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I Pionieri
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Scivoletto, Luca

I Pionieri

Fandango Libri, 31/10/2019

Abstract: Nella Sicilia della fine degli anni '80, i genitori di Enrico Belfiore hanno un'unica passione – la politica, il Partito, il comunismo – e seguendo principi ben chiari hanno educato i figli: mai una gita al mare, mai una vacanza, mai fraternizzare con le famiglie che votano Dc, niente vestiti di marca, mai cedere al consumismo, presenza obbligatoria alle manifestazioni e alle marce per la pace. Michele, il padre, è il vicesegretario regionale del Pci; Luisa, la madre, sta cercando da anni di laurearsi in Psicologia; Chiara, la sorella maggiore, andrà presto via di casa per studiare all'università e sobilla il fratello alla rivolta, anche perché – dice sadica – i genitori presto si separeranno. Sì perché Enrico, diversamente dal suo amico Renato che pensa solo a essere un bravo comunista, vuole essere un ragazzino normale, avere le scarpe che hanno tutti, giocare a calcio, mettersi con la compagna di classe di cui si è innamorato e che cerca disperatamente di conquistare anche se è figlia di costruttori, vuole scrollarsi di dosso quella fama noiosa di piccolo sovietico. E durante il suo primo anno di scuola media lavorerà strenuamente alla propria "liberazione", tra litigi con Renato, comizi e riunioni in sezione, bugie ai genitori e nuove amicizie (tutte da evitare in teoria). Solo che un pizzico di fortuna servirebbe per non essere scoperti… Da una provincia marginale, con un passo comico disarmante Luca Scivoletto racconta la fine del più grande partito comunista d'Europa, la caduta del Muro di Berlino e la Svolta di Occhetto, il crollo del Pci nelle parole di un ragazzino quasi adolescente in lotta per la propria indipendenza. L'esordio letterario nostalgico e scanzonato di uno dei più talentuosi sceneggiatori italiani della nuova generazione.

Un certo Lucas
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Cortázar, Julio - Carmignani, Ilide

Un certo Lucas

SUR, 16/01/2020

Abstract: Né raccolta di racconti né romanzo, né opera di miscellanea né saggio. Un libro senza un inizio, senza una fine, senza una trama e senza regole popolato da gatti che sono telefoni, pesciolini d'oro che scorrono nelle vene, idre a cui mozzare le teste, consigli per cacciare crepuscoli e veleno per topi usato per combattere i refusi.  Un certo Lucas è una collezione di racconti e micronarrazioni, uno sguardo sulla vita quotidiana di Lucas – eccentrico alter ego di Julio Cortázar – e al tempo stesso uno spunto da cui partire per raccontare esperienze al limite dell'assurdo, o le idee dell'autore argentino sull'arte, la musica e la letteratura, per riflettere sui momenti di malinconia e insofferenza, o semplicemente ricordare l'odore di sigarette e talco profumato di una donna. Che descriva un ristorante su rotaie, un ricovero in ospedale o la fine di una storia d'amore, la prosa di Cortázar è sempre ammaliante, giocosa e ironica: un vero e proprio antidoto contro la magniloquenza e la solennità.

A me puoi dirlo
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Lacey, Catherine - Ciuffoletti, Teresa

A me puoi dirlo

SUR, 15/01/2020

Abstract: In un paesino di provincia arriva una persona sconosciuta. Gli abitanti la trovano addormentata sulla panca di una chiesa, dove si è fermata a cercare riparo durante la notte. Ha un'età giovane ma indefinita, la pelle di un colore diverso dalla loro, e a prima vista è impossibile stabilire di che sesso sia. Capisce la loro lingua, ma si rifiuta di parlare e raccontare la sua storia. La comunità, unita da una forte fede religiosa, si dichiara pronta ad accoglierla: ma sarà in grado di farlo davvero? Nei sei giorni successivi (quelli che precedono il "Festival del Perdono", una tradizionale cerimonia di catarsi collettiva), gli abitanti del paese tenteranno in tutti i modi di fare i conti con questa figura inerme ed enigmatica che li lascia continuamente in scacco, e finiranno per essere loro a mettere a nudo i propri sentimenti più profondi, le proprie paure, le proprie ipocrisie.Uno dei migliori talenti della nuova scena letteraria americana scrive un romanzo fantasioso e provocatorio che ci mette di fronte a domande profonde: siamo capaci di accogliere l'altro senza farlo rientrare nelle nostre categorie di interpretazione del mondo? È possibile relazionarci fra esseri umani prescindendo dalle caratteristiche corporee? È più facile aprirci con chi non ci mette di fronte un'identità precostituita?

