Trovati 856027 documenti.
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Il disertore / Siegfried Lenz ; traduzione dal tedesco di Riccardo Cravero
Pozza, 2017
Abstract: Walter Proska, giovane soldato tedesco proveniente dalla Masuria, scampato a un attentato delle forze partigiane a un treno di trasporto delle truppe diretto a Kiev, si ritrova, nell’ultima estate della Seconda guerra mondiale, a «Waldesruh», un forte che non ha nulla della pace silvestre che promette il suo nome. La foresta, infestata da mosche e zanzare, pullula di partigiani armati e il caldo è asfissiante. Tra quelle anguste mura, i soldati reagiscono ognuno a modo suo. Il sottufficiale Willi Stehauf elargisce sigarette, acquavite e sapone; Zwiczosbirski, «Gamba», intraprende una battaglia persa contro un enorme luccio; Ferdinand Ellerbrok, «Tonto», un trasandato ex artista di circo, cerca di addestrare una gallina; Wolfgang Kürschner, «Pan di latte», scrive lunghe lettere in cui discetta in modo grave e approfondito di morte e di conforto. E Proska si pone domande sempre piú pressanti: che cosa è piú importante, il dovere o la coscienza? Chi è il vero nemico? Si può agire senza rendersi colpevoli? E dove è finita la bella Wanda, la ragazza dai capelli rossi lucenti come seta e gli occhi turchesi scesa dal treno poco prima che saltasse in aria? Romanzo che narra di un giovane uomo posto dalle circostanze della storia dinanzi alla piú ardua delle decisioni – scegliere tra la cieca appartenenza alla propria terra e il proprio sentimento della giustizia – Il disertore si segnala come una delle opere piú rilevanti sugli anni che sconvolsero l’Europa e il mondo.
Madame de Treymes / Italo Svevo ; introduzione di Benedetta Tobagi ; traduzione di Marcella Bonsanti
Roma : Gruppo Editoriale L'Espresso, [2011]
I grandi della narrativa ; 25 - La biblioteca di Repubblica
Pozza, 2017
Abstract: «Scrivo su richiesta del mio avvocato, il signor Andrew Sinclair, che fin dal giorno della mia incarcerazione qui a Inverness mi ha trattato con una cortesia che so di non meritare. La mia vita è stata breve e priva di importanza, e non voglio certo sfuggire alla responsabilità per le cose che ho commesso ultimamente». Inizia così il memoriale del giovane Roderick Macrae, reo confesso di un triplice omicidio che, nel 1869, sconvolge la piccola comunità scozzese di Culduie, una frazione di sole nove case. Orfano di madre e figlio di un fittavolo in miseria, con una sorella di poco più grande, Jetta, e due fratelli gemelli molto più piccoli, Roddy ha dovuto abbandonare gli studi per lavorare la terra e guadagnare il denaro che serve alla sua famiglia col sudore della fronte. Le tribolazioni della famiglia Macrae hanno un solo nome: Lachlan Mackenzie. Lachlan vive al capo opposto del villaggio, insieme al fratello Aeneas e al cugino Peter. Un terzetto famoso per le bevute e le baruffe in cui è spesso coinvolto giù alla taverna di Applecross. Non è mai corso buon sangue fra i Macrae e il clan dei Mackenzie, un rancore che perdura da decenni benché nessuno ne ricordi più la causa, ma da quando Lachlan è stato eletto conestabile del villaggio, la famiglia Macrae non ha più pace. Col fervore di una volpe in un pollaio, Lachlan si è messo a controllare con puntiglio lo stato dei terreni, le condizioni dei sentieri e i fossati dell’appezzamento coltivato da Roderick Macrae, finché non ha trovato il modo dapprima di togliergli un quinto del podere e poi di inviargli una notifica di sfratto. Il giorno dopo lo sfratto, Lachlan viene trovato brutalmente assassinato e Roderick, ricoperto di sangue, viene avvistato nei dintorni del podere dei Mackenzie. Il ragazzo non esita a dichiararsi responsabile dell’omicidio e viene rinchiuso nel carcere di Inverness in attesa del processo, in cui verrà giudicato dalle migliori menti legali e psichiatriche del paese. L’unico a dubitare della confessione di Roderick, tuttavia, sembra essere proprio il suo avvocato, Andrew Sinclair. Roderick ha raccontato la verità? La sua condanna è giusta o immeritata? Attraverso un’affascinante ricostruzione storica, Graeme Macrae Burnet ha scritto un magnifico romanzo sulla giustizia, la criminalizzazione e il classismo nel tardo xix secolo in Scozia.
