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Sovietistan. Un viaggio in Asia centrale
Marsilio, 26/10/2017
Abstract: Con il crollo dell'Unione Sovietica nel 1991, le cinque repubbliche dell'Asia centrale fino ad allora controllate da Mosca ottengono l'indipendenza. Nel corso di settant'anni di regime sovietico, Turkmenistan, Kazakistan, Kirghizistan, Tagikistan e Uzbekistan, i paesi che, dalle catene montuose più alte del mondo al deserto, segnavano un tempo la rotta della Via della Seta, sono in qualche modo passati direttamente dal Medioevo al Ventesimo secolo. E dopo venticinque anni di autonomia, tutte e cinque le nazioni sono ancora alla ricerca della loro identità, strette fra est e ovest e fra vecchio e nuovo, al centro dell'Asia, circondate da grandi potenze come la Russia e la Cina, o da vicini irrequieti come l'Iran e l'Afghanistan. A unirle sono i contrasti, e mentre le steppe si riempiono di edifici ultramoderni e ville sfarzose abitate dai nuovi despoti, continuano a sopravvivere la passione per i tappeti e i bazar, l'amore per i cavalli e i cammelli, e innumerevoli tradizioni che rendono una visita alla regione e ai suoi abitanti indimenticabile. Nel suo grandioso reportage sui paesi alla periferia dell'ex Unione Sovietica, Erika Fatland unisce un approfondito lavoro di ricerca e analisi geopolitica al gusto dell'avventura, dando vita a un affascinante diario di viaggio, che esplora la società, la storia antica e recente e la cultura di terre che nessuno aveva raccontato con una prosa così elegante e seducente.
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Adelphi, 26/10/2017
Abstract: Non era affatto sicuro, Singer, di voler pubblicare questo romanzo in una lingua che non fosse lo yiddish: perché dentro ci sono cose che esitava a mettere sotto gli occhi dei lettori americani, e del resto del mondo. C'è, per esempio, il "lato oscuro" di quella via Krochmalna da lui resa un luogo letterariamente mitico, dove viveva, in condizioni di estrema miseria, la comunità ebraica di Varsavia (e la sua stessa famiglia): i bassifondi, i bordelli, i covi dei ladri, dei ricattatori e dei magnaccia; e un accenno a un argomento tabù: il traffico, a opera di malavitosi ebrei, di ragazze giovanissime, che dagli shtetl dell'Europa orientale venivano mandate a prostituirsi in Sudamerica; e, come se non bastasse, un ebreo che va a letto sia con gli uomini che con le donne: atto ignominioso, inammissibile. Ma tutto questo, per noi lettori di oggi, passa in secondo piano rispetto al nucleo incandescente del romanzo, che è una doppia storia di amour fou: quella tra Keyla la Rossa, una irresistibile puttana quasi trentenne, e suo marito Yarme, un seducente avanzo di galera; e quella, ancora più straziante e furibonda, tra la stessa Keyla e Bunem, il figlio diciannovenne di un rabbino, che con lei riuscirà a raggiungere l'America, la terra di tutte le speranze e di tutte le disillusioni. Sullo sfondo, la vita brulicante, ardente, odorante e maleodorante di via Krochmalna, prima, e poi delle miserabili strade di New York dove vivevano gli emigrati all'inizio del secolo scorso: affreschi possenti, che non a caso molti hanno accostato a quelli ottocenteschi di Dickens e Dostoevskij.
