rivela un grande scrittore.
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Feltrinelli Editore, 24/04/2015
Abstract: Ci sono fili capaci di unire i mondi interiori delle donne: a volte sono la forza delle risate, il valore dell'amicizia, l'amore o il sesso; altre, la paura di fronte a un matrimonio inaridito, l'ipocrisia, la solitudine o il timore dell'abbandono. Laura è contro il femminismo, Manuela cuce e sogna, Magdalena si sente sempre più rinchiusa, Anabella e Marilyn aspettano la felicità, María Bonita ha perso il nemico di una vita, Eloísa cerca di dimenticare, Irma si sfila finalmente l'anello, Dulcinea racconta la sua versione della storia. Dai Balcani fino a Santiago del Cile, passando per la Mancia di Don Chisciotte, piccoli incidenti rivelatori che cambiano la vita, donne che smettono di uscire di casa, che si lasciano ingannare dalle apparenze, che si riappropriano della loro esistenza, e altre che si ritrovano ad affrontare drammi inattesi.Ancora una volta, Marcela Serrano dimostra il suo talento nel penetrare anima e psicologia femminili con venti racconti appassionanti e potenti, abitati da donne fragili, forti, avventurose e timorose, casalinghe o intellettuali, le cui voci e storie si imprimono a fuoco nella memoria dei lettori.
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Feltrinelli Editore, 24/04/2015
Abstract: Lo stato di salute del giornalismo italiano è una delle questioni più dibattute degli ultimi anni. Lo scontro intorno alla figura di Silvio Berlusconi ha portato la discussione su quale debba essere il ruolo della stampa a un tale livello di animosità e litigiosità da rendere pressoché impossibile qualsiasi tipo di analisi obiettiva e imparziale. Ferdinando Giugliano e John Lloyd, due giornalisti del "Financial Times", hanno cercato di compiere l'operazione più difficile: esaminare con distacco, profondità e competenza il panorama del nostro giornalismo, tracciandone la cartografia e provando a individuarne i pregi, i problemi, le tare ereditarie e le prospettive di cambiamento. Vista dall'estero, l'informazione italiana sembra fondata sul presupposto che l'obiettività e l'equidistanza non siano possibili, che la neutralità rispetto a interessi e fazioni politiche sia irraggiungibile e che i giornalisti non possano evitare di assumere posizioni di parte. Ma è davvero così? Televisione, carta stampata e siti di informazione sfornano solo notizie condite con opinioni? Come funziona l'informazione in Italia? Unendo la loro esperienza da giornalisti, il distacco di chi osserva da lontano e un puntiglioso lavoro di ricerca, fatto di decine d'interviste ai protagonisti del nostro giornalismo (da Ezio Mauro a Vittorio Feltri, da Marco Travaglio ad Augusto Minzolini), Giugliano e Lloyd riescono a collocare la questione al di sopra dell'usurato dibattito sul regime berlusconiano e sull'informazione asservita, andando a illuminare le caratteristiche – e i vizi – di fondo del giornalismo italiano.
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Mille volte mi ha portato sulle spalle
Feltrinelli Editore, 24/04/2015
Abstract: Ernesto Lizza è uno sceneggiatore televisivo che si è imbarcato in un'impresa folle – portare sul grande schermo la storia d'amore tra Martin Heidegger e Hannah Arendt. Alla morte del padre, torna al paese natale vicino a Bologna per il funerale e lì, nella casa dove è cresciuto, è costretto a fare i conti con se stesso: gli errori, i compromessi, le delusioni professionali.Al funerale Ernesto rivede, dopo molti anni, il temibile nonno Ettore. Conservatore fino al midollo, altero, testardo, Ettore chiede al nipote di ritrovare il vecchio amico Mario Barcellona, l'uomo che ha scavato un solco tra lui e il figlio. Figura leggendaria, negli anni settanta Mario Barcellona, ex partigiano, aveva acceso la passione politica nel padre di Ernesto, e poi era sparito, forse in Germania. Ernesto coglie in quell'invito un nodo di passioni irrisolte, un silenzio misterioso, una furia che da un così lontano passato arriva a toccare, a muovere il suo flaccido presente, tutto avvitato intorno ad amori senza amore, e a un mondo – quello televisivo e cinematografico – di mortificante squallore. Senza avvisare nessuno, parte allora per Marburgo, dove Martin Heidegger e Hannah Arendt si erano conosciuti. E dove, guarda caso, si perdono le tracce di Mario Barcellona…Martino Gozzi racconta, con maturo rigore, un viaggio dentro il passato, un viaggio verso l'Europa dell'Est, dentro le rovine di un mondo che esiste solo nella memoria di chi lo ha vissuto. Racconta di frontiere che si devono varcare, per poi tornare dove si è cominciato a essere figli, dove si comincia a essere uomini.
