Trovati 858945 documenti.
Trovati 858945 documenti.
Risorsa locale
Mondadori, 26/05/2020
Abstract: Ruth ha trent'anni, lavora come infermiera in una casa di riposo ed è appena stata lasciata dal suo compagno. L'unica cosa che le rimane dei loro dieci anni insieme è la lista della spesa che aveva compilato con lui per la settimana a venire.Ed è a partire da quella lista che Ruth racconta la sua storia e ripercorre la relazione con Neil fin dal loro primo incontro. Ogni ingrediente è un salto nel tempo, ma anche un cambio di prospettiva e di registro narrativo. Lo zucchero, quindi, ci trasporta al momento in cui Neil ha visto Ruth per la prima volta attraverso la vetrina di un'agenzia di viaggi, la pizza è il diario scritto da un'amica di Ruth durante una vacanza che hanno trascorso insieme a Roma, il deodorante ci porta ancora più indietro, ai tempi del liceo, a sbirciare le chat tra le sue compagne di scuola, mentre gli spaghetti sono un'eloquente incursione nella casella di posta elettronica di Neil.Tra uova, mele, olive e balsamo, Ruth scopre che sono molti anni che modella la propria identità in base alle aspettative e ai desideri delle persone che la circondano: il suo fidanzato, ma anche i pazienti della casa di riposo, le colleghe, la sua famiglia. Ora ha bisogno di capire chi è senza Neil, deve imparare a camminare da sola.Attraverso una voce fresca, tagliente, e un impianto narrativo originale e ipercontemporaneo, Livia Franchini ci spiazza continuamente decostruendo un genere dall'interno, disattendendo uno per uno tutti i cliché e i canoni del romanzo d'amore. Gusci è un oggetto intimo, eccentrico, imprevedibile, che esplora la complessa posizione di una giovane donna non convenzionale nella nostra società, sollevando al contempo domande enormi sull'amore, la perdita e l'identità.
Risorsa locale
About sex. Una parola sfuggita dal sesso
Mondadori, 12/01/2021
Abstract: Se l'espressione "fare l'amore" è ormai enigmatica, che cosa significherà nel terzo millennio "fare sesso"? Nel tentativo di dare una risposta, gli autori di questo romanzo si ritrovano alle prese con un ginepraio di questioni laterali e tuttavia fondamentali: rapporti di coppia, giochi delle parti, malattie cosiddette veneree, delitti assurdamente definiti passionali, chirurgia chissà perché estetica. E ancora: pornografia, sentimentalismo, giovanilismo, impotenza, dipendenza da social network - drammi fasulli e autentiche commedie che continuano ad avvincere e a deprimere l'opinione pubblica. Perché a quanto pare il bello e il brutto del sex stanno tutti nell'about.Saltando come funamboli da un luogo comune all'altro, adoperando ogni bussola a disposizione e perdendole tutte strada facendo, Marco Cavalli e Alessandro Zaltron disegnano una tragicomica mappa dell'Eros che ha una delle sue attrattive nei tanti e diversi colori di cui è tappezzata. About sex è uno scanzonato, serissimo zig-zag tra i miti e i riti, le frasi fatte e i conti in sospeso di un'esperienza considerata ancora oggi, a torto o a ragione, imprescindibile: un "distillato di gradi diversi di disperazione" che provoca stordimento (sovente) e rinsavimento (talvolta).
Risorsa locale
I giorni del ferro e del sangue
Mondadori, 16/06/2020
Abstract: Patrimonio di San Pietro, 960 d.C.Sul trono papale siede un adolescente perverso e corrotto, ciò che resta dell'Italia indipendente è allo sbando dilaniata da lotte intestine e le campagne sono una terra di nessuno dove la violenza e il sopruso la fanno da padroni.Anna è una contadina di quindici anni che conduce un'esistenza misera e asservita. Quando la sua famiglia viene trucidata e l'ultimo fratello rapito per essere ridotto in schiavitù, decide di continuare a vivere per inseguire quell'ultimo brandello di affetti e, sorretta da una volontà indomita, inizia una dolorosa peregrinazione per terre sconosciute e ostili, tra aiuti misericordiosi e feroci violenze.Nel suo tormentato cammino incontrerà un cavaliere dall'oscuro passato e un improbabile presente, un vecchio dall'aria mansueta che nasconde insospettabili risorse e un giovane vagabondo sfrontato e generoso: una strana compagnia con cui cercherà di farsi giustizia fin dentro i palazzi più segreti di Roma.Ambientato in uno dei periodi meno conosciuti e più bui della nostra Storia, I giorni del ferro e del sangue è un affresco senza filtri né retorica di un'epoca brutale quanto affascinante, ma anche la straordinaria parabola di una memorabile protagonista: una giovane donna che nel più maschilista dei mondi non si rassegna a un destino già scritto e tenacemente lotta per conquistarsi il diritto a una vita migliore.
