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Mondadori, 26/05/2020
Abstract: Rosanna Lambertucci ha lavorato duro durante il lockdown per mettere a punto una strategia di rinascita fisica, estetica e psicologa per se stessa e le sue attente lettrici. È inevitabile che due mesi di clausura forzata abbiano fatto perdere le buone abitudini che rendono le donne più sane e più belle. Ecco quindi questo manuale che in 4 settimane, attraverso un percorso che utilizza gli alimenti per le loro proprietà "curative" e una serie di esercizi di movimento, restituirà a ogni donna la concreta sensazione di benessere.
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Mondadori, 16/06/2020
Abstract: Un uomo si trasferisce a vivere da solo in una villa fatiscente nella campagna laziale. Cerca la solitudine. Con sé ha pochi ricordi, uno zaino, qualche foto, romanzi da leggere e rileggere, nessun telefono. Trascorre il tempo bevendo e nutrendosi di cibi precotti.Nel suo passato c'è qualcosa, una colpa, una perdita: non lo sappiamo, perché all'inizio Andrea non ne parla neanche con se stesso.Un giorno, di ritorno dalla spesa settimanale, gli si rompe la macchina e la vicina, Silvy, lo trova ubriaco e addormentato dentro la vettura impantanata. Si interessa a lui e lo invita a cena, ma il marito di lei non gradisce queste attenzioni.Andrea compie attività minime, che assumono densità assoluta nelle sue giornate spoglie. Osserva i movimenti elastici di Silvy nel giardino e i cambiamenti della luce con lo stesso intorpidito rapimento. Cattura insetti - un ragno, uno scarafaggio, una falena - che sistema sotto un bicchiere capovolto in attesa che muoiano.Finché arriva a cercarlo un ragazzo appartenente a una famiglia malfamata, Yuri. Ha saputo che Andrea è un insegnante di Lettere e gli chiede di dargli ripetizioni in cambio della riparazione dell'auto. Superando poco a poco le reciproche ritrosie, i due iniziano a incontrarsi, Andrea fa leggere a voce alta al ragazzo le pagine di McCarthy, Silone, Pavese, gli fa scoprire il piacere dell'identificazione, il calore e la vita che la letteratura sa trasmettere. Mette così in discussione il destino di Yuri, che la famiglia vorrebbe allontanare dagli studi, e al tempo stesso si rende conto di avere ancora qualcosa da offrire agli altri.Giorno dopo giorno, a colpi di bellezza, empatia, sensualità, desiderio, il paesaggio ricomincia a germogliare nella terra desolata del protagonista, imponendogli la necessità di fare i conti con ciò che si è lasciato alle spalle.Romanzo di assenza e solitudine, ma anche di rinascita, Come un animale racconta un percorso interiore del tutto laico, benché denso di interrogativi e suggestioni. Lo fa con uno stile maturo, teso nella sua limpidezza, simile a una nube che trattiene il temporale in arrivo.
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Mondadori, 09/06/2020
Abstract: Amanti e rivali, ultimo tassello del grande affresco realizzato da Cinzia Tani nel "Volo delle aquile", la trilogia dedicata alla dinastia degli Asburgo, ci consegna la verità sul brutale assassinio dei coniugi Acevedo avvenuto decenni prima. Non rimane che Sofia, adesso che Gabriel, Manuela, Federico e Octavia sono morti. È lei la dolente depositaria di una avventurosa vita familiare segnata dalla tragedia. L'ultimo segreto affiorerà grazie all'inaspettata comparsa di due donne alla sua porta.Mentre il secolo volge al tramonto, lo scontro tra cattolici e protestanti si fa più cruento. In Francia, sotto il regno di Carlo IX, nella notte di San Bartolomeo, tra il 23 e il 24 agosto 1572, si consuma la strage degli ugonotti per mano dei cattolici. E se la regina Elisabetta, in Inghilterra, tiene prigioniera la cattolica Maria Stuarda, il re spagnolo Filippo d'Asburgo, tramite il suo generale, l'intrepido e fascinoso Giovanni d'Austria, cerca la pacificazione nelle Fiandre.Ed è tra la corte spagnola - dove ritroviamo Ana de Mendoza, sempre alle prese con le sue oscure macchinazioni - e quella francese - illuminata dalla presenza della