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Rizzoli, 24/04/2013
Abstract: Solo un anno fa Zara Bosdaves poteva imbattersi in un cadavere senza altra preoccupazione che affidarlo ai colleghi della Scientifica. Non doveva filare via, allora, ripulire in maniera frettolosa quello che poteva aver toccato, pensando a cosa diavolo dire alla polizia. Era lei la polizia. Adesso Zara fa la detective privata: ha raccolto la sua vita, l'ha impacchettata e si è trasferita a Torino dove, oltre all'agenzia d'investigazioni, è titolare insieme al compagno François di uno dei locali più alla moda della città. E ce la sta mettendo tutta per adattarsi al suo nuovo lavoro, ma pedinare mariti traditori non è proprio il massimo che una donna come lei – una che pratica aikido, che sa dove colpire e dove far male – possa desiderare. Fino a quando non le viene affidato l'incarico d'indagare sulla scomparsa del figlio di un importante industriale, quest'ultimo morto in circostanze sospette in un incidente d'auto. Zara allora dovrà fare i conti con torbidi affari di famiglia, con gente disposta a tutto pur di arrivare lassù, oltre la nebbia; dovrà misurarsi con la violenza, con il dolore. E trovarne la cura. Ma dal sangue non si può guarire, e a lei non resterà altro da fare che seguirlo. Per scoprire dove porta.Con questo romanzo, Enrico Pandiani si conferma un maestro del noir, disegnando una Torino crudele e inattesa, che di giorno ti seduce e di notte ti pugnala, e una nuova travolgente protagonista. Bosdaves è arrivata, ruvida e passionale. E non saprete resisterle.
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Rizzoli, 24/04/2013
Abstract: Un giornalista infiltrato che si mette la tuta degli operai del gas per raccontare le follie di una banda di trafficanti di droga. Un killer della 'ndrangheta che al suo battesimo con la pistola non ha il coraggio di uccidere. Si guardano da lontano. Si studiano. Si incontrano.Due vite parallele. Un viaggio spietato. Dal Fortino della mala, il quartiere senza Stato di Milano, ai giorni della resa alla mafia, i nostri giorni. Il giornalista insegue la via dell'eroina in città e si ritrova al centro dell'estate atroce delle stragi di Cosa nostra.Rocco, vent'anni, il killer che rinuncia a uccidere, finisce in carcere. Con una sola ossessione: vendicare la morte di Luca, il suo capo, il suo compare fraterno, ammazzato su ordine dei clan. Il bisogno di vendetta di Rocco però si trasforma in desiderio di giustizia. Fino a convincerlo a testimoniare al maxiprocesso contro la 'ndrangheta al Nord. In cambio lo Stato gli offre la tutela e la possibilità di ricostruirsi una vita. Ma un mese prima dell'udienza, con un pretesto, gli toglie il programma di protezione. Rocco diventa così il primo pentito tradito dallo Stato. Il perché glielo rivela il giornalista che Rocco odiava fino al punto di volerlo gambizzare. Il perché è nelle confidenze di un funzionario di polizia che, già poche ore dopo le bombe di Cosa nostra a Milano e a Roma, parla di una trattativa in corso tra apparati dello Stato e boss. Il perché è nella realtà dei nostri giorni: dopo quell'estate atroce, l'Italia non è più la stessa. Rocco capisce così di essere una pedina sacrificata in nome della normalizzazione intorno a cui, da vent'anni ormai, convergono gli interessi di criminalità organizzata e apparati che si muovono trasversalmente nelle istituzioni. Fabrizio Gatti ci fa scoprire la mafia della porta accanto. Quella che si nasconde nei quartieri, negli uffici pubblici. Quella che ci tocca tutti da vicino. Quella che ha condannato l'Italia a diventare ciò che è. Il peso di cui ci dobbiamo liberare, se vogliamo tornare a sperare.Ma tu sai una cosa,sei obbligato a scriverla?No, no. Un giornalistanon è obbligato a scrivere.Esiste il segreto professionale.E tu, da giornalista,Hai mai ammazzato qualcuno?