Risorsa locale
Rizzoli, 07/07/2020
Abstract: 1870. L'Italia è appena stata fatta, ma per fare gli Italiani la strada è ancora lunga. Giovanni Dell'Olmo, ispettore di pubblica sicurezza a Torino, e il duca Carlo Caracciolo de Sangro, brillante medico a Napoli, incarnano alla perfezione gli stereotipi del Regno: il Nord sabaudo freddo e rigoroso e il Sud borbonico godereccio e superstizioso. Ma i due hanno qualcosa in comune, perché nel loro campo sono i migliori, e questo rende entrambi degli outsider, malvisti da colleghi e sottoposti. Le loro strade s'incrociano quando Giovanni, sulle tracce di un assassino noto come l'Imbalsamatore, viene spedito nel tanto disprezzato Mezzogiorno del Regno per una missione: ironia della sorte, il Ministero gli affianca proprio un napoletano, il dottor Caracciolo de Sangro, esperto tossicologo e grande conoscitore di ragni. Ad Ariadne, infatti, nel Salento più profondo e devoto al santo Paolo, in pochi mesi la taranta sembra aver calato cinque donne, tutte braccianti nei campi di una masseria, provocandone la morte. Ma i conti non tornano, e mettendo da parte i pregiudizi, Carlo e Giovanni dovranno risolvere il mistero di questi decessi sospetti, tra esplorazioni nei sotterranei del paese e rocambolesche sparatorie, e affrontare ognuno la propria nemesi. Martin Rua trasforma l'esoterismo in seducente materia narrativa, regalandoci un thriller dove la Storia è il palcoscenico di un enigma che ha le radici nelle leggende più nere della nostra terra.
Risorsa locale
The mamba mentality. Il mio basket
Rizzoli, 01/01/2018
Abstract: Vent'anni di carriera nella stessa squadra, i Los Angeles Lakers, 5 Titoli NBA, due ori olimpici, un'infinità di record personali. Kobe Bryant ha letteralmente rivoluzionato la pallacanestro, prima di ritirarsi nel 2016 scrivendo una toccante lettera d'addio al basket che è diventata un cortometraggio animato premio Oscar nel 2018. In questo magnifico libro illustrato Kobe (autosoprannominatosi "Black Mamba" dal nome di uno dei serpenti più letali e rapidi in natura) racconta il suo modo di intendere il basket: le sfide sempre più dure lanciate a se stesso e ai compagni in ogni allenamento, i riti per trovare la carica o la concentrazione, tutti i retroscena della preparazione ai match e i motivi per cui, semplicemente, per lui perdere non è mai stata un'opzione. E ancora: la volontà di superare il dolore e rinascere ogni volta più forte dopo i tanti infortuni patiti in carriera, i suoi maestri, lo studio maniacale degli avversari - da Michael Jordan a LeBron James - per carpire loro ogni segreto possibile e migliorare, migliorare ancora e ancora fino all'ultimo minuto dell'ultima partita disputata. The Mamba Mentality impreziosito dalle meravigliose fotografie di Andrew D. Bernstein, fotografo ufficiale dei Lakers che ha seguito Kobe fin dai suoi primi passi allo Staples Center, è un viaggio per parole e immagini nella mente di un artista tra i più geniali e vincenti della storia dello sport.
Risorsa locale
Mondadori, 14/04/2020
Abstract: Scar Tissue è l'autobiografia onesta e appassionata di Anthony Kiedis, autore dei testi e voce dei Red Hot Chili Peppers, una delle rockband di maggior successo al mondo. È il racconto di un'esistenza intensa. A volte, forse, persino troppo intensa. Cresciuto nel Midwest, a undici anni inizia una vita totalmente sballata nel sottobosco underground di Los Angeles. Fino a quando incontra la musica e per la prima volta la sua vita acquista un senso. Insieme a tre compagni di scuola fonda i Red Hot Chili Peppers, l'ultima vera rivoluzione sulla scena rock americana, l'unico gruppo capace di influenzare una intera generazione di musicisti venuti dopo di loro. Ma c'è un prezzo da pagare sia per il successo sia per l'eccesso. E così Kiedis ci racconta anche la morte per overdose dell'amico Hillel Slovak e la sua personale lotta contro la tossicodipendenza. Ma anche l'incontro con il Dalai Lama o il concerto a Woodstock davanti a mezzo milione di persone. Scar Tissue è tutto questo: essere tra gli dèi e toccare il fondo, vivere nella sfrenatezza per conoscere, forse un domani, la redenzione.
