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La rivoluzione globale
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Pons, Silvio

La rivoluzione globale

Einaudi, 26/11/2013

Abstract: Il comunismo conobbe una formidabile espansione nella prima metà del secolo scorso e subí un tracollo vertiginoso nella seconda metà. La nascita dello Stato sovietico e del movimento comunista ebbe un enorme impatto internazionale tramite la promessa o la minaccia di una rivoluzione mondiale. Quello scenario sembrò ancora piú incombente all'indomani della Seconda guerra mondiale. L'Urss si pose alla guida di un "campo socialista" in Europa, costituendo cosí il polo antagonista all'Occidente nella guerra fredda, mentre la Cina comunista proiettava la rivoluzione nel mondo postcoloniale. Tuttavia, l'apice del progetto globale comunista celava le premesse del declino. Meno monolitico di quanto non apparisse in Occidente, il movimento iniziò a disgregarsi con la rottura tra Mosca e Pechino. Fu il primo segnale di una crisi di legittimazione destinata a farsi irreversibile. Il comunismo internazionale perse credibilità come soggetto della politica mondiale. Nel contempo, il dominio sovietico nell'Europa orientale mostrò il suo volto brutale e diventò definitivamente un fattore di discredito. L'Urss venne messa ai margini dalla globalizzazione occidentale, malgrado la sua dimensione di superpotenza. Fino a che le riforme di Gorbacëv, nel vano tentativo di rilanciare un nuovo universalismo, portarono al collasso.

Il libro degli animali
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Rigoni Stern, Mario

Il libro degli animali

Einaudi, 23/07/2013

Abstract: Il bosco come universo narrativo e i suoi animali come protagonisti. Questa è la chiave dei racconti di Rigoni Stern, una chiave che può aprire le porte di etologie minime come quelle di aspre epopee. Sono storie di caprioli sperduti, di cani "dai segreti amori", di misteriosi gufi delle nevi, di ghiri e lepri in fuga, di api il cui operare quotidiano ha realmente qualcosa di epico. Sono storie a volte commoventi a volte un po' barbare, ma la violenza che vi alberga, lo stesso senso di morte che sovente le domina, si saldano ai meccanismi millenari della natura e perdono ogni significato angoscioso. Perché il male, sembra dire Rigoni Stern, è solo dell'uomo, quando dimentica o disprezza o distrugge gli equilibri del bosco. I diciannove racconti che compongono questa raccolta disegnano un mondo che sa ancora vivere in simbiosi con il piú segreto ritmo della vita - e, forse, della poesia.

La casa del silenzio
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Pamuk, Orhan - Bruno, Francesco

La casa del silenzio

Einaudi, 28/05/2013

Abstract: La novantenne Fatma, insieme al nano Recep, figlio illegittimo del suo defunto marito, vive ancora nella austera e silenziosa casa affacciata sul mare, ormai cadente, in cui si trasferí con il suo sposo - un medico fallito, attivista politico e alcolista - quando decisero di abbandonare Istanbul agli inizi della rivoluzione del 1908. Altezzosa e bisbetica, Fatma trascorre i giorni e le notti assorta nei ricordi, a rodersi in un cupo sentimento. Ogni estate i suoi tre nipoti vanno a trovarla per un breve soggiorno: Faruk, il maggiore, Nilgün, affascinante studentessa progressista, e il giovane Metin che vuole emigrare negli Stati Uniti. Per motivi diversi tutti e tre desiderano che la nonna venda la casa. Attraverso i ricordi di Fatma, Recep e le opinioni dei nipoti, Pamuk disegna gli ultimi anni di storia del popolo turco fino ai giorni del golpe militare di Evren, parlando della ricerca delle radici, della necessità di un cambiamento sociale e del difficile equilibrio tra tradizione e influenze occidentali.