L'arsenale di Svolte di Fiungo. Una storia di militanza e fuga, terrorismo rosso e nero, servizi segreti e imbrogli di Stato negli anni Settanta
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Campetti, Loris

L'arsenale di Svolte di Fiungo. Una storia di militanza e fuga, terrorismo rosso e nero, servizi segreti e imbrogli di Stato negli anni Settanta

Manni, 31/01/2020

Abstract: Ci son voluti quasi cinquant'anni perché Loris Campetti si decidesse a raccontare questa storia, la sua storia. E ha scelto di farlo come fosse un romanzo, perché in qualche modo lo è.Nel 1972 ha 24 anni, è appena laureato, viene indagato per associazione sovversiva dopo che, vicino casa sua, a Macerata, hanno ritrovato un arsenale di armi attribuito al terrorismo rosso. Per una cartina geografica che Loris usa per andare a funghi, considerata prova inconfutabile del suo coinvolgimento, c'è il rischio di rimanere vittima di una macchinazione: sono gli anni di Pinelli, di Piazza Fontana, di Junio Valerio Borghese – e in effetti quell'arsenale si rivelerà costruito dai fascisti su mandato del Sid.Così Loris decide di diventare latitante.Per cinque anni, fino all'assoluzione perché "il fatto non sussiste", Loris convive con l'angoscia, la rabbia, l'impotenza. Dapprima nascondendosi, documenti falsi e un lavoro di collaudatore di Fiat Centoventiquattro, poi tornando allo scoperto, riprendendo la militanza politica, iniziando a collaborare con "il manifesto".È una storia così piena di coincidenze e strane beffe del destino da sembrare un romanzo. E Campetti la racconta inserendola nel quadro di quello che va succedendo in Italia in quei caldi anni Settanta.

E l'asina vide l'angelo
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Cave, Nick - Pe', Francesca

E l'asina vide l'angelo

SUR, 04/03/2020

Abstract: Sud degli Stati Uniti, metà del secolo scorso. Nell'isolata valle di Ukulore vive una comunità di fanatici religiosi, la cui cieca devozione sembra attirare soltanto le ire e i castighi di un Dio crudele. Ai margini della loro cittadina, tra i fumi delle paludi e le sterminate piantagioni di canna da zucchero, si nasconde Euchrid Eucrow: un ragazzino muto, nato da una vedova alcolizzata e un allucinato cacciatore di ratti e serpenti. Sarà proprio Euchrid, il reietto, il diverso, che dalla sua baracca muoverà una guerra solitaria contro la setta degli ukuliti, misteriosamente ispirato da un angelo e dall'apparizione di Beth, la bambina santa.Con la sua prosa visionaria e biblica, le sue atmosfere grottesche, le sue tinte lunari e ostinatamente dark, E l'asina vide l'angelo è il romanzo che ha rivelato al mondo il talento letterario di Nick Cave; pubblicato originariamente nel 1989, e divenuto negli anni uno dei più ricercati e sotterranei libri di culto della generazione X, viene oggi riproposto nel testo integrale della prima edizione, in una nuovissima traduzione italiana.

Un anno strano
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Tomaselli, Ennio

Un anno strano

Manni, 06/04/2020

Abstract: Quando incontra il magistrato minorile Malavoglia Romy ha 16 anni, una famiglia disastrata alle spalle e fa già parte di una banda di delinquenti.Uno di fronte all'altra si tengono testa, tra arresti e fughe, cedimenti e delusioni, ma anche guardandosi da lontano in cerca di un'alleanza.Con piccoli passi su un ponte traballante, Malavoglia riesce a entrare nel passato di Romy, a dare via via forma e nome alle ombre, a iniziare un dialogo con la ragazza, che è anche con se stesso.Il pm a un passo dalla pensione e l'adolescente che sembra aver già troppo vissuto e patito affrontano quell'anno strano che è la vita, in tutti suoi tempi: un passato opprimente, un presente precario, un futuro in cui, comunque, si può sperare.

