Trovati 855792 documenti.
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Fiume di fuoco / Qurratulain Hyder ; traduzione, postfazione e cura di Vincenzo Mingiardi
Vicenza : Pozza, copyr. 2009
Abstract: Vita! Storia. Civiltà. India. Lotta dell'uomo. Tutto! Così, con questa spiccia definizione, Qurratulain Hyder, riassunse esemplarmente il contenuto della sua opera. La narrazione muove dal quarto secolo a.C., durante la stagione del monsone, quando le nubi sono gonfie di pioggia... Gautam Nilambar, studente dell'antica università della foresta di Shravasti, trova rifugio in una caverna e si imbatte in Hari Shankar, principe che desidera farsi monaco buddhista. Il principe è fratello di Champak, fanciulla affascinante e dall'intelletto acuto, di cui Gautam si innamora perdutamente. È l'inizio di una saga che spazia attraverso buona parte della storia dell'India, dagli antichi regni hindu ai sultanati musulmani del Medioevo, dalla sfarzosa epoca dei nababbi dell'Oudh al Raj britannico, fino al periodo dell'Indipendenza e ai primi anni della diaspora degli indiani in Occidente. Il fiume infuocato del tempo, con le sue correnti insondabili, unisce e separa i protagonisti: i personaggi ritornano in diverse epoche, e le loro vicende permettono di dipingere un quadro sorprendente della storia indiana e della ricchezza delle tante culture che coesistono nel Subcontinente. Fiume di fuoco è considerato uno dei romanzi più importanti della letteratura indiana del Novecento e, oltre ad aver avuto un immediato, vasto e duraturo successo di pubblico e critica, ancor prima di essere tradotto in inglese ha esercitato una grande influenza su molti scrittori indiani anglofoni.
La porta degli inferi / Laurent Gaudè ; traduzione di Riccardo Fedriga
Vicenza : Pozza, copyr. 2009
Abstract: Nel porto di Napoli, all'altezza di via Nuova Marina, si ergono due torri antiche talmente rabberciate a colpi di mattoni che sembrano due verruche gemelle. Su un terrapieno in mezzo a quelle torri, erbacce, rovi e malvarosa ostruiscono una porta di legno tarlato. Da quella porta, più di venti anni fa, è uscito Filippo Scalfaro De Nittis. Era un bambino allora, ora è un uomo che ogni mattina entra dal retro del ristorante La Bersagliera. Seduto davanti alla macchina del caffè, aspetta che il padrone del ristorante gli faccia un cenno. Filippo Scalfaro De Nittis, infatti, non cucina, non porta i piatti, fa soltanto il caffè. E a Napoli nessuno può vantarsi di farlo meglio di lui: un caffè per ogni voglia, per ogni umore, violento come uno schiaffo per svegliarsi al mattino, rotondo e morbido contro il mal di testa, robusto e forte per non dormire. Oggi è un giorno speciale per lui, il giorno in cui farà il suo ultimo caffè, destinato a un cliente seduto nella grande sala della Bersagliera. Sta mangiando calamari fritti. Gli trema un po' la mano e la forchetta gli gioca ogni tanto degli scherzi. Si potrebbe prenderlo per un impiegato delle poste in pensione, calvo com'è e con le dita gonfie. Ma Filippo Scalfaro De Nittis sa di che cosa è capace, sa quale abisso di crudeltà tradisce la sua aria infastidita e il suo modo di rivolgersi ai camerieri come se si trattasse di cani. Si chiama Toto Cullaccio. E per lui che Filippo Scalfaro De Nittis è tornato dagli inferi...
