Trovati 855143 documenti.
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Elliot, 22/01/2017
Abstract: Ogni stagione dell'anno ha le sue suggestioni e le sue storie irrinunciabili, che sanno raccontare la meraviglia e l'inquietudine di fronte alla natura: la gioia imprevedibile della primavera, lo sfarzo dell'estate, le benedizioni dell'autunno e infine la cupa allegria delle feste d'inverno. Immaginate un camino acceso, odore di resina bruciata e volti illuminati dal fuoco prima di sfogliare le pagine di questa breve raccolta, che propone alcune ballate invernali tradizionali commiste a leggende popolari da tutto il mondo. Contributi di: James Russell Lowell, Ralph Waldo Emerson, Margaret T. Canby, Madison Cawein, Frank Dempster Sherman, Mary Mapes Dodge, Anna E. Skinner, Harriet Louise Jerome, Henry Wadsworth Longfellow, Nathaniel Hawthorne
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Elliot, 22/01/2017
Abstract: Rimasta orfana di entrambi i genitori, Lois è costretta a lasciare l'amata casa del padre, pastore anglicano, e a partire per l'America, dove sarà accolta dagli zii puritani che vivono nel villaggio di Salem. La giovane, onesta e timorata di Dio, fa fatica fin da subito ad adattarsi alla nuova vita oltreoceano, in particolare nell'incontro con una parte della sua famiglia a lei sconosciuta, che scopre essere dominata dall'egoismo, dal sospetto, dalla discordia e dalla gelosia. Siamo alla fine del Seicento e la cittadina di Salem è in preda alla paura: la superstizione sta guidando i gesti della comunità, tutti rischiano di venire accusati di stregoneria, e Lois è in pericolo soprattutto tra le mura domestiche. Una novella gotica e cupa, in cui Elizabeth Gaskell si confronta con l'idea del male e con le conseguenze distruttive che ne derivano.
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Elliot, 22/01/2017
Abstract: Dal fantasma inesperto, descritto da H.G. Wells, che non sa ancora bene come apparire e scomparire, ed è obbligato a chiedere aiuto alle sue "vittime"; al tribunale in cui lo spirito del morto diventa il tredicesimo giudice per incastrare il proprio assassino, in uno dei racconti più celebri di Charles Dickens; dall'apparizione che invita il protagonista a visitare le stanze della Casa del Passato di Algernon Blackwood; alle Ombre sul muro dei cari estinti che spaventano tutta la famiglia nella short story di Mary Wilkins Freeman; fino allo spettro, evocato da Poe, di Ligeia, moglie scomparsa che ha portato il marito alla follia; per concludere con un'altra donna perduta che perseguita, con il suo risciò fantasma, il bel Jack di Rudyard Kipling, in sei storie classiche dell'orrore che mettono alla prova la capacità umana di credere o meno nel sovrannaturale. Con i racconti di: H.G. Wells Charles Dickens Algernon Blackwood Mary E. Wilkins Freeman Edgar Allan Poe Rudyard Kipling
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Elliot, 23/01/2017
Abstract: Da poco laureato in legge, il venticinquenne Giulio Cernini affronta speranzoso i primi giorni della pratica forense nello studio dell'Avvocato P. Fin da subito appare chiaro a Giulio e al suo fidato compagno, il Dottor C., che i bei tempi universitari sono giunti al capolinea: li aspettano mesi di estenuanti battaglie per la sopravvivenza in tribunale, vessazioni quotidiane da parte di un capo che sembra la personificazione del male, notti insonni e crisi esistenziali. Sullo sfondo delle loro gesta di eroi ordinari, una Roma chiassosa, fatta di indie rock, feste hipster e peripezie amorose. "Charlie non fa surf" delinea, con ironia lucida e irresistibile, l'universo della generazione degli Anni Zero, che arranca, piange, si abbatte ma anche sgomita e lotta contro le difficoltà della disoccupazione, dei sensi di colpa e della nostalgia precoce.
