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L'orizzonte della notte
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Carofiglio, Gianrico

L'orizzonte della notte

EINAUDI, 20/02/2024

Abstract: Il ritorno di Guido Guerrieri in un romanzo poderoso e commovente."Non so dire se avessi deciso già quella mattina, al momento di andare in tribunale, che sarei rimasto in aula ad aspettare la sentenza. Forse sí o forse no. Mi sedetti sulla sedia del pubblico ministero, su quella di un giudice popolare, su quella del presidente, poi entrai nella gabbia degli imputati. Per vedere il mondo attraverso le sbarre". Una donna ha ucciso a colpi di pistola l'ex compagno della sorella. Legittima difesa o omicidio premeditato? La Corte è riunita in Camera di Consiglio. In attesa della sentenza l'avvocato Guerrieri ripercorre le dolorose vicende personali che lo hanno investito nell'ultimo anno. E si interroga sul tempo trascorso, sul senso della sua professione, sull'idea stessa di giustizia.Un'avventura processuale enigmatica, dal ritmo impareggiabile, che si intreccia a un'affilata meditazione sulla perdita e sul rimpianto, sulle inattese sincronie della vita e sulla ricerca della felicità.

Tra il silenzio e il tuono
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Vecchioni, Roberto

Tra il silenzio e il tuono

EINAUDI, 27/02/2024

Abstract: C'è un'età della vita in cui si può trovare una voce pura: una voce tra il silenzio e il tuono. Non c'è un altro modo per parlare di sé, forse, quando guardarsi indietro, e dentro, è lo stesso movimento. E tutto, proprio tutto - le gioie, i dolori, la scoperta dell'amore come quella della morte - è in noi con la stessa forza. Attraverso le lettere di un ragazzo che cresce e di un misterioso nonno, Roberto Vecchioni ha scritto il suo romanzo piú intimo e struggente. Questo è un romanzo fatto di lettere, ma non è un romanzo epistolare come gli altri. Si alternano due voci: da una parte c'è lui, Roberto Vecchioni, che racconta a un fantomatico nonno alcuni degli episodi piú significativi della sua vita. Li riporta in presa diretta, proprio mentre gli accadono, a dieci, quindici, trenta, ottant'anni. Infanzia, amicizie, studi, canzoni, dolori, amori. Sconfitte e vittorie. Il nonno, dal canto suo, non gli risponde mai: forse non ce n'è bisogno, forse conosce Roberto fin troppo bene. Le sue lettere sono indirizzate ad altri personaggi, veri o immaginari, e affrontano gli argomenti piú disparati. Che si tratti di Schubert, di bizzarre teorie sugli ingorghi stradali o di scrittori russi che conosce soltanto lui, ne scrive sempre con la medesima, grandissima passione. E anche se le lettere di Roberto raccontano la storia di una vita - e insieme la storia di un corpo, che sente, ama, si ferisce, si ammala - e quelle del nonno sono puro pensiero, capita di rimanere spiazzati, perché ogni tanto parlano di qualcosa che sembra essere accaduto a entrambi. Di un palco illuminato, ad esempio, e di un uomo che chiede di essere chiamato amore. Ma, soprattutto, della morte di un figlio, e del dolore lacerante che non ti abbandona mai. Cinquantatre lettere, cinquantatre momenti sfolgoranti per catturare "l'ombra sfuggente della verità". In un tempo in cui il prima e il dopo possono confondersi, e persino, forse, illuminarsi a vicenda.

I primi tre minuti
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Weinberg, Steven - Sosio, Libero

I primi tre minuti

Mondadori, 26/02/2024

Abstract: Quale fu l'origine dell'universo? Come si spiega la sua attuale fisionomia? Quale sarà, se ci sarà, la sua fine? Questi sono gli interrogativi seducenti che tutti, almeno una volta, ci siamo posti e che fino a pochi anni fa non avevano soluzione. Steven Weinberg, grazie ai progressi della ricerca scientifica, ha elaborato una serie di risposte e in queste pagine si immerge nel magma primordiale, ricostruisce i processi svoltisi nei primi tre minuti della storia dell'universo, ci presenta immagini esplosive, schiude inquietanti prospettive sul nostro futuro. Il suo discorso sembra aggirarsi, a tratti, in un territorio irreale, alla frontiera tra scienza e fantascienza. Eppure ogni conclusione è fondata su solidi presupposti e Weinberg, tra l'altro, descrive come si sia arrivati a ciascuna scoperta.Scritto in un linguaggio il più possibile semplice, chiaro, essenziale, I primi tre minuti è un imperdibile classico della divulgazione: un libro destinato al profano che appassionerà anche il lettore già competente, coinvolgendolo irresistibilmente in un affascinante viaggio nel tempo, o meglio, alle origini stesse del tempo.