Agnes Browne ragazza / Brendan O'Carroll ; traduzione di Massimiliano Morini
Vicenza : Pozza, copyr. 2009
Abstract: Prima di essere mamma, prima di mettere al mondo i suoi marmocchi e prima che i suoi marmocchi la rendessero nonna, Agnes Browne era Agnes Reddin, esile e indisponente ragazzina del Jarro, figlia di Connie Parker-Willis, contabile della fonderia Parker-Willis, che fondeva ferro a Dublino fin dal 1801, e di Bosco Reddin, primogenito di Sean Gam-basvelta Reddin, malandato eroe della Fratellanza repubblicana irlandese. Quando i genitori di Agnes convolarono a nozze nella chiesa di St Jarlath, dal lato dello sposo non c'era un posto a sedere libero. Da quello della sposa, invece, erano in quattro. Tre spaesati parenti alla lontana e un ubriacone della zona. Dei Parker-Willis nemmeno l'ombra, disgustati com'erano dalla sola idea che Connie si maritasse con un operaio della loro fonderia, e per giunta un sindacalista. Agnes è venuta al mondo il 6 dicembre del 1936 nel Jarro, una zona popolare a nord di Dublino piena zeppa di operai e disoccupati con le loro famiglie numerose. Negli anni Quaranta, su strade sporche e buie, avvolte in un sudario di fumo per via delle migliaia di fuochi di torba o carbonella accesi nelle case, Agnes, capelli corvini e figura snella, sgambettava insieme con la sua amichetta del cuore Marion Delany, faccia tonda e figura a barilotto.
Lo schiavo del manoscritto / Amitav Ghosh ; traduzione e cura di Anna Nadotti
Pozza, 2009
Abstract: Nell'estate del 1148 d.C. Khalaf ibn Ishaq, mercante in Palestina, scrive una lettera all'amico ebreo Abraham Ben Yijù, che viveva allora in una città di nome Mangalore, un porto sulla costa sudoccidentale dell'India. Parla di alcune merci inviategli da Ben Yijù, un carico di noci d'areca, due serrature prodotte in India, due coppe d'ottone, e annuncia all'amico che insieme con la lettera gli manderà alcuni doni: due vasi di zucchero, un vaso di mandorle e due di uvetta. Alla fine della missiva, Khalaf ibn Ishaq nomina quasi di sfuggita uno schiavo indiano di Ben Yijù al quale raccomanda di porgere «moltissimi ringraziamenti». La lettera è catalogata come manoscritto H.6 alla Biblioteca Nazionale e Universitaria di Gerusalemme. Attraversando i sottili confini che separano il presente dal passato, con in mano soltanto il frammento di questa lettera, Amitav Ghosh si mette alla ricerca dello schiavo indiano che vi è nominato, una figura che gli appare come una chiave per intendere e raccontare una Storia fatta di tante storie, diaspore e guerre, tradizioni e incontri, rotture e sparizioni. Centro della vicenda sono due villaggi egiziani, luoghi di uno straordinario apprendistato linguistico e umano, e punti di partenza per una lunga indagine.
Respiro / Tim Winton ; traduzione dall'inglese di Luca Briasco - Vicenza : Pozza, copyr. 2009
214 p. ; 22 cm
Abstract: In un paese di meravigliosa bellezza vivono due ragazzi con gli occhi spalancati e le menti inquiete. Pikelet e il suo amico Loonie passano assieme le giornate, vanno a scuola e si sfidano nel fiume fangoso trattenendo il respiro sott'acqua il più a lungo possibile, finché la loro testa non è piena di stelle. Un giorno un uomo entra nelle loro vite: ha trentasei anni ed è un ex campione di surf, una di quelle leggende che hanno attraversato il mondo e sfidato ogni mare. Sando non ha mai smesso di inseguire e attendere sulla tavola l'onda più alta, spingendosi in luoghi pericolosi e nelle situazioni più estreme. Tutto per quell'attimo di sospensione infinita in cui l'uomo e la natura, il volo e la forza di gravità, la vita e la morte si annullano e si esaltano. Sando è andato a vivere in Australia con Eva, sua moglie, in una casa nei pressi dell'oceano, e qui Pikelet e Loonie scoprono un nuovo mondo, affascinati dalla sfida che il mare pone al loro coraggio, al carattere, al loro stesso violento desiderio di essere giovani e di sbocciare come uomini. E Sando è un atleta brillante e un sottile manipolatore, capace di infiammare la loro rivalità e provocare la passione per la sfida e la competizione.