Delitto e perdono. La pena di morte nell'orizzonte mentale dell'Europa cristiana. XIV-XVIII secolo. Ediz. illustrata
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Prosperi, Adriano

Delitto e perdono. La pena di morte nell'orizzonte mentale dell'Europa cristiana. XIV-XVIII secolo. Ediz. illustrata

Einaudi, 12/11/2013

Abstract: Nella notte tra il 1° e il 2 maggio 2011 il presidente degli Stati Uniti è apparso in televisione per un evento straordinario e ha annunciato alla nazione e al mondo la morte di Osama bin Laden. Le sue prime parole sono state: "Justice has been done", giustizia è stata fatta. "Giustizia ", che ha la stessa radice etimologica del verbo "giustiziare". Cosí da far riaffiorare, in una sola frase, l'opposizione sostanziale su quale sia la funzione della giustizia: eliminazione fisica del malvagio o punizione che gli permetta di pentirsi e rigenerarsi moralmente? Vendetta, in sostanza, o perdono? È una linea di frattura che affonda nell'antico codice classico, ebraico e cristiano, e che ha dominato la nostra cultura per millenni. Facendo i conti con quel passato Adriano Prosperi si interroga sui complessi legami che un'intera cultura ha instaurato coi condannati in carne e ossa fino a giungere a una compiuta cristianizzazione della morte come pena: uno spettacolo pubblico in cui la croce cristiana campeggia al centro di una grande festa crudele e dove sui patiboli si celebra l'offerta della vita del criminale sia come espiazione dei peccati sia come purificazione dal male per tutta la comunità. Con il concorso attivo di quelle Compagnie che si dedicavano al compito di consolare i condannati con le promesse del perdono divino. Da qui lo sterminato repertorio di argomentazioni teoriche e delle pratiche necessarie perché l'omicidio legale si trasformasse in un potente strumento di emozioni religiose.

Le piccole virtú
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Ginzburg, Natalia - Scarpa, Domenico

Le piccole virtú

Einaudi, 23/10/2012

Abstract: "In ogni pagina di questo libro c'è il modo di essere donna [di Natalia Ginzburg]: un modo spesso dolente ma sempre pratico e quasi brusco, in mezzo ai dolori e alle gioie della vita... Tra i capitoli del volume si ricorda Ritratto d'un amico, certo la piú bella cosa che sia stata scritta sull'uomo Cesare Pavese. E le pagine scritte subito dopo la guerra, che riportano con una forza piú che mai struggente il senso dell'esperienza d'anni terribili (e sanno pur farlo, serbando, come Le scarpe rotte, un quasi miracoloso senso del comico). Poi, le prove (come Silenzio e Le piccole virtú) d'una Natalia Ginzburg moralista, dove una partecipazione acuta ai mali del secolo sembra nascere dalla matrice d'un calore familiare. E soprattutto, perfetto capitolo d'una autobiografia in chiave obiettiva e ironica, Lui e io, in cui la contrapposizione dei caratteri si trasforma, da spunto di commedia, nel piú affettuoso poema della vita coniugale". Italo Calvino *** L'edizione è corredata dal saggio di Domenico Scarpa Le strade di Natalia Ginzburg e da un apparato comprendente le Notizie sul testo, un'antologia della critica, una bibliografia e una cronologia della vita e delle opere.

Il buio dietro di me
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Echols, Damien - Massaron, Stefano