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Elliot, 23/01/2017
Abstract: Nella famiglia di Lania, la nonna rappresenta il solido fulcro intorno al quale ruota l'asse familiare. Un giorno la donna chiede di poter essere sepolta un domani nella sua terra, ma la faccenda non è così semplice e dà origine a una catena, al limite del comico, fatta di manovre, equivoci, scontri e progetti che terranno tutti occupati per mesi. Eppure, quando sette anni dopo la morte arriva davvero, la macchina organizzativa, così a lungo oliata, s'inceppa via via in modo grottesco e inaspettato. Perché non si tratta di una famiglia qualsiasi ma di esuli fuggiti dalla Bosnia in guerra ed emigrati in Italia negli anni Novanta, che hanno portato con sé un'eredità ricca di memorie e resistenza ma anche il peso di una tragedia taciuta e mai superata. Il ritorno in patria per Lania, sua madre e i suoi due fratelli, al seguito del feretro verso la terra natia, si trasforma così in un viaggio a ritroso nel tempo, costellato di incontri bizzarri e di imprevisti, in una migrazione al contrario che ha come destinazione la riconquista della propria storia e di una nuova vita.
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Elliot, 23/01/2017
Abstract: Amelia è una donna silenziosa, priva di slanci, che vive separata dal mondo, nel ricordo di un grande amore perduto. Sua figlia Rosalia è invece una creatura tutta corpo, che ha sempre attirato gli uomini, consapevole del potere della propria femminilità; con la madre ha avuto un rapporto di incomprensioni, ripicche e crudeltà, a differenza del padre, sempre disposto ad assecondarla e a perdonare. Rosalia era giovanissima quando è nato Tommaso, e di questa maternità non ha saputo cosa farsene. Così lo ha affidato completamente alle cure di Amelia, preferendo fuggire dietro a ogni uomo che potesse restituirle la spensieratezza di un tempo. Oggi Tommaso è un giovane cuoco pasticciere, un lavoro nel quale rivela il suo genio e nasconde le ansie che lo assalgono. Per ciascun interprete di questa storia di solitudini familiari ci sono parole taciute, identità immutabili, finché un quaderno, ritrovato casualmente, non rivela un'altra verità, con nuove possibilità per ritrovarsi e mantenere viva la luce che ciascuno di noi custodisce e protegge nella sua stanza segreta
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Edizioni dei cammini, 23/01/2017
Abstract: Un uomo, laico convinto, rocker nell'animo, pendolare per amore, patente esente, con il pallino della fotografia e una passione smodata per la cucina decide improvvisamente di mollare tutto: il lavoro stressante ma ben pagato, la città caotica e corrotta, una quotidianità stantia. Sceglie di cambiare aria, di scrollarsi di dosso i pesi che lo opprimono, di amare in maniera ravvicinata e di dedicare a se stesso un intero lunghissimo anno. Fin qui niente di nuovo, ma perché scegliere di percorrere 913 chilometri a piedi su un sentiero religioso antichissimo? La risposta è questo libro, una divertente non guida sulla Via Francigena, uno dei sentieri più affascinanti d'Italia, sui suoi difetti e le sue bellezze, un diario di viaggio dal ritmo serrato pieno di storie e consigli, scritto con ironia e un pizzico di surreale follia; un modo per ridare il giusto valore al camminare come esperienza culturale e formativa.
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Edizioni dei cammini, 23/01/2017
Abstract: Così Fabrizio inizia il racconto della sua storia, di come, dopo aver scoperto di avere una malattia considerata incurabile, ha deciso di lottare, sottoponendosi alle cure mediche, ma, soprattutto, camminando. Negli ultimi quattro anni, ha percorso circa 17.000 km e attualmente sta progettando di camminare dalla Grecia fino a Gerusalemme. Nella sua visione del cammino, non c'è nulla di mistico, solo una grande saggezza, dettata dalla sua straordinaria esperienza di vita. La storia di Fabrizio è quella di un uomo che riesce a ribaltare in apertura ciò che sembrerebbe chiusura, a vedere la luce dove quasi tutti vedrebbero il buio, e a tramutare lo sconforto in speranza
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Elliot, 30/01/2017
Abstract: La più recente opera poetica di Charles Simic, tra i maggiori esponenti della poesia nordamericana di oggi. La sua ispirazione cordialmente spettrale, ironica e straniata, dà vita ai quadri mobili del nostro surrealismo quotidiano. Simic è fantasioso e malinconico: nato fra le rovine della vecchia Europa, il poeta sente nelle proprie fibre il richiamo di quell'America fatta non di modernità e slanci, ma di sparizioni e trapassi, osservati con tenerezza e senso del paradosso. Tra le parole di Simic capita di camminare per la città, rasentandone la follia; di assistere al nitore di un'alba; di imbattersi in personaggi bizzarri, non si sa se reali o ricordati. I suoi versi sono sobri, leggibilissimi, frutto del colloquio con un reale vario e sorprendente.
