Trovati 793555 documenti.
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Pearl Jam : twenty [Videoregistrazione] / scritto e diretto da Cameron Crowe
S.l. : Sony Music, 2011
Abstract: Contiene un documentario che offre al pubblico uno sguardo intimo e ravvicinato sul percorso artistico della formazione dei Pearl Jam, attingendo a oltre 1.200 ore di filmati rari o inediti, a piú di 24 ore di interviste recenti con i membri della band e a testimonianze audio-video delle performance dal vivo. "Pearl Jam Twenty" ricostruisce i capitoli essenziali della loro storia: gli anni che portarono alla formazione della band, il caos che quasi immediatamente conseguì alla sua ascesa rapidissima nell'olimpo delle superstar, la scelta, dettata dall'istinto di autoconservazione, di ritrarsi dalle luci della ribalta, la creazione di un circolo fidato di amici e di collaboratori
Dave il musicista / [illustrazioni di Valentina Stecchi ; testi di Amelia Gorì]
Lodi : Arpeggio Libero, 2011
Abstract: Età di lettura: da 4 anni.
Roma : Gruppo editoriale L'Espresso, 2007
Il teatro di Repubblica-L'Espresso
Abstract: Difficile per un personaggio che ha attraversato tutti gli stadi del successo televisivo, con i suoi alti e bassi, ritrovare un rapporto autentico con il pubblico teatrale. È assai arduo per il divo, ma contraddice anche le abitudini di un pubblico assuefatto a moduli di fruizione predeterminati. A Paolo Rossi va riconosciuto tanto per cominciare il merito di averci provato, uscendo dai sentieri più praticati per rischiare in prima persona. Nel Romeo & Juliet (visto al tendone No Limits di Milano, con una platea opportunamente ridotta rispetto alle masse televisive richiamate da Aldo Giovanni e Giacomo) fa quello che molte avanguardie teatrali hanno teorizzato e che la neo-televisione alla Stranamore o Scherzi a parte pratica da tempo, anche se spesso con qualche inganno e sotterfugio: trasforma gli spettatori in attori. Romeo, Giulietta, i loro genitori, Benvolio, i servi delle fazioni rivali, vengono assoldati nel foyer del teatro, appena prima dell'inizio della serata e promossi all'istante protagonisti. Come Carmelo Bene, Rossi si riserva il ruolo di Mercuzio, almeno per il celeberrimo monologo della regina Mab, per poi cederlo nel finale della serata, che in effetti copre solo i primi due atti della tragedia shakespeariana, al cantastorie senegalese Modou Gueye. La scelta ludica e provocatoria di coinvolgere il pubblico vuol essere una critica implicita alla società dello spettacolo, che tuttavia usa molti dei suoi meccanismi: dal diritto di ciascuno di noi al suo quarto d'ora di celebrità, profeticamente sancito da Andy Warhol, al fatto che ormai siamo tutti allenati a esibirci in pubblico da un'educazione a base di tv. E ovviamente la riuscita di questa Serata di delirio organizzato non può prescindere dal carisma e dall'abilità del regista-in-scena, un Paolo Rossi che torna al teatro dopo una lunga assenza, entusiasta e incontenibile una specie di Maradona in una partita del campionato giapponese. In effetti il "teatro di rianimazione", come si definisce questa forma di spettacolo altamente interattivo, usa tecniche assai antiche, un sapere tradizionale, di recente formalizzato e ripreso nelle varie forme di animazione teatrale, dallo scolastico al turistico. Non a caso Rossi ha voluto in compagnia, oltre a una coppia di musicisti (Emanuele Dell'Aquila e Pepe Ragonese) e a un comico con chance televisive (Giovanni Caccioppo), un cantastorie e un artista di strada (il francese Gerard Estrème). Rossi (che tempo fa, in una Tempesta con Carlo Cecchi, era stato Ariel, il folletto che realizza le magie teatrali di Prospero), conduce ora con una zazzera fiammeggiante e un costume vagamente clownesco una sgangherata prova aperta nella quale il testo viene analizzato, commentato, discusso, parodiatoà E insieme preso assai sul serio, in molti di quelli che sono i suoi valori più autentici. Costruita intorno a una vicenda stranota (che non a caso è anche al centro di un successo mondiale come Shakespeare in Love), la serata è un'operazione esplicitamente pedagogica, una rianimazione (appunto) dei sensi e dell'intelligenza dello spettatore imbalsamati dai mass media. Il comico viene usato come chiave per aprire i diversi snodi drammaturgici e teatrali, per misurare la distanza del classico dall'attualità (non mancano battute "politiche"), per suggerire costantemente mondi diversi, altre possibilità d'esistenza. Perché la risata può incorniciare e commentare qualsiasi situazione, smascherandone i presupposti ideologici: è uno degli snodi dello straniamento brechtiano, che Rossi e il suo abituale