Il buio dietro di me

Einaudi, 05/03/2013

Abstract: Nel 1993 tre ragazzi dell'Arkansas (Jason Baldwin, Jessie Misskelley e Damien Echols) sono arrestati con l'accusa dell'omicidio di tre bambini. Il processo, celebrato in un clima di isteria collettiva, usò false testimonianze e prove incerte. Ma bisognava trovare subito un colpevole. Baldwin e Misskelley furono condannati all'ergastolo; Echols, considerato il capo del gruppo, fu spedito nel braccio della morte. Nei diciotto anni che seguirono, mentre Echols attendeva in carcere l'esecuzione della pena, che poteva essere decisa da un giorno all'altro, si consolidò un enorme movimento che lavorò per dare sostegno e riaprire il processo. Numerosissime furono le persone del mondo dello spettacolo che si mobilitarono per raccogliere fondi. Nel 2011, dopo aver preso in considerazione una serie di nuove prove, la Corte e lo Stato dell'Arkansas decisero di rilasciare i tre detenuti. Echols fu scarcerato ad agosto. Da allora vive a New York, con Lorri, la donna conosciuta e sposata durante la detenzione, che per anni ha coordinato il movimento, e ne è stata la prima scintilla. *** "Damien Echols ha trascorso da innocente diciott'anni nel braccio della morte. Miracolosamente, nell'incubo indescrivibile in cui è finito, ha trovato il coraggio e la forza non solo di sopravvivere, ma anche di crescere, scrivere, perdonare e capire. Il buio dietro di me è un racconto straordinario, doloroso e positivo. La storia di un'infanzia senza speranza, una pena ingiusta, una detenzione brutale e l'inizio di una nuova vita". John Grisham *** "Mi sono subito sentito vicino a Damien... ricordo di essere stato spesso percepito come un "freak", una persona diversa, se vogliamo. Capisco come ci si sente a essere giudicato piú per quello che sembri che per quello che sei". Johnny Depp

Il conto dell'Ultima Cena
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Ovadia, Moni - Di Santo, Gianni

Il conto dell'Ultima Cena

Einaudi, 22/10/2013

Abstract: La tradizione ebraica della kasherut indica i cibi che si possono consumare perché conformi alle regole della Torah. Ma oltre a questo, il cibo ebraico ha prodotto un'enorme mole di storielle, divieti, ricette e prescrizioni che Ovadia ripercorre con la consueta miscela di umorismo e santità: cullandoci tra pasti e digiuni, tra falafel, molokheya, hommus e altre leccornie, tra antiche osterie e contaminazioni culinarie, e una musica che accompagna l'ospite a tavola, con l'ironia tipica dell'ebreo errante. Per un viaggio che guarda al cielo con il gusto della terra. Un viaggio dalla manna del deserto, il cosiddetto "pane degli angeli", fino a Pesakh, la Pasqua, dove un Gesú ebreo mangia agnello, pane azzimo, erbe amare e dessert.

La pazienza del giardiniere
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Pejrone, Paolo

La pazienza del giardiniere

Einaudi, 26/11/2013

Abstract: La nostra epoca frenetica ha bisogno di pazienza e tolleranza. Il lavoro del giardiniere, ci rammenta Paolo Pejrone, richiede un senso diverso del vivere perché "in giardino non c'è fretta". Il coltivare con delicatezza piante, alberi e fiori, si rivela, nella sua necessaria lentezza, un modo per cambiare il nostro rapporto con il tempo. La pazienza del giardiniere esprime cosí l'idea di un giardino fondato sulla semplicità, sul rispetto delle piante, sulla spontaneità attraverso cui devono crescere, contro ogni sofisticazione. Pazienza e attenzione vanno riservate anche agli orti, perché, ci ricorda ancora Pejrone, "un orto va seguito con affetto". E ciò nel momento in cui esso incarna lo spirito del tempo e rappresenta un'utile strategia anticonsumistica, una terapia benvenuta per la guerra contro gli sprechi, la battaglia contro i veleni, la lotta contro tutto ciò che danneggia la salute.