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Bollati Boringhieri, 24/04/2013
Abstract: Le tecnologie digitali sconvolgono il quadro antropologico finora noto. Virtualità, connettività universale e libero accesso alle fonti di informazione stanno riplasmando le facoltà cognitive dei ragazzi e dislocando altrimenti il sapere. Non è più là fuori, remoto, scosceso, paludato e spesso respingente; adesso sta tutto in tasca, a portata di mano, senza mediazione. Mentre i grandi mediatori – il sistema scolastico, ma anche gli istituti della politica e della società-spettacolo – si ostinano a brillare come stelle morte da tempo, ignare della propria fine. Il mondo non sarà più un posto per vecchi. L'ultraottantenne Michel Serres, epistemologo tra i più originali, registra sorridente quell'ineluttabile obsolescenza. Non trema, lui, di fronte al crollo di gerarchie e privilegi secolari, anzi rimane incantato dai suoi effetti più tellurici e si schiera incondizionatamente dalla parte dei ragazzi, capaci di un'intelligenza inventiva che è forza di svincolamento, nel corpo e nella mente. L'era che spezza le catene è iniziata, e Serres le porge il saluto.
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Bollati Boringhieri, 24/04/2013
Abstract: I numeri non sono solo matematica. Anzi, più spesso non lo sono, almeno quelli che ci circondano quotidianamente e che neppure vediamo più. Osservandosi distrattamente attorno può capitare di porsi domande, magari di poca importanza, alle quali non sappiamo proprio dare una risposta sensata. Ad esempio, perché il formato più comune di carta si chiama "A4"? Strano nome. E perché mai le sue misure sono così apparentemente casuali come 210 × 297 mm? E cosa ci faceva l'attaccante della nazionale olandese Ruud Geels con la maglia numero 1 nel Campionato del Mondo del 1974? O anche, perché la settimana è di sette giorni, visto che né il ciclo solare né quello lunare sono divisibili per quel numero? E poi, cosa diavolo rappresentano i numeri della mia carta di credito? Possibile che siano casuali? (No, certo che no). È la numerologia quotidiana quella che viene raccontata con grande ironia in questo libro. Sembra strano, ma ognuna di queste domande – e di molte altre che leggerete – ha quasi sempre una risposta più divertente e più strana del previsto.
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Bollati Boringhieri, 24/04/2013
Abstract: Con il loro salotto artistico e letterario – che negli anni tra le due guerre era frequentato, tra gli altri, da Picasso, Picabia, Matisse, Braque, Hemingway, Fitzgerald, Sherwood Anderson – Alice B. Toklas e Gertrude Stein hanno fatto un pezzo di storia. Ma quando, dopo la morte di Gertrude, un editore chiese ad Alice di scrivere le sue memorie, lei si schermì dicendo che al massimo sarebbe stata in grado di scrivere un libro di cucina. L'editore promise di accontentarsi, ma Toklas fece molto di più.Uscito nel 1954 in America con il titolo The Alice B. Toklas Cook Book, I biscotti di Baudelaire è una ricchissima raccolta di ricette e di ricordi non solo culinari, di aneddoti divertenti, di convinte opinioni su questioni gastronomiche ma anche artistiche, di viaggi tra Francia e America, di pranzi e cene a casa di artisti bohémien ma anche di ricchi e famosi.Un libro che si legge d'un fiato dalla prima all'ultima pagina, non solo per consultare le ricette e catturare i sapori amati da artisti e scrittori, ma soprattutto per rivivere l'atmosfera di un tempo davvero speciale."Un curioso memoriale intellettual-culinario pieno di aneddoti mondani e di racconti umani".Paolo di Stefano, "Corriere della Sera"
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Bollati Boringhieri, 24/04/2013
Abstract: Gli uomini sono figli dell'Era glaciale: solo quando il freddo intenso dell'ultima glaciazione cominciò a stemperarsi, oltre 10000 anni fa, apparve la coltivazione, e con questa l'urbanizzazione e l'inizio della storia. Può apparire paradossale, ma è stato il riscaldamento del clima a crearci. Nel corso di tutta la storia umana, d'altra parte, il clima non è certo rimasto stabile e i suoi effetti sulle culture sono stati enormi. Non si può prescindere dalle condizioni climatiche nello studio delle civiltà, dei popoli, delle guerre, delle migrazioni, delle carestie, delle religioni e persino dell'arte e della letteratura. Diventa sempre più chiaro che il clima della Terra è parte integrante e motore inconsapevole dello sviluppo storico, politico e culturale dell'uomo e Wolfgang Behringer lo dimostra per la prima volta in forma estesa, con chiarezza e abbondanza di esempi. Una ricerca accurata e penetrante sulla reazione delle società ai mutamenti dell'ambiente.