Risorsa locale
Mondadori, 30/06/2020
Abstract: Non è facile per Alan Noland capire chi sia suo padre Arto: un uomo rude, violento con la moglie e con i figli, che passa le serate a battere furiosamente sui tasti di una Remington. Sta scrivendo le sue memorie. Da quei fogli Alan scopre la verità sull'oscuro passato del genitore, figlio illegittimo, mezzo europeo e mezzo indigeno, che lavorava come interprete nelle Indie orientali olandesi - oggi Indonesia - al servizio dei Paesi Bassi, soprattutto contro gli indipendentisti locali. Ma Arto non si limitava a tradurre: conduceva interrogatori, spesso brutali, e il confine tra il ruolo dell'interprete e quello dell'inquisitore, se non del boia, poteva essere molto sottile Spetterà ad Alan ricostruire insieme la verità storica e la propria identità familiare, arrivando a comprendere come il conflitto possa trasformare un uomo in un mostro e quanto l'ideologico ottimismo del dopoguerra abbia contribuito a nascondere un capitolo terribile e cruciale della storia europea.
Risorsa locale
UTET, 15/05/2013
Abstract: Francesco Carletti, Pietro Della Valle, Carlo Ranzo, Michele Bianchi, Dionigi Carli, Antonio Murchio ed Ercole Zani sono solo alcuni dei narratori di viaggio contenuti in questa raccolta che Utet oggi ripropone in una edizione digitale di pregio, corredata da un accurato apparato critico fruibile in modalità ipertestuale.
Risorsa locale
Costituzione della Repubblica Italiana (1947)
UTET, 14/09/2015
Abstract: Conoscere la Costituzione è un diritto e, insieme, un dovere di ogni cittadino. A maggior ragione in un momento in cui questo testo affascinante e fondamentale è al centro dell'attenzione di tutti per le riforme che stanno interessando alcune sue parti. Per citare le parole di Lucio Villari, la nostra carta costituzionale, frutto del lavoro dei padri costituenti che ne approvarono il testo definitivo nel dicembre del 1947, è "tra le più dirette ed esplicite nella rivendicazione e nella difesa dei valori democratici". Ancora oggi, la nostra Costituzione rappresenta i principi e i valori fondamentali per l'Italia: la democrazia, la libertà, l'uguaglianza, il rispetto per la dignità umana e la difesa dei diritti inviolabili dell'uomo. L'edizione proposta da Utet, di grande successo in libreria fin dalla sua prima uscita, non è un commento specialistico al testo costituzionale ma un volume agile, aggiornato e pieno di spunti interessanti di tipo storico e culturale, arricchito com'è dai saggi di due voci eccellenti della cultura italiana: lo storico Lucio Villari e il linguista Tullio De Mauro.