Alla fine della notte / Jan-Philipp Sendker ; traduzione dal tedesco di Alessandra Petrelli
Neri Pozza, 2017
Abstract: ’aria tiepida di una mite giornata autunnale accoglie Paul Leibovitz nel Sichuan, dove si è recato a fare visita all’amico Zhang. Dopo la nascita del figlio David, avuto dalla moglie Christine, Paul è riuscito a fare i conti con i propri fantasmi e a lasciarsi alle spalle il passato. Anche Zhang, l’amico poliziotto della squadra omicidi di Shenzen, ha cambiato radicalmente vita: da tre anni ha abbandonato la polizia e si è ritirato in un monastero buddhista nella sua città natale, Shi, per meditare e fuggire le tentazioni del mondo. Shi non è più la città dei ricordi di infanzia di Zhang. Jian Guo, astro nascente nel Partito comunista, un uomo estremamente ambizioso, la governa come un imperatore rosso, tra processi esemplari e crudeli esecuzioni. Durante la sua permanenza a Shi, Paul accompagna un giorno il figlio allo zoo dei panda. Qui, mentre il bambino osserva eccitato gli animali, Paul scorge una dozzina di giovani avanzare verso di loro. Hanno circa vent’anni, ridono ad alta voce e sfoggiano un abbigliamento estremamente curato. A dominare il gruppo è un ragazzo dall’aria carismatica, accompagnato da una ragazza bellissima, che ha occhi solo per il piccolo David. La giovane chiede di poter scattare alcune fotografie con il bambino. Rientrato in hotel, Paul attraversa a grandi passi la hall e lascia il passeggino accanto a una colonna di fronte al bagno degli uomini. Quando esce, due minuti più tardi, il passeggino è vuoto: David è svanito nel nulla. Raggiunto dalla moglie Christine, l’uomo si rivolge, disperato, alla polizia. Ma le forze dell’ordine non sono di nessun aiuto: attraverso il sistema di sorveglianza dell’albergo hanno compreso che cosa è accaduto al bambino e stanno provvedendo a distruggere le registrazioni. Perché dietro alla sparizione di David si cela qualcuno di molto potente, qualcuno abituato a ottenere sempre quello che desidera. Dall’acclamato autore del bestseller L’arte di ascoltare i battiti del cuore, Alla fine della notte, terzo romanzo della saga di Sendker dedicata alla Cina, costituisce una splendida conferma del talento dell’autore nel descrivere la dicotomia tra bene e male attraverso personaggi sapientemente descritti e una trama ricca di inaspettati colpi di scena.
I coraggiosi saranno perdonati / Chris Cleave ; traduzione dall'inglese di Laura Prandino
Pozza, 2017
Abstract: Londra, 1939. La Seconda guerra mondiale è appena scoppiata e la diciottenne Mary North, senza esitazione, si presenta volontaria al Ministero della Guerra per sostenere lo sforzo bellico. Intelligente, coraggiosa e piena di risorse, Mary ha una convinzione: sarebbe un'ottima spia. Grande è il suo sconcerto, perciò, quando viene inviata come insegnante in una scuola elementare locale, dove dovrà occuparsi dei bambini sfollati, soprattutto di quelli che nessuno vuole ospitare, come Zachary, l'unico bambino di colore della scuola. Mentre si batte per far valere la sua voce, Mary conosce Tom, un ispettore scolastico. Tom è intenzionato a ignorare la guerra, fino a quando non viene a sapere che il suo compagno di stanza e migliore amico, Alistair Heath, si è inaspettatamente arruolato. Tra Mary e Tom si crea un legame, qualcosa che potrebbe diventare amore, se non fosse che la ricomparsa di Alistair, tornato in licenza, cambierà tutte le carte in tavola. E Mary, cresciuta nella convinzione che «i coraggiosi saranno sempre perdonati», non esita a seguire il proprio cuore. Ambientato a Londra durante gli anni tra il 1939 e il 1942, quando i cittadini avevano solo una sottile speranza di sopravvivere, tanto meno di vincere, «I coraggiosi saranno perdonati» racconta una storia d'amore in tempo di guerra, ispirandosi al reale scambio epistolare tra i nonni di Chris Cleave. Un romanzo che racconta come, contro il grande teatro di eventi mondiali, sono le perdite intime, le piccole battaglie e i trionfi umani quotidiani quelli che ci cambiano di più.