bellissima e scaltra Margherita di Valois - che si svolge la vicenda delle due gemelle Acevedo, Camila e Clara, così diverse tra loro ma unite da un rapporto esclusivo, destinato a infrangersi nel momento in cui entrambe, fatalmente, si innamoreranno dello stesso uomo. C'è una profezia che le riguarda, e di cui sono all'oscuro, che sta per avversarsi.Dove non è la sorte a spezzare ogni promessa di felicità, ci sono le ragioni della Storia a imporre le condotte e a segnare i destini dei singoli, contro qualsiasi previsione e volontà personale, come nel caso dell'impossibile amore tra Claudia e Guglielmo d'Orange.Eppure, il finale del romanzo è investito da una luce di ritrovata speranza. A molti anni di distanza, nel Natale del 1599, esattamente un secolo dopo l'assassinio dei loro progenitori, gli Acevedo si riuniscono dove tutto è cominciato, a Toledo, nell'antica dimora di famiglia, lontano dal clamore delle battaglie e dalla fatuità e gli intrighi di corte. Nel silenzio della campagna circostante risuonano le grida dei bambini, ed è come se per una volta a trionfare fosse la vita.Cinzia Tani, giornalista e scrittrice, è inoltre autrice e conduttrice di programmi radiotelevisivi, tra cui "Il caffè di Rai Uno", "Visioni Private", "FantasticaMente", "Assassine" e "Italia mia benché". Nel 2004 è stata nominata Cavaliere della Repubblica per meriti culturali. Ha pubblicato fra l'altro per Mondadori: Assassine (1998), Coppie assassine (1999), Nero di Londra (2001), Amori crudeli (2003), L'insonne (2005), Sole e ombra (2007, premio Selezione Campiello), Lo stupore del mondo (2009), Charleston (2010), Io sono un'assassina (2011), Il bacio della dionea (2012), Mia per sempre (2013), La storia di Tonia (2014), Il capolavoro (2017), Figli del segreto (2018), Donne di spade (2019), rispettivamente primo e secondo volume della trilogia "Il volo delle aquile".
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Mondadori, 09/06/2020
Abstract: Dal 10 giugno 1940, quando Mussolini annuncia dal balcone di Palazzo Venezia l'ingresso in guerra dell'Italia, all'8 settembre 1943, quando la voce del maresciallo Badoglio comunica per radio l'armistizio con gli Alleati, trascorrono più di tre anni, nefasti e infiniti, tra sconfitte al fronte, città sotto le bombe, alpini dispersi in Russia e paracadutisti morti a El Alamein. Ultima arrivata tra le nazioni industrializzate, l'Italia degli "otto milioni di baionette" entra in conflitto con il mondo intero, Francia, Gran Bretagna, Unione Sovietica, Stati Uniti, e la disfatta è implicita nella sproporzione tra ambizioni imperialiste e possibilità: alleato con la Germania di Hitler in un rapporto prima di competizione, poi di subalternità, il regime ne segue la parabola, mandando se stesso e la nazione alla deriva. È la guerra fascista 1940-43, epilogo drammatico di una stagione dove la retorica della parola ha oscurato la ragione.Oggetto di numerosissimi approfondimenti storiografici sulle singole campagne militari, il periodo 1940-43 manca però di lavori d'insieme che siano scientifici nella ricostruzione e fruibili nella lettura. Da qui nasce questa sintesi, che dopo ottant'anni esatti, ripercorre questo momento storico seguendo tre direttrici principali. In primo luogo, le scelte politiche di Mussolini, stretto tra le accelerazioni strategiche di Hitler, i limiti dell'economia nazionale e il peso di un'autorappresentazione ventennale che si decompone alla prova del conflitto; in secondo luogo, le operazioni militari in Francia, nei Balcani, in Africa settentrionale e orientale, in Russia; in terzo luogo, il fronte interno e la parabola del fascismo dal consenso delle adunate alla caduta silenziosa del 25 luglio. Accanto a questi percorsi, un approfondimento su un aspetto ancora poco esplorato: i crimini di guerra commessi dal Regio Esercito nella lotta contro le guerriglie partigiane nei Balcani. La conclusione è dedicata all'armistizio dell'8 settembre, ricostruito nei diversi teatri operativi, atto finale di una guerra in cui muore l'Italia fascista.