co-autore Riccardo Piferi hanno compreso e utilizzano con efficacia. C'è un altro meccanismo in atto: l'uso di "attori per caso" e l'improvvisazione mantengono costantemente viva la tensione, come in un numero d'acrobati del circo. Chi accetta di prestarsi al gioco indossando per una sera i panni di Romeo può esagerare per compiacere pubblico e platea, oppure irrigidirsi e rifiutare di baciare Giulietta, perché c'è in sala una fidanzata gelosa, mettendo in imbarazzo gli attori-attori, cui toccherà ricucire lo strappo con la loro superiore sapienza. Questa imprevedibilità, per eccesso di confidenza o per blocchi di timidezza, è connaturata al "qui e ora" dell'evento teatrale, ma in questo caso viene spinta fino al suo limite estremo e utilizzata come continua fonte di divertimento (rifiutando però le crudeltà gratuite nei confronti dei giocatori). Spettacolo teatrale che non si può vedere solo con sguardo teatrale (non a caso in scena sono costantemente accesi due televisori per "chi si annoia"), Romeo and Juliet gioca con i meccanismi più elementari e insieme profondi della scena. Istruttivo senza mai essere serioso, riesce a far ridere rispettando Shakespeare, demistifica tutto quello che può ma al tempo stesso suggerisce che vale la pena di prendersi qualche responsabilità nei confronti della cultura...
Roma : Gruppo editoriale L'Espresso, 2007
Il teatro di Repubblica-L'Espresso
Abstract: La sfida per la Compagnia di Paolo Rossi è ora il viaggio senza passaporto della maschera del "Signor Rossi" attraverso l'illusione e la seduzione delle culture, i segreti dei culti e la magia; un viaggio in cui si mettono a confronto i teatranti, il pubblico e le credenze religiose. Cosa nasce da questo incontro non è dato saperlo, ma è per scoprirlo che si intraprende questa strada lungo i molti confini di religione e cultura che, a dispetto di ogni possibile globalizzazione, contemporaneamente separano e uniscono i popoli della terra. E' un lavoro abitato da molte anime e da molte voci che, come da felice consuetudine degli spettacoli di Paolo Rossi, cerca di intercettare anche la voce e l'anima del pubblico per trarne nutrimento e portarle con se' nel suo viaggio. Il progetto si divide, anche temporalmente, in due parti: la prima parte di stagione è dedicata all'happening libero e ad esercizi che conducono poi alla seconda parte di stagione ed allo spettacolo in forma definitiva. Ovviamente "definitiva" è una parola da prendere con tutta l'ironia del caso, specialmente se la riferiamo ad uno spettacolo che vive di un continuo scambio di emozioni con i luoghi e le persone che incontra...
Roma : Gruppo editoriale L'Espresso, 2007
Il teatro di Repubblica-L'Espresso
Abstract: A distanza di 18 anni dal successo dello spettacolo Chiamatemi Kowalski, che lo fece conoscere al grande pubblico del teatro italiano, Paolo Rossi presenta il nuovo spettacolo Chiamatemi Kowalski. Il ritorno. Lo spettacolo propone nuovi testi e recupera i migliori brani di Chiamatemi Kowalski, Operaccia Romantica, SetteSpettacoli e Pop&Rebelot, trilogia dove il personaggio di Kowalski ha fatto le sue apparizioni. Il tutto arricchito con fatti di vita vera, in un percorso quasi autobiografico dellattore. Il recital è una questione molto personale, dichiara Paolo Rossi. Dopo averlo visto confrontarsi con Shakespeare e Molière, e dopo aver seguito il Signor Rossi affrontare coraggiosamente La Costituzione e L\impero del male, il pubblico ritroverà l\attore alle prese con la forma teatrale che lo ha reso famoso: i monologhi ricchi di storie, a volte raccontate con ironia e cattiveria, a volte con un pizzico di poesia, senza dimenticare il rapporto con il pubblico, nello stile di delirio organizzato, caratteristico della sua compagnia Teatro di Rianimazione. Accompagnato dalla cantante Syria e da una band (Emanuele DellAquila, Alex Orciari e Marco Parenti), Rossi ci fa attraversare questi ultimi decenni. Punto di partenza dello spettacolo è un particolare incidente: dopo ventanni, a furia di raccontare storie, il capocomico ha perso la sua: Arriva un momento in cui i cuentacuentos non sanno più se quello che stanno raccontando è successo veramente o è frutto della loro immaginazione; è risaputo che i racconta-storie sono ladri, sono geni e soprattutto sono dei grandi bugiardi: la realtà si mischia alle storie e le storie si mischiano alla realtà. E se un racconta-storie perde le storie, cosa succede? Le storie non sono cose, oggetti. Le storie non si possono toccare, sono loro a toccare noi, a farci diventare cose od oggetti. Assistere a Il ritorno di Kowalski è come salire sulle montagne russe della memoria di Rossi...