Florence Grace / Tracy Rees ; traduzione dall'inglese di Alessandro Zabini
Neri Pozza, 2017
Abstract: Cornovaglia, metà Ottocento. Florence Buckley nasce a Braggenstones, un piccolo villaggio di contadini, unico nastro verde in una distesa di brughiere paludose, spazzate dal vento e dalla pioggia. Venuta al mondo in una notte carica di funesti pres sentimenti altrui e di riuscire a prevedere in qualche modo gli accadimenti. Divenuta una tredicenne alta e snella come una giovane betulla, in un tiepido settembre le viene offerta la possibilità di guadagnare un po’ di denaro lavorando come cameriera al ricevimento di Mr e Mrs Beresford di Truro. La ragazza accetta con entusiasmo, attratta dall’idea di affacciarsi a un mondo completamente sconosciuto. Mentre osserva rapita quell’universo di luci e colori in cui si muovono affabili gentiluomini e nobildonne raggianti di gioia, la sua attenzione viene catturata da due giovani uomini. Uno ha il sorriso gentile, i capelli dorati e limpidi occhi castani simili ai laghetti nelle brughiere. L’altro è imbronciato, con il volto pallido nascosto da un ciuffo di capelli fini e lisci come seta. Sono i fratelli Grace, Sanderson e Turlington, eredi di una delle famiglie più ricche e discusse di Inghilterra. Qualcosa suggerisce alla ragazza che l’incontro con i Grace non è stato affatto casuale, un presentimento che non l’abbandona fino al giorno in cui Nan, sentendosi vicina alla fine della sua vita, decide di rivelarle un segreto a lungo taciuto: Florrie è una Grace. Sua madre, Elizabeth, veniva da Londra e apparteneva a quell’influente famiglia, distintasi, negli anni, per la bellezza, la temerarietà e la fortuna sfacciata dei suoi membri. Orgogliosi e litigiosi, i Grace hanno per capostipite il temibile Hawker Grace, detto Lucifero. L’uomo che, anni prima, ha ripudiato e diseredato sua figlia Elizabeth, colpevole di essersi innamorata di un giovane di umili origini.
Shantaram / Gregory David Roberts ; traduzione di Vincenzo Mingiardi
Pozza, 2016
Abstract: Il bus della scalcagnata Veterans' Bus Service è appena arrivato al capolinea di Colaba, la zona di Bombay dove si concentrano gli alberghi a buon mercato. Greg è il primo a mettere piede sul predellino e a farsi largo tra la folla di faccendieri, venditori di droga e trafficanti d'ogni genere in attesa davanti alla portiera. Ha una chitarra a tracolla, un passaporto falso in tasca e un turbinio di pensieri ed emozioni in testa. Nel tragitto dall'aeroporto a Colaba ha pensato di essere sbarcato in una città dopo una catastrofe. Davanti ai suoi occhi si è spalancata una distesa sterminata di miserabili rifugi fatti di stracci, fogli di plastica e carta, stuoie e stecchi di bambù. Greg è un uomo in fuga. Era un giovane studioso di filosofia e un brillante attivista politico all'università di Melbourne, è diventato un rivoluzionario che ha soffocato i propri ideali nell'eroina, un filosofo che ha smarrito l'integrità nel crimine, uno dei most wanted men australiani, condannato a 19 anni di carcere per rapina a mano armata, catturato e scappato dal carcere di massima sicurezza di Pentridge. A Bombay, Grag diventerà uno Shantaram, un uomo della pace di Dio, allestirà un ospedale per i mendicanti e gli indigenti, reciterà nei film di Bollywood, stringerà relazioni pericolose con la mafia indiana. Da Bombay partirà per due guerre, in Afghanistan e in Pakistan, tra le fila dei combattenti islamici...