L'ultimo amore di Valeria / Marc Fitten ; traduzione di Marco Rossari
Vicenza : Pozza, copyr. 2009
Abstract: Esiste un villaggio ungherese talmente piccolo che la Storia non si è mai degnata nemmeno di sfiorarlo. Per decenni nessuno si è mai preoccupato di fermarsi in questo borgo, neppure i nazisti, i sovietici o i capitalisti occidentali, che pure sbucano in ogni riposto angolo del mondo, avidi come sono di quattrini. Qui si continua come sempre ad amare e a imbrogliare il prossimo, a bere e a sopravvivere, con la passione e la forza che ha comunque lasciato l'impero sovietico. In questo paese vive una signora con un caratterino niente male, una donna che in sessantotto anni non ha mai smesso di essere se stessa. Valeria cammina e borbotta e trova difetti in ogni cosa che si sforza di sopravvivere sotto il cielo. I decenni di disgusto nei confronti di tutto e tutti hanno fatto di lei una pietra di paragone per la sua piccola comunità. In fondo, ciò che la infastidisce di meno sarà pur sempre il meglio. Nulla scampa alle sue critiche: le verdure avvizzite del mercato, i pigri agricoltori che si ubriacano alla taverna del paese, le persone che fischiettano senza fermarsi mai, la fauna che ha fatto la sua comparsa da quando il paese è strisciato tra le braccia dell'Occidente come una sgualdrinella qualunque: adolescenti brufolosi che spuntano al volante di berline costose e in compagnia di stangone a pagamento, donne inservibili per qualsiasi nobile cosa, a parte per il sesso... Un giorno, però, la sua anima di impenitente e incallita zitella viene trafitta da un'improbabile freccia...
Fiori nel fango / Hillary Jordan ; traduzione di Chiara Brovelli
Vicenza : Pozza, copyr. 2009
Abstract: Nella primavera del 1939, Laura Chappell incontra per la prima volta a Memphis Henry McAllan. Lei, piccola e scura, con marcati lineamenti francesi, ha trentun anni ed è ancora vergine: una zitella sulla via della pietrificazione, come ironicamente si definisce. Insegna inglese in una scuola privata per ragazzi, canta nel coro della Calvary Episcopal Church e fa da baby-sitter ai suoi nipoti. Lui, quarantunenne che dimostra tutti i suoi anni soprattutto per via dei capelli candidi, ha mani forti, una solida aria di sicurezza e la deliziosa parlata del Delta del Mississippi. Quando Henry McAllan le propone di sposarlo, Laura accetta di buon grado, certa che il primogenito di un clan rurale come Henry non possa che essere un buon marito e un padre premuroso dei suoi figli. Il giorno in cui Henry decide di ubbidire al richiamo della terra dei McAllan e di trasferirsi col vecchio padre in una fattoria sul Delta del Mississippi, Laura lo segue fedele, portandosi dietro le due bambine nate un paio d'anni dopo il matrimonio. Sul Delta del fiume, però, la vita si rivela completamente diversa dall'idillio che Laura aveva immaginato.
Vicenza : Pozza, copyr. 2009
Abstract: Sottoporre a revisione la storia è il compito stesso degli studiosi, essendo la storiografia nient'altro che una costante riscrittura della storia. Perché, dunque, degli storici come gli autori di questo libro dovrebbero schierarsi contro il revisionismo? Perché sotto questo termine si è delineato, nel corso degli ultimi decenni in Italia e nel mondo, un uso politico della storia che ha poco a che fare con la ricerca storiografica. Un uso politico dalle molteplici diramazioni, ma che, soprattutto nella distorta ricostruzione della nostra storia nazionale, presenta alcune opinioni ossessivamente ripetute: l'idea che il Risorgimento sia stato una guerra di annessione e non un movimento di rinascita per l'unità nazionale; la concezione del fascismo come tentativo autoritario bonario, distinto dal totalitarismo nazista e volto all'edificazione di una patria che non sarebbe esistita prima; l'ipotesi della morte definitiva della patria sancita dall'8 Settembre e la conseguente rivalutazione dei combattenti di Salò come autentici patrioti. Tesi politiche che non hanno la benché minima serietà né il rigore dell'autentica indagine storica, ma che, raffigurando gli avversari come i difensori di una vulgata resistenziale, di verità di regime, mirano a distruggere i fondamenti stessi della nostra storia repubblicana e della nostra Costituzione. Contro questo revisionismo si schierano alcuni tra i migliori storici italiani.