Roma : Gruppo editoriale L'Espresso, 2007
Il teatro di Repubblica-L'Espresso
Abstract: Dopo aver affrontato con successo e a modo suo i classici del teatro con Romeo and Juliet e Questa sera si recita Molière, Paolo Rossi torna al Piccolo con un nuovo spettacolo in cui lattualità viene affrontata attraverso un testo che tutti conoscono ma che forse pochi hanno letto realmente: la Costituzione Italiana. Il Signor Rossi e la Costituzione segna il ritorno di Paolo Rossi, accompagnato da un gruppo di musicisti, alla struttura dei suoi primi lavori teatrali. Il monologo, la canzone, le affabulazioni, i cantastorie. Allo stesso tempo lo spettacolo si nutre delleredità degli happening recitati con il diretto coinvolgimento del pubblico, ossia dellesperienza del teatro di Rianimazione maturata dal Romeo and Juliet in poi. Il sottotitolo recita adunata popolare di delirio organizzato. Larticolo 17 della Costituzione, infatti, sancisce il diritto di riunirsi pacificamente e senzarmi, e le armi della poesia sicuramente non sono ancora contemplate fra le armi improprie. Paolo Rossi, avvalendosi di questa norma, invita gli spettatori a riunirsi in un luogo pubblico per parlare della Costituzione, coinvolgendoli direttamente in un confronto imprevedibile e ogni sera diverso e, in veste di cicerone, capo-popolo, presidente dassemblea, affronta il testo della nostra Legge Fondamentale per conoscerlo prima di vederlo modificato, discuterlo, riscriverlo, certamente per capirlo...
Roma : Gruppo editoriale L'Espresso, 2007
Il teatro di Repubblica-L'Espresso
Abstract: Silvio? E' un uomo che si è fatto tutto da solo. E' persino nato all"insaputa dei suoi genitori! . Paolo Rossi torna alla carica con uno dei suoi più bei one-man show: "Storie per un delirio organizzato", che "L"espresso" e "Repubblica" propongono in Dvd la prossima settimana. Scritto con Stefano Benni, Riccardo Pileri e Giuseppe Gabardini e portato in tournée tra il 2001 e il 2002 è uno spettacolo di storie piccole e grandi, personali e raccolte in giro, a volte ispirate a leggende urbane, che Rossi voleva ±parlassero di libertà. Poi però ±sono accaduti altri fatti, quelli del G8 di Genova e la realtà ha fatto irruzione in teatro . Solo in scena e con un titolo che è già un programma (e che più volte ricorre come appendice nella sua produzione teatrale), Rossi passa da esilaranti aneddoti sul suo anno di militare alla questione palestinese, dalle hit degli anni Sessanta ad una personale rilettura dell"ultimo mezzo secolo di storia d"Italia...