Il ricatto
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Holt, Anne - Cattaneo, Maria Teresa

Il ricatto

Einaudi, 20/11/2012

Abstract: Sigurd Halvorsrud è uno stimato procuratore del Regno di Norvegia. Tanto la sua carriera quanto la sua vita privata paiono immacolati. Eppure, quando la moglie Doris Flo viene uccisa in casa sua, con un colpo di spada che le mozza la testa, gli indizi sono tutti contro di lui. Una cosa però manca, una sola ma importante: il movente. E l'ispettore capo Hanne Wilhelmsen non ha intenzione di rassegnarsi ad accettare una soluzione del caso comoda ma incompleta. Ne nasce un'indagine contro tutti e tutto, contro la falsa evidenza, contro gli stereotipi, perfino contro certi colleghi e certe regole; un'indagine che pone una sfida impossibile dopo l'altra, dal dimostrare che un suicida è vivo all'individuare i membri anche illustri di una rete di pedofili. La battaglia è ardua, ma stavolta Hanne non deve combattere solo in nome della giustizia e della legalità. Cecilie, la sua compagna, è malata, e la paura del futuro mette in dubbio il passato e in crisi il presente. Dopo decenni in cui il lavoro le ha tolto il sonno e ore preziose da dedicare a chi ama, ha ancora senso essere una poliziotta? E la caccia al movente dell'omicidio e all'assassino diventa specchio di un'altra caccia: quella, dolorosa e infinita, a chi siamo davvero.

Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte
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Haddon, Mark - Novarese, Paola

Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte

Einaudi, 28/05/2013

Abstract: Questo è un giallo diverso da tutti gli altri. L'investigatore è Christopher Boone, ha quindici anni e soffre della sindrome di Asperger, una forma di autismo. Christopher ha un rapporto molto problematico con il mondo. Capisce tutto di matematica e pochissimo degli esseri umani. Odia il giallo e il marrone, ama il rosso e detesta essere toccato. Non mangia se cibi diversi entrano in contatto l'uno con l'altro, si arrabbia se i mobili di casa vengono spostati, non riesce a interpretare l'espressione del viso degli altri, non sorride mai. Christopher non è mai andato più in là del negozio dietro l'angolo, ma quando scopre il cadavere di Wellington, il cane della vicina trafitto da un forcone, capisce di trovarsi davanti a uno di quei misteri che il suo eroe, Sherlock Holmes, era così bravo a risolvere. E inizia così un viaggio straordinario che gli cambierà la vita.

Chi ti credi di essere?
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Munro, Alice - Basso, Susanna

Chi ti credi di essere?

Einaudi, 23/10/2012

Abstract: "Chi ti credi di essere?" Troppe volte Rose si è sentita rivolgere questa domanda nel paesino di West Hanratty in cui è cresciuta. Prima fra tutti dalla sua matrigna Flo, donna pratica e un po' volgare, meschina e generosa insieme, l'incarnazione di quella realtà provinciale da cui Rose vorrebbe e sa di non poter fuggire. Per quanto studi, per quanto si ribelli, per quanto scappi. Quarant'anni e dieci racconti in sequenza, fra lealtà e disprezzo per l'universo di Flo, perché Rose arrivi a capire chi davvero crede di essere, chi davvero è. Come dieci capitoli di un anomalo romanzo di formazione, i racconti di questa formidabile raccolta delineano con sapienza il personaggio di Rose, privilegiando il ruolo che il rapporto con la matrigna Flo ha avuto nel complesso definirsi della sua identità. La voce da cui riceviamo le storie è quella di un narratore provvisoriamente onnisciente il quale organizza in ordine cronologico episodi della vita di Rose lasciando che emerga dalla loro successione il conflitto tra desiderio di fuga e consapevolezza della necessità di restare. Rose è la bambina ribelle e pensosa del primo racconto, punita a cinghiate da un padre imperscrutabile e chiuso; Rose è l'avida lettrice che tiene a bada il pensiero del padre ammalato e l'insofferenza alle meschinità di casa a furia di Shakespeare e Dickens; è l'adolescente in viaggio dalla piccola West Hanratty a Toronto, vittima e complice di una sordida iniziazione sessuale ad opera di un impassibile ministro del culto. Ma Rose è anche la giovane innamorata del modo in cui sembra amarla Patrick Blatchford, dottorando in Storia presso la stessa università che le ha aperto le porte grazie a una borsa di studio; è la donna coinvolta in una relazione extraconiugale destinata a concludersi nell'amarezza; è la madre nervosa di una bambina piú saggia di lei, ed è infine la donna matura che torna là dove tutto era cominciato e ritrova, nel tono brusco e inclemente di Flo, ormai prossima al ricovero in casa di riposo, il filo ininterrotto di un'esistenza interiore, e il ricordo dell'unico amore mai raccontato. Non è un caso dunque che l'ultimo racconto, quello che dà il titolo alla raccolta, chiuda a cerchio il percorso e coaguli il senso delle esperienze narrate nella severa domanda retorica rivolta da una maestra arcigna a una Rose di nuovo bambina: "Chi ti credi di essere?" Se, come l'autrice afferma, "la memoria è il modo in cui non cessiamo di raccontare a noi stessi la nostra storia e di raccontare agli altri versioni in certa misura diverse della nostra storia", allora Alice Munro dispone del dono straordinario di attingere a un repertorio di materiale privato senza mai esaurirne la forza. Susanna Basso *** "Non saprei dire se Chi ti credi di essere? sia una raccolta di racconti o un nuovo genere di romanzo, ma qualunque cosa sia è meraviglioso". John Gardner