Risorsa locale
UTET, 14/09/2015
Abstract: Nome: Caterina. Cognome: de' Medici. Nazionalità: italiana. Parentela: nipote di Lorenzo il Magnifico. Stato civile: vedova. Professione: regina di Francia. Segni particolari: veste sempre di nero, adora i gioielli, i carciofi, gli oroscopi e certi golosissimi dolcetti antenati dei nostri macarons. Indagata dagli storici per una lunga serie di crimini: corruzione, stregoneria, avvelenamento, strage. Attivamente ricercata da romanzieri e registi per fiction storiche a base di sangue e sesso. Latitante, soprattutto nella memoria degli italiani, che di lei non sanno praticamente nulla. Ha lasciato le sue impronte ovunque: nella cucina, nella moda, nell'arte, nella cultura. I gelati, le forchette, perfino le mutande e la moderna profumeria sono invenzioni che dobbiamo a lei. Eppure in quasi cinque secoli nessuno è ancora riuscito a catturarla: Caterina de' Medici riesce a sfuggire a ogni facile incasellamento e non si lascia imprigionare negli stereotipi. Ma i misteri di una grande protagonista del Rinascimento italiano ed europeo, nelle sue presunte efferatezze e raffinatezze estreme, hanno le ore contate. Due storici curiosi si sono messi sulle sue tracce e hanno ricostruito le peripezie di Caterina nel contesto di un secolo straordinario e terribile, il Cinquecento. E con questa biografia, tanto dotta quanto divertente, la consegnano al giudizio dei contemporanei. Ai lettori il compito di decidere chi sia stata davvero Caterina la Magnifica - sovrana illuminata, madrina di grandi innovazioni e progresso, o spietata macchinatrice, degna erede degli intrighi perpetrati dai suoi parenti fiorentini - e se il più imperdonabile tra i suoi delitti non sia stato, forse, l'essere troppo avanti per la sua epoca. "Un libro fresco e godibile, leggero ma denso, di quella densità narrativa dove appare coniugato bene lo sforzo filologico con la sostanza interpretativa dei due autori" - Amedeo Feniello, la Lettura - Corriere della Sera "Una biografia molto scanzonata che racconta come la nipote di Lorenzo il Magnifico riuscì a far diventare l'Italia di moda in Francia" - Aurelio Magistà, il Venerdì
Risorsa locale
UTET, 20/10/2015
Abstract: Le discriminazioni e la violenza contro le donne e le persone omosessuali e transessuali sono oggi, almeno a parole, unanimemente condannate in Italia. Una frattura profonda divide invece il Paese quando si discute dei mezzi per combattere questi mali. Al centro del durissimo dibattito c'è la cosiddetta "teoria del gender". Da un lato, i sostenitori sentono tutta l'ingiustizia di una società in cui una persona può ancora essere considerata inferiore a causa del proprio diverso orientamento sessuale, del proprio sesso, della propria identità di genere. Dall'altro, gli oppositori vedono nella teoria una pericolosa deriva morale, il tentativo di scardinare i valori fondamentali del vivere umano. È una questione sulla quale esiste, come diceva il cardinale Martini, un "conflitto di interpretazioni" perché ha a che fare con "le caverne oscure, i labirinti impenetrabili" che ci sono dentro ognuno di noi. Sulla questione, Michela Marzano fa convergere la luce - a tratti incandescente - di tutta la sua passione, sensibilità e intelligenza. Raro esempio di "filosofa pubblica", spiega nitidamente al lettore la genesi e le implicazioni dell'idea di gender e, senza mai rinnegare le sue radici cattoliche, decostruisce le letture spesso fantasiose che ne danno oggi molte associazioni religiose. Soprattutto, come sanno i suoi lettori, non esita mai a mettersi in gioco direttamente, raccontando se stessa e identificandosi nell'esperienza di chi ha vissuto da vittima innocente il dramma dell'esclusione. Nella versione e-Book il live-tweeting tra l'autrice e il suo pubblico avvenuto durante l'incontro in occasione del Salone del Libro di Torino. "Una bussola agile per orientarsi nel magma di interventi, argomentazioni e polemiche sul gender. Un libro di filosofia e auto-filosofia" - Melania Mazzucco, la Repubblica "Michela Marzano spiega con lucidità, la passione, la competenza che le sono proprie tutti gli equivoci che sono stati diffusi e ingigantiti negli ultimi mesi" - Loredana Lipperini "L'autrice non teme di unire in un unico percorso riflessioni sulla quotidianità delle nuove famiglie e sulla metafisica delle gabbie di genere" - Barbara Stefanelli, Io Donna "Impedire a Michela Marzano di parlare significa provare ad ammutolire il dibattito sulla dignità e sui diritti delle persone" - Michela Murgia, Donna Moderna
Risorsa locale
Come eravamo negli anni di guerra