Mia cara Miss Hunter
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Finn, A. J. - Polli, Isabella

Mia cara Miss Hunter

Mondadori, 20/02/2024

Abstract: "Tra tre mesi sarò morto. Vieni a raccontare la mia storia." Così scrive Sebastian Trapp, solitario e famosissimo autore di romanzi gialli, a Nicky Hunter, critica letteraria con la quale ha da tempo un'intensa corrispondenza epistolare. Affetto da una grave malattia che gli lascia pochi mesi di vita, Trapp invita Nicky nella sua magnifica villa di San Francisco per aiutarlo a scrivere la sua autobiografia. Qui la ragazza fa la conoscenza di Diana, l'enigmatica seconda moglie di Trapp; di Freddy, il nipote ribelle; e di Madeleine, la figlia protettiva e premurosa. Col passare dei giorni, però, quello che sembra un normale lavoro di scrittura si trasforma in un'irresistibile "febbre da detective", che vede Nicky coinvolta nella ricerca di verità sepolte nel passato del misterioso scrittore.Vent'anni prima, infatti, la notte di Capodanno del 1999, la prima moglie di Sebastian e il loro figlio adolescente scomparvero improvvisamente nel nulla in due punti diversi della città, gettando un alone di sospetto su di lui. Inoltre, la decisione di uscire dall'isolamento due decenni dopo e di permettere a una sconosciuta di scavare nel suo passato contribuisce ad alimentare i dubbi sulla sua estraneità ai fatti.Mentre tenta di unire i pezzi della vita di Trapp, Nicky è sempre più ossessionata dall'urgenza di far luce su quella famigerata notte, e anche Madeleine inizia a interrogarsi sulla sincerità del padre. Quando un cadavere emerge nello stagno di carpe koi nel giardino della villa e Madeleine comincia a ricevere messaggi enigmatici, entrambe le donne si rendono conto che il passato, apparentemente sepolto, sta solo aspettando il momento giusto per tornare a galla e rivelare i suoi terribili segreti.Mia cara Miss Hunter è un noir dalle atmosfere hitchcockiane straordinarie che conferma le grandi qualità narrative di A.J. Finn. Un romanzo travolgente, ricco di allusioni e illusioni, un'immersione entusiasmante in una storia indimenticabile.

Nel concerto del tempo
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Pelliccioli, Marco

Nel concerto del tempo

Mondadori, 27/02/2024

Abstract: Figura di rilievo e voce autonoma della nostra nuova poesia, Marco Pelliccioli ci offre qui, nella spoglia concretezza viva del suo stile, un ampio quadro di personaggi e situazioni in cui un passato anche lontano viene a porsi sottilmente in confronto con la mutata realtà dell'oggi. Nel concerto del tempo procede essenzialmente nei termini di una narrazione condotta attraverso la memoria da una voce fuori campo, una "controfigura" che riporta a galla volti spesso familiari in una galleria di umili apparizioni. Nel pacato ed efficace alternarsi di prosa poetica e versi, Pelliccioli oscilla tra dimensione orizzontale e verticale, portando sulla scena oggetti domestici e amuleti, dettagli di quotidianità, senso di nascita e morte, presenze e sparizioni, piante e piccoli animali, parole prelevate da un dire talvolta dialettale. Ecco allora l'Angiolina, l'Agnese, la Nunzia o la Martina, e insieme a loro anche l'Alberto e lo storpio, la loro "epica sconnessa", nel "tempo che indocile non passa". Si tratta di un tempo che è anche il tempo storico, con sottostanti riferimenti a vicende accadute ed entrate nella cronaca, se non negli annali. Ci troviamo di fronte a "invisibili creature / che nuotano nel cielo", offerte dal poeta che coglie al contempo l'affacciarsi problematico di una contemporaneità divenuta, come è sempre più evidente, meccanica e tecnologica. Il percorso dell'opera si svolge in una sorta di articolata coerenza poematica, fitta di rimandi interni, nell'impeccabile controllo stilistico di una musica che passa dal recitativo al canto sommesso, in momenti di un netto realismo, non senza aperture oniriche, con tratti di un'efficace e oggi insolita, ma innovativa, lieve coloritura espressionistica.