I turbamenti del giovane Törless
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Musil, Robert - Rho, Anita

I turbamenti del giovane Törless

Einaudi, 22/10/2013

Abstract: Un'atroce esperienza di crudeltà in un collegio militare alla periferia dell'impero asburgico vissuta passionalmente e rivissuta con gelo matematico. Crisi adolescenziale e aggressività di filosofie nuove, la vicenda di Törless, indubbiamente modellata su esperienze autobiografiche, rappresenta la grande prova inaugurale del futuro autore de L'uomo senza qualità. Costituisce una vera e propria rottura nella storia della prosa tedesca.

Storie sulla pelle
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Lilin, Nicolai

Storie sulla pelle

Einaudi, 13/11/2012

Abstract: Si dice che raccontare la propria vita serva a comprenderla. Ci sono esperienze, però, su cui le parole non hanno presa: si può solo "soffrirle" una seconda volta sulla propria pelle. I criminali siberiani le loro vite se le portano addosso, incise dalla mano esperta del kol'sik: sacerdote e custode della tradizione, il tatuatore e l'unico a comprendere fino in fondo la lingua arcana dei simboli. Ma i tatuaggi, mentre raccontano delle storie, ne creano altre: generano incontri ed equivoci, stabiliscono legami, decidono, a volte, della vita e della morte. Ed è attraverso questo vortice di storie che Nicolai Lilin ci conduce dentro la tradizione dei "marchi" siberiani. Sei racconti diversissimi - comici o disperati, violenti, romantici, rocamboleschi - nei quali ritroviamo alcuni dei personaggi memorabili di Educazione siberiana - la banda di minorenni capitanata da Gagarin, il colossale Mel, nonno Boris e gli altri vecchi fuorilegge di Fiume Basso - e ne incontriamo di nuovi: Oliva, che spara come un sicario e si porta sempre appresso la foto di una donna; Styopka con il suo amore impossibile; Pelmen, che pagherà caro un tatuaggio sbagliato nel posto sbagliato; e ancora Kievskij, criminale di Seme nero; il vecchio hippy Batterista in perenne lotta con una direttrice dittatoriale; il terribile Treno e la virginale Cristina. A fare da filo rosso, c'è la voce inconfondibile di Nicolai "Kolima" e la storia della sua formazione da tatuatore. Dai primi tentativi in forma di gioco all'apprendistato nel laboratorio di nonno Lësa, fino all'esercizio di una vera e propria professione, il cammino di Kolima si rivela una messa a fuoco progressiva che dalla superficie - l'estetica affascinante dei simboli - si muove verso "il centro esatto del mistero". Per le immagini interne © Stefano Fusaro e Nicolai Lilin