L'acrobata d'avanguardia. Hugo Ball tra dada e mistica
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Guerra, Gabriele

L'acrobata d'avanguardia. Hugo Ball tra dada e mistica

Quodlibet, 02/03/2020

Abstract: Hugo Ball (1886-1927) è una figura complessa all'interno del primo Novecento di lingua tedesca: studioso di Nietzsche, uomo di teatro, creatore dell'universo dadaista, feroce avversario del militarismo tedesco, sognatore cattolico, studioso delle vite dei santi; amico di Kandinskij e di Schmitt, di Hesse e di Ernst Bloch, ha attraversato i primi trent'anni del Novecento lasciando dietro di sé un'impronta duratura ma enigmatica, che la critica si è sempre impegnata a decodificare e in qualche modo a normalizzare.Questo libro, interrogando i testi e la vita di Ball secondo un impianto teologico-politico, intende porre gli uni e l'altra lungo l'asse alto/basso, immanenza/trascendenza che li attraversa, situando così la parabola intellettuale di Ball in un contesto che fa della "dissidenza" spirituale il suo asse centrale. L'itinerario intellettuale di Ball si snoda secondo un percorso che solo l'elaborazione di un'altra teologia politica, mistica e trascendentale, umana e troppo umana al contempo, è in grado di descrivere.

Oreo
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Ross, Fran - Manzio, Silvia

Oreo

SUR, 11/03/2020

Abstract: Oreo è il classico biscotto americano a due colori: nero fuori, bianco dentro. Ma è anche il soprannome di Christine, l'eroina di questo romanzo, nata dall'improbabile (e presto naufragato) matrimonio tra una madre nera e un padre ebreo. È per ritrovare le tracce di quest'ultimo, sparito senza spiegazioni anni prima, che l'adolescente Christine lascia Philadelphia alla volta di New York. Seguendo una labile scia di indizi, affronterà prova dopo prova una metropoli popolata da personaggi grotteschi – nani e truffatori, ruffiani e fattucchiere – tenendo a bada ogni pericolo con le uniche armi che ha: il cervello affilato e la lingua svelta (senza disdegnare un tocco di arti marziali).Originalissima rivisitazione del mito di Teseo in chiave pop e fumettistica, Oreo è un libro che, come i migliori romanzi postmoderni, interroga e sfida a ogni pagina l'intelligenza del lettore. Con il suo spirito femminista e ribelle, la sua garbata satira del meticciato culturale e l'inesauribile vena linguistica, che mescola con disinvoltura lo yiddish e il vernacolo dei neri, i giochi di parole e i puri e semplici neologismi, questa perla ritrovata degli anni Settanta conserva intatta la comicità sofisticata e la fantasia straripante di un'opera letteraria fuori da qualsiasi schema.

Come sono diventata femminista
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Pesenti, Rosangela

Come sono diventata femminista

Manni, 30/03/2020

Abstract: Tra una settimana arriva Valentina, vuole ascoltare dalla zia la storia della sua vita, dell'impegno politico in un piccolo paese della Lombardia, delle vicende famigliari, delle lotte femministe degli anni Settanta, delle scelte personali e intime.Nell'attesa della nipote, la protagonista ripercorre la propria esistenza, tra sogni conquiste e sconfitte. Sono ricordi a volte faticosi, e le sembra di non aver voglia di rivivere tutto. Anche per questo, a settant'anni, è approdata in una casa solitaria di fronte al mare, a distanza di sicurezza dal passato, tra libri, gatti e scatoloni pieni di carte che non le va di mettere a posto.Eppure, quando irrompe la memoria di un tempo dedicato alla politica e con le donne, si apre uno spiraglio, e le distanze si fanno più brevi.