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Castelvecchi, 07/02/2017
Abstract: La felicità promessa dal progresso moderno è associata a un'esistenza priva di turbamenti, di inciampi, senza sforzo. Ma siamo proprio sicuri che questa sia felicità? Richiamando con emozione pensatori quali Johann Wolfgang von Goethe o Alexis de Tocqueville, Sigmund Freud o Max Scheler, Zygmunt Bauman riflette sulle cause sociali della felicità e dell'infelicità dei nostri giorni. Mentre il mercato consumistico produce clienti insoddisfatti, una strana malinconia pervade gli abitanti delle nostre democrazie. La solitudine, virus dell'era contemporanea, nutre il business dei social network, e intanto l'amicizia, l'amore e la necessità vitale di vivere assieme agli altri all'interno della polis comune tendono a sparire. Bauman disegna il tragitto dell'essere umano che, fra destino e carattere, si muove alla ricerca della felicità. Se la felicità non è uno stato permanente, se è difficile definirne il contenuto – come insegna il pensiero filosofico, da Aristotele a Kant – una cosa è comunque certa: meglio essere felici che infelici.La felicità promessa dal progresso moderno è associata a un'esistenza priva di turbamenti, di inciampi, senza sforzo. Ma siamo proprio sicuri che questa sia felicità? Richiamando con emozione pensatori quali Johann Wolfgang von Goethe o Alexis de Tocqueville, Sigmund Freud o Max Scheler, Zygmunt Bauman riflette sulle cause sociali della felicità e dell'infelicità dei nostri giorni. Mentre il mercato consumistico produce clienti insoddisfatti, una strana malinconia pervade gli abitanti delle nostre democrazie. La solitudine, virus dell'era contemporanea, nutre il business dei social network, e intanto l'amicizia, l'amore e la necessità vitale di vivere assieme agli altri all'interno della polis comune tendono a sparire. Bauman disegna il tragitto dell'essere umano che, fra destino e carattere, si muove alla ricerca della felicità. Se la felicità non è uno stato permanente, se è difficile definirne il contenuto – come insegna il pensiero filosofico, da Aristotele a Kant – una cosa è comunque certa: meglio essere felici che infelici.
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Castelvecchi, 07/02/2017
Abstract: Questo saggio di Bhimrao Ramji Ambedkar, filosofo buddhista e rivoluzionario indiano, fu l'ultimo scritto di uno dei leader politici più influenti del Novecento. Ambedkar provò qui a definire le sorprendenti assonanze tra buddhismo e marxismo: la lotta contro la proprietà privata e l'accumulo di denaro; la volontà di trasformare il mondo; la battaglia in favore dei più deboli. Certamente Buddha non parlava soltanto di possedimenti terreni, mentre Marx si concentrava su chi detiene i mezzi di produzione, ma un interrogativo essenziale unisce questi due grandi pensatori della storia dell'umanità: come sarebbe la comunità umana se fosse libera dagli sfruttamenti, dai soprusi, dalla cupidigia? Lungo le rotte di queste inconsuete congiunzioni, il pensatore indiano approda a un'inattesa conclusione: la religione (nella forma del buddhismo) dovrà essere l'esito felice della rivoluzione marxista.