Rosy
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Carati, Alessandra

Rosy

Mondadori, 27/02/2024

Abstract: Il romanzo nato dall'incontro fra l'autrice finalista al Premio Strega e Rosa Bazzi. Nel primo pomeriggio dell'8 gennaio 2007, Rosa Bazzi e Olindo Romano lasciano Erba sui sedili di una volante dei Carabinieri. Pensano che gli agenti li stiano portando in salvo dai giornalisti che, dall'alba, assediano la loro casa. In meno di un'ora si trovano dentro il carcere di Como, dove comincia una detenzione destinata a diventare ergastolo, condannati per aver ucciso quattro vicini di casa e averne ferito gravemente un quinto - uno dei più grandi casi di cronaca recente, conosciuto come la strage di Erba. Alessandra Carati incontra Rosa Bazzi per la prima volta all'inizio del 2019. Tra luglio e febbraio dell'anno seguente, le fa visita in carcere ogni settimana in sessioni che durano ore. "Mi sfogo con te come con il prete" le dice Rosa Bazzi, e la travolge con discorsi contraddittori, inattendibili, al limite della comprensibilità. La costringe al suo caos. L'autrice credeva che conoscerla di persona le avrebbe permesso di separare i fatti dai detti; invece la vicinanza ha offuscato il quadro. Nel tentativo di capire, cerca lo sguardo di chi negli ultimi diciassette anni ci ha avuto a che fare: la psicologa del carcere, gli avvocati, e poi il cappellano, il marito Olindo attraverso le lettere che le scrive. Scopre così un'infanzia negletta, il lavoro ancora bambina a servizio delle famiglie dell'erbese, il matrimonio a vent'anni e la dipendenza da Olindo, il faticoso adattamento al carcere. Solo allora torna da Rosa. Lei però non è conforme a nessun racconto che ne è stato fatto, continua a resistere come un disturbo indecifrabile. È proprio in quel momento, nella rinuncia a ogni immagine di lei - e nella fatale domanda su dove si sono formate quelle immagini, a quali condizioni, con quali conseguenze - che affiora, come in una polaroid, Rosy.

Piccola pirata all'arrembaggio - Tutto da ridere
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Mezzetti, Sara

Piccola pirata all'arrembaggio - Tutto da ridere

EDIZIONI PIEMME, 13/02/2024

Abstract: Giò, apprendista pirata, è stata adottata dalla famiglia del Capitano Baldassarri e non vede l'ora di mettere alla prova il suo TaLENTO! Insieme al MOZZO TONT (il fratello maggiore), alle nuove reclute della ciurma (amici poco convinti) e a Vento di Tempesta (un gatto da guardia), ogni giorno per Giò è l'occasione buona per diventare una VERA PIRATA!

Smile
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Leão, Rafael

Smile

EDIZIONI PIEMME, 20/02/2024

Abstract: "Sorrido perché Dio mi ha dato un dono incredibile e fino a questo momento il lavoro che ho fatto - perché ho fatto tantissimo lavoro - è stato ripagato da questo successo". Rafael Leão è uno dei giocatori più promettenti e forti al mondo. Attaccante del Milan e della nazionale portoghese, i suoi gol, i suoi dribbling, il suo inconfondibile stile di gioco sono diventati iconici per i suoi tifosi, ma anche per i molti fan fuori dal mondo del calcio. Rafa ha un sorriso contagioso, una bellezza scultorea, una spontaneità fuori dal comune. La sua storia personale, il rapporto con il padre, la sua ascesa calcistica, la sua maniera di comunicare sui social, la sua passione per la musica trap e per la moda lo rendono un'icona trendy di sport ma anche di stile. Insomma Leão è più di un calciatore. Tra aneddoti sullo scudetto, su Ibrahimovic, Maldini e i suoi compagni di squadra, confessioni e rivelazioni sulla sua vita privata, sul senso profondo della fama e della celebrità, sulle sue passioni musicali, in questo libro Rafa non è soltanto il campione che si mette a nudo, il ragazzo di Almada che sogna i grandi palcoscenici, le prodezze in campo, le vittorie e i trofei, insieme alla sua squadra, ma l'emblema di una generazione che rifugge da facili etichette.