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Bollati Boringhieri, 19/10/2017
Abstract: ""Un libro che si legge tutto d'un fiato, audace e fantasioso e che sfida le idee sul mondo dell'antichità". "Peter Frankopan, autore di Le vie della seta. Una nuova storia del mondo"Questo libro vivido e coinvolgente porta in vita alcuni dei momenti più importanti della storia antica, momenti che hanno dato forma non solo alla politica e alla cultura di epoche passate, ma anche alle istituzioni, alle idee e alle fantasie del nostro tempo. "Yuval Noah Harari, autore di Sapiens. Da animali a dèi. Breve storia dell'umanità e Homo deus. Breve storia del futuro""Un contributo pionieristico per la capacità di leggere il mondo antico nel suo complesso, in uno sguardo che abbraccia la Cina e l'India quanto la Grecia e la Roma antica. E per di più, è una gioia da leggere!" "Ian Morris, Stanford University"Un contributo pionieristico per la capacità di leggere il mondo antico nel suo complesso, in uno sguardo che abbraccia la Cina e l'India quanto la Grecia e la Roma antica. E per di più, è una gioia da leggere! "Ian Morris, Stanford University""Questo libro vivido e coinvolgente porta in vita alcuni dei momenti più importanti della storia antica, momenti che hanno dato forma non solo alla politica e alla cultura di epoche passate, ma anche alle istituzioni, alle idee e alle fantasie del nostro tempo". "Yuval Noah Harari, autore di Sapiens. Da animali a dèi. Breve storia dell'umanità e Homo deus. Breve storia del futuroViviamo in un mondo globalizzato e interconnesso. Eppure, paradossalmente, preferiamo scrivere e leggere la nostra storia come se si fosse svolta in blocchi isolati e impermeabili. E se invece provassimo a raccontare una storia più ampia, che non sia quella di un monolitico "mondo antico", ma di tanti, diversi mondi antichi in stretta relazione uno con l'altro? Michael Scott cerca di abbattere gli steccati disciplinari che hanno finora costretto lo studio della storia, fornendo una prospettiva interconnessa attraverso il racconto di tre momenti chiave del passato: la politica, la religione e la guerra, tutti fattori che hanno contribuito a creare il mondo antico dal Mediterraneo alla Cina. Mondi antichi è un importante lavoro di storia globale, un viaggio coinvolgente che sfida il nostro modo di pensare il passato e ridisegna la mappa dell'età classica per rivelare le sue connessioni nascoste, e ci mostra come la storia antica possa ancora
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Bollati Boringhieri, 19/10/2017
Abstract: Con una serie di ricerche, svolte nel secondo dopoguerra e ormai diventate patrimonio della biologia, Karl von Frisch ha dimostrato che nelle api è presente un trasferimento di informazione per mezzo di segni convenzionali. Come l'uomo, dunque, anche l'ape può venir definita un animale "simbolico".Le scoperte di von Frisch, premiate col Nobel nel 1973, rappresentano una tappa fondamentale dell'elaborazione teorica della biologia e hanno contribuito ad abbattere una delle ultime barriere che separavano la specie umana dal resto del mondo animale. Il linguaggio delle api è il libro più importante dello scienziato austriaco, nel quale vengono illustrati gli esperimenti originali da lui condotti sulle modalità di percezione e di comunicazione di queste enigmatiche e affascinanti creature. Come tutti gli esperimenti classici, quelli di von Frisch si caratterizzano immediatamente per la loro semplicità dando a chi legge un senso schietto di partecipazione alla ricerca.
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Lezioni sui fondamenti della matematica
Bollati Boringhieri, 19/10/2017
Abstract: A partire dagli anni trenta gli interessi scientifici di Wittgenstein si spostano dalla filosofia della logica alla filosofia della matematica. A Cambridge insegna a piccoli gruppi di allievi, tra cui Bosanquet, Turing, von Wright, in stretto dialogo con loro; non comunica un sapere già codificato, ma dipana ad alta voce il filo delle proprie riflessioni. Gli appunti presi dagli allievi – su cui Cora Diamond, professore di filosofia all'Università della Virginia, ha costruito il libro – sono dunque qualcosa di unico. Essi documentano la forma dell'insegnamento di Wittgenstein, il suo modo di far lezione, lo stile dell'argomentazione e della proposta didattica, originale e consapevole, che appare talvolta come un'improvvisazione teoretica simile all'improvvisazione che il concerto romantico riservava all'ispirazione del virtuoso: la cadenza.