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Dostoevskij e l'uccisione del padre
Castelvecchi, 07/02/2017
Abstract: Dostoevskij e l'uccisione del padre è l'ultimo degli scritti di Freud dedicati al rapporto tra psicanalisi e produzione letteraria. Con la sua consueta ricchezza di riferimenti e citazioni, Freud individua nell'uccisione del padre il tema cruciale che attraversa l'intera opera di Dostoevskij. Così il maestro della psicanalisi discorre sulla personalità nevrotica dello scrittore russo e sugli attacchi epilettici di natura affettiva che si manifestarono in forma virulenta dopo l'episodio devastante dell'assassinio del padre; sul masochismo e sul senso di colpa di Dostoevskij; sulla sua passione per il gioco e sulla sua latente bisessualità. Tra opera e vita privata, Freud getta luce su una delle figure più imponenti della letteratura mondiale.
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Elliot, 03/02/2017
Abstract: Sette storie, tratte dalla più ampia raccolta di antiche fiabe giapponesi Japanese Fairy Tales, che raccontano le peripezie di animali reali e mostri mitologici. Nelle ultime due figurano infatti, come in ogni bestiario che si rispetti, anche un goblin e un orco che prendono le sembianze di innocue vecchine per circuire le loro prede. Nelle altre fiabe troviamo un perfido tasso che uccide la moglie del contadino e, assunte le sembianze della povera donna, gliela serve per cena; oppure un'ingorda scimmia che, pur di mangiare tutti i cachi dell'albero del granchio, lo uccide a sangue freddo; infine, scopriamo anche come mai la medusa ha assunto l'aspetto che oggi conosciamo e per quale crimine sia stata punita.
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Pene d'amore di una gatta inglese
Elliot, 03/02/2017
Abstract: Peines de coeur d'une chatte anglaise venne pubblicato per la prima volta nel 1846 all'interno della raccolta satirica dal titolo Scene della vita privata e pubblica degli animali. In questo racconto di Balzac Beauty è una gatta assai graziosa che non può vivere la sua grande storia d'amore con un impertinente e affascinante gatto francese, a causa dell'educazione moralista e rigida ricevuta dalla sua padrona inglese, fissata con buone maniere e formalità. Insieme alle pene di cuore che deve sopportare la micetta Beauty – attraverso cui Balzac fa una sottile e divertente parodia della morale vittoriana – trovano posto in questa raccolta altri celebri racconti con protagonisti felini, che celebrano l'intelligenza e l'indipendenza dell'animale da sempre compagno della scrittura e del pensiero letterario.
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Elliot, 07/02/2017
Abstract: Una donna acculturata, borghese, moglie, madre, lavoratrice, impegnata politicamente, una donna che si barcamena nei ruggenti anni Settanta. Una donna media, si potrebbe dire, che passa il tempo tra la scuola dei ragazzi, le cene con gli amici e il rapporto complesso col marito, e ce ne racconta tutti i retroscena. Pensieri di disgregazione dell'io di quegli anni in cui le donne dimettevano abiti e abitudini, e si trovavano fatte a pezzi nella loro interiorita, tanto da perdere di vista se stesse e l'amore per i figli. Donne non piu con la maiuscola, come le loro madri, ma esseri parziali, "quarti" di donne. La prematura scomparsa dell'autrice, un anno dopo la pubblicazione del romanzo nel 1974, ha impedito il dispiegarsi di quella che in molti considerarono una grande nuova voce della nostra letteratura, ma la presenza di argomenti difficili come la malattia e l'aborto, e la sua scrittura poetica rendono ancora oggi questo libro un'opera moderna e travolgente.
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Pellegrini del cielo e della terra
Elliot, 03/02/2017
Abstract: Siamo in Spagna, nella prima metà del Cinquecento. Un sivigliano, uomo dotto, figlio di conversos, viene imprigionato con l'accusa di possedere e studiare i libri proibiti, tra cui la Cabala e i mistici ebrei. Condannato a morte, proprio mentre si trova già sul rogo, il vescovo gli concede insperatamente un'opportunità: per salvare la vita e la propria anima egli dovrà affrontare un viaggio di espiazione con "l'attraversamento del mare". Inizia così per lui una pericolosa avventura per mare e per terra, durante la quale si troverà a fronteggiare corsari, belve fantastiche e feroci, spiriti infestatori oltre che pellegrini in cerca di salvezza. Un romanzo epico, avventuroso e affascinante che supera i confini della narrazione storica incrociando il cammino con il fantastico, l'occulto e il misticismo, fino al suo sorprendente finale.