All'arrembaggio! Dory fantasmagorica
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Hanlon, Abby - Ragusa, Sara

All'arrembaggio! Dory fantasmagorica

Terre di mezzo, 19/03/2020

Abstract: Dory deve salvare sua sorella Viola: le compagne l'accusano di aver rubato un braccialetto, ma non può essere! Di sicuro c'entrano i pirati... Come se non bastasse ci si mette pure lei Signora Arraffagracchi, con tanto di benda sull'occhio. Nel frattempo Mary trova uno nuova amica (come come??) e il signor Bocconcino si trasforma in una sirena. Cos'altro mai potrebbe succedere?

L'amore sconosciuto
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Stead, Rebecca - Valentini, Claudia

L'amore sconosciuto

Terre di mezzo, 19/03/2020

Abstract: Un romanzo intenso e profondo sul passaggio all'adolescenza, sul mistero dell'amore, i confini dell'amicizia e il senso della vita. Bridge, Emily e Tab da piccole hanno stretto un patto: non litigare mai. Ma ora, a 12 anni, tutto sta cambiando. Aumentano gli impegni e affiorano i segreti, i non detti, le tensioni. A Emily piace un compagno di scuola e si caccia nei guai, Tab è sempre più coinvolta dal gruppo sui diritti umani, e Bridge si fa un sacco di domande: Posso essere solo amica di un ragazzo? Cos'è davvero l'amore? E come lo riconosco? Romanzo finalista Premio Strega Ragazze e Ragazzi 2020, categoria dagli 11 anni.

Campioni di libertà. Adam Smith, Frédéric Bastiat, Carl Menger, Luigi Einaudi, Ludwig von Mises, Friedrich A. von Hayek, Milton Friedman, Bruno Leoni
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Bruno Leoni, Istituto

Campioni di libertà. Adam Smith, Frédéric Bastiat, Carl Menger, Luigi Einaudi, Ludwig von Mises, Friedrich A. von Hayek, Milton Friedman, Bruno Leoni

IBL Libri, 16/11/2012

Abstract: In questo ebook vengono presentati in maniera chiara e succinta la vita e il pensiero di otto importanti intellettuali liberali: Adam Smith, Frédéric Bastiat, Carl Menger, Luigi Einaudi, Ludwig von Mises, Friedrich A. von Hayek, Milton Friedman e Bruno Leoni. Vissuti nell'arco di tre secoli, questi pensatori hanno dato uno straordinario contributo nel delineare i fondamenti di una società libera.L'ebook è arricchito da un apparato di citazioni tratte dalle più importanti opere di questi autori e dalla segnalazione di alcune letture di approfondimento.

Letteratura e libertà: Borges, Paz e Vargas Llosa
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Soto, Ángel - Stefanini, Maurizio

Letteratura e libertà: Borges, Paz e Vargas Llosa

IBL Libri, 29/07/2015

Abstract: Quale rapporto esiste tra letteratura e libertà? E perché gli scrittori che difendono le idee liberali e l'economia di mercato sono così pochi? Nel corso del Novecento gli intellettuali hanno largamente difeso e sostenuto le ideologie più liberticide, e ancora oggi continuano ad avere un atteggiamento ambivalente nei confronti della libertà intesa nel suo senso più pieno. Difendere la libertà significa difendere lo Stato di diritto, l'iniziativa spontanea, l'economia di mercato, la pluralità, la tolleranza, la responsabilità individuale, il dissenso e il cosmopolitismo culturale. Ma quanti scrittori si sono veramente schierati a fianco di tutti questi valori insieme? I saggi raccolti in questo libro - a opera di Martín Krause, Héctor Ñaupari, Carlos Sabino e Ángel Soto - raccontano di tre grandi scrittori e intellettuali che hanno preso le distanze dai socialismi ideali e reali, e da una letteratura asservita a un impegno politico e ideologico acritico e cieco: Jorge Luis Borges, Octavio Paz e Mario Vargas Llosa. Il primo abbracciava quel che nelle scienze sociali si chiama "individualismo metodologico": "la moltitudine è un'entità fittizia, ciò che realmente esiste è ogni individuo". Paz sosteneva che "Lo Stato giusto non pretende di soppiantare i veri protagonisti del processo economico: imprenditori e lavoratori, commercianti e consumatori". Vargas Llosa è stato il primo grande scrittore latinoamericano che non solo ha condannato il totalitarismo e il socialismo, non solo si è opposto a governi dittatoriali o populisti, ma ha avuto il coraggio di entrare nell'agone politico per difendere apertamente i principi di una società libera. È lo stesso Vargas Llosa ad affermare che, grazie a Paz, quei pochi scrittori eretici rispetto alla fede marxista si sentirono meno orfani.