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EINAUDI, 26/05/2020
Abstract: Un tipo eccentrico, cosí viene definito da chi lo conosce, il Pm Manrico Spinori della Rocca, Rick per gli amici, gentiluomo di antiche origini nobiliari, affascinante, un po' donnaiolo e con una madre ludopatica. Ma anche i piú scettici devono fare i conti con la statistica: nel suo mestiere è bravissimo. In piú non perde mai la calma, cosa che gli torna utilissima quando si trova a indagare sulla morte di Ciuffo d'oro, famoso cantante pop degli anni Sessanta poi diventato potente guru dell'industria discografica. Subito era parso un incidente stradale, ma non è cosí: qualcuno lo ha ucciso. Del resto, alla vittima, i nemici non mancavano, per il movente c'è solo da scegliere. Rick, coadiuvato dalla sua squadra investigativa tutta al femminile, si mette dunque al lavoro. E fra serate musicali, vagabondaggi in una Roma barocca e popolana, cene grottesche con aristocratici incartapecoriti, arriverà ancora una volta alla soluzione del mistero."Il secondo atto si spense nel silenzio. Finalmente partí l'applauso. L'uomo dai capelli grigi si alzò e si diresse verso il foyer per un calice di vino. In quel momento gli vibrò il cellulare. Lesse il messaggio, sospirò, e scuotendo la testa uscí dall'edificio, avviandosi al vicino parcheggio di taxi. Il suo nome era Manrico Spinori, sostituto procuratore della Repubblica in Roma. Quel mercoledí era di turno ed era stato convocato in ben altro teatro".
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EINAUDI, 26/05/2020
Abstract: Le piante hanno diritti? E se ne hanno quali sono e cosa comporterà il fatto di riconoscerli? Attribuire diritti a soggetti che ne sono privi appare da sempre un'idea stravagante; eppure non bisogna dimenticare che neri, donne e bambini un tempo non ne avevano alcuno e oggi anche questo ci sembra impensabile. Nei secoli l'uomo ha allargato la cerchia dei diritti in seguito a guerre o rivoluzioni, come forma di riparazione per le ingiustizie e i danni subiti. Ci riferiamo sempre a guerre umane, ma combattiamo anche contro un popolo silenzioso e pacifico, dal quale dipende la nostra stessa sopravvivenza e che malgrado questo abbiamo decimato, spingendo migliaia di specie sull'orlo dell'estinzione: il popolo delle piante. Firmare una pace con l'ambiente è ormai indispensabile per risolvere problemi globali come fame, migrazioni di massa, desertificazione, inquinamento e cambiamenti climatici. È giunto il momento di una "Dichiarazione universale dei diritti delle piante", che riconosca i diritti delle nostre sorelle verdi e garantisca anche i nostri.
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EINAUDI, 26/05/2020
Abstract: "Cominciai a scrivere a mia moglie dopo che aveva del tutto smesso di amarmi". Cosí si apre questo romanzo, in cui Milo, sposato con Nadia da quindici anni, si è accorto che lei non lo desidera piú: non lo guarda, non lo ascolta, non condivide quasi nulla di sé. Sembra essersi spenta. Come a volte capita nelle coppie, resta con lui per inerzia, per dipendenza, o per paura. Quanti si arrendono all'idea che il matrimonio non possa diventare che questo? Milo no, non si arrende. Continua ad amare perdutamente sua moglie, e non sopporta di non ritrovare piú nei suoi occhi la ragazza che aveva conosciuto. Vorrebbe che fosse ancora innamorata, curiosa, vitale, semplicemente perché lei se lo merita. Ecco perché un giorno le scrive fingendosi un altro. Inaspettatamente, lei gli risponde, dando inizio a una corrispondenza segreta. In quelle lettere, sempre piú fitte e intense, entrambi si rivelano come mai prima. Pian piano Milo vede Nadia riaccendersi, ed è felice, ma anche geloso. Capisce di essere in trappola. Come può salvarsi, se si è trasformato nel suo stesso avversario?