Marca gioiosa / Roberto Plevano
Neri Pozza, 2017
Abstract: Non c’è pace nella Provincia durante gli anni dell’Impero di Otone. Le tonache grigie del venerabile Arnaut, i Christi milites, i mastini di Dio, braccano chiunque sia in odore di eresia per offrirne la testa alla spada dei crocesignati, i militi venuti da settentrione, che si sono ricoperti di gloria oltremare dove hanno ricacciato il Saladino, ma che in realtà sono un esercito di ubriachi fuori di senno, un ordine di armati folli, capaci delle efferatezze piú crudeli. A Besièrs, città della Provincia, torna un giorno il giovane Amalrico. Ha terminato l’apprendistato dal suo maestro di Tolosa ed è ansioso di riabbracciare il padre birocciaio e i compagni d’infanzia. Ma trova ovunque morte e distruzione. Un dio folle e criminale sembra aver preso possesso dell’aria, dell’acqua e della terra. Insieme con Uc de San Sir, un giovane giullare incontrato nell’accampamento dei soldati, Amalrico scampa miracolosamente al coltello di un crocesignato e vaga per le terre della Provincia. Un viaggio in cui il giullare si rivela autentico socius, uomo di corte e di curia, oltre che menestrello esperto nell’arte del trobar. A Baxian si compie il suo destino, segnato dalla guerra e dall’amore, come si conviene a un ragazzo del XIII secolo. Romanzo vincitore della II edizione del Premio Neri Pozza, Marca gioiosa brilla per la raffinatezza della lingua (i riferimenti alla lirica trobadorica e ai poeti d’amore sono sapientemente sparsi nel libro) e per l’affascinante ricostruzione storica che trasporta il lettore nelle ricche città della Marca (Verona, Vicenza, Treviso, Bassano) al tempo di Ottone IV di Brunswick e di Federico II, un’epoca in cui Impero e Papato si confrontano senza esclusione di colpi. Piú di tutto, però, l’opera è un magnifico romanzo d’avventura, dove al lettore è dato imbattersi in impertinenti menestrelli e saggi eruditi, sfrontate e pudiche dame di corte, pavidi e temerari uomini d’arme.
Scenari italiani / Edith Wharton ; introduzione di Attilio Brilli ; traduzione di Simonetta Neri
Savigliano : Aragno, [2011]
Biblioteca Aragno
Abstract: Scenari italiani di Edith Wharton è il più affascinante "viaggio in Italia"scritto dopo Goethe e dopo Stendhal. E lo è per quel suo consapevole frapparsi fra il viaggio sette-ottocentesco, con le sue categorìe estetiche e le sue lentezze, e il turismo moderno con i suoi sguardi frettolosi gettati su luoghi inesorabilmente omogeneizzati. Quello della scrittrice americana è un viaggio moderno che ingloba una lunga tradizione per trame il succo e poi trascenderla in nome della propria autonomia culturale ed estetica, un'autonomia che va oltre la lettura gotica di Ruskin, oltre l'aureo rinascimento di Pater o le sensazioni di Bourget in favore dì una visione più eclettica della civiltà italiana. Protagonista del libro è infatti il paesaggio, anzi potremmo dire che questi "scenari" compongono il più bel libro che sia stato scritto sul paesaggio italiano e sul modo in cui lo si debba osservare e conservare. Pur essendo ben lontana dal presagire le geremiadi del viaggio italiano di Ceronetti, straordinariamente attuali si rivelano alcuni moniti che Edith Wharton enuncia nel corso dei suoi iti-nerari, a cominciare dagli italiani ai quali rimprovera l'eccessiva tendenza a impoverire il territorio trasferendone le opere d'arte nell'atmosfera asettica dei musei, ai collezionisti d'oltreoceano che quel territorio contribuiscono a depredare. Senza contare che gli itinerari della nostra viaggiatrice sì rivelano ancor oggi inconsueti, se non inediti, e in grado di restituire al turista l'illusione momentanea di farsi viaggiatore.