Rue Laugier / Anita Brookner ; traduzione di Elena Dal Pra
Vicenza : Pozza, copyr. 2009
Abstract: In una calda, umida e sensuale estate alla fine degli anni Cinquanta, Maud Gonthier, timida diciottenne dalla bellezza austera, viso dorato, capelli biondi e occhi dalle lunghe ciglia privi di trucco, arriva nella casa di campagna della zia per trascorrere le vacanze estive. Lì incontra le due figure maschili che segneranno per sempre la sua vita: David Tyler, un inglese di incredibile bellezza, figlio di un ricco magnate dell'industria, sfrontato come può esserlo un giovane uomo che vanta già innumerevoli conquiste sul suo carnet, e l'amico del cuore di quest'ultimo, Edward Harrison, un giovanotto dall'aria apparentemente romantica, in realtà dalle emozioni sfuggenti. Il triangolo erotico, e omoerotico, lascia il segno nell'indifesa Maud che si innamora perdutamente di Tyler. La relazione tra i tre continua a Parigi nell'appartamento di Rue Laugier. Persa nel delirio d'amore, Maud vede Tyler come una divinità crudele che si prende sfacciatamente gioco dei suoi sentimenti e di quelli di Edward. L'autrice sonda la vita e i pensieri più riposti di Maud e Edward per svelare come i due si siano lasciati ingannare dal ragazzo bello e ricco che è gentile e spietato insieme. Con l'uscita di scena di Tyler, che un giorno ritorna nel mondo dorato da cui è venuto, Maud e Edward si ritrovano a dover rifare i conti con la propria vita e a stringere un legame in cui l'amore e persino la fiducia non contano più nulla.
L'Apocalisse / Robert Schneider ; traduzione di Francesco Porzio
Vicenza : Pozza, copyr. 2009
Abstract: Nella chiesa di San Venceslao, a Naumburg, in Germania, fa bella mostra di sé un organo riccamente ornato di decorazioni e magnifici intagli barocchi. Risale alla prima metà del XVIII secolo. A Naumburg, intorno al 1746, Bach trascorse nell'allora amena città tedesca cinque giorni e cinque notti. Tra numerose birre di Merseburg scolate, brocche di vino, caffè e tabacco da pipa, Bach ebbe tuttavia il tempo di posare le sue dita gottose sulla tastiera del grande organo di San Venceslao. Che da allora è venerato a tal punto da richiamare a Naumburg una carrettata di professori della Bach Gesellschaft, pronti a ispezionare migliaia di canne pur di far pervenire alle autorità il loro compunto e inoppugnabile parere sullo stato di conservazione del vetusto strumento. Nessuno sa però che dentro il vano dei mantici, nella pancia dell'organo, la sera della vigilia di Natale del 1992 il signor Jakob Kemper, deriso da molti e ignorato dai più, compositore, direttore d'orchestra, ha fatto una scoperta sconvolgente. In un fagotto polveroso ha trovato un incartamento intitolato Apocalypsis Beati Ioannis Apostoli Oratorio, una partitura di 168 pagine di una misteriosa, sconosciuta opera di Johann Sebastian. Dal giorno della scoperta, Kemper si è asserragliato in casa, anche perché la faccenda non è senza conseguenze per lui. Più penetra nello studio di quella strana partitura, più incubi terribili, visioni e presagi oscuri si assembrano nella sua mente...
Cane bianco / Romain Gary ; traduzione di Riccardo Fedriga
Vicenza : Pozza, copyr. 2009
Abstract: È il 17 febbraio 1968 e in uno di quegli appartamenti di lusso di Beverly Hills, in cui si asserragliano i divi del grande schermo, si aggira Romain Gary. Gary trascorre buona parte del suo tempo a scrivere e a prendersi cura del piccolo zoo domestico trasportato da Parigi: il gatto birmano Bruno e la sua compagna siamese Mai; la vecchia gatta di strada Bippo, che allunga un colpo di artigli ogni volta che qualcuno cerca di accarezzarla; il tucano Billy-Billy e Sandy, un grande cane giallo, un cucciolone ingenuo. Intorno a mezzogiorno, un abbaiare risuona da dietro la porta. Gary va ad aprire e scorge sulla soglia Sandy, la coda tra le gambe, il muso a fil di terra, e, accanto a lui, un imponente pastore tedesco dal pelo grigio screziato di bianco e una bella testa. Un pomeriggio di qualche settimana dopo, però, Batka riserva la prima sorpresa: latrati irregolari, rapidi e rabbiosi, bava alla bocca, uno spaventoso sguardo carico d'odio soltanto perché un operaio di colore, addetto alla pulizia dei filtri della piscina, è apparso al suo cospetto. Batka è, infatti, un white dog, un cane bianco, una di quelle bestie addestrate nell'America razzista della fine degli anni Sessanta a dare la caccia ai neri... Appartenente alle opere del ciclo americano di Romain Gary, Cane bianco è il romanzo di uno scrittore russo-francese, profondamente intriso di spirito europeo, sulla democrazia americana.