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EINAUDI, 26/05/2020
Abstract: Acqua e fuoco sono gli elementi che attraversano questa raccolta da cima a fondo. Acqua che invade le case dove abitiamo, che si insinua sotto il letto, che "arriva | alle lenzuola | e annega | ogni cosa". Un'eco delle morti nel Mediterraneo ("Si disfano | i compiti | nell'acqua. | Li hai messi | in mare aperto? | E quante | giustificazioni | servono | se non torna | l'appello?") che diventa un incubo domestico, risuona nelle vite quotidiane tutte casa e supermercati. Una poesia ricorda anche il crollo del ponte Morandi, ma queste ispirazioni dalla cronaca piú drammatica rifluiscono in un meccanismo di immaginazione macabra tutta interiorizzata, nel quale la logica del noi e loro non sembra avere piú senso. L'universo di corpi mutanti, un po' animali, un po' cadaveri, protagonisti del libro, è allo stesso tempo dato esterno e interno. Il fuoco è corpi che bruciano ma anche, forse, una via di fuga. La propulsione verso una lontananza dispersa tra galassie e pianeti che viene evocata nelle ultime poesie è forse la conclusione di un percorso, il ritrovamento di ciò che fin dall'inizio si cercava. Con questi versi pieni di ferocia e di angoscia scritti con straniante impassibilità, Laura Accerboni snoda una originale poesia politica in forma macabro-surreale.
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EINAUDI, 26/05/2020
Abstract: Fine Ottocento. Una storia che si dipana tra Pisa, Milano, Lugano, Livorno, Rosignano, l'Isola d'Elba, ma anche l'America, sulle tracce di una celebre canzone che dà il titolo al libro, e del suo autore, Pietro Gori: un avvocato, un poeta, un anarchico "socialmente pericoloso", che si trova a vivere una delle stagioni piú tormentate della nazione. Un'epoca in cui l'antropologia criminale di Cesare Lombroso - col consenso di psichiatri, giuristi e funzionari di polizia - aveva il compito di costruire una sistematica rete di controllo per ogni tipo di devianza, anche la devianza politica. E soprattutto quella che proclamava patria "il mondo intero" e unica legge la libertà."Il libro prende spunto da questa canzone e dall'immagine che gli fa da sfondo: una fredda e nevosa sera d'inverno a Lugano, dove s'intravede in strada un drappello di uomini ammanettati e avvolti nei loro mantelli neri che procedono in fila, stretti l'uno all'altro, a passo spedito. Ad accompagnarli c'è un gruppo di agenti di polizia. Il loro compito è di scortarli fino alla stazione ferroviaria, e da lí controllare che salgano sul treno diretto a nord, a Basilea, al confine con la frontiera tedesca. E che nessuno di loro abbia la malaugurata idea di tornare indietro. Arrestati e sbattuti in carcere come malfattori, su di loro pende come unica accusa quella di essere potenzialmente sovversivi, quindi indesiderabili: una minaccia per la vita ordinata e tranquilla della città. Sono italiani, in gran parte giovani, dei quali non resteranno che un nome e un cognome, senza anima né corpo. Tranne di uno, nato a Messina ma da padre e madre toscani, che da alcuni anni è personalità di rilievo, non ancora trentenne ma già segnalato per la sua pericolosità di agitatore nei dispacci delle prefetture d'Italia e Francia. È Pietro Gori, anarchico, conferenziere di grido, dirigente politico ma anche poeta e drammaturgo, penalista e sociologo. Ed è proprio mentre è rinchiuso nelle carceri ticinesi, alla fine di gennaio del 1895, che compone una delle sue canzoni piú celebri: Il canto degli anarchici espulsi, meglio nota come Addio Lugano bella".