Una stella incoronata di buio
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Tobagi, Benedetta

Una stella incoronata di buio

Einaudi, 12/11/2013

Abstract: Manlio lavora in fabbrica fin da ragazzo; Livia studia per diventare insegnante. Quando si incontrano e si innamorano, decidono di condividere tutto: leggono e studiano insieme, insieme discutono di politica, viaggiano, ridono, lottano. Anche la mattina del 28 maggio 1974, in piazza della Loggia, sono insieme. Per puro caso, però, quando la bomba scoppia, Manlio sopravvive. Livia no. Livia muore con i loro migliori amici, Clem e Alberto, anche loro insegnanti, anche loro giovani impegnati in politica. Perdono la vita altre cinque persone, "non vittime, ma caduti consapevoli" che quella mattina di pioggia si ritrovano in piazza per il loro impegno antifascista. Da quel giorno, per Manlio Milani inizia una seconda vita tra aule di tribunali, aspettando una giustizia che non è mai arrivata, collezionando frammenti di una verità sempre incompleta. Benedetta Tobagi (il cui padre è stato ucciso il 28 maggio 1980, esattamente sei anni dopo la strage di Brescia) decide di sedersi accanto a Manlio, per provare, udienza dopo udienza, a raccontare la sua storia e quella di chi, come lui, ha vissuto quell'intensa stagione di lotte politiche e di risate, di discussioni estenuanti e di scioperi, di serate fra amici, di bombe e sotterranei tentativi di golpe. Di paura e speranze. E quando trentasei anni dopo ascolta con Manlio l'ennesima sentenza di assoluzione: "Tutti assolti per non aver commesso il fatto", capisce cosa vuol dire provare rabbia e impotenza verso chi ha nascosto e manipolato la verità. Con sguardo lucido e partecipe, l'autrice compie un viaggio nei misteri recenti della storia italiana, rivisitando il capitolo rimosso della violenza neofascista, pronta, ancora una volta, a cercare di capire cosa furono quegli anni e a fare in modo che una strage non si riduca semplicemente a un luogo e una cifra: il numero dei morti. Una strage è l'incontro con il male. Necessario è dunque continuare a interrogarsi su come è possibile sopravvivere alla ferita dell'ingiustizia che si somma alla violenza, e al senso di colpa che tormenta, paradossalmente, i sopravvissuti ma non i carnefici. *** "Occupiamo come abusivi uno spazio pieno di assenza. L'orologio col vetro rotto si ferma, mentre altre lancette continuano a segnare il tempo. Tu vivi ancora - lui, lei, loro no. Dopo, nel fondo piú oscuro, infiniti sensi di colpa. Colpa di esistere".

Io cammino in fila indiana
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Celestini, Ascanio

Io cammino in fila indiana

Einaudi, 26/11/2013

Abstract: C'è un rivoluzionario in bicicletta, che quando arriva al parlamento per buttare la bomba scopre di non essere il primo: gli tocca mettersi in coda, come alle poste. Ci sono poveri talmente poveri da dover vendere ai ricchi la loro fame e la loro sete, poi la rabbia, il pudore e la vergogna, e alla fine la loro stessa povertà. C'è Dio che si aggira per il supermercato travestito da Paperinik, raccontando vecchie barzellette sul Papa che piacciono soltanto a lui... Ma soprattutto, a fare da sfondo ai "racconti cerino" di Ascanio Celestini, capaci d'infiammare il filo delle pagine con una scrittura incendiaria, c'è un piccolo paese pieno di storture, simbolo dei mali e delle deformazioni del mondo che ci circonda. Un piccolo paese dove i corrotti inventano la democrazia alternandosi al governo con i mafiosi, e dove i bambini sono costretti a prendere lezioni di fila indiana. Per eliminare "il diverso prima che ci impesti". *** "Ogni racconto si scioglie in una risata liberatoria, tuttavia, dietro tale reazione distensiva, rimane comunque un residuo irrisolto, un bruscolo nell'occhio, un sassolino nella scarpa, il proverbiale pisello che, sotto i venti materassi della principessa, le impedisce di dormire sonni tranquilli. È appunto questo che sta a cuore a Celestini: seminare zizzania nelle favole. Un compito in cui pochi sanno tenergli testa". Valerio Magrelli

