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Shoshin. Nella mente del principiante tutto è possibile
Giunti, 17/09/2025
Abstract: Pensate a Galileo Galilei e ad Abraham Lincoln. Ora allo scrittore Georges Perec e alle aziende della Silicon Valley. Infine, immaginatevi uno studente che risolve problemi matematici considerati impossibili e un'artista che inizia a dipingere a ottant'anni. Che cos'hanno in comune? Apparentemente, nulla. Eppure, c'è un filo rosso che attraversa i continenti, le epoche e i contesti più diversi. È la "mentalità del principiante", in giapponese shoshin: un termine nato nel XIII secolo, nel cuore del buddismo zen, per descrivere l'atteggiamento di chi si avvicina a una disciplina per la prima volta, e lo fa con la determinazione di imparare e accogliere il nuovo, ma senza l'ansia di controllarlo, definirlo o incasellarlo subito. Con l'accumularsi dell'esperienza, però, questa disposizione tende ad affievolirsi, finché non ci troviamo di fronte a un paradosso: quanto più sappiamo, tanto più rischiamo di chiudere la mente a nuovi spunti di apprendimento. Così, anche quando cerchiamo nuove informazioni, in realtà stiamo solo cercando conferme di ciò che già pensiamo. Mantenere viva una mentalità da principiante è l'unico modo per continuare ad apprendere anche quando sappiamo già molto. Non è una rinuncia al sapere, ma una forma più matura di conoscenza. " Adottare uno sguardo da principiante significa riconoscere che ogni scelta, per quanto piccola, può diventare un nuovo inizio, non importa cosa c'è stato prima."
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Giunti, 09/09/2025
Abstract: Cosa lega il caso giuridico-letterario dello "Smemorato di Collegno" ai luoghi cult degli anni Ottanta e della commedia all'italiana, come il Bagno Marechiaro di Forte dei Marmi e l'Hotel Fanes di Cortina d'Ampezzo? Il collezionista di memorie è un viaggio di scoperta in quello che Leonardo Sciascia chiamava "teatro della memoria" e dove Pier Ettore Olivetti Rason è il filo conduttore che tesse la trama mirabilmente dipanata da Giuseppe Giusti. Un trattato in cinque atti, che unisce il contesto storico-giuridico a quello letterario-artistico e che affonda le proprie radici nell'era dei Millennials. L'autore, in un dialogo continuo con "il collezionista", accompagna per mano il lettore rivelando piccoli aneddoti, grandi sogni e un rigoroso realismo che conferiscono al volume un'identità figlia dei tempi, nella quale si tramandano i ricordi e le ambizioni di un'intera generazione. Quella della rivoluzione tecnologica, del trionfo dell'immagine, dell'edonismo, della moda e di una spumeggiante voglia di libertà. I migliori anni della nostra vita.