Roma : Gruppo editoriale L'Espresso, 2007
Il teatro di Repubblica-L'Espresso
Abstract: Molti attori ne hanno una: Benigni ha Dante, Albertazzi ha l'imperatore Adriano, Lavia Shakespeare. La dolce ossessione di Paolo Rossi è François Rabelais. Del monaco francese, grande affabulatore, umorista e sognatore, ±che visse a cavallo tra '400 e '500 (ma a volte andava anche a piedi), ha letto e raccontato tutto, a partire dal capolavoro "Gargantua e Pantagruel". Lo ha fatto prima in uno spettacolo, "Rabelais", che tra il '96 e il '97 ha recitato ovunque, nei pub, nei teatri, per la strada e perfino a Parigi e Mosca. E poi ricucendo insieme quei mille Paolo Rossi-Rabelais in "1-10-100 Rabelais", due puntate nate per la tv nel 2001, che "L'espresso" e "Repubblica" propongono la prossima settimana come ultimo Dvd della collana dedicata ai migliori spettacoli teatrali del comico di Monfalcone. E' un gioco di scatole cinesi, in cui Rossi narratore e navigatore tra le sue stesse interpretazioni alterna momenti lirici, in cui fa il verso ai grandi mattatori leggendo di "Eros e politica nelle valli bergamasche del '400"; ed esilaranti spazi di improvvisazione pura con il pubblico, tra un bicchier di vino e una battuta sconcia in una fumosa osteria. ±"Gargantua e Pantagruel" è la Bibbia di noi comici, racconta Rossi: ±Io seguo questo libro e lui segue me. Che ironia, proprio lui, piccola grande forza del palcoscenico a recitare di due giganti! Nella sua rilettura, che non abbandona nemmeno tra le mura di una toilette, le intuizioni rabelesiane sono piccole lezioni di vita. Il Medioevo non sembra così lontano dai nostri giorni bui in cui, seppur con gli "amici" di sinistra al potere, siamo sempre tutti alla ricerca di una nuova etica. Rossi, solo in scena con il fido maestro Emanuele Dell'Aquila, parla così di sesso, religione, politica, sfoderando una girandola di irresistibili personaggi: lo spacciatore di poesie, San Giuseppe (un pezzo degno di tutto l'insegnamento di Dario Fo), il discendente gay degli Unni e le camicie verdi che si vantano di ±avercelo duro. D'altronde, diceva Rabelais, ±ridere è umano . L'importante è continuare a esser liberi di farlo...
Il sotterraneo / Stephen Leather ; traduzione di Lucio Carbonelli
Sperling & Kupfer, 2012
Abstract: New York. Con una popolazione di circa quindici milioni di abitanti, è facile passare inosservati. Anche se sei un serial killer che tortura e uccide donne giovani, belle, di professione segretarie. L'assassino ha ora catturato una nuova vittima e la tiene prigioniera in un sotterraneo, da qualche parte in città. Ai detective del dipartimento di polizia Ed Turner e Lisa Marcinko tocca l'ingrato compito di passare al setaccio quei quindici milioni fino a trovare il colpevole, prima che sia troppo tardi. E questa volta sono sicuri di averlo individuato: si tratta dell'aspirante sceneggiatore Marvin Waller. È sempre più frustrato perché non riesce ad avere successo, e i poliziotti pensano che la rabbia possa averlo portato a uccidere, anche se lui non sembra minimamente preoccupato di averli alle costole. Via via che il cerchio si stringe, Turner e Marcinko devono però domandarsi se sia davvero lui l'omicida. E, se non è lui, chi può essere? Serve tempo, ma il tempo è l'unica cosa che non hanno. Stephen Leather alterna la voce del sospettato con quella dell'assassino, costringendo il lettore a penetrare nella mente di un serial killer disturbato, in una combinazione di suspense e terrore, fino allo sconvolgente, imprevedibile, finale.
Footloose [Videoregistrazione] / directed by Herbert Ross ; written by Dean Pitchford
Milano : Donna moderna, c2007 ; Stati Uniti : Paramount Pictures [produzione], 1984
I film musicali di Donna moderna
Abstract: In seguito ad un incidente durante una festa da ballo, in una cittadina di provincia viene bandita la musica ma, da una lontana città, arriva un giovane ballerino che, in compagnia di una bella ragazza, ignora il divieto coinvolgendo anche gli altri giovani abitanti
[Milano] : Rizzoli, 2012 ; Italia : Rai [produzione], c1975
BUR. Senzafiltro
Abstract: Riduzione teatrale del poema cavalleresco di Ludovico Ariosto, nella riduzione di Luca Ronconi e Edoardo Sanguineti presentata al Festival dei due mondi di Spoleto del 1969.
Il primo Benigni in tv. Vita da Cioni [Videoregistrazione] / regia di Giuseppe Bertolucci
Milano : Cecchi Gori Home Video [distributore], 2012 ; Milano : Melampo cinematografica ; Firenze : Flamingo video, 2012
Abstract: Finalmente in dvd gli applaudatissimi monologhi teatrali del 1978 con cui Roberto Benigni metteva in scena il sottoproletario Mario Cioni, che conosce solo il linguaggio del corpo e si esprime con furiose invettive contro tutto ciò che lo circonda.