Homer Economicus. L'economia spiegata dai Simpson
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Hall, Joshua - Hall, Joshua

Homer Economicus. L'economia spiegata dai Simpson

IBL Libri, 14/09/2016

Abstract: L'economia è dappertutto, anche a Springfield. Utilizzando il celebre cartone dei Simpson, gli autori di Homer Economicus spiegano le basi della scienza economica. E così un episodio come "Marge e la monorotaia" aiuta a riflettere su spesa pubblica e grandi opere, "Mr. Spazzaneve" illumina le logiche della concorrenza, "Caro vecchio denaro" ci avvicina ai misteri della moneta e dell'inflazione.La prima sezione del volume analizza questioni teoriche: le caratteristiche del comportamento e delle scelte individuali. Nella seconda parte si riflette invece sulla moneta, sui mercati e sul ruolo dell'intervento pubblico. Nella terza sezione, infine, ci si accosta ai temi dell'immigrazione, del lavoro, del proibizionismo, del gioco d'azzardo e della sanità.Homer Economicus è uno spassoso manuale di economia, perché pure a Springfield è al lavoro la "mano invisibile" di Adam Smith, anche se ha solamente quattro dita... "D'oh!".

Cosa succede se usciamo dall'euro? Nuova ediz.
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Stagnaro, Carlo - Stagnaro, Carlo

Cosa succede se usciamo dall'euro? Nuova ediz.

IBL Libri, 10/07/2019

Abstract: Cosa succede se l'Italia esce dall'euro? Tra piani A, piani B, minibot e pugni sul tavolo, pressoché tutti i partiti politici hanno caldeggiato, esorcizzato, pubblicamente negato e privatamente accarezzato l'ipotesi del ritorno a una moneta sovrana.Questo libro intende presentare le modalità, le conseguenze e i costi di tale prospettiva. I contributi raccolti in questa nuova edizione aggiornata e ampliata – scritti da Carlo Amenta e Carlo Stagnaro, Sandro Brusco, Lorenzo Codogno e Giampaolo Galli, Natale D'Amico, Veronica De Romanis, Eduardo Fernández Luiña, Paolo Manasse, Tommaso Monacelli, Alberto Saravalle, Filippo Taddei – gettano luce sugli aspetti meno conosciuti e più critici: come dovrebbe avvenire l'uscita? Quali implicazioni avrebbe sulla partecipazione italiana al mercato interno? Chi ne trarrebbe vantaggio, e chi ne pagherebbe i costi?La risposta è che per il nostro paese l'uscita dall'euro sarebbe un disastro: l'economia andrebbe a rotoli, le finanze pubbliche entrerebbero in crisi, le disuguaglianze aumenterebbero, il sistema bancario andrebbe incontro a fallimenti e disservizi, le nostre imprese perderebbero l'accesso ai mercati europei e molti posti di lavoro sarebbero distrutti.In sostanza, sebbene la governance dell'eurozona debba essere riformata, non solo l'euro non può essere assunto quale capro espiatorio dei problemi italiani, ma rappresenta un'ancora di sicurezza per il nostro paese. Capire quali siano i costi dell'abbandono dell'euro è essenziale per porsi seriamente il problema di come fare a starci dentro traendone il massimo vantaggio.

Narrative in fuga
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Celati, Gianni

Narrative in fuga

Quodlibet, 24/03/2020

Abstract: Quattordici saggi di Gianni Celati sui suoi autori stranieri d'affezione (e da lui in gran parte mirabilmente tradotti). Il Bartleby di Melville (che proprio a Celati deve la sua divulgazione in Italia), Céline, l'amatissima Certosa di Parma di Stendhal, il Gulliver di Swift, l'Ulisse di Joyce, e altri ancora. Sono saggi densi e illuminanti, ma anche emozionanti e belli da leggere. Perché scritti con l'inconfondibile tono di Celati; ossia il tono di chi ti mette a tuo agio raccontandoti una storia.Pubblicati come introduzioni o postfazioni, sono stati nella maggior parte riscritti rispetto alle versioni stampate.J. T.