La connessione di tutte le cose / Selden Edwards ; traduzione di Isabella Zani e Simona Fefè
Vincenza : Pozza, copyr. 2009
Abstract: Questa è la storia di come Frank Standish Burden III, detto Wheeler, famosa stella americana del rock negli anni Settanta, si ritrova a Vienna nell'autunno del 1897. La storia comincia in un giorno del 1988 a San Francisco. A mezzanotte inoltrata, al City Lights Bookstore Wheleer autografa l'ultima copia di Fin de siede, un'opera che lo ha impegnato per dieci lunghi anni e che ha scritto in onore di Arnauld Esterhazy, il suo insegnante di storia al liceo, e si dirige verso il suo appartamento al pianterreno nel quale vive da quindici anni, Wheeler non si accorge dell'inquietante presenza nascosta in un angolo buio delle scale. Solo quando se la trova di fronte, si rende conto che stringe una pistola nella mano destra e che ha dei tratti vagamente familiari. In preda al terrore, travolto da incubi e da un turbinio di immagini, Wheeler sviene e, quando si sveglia, si ritrova sulla... Ringstrasse, nella Vienna del 1897. Grazie agli insegnamenti di Esterhazy e alle preziose indicazioni di un misterioso libricino che l'eccentrico professore gli ha lasciato in eredità, Wheeler non solo riesce a orientarsi nella capitale dell'impero asburgico, ma in breve tempo si procura abiti adeguati, denaro, alloggio e le relazioni giuste. Suo mentore diventa, infatti, il non ancora celebre Sigmund Freud. Al Café Central Wheeler farà gli incontri decisivi che gli sveleranno il mistero racchiuso nel suo viaggio nel tempo, un mistero nascosto nel seno stesso della famiglia Burden.
Strane creature / Tracy Chevalier ; traduzione di Massimo Ortelio
Neri Pozza, 2009
Abstract: È il 1811 a Lyme, un piccolo villaggio sulla costa meridionale inglese. Le stagioni si susseguono senza scosse in paese e il decoro britannico si sposa perfettamente con la tranquilla vita di una provincia all'inizio del diciannovesimo secolo. Un giorno, però, sbarcano nel villaggio le sorelle Philpot e la quiete è subito un pallido ricordo. Vengono da Londra, sono eleganti, vestite alla moda, sono bizzarre creature per gli abitanti di quella costa spazzata dal vento. Margaret, diciotto anni, riccioli neri e braccia ben tornite, sorprende costantemente tutti coi suoi turbanti verdolini sconosciuti alle ragazze di Lyme, che se ne vanno in giro ancora con grevi vestiti stile impero. Louise, meravigliosi occhi grigi e grandi mani, coltiva una passione per la botanica che è incomprensibile in quel piccolo mondo dove alle donne è dato solo di maritarsi e accudire i figli. Ma è soprattutto Elizabeth, la più grande delle Philpot, a costituire un'eccentrica figura in quel paesino sperduto sulla costa. Ha venticinque anni. Dovrebbe comportarsi come una sfortunata zitella per l'età che ha, ma se ne va in giro come una persona orgogliosamente libera e istruita che non si cura affatto di civettare con gli uomini. In paese ha stretto amicizia con Mary Anning, la figlia dell'ebanista.
Il ritorno del soldato / Rebecca West ; traduzione e postfazione di Benedetta Bini
Neri Pozza, 2009
La via per Isfahan / Gilbert Sinouè ; traduzione di Giuliano Corà
Vicenza : Pozza, 2009
Abstract: Un romanzo storico che ci conduce nel cuore dell'antica Persia dominata dagli Arabi (e minacciata dalla potenza crescente dei Turchi venuti dall'est), intorno alla fine del X secolo e l'inizio dell'XI, tra le più mirabolanti avventure dell'arte, della conoscenza, delle armi e della passione. Sinoué non trascura nessuno dei molteplici talenti di Avicenna: filosofo, matematico, astronomo, saggio in ogno cosa e, infine, amante appassionato. Di città in città, tra deserti e montagne, la straordinaria vita di Ibn Sina, nome arabo di Avicenna, si dipana fino all'ultima tappa del suo cammino: Isfahan, la città sublime dove Avicenna muore dopo aver bevuto, fino all'ebbrezza, alla coppa del sapere e dell'amore.