Per il trono
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Whitten, Hannah - Daniele, Valentina

Per il trono

Mondadori, 19/03/2024

Abstract: RED E IL LUPO SONO RIUSCITI a contenere la minaccia dei Cinque Re, ma a caro prezzo. L'amata sorella di Red, Neve, la Prima Figlia, si è persa nelle Terre d'Ombra, un regno capovolto in cui i feroci dèi della leggenda sono rimasti intrappolati per secoli dopo che i Re hanno preso il potere. Ma Neve ha un alleato, anche se è uno con cui preferirebbe non dover mai più avere a che fare: il re ribelle Solmir.Solmir è determinato a porre fine alle Terre d'Ombra e crede che aiutare Neve possa essere la chiave per distruggerle. Ma per ottenere il loro scopo, i due dovranno intraprendere un viaggio attraverso un luogo pericoloso, fino a giungere al misterioso Albero del Cuore, e reclamare infine per sé gli arcani poteri degli dèi.

Sabbia e ferro
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Babchenko, Arkadij - Gallenzi, Mirco - Gallenzi, Mirco

Sabbia e ferro

Mondadori, 05/03/2024

Abstract: Ex soldato dell'esercito russo, giornalista perseguitato dal governo per i suoi articoli critici sul regime putiniano, Arkadij Babčenko ha vissuto negli ultimi anni in Europa (fino al 2019 a Kiev e ora in Estonia) commentando e analizzando nei suoi scritti le cause profonde che in ultimo hanno portato alla guerra su larga scala in Ucraina nel febbraio 2022. Acuto conoscitore, per esperienza diretta, di tutte le forze in gioco, in questo suo "diario di guerra" ripercorre, con stile brillante e appassionato, le radici del virus bellico russo e i fatti che hanno sconvolto l'Ucraina dal 2013: dalle proteste di piazza dell'Euromaidan all'annessione della Crimea, fino all'invasione russa. Il suo scritto, estremamente personale, offre ai lettori uno sguardo unico, fa luce sugli avvenimenti che da mesi occupano quotidianamente le cronache dei giornali e aiuta ad approfondire e comprendere le complesse dinamiche storiche e culturali dell'Europa orientale.

L'oro e la patria
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Fubini, Federico

L'oro e la patria

Mondadori, 20/02/2024

Abstract: Il 20 settembre 1943 alle quindici e trenta un manipolo di ufficiali nazisti varca la soglia di palazzo Koch, elegante sede della Banca d'Italia. Fra loro c'è il tenente colonnello delle ss Herbert Kappler, comandante dello spionaggio hitleriano. I tedeschi presentano le loro richieste al governatore Vincenzo Azzolini: vogliono l'oro della Banca d'Italia, tutto l'oro. In quel momento, nei suoi caveau, l'istituto di via Nazionale ne custodisce quasi 120 tonnellate.Un solo uomo, all'interno della banca centrale, decide di opporsi e organizza un sofisticato inganno per impedire ai nazisti di trafugare la ricchezza degli italiani. Si chiama Niccolò Introna, è un dirigente di settantacinque anni, un fervente valdese che tiene sermoni alle comunità di fedeli nei giorni di festa. Durante il fascismo, Introna aveva combattuto in segreto la corruzione e il sistema cleptocratico attorno a Mussolini, documentando le operazioni del duce per trafugare il denaro pubblico. Un servitore dello Stato. Eppure, il suo nome, per le vicende finora mai raccontate e portate alla luce in questo libro, verrà volutamente cancellato e dimenticato.Federico Fubini ha avuto accesso alle circa ottantamila pagine di documenti, in parte riservati, che il funzionario accumulò per tutta la vita, e ricostruisce per la prima volta, in modo inoppugnabile, l'appropriazione di denaro pubblico da parte di Mussolini e tutta la sofferta vicenda dell'oro della Banca d'Italia.La storia di Introna, le sue lotte antifasciste, la sorda e caparbia ostilità dei suoi molti nemici trasmettono un monito che arriva con forza all'Italia di oggi.