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Bollati Boringhieri, 24/04/2013
Abstract: Il progresso è il mito portante della civiltà industriale. Teorizzato già nel Settecento dagli economisti, col passare dei secoli è divenuto sempre più pervasivo: al punto da rappresentare oggi, nell'immaginario della destra quanto della sinistra, la premessa implicita di ogni strategia politica. Così, nonostante il susseguirsi sempre più incalzante di crisi di varia natura (economica, ecologica, pandemica, geopolitica), il mito del progresso – con le sue implicazioni, la crescita e lo sviluppo – non viene mai posto in discussione.Eppure, secondo Mauro Bonaiuti, i fatti sono ostinati e a uno sguardo d'insieme rivelano la falsità di questa narrazione. Basta andare indietro di qualche generazione per rendersi conto che quella che stiamo attraversando non è una crisi temporanea. Delle tante meraviglie promesse dalla scienza nella seconda metà del secolo scorso (energia a basso costo, riduzione delle disuguaglianze e del tempo di lavoro, colonizzazione dello spazio ecc.), quasi nessuna si è realizzata. Qualcosa è andato storto, ma non abbiamo ancora capito bene cosa.Per affrontare questo punto fondamentale, l'autore raccoglie nuovi dati e propone una lettura originale che si rifà alla teoria dei rendimenti decrescenti della complessità. Dimostra così che il rallentamento dell'innovazione tecnologica, con l'aumento dei costi dell'energia e della complessità sociale, è iniziato già da molti decenni e rappresenta un elemento strutturale che segna la fine dell'età della crescita.Passando in rassegna fenomeni cruciali come la globalizzazione, l'aumento delle diseguaglianze, la crisi del welfare e il ritorno dei nazionalismi, Bonaiuti fa luce sulle ragioni profonde di quello che si profila come un vero e proprio declino del regime industriale e, di conseguenza, del capitalismo. Un declino di cui ben pochi parlano, soprattutto attraverso i media, e forse per buone ragioni. Ignorare il problema, tuttavia, non fa che aumentare i rischi di dolorose involuzioni autoritarie o di un collasso incontrollato del sistema. Diviene dunque sempre più urgente staccare il pilota automatico che guida la megamacchina tecnico-finanziaria e cambiare rotta. Un necessario cambio di paradigma che l'autore individua, sulle orme del suo maestro Serge Latouche, nel progetto radicale della decrescita.