UTET, 24/11/2015
Abstract: Il 10 giugno del 1940 scocca l'ora "segnata dal destino": dal balcone di palazzo Venezia Benito Mussolini annuncia al paese l'entrata in guerra. La folla che si accalca, festosa e urlante, è l'immagine di un popolo orgoglioso e pronto a tutto pur di guadagnare prestigio e rilevanza internazionale, lasciandosi alle spalle un destino minoritario. Nei cinque anni successivi, però, l'entusiasmo cede pian piano il passo all'angoscia dell'attesa, ai primi disagi, alla fame montante, al senso di precarietà, alla paura per il futuro e poi, con i bombardamenti e l'approssimarsi del fronte, al vivo terrore del presente. Eppure, dopo quel 10 giugno l'attenzione degli storici di solito si sposta, per inseguire la guerra sui vari fronti o nei gabinetti di dittatori, politici e generali, disinteressandosi di quella gente comune che aveva acclamato la guerra. Arrigo Petacco decide invece di fermarsi sulla soglia del cosiddetto "fronte interno", di cui racconta nei dettagli la vita quotidiana, fatta di piccole e grandi tragedie, di speranza e sconforto, al ritmo delle notizie che arrivano da lontano, filtrate dalla propaganda. Non solo: ricostruendo quel periodo mese per mese e persino giorno per giorno, Petacco ci ricorda che la vita, comunque, continuava. Nonostante la guerra, si andava ancora al cinema e a teatro (quelli rimasti aperti, almeno), si canticchiavano le nuove canzoni passate alla radio, si leggevano i giornali, si mandavano i figli a scuola, si lavorava. Il tutto adeguandosi alle disposizioni sul coprifuoco e ai segnali dell'allarme antiaereo, imparando a riciclare i mozziconi di sigaretta, a sostituire il caffè con la cicoria, i taxi con i tricicli. Si familiarizzava con gli orti di guerra e con le pellicce in gatto "tinto color cacao", si inventavano ingegnose cassette di cottura e insaporitori disgustosi, in un'autarchia sempre più difficile eppure sempre più fantasiosa, a confermare anche in un contesto così doloroso la proverbiale inventiva del popolo italiano. Raccogliendo foto, manifesti, pubblicità e volantini, Arrigo Petacco ci consegna un almanacco illustrato, una controstoria minuta dell'ultima guerra mondiale, nella certezza che seguire questa trama di sacrifici e sofferenze quotidiane è necessario per capire gli ultimi anni del conflitto, quando il paese all'improvviso si trovò diviso in due, tra la Repubblica di Salò e la Resistenza partigiana.
Risorsa locale
UTET, 27/10/2015
Abstract: Milioni di passi, uno dopo l'altro, per oltre duemila chilometri, quattro paesi diversi e altrettante frontiere da superare, negli occhi i paesaggi più vari, dal mare della Manica tra Dover e Calais, alle vaste distese della campagna francese e della pianura Padana, fino alle cime alpine del San Bernardo e appenniniche della Cisa. La via Francigena, che da più di dieci secoli attraversa il cuore dell'Europa, è una strada carica di tradizione, le cui origini affondano nell'Alto Medioevo, nel viaggio di Sigerico tra Canterbury e Roma alla vigilia dell'anno Mille, per ritirare dal papa il "pallio", simbolo della sua autorità vescovile. Percorrere la Francigena oggi significa innanzitutto misurarsi con la storia millenaria dell'Europa: non solo quella dei molti pellegrini medievali, le cui tracce restano e resistono nei monasteri disseminati lungo il tragitto, ma anche quella dei crociati partiti per la Terra Santa, dei primi abitanti dei comuni e delle città rinascimentali, dei soldati caduti durante le campagne napoleoniche o nel corso delle due guerre mondiali. Ma seguire le orme del cammino di Sigerico è anche una sfida personale, sia con il proprio corpo, giorno dopo giorno sempre più provato dalla fatica della marcia, sia con il mondo esterno, fra camion che sbuffano, direzioni sbagliate, alloggi di fortuna e autostrade che impediscono il passaggio. È inoltre il piacere di scoprire a ogni tappa dell'itinerario la ricchezza delle molte persone incontrate, un'umanità non facilmente classificabile entro gli schemi della vita di città: un'anziana signora francese che non si capacita dell'impresa di camminare fino a Roma, un simpatico "ladro di legna", due zelanti carabinieri, un goffo pretino-giardiniere, una provvidenziale riflessologa. Lorenzo Del Boca e Angelo Moia, con il loro personalissimo racconto a quattro mani, restituiscono tutte le variegate emozioni di un viaggio straordinario. Ne condividono con noi il senso più profondo e ci offrono la guida atipica di un percorso storico, che diviene unico, arricchendosi dei loro ricordi e delle loro esperienze.