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EINAUDI, 26/05/2020
Abstract: Nel cuore dell'Afghanistan, protetta dalle cime dell'Hindu Kush, sorge la fertile valle di Bamiyan. Dalle loro nicchie millenarie scavate in una parete di roccia, due gigantesche statue di Buddha dominano il paesaggio e il sole le colora di sfumature straordinarie a ogni alba, a ogni tramonto. Ma è l'11 marzo 2001: nella valle di Bamiyan il sole non può illuminare altro che tristi macerie. 11 marzo 2001. È mattina a Parigi. Tom si alza e si prepara a partire per Amsterdam. Tom, che in realtà si chiama Tamim, è afghano, vive in esilio in Francia e fa il rappresentante. Soffre di paramnesia: ha sempre la sensazione di aver già visto, già vissuto la sua vita. È sposato con Rina: ha deciso che quel giorno la lascerà per Nuria, la giovane e misteriosa amante che lo aspetta in Olanda. Ma quando arriva ad Amsterdam, Nuria è scomparsa. Sarà l'ambigua Rospinoza, una carismatica amica della ragazza, a dargli le risposte che sta cercando? Per Tom quella giornata piú di ogni altra assume quasi i contorni di un sogno. 11 marzo 2001. È mattina a Kabul. Yussef si alza per svolgere come sempre il suo lavoro di portatore d'acqua. Se non lo farà, i talebani lo puniranno duramente con novantanove frustate sulla schiena. Yussef è povero, analfabeta, e tutti lo scherniscono trattandolo da eunuco. Prima di partire in esilio, suo fratello gli ha affidato la moglie Shirin. La donna è taciturna e apatica: Yussef si tormenta e vorrebbe aiutarla, ma assurde convenzioni gli impongono di non avere pietà per una donna abbandonata. E di tacere l'affetto proibito che prova per lei. Quel giorno, mentre i talebani distruggono i Buddha di Bamiyan in quanto icone non musulmane, Shirin scompare. Sarà l'enigmatico Lala Bahari, commerciante sikh convertito al buddismo, il custode delle risposte che Yussef sta cercando? Per Yussef quella giornata particolare assume quasi i contorni di un sogno. Tra assillante realtà e suggestioni oniriche, Atiq Rahimi scava nella ferocia della storia contemporanea con questo intenso romanzo a due voci che narra di esilio, radici, libertà, amore.
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Piemme, 26/05/2020
Abstract: Matteo Serra è il nuovo elemento del Nucleo operativo crimini violenti di Milano guidato dal commissario Andrea Gherardi. Ma Matteo Serra è anche un poliziotto corrotto, coinvolto in loschi traffici di droga, dalla mente brillante quanto scaltra che ha raccolto nei suoi dossier segreti informazioni scottanti sul gotha della politica, dell'economia e della Chiesa. Ecco perché nessuno può permettersi di inimicarselo e il trasferimento da Roma a Milano è, per ora, la soluzione migliore. Serra si trova dunque a far parte di una squadra stretta nella morsa della 'ndrangheta e dei colombiani che vogliono mettere le mani sull'imponente traffico di cocaina del capoluogo lombardo. Una squadra in cui nessuno è quello che sembra e che, ben presto, verrà coinvolta nell'operazione più violenta e sconvolgente mai affrontata. In anteprima per i lettori il primo capitolo del nuovo libro di Romano De Marco, IL CACCIATORE DI ANIME
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Piemme, 22/05/2020
Abstract: Il 23 febbraio, due giorni dopo lo scoppio del primo focolaio di Codogno, il pronto soccorso di Alzano Lombardo, in Val Seriana, a due passi da Bergamo, viene chiuso per due casi di Covid-19 per poi essere inspiegabilmente riaperto qualche ora più tardi. In pochi giorni Alzano, insieme al vicino comune di Nembro, diventa il territorio con la più alta mortalità da Coronavirus al mondo. Perché l'ospedale non è stato chiuso? Perché non è stata istituita una zona rossa nei due comuni? Perché le aziende del territorio non hanno fermato la produzione? L'inchiesta di "The Post Internazionale" (TPI.it) mostra le verità nascoste e le responsabilità dietro il focolaio che ha messo in ginocchio il paese. The Post Internazionale (TPI.it) è un sito d'informazione indipendente fondato nel 2010, e oggi tra i più letti in Italia. Autori dell'ebook: Francesca Nava, Giulio Gambino, Selvaggia Lucarelli, Veronica Di Benedetto Montaccini, Luca Telese, Marco Revelli. Con interventi di Stefano Mentana e Gessica Costanzo.