Il dono della dea / Radhika Jha ; traduzione di Vincenzo Mingiardi
Vicenza : Pozza, copyr. 2009
Abstract: Laxmi ha occhi grandi e scuri, naso corto e sottile, labbra piene come le vele di una barca al vento. Quando si china il suo corpo si incurva dolcemente e si arrotonda nei punti giusti, mentre i capelli deliziosamente neri e folti si muovono come una nidiata di serpenti. Laxmi è anche una ragazza ostinata, molto ostinata. Suo padre aveva un sogno: far fruttare i miseri quattro ettari di terra ereditati come se fossero dieci utilizzando le nuove tecniche agricole. Per realizzarlo è precipitato nella rovina più nera per mano dell'usuraio di Khargaon, il villaggio nel cuore dell'India rurale dove la famiglia di Laxmi vive da generazioni. Una rovina dall'esito tragicamente scontato: il suicidio. Dalla sua morte, Laxmi ha coltivato un solo scopo nella sua vita: dimostrare che il sogno di suo padre non era una chimera. Per questo ha frequentato le scuole secondarie, poi il college a Mandleshwar, quindi un politecnico dove ha studiato agraria. Per questo, a venticinque anni, è diventata una creatura aliena a Khargaon, una giovane donna istruita da guardare con sgomento e orrore. Alla mamma di Laxmi non è restato altro che spedire un sensale nel villaggio di Nandgaon, nel cuore della foresta. Veloce come una freccia avvelenata, il matrimonio combinato ha condotto Laxmi nella casa di Ramu. Un misero edificio con un tetto di paglia, con un uscio di legno scheggiato e consunto, senza finestre, una tenda rattoppata all'entrata.
Bellezza e fragilità / Daniel Mendelsohn ; traduzione dall'inglese di Luca Briasco
Vicenza : Pozza, copyr. 2009
Abstract: Daniel Mendelsohn, l'autore de Gli scomparsi, la grande storia di una famiglia ebrea annientata durante l'Olocausto, è un elegante classicista e uno dei critici più temuti e rispettati d'America. In questa nuova opera intraprende una ricognizione dei registi e degli scrittori che influenzano la nostra vita e il nostro mondo, libri e film di grande successo che entrano in ogni casa e vengono visti in migliaia di sale cinematografiche. Opere d'arte e di consumo, raffinati romanzi o prodotti puramente commerciali, da Amabili resti di Alice Sebold a Brokeback Mountain, da Kill Bill a Everyman di Philip Roth, da Pedro Almodovar a Michael Cunningham, da Maria Antonietta di Sofia Coppola a Middlesex di Jeffrey Eugenides, fino a Le benevole di Jonathan Littell. Mendelsohn interpreta l'influenza del mondo greco e romano sulla cultura popolare in film come Troy e 300, analizza le ambiguità estetiche e politiche di chi impone uno sguardo troppo contemporaneo sui grandi classici, discute il rovinoso effetto del sentimentalismo dopo l'11 settembre e la fondamentale importanza della grande letteratura del passato per una piena comprensione del presente. Ogni testo, ogni film, diventa cosi uno spunto per una riflessione sullo statuto dell'arte e dell'artista, sul rapporto tra bellezza e vita quotidiana, sul ruolo necessario che la creatività e la cultura hanno nella realizzazione e nello sviluppo della società e dei suoi individui.