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Bollati Boringhieri, 19/10/2017
Abstract: Concepito per principianti e scienziati, per studenti e insegnanti, per filosofi e ingegneri, Che cos'è la matematica? offre una illustrazione brillante e accessibile del mondo matematico. Scritto in ordine sistematico, il libro può essere letto anche per gruppi di capitoli a seconda delle esigenze conoscitive e didattiche, e in ogni caso l'esposizione gradua sempre opportunamente le difficoltà.In questa edizione interamente riveduta, Ian Stewart ha aggiunto commenti e integrazioni in vari luoghi del testo e un intero nuovo capitolo dedicato ai recenti sviluppi della matematica.
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Garzanti, 19/10/2017
Abstract: "I saggi qui raccolti sono variazioni sul tema della frattura che si apre nell'esistenza e nella cultura quando l'essere umano non può aprirsi al mondo e quindi al presente. I vari tipi di crisi, dell'autorità, della libertà, dell'istruzione, persino del pensiero, sono riportati alla fondamentale lacuna dell'agire. Questa assume l'aspetto decisivo di una interruzione della tradizione. […] Un aforisma di René Char fa da epigrafe ideale di questo libro: "La nostra eredità non è preceduta da alcun testamento". Non c'è modo migliore di illuminare il paradosso tipicamente moderno, per cui ogni generazione, in una cultura educata nella storia più di ogni altra, dimentica le motivazioni di quelle che l'hanno preceduta." (dall'Introduzione di Alessandro Dal Lago)
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Gli assassini della Terra Rossa. Killers of the Flower Moon
Corbaccio, 19/10/2017
Abstract: "Uno straordinario reportage. Una storia di frontiera."Il fatto Quotidiano - Leonardo CoenNegli anni Venti la popolazione più ricca d'America erano gli indiani Osage dell'Oklahoma: nel momento in cui gli idrocarburi stavano per diventare la risorsa più importante del pianeta, sotto il loro suolo furono trovati enormi giacimenti. Giravano in auto di lusso, vivevano in case faraoniche, mandavano i figli a studiare nelle migliori scuole d'Europa.Poi, a uno a uno, iniziarono a morire ammazzati. Sparati, avvelenati, vittime di agguati e imboscate, sempre in circostanze misteriose. E in questo strascico di 'vecchio west' – tra petrolieri emergenti come J.P. Getty e fuorilegge come Al 'Terrore fantasma' Spencer – chiunque osasse investigare finiva anch'egli sottoterra.Quando le morti superarono le due dozzine il caso fu preso in mano dall'FBI, appena nato, diretto da un giovane e ancora inesperto J. Edgar Hoover. Fu messa insieme una squadra di investigatori di origine indiana: si infiltrarono, alcuni finirono male, comunque adottarono tutti i mezzi più o meno leciti a loro disposizione per portare alla luce una cospirazione agghiacciante.David Grann, dopo anni di ricerche, ci consegna questa vicenda che è riuscito a trasformare in un libro mozzafiato, da leggere come un thriller, una spy story. Un brillante scorcio di una maledetta storia americana.
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HarperCollins Italia, 19/10/2017
Abstract: QUESTO COFANETTO CONTIENE 4 ROMANZIPASSIONE PER IL CAPO di M. Child Andrea è sposata col suo lavoro, ma ciò che vorrebbe davvero è sarebbe sposare il suo capo, Mac. Tra loro, purtroppo, c'è solo un rapporto professionale, tanto che per lei l'unica soluzione è andarsene. Mac, però, non è dello stesso avviso.INCONTRI AL VERTICE di K. Cantrell Cassandra adora la propria posizione di presidente di un'azienda di cosmetici e non permetterebbe a nessuno di metterla a rischio, men che meno a un rivale in affari come Gage Branson, attraente playboy che già un tempo le ha rapito il cuore. IL SEGRETO DELLA SEGRETARIA di C. Mann Il milionario Easton è un maniaco del lavoro, e come tale non ha mai preso in considerazione non solo il matrimonio, ma neanche una relazione stabile. Bloccato da un uragano insieme a Portia, sua segretaria, perde il controllo e si lascia andare con lei a un'incontenibile passione.LA DONNA GIUSTA di J. Bennett Eve Winchester ha preso le redini dell'impero del padre e ha grandi progetti di espansione; matrimonio e figli appartengono a un futuro lontano. Per questo, è la donna perfetta per Graham Newport: motivata, in carriera e indifferente ai legami duraturi.