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Piemme, 26/05/2020
Abstract: Roma, 1519. Ci sono voluti anni di fatiche e compromessi, ma ora lui, Raffaello da Urbino, è per tutti un maestro, il maestro, in realtà, da quando Michelangelo e Leonardo sono partiti. La Città Eterna, però, si è rivelata un nido di serpi, e dietro i sorrisi non vi è che invidia. Da quando poi papa Leone X lo ha nominato sovrintendente all'archeologia romana, le cose sono andate peggiorando. Roma nasconde tesori che spetterebbero al papato, ma molti di questi si trovano sui terreni delle famiglie nobili più influenti, che mai vi rinuncerebbero. Così, stritolato tra un papa forestiero e le famiglie che vuole ingraziarsi, Raffaello decide di disegnare una mappa della Roma imperiale. La caducità degli interessi dei singoli sarà con il tempo scalzata da un oggetto imperituro. E, nel frattempo, dedica tutto se stesso alla pittura, alla Trasfigurazione, e alla donna che ama, Margherita, la Fornarina, sua musa e amante. Pochi mesi dopo, però, Raffaello, il banchiere Chigi e il cardinal Bibbiena, suoi amici e mecenati, muoiono in circostanze misteriose. Una vita disordinata, nella versione ufficiale, ma per Pietro Aretino, brillante poeta e amico, spirito libero costretto al soldo di padroni a volte indegni, e per Margherita, le morti sono opera della stessa mano assassina. E per trovarla dovranno disseppellire una rete di invidie, antichi misteri e patti segreti tra i più impensabili alleati.A cinquecento anni dalla morte di Raffaello, Francesco Fioretti ce ne regala un ritratto magistrale e inedito, non solo il maestro ricercatissimo e osannato, ma anche la vittima di quello stesso potere che lo rese uno dei più grandi interpreti del Rinascimento, cuspide tra il mondo del bello come manifestazione di Dio e dell'uomo e un'epoca di repressione e penitenza.
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Mondadori Libri Trade Electa, 26/05/2020
Abstract: Timmy Frana e' tornato! E ci sono tre cose che dovete sapere: • sono un detective • ho fondato l'agenzia migliore della città • ho risolto ogni grana (o quasi). E ora sono pronto per affrontare il caso più importante di tutta la mia carriera. Ma qualcuno sta giocando sporco. Cerca di confondermi. Ingannarmi. Io però non gliela darò vinta, devo solo stare alla larga dall'unica cosa che può mandare tutto all'aria: i guai!
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Rizzoli, 16/06/2020
Abstract: Sono i primi anni del Novecento e gli echi della rivoluzione hanno raggiunto, insinuandosi tra campi e colline, la campagna fertile di Linares: un laborioso, coriaceo angolo di Messico dove sorge l'hacienda dei Morales. È in questa famiglia che vive la nana Reja, l'anziana nutrice che ha cresciuto generazioni di bambini e ora trascorre i giorni sulla sedia a dondolo. Finché una mattina, vincendo la sua leggendaria immobilità, Reja s'incammina e arriva al ponte, come svegliata da un richiamo. In un viluppo di stracci, proprio lì, e circondato da un nugolo di api, c'è un neonato. Lo chiameranno Simonopio, questo bambino magico che gli insetti non pungono, questo bambino dannato che al posto della bocca sembra abbia un buco. In silenzio, il piccolo impara a leggere i voli delle sue amiche api e da quelli a capire le oscillazioni della natura e i suoi presagi. Così, mentre l'epidemia di influenza spagnola colpisce la regione e tradizioni arcaiche si infrangono contro l'onda di un tempo nuovo, la famiglia Morales si affida all'intuito di Simonopio. E costruirà grazie a lui un nuovo futuro. Il sussurro delle api è un'epopea familiare in cui la dimensione privata e le grandi vicende storiche si fondono in uno scenario di incredibile potenza visiva. Nel leggere le pagine di Sofía Segovia non riusciamo a non sentire, forte, la voce della grande letteratura latinoamericana e a riconoscerne ancora una volta la bellezza.
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Sperling & Kupfer, 26/05/2020
Abstract: L'AMORE È UNA PROMESSA CHE NON SEMPRE SI PUÒ MANTENERE. Come tutte le ragazze che vivono nel castello di Keresken, Lady Hollis Brite sogna di fare innamorare di sé Jameson, l'affascinante re del regno di Coroa, che sposandola la renderebbe non solo regina, ma una vera e propria leggenda. Quando, inaspettatamente, il giovane regnante si accorge di lei e comincia a corteggiarla con doni stravaganti, Hollis è incredula e lusingata dalle sue attenzioni. Ben presto, però, si rende conto che essere la prescelta non è il sogno che immaginava, soprattutto nell'istante in cui incrocia i penetranti occhi azzurri di Silas, un ragazzo misterioso venuto da lontano, che comincia a farle battere il cuore e le scatena dentro una vera e propria tempesta. Mentre gli sguardi di tutta la corte sono puntati su di lei, Hollis si troverà costretta a scegliere tra la vita che ha sempre desiderato e una vita che non avrebbe mai e poi mai pensato di desiderare Dopo lo straordinario successo della serie The Selection, che ha scalato le classifiche internazionali e diventerà un film Netflix, torna in libreria Kiera Cass, autrice bestseller del New York Times e amatissima dalle lettrici italiane. Promised, primo capitolo di una nuova saga, è molto atteso in tutto il mondo ed è in corso di pubblicazione in sedici Paesi.