La porta delle Apocalissi
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Altieri, Fabrizio - Alvarez, Cinthya

La porta delle Apocalissi

Mondadori, 13/02/2024

Abstract: Steno vive nel presente, ma ha una grande passione per gli oggetti antichi, in particolare le macchine fotografiche e le cineprese. Matilde vive nel 1911 e, anche se lei non lo sa, è dotata di poteri straordinari, grazie a un legame profondissimo con la natura e con altre donne come lei, che mantengono l'equilibrio fra Bene e Male. Eppure, quando nella hall dell 'hotel di famiglia si presentano quattro nuovi ospiti, Matilde non capisce subito chi sono. La nonna è convinta di avere di fronte le Apocalissi venute a distruggere l'umanità, ma non può essere vero: che male possono fare degli innocui vecchietti che si limitano a sorseggiare tè elaborando piani strampalati? E in ogni caso ci sono sempre le Curatrici, in grado di placare i poteri delle Apocalissi e salvaguardare il mondo. Quando, però, Steno apre per sbaglio un portale che collega passato e presente, le cose si complicano, perché il nuovo passaggio lascia campo libero ai quattro flagelli... Basteranno il coraggio di Matilde e l'intuito di Steno per dare al mondo la possibilità di salvarsi?

Tutta la vita che resta
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Recchia, Roberta

Tutta la vita che resta

RIZZOLI, 05/03/2024

Abstract: Uno strappo che sembrava impossibile da ricucire, una famiglia che nel corso degli anni ritrova la strada nella forza dei legami. Ci sono libri che ti entrano dentro, che ti accompagnano per mano nella vita di tutti i giorni. È ciò che succede con l'esordio magnetico di Roberta Recchia, una storia da cui non ci si stacca, con protagonisti vivi, autentici. Come Marisa e Stelvio Ansaldo, che nella Roma degli anni Cinquanta si innamorano nella bottega del sor Ettore, il padre di lei. La loro è una di quelle famiglie dei film d'amore in bianco e nero, fino a quando, anni dopo, l'adorata figlia sedicenne Betta - bellissima e intraprendente - viene uccisa sul litorale laziale, e tutti perdono il proprio centro. Quell'affetto e quella complicità reciproca non ci sono più, solo la pena per la figlia persa per sempre. Nessuno sa, però, che insieme a Betta sulla spiaggia c'era sua cugina Miriam, al contrario timida e introversa, anche lei vittima di un'indicibile violenza. Sullo sfondo di un'indagine rallentata da omissioni e pregiudizi verso un'adolescente che affrontava la vita con tutta l'esuberanza della sua età, Marisa e Miriam devono confrontarsi con il peso quotidiano della propria tragedia. Il segreto di quella notte diventa un macigno per Miriam fin quando - ormai al limite - l'incontro con Leo, un giovane di borgata, porta una luce inaspettata: l'inizio di un amore che fa breccia dove nessuno ha osato guardare. Tutta la vita che resta è un romanzo prezioso e dolcissimo, doloroso, accogliente, intimo e corale, che esplora i meccanismi della vergogna e del lutto, ma soprattutto dell'affetto e della cura, e li fa emergere con una delicatezza sapiente, capace di incantare e sorprendere.

Antologia degli sconfitti
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Zancan, Niccolò