Risorsa locale
UTET, 01/12/2015
Abstract: La vita e l'opera di Fabrizio De André sono al centro di saggi e documentari, omaggi e celebrazioni che hanno contribuito negli anni a trasformare l'uomo in un mito, in un'icona musicale e poetica. Una specie di totem, che incute un timore reverenziale a tratti schiacciante. E pensare che invece lui si riconosceva soprattutto nel protagonista di Amico fragile, "evaporato in una nuvola rossa, in una delle molte feritoie della notte". Il giornalista Marco Ansaldo si mette sulle tracce di questo amico fragile, partendo dai vicoli della Foce, le zone che lui stesso, genovese doc, aveva esplorato da ragazzino di strada. Nel ripercorrerle oggi, così diverse eppure identiche, ricostruisce un'inedita topografia fatta di stradine e piazzette, di panchine e bar, in quel fermento musicale e intellettuale da cui scaturì la "Scuola genovese" dei cantautori e il genio di "un giovanotto della buona società". Ma Genova da sola non basta per spiegare De André, che in quarant'anni di carriera ha mostrato mille volti, anche molto diversi: l'uomo dalla voce profondissima, che scandisce parole dolci e terribili, a volte oscene, per lo scandalo dei benpensanti; l'uomo feroce con i potenti, anarchico, ruvido e solitario; l'"ateo a modo suo", lontano dalla Chiesa ufficiale ma vicino a Gesù e agli ultimi. Parlando con le persone che l'hanno conosciuto e consultando i libri e gli appunti custoditi nell'Archivio Fabrizio De André di Siena (tra cui le ultime carte, inedite), Ansaldo ricostruisce un'immagine di Faber a partire da singoli dettagli, frammenti della sua fragilità e della sua forza, lasciando che la luce di ogni nuovo frammento ne illumini un altro e lo faccia risplendere, guidando il lettore in questo percorso insolito. Un viaggio nelle "molte feritoie della notte", a riscoprire persino, in una cassetta audio sepolta in cantina, la traccia di un ricordo personale: una particolare serata del 1981, in cui un giovane giornalista genovese, appena ventiduenne, ebbe la possibilità di intervistare il suo cantautore preferito...
Risorsa locale
UTET, 10/11/2015
Abstract: Pavia, 24 febbraio 1525. Nell'arco di poco più di una notte, si consuma una battaglia che segna una svolta fondamentale nel conflitto tra Francia e Sacro Romano Impero, determinando il passaggio del Nord Italia sotto l'influenza spagnola. Protagoniste di questo scontro epocale sono "le armi del diavolo": archibugi e moschetti la cui efficacia, al tempo, era ancora messa in discussione, ma che resero senza dubbio la battaglia di Pavia uno dei fatti d'arme dagli esiti più sorprendenti di sempre. A raccontare questo momento cruciale per la storia d'Italia e dell'Occidente, sei punti di vista diversi: un bellicoso cavaliere scozzese che non vede l'ora di unirsi all'esercito del re di Francia Francesco I; un soldato spagnolo innamorato del suo moschetto e delle meraviglie del Nuovo Mondo; uno scagnozzo italiano, spiccio e versatile uomo di fiducia di Giovanni dalle Bande Nere; una nobildonna in declino trincerata nel suo elegante palazzo nel cuore della città assediata; un ingegnoso ferrarese, maestro nell'arte dell'artiglieria, che realizza cannoni miscelando sapienza tecnica, filosofie e superstizioni; perfino una vivandiera, indomita lanzichenecca capace di battersi con più eroismo di un uomo. I sei personaggi - ricostruiti dagli storici Marco Scardigli e Andrea Santangelo a partire da diari, corrispondenze e altre fonti del tempo - permettono al lettore moderno di scoprire, oltre alle dinamiche della guerra, anche le sensazioni, i valori e i progetti di uomini e donne comuni che parteciparono a quell'evento campale. Sei piccole storie che, accostate, disegnano la storia più grande di una battaglia che decise per due secoli almeno il destino dell'Europa.