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Imperdonabili. Cento ritratti di maestri sconvenienti
Marsilio, 02/11/2017
Abstract: Cosa accomuna Walter Benjamin e Yukio Mishima, Oriana Fallaci e Umberto Eco? Selezionando idee, opere e autori, gran parte dei quali può essere ricondotta a una caratteristica famiglia definita da Cristina Campo degli "Imperdonabili", Marcello Veneziani ha costruito un affascinante itinerario attraverso irregolari del pensiero che non si accontentarono del loro tempo, ma lo contraddissero, spesso creando nuove visuali o attingendo a tradizioni più antiche. Il risultato è un atlante di figure, scritture e pensieri che percorrono ambiti diversi – dalla filosofia alla letteratura, fino al grande giornalismo –, raccontando tratti salienti, aspetti intriganti, sguardi e vite di ciascuno di questi maestri. Dai giganti, come Machiavelli e Schopenhauer, alle intelligenze pericolose di Michelstaedter e Heidegger; dagli spiriti inquieti di Wilde e Chatwin a Pirandello e Arendt, sismografi di un'epoca; dalle penne di Kraus e Guareschi, che hanno lasciato il segno, alle presenze oniriche e alle assenze profetiche di Gončarov e Zambrano.
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HarperCollins Italia, 20/10/2017
Abstract: QUESTO COFANETTO CONTIENE 8 ROMANZILA REGINA DELLE DUNE di A. West Lo sceicco ha un figlio! Per evitare lo scandalo, Idris dovrà riconoscere il proprio erede...LE LEGGI DEL DESIDERIO di H. Rice Xanthe non è pronta alla scarica di desiderio che la attraversa non appena posa gli occhi su Dane... LA RIVINCITA DEL GRECO di J. Lucas Darius non è più il figlio dello chauffeur della famiglia Spencer, ora è un uomo ricco in cerca di vendetta. UN ACCORDO BOLLENTE di J. Hayward Grazie al pessimo esempio di suo padre, Nate ha smesso da tempo di credere all'amore.UNA SEGRETARIA ALL'ALTARE di C. Shaw Alekos ha sempre stimato Sara, ma il cambio di look della giovane assistente lo porta ad apprezzare sue altre doti... IL MILIONARIO E LA CAMERIERA di S. Kendirck Non appena Lorenzo posa lo sguardo su Darcy, capisce che quella donna sarà presto nel suo letto. SEDUZIONE A PASSO DI DANZA di M. Milburne Incapace di intravedere un futuro accanto a una donna, Luca ha allontanato la dolce Bronte dalla sua vita. L'EREDE DI THESEUS di M. Smart Una notizia fa tremare il regno di Agon: sembra che il principe Theseus abbia avuto un figlio.