Antologia degli sconfitti

EINAUDI, 13/02/2024

Abstract: Sui diseredati. Su quelle donne e quegli uomini poveri e impoveriti, esclusi dalla ricchezza e dal dibattito pubblico. Sui vivi a stento. Sono vite che si muovono su un piano inclinato. Quando manca la prospettiva, esiste solo il presente, e ci si cade dentro come fosse un precipizio. L'affitto da pagare. La bolletta della luce. Trovare i soldi per il dentista e trovare un senso, un po' di bellezza. Di mese in mese. Un eterno presente. Vite declinanti, senza riparo. Esistono i salvati e gli altri, questo libro è per gli altri. L'ex sindacalista della Cgil picchiata in strada per una questione di principio. L'aspirante giornalista pagato 3,30 lordi a cartella. Il ladro rimasto incastrato nel buco che stava scavando per fare un colpo a Roma. La barista di Portofino il cui stipendio mensile vale 340 bottigliette d'acqua, di quelle bottigliette che lei stessa porta in tavola. In un tempo in cui conta soltanto chi vince, e la vittoria consiste nell'arricchimento e nella notorietà, tutti gli altri perdono. E perdono anche il diritto alla soddisfazione, alla bellezza, alla pace. È saltato il paradigma che sorreggeva il secolo scorso. Niccolò Zancan racconta storie vere del nostro tempo, con l'urgenza della cronaca e la penna della poesia.

I racconti
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Cortázar, Julio - Franco, Ernesto - Franco, Ernesto - Martinetto, Vittoria - Franco, Ernesto - Nicoletti Rossini, Flaviarosa - Fabri, Stefania - Greppi, Cesare - Rizzotti, Cecilia - Vian, Cesco

I racconti

EINAUDI, 13/02/2024

Abstract: "Chi non legge Cortázar è spacciato. Non leggerlo è una malattia molto seria e invisibile, che col tempo può avere conseguenze terribili". Pablo Neruda Che la letteratura argentina abbia dato nuovo spazio vitale a un glorioso genere narrativo quale il racconto fantastico, è cosa nota. Dopo Borges, Julio Cortázar ha avuto, in questo, un ruolo preminente. La caratteristica del suo modo di narrare è la precisione realistica in cui la trasfigurazione visionaria affonda le radici, dando vita a una galleria quasi metafisica di personaggi invisibili, dove il misterioso e l'irrazionale prendono corpo tra atmosfere popolari e ambienti altolocati, sullo sfondo di una Buenos Aires multiforme. A cent'anni dalla nascita del grande scrittore argentino, la raccolta piú completa dei suoi racconti: una perfetta introduzione all'opera di Cortázar, un "bestiario" di ossessioni, figure immaginarie, nate da una fantasia attica, eppure descritte con dolorosa determinazione.

Storie di cronopios e di famas
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Cortázar, Julio - Calvino, Italo - Nicoletti Rossini, Flaviarosa

Storie di cronopios e di famas

EINAUDI, 13/02/2024

Abstract: "Chiunque non legga Cortázar è condannato". Pablo Neruda "I cronopios e i famas, due geníe d'esseri che incarnano con movenze di balletto due opposte e complementari possibilità dell'essere, sono la creazione piú felice e assoluta di Cortázar. Dire che i cronopios sono l'intuizione, la poesia, il capovolgimento delle norme, e che i famas sono l'ordine, la razionalità, l'efficienza, sarebbe impoverire di molto, imprigionandole in definizioni teoriche, la ricchezza psicologica e l'autonomia morale del loro universo. Cronopios e famas possono essere definiti solo dall'insieme dei loro comportamenti. [...] Del resto, osservando bene, si vedrà che è una determinazione degna dei famas che i cronopios mettono nell'essere cronopios, e che nell'agire da famas i famas sono pervasi da una follia non meno stralunata di quella cronopiesca". Italo Calvino

Il persecutore
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Cortázar, Julio - Boccadoro, Carlo - Nicoletti Rossini, Flaviarosa