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Lezioni di leadership creativa
Sperling & Kupfer, 26/05/2020
Abstract: Le idee e i valori per reiventare il futuro, ispirare le persone e trasformare la magia in realtà. Robert Iger è diventato CEO di Walt Disney Company nel 2005, in un periodo molto difficile in cui la concorrenza era più forte che mai e la tecnologia stava cambiando più rapidamente che in qualsiasi altro momento della storia dell'azienda. Iger sapeva che l'unica cosa che contava era reinventare il futuro. Il suo piano si fondava su tre semplici idee: tornare al principio che la qualità è importante; sfruttare la tecnologia invece di combatterla; pensare più in grande e rafforzare il marchio Disney sui mercati internazionali. Quindici anni dopo, Disney è il più grande e rispettato gruppo mediatico al mondo, proprietario di Pixar, Marvel, Lucasfilm e 21st Century Fox. La multinazionale ha quasi quintuplicato il suo valore da quando Iger ne ha assunto la guida, cosa che ha reso quest'ultimo uno dei CEO più innovativi e di successo dei nostri tempi. In questo libro, Robert Iger condivide le lezioni apprese durante la sua carriera in Disney, delineando i principi fondamentali di una vera leadership fondata non solo sulle capacità manageriali ma anche sulla fiducia nell'essere umano e nella sua insostituibile forza creativa. Coraggio, curiosità, decisione, imparzialità e soprattutto un approccio che sappia privilegiare onestà e correttezza rispetto al profitto, tutte qualità cui Iger ha ispirato ogni suo progetto o rapporto professionale e personale, dalla profonda amicizia che lo ha legato a Steve Jobs negli ultimi anni di vita alla sua incrollabile passione per la mitologia di Star Wars. "Spero che le idee e le storie che racconto in questo libro vi aiuteranno a essere più concreti e intuitivi e ad avere più sicurezza in voi stessi. Sono le lezioni che hanno plasmato la mia vita professionale e personale, e mi auguro possano essere utili anche per la vostra." Robert Iger
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UTET, 19/05/2020
Abstract: Da Sun Tzu a Donald Trump, un fulminante trattato per capire la strategia delle campagne elettorali, e quindi una guida per comprendere la politica di oggi. La storica campagna elettorale di Obama nel 2008, il tentativo fallimentare di Veltroni di imitarne la strategia, gli slogan a effetto e le promesse roboanti di Silvio Berlusconi, le accuse e gli sberleffi di Trump contro i suoi avversari, la costruzione dell'immagine di politico vicino alla gente di Matteo Salvini: negli ultimi anni, candidati di ogni nazionalità e schieramento hanno usato sempre più gli strumenti del marketing e della pubblicità, i dati demoscopici di analisti specializzati in targettizzazioni, i consigli di coach esperti di tv e guru del mondo digitale. Tutto per ottenere il maggior numero di consensi. Ma cosa rende una campagna elettorale un successo? Come si vincono le elezioni oggi? Facendoci entrare per la prima volta in una war room, il luogo dove spin doctor, politici, sondaggisti limano e discutono le strategie elettorali giorno dopo giorno, Giovanni Diamanti, professionista della comunicazione politica, ci mostra gli ingranaggi di un macchinario che non è soltanto fatto di trovate mediatiche e intuizioni propagandistiche. Si scopre, infatti, che i segreti per uscire vittoriosi dall'urna non sono molto differenti da quelli con cui Sun Tzu insegnava l'arte della guerra o con cui il generale von Clausewitz istruiva l'esercito prussiano. Tutto è frutto di un'attenta analisi e pianificazione, tutto è coerente con le scelte di fondo: dalla grafica esibita sui manifesti che tappezzeranno le città, al tono con cui polemizzare in un dibattito, dal modo per esaltare i pregi del proprio messaggio a come gestire le aspettative. La corsa al voto non appare così come un semplice bombardamento di promesse che l'elettorato subisce passivamente, ma un'arte raffinata e complessa di cui possiamo e dobbiamo conoscere l'intimo funzionamento per comprendere la politica di oggi.