Risorsa locale
UTET, 24/11/2015
Abstract: "Da molto tempo vado al cinema, almeno tre sere alla settimana, spesso vedo due film per sera (alle 20 e alle 22.30), talvolta anche tre. Da una decina d'anni, torturato dal pensiero della dimenticanza nel tempo delle opere che ho visto, ho preso l'abitudine al ritorno dal cinema, ogni sera, di scrivere, di getto, una mia valutazione critica dei film che ho visto, un resoconto per me stesso, lungo o breve, che possa rimanere un momento di pacata riflessione critica, anche dopo molti o moltissimi anni. Ho raccolto quindi tutti questi miei commenti, non molto approfonditi perché scritti alla sera, prima di addormentarmi, ma proprio per questo espressione dell'impatto immediato che ogni film ha avuto sulla mia psicologia, sulla mia cultura e sui miei valori etici." Umberto Veronesi
Risorsa locale
UTET, 01/12/2015
Abstract: Non è mai troppo presto, né troppo tardi, per imparare a invecchiare bene. Insieme al fitness e a una buona alimentazione, il segreto è nel mitocondrio, prezioso "organello energetico" delle nostre cellule che gioca un ruolo importante in molte funzioni del corpo. È ciò che ci insegna Enzo Soresi, pneumologo, oncologo e studioso di neuroscienze di lungo corso che ha vissuto sul campo - e sulla sua pelle - le trasformazioni che la medicina ha affrontato negli ultimi anni. Dopo il grande successo del Cervello anarchico, il professor Soresi, convinto sostenitore dell¿importanza della personalizzazione della cura, oltre che dello stretto rapporto tra corpo e mente, torna a ripercorrere le scoperte più importanti della sua storia professionale e privata: nella veste di instancabile sperimentatore e perfino di paziente. Soresi dà vita in questo nuovo libro, con gusto per gli aneddoti e ironia, a un originale esperimento di medicina narrativa, tra casi clinici stimolanti e istruttive partite a golf, ricordi commoventi e diagnosi geniali, malanni e insperate guarigioni. Con l¿aiuto del giornalista scientifico Pierangelo Garzia, Soresi tocca gli snodi più interessanti, controversi e attuali della biomedicina. Dall¿effetto placebo alla plasticità cerebrale, dall¿importanza dei geni e dell¿epigenetica al ruolo oggi rivalutato dell¿intestino, fino ad arrivare proprio a quel minuscolo organello che, se coccolato, può mantenersi "giovane e brillante" come un ragazzino: l¿amato mitocondrio.
Risorsa locale
UTET, 11/12/2015
Abstract: Nel marzo 1807, lontano dalla Francia, Napoleone Bonaparte scriveva alla moglie Giuseppina: "So fare altre cose oltre a condurre guerre, ma il dovere viene per primo". E nell'arco di vent'anni appena, dall'ottobre 1795, in cui era un giovane capitano di artiglieria mandato a sedare tumulti a Parigi, fino al giugno 1815 e alla sconfitta finale di Waterloo, Napoleone ebbe modo di mostrare in quante forme questo senso del dovere poteva manifestarsi: conquistato il potere con un colpo di stato, pose fine alla corruzione e all'incompetenza in cui si era arenata la Rivoluzione, e se da una parte reinventò l'arte della guerra in una serie di battaglie folgoranti, dall'altra ricreò dalle fondamenta l'apparato legislativo e amministrativo, modernizzò i sistemi di istruzione e promosse la fioritura dello "stile impero" nelle arti. Poi l'impossibilità di sconfiggere il suo nemico più ostinato, la Gran Bretagna, lo spinse verso campagne estenuanti e alla fine fatali in Spagna e Russia. L'epilogo in sordina della sua vita avventurosa, in esilio a Sant'Elena, per ironia della sorte e della Storia si salda con i suoi esordi, con quel quaderno di geografia dove da ragazzo annotava, a margine di un lungo elenco di possedimenti imperiali britannici: "Sainte-Hélène: petite île". Andrew Roberts ha attinto al corpus completo delle 33 000 lettere napoleoniche, tuttora in corso di pubblicazione, e ha visitato quasi tutti i campi di battaglia e i luoghi della sua vita, mostrandoci per la prima volta "l'imperatore dei francesi" così com'era davvero: incredibilmente versatile, ironico, ambizioso, ferocemente determinato ma anche disposto al perdono, ossessionato dalla discendenza e scostante in amore. Perché Napoleone il Grande non fu una sorta di antieroe destinato alla nemesi, un moderno personaggio da tragedia greca o un'altra delle immagini che gli hanno ritagliato addosso dozzine di ricostruzioni storiche. Come scrisse nelle sue memorie George Home, guardiamarina a bordo della nave inglese che lo prese in consegna, sconfitto e prigioniero, dopo Waterloo, Napoleone "ci ha mostrato che cosa può fare una semplice creatura umana, come noi, in un arco di tempo così breve".