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Garzanti, 24/04/2013
Abstract: Per Alex Woods la notte è un momento magico, l'unico momento in cui può gettarsi la paura alle spalle. Ogni notte si affaccia alla finestra per guardare le stelle. La stanza è invasa da libri di astronomia, la sua passione. Studiare le eterne e immutabili leggi che regolano l'universo è l'unico modo per fuggire dalla sua vita disordinata. Alex sa cosa significa essere strano. Non ha mai conosciuto suo padre, e sua madre è una lettrice di tarocchi che l'ha cresciuto in un negozio pieno di candele, incensi e pozioni. E da quando ha dieci anni soffre di attacchi epilettici che riesce a controllare solo ascoltando musica classica ed enumerando i nomi delle costellazioni. A scuola i bulli lo perseguitano senza tregua. Un giorno, mentre fugge dall'ennesimo pestaggio, Alex cade e rotola in un giardino, devastando la siepe. Quando apre gli occhi si trova la canna di un fucile piantata in faccia. A imbracciare l'arma è il signor Peterson, un bislacco e arcigno vedovo. Un uomo solo, con una ferita nel cuore che non ha intenzione di rivelare a nessuno. Fra i due nasce la più improbabile delle amicizie, fatta di coltivazione di sostanze stupefacenti e letture dei romanzi più dissacranti. Ma quando il signor Peterson scopre di avere una grave malattia, per Alex giunge il momento di sovvertire tutte le leggi dell'universo e intraprendere il più strambo dei viaggi. Perché solo lui può salvarlo... Lo strano mondo di Alex Woods è un caso editoriale folgorante, venduto in tutto il mondo dopo aste infuocate. Gavin Extence, giovanissimo autore inglese, ci regala un debutto che rimarrà incastonato nel cuore di ogni lettore come una gemma preziosa. Un romanzo surreale e struggente, un'amicizia improbabile e profonda, un protagonista memorabile che, dopo l'ultima pagina, desidererete abbracciare e tenere per sempre con voi.
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Garzanti, 24/04/2013
Abstract: Sarà sempre leale, fedele e coraggioso con ogni battito del suo cuore. Stanley è ancora un ragazzino, e si sente solo. Da quando il fratello è partito per la guerra, il padre non è più lo stesso. È freddo e distante. Eppure Stanley ha trovato un modo per essere di nuovo felice: prendersi cura dei suoi cani. Lui è l'unico che sa come comunicare con loro. Quando Soldier, un cucciolo dal pelo chiaro, sembra troppo fragile per sopravvivere, Stanley gli salva la vita. Qualcosa di speciale li unisce e i due diventano inseparabili. Ma il loro legame è destinato a spezzarsi: un giorno, all'improvviso, Soldier scompare. Per Stanley è una nuova ferita difficile da ricucire. Non gli rimane che una scelta: vestire la divisa dell'esercito inglese e partire per il fronte. Partire alla ricerca del fratello e cercare di riunire la sua famiglia. Grazie alla sua rara abilità nel capire i cani, viene assegnato al servizio dei cani messaggeri. Nell'orrore delle trincee del primo conflitto mondiale, la lealtà e il coraggio di questi animali salvano vite umane. Sono loro che giorno dopo giorno insegnano a Stanley a essere forte e a sopportare la violenza della guerra. Eppure lui non riesce ad affezionarsi veramente: il ricordo di Soldier fa ancora troppo male. Fino a quando non gli viene affidato Pistol che, come lui, non si fida più di nessuno. Grazie a questo cane Stanley rivive, per la prima volta, la forza dell'amicizia che lo legava a Soldier. Una sensazione che credeva di non riuscire più a provare. Pistol ha uno strano e immediato attaccamento per lui e i suoi occhi sembrano volergli dire qualcosa. Stanley deve scoprire se il suo cuore è ancora capace di ascoltare... Per te qualsiasi cosa ha incantato i librai indipendenti inglesi, diventando un successo del passaparola tra i lettori, con una storia emozionante che disegna una pagina poco conosciuta del primo conflitto mondiale. Un romanzo travolgente sulla fedeltà e il coraggio, sulla forza dell'amicizia e il potere dei sentimenti.
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Rizzoli, 24/04/2013
Abstract: Da quando è nato, A si sveglia ogni giorno in un corpo diverso. Per ventiquattr'ore abita il corpo di un suo coetaneo, che poi è costretto ad abbandonare quando il giorno finisce. Affezionarsi alle esistenze che sfiora è un lusso che non può permettersi, influenzarle un peccato di cui non vuole macchiarsi. Quando però conosce Rhiannon, chiudere gli occhi e riprendere il cammino da nomade è impossibile. Per la prima volta si innamora e cerca di stabilire un contatto, di spiegare la sua maledizione. E Rhiannon s'innamora a sua volta dell'anima di A. Ma dimenticare il suo involucro, ogni giorno diverso, è difficile, e pian piano la loro relazione si fa più delicata di un vetro fragile. Nel disperato tentativo di non perderla, A tradisce le sue regole, prende a lasciare nelle esistenze quotidiane strascichi del suo passaggio, e qualcuno se ne accorge…