ItaliAmerica. Il mondo dei media
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Scarpellini, Emanuela - Schnapp, Jeffrey T.

ItaliAmerica. Il mondo dei media

Il Saggiatore, 01/02/2012

Abstract: Dopo il primo volume dedicato all'editoria, il viaggio nel "continente ibrido" ItaliAmerica continua con una raccolta di saggi che esplora il mondo dei media e della cultura pop lungo l'arco del Novecento, alla ricerca delle icone che hanno segnato l'immaginario comune. I cinque interventi, firmati da studiosi e docenti universitari, mettono in luce una rete di reciproche suggestioni in cui Italia e America si incontrano e si influenzano, rivoluzionando la prospettiva che rappresenta il Belpaese come colonia culturale statunitense. Gli stretti rapporti e i continui rimandi tra Hollywood e Cinecittà; il ruolo della RAI, di Mike Bongiorno e dei servizi informativi americani nella diffusione dello stile di vita a stelle e strisce; l'innesto del jazz e del rock and roll su un panorama tradizionalmente dominato dalla musica melodica; il percorso del punk, che dagli Stati Uniti arriva in Italia tramite la mediazione inglese; il tentativo di esportare nella patria del calcio uno sport come il baseball: questi i momenti simbolici di un incontro e di uno scambio interculturale i cui effetti sono tuttora visibili.

Segni. Fenomenologia e struttralismo, linguaggio e politica. Costruzione di una filosofia
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Merleau-Ponty, Maurice - Alfieri, Giuseppina

Segni. Fenomenologia e struttralismo, linguaggio e politica. Costruzione di una filosofia

Il Saggiatore, 20/10/2015

Abstract: Ispirano, alludono, dialogano tra loro, riescono a mettere in luce, come in un ritratto picassiano, una personalità formidabile. I segni che Maurice Merleau-Ponty lascia della sua filosofia, in questa che fu l'ultima raccolta di saggi pubblicata in vita, sono un insieme di indizi improvvisi ricevuti dagli eventi, dai libri e dalle cose, e restituiscono da angolature diverse il medesimo volto di un intellettuale eclettico, inquieto, e allo stesso tempo capace di divincolarsi nel groviglio di complessità del mondo contemporaneo.Segni – che il Saggiatore ripropone nella storica edizione curata da Andrea Bonomi – trova il proprio carattere unitario in un preciso stile filosofico, che apre le porte alla tradizione orientale e alla letturadel cuore turbato di Montaigne, oltre che al neorazionalismo di Einstein. Grazie all'apporto della nuova antropologia di Mauss e Lévi-Strauss, mette a punto una fenomenologia che ritorna continuamente sui propri momenti costitutivi. Lo strutturalismo insegna a Merleau-Ponty un nuovo modo di vedere l'essere: un "sistema a più entrate" il cui centro è ovunque e in nessun luogo, e all'interno del quale il linguaggio può essere letto come parola dell'essere stesso, una parola che nasce dalla carne del mondo, e porta in sé i segni della storia.I saggi filosofici si alternano a "ragionamenti politici", in cui appare evidente lo strappo rispetto al marxismo ortodosso che aveva caratterizzato la collaborazione con Sartre alla direzione di Les Temps Modernes. A un realismo politico di matrice machiavelliana e a un solido progressismo storico Merleau-Ponty affianca una capacità unica di leggere e scrutare gli animi: è ancora l'Uomo ad abitare il centro di quello schietto turbinio di pensieri in cui il lettore si sente immerso, e a volte strattonato, fin dalle prime pagine.