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La ragazza con la macchina da scrivere
Elliot, 09/02/2017
Abstract: Juliet Appleton è la giovane figlia di un ufficiale, che si ritrova costretta a cercare di sopravvivere dopo la morte del padre. Come molte delle ragazze ai primi del Novecento, anche Juliet impara a fare la dattilografa, usando la macchina da scrivere, sinonimo in quei decenni di emancipazione e progresso, uno strumento in grado di creare una schiera di giovani impiegate: le type-writer girls. Juliet diventa una di loro e trova lavoro in un ufficio legale, ma la vita con il capo e i colleghi è difficile: è considerata una ragazza eversiva, perché vive da sola, frequenta il Girton College, fuma sigarette e gira in campagna con la sua bicicletta, anch'essa simbolo di una dirompente forma di libertà femminile. Dopo varie avventure la giovane dattilografa riuscirà a trovare un buon impiego e l'amore, ma non senza difficoltà. Un romanzo incredibilmente moderno e pioneristico che sa parlare di donne, conquiste e nuove libertà.
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Elliot, 09/02/2017
Abstract: Completato grazie all'amico Léon Werth, che ne trascrisse gli ultimi capitoli quando Mirbeau era ormai troppo malato, Dingo, l'ultimo romanzo dell'autore francese, venne pubblicato nel 1913. Un'autobiografia bizzarra, in cui Mirbeau racconta dal punto di vista del suo cane gli anni trascorsi insieme, a partire dallo squallore vissuto nella cittadina di Ponteilles-en-Barcis fino alla morte del cane avvenuta nel 1904. Un sodalizio tra i due dovuto non solo alla reciproca compagnia, ma anche allo spirito libertino che li accomunava. Dingo, infatti, con scorribande tra pecore e galline, fughe e piccoli crimini di ogni genere, era malvisto dai benpensanti locali, quasi quanto il ribelle scrittore che mai si fece mettere alla catena dalla società borghese.
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Castelvecchi, 10/02/2017
Abstract: Dopo il crollo delle utopie massimaliste del XX secolo, siamo ancora in grado di sognare? Nellʼepoca della frammentazione e delle aggregazioni virtuali sembra difficile parlare di utopia, di lotta per un ideale. Lo psicanalista Luigi Zoja, in conversazione con Lucilio Santoni, ripercorre le grandi tappe del secolo scorso – il narcisismo come innamoramento del proprio mito, la psicanalisi come rivoluzione incompleta, la fine delle ideologie – per riflettere sulle questioni salienti della contemporaneità: la deriva individualista, lʼimpoverimento e lʼamericanizzazione del linguaggio, lo sfruttamento degli animali attraverso allevamenti intensivi, le religioni orientali, papa Francesco e lʼ"ecologia profonda" delle costituzioni latinoamericane. Emerge così la figura dellʼeroe contemporaneo, minimalista ma responsabile, che sa prendersi cura delle piccole cose della vita quotidiana. Conversazione con Lucilio Santoni
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Castelvecchi, 23/02/2017
Abstract: Una riflessione sulla ricerca sociale e sulle trasformazioni della società italiana di oggi: la nuova struttura dei ceti e delle classi, la trasformazione dell'industria italiana, la finanziarizzazione dell'economia, la crisi del ceto medio, il rapporto tra Nord e Sud, la funzione degli intellettuali. La storia recente della nostra società viene ripercorsa in questa intervista da uno dei suoi più attenti e appassionati osservatori, fino ad arrivare ai giorni nostri e alle profonde trasformazioni che il nostro paese sta vivendo. Sullo sfondo emerge la sfida per il pensiero e per l'azione posta da una società frammentata e complessa, che sembra sfarinarsi e sfuggire ai consueti strumenti interpretativi, richiedendo l'elaborazione di nuovi approcci e nuove categorie.