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Mondadori, 23/06/2020
Abstract: A ogni generazione spetta il compito di reinventare i classici. Ogni generazione deve assumersi la responsabilità di questa reinvenzione, cioè di attingere dal passato qualcosa che permetta di decifrare il presente, che consenta di cogliere, sotto la superficie del flusso inarrestabile degli eventi e delle informazioni, ciò che ci riguarda direttamente, ci chiama in causa. Per farlo è necessario sottrarsi al brusio assordante della modernità e prestare ascolto a quanto hanno ancora da dirci gli antichi, i Greci in particolare.Perché la tragedia greca, a duemilacinquecento anni di distanza, continua a parlarci con forza, ponendoci di fronte questioni ineludibili: dà voce al dolore e alla sofferenza, racconta i conflitti che lacerano le comunità e squassano i rapporti familiari, ha molto da dirci riguardo alle nostre origini, mette a nudo la precarietà della nostra esistenza. E soprattutto descrive la zona grigia in cui si dispiega l'agire degli uomini, costretti a vivere in un mondo dominato dall'ambiguità e dall'incertezza, dove la ragione spesso si rivela una guida insufficiente a dissolvere l'opacità che li avvolge e le parole non sono altro che un vuoto gioco di prestigio che occulta la verità. Una "terra di mezzo" sospesa tra libertà e necessità, fra autonomia e dipendenza, dove il passato sembra condizionare ogni decisione e il futuro assume le sembianze del fato, cioè di una realtà che pare al di fuori della nostra portata ma che tuttavia ha bisogno di noi per potersi realizzare. La tragedia, quindi, ci rivolge in maniera pressante una domanda cruciale: che cosa dobbiamo fare? Di fronte ai drammi del nostro presente - le guerre, le ingiustizie, la violenza, la povertà - come dobbiamo agire? Qual è il nostro grado di coinvolgimento? Possiamo davvero considerarci non responsabili? Fino a dove può spingersi la nostra inazione o la nostra indifferenza?A lezione dagli antichi ci invita a trovare una risposta a questi interrogativi, una risposta che è essenzialmente "politica", perché attiene al nostro essere cittadini, parte attiva di una comunità che di fronte ai drammi degli altri non distoglie lo sguardo ma li riconosce come propri. Non è un caso, infatti, se la tragedia è nata nell'Atene democratica del V secolo a.C., se in essa "la città si fa teatro" e si mette in scena. Se vogliamo capire chi siamo, se vogliamo scoprire quale ruolo possiamo svolgere nel mondo, allora dobbiamo tornare al palcoscenico della vita che i tragici greci hanno allestito per noi.
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Einaudi, 03/06/2020
Abstract: Se non vi è mai successo di nascondere in casa una ragazza in mutande appena fuggita da una retata in un bordello al quarto piano del vostro palazzo, non siete il tipo di persona a cui capitano queste cose. Vincenzo Malinconico lo è. Dovrebbe sapere che corre un rischio bello serio, visto che è avvocato, e invece la fa entrare e poi racconta pure un sacco di balle al carabiniere che la inseguiva e va a bussargli alla porta. È cosí che inizia I valori che contano (avrei preferito non scoprirli), il romanzo in cui Malinconico - avvocato di gemito, piú che di grido - oltre a patrocinare la fuggiasca in mutande (che poi scopriremo essere figlia del sindaco, con una serie di complicazioni piuttosto vertiginose), dovrà affrontare la malattia che lo travolgerà all'improvviso, obbligandolo a familiarizzare con medici e terapie e scatenandogli un'iperproduzione di filosofeggiamenti gratuiti - addirittura sensati, direbbe chi va a cena con lui - sul valore della pena di vivere. Un vortice di pensieri da cui uscirà, al solito, semi-guarito, semi-vincente e semi-felice, ricomponendo intorno a sé quell'assetto ordinariamente precario che fa di lui, con tutti i suoi difetti e le sue inettitudini, una persona che sa farsi voler bene, pur essendo (o forse proprio perché è) un uomo cosí cosí.