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Laterza, 19/10/2017
Abstract: Che cosa era Saleh prima di vendere l'automobile per potersi comprare un mitra? E cosa era Nour prima che lasciasse i suoi figli per combattere? E il padre di Mansour aveva la stessa aria dolce e risoluta nel suo barracano nero, dopo aver perso suo figlio?Tutti, giovani e vecchi, uomini e donne, si trascinano dietro la paura come lo sporco attaccato alle scarpe. Perché Aleppo è insieme Guernica e Stalingrado, Sarajevo e Grozny.Aleppo, città millenaria fondata dagli Ittiti e perla dell'Impero romano, la città dove hanno convissuto per secoli arabi, armeni, curdi e circassi non esiste più. Anni di guerra hanno spazzato via i 2.000.000 di abitanti, lasciando soltanto macerie. Che cosa rimane oggi di Aleppo? Che cosa ne è di quel luogo di pace in cui gli uomini pregavano Dio chiamandolo con nomi diversi? Per raccontarlo ci vorrebbero le apocalissi di Dürer o la furia lugubre del Greco con i suoi cieli di agonia. Ad Aleppo sembra che a muovere la guerra sia la Natura, non più gli uomini. Si sente la presenza delle forze del Male che scivolano lungo i muri. Non perdonano né le rovine di interi quartieri né le isole intatte.Domenico Quirico ripercorre in queste pagine gli anni della guerra civile con la forza di una testimonianza vissuta drammaticamente. Dalle prime manifestazioni contro il regime, sulla scia delle speranze della primavera araba, alle battaglie nelle vie dei vecchi quartieri ormai abbandonati. Dallo scontro tra Armata siriana libera, esercito di Bashar e milizie dello Stato islamico, alla fine della rivoluzione. Un affresco corale che racconta di assassini e di angeli, di bambini e di contrabbandieri, di forza e di paura.
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La lettera sovversiva. Da don Milani a De Mauro, il potere delle parole
Laterza, 19/10/2017
Abstract: Cinquant'anni fa la pubblicazione di un piccolo libro fu la scintilla di una rivoluzione. Questa è la storia di Lettera a una professoressa e della battaglia per la trasformazione della cultura da strumento di oppressione a elemento indispensabile per l'evoluzione democratica e civile del nostro Paese. Una battaglia portata avanti con tenacia e caparbietà da don Lorenzo Milani e dai tanti che incontrò sulla sua strada, primi fra tutti Tullio De Mauro, Mario Lodi e Alex Langer.È il maggio 1967 quando esce, per una piccola casa editrice fiorentina, un libro dal titolo Lettera a una professoressa. L'hanno scritto don Lorenzo Milani e gli alunni della scuola di Barbiana, una canonica del Mugello a pochi chilometri da Firenze. Il libro viene subito accolto dai linguisti come un manuale di pedagogia democratica, dai professori come un prontuario per una scuola alternativa, dagli studenti come il libretto rosso per la rivoluzione.Lettera a una professoressa è stato un autentico livre de chevet di una generazione, vademecum di ogni insegnante democratico per lunghi, lunghissimi anni. Visto, ancora oggi, come anello centrale se non vero e proprio punto di partenza di ogni riflessione sulla necessità di riformare la scuola. Ma anche come inizio della crisi della scuola. Un libro-manifesto, suo malgrado.Ma com'è stato possibile che l'esperimento pedagogico di una scuoletta di montagna e la pubblicazione di poche pagine siano diventati la scintilla di una rivoluzione? Perché ancora oggi questa Lettera mobilita il ricordo, innesca passioni, divide e fa litigare? Perché si è fissato nella memoria collettiva come un punto di passaggio epocale non solo quando si parla di scuola ma anche di giovani, generazioni, movimenti?