Risorsa locale
UTET, 04/01/2016
Abstract: *** Vincitore del Premio "Città delle Rose" 2016 *** Crociata, jihad, guerra di religione, scontro di civiltà, sono parole che sembravano appartenere, ormai, ai libri di storia, e a epoche spaventose molto lontane dalla nostra. Eppure, nell'escalation di tensione e di allarme mediatico incominciata con l'attentato delle Torri Gemelle di New York l'11 settembre del 2001, e rinfocolata oggi dagli orrori perpetrati in Francia e nel mondo dai terroristi dello Stato Islamico, queste parole sono tornate drammaticamente attuali. Ma esiste davvero un conflitto tra culture e civiltà incompatibili? E, se davvero siamo in guerra, quando è iniziata, chi l'ha dichiarata, e perché? Davvero l'Occidente incarna i valori di democrazia, libertà e tolleranza in cui tutti noi sosteniamo di identificarci? La storia dei rapporti tra Europa e Islam, dal Medioevo all'età contemporanea, è lunga e complessa, in un'alternanza di paci e di guerre, e persino di alleanze e di strettissimi rapporti diplomatici e commerciali. Eppure, al giorno d'oggi i media raccontano quotidianamente la cronaca di una coesistenza impossibile, di uno scontro di cui è sempre più difficile individuare le cause. In un libro che muove dagli albori della religione islamica per arrivare fino ai giorni nostri, Franco Cardini esplora le diverse fasi della storia di amore e odio tra l'Europa e il Vicino Oriente, soffermandosi sui momenti chiave dell'Illuminismo, dell'orientalismo ottocentesco, delle trame britanniche negli anni delle grandi guerre del secolo scorso, per gettare luce sulle troppe ombre delle vicende degli ultimi decenni. Dalla nascita di Israele e dall'Egitto di Nasser, passando per le periferie della Guerra fredda, Cardini fa luce su un drammatico susseguirsi di errori politici, di governi bugiardi e di guerre ingiuste, che hanno dato forma agli anni carichi di paura e d'incomprensione in cui stiamo imparando a vivere. "Cardini ci ricorda che spesso, nella storia, i cristiani sono stati violenti e assassini, gli islamici tolleranti e magnanimi" - l'Espresso
Risorsa locale
UTET, 14/09/2015
Abstract: Il 10 dicembre del 1936 Edoardo VIII rinuncia al trono d'Inghilterra per amore dell'americana Wallis Simpson. Il nuovo sovrano è suo fratello "Bertie", Giorgio vi, padre di Elisabetta e Margaret. In quei giorni la piccola Margaret, che ha solo sei anni, chiede alla sorella maggiore: "Questo significa che poi diventerai regina anche tu?". "Suppongo di sì", risponde Elisabetta, improvvisamente molto seria. E Margaret commenta, candida: "Povera te". Quasi ottant'anni dopo, il 9 settembre 2015, la regina Elisabetta ii ha superato il record del regno di Vittoria, durato 63 anni e 217 giorni, divenendo il sovrano che ha regnato più a lungo nella storia della Gran Bretagna. Vittorio Sabadin racconta la straordinaria vita di Elisabetta: la lunga storia d'amore con Filippo di Grecia, dal loro primo incontro, a bordo dello yacht reale, quando lui era soltanto un giovane allievo ufficiale della Marina e lei aveva appena tredici anni, sino ai festeggiamenti per le loro nozze di diamante (unici reali nella storia inglese a raggiungere il traguardo); il complesso rapporto con il figlio Carlo e con "la principessa del popolo", Diana; le relazioni, non sempre facili, con i capi di Stato stranieri e con i premier inglesi - memorabili i contrasti con Margaret Thatcher e Tony Blair. Una biografia curiosa e documentata, che intreccia con abilità i grandi eventi storici e gli aneddoti più intimi e personali, restituendo un ritratto spesso sorprendente della Regina: Sabadin ci rivela risvolti inediti della ben nota passione di Elisabetta per i cavalli e i cani corgi, ci spiega i segreti del suo inconfondibile stile e ci conduce persino a bordo del Britannia, l'amato Royal Yacht su cui la Regina ha trascorso molti dei suoi rari momenti di riposo. Ultima rappresentante di un modo di concepire la regalità come servizio e dovere, fortemente convinta dell'imparzialità del suo ruolo nei confronti della politica e della netta divisione tra la sfera pubblica e istituzionale e quella privata, Elisabetta II è riuscita a diventare nel tempo un'icona per generazioni distanti e molto diverse tra loro: nessuno, per quanti secoli possa ancora durare la monarchia britannica, sarà più come Elisabetta, l'ultima regina. "Grazie al suo rapporto diretto con Elisabetta, Sabadin ha dato vita a un racconto biografico che è anche una narrazione appassionata" - Sette - Corriere della Sera