Il Blues
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Martorella, Vincenzo

Il Blues

Einaudi, 24/09/2013

Abstract: Nessun altro genere musicale e poetico ha saputo quanto il blues raccontare con tanta esattezza sentimenti e speranze di un popolo, mettendone a fuoco tradizioni, culture e processi adattativi, formandone la psicologia collettiva e interpretandone le ansie di cambiamento come lo spirito disincantato e musicante. E nessun altro genere musicale ha saputo permeare di sé tutta la musica del Novecento. Nella pur vasta produzione saggistica che negli ultimi vent'anni è stata dedicata al blues si avvertiva la mancanza di un'opera di riferimento, in grado di ricostruire in modo criticamente adeguato l'origine e i percorsi di questo grande genere musicale dalla sua nascita fino alla fine degli anni Trenta, le sue personalità artistiche e musicali piú affascinanti e misteriose. Questo volume nasce con l'ambizione di colmare tale vuoto, offrendo al lettore tutte le informazioni necessarie e gli orientamenti metodologici piú attuali, anche se controversi, e soprattutto di ricostruire, a partire da un approccio innovativo, gli aspetti fondamentali della materia come le sue pieghe piú nascoste. Con linguaggio piano e comprensibile, Vincenzo Martorella disincaglia la storia del blues dalle secche di una trattazione stereotipata, attingendo alle piú recenti acquisizioni degli studi di settore, e conducendo l'analisi all'incrocio di una fitta rete di saperi e conoscenze, nel tentativo di restituire una lettura del fenomeno blues ricca e circostanziata, depurata dalle distorsioni e dalle conseguenze di certi approcci superati quanto difficili da sradicare. Le diverse sezioni del libro ricostruiscono gli aspetti costitutivi della poetica e dell'estetica blues, dalla storia agli stili, dai processi formali ed espressivi a quelli stilistici. Particolare attenzione viene riservata all'origine e alla nascita della "musica del diavolo", allo sviluppo della sua tipica forma in dodici battute, alle conseguenze, sulla sua natura, della riproducibilità fonografica. Completa il volume una serie di ritratti critici dedicata ai piú leggendari protagonisti della musica blues.

I morti
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Joyce, James - Marengo Vaglio, Carla - Cancogni, Franca

I morti

Einaudi, 22/10/2013

Abstract: Scritto durante il volontario esilio triestino, nel 1907, il racconto I morti occupa un posto di rilievo non solo nella raccolta Gente di Dublino, di cui costituisce l'epilogo, ma anche nell'intera opera di James Joyce (1882-1941). Durante una festa delle sorelle Morkan, officiata dal nipote, Gabriel Conroy, fra questi e la moglie Gretta si insinua la presenza inquietante e il ricordo di un morto, Michael Furey, un innamorato di Gretta nei tempi giovanili, certamente piú vivo e possente dell'incolore consorte.