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Laterza, 19/10/2017
Abstract: Alle due del mattino del 24 ottobre 1917, i cannoni austro-tedeschi cominciarono a colpire le linee italiane. All'alba le Sturmtruppen, protette dalla nebbia, andarono all'assalto. In poche ore, le difese vennero travolte e la sconfitta si trasformò in tragedia nazionale. Oggi sappiamo che quel giorno i nostri soldati hanno combattuto, eccome, finché hanno potuto. Ma perché l'esercito italiano si è rivelato così fragile, fino al punto di crollare?Da cent'anni la disfatta di Caporetto suscita le stesse domande: fu colpa di Cadorna, di Capello, di Badoglio? I soldati italiani si batterono bene o fuggirono vigliaccamente? Ma il vero problema è un altro: perché dopo due anni e mezzo di guerra l'esercito italiano si rivelò all'improvviso così fragile? L'Italia era ancora in parte un paese arretrato e contadino e i limiti dell'esercito erano quelli della nazione. La distanza sociale tra i soldati e gli ufficiali era enorme: si preferiva affidare il comando dei reparti a ragazzi borghesi di diciannove anni, piuttosto che promuovere i sergenti – contadini o operai – che avevano imparato il mestiere sul campo. Era un esercito in cui nessuno voleva prendersi delle responsabilità, e in cui si aveva paura dell'iniziativa individuale, tanto che la notte del 24 ottobre 1917, con i telefoni interrotti dal bombardamento nemico, molti comandanti di artiglieria non osarono aprire il fuoco senza ordini. Un paese retto da una classe dirigente di parolai aveva prodotto generali capaci di emanare circolari in cui esortavano i soldati a battersi fino alla morte, credendo di aver risolto così tutti i problemi.In questo libro Alessandro Barbero ci offre una nuova ricostruzione della battaglia e il racconto appassionante di un fatto storico che ancora ci interroga sul nostro essere una nazione.
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La cristianità in frantumi. Europa 1517-1648
Laterza, 19/10/2017
Abstract: Il 31 ottobre 1517 Martin Lutero affisse sul portone di una chiesa di Wittenberg le sue 95 tesi. Da quel momento il nostro continente non sarebbe più stato lo stesso.A cinquecento anni dalla Riforma, i cambiamenti che portarono alla crisi della cristianità e fissarono il quadro geografico e politico dell'Europa quale la conosciamo oggi.Un'epoca di sconvolgimento spirituale e culturale che travolse tutti, principi e contadini. Cinquecento anni fa la sfida di Martin Lutero all'autorità della Chiesa costrinse i cristiani a riesaminare i propri convincimenti e scosse i fondamenti della loro religione. Lo scisma successivo, incoraggiato da rivalità dinastiche e cambiamenti nell'arte della guerra, trasformò in modo radicale la relazione tra governante e governato. Le scoperte geografiche e scientifiche misero alla prova l'unità della cristianità come comunità di pensiero. L'Europa, con tutte le sue divisioni, emerse allora piuttosto come una proiezione geografica. Una proiezione riflessa nello specchio dell'America e rifratta dalla scomparsa delle Crociate e dalle ambigue relazioni con il mondo islamico e gli ottomani.Raccontando questi mutamenti drammatici, Tommaso Moro, Ludovico Ariosto, William Shakespeare, Michel de Montaigne e Miguel de Cervantes crearono opere che ancora oggi riescono a restituirci i turbamenti del loro tempo e che continuano a influenzarci.Un affresco potente e affascinante che indaga le radici dell'eredità europea.
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Feltrinelli Editore, 19/10/2019
Abstract: Che si tratti di fare shopping con precisione militare, di appendere i tovaglioli proprio in quel modo, o di lavarsi frequentemente le mani, la maggior parte di noi è stata protagonista o testimone nella vita quotidiana di quel genere di comportamenti che talvolta etichettiamo come "ossessioni", o particolari "rituali". Ma le compulsioni – così si definiscono tecnicamente gli impulsi, spesso irrefrenabili, a fare qualcosa – si dispongono lungo un continuum molto ampio e, all'estremità opposta di queste forme leggere, si trovano disturbi che trasformano la vita, fino a diventare vere e proprie dipendenze distruttive.Il libro di Sharon Begley, frutto di ricerche meticolose, è il primo del suo genere a esaminare tutti questi comportamenti – leggeri ed estremi (compulsioni all'accumulo, agli acquisti, a fare attività fisica, persino a fare del bene); li analizza insieme, come è giusto che sia, perché, anche se le forme ossessivo-compulsive possono sembrare incredibilmente diverse, sono in realtà tutte risposte a vari livelli di ansia.Focalizzandosi sulle storie personali di decine di persone che ha intervistato, Begley mostra una compassione genuina e fornisce un contesto alle loro difficoltà. Lungo il cammino, esplora il ruolo della compulsione nella nostra cultura dai ritmi accelerati, le conoscenze che arrivano dalle scienze del cervello e della mente e le strane manifestazioni di questi comportamenti nel corso della storia."Non riesco a farne a meno" rende la compulsione comprensibile e accessibile, ed esplora come possiamo realisticamente affrontarla, in noi stessi e in chi amiamo.