Hotel Calcutta / Sankar ; traduzione di Norman Gobetti
Vicenza : Pozza, copyr. 2009
Abstract: Anni Cinquanta: Calcutta si chiama ancora Calcutta e vive gli ultimi splendori del suo recente passato coloniale. Nella «striscia d'oro», la zona della città che gli inglesi chiamano Esplanade e gli indiani Chowringhee, il centro della vita mondana e dei grandi alberghi, si aggira Shankar, un ex babu, un giovane impiegato di un avvocato inglese dell'alta corte, anzi, per essere precisi, «dell'ultimo avvocato inglese dell'alta corte di Calcutta». L'illustre esponente del foro imperiale britannico è morto e il ragazzo si è ritrovato di colpo nel deserto di povertà e penuria da cui viene, e che credeva di essersi lasciato definitivamente alle spalle. Per allontanare lo spettro della fame, vaga per la città cercando di vendere cestini per la cartastraccia fabbricati da un giovanotto di Madras, che oltre ai cestini non possiede altro che due paia di calzoni e una sudicia cravatta. Per i dannati della terra come Shankar, basta il minimo temporale a distruggere l'oasi. Ma per fortuna non è sempre così. In un giorno in cui sonnecchia al parco di Chowringhee, si imbatte in uomo dalla pelle color mogano, lucida come le scarpe che hanno ricevuto il trattamento dai lustrascarpe di DharmataJa. E il detective Byron, il grande investigatore: per lui qualunque caso, per quanto complicato o misterioso, è immediatamente «chiaro come la luce del giorno, trasparente come l'acqua». Byron gli trova un lavoro nell'albergo più antico e prestigioso dell'Esplanade: lo Shahjahan Hotel.
A casa di Mrs Lippincote / Elizabeth Taylor ; traduzione di Claudia Valeria Letizia
Vicenza : Pozza, copyr. 2009
Abstract: L'Inghilterra è in guerra quando Julia e Roddy si trasferiscono con Oliver, il loro piccolo di sette anni, e Eleanor, la cugina di Roddy, nell'appartamento che una distinta vedova, Mrs Lippincote, ha lasciato libero dopo la morte del marito, in un ameno sobborgo appena fuori Londra. È una sistemazione temporanea che dovrebbe durare «fintanto che dura la guerra», assicura Roddy che, appena arruolato nella RAF, ostenta con orgoglio il suo ruolo di difensore della patria. A casa di Mrs Lippincote, tuttavia, l'esistenza di quel piccolo, eccentrico nucleo familiare è destinata a mutare profondamente. Per sopravvivere tra quelle mura dove tutto ricorda il mondo ovattato di una vedova degli anni Quaranta, dalla mobilia di lucido mogano alla carta da parati con fiori rosa e marroni, ai piatti ornati di ghirlande di fiori neri, Julia accentua il suo carattere ribelle e la sua attitudine all'ironia che sconfina spesso nel sarcasmo. Eleanor, invece, la quarantenne nubile, che ha qualche soldo investito nell'Imperial Tabacco e un abito da sera blu, coltiva con maggiore tenacia la sua segreta passione per il cugino, meritevole ai suoi occhi di una moglie diversa, di una donna capace di dedicare «la propria vita alla carriera del marito». Il piccolo Oliver, infine, trascorre quasi tutto il suo tempo nella sua stanza, dove non si limita a leggere i libri, ma li odora, li inspira nei polmoni, si riempie gli occhi di pagine stampate e la testa di suoni di parole.
Le notti al Santa Caterina / Sarah Dunant ; traduzione di Massimo Ortelio
Vicenza : Pozza, copyr. 2009
Abstract: È il 1570 e il buio sta calando sul Santa Caterina a Ferrara, uno dei conventi più rinomati della città che, con le elargizioni di ricche e nobili famiglie e i frutti del vasto podere ritagliato all'interno delle sue mura, provvede al sostentamento di un elevato numero di suore, otto o nove postulanti, alcune convittrici e venticinque converse. Come ogni sera, la sorella guardiana fa il giro dei corridoi misurando lo scorrere del tempo fino a mattutino, due ore dopo la mezzanotte. È una sera particolarmente agitata questa. I singhiozzi della novizia appena arrivata si odono per tutto il convento. E stata ribattezzata Serafina e avrà quindici o sedici anni. Appartiene a un'illustre famiglia milanese. Per dimostrare il proprio attaccamento alla città di Ferrara, con la quale intrattiene affari lucrosi, il padre ha deciso, come recita la sua nobile missiva, di donare all'insigne monastero la sua figlia «illibata, nutrita dall'amor di Dio e con una voce da usignolo». In realtà, ha ubbidito a un comportamento diventato legge nell'Europa della seconda metà del sedicesimo secolo, in cui le doti si sono fatte così dispendiose da costringere l'aristocrazia a maritare una sola figlia e a spedire le altre in convento. La giovane, avvenente Serafina fa parte appunto di quella metà delle nobildonne milanesi costrette a prendere i voti, non necessariamente di buon grado.