Vapore
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Lodoli, Marco

Vapore

Einaudi, 26/02/2013

Abstract: Maria Salviati ha settantadue anni, un figlio, e un marito sparito nel nulla da piú di trent'anni. "La professoressa", cosí ancora la salutano i ragazzi che la incontrano per strada. Ma oggi Maria è una donna anziana, sola, e ossessionata dalla paura di dimenticare. E allora non le resta che ripetere la sua vita a voce alta con le parole che resistono, come "una piccola poesia imparata a memoria ", anche se ogni giorno se ne va una strofa, una rima. Finché una mattina qualcuno bussa inaspettatamente alla sua porta. Gabriele è un agente immobiliare, con un sorriso timido e un ciuffo ribelle sulla fronte. Spunta dal nulla, per comunicarle che la vecchia casa in campagna a un'ora scarsa da Roma ha trovato dei potenziali acquirenti. Senza pensarci troppo Maria prende la sua borsetta e lo segue. Ma le visite sono poche, e mai quelle giuste. Maria e Gabriele trascorrono intere giornate in attesa, su una panchina, e insieme ripercorrono la storia di quella vecchia casa in mattoni, perché "ogni casa è un labirinto e bisogna trovare la porta per uscire e rientrare". E cosí Maria, finalmente, può smettere di parlare da sola e recitare a qualcuno la piccola poesia della sua breve esistenza, dall'infanzia fino agli anni piú intensi di vita, quelli trascorsi con il marito Augusto, il giocoso e inconcludente mago Vapore, e l'amato figlio Pietro, sognatore e comunista. Maria avrebbe voluto proteggerli dalle loro piccole e grandi bugie, tenerli stretti dentro la lucidità del suo sguardo. Ma neanche l'amore può tanto. Dopo Sorella e Italia, Marco Lodoli ci regala un'altra figura femminile memorabile, e l'affresco commovente di una famiglia non convenzionale, vaporosa e dura, che nasconde un drammatico segreto.

Il tempo è un dio breve
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Veladiano, Mariapia

Il tempo è un dio breve

Einaudi, 23/10/2012

Abstract: Quanto amore serve a salvare un amore? Al centro di questo romanzo misterioso e potente, che scorre in una lingua tersa dove sembrano risuonare insieme gli echi delle vite dei mistici e la poesia di Emily Dickinson, c'è la figura di Ildegarda. Una donna che viene lasciata dal marito amatissimo ma devastato nello spirito. La sua solitudine è illuminata solo dall'amore per il figlio che adora. Quando l'ombra della morte sembra sfiorare il bambino, Ildegarda si interroga sul male del mondo, sulla paura di vivere, di perdere l'amore, di perdere il figlio. Lo strazio per l'abbandono e soprattutto l'angoscia per non saper proteggere il figlio portano Ildegarda a cercare nella sua fede irrequieta una strada di salvezza. Un patto con quel Dio che appare impotente di fronte al dolore dell'uomo. È la lotta che ciascuno di noi, credente o no, un giorno si trova a combattere. Un nuovo inatteso incontro, nell'incanto di un paesaggio di neve dalla bellezza struggente, porta Ildegarda a vivere una passione del corpo e dello spirito che ha in sé un'attesa di eternità. Di un'altra vita e giorni nuovi. Perché il sogno di ogni amore è che il miracolo non abbia fine. Forse è solo una promessa, ma una promessa è molto piú potente di un sogno.

Trilogia di New York
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Auster, Paul - Bocchiola, Massimo

Trilogia di New York

Einaudi, 28/05/2013

Abstract: In una città stravolta e allucinata, in cui ogni cosa si confonde e chiunque è sostituibile, i protagonisti di queste storie conducono ciascuno un'inchiesta misteriosa e dall'esito imprevedibile. Tutto può cominciare con una telefonata nel cuore della notte, come nel caso di Daniel Quinn (Città di vetro), autore di romanzi polizieschi che accetta la sfida che gli si presenta e si cala nei panni di un detective sconosciuto. Ma può anche capitare che chi debba pedinare si senta a sua volta pedinato (Fantasmi); o, ancora, che ci sia qualcuno che s'immedesima a tal punto nella vita di un amico da sposarne la vedova e adottarne il figlio... (La stanza chiusa). Tre detective-stories eccentriche e avvincenti in cui Paul Auster inventa una sua New York fantastica, un "nessun luogo" in cui ciascuno può ritrovarsi e perdersi all'infinito. Ed è proprio nell'invenzione di questa solitudine che i personaggi della Trilogia misurano il proprio io e scoprono il loro vero destino.