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Vincere le delusioni. Contromosse per superarle e non farsi avvelenare la vita
Feltrinelli Editore, 19/10/2017
Abstract: Tutti ci scopriamo delusi un giorno o l'altro. In amore, ma anche in amicizia, al lavoro, in famiglia, cosa ci porta alla delusione? Esistono modalità psichiche o situazioni che la favoriscono? Quali conseguenze può avere la caduta di una nostra aspettativa? E come fare di questo vissuto negativo un processo vitale? La delusione non è solo un brutto scherzo della vita. Le persone abbastanza sensibili da seguire il percorso delle emozioni della delusione sviluppano una ricchezza interiore. È proprio questa capacità, di cui sono spesso inconsapevoli, che consentirà loro di trasformare un'esperienza dolorosa in uno slancio nuovo e positivo.In breve:• Alle radici della delusione• L'inganno interpersonale• La dinamica della dipendenza affettiva• L'autoinganno e i manipolatori affettivi• Il coraggio di deludere• Le 7 fasi della delusione• Lo smascheramento dei bugiardi• I profili "ad alto rischio di delusione"• Lucidità ed equilibrio
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Business Intelligence con Excel
Feltrinelli Editore, 18/10/2017
Abstract: Questo manuale insegna a utilizzare Excel in applicazioni aziendali e finanziarie andando oltre le normali funzionalità di un foglio di calcolo. Grazie a formule, funzioni, macro e tabelle pivot Excel diventa uno strumento versatile che permette di creare modelli economici, simulare scenari di mercato, elaborare e comparare dati eterogenei, sviluppare business plan e soprattutto prendere decisioni monitorando andamenti e risultati attraverso prospetti di sintesi e cruscotti aziendali dinamici.Una lettura adatta a manager, analisti e consulenti che si confrontano con imprese di diverso tipo e che hanno la necessità di definire e controllare processi e attività di complessità crescente.
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Alcune poesie di Ripano Eupilino. Edizione critica
Guanda, 26/10/2017
Abstract: EDIZIONE CRITICA A CURA DI DANTE ISELLADalle propaggini lacustri della colonia arcadica milanese si fa innanzi, a metà del Settecento, un giovane poco più che ventenne con una scelta di poesie ricavate da un corpus certamente più cospicuo, frutto di un lungo quanto oscuro apprendistato. L'Arcadia, giunta a piena maturità, gli dischiude i territori sconfinati di una tradizione minutamente codificata in 'generi' e specie, tematiche e metriche. Il Ripano (anagramma del modesto casato dell'autore), percorrendo quella varia, illustre geografia, dà prova di possedere non solo, alla perfezione, i ferri del mestiere, ma di saper selezionare quanto sente a sé più congeniale, rivelando precocemente propensioni, anche linguistiche e stilistiche, sue proprie. E si concede quiscorribande nei territori, poi per sempre preclusi e rimossi, delle rime 'piacevoli' di stampo burchiellesco, rivelando una spigliata propensione comico-icastica. Anche il versante più propriamente bucolico riserva al lettore altro genere di sorprese: le spesse vernici letterarie non bene ricoprono il vivo colore di una accesa sensibilità poetica; e una vena autentica, nativa, vibra spesso anche dietro le più consuntefinzioni agresti e piscatorie. La nuova edizione dissipa ogni dubbio su luogo e stampatore del volume, avvolti sino ad oggi nel mistero, e fa luce sulle circostanze che resero possibile pubblicare l'opera prima di un giovane oscuro, senza mezzi, aprendogli così il varco di una