Il persecutore

EINAUDI, 13/02/2024

Abstract: "Questo lo sto suonando domani" Secondo lo stesso Cortázar, Il persecutore è stato il suo momento di svolta, il passaggio da moduli narrativi borgesiani in cui i personaggi sono solo figure del fantastico a un tipo di racconto in cui la narrazione si incarna nel personaggio, è il personaggio. Nel 1955 Cortázar stava cercando il protagonista di un racconto su un artista: lesse un lungo necrologio su Charlie Parker, il grande jazzista morto in quei giorni, e ne rimase fulminato. In un'intervista disse che si mise a scrivere il racconto il medesimo giorno. Dunque attraverso Johnny Carter (cioè Charlie Parker) e Bruno, intellettuale e critico musicale, si snoda il rapporto ambiguamente dialettico tra creatività e razionalità. Altro tema fondamentale è quello della ricerca di un tempo sospeso, in cui passato, presente e futuro convivono compressi. È il tempo che Cortázar sentiva quando andava in métro, ed è quello che Parker provava a riprodurre col suo innovativo e geniale modo di suonare il sax. Ingrediente fondamentale di questo racconto, e in generale dell'opera di Cortázar, è il tempo. Johnny dedica molti dei suoi monologhi allucinati a quest'argomento: "La musica mi tirava via dal tempo, anche se è solo un modo di dire. Se vuoi sapere quello che realmente sento, io credo che la musica mi spingeva dentro il tempo. Ma allora si deve credere che questo tempo non ha niente a che vedere con... be, con noi, per così dire". Il tempo è presenza reale, sebbene immateriale: Johnny ne parla come di qualcosa che esiste e sfugge allo sguardo, come i misteriosi personaggi inventati da Cortázar nel racconto Casa occupata (presente nella raccolta Bestiario) che costringono i due protagonisti ad abbandonare la loro abitazione, invasa non si sa bene da chi. Queste presenze esistenti e allo stesso tempo invisibili sono molto amate dallo scrittore, e nel Persecutore si incarnano nell'idea stessa di un tempo onnipresente e sfuggente, autentico protagonista che si esplicita musicalmente nell'accelerazione della pulsazione bebop rispetto a quella del precedente stile swing. dalla prefazione di Carlo Boccadoro

L'arte della politica
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Plutarco - Carena, Carlo

L'arte della politica

EINAUDI, 13/02/2024

Abstract: Lo storico e letterato di Cheronea trasferisce il ritratto teorico del politico incarnandolo in una serie di grandi e piccoli personaggi, delineando modelli, e secondo il suo stile accompagna a ogni passo il lettore familiarizzandolo con sovrani e condottieri, democratici e tiranni, oratori e poeti, persino con qualche profilo femminile e qualche canaglia. Il loro esempio, quale rappresentato "nei libri e nei discorsi della filosofia morale che trattano delle qualità lodevoli o riprovevoli dei costumi degli uomini, del governo degli Stati, dell'origine dei regni, della loro crescita e della loro intera conservazione, e delle cause che li rimpiccioliscono fino alla conclusione della loro decadenza e del loro crollo totale", è uno straordinario servizio che quei grandi possono rendere a chiunque eserciti il governo.dall'introduzione di Carlo Carena Traducendo alcuni Moralia e alcuni libri di Detti memorabili Carlo Carena, in questo suo ultimo lavoro che viene pubblicato purtroppo postumo, ha messo a punto un volume che rappresenta la summa dei pensieri di Plutarco sul tema della politica. Sia dal punto di vista delle qualità morali necessarie agli uomini politici, sia da quello degli ordinamenti legislativi. Plutarco sprona gli intellettuali ("i filosofi") ad occuparsi di politica, a consigliare re, principi e legislatori. Ma non per interesse personale e nemmeno per ambizione, bensí perché è un loro dovere mettere al servizio della collettività il proprio sapere e la propria saggezza. La virtú e il disinteresse devono essere il punto fermo di ogni approccio alla cosa pubblica. Sulle forme di governo Plutarco è abbastanza eclettico: in cuor suo - lo afferma chiaramente - ritiene che la monarchia sia il sistema migliore, ma il suo buon senso gli fa anche dire che il sistema migliore è quello in cui operino i politici migliori. Cioè: meglio una democrazia o un'oligarchia gestita da uomini capaci che una monarchia con un re incompetente o vanaglorioso. E viceversa. Come sempre un Plutarco non dogmatico sulle teorie, ma fermo sui principÎ di moralità, nelle vite private e tanto piú nella politica. "La politica non consiste solo nell'esercizio delle cariche, in ambascerie, urla nelle assemblee e furori tribunizi nella presentazione di disegni di leggi, secondo l'idea piú diffusa e come sono ritenuti senz'altro filosofi coloro che disputano dalla cattedra e discutono di libri. (...) Socrate era filosofo anche senza montare in cattedra né sedersi in poltrona e attenersi a un orario stabilito per conversare e passeggiare con i suoi discepoli; (...) Egli per primo dimostrò che la vita in ogni tempo, in ogni sua parte, in ogni circostanza e attività, e in tutto fa spazio alla filosofia. Simile deve essere la nostra opinione della politica: gli sconsiderati, siano essi generali o cancellieri o oratori nell'assemblea, non fanno politica ma demagogia, eccitano e suscitano fazioni platealmente o prestano la loro opera perché costretti. Chi invece pensa al vero bene comune e ama i suoi simili e la sua città e se ne preoccupa da vero politico, anche senza indossare l'uniforme, è costantemente presente a stimolare i potenti, a guidare chi ne ha bisogno, ad assistere chi decide, a dissuadere gli erranti, a incoraggiare i benpensanti; mostra che si cura degli interessi comuni non per diporto, né si reca al Consiglio come a teatro per uno spettacolo o una recita quando vi è sollecitato e in circostanze difficili, per primeggiare e per passatempo; e pur assente fisicamente, è presente col pensiero e s'informa, approvando o disapprovando ogni atto che vi si compie".