Torino : Einaudi, 2012
Einaudi stile liberoDvd
Abstract: Per Darlo Fo, Angelo Beolco conosciuto come Ruzzante è il più importante personaggio teatrale del Cinquecento. Testimone del suo tempo, Ruzzante ha raccontato le violenze subite dal mondo agricolo, le stragi e i massacri di migliaia di contadini, le crudeltà imposte dai francesi e gli austriaci, le rivolte e la conquista dell'autonomia, con efficace realismo e una bruciante carica di denuncia - perché la guerra pesa sempre sulle spalle della povera gente, ieri come oggi - ma con una chiave satirica e grottesca che aiuta ad allargare la visione del mondo e formare una coscienza civile e politica. Tutto questo, attraverso un impasto linguistico di tagliente forza espressiva, che Fo ha studiato, smontato, digerito e ricostruito, dando origine a una lingua nuova e vitale: un padano con i suoni e le cadenze dell'arcaico pavano. "L'ho imparato a memoria... L'ho rubato a man bassa per il mio Mistero buffo... Ho la certezza che Ruzzante sia il più grande autore e attore del Cinquecento, senza confronti con Macchiavelli...
Collector's edition
Milano : Buena Vista Home Entertainment, [2003]
Abstract: Per sfuggire ai fans che li perseguitano, i Beatles disertano le prove di uno show televisivo e ne combinano di tutti i colori mentre Ringo vagabonda alla ricerca di un po' di libertà
Director's cut
Italia : Universal Studios, c2009
Abstract: Suggestiva testimonianza dal vivo dei Pink Floyd tra le rovine di Pompei, registrata di giorno nell'arena immersa nel sole, e di notte tra gli inquietanti e affascinanti resti della distruzione vulcanica. Contiene: Echoes ; Careful with that axe Eugene ; A saucerful of secrets ; Us and them ; One of these days I'm going to cut you ; Set the controls for the heart of the sun ; Brain damage ; Mademoiselle Nobbs
Iberia [Videoregistrazione] / scritto e diretto da Carlos Saura ; musica di Roque Banos
Roma : 01 Distribution, c2010
Abstract: Una serie di numeri di danza per celebrare il centenario della suite Iberia del compositore Isaac Albenìz. Un omaggio alla cultura gitana dell'Andalusia, in cui si alternano grandi nomi della danza internazionale, come Sara Baras, o il noto ballerino di flamenco Antonio Canales, direttore della Compagnia di Danza Nazionale spagnola. Ad essi si aggiungono i contributi di grandi musicisti e cantanti di flamenco, tra cui Enrique Morente e sua figlia Estrella, i pianisti Rosa Torres Pardo e Chano Dominguez, il chitarrista Manolo Sanlucar.
Torino : Banca Intesa, 2004
Vox Imago
Milano : Mondo Home Entertainment, c2006
Abstract: Berlino est, Hedwig è nato maschio ma si sente intimamente femmina. Quando si innamora di un soldato americano, decide di cambiare sesso e fuggire con lui all'Ovest. Ma le cose vanno storte, nell'operazione quanto nel rapporto. Anni dopo Hedwig ci racconta la sua vita. Un nuovo giovane amore, Tommy, lo ha deluso tradendolo doppiamente raggiungendo la fama grazie alle canzoni e agli insegnamenti di Hedwig che comincia ad esibirsi in un tour parallelo negli stessi luoghi di Tommy ma in locali di second'ordine. Ma finalmente la sua vita avrà una svolta e Hedwig potrà accettarsi ed essere accettato per quello che é.
Gran Bretagna : Goldcrest Film & TV/Virgin Vision (produzione), 1986 ; Roma : Minerva Pictures Group Group, 2010
Abstract: Londra verso la fine degli anni '50. Colin, apprendista fotografo e Suzette, disegnatrice di moda si amano, ma lei finisce per sposare Henley, il grande sarto di Mayfair, con grande disperazione di Colin. Lui continua la sua vita, tra fermenti che già annunciano i "favolosi" anni '60 e scontri razziali, nel corso dei quali, da buon democratico, si schiera con le minoranze. E dopo la tempesta ritroverà anche la sua Suzette