Una pagina di storia e altri racconti / Romain Gary ; traduzione di Riccardo Fedriga
Pozza, 2014
Abstract: A tutti è dato a un certo punto di dover fare i conti con le proprie ambizioni, i propri sogni e le proprie realizzazioni. A coloro, tuttavia, per i quali sogni, ambizioni e realizzazioni hanno il compito di tenere a bada o celare una natura fragile, una sensibilità eccessiva o un'origine sconveniente, questi momenti critici si danno spesso sotto forma di naufragi definitivi, catastrofi ineludibili, vergogne inappellabili. In queste storie, contenute in Les oiseaux vont mourìr au Pérou, un'opera più ampia scritta nel 1960, subito dopo aver lasciato la diplomazia, Romain Gary tratta con ironia e tono scanzonato di queste catastrofi e di queste inappellabili, sublimi vergogne. C'è, ad esempio, il conte di N., ambasciatore di stanza a Istanbul, la città in cui le civiltà vengono a morire in bellezza. Alto, sottile, con un'eleganza che ben si accompagna a mani lunghe e delicate, il conte vagheggia di essere nominato a Roma. In realtà, un segreto struggimento lo rode, una fragilità che le buone maniere non sempre bastano a proteggere, e che lui attribuisce a un temperamento artistico inappagato. Il tono scanzonato con cui Gary tratta di questi destini non deve ingannare. Come lui stesso ebbe modo di dichiarare, al centro di questi racconti è le phénomène humain, qualcosa che non cessava di sconcertarlo al punto da farlo esitare tra la speranza di una qualche rivoluzione biologica o di una rivoluzione in quanto tale.
I rifugiati / Viet Thanh Nguyen ; traduzione dall'inglese di Luca Briasco
Pozza, 2017
Abstract: «In un paese dove i beni di proprietà erano l'unica cosa che contasse, non avevamo niente che ci appartenesse, a parte le storie». Così suona un passo contenuto in uno dei magnifici racconti di questo libro che Viet Thanh Nguyen ha voluto dedicare ai «rifugiati sparsi in tutto il mondo». È l'affermazione di una giovane vietnamita, la cui infanzia, in fuga dagli orrori della guerra, è stata segnata dalla drammatica esperienza di un barcone alla deriva e dalla morte del fratello ragazzino. A un certo punto della sua adolescenza negli Stati Uniti, la donna si imbatte nell'esperienza propria di ogni rifugiato: scoprire di non possedere niente, se non le storie, raccontate dai genitori o serbate nel proprio personale ricordo, che mostrano l'impossibilità di voltare le spalle al passato, alle persone e alle cose del vecchio mondo perduto. Come «indumenti abbandonati dai fantasmi», esse riaffiorano inevitabilmente. L'impossibilità dell'oblio che, come un macigno, pesa sulla necessaria ricerca di nuove identità ed appartenenze attraversa da cima a fondo tutte le storie narrate in questo libro. Dal giovane Liem che non riesce più a riconoscere sé stesso nell'istante in cui apprende davvero che cosa significa a San Francisco dire di due maschi che sono una coppia «in senso romantico»; alla proprietaria del New Saigon Market che nella sua bottega, uno dei pochi posti a San Jose dove i vietnamiti possono acquistare il riso al gelsomino e l'anice stellato, vede riapparire i fantasmi della guerra nella persona della signora Hoa, ossessionata dall'idea della vendetta nei confronti dei comunisti che le hanno ucciso il figlio; a James Carver, nero cresciuto in Alabama, che a Quàng Tri, in Vietnam, scopre di aver generato una figlia fuori posto in «un mondo deciso ad assegnare a ciascuno il posto che gli spetta», l'inquieta ricerca di una nuova identità da parte di uomini con «due facce e due menti diverse», già oggetto delle pagine de "Il simpatizzante", riemerge con chiarezza in quest'opera.
I frutti del vento / Tracy Chevalier ; traduzione dall'inglese di Massimo Ortelio
Nuova ed.