Democrazia e anarchia
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Di Cesare, Donatella

Democrazia e anarchia

EINAUDI, 13/02/2024

Abstract: La democrazia è legata da un nesso indissolubile con l'anarchia. Nel tempo delle svolte autoritarie, in cui si pretende di difendere la democrazia chiudendola e murandola, questo libro muove dal pensiero radicale per guardare al mattino greco della pólis. La storia monumentale viene cosí decostruita grazie a un'originale rilettura delle fonti: un racconto avvincente che mette in luce le sequenze ribelli, gli scenari rivoluzionari. Pronunciata con trepido entusiasmo o con attonito disprezzo, la parola demokratía, di cui viene ripercorsa sia la storia semantica sia quella politica, indica due eventi collegati: l'ingresso del popolo alla ribalta della storia e la revoca di ogni potere che presume di essere originario. Lo spettro dell'anarchia turba la città. Lo paventano i tragici, lo registrano gli storici, lo denunciano i filosofi. L'arché di padri, proprietari, autoctoni, eredi viene profondamente minata e destituita di legittimità, mentre si inaugura lo spazio della politica. "Né comandare, né essere comandati" è il sigillo della democrazia, lo stendardo della libertà an-archica. Protagoniste di questo racconto sono le donne. È una rivolta di straniere, in fuga da violenza familiare, a far emergere, in un verso di Eschilo, il composto che indica la capacità del popolo di affermarsi. La democrazia nasce con l'accoglienza. E il dêmos non potrà mai né regredire a éthnos, fondandosi su legami di sangue e di suolo, né tanto meno soffocare il conflitto e la divisione. In un confronto serrato tra gli altri con Hannah Arendt, Claude Lefort, Cornelius Castoriadis, Reiner Schürmann, Miguel Abensour, pensatori della democrazia dopo la deriva totalitaria, Donatella Di Cesare riporta alla luce un rimosso di secoli e apre un'inedita prospettiva di ricerca sul nuovo anarchismo.

Rayuela
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Cortázar, Julio - Prego, Omar - Nicoletti Rossini, Flaviarosa - Riera Rehren, Jaime - Buonafalce, Irene - Zavagna, Giulia

Rayuela

EINAUDI, 13/02/2024

Abstract: "Contro-romanzo", "cronaca di una follia", "il buco nero di un enorme imbuto", "un grido di allerta", "una specie di bomba atomica", "un appello al disordine necessario": con queste e altre espressioni venne salutato al suo apparire, nel 1963, Rayuela, uno dei capolavori del Novecento che ha cambiato la storia del romanzo e la vita delle persone che lo hanno letto. In una Parigi popolata da affittacamere xenofobe, intellettuali male in arnese, pianiste patetiche, scrittori distratti, facili vittime di incidenti stradali, l'eterno studente argentino Horacio Oliveira si muove attraverso la città e l'esistenza come attraverso le caselle del "gioco del mondo". Un percorso dalla terra al cielo, da Parigi a una Buenos Aires grottesca alla ricerca del Centro, della vera vita e soprattutto di Lucía, "la Maga", inconsapevole depositaria di ogni mistero e pienezza, l'unica che non dimentica che, in fondo, "per arrivare al Cielo servono solo un sassolino e la punta di una scarpa". A oltre cinquant'anni dalla prima pubblicazione Rayuela. Il gioco del mondo è accompagnato da un'appendice in cui Cortázar stesso racconta la storia del libro.