fulgida carriera. Si spiega che l'autore,pur prendendo più tardi le debite distanze dagli esercizi più peregrini e moralmentesconvenienti, non ripudiò mai di fatto la raccolta che lo aveva rivelato ad altri e a sé. Dalla esaustiva ricostruzione testuale che qui si offre per la prima volta emergono le tarde riprese, con qualche ritocco, dei campioni più significativi di un apprendistato diciamo pure di maniera: ma una maniera studiata, eletta, che prepara il Parini ad affrontare le sue prove maggiori. Il saggio del Carducci, lettore insuperatodel noviziato pariniano, illustrando magistralmente le ragioni di questo esordio e tratteggiando da par suo il nobile sfondo di una società letteraria fiorente, raffinata e coltissima, completa un 'restauro' fondamentale per intendere la storia del poeta delle Odi e del Giorno (che già figura, in questa collana, nel testo di Dante Isella e con il commento di Marco Tizi)
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Guanda, 26/10/2017
Abstract: EDIZIONE CRITICA A CURA DI NADIA EBANI Edita per la prima volta a Milano nel 1791, la raccolta delle Odi di Giuseppe Parini esprime una cifra stilistica tanto consueta al Parini lirico, quanto inusitata nella poesia del suo tempo, la cui ricerca della novità non inerisce la sola fisionomia del volume, ma tocca tutte le fibre della tessitura lirica. L'uscita dalla linea arcadica e di imitazione petrarchesca si identifica con la scelta della difficoltà formale, di una musa 'meditante', che forgia la sua opera con la perizia di una altissima oreficeria. Mentre il lessico si giova degli apporti delle più diverse tradizioni – lirica, latina, scientifica, satirica –, la sintassi e il ritmo fruiscono sempre più della grande esperienza delle prime due parti del Giorno, terminate nel 1763 e 1765. Proprio nel 1765, infatti, entra nelle odi l'uso dell'endecasillabo (con L'innesto del vaiuolo, che non a caso è collocato in apertura di libro), metro che consente al Parini una articolazione più complessa della frase e una modulazione sintattico-ritmica inconsueta. L'ordo artificialis, con iperbati, intersezioni, fratture tanto più ardite quanto più l'argomento è metapoetico (è soprattutto infatti la poesia a essere difficile), incastona, ritaglia, isola la parola. E isolandola, le conferisce novità di forza significativa: per esprimere, alla fine, una prima persona sempre messa in risalto in posizioni forti del verso o della strofa e sempre in opposizione rispetto alla mentalità e al costume di una turba stultorum trasversale a tutte le classi sociali. L'utile, che ora la poesia deve inseguire per mescerlo alla sua connaturata dolcezza, è il buon lavoro dell'uomo – dal contadino 'sollecito' al lirico per eccellenza – il suo merito, l'ardimento della sua intelligenza, la sua capacità di bellezza, che è tutt'uno con la sua bontà. Attraverso un'interpretazione nuova di Orazio, raccogliendo i frutti più maturi della tradizione poetica milanese e del miglior pensiero settecentesco, viene così fatta propria dal Parini la sostanza stessa della lezione di Pindaro.Con questa raccolta, ampiamente e puntualmente commentata da Nadia Ebani, la Fondazione Bembo aggiunge ai già fondamentali volumi del Giorno e di Alcune poesie di Ripano Eupilino, curati da Dante Isella e arricchiti, per Il Giorno, dal commento di Marco Tizi, il tassello che ancora mancava per completare la pubblicazione dell'opera in versi di un autore la cui voce, ancora attualissima, rappresenta una delle vette più alte della poesia del Settecento italiano.