Neri Pozza, 2017
Abstract: Nella prima metà del XIX secolo James e Sadie Goodenough giungono nella Palude Nera dell’Ohio dopo aver abbandonato la fattoria dei Goodenough nel Connecticut. Il padre di James, un vecchio scorbutico cui Sadie non è mai andata a genio, ha parlato chiaro un giorno: meglio che il suo secondogenito, e la sua giovane e troppo prolifica consorte, andassero a cercare fortuna altrove, all’ovest, magari, dove la terra abbonda. La Palude Nera è una landa desolata: l’acqua puzza di marcio, il fango scuro si appiccica alla pelle e ai vestiti e la malaria d’estate si porta via sempre qualcuno. Anziché spingersi nella prateria dove la terra è buona e solida sotto i piedi, James Goodenough decide però di costruire la sua casa di legno proprio nella Palude Nera, in riva al fiume Portage. La legge dell’Ohio prevede che un colono possa fare sua la terra se riesce a piantarvi un frutteto di almeno cinquanta alberi. Una sfida irresistibile per James Goodenough che ama gli alberi più di ogni altra cosa, poiché gli alberi durano e tutte le altre creature invece attraversano il mondo e se ne vanno in fretta. In quella terra perciò, dove gli acquitrini si alternano alla selva più fitta, James pianta e cura poi con dedizione i suoi meli: un magnifico frutteto di cinque file di alberi col piccolo vivaio in disparte. Un frutteto che diventa la sua ossessione; la prova, ai suoi occhi, che la natura selvaggia della terra, con il suo groviglio di boschi e pantani, si può domare. La malaria si porta via cinque dei dieci figli dei Goodenough, ma James non piange, scava la fossa e li seppellisce. Si fa invece cupo e silenzioso quando deve buttare giù un albero. La moglie, Sadie, beve troppa acquavite e diventa troppo ciarliera quando John Chapman, l’uomo che procura i semi delle piante alle fattorie lungo il Portage, si ferma a cena. In quelle occasioni, James la vede con altri occhi: scorge il turgore dei seni sotto il vestito azzurro, i fianchi rotondi e sodi nonostante i dieci figli. Ma poi non se ne cura. Finché, un giorno, la natura selvaggia non della terra, ma di Sadie esplode e segna irrimediabilmente il destino dei Goodenough nella Palude Nera, in primo luogo quello di Robert, il figlio dagli occhi d’ambra quieti e intelligenti, e della dolce e irresoluta Martha.
Prima dell'alba / Paolo Malaguti
Neri Pozza, 2017
Abstract: Alle 6,30 del 27 febbraio 1931 il trillo violento del duplex manda all’aria uno dei sogni più belli, con tanto di fiammante Fiat 521 Coupé, fatti dall’ispettore Ottaviano Malossi, 32 anni, sposato da cinque, ufficiale della Polizia di Stato nella questura centrale di Firenze. Dall’altro capo del telefono il collega Vannucci gli dice che è atteso alla stazione dagli agenti della Ferroviaria... con una certa urgenza, visto che c’è di mezzo un morto. Il tempo di trangugiare l’orzo riscaldato dalla sera prima nel buio del cucinino, salutare la moglie, inforcare la bicicletta, che Malossi si ritrova al cospetto degli agenti e poi su un treno diretto a Calenzano dove, riverso sulla massicciata, sul lato esterno della linea che scende da Prato, giace il cadavere del morto in questione. Vestito in maniera seria ed elegante, il morto porta i chiari segni di una caduta: tracce di polvere biancastra sulla schiena, uno strappo alla cucitura della manica sinistra, un altro strappo all’altezza del ginocchio destro. Il volto è quello di un uomo anziano e ben curato, capigliatura candida, pizzo lungo e folto. Gli uomini accorsi per primi sul posto lo guardano con un’espressione di timore mista a reverenza. Nel sole accecante del mattino Malossi non tarda a scoprire il perché. Le tessere della Milizia volontaria e del PNF contenute nel portafoglio del morto mostrano generalità da far tremare i polsi: Graziani Andrea, nato a Bardolino di Verona, il 15 luglio 1864, Luogotenente Generale della Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale. Un caso spinoso, dunque, per cui bisogna fare presto, trovare i colpevoli, se ve ne sono, ma soprattutto consegnare quanto prima il corpo dell’eroe agli onori che la Patria vuole tributargli. Resta da chiarire, però, come Graziani sia finito riverso al suolo sulla scarpata opposta a quella di marcia del treno su cui viaggiava: si è suicidato, spiccando letteralmente un balzo fuori dal portello, oppure qualcuno, prima dell’alba, lo ha spinto con violenza giù dal convoglio? Malossi inizia a scavare con prudenza, tra resistenze, false piste e pressioni dall’alto, in un viaggio alla ricerca della verità che, dai binari della linea Prato-Firenze, lo condurrà lontano nel tempo, fino all’ottobre del 1917, sulle tracce di un fante italiano testimone silenzioso del disastro di Caporetto e, prima ancora, di una vita di trincea resa intollerabile dai massacri e dal rigore insensato di una gerarchia pronta a far pagare con la fucilazione anche la più banale infrazione del regolamento. Nel centenario della «disfatta» di Caporetto, Paolo Malaguti compone un impeccabile romanzo che getta una luce nuova sulle scelte, di memoria e celebrazione, di oblio e censura, fatte dall’Italia «vittoriosa» attorno al mito della Grande Guerra e al destino dei troppi caduti di quella inutile strage che, a parere di molti, segnò la vera fine della civiltà europea.