Biocentrismo. L'universo, la coscienza. La nuova teoria del tutto
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Lanza, Robert - Berman, Bob

Biocentrismo. L'universo, la coscienza. La nuova teoria del tutto

Il Saggiatore, 13/03/2015

Abstract: Il Novecento è stato il secolo della fisica. Le scoperte sull'atomo, le sue particelle e l'architettura del cosmo hanno prodotto la nostra concezione di universo e tutta la tecnologia che plasma la vita quotidiana. Eppure, proprio la fisica non è stata capace, e non lo è ancora, di rispondere alle antichissime domande dell'uomo, invocando come risolutiva quella teoria del tutto che ha a lungo inseguito e mai raggiunto. Che cosa c'era prima del Big Bang? Perché l'universo sembra costruito perfettamente su misura per l'uomo? E se chiudiamo gli occhi, l'universo esiste ancora? Esistono lo spazio e il tempo? Che cosa succede dopo la morte? Biocentrismo accoglie queste domande in una prospettiva inedita e affida alla biologia l'onere di far progredire le risposte: ciò che percepiamo come realtà non è che un prodotto della coscienza, scoperte scientifiche incluse. È la creatura biologica a modellare il racconto. Soltanto quando la materia diviene cosciente di sé e comincia a osservare l'esistente, l'universo intero muta la propria natura dallo stato indeterminato di probabilità – così come definito dalla teoria quantistica – a quello di misteriosa, concreta presenza: a partire dal fotone, dal petalo di una margherita, dal vento, per arrivare alle nebulose più remote. Robert Lanza – uno dei maggiori scienziati viventi, noto per le sue ricerche sulle cellule staminali – allestisce un'originale trattazione scientifica che ha la luce della semplicità e formula una teoria che colma un vuoto, oltraggiosa sia nei confronti della religione che della scienza. Una teoria che ha la necessaria e smisurata ambizione di porre la domanda: che cosa è l'universo?

Storia imprevedibile del mondo. Tutto ha una storia, anche quello che non ti aspetti, e tutte le storie sono collegate
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Willis, Sam - Daybell, James - D'Onofrio, B. Alessandro - Pugliese, Alessio

Storia imprevedibile del mondo. Tutto ha una storia, anche quello che non ti aspetti, e tutte le storie sono collegate

Il Saggiatore, 31/10/2019

Abstract: Lo sapevi che la barba prima di diventare di moda era roba da tipi loschi? Una volta era sfoggiata solo da assassini e pirati, poi ai soldati inglesi della Guerra di Crimea fu permesso di farla crescere per proteggersi dal gelo della penisola russa; tornati in patria, la trasformarono in un simbolo di coraggio e virilità.Lo sapevi che in passato i guanti potevano esprimere sentimenti opposti? Gli uomini li usavano per schiaffeggiare gli avversari, come insulto o invito al duello, mentre le donne li lasciavano cadere per sedurre gli spasimanti; gli aristocratici ne scambiavano paia ricamate o decorate da gioielli come regali tra nobili, ma potevano anche usarli per avvelenare i rivali come nel Massacro di Parigi di Marlowe.Lo sapevi che le graffette sono state strumento prima di libertà e poi di oppressione? Durante l'occupazione nazista della Norvegia erano impiegate dai cittadini come simbolo di resistenza, mentre durante la Guerra fredda tenevano insieme i dossier della Stasi nella Germania Est.Lo sapevi che i buchi in età moderna servivano sia per scoprire sia per occultare? Attraverso buchi nei muri si smascheravano congiure e relazioni proibite; i "buchi per preti", invece, sono stati i nascondigli usati dai cattolici inglesi per salvarsi dalle persecuzioni religiose.Siamo abituati a considerare il passato come una sequenza lineare, precisa e magari un po' noiosa di avvenimenti, date e personaggi; ma in realtà la storia è fatta di persone e animali, oggetti e gesti quotidiani legati tra loro in modi del tutto inattesi. Sam Willis e James Daybell intrecciano sapientemente questi fili e svelano la storia nascosta delle cose – le trame che collegano episodi comuni ed eventi memorabili, periodi e luoghi apparentemente molto lontani. Storia imprevedibile del mondo è un viaggio eclettico e affascinante alla scoperta di questo labirinto: perché non si può raggiungere alcuna meta se non ci si sa perdere almeno un po'.