Alla ricerca di Velàzquez / Laura Cumming ; traduzione di Simona Fefè
Neri Pozza, 2017
Abstract: Inghilterra, 1845. All'asta di un collegio, una di quelle aste in cui si incappa in vecchi letti di ferro arrugginiti, grammatiche latine sporche di inchiostro e tappeti a buon mercato, il libraio John Snare si imbatte in qualcosa di straordinario. In alto sulla parete, quasi fuori dalla vista, c'è un quadro sporco e annerito che ritrae il re Carlo I in gioventù. Il dipinto viene definito un «presunto Van Dyke» ma Snare conosce la storia dell'arte abbastanza bene da credere che il quadro possa essere l'opera di un grande maestro, Velázquez. Pulendo un angolo del quadro con un dito bagnato di saliva, Snare svela Carlo I come nessuno lo aveva mai visto prima, fresco e fiorito, reso nei grigi spettrali, nei verdi e nell'argento di Velázquez, così diverso dalle interpretazioni successive di Van Dyke. John Snare decide di acquistare il quadro, nel tentativo di scoprire la sua storia. Una ricerca che si tramuterà presto in ossessione...
Infanzia prussiana / Marion Donhoff ; traduzione di Giuseppina Trentini
Vicenza : Pozza, copyr. 2005
Abstract: Marion Dönhoff è stata una grande signora del giornalismo europeo del XX secolo, come giornalista prima, come capo redattore poi e, infine, come editore di Die Zeit, il settimanale liberal tedesco. Membro di una delle grandi famiglie della Prussia orientale, evoca nelle pagine di questo libro la vita, i paesaggi, i volti della sua patria perduta e della sua infanzia.
La natura della grazia / William Kent Krueger ; traduzione di Alessandro Zabini
Neri Pozza, 2017
Abstract: Minnesota, 1961. È un momento di innocenza e di speranza per un paese con un nuovo, giovane presidente. Per il tredicenne Frank Drum, invece, quella del 1961 è un'estate triste, in cui la morte ha visitato spesso la sua famiglia e ha assunto molte forme: incidente, cause naturali, suicidio e omicidio. L'estate, per Frank, inizia con le normali preoccupazioni di ogni adolescente, ma ben presto una lunga serie di tragedie colpisce la sua famiglia: il padre, ministro metodista; la madre, appassionata artista; la sorella maggiore e il suo saggio fratello. Frank si ritrova improvvisamente coinvolto in un mondo adulto pieno di segreti, bugie, adulterio e tradimento, chiamato a dare prova di una maturità e di buon senso che vanno ben oltre la sua giovane età. Un'estate fatidica, raccontata da un Frank ormai quarantenne che prova a dare un senso al suo passato, rivivendolo.
Il mago e la figlia del boia / Oliver Pötzsch ; traduzione di Alessandra Petrelli
Pozza, 2017
Abstract: Baviera, 1666. A vent’anni circa dalla fine della guerra dei Trent’anni, il flusso di pellegrini verso il celebre monastero bavarese di Andechs, rinomato per le sue antichissime reliquie miracolose, nonché per la sua birra capace di donare l’oblio, è il più intenso a memoria d’uomo. In un’epoca di carestie, calamità naturali, lupi affamati e bande di briganti, la gente cerca con particolare slancio la protezione della chiesa e, sulla strada per Andechs, ci sono anche Simon, medico di Schongau, e sua moglie Magdalena, la figlia del boia Jakob Kuisl. Manca ancora una settimana alla solennità delle Tre Ostie, considerata una delle feste religiose più importanti della Baviera, ma l’abate Maurus Rambeck ha già inviato messaggeri nei paesi del circondario per invitare i pellegrini a presentarsi in anticipo al Sacro Monte. Quattro mesi prima un fulmine ha colpito il campanile della chiesa del monastero, la copertura del tetto è stata distrutta dalle fiamme e gran parte della navata meridionale è crollata. Eppure Magdalena sembra di scorgere, proprio lassù, una minuscola luce che segnala la presenza di qualcuno. Desiderosa di indagare, la figlia del boia non esita a raggiungere la vetta del campanile, quando una figura vestita di nero sfreccia verso di lei, aggredendola e facendola quasi precipitare nel vuoto. Nel frattempo, Simon si trova ad avere a che fare con la morte improvvisa dell’assistente di frate Johannes, il farmacista del villaggio, un uomo con la faccia del diavolo e la tonaca di un monaco. Quando viene ritrovato il cadavere di un altro novizio e il frate orologiaio, Virgilius, noto tra i confratelli per i suoi esperimenti al limite della moralità, scompare misteriosamente, i sospetti cadono proprio sul frate farmacista, che è subito imprigionato e consegnato al tribunale regionale. Magdalena riesce a parlare con l’accusato e scopre così che si tratta di un carissimo amico di gioventù del padre. L’intervento del boia di Schongau si rende perciò necessario. Cosa collega le morti misteriose, la scomparsa del frate «stregone» e la sinistra luce che ogni notte illumina il campanile del monastero di Andechs? E chi si cela sotto la tonaca nera dell’uomo che vigila da lassù? Toccherà al boia Kuisl e a sua figlia Magdalena indagare alla ricerca della verità.
Regno animale / Jean-Baptiste Del Amo ; traduzione dal francese di Margherita Botto
Neri Pozza, 2017
Abstract: È la fine del XIX secolo. Nell'ingrata campagna francese, i contadini tentano disperatamente di far fruttare qualche acro, pascolano nella melma, si scaldano al fiato delle bestie. La maggior parte di loro sta con la pancia vuota, risparmia su tutto, parla poco. L'avarizia, la sporcizia, la malevolenza e l'invidia regnano incontrastate. Marcel e Léonore sono cugini. Si sposano ed ereditano un appezzamento di terra. Marcel lavora duramente e a forza di braccia riesce a mantenere la fattoria di famiglia. Nel 1914 è spedito però al fronte, da dove torna alcolizzato e violento. Per esorcizzare l'orrore, si rimette a lavorare come un dannato e, pur abbrutito dall'alcol, trasforma la fattoria in una piccola azienda di allevamento di maiali. Dopo mezzo secolo, nel 1981, l'azienda è ancora lì, con la vecchia Léonore, il figlio Henri e i nipoti. Tre generazioni, che vivono ora in una moderna azienda di allevamento intensivo di maiali. La sporcizia e la malevolenza di un tempo hanno cambiato di segno: sono divenute industria dell'orrore nei confronti degli animali. Henri regna come un despota su una famiglia distrutta dal mondo moderno: un figlio alcolizzato, una figlia depressa, un bambino che presenta chiari segni di autismo. Non cessa però un solo istante di perseguire l'aumento della produttività del suo allevamento di maiali. Tutte le sue speranze sono riposte in un verro (un maiale maschio destinato alla riproduzione) mostruoso, nato dall'accoppiamento con un cinghiale. È la Bestia, un distruttore sorto dalla follia umana mascherata da razionalità economica.
Il fosso / Herman Koch ; traduzione dall'olandese di Giorgio Testa
Neri Pozza, 2017
Abstract: Quando Robert Walter, popolare sindaco di Amsterdam già al secondo mandato, vede la moglie Sylvia gettare la testa all’indietro in una risata, mentre sta chiacchierando con uno dei suoi assessori, un tizio insopportabilmente pedante, sospetta subito il peggio. Nonostante un matrimonio lungo e felice, Robert è convinto che Sylvia si stia prendendo gioco di lui e che abbia un amante. Inizia quindi a osservare ogni movimento, ogni cambiamento d’umore e di abitudini della moglie, in un regime di paranoia che cresce di giorno in giorno. Nel frattempo riceve una telefonata dal padre novantacinquenne che vuole lo accompagni, improvvisamente, a scegliere la propria tomba al cimitero. Il desiderio di coinvolgere Robert in questa commissione è il pretesto per una cruciale discussione in cui Robert viene a sapere che entrambi i genitori hanno deciso di optare per il suicidio assistito: il terrore del decadimento fisico definitivo, di dover gravare su Robert e doversi affidare alle sue cure sembrano diventare la prospettiva più preoccupante, perfino della morte. Quando Robert rientra, stordito dalla rapidità con cui gli eventi si susseguono in maniera asettica, riceve un altro colpo basso: una giornalista ha riesumato, in un servizio fotografico degli anni Sessanta, un fotogramma in cui si vedono tre ragazzi picchiare a bastonate un poliziotto durante una manifestazione contro la guerra in Vietnam. L’uomo è rimasto invalido e qualcuno ha fatto trapelare la notizia che il giovane che imbraccia il bastone sia proprio Robert.