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Luminose cose morte. Testo inglese a fronte
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Limón, Ada

Luminose cose morte. Testo inglese a fronte

La nave di Teseo, 20/06/2025

Abstract: L'identità, la perdita, la memoria e il cambiamento sono i fili, a volte tangibili a volte più impalpabili, che legano il corpus di poesie di Luminose cose morte di Ada Limón, finalista al National Book Award nel 2015. Suddivisa in quattro parti, la raccolta traccia il percorso biografico ed emotivo dell'autrice, ancorandolo a eventi e trasformazioni che brillano lungo le pagine come punti cardinali mischiati alla rinfusa, eppure in grado di orientarci in quella mappa instabile che è il divenire della vita. La morte di un genitore, il trasferimento in un luogo rurale e selvatico, il congedo dalla vita giovane, l'amore e la prepotenza della natura sono alcuni dei temi che scandiscono la ricerca espressiva e lessicale di Ada Limón. Una ricerca tesa in avanti, che si fa affilata e straziante come una freccia, oppure armonica, spavalda e generosa come un cavallo, capace di trovare un palpitante equilibrio tra introspezione e osservazione, tra sofferenza e desiderio, tra ironia e lucidità. Affine ad autori come Frank O'Hara, Philip Levine, Pablo Neruda, l'opera di Ada Limón, nominata Poeta Laureata degli Stati Uniti nel 2022, è un caldo e arreso abbraccio allo stupore del presente, un abbraccio che accoglie e districa tutta la complessa e fitta rete di rispondenze tra sé e il mondo, tra sé e il dolore, tra sé e le possibilità.

Lo scialle
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Ozick, Cynthia

Lo scialle

La nave di Teseo, 20/06/2025

Abstract: Nel mezzo di un inverno terribile Rosa marcia, debole e affamata, verso un campo di concentramento nazista. Al petto stringe la figlia Magda, avvolta in uno scialle. La stoffa sembra proteggere e nascondere la bambina, finché Rosa non sarà costretta a utilizzare proprio quello scialle per tapparsi la bocca ed evitare di urlare di fronte all'orrore. Trent'anni dopo Rosa è in una Miami dove pare esserci un'unica stagione: un'estate perenne e soffocante. La sua rabbia e il suo dolore si sono trasformati in follia e il suo sostentamento si basa sui pochi aiuti che riceve dalla nipote rimasta a New York. Anche in quella situazione, così diversa, sarà lo scialle a riportarla al suo doloroso passato. Un classico moderno e un capolavoro in entrambi gli atti, Lo scialle riesce a raccontare l'inimmaginabile: l'orrore dell'olocausto, ma anche il dolore e il vuoto che i sopravvissuti hanno dovuto affrontare come ulteriore, terribile, conseguenza.

Volere valore. Ma non chiamatemi Mr. Bulgari
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Trapani, Francesco

Volere valore. Ma non chiamatemi Mr. Bulgari

Baldini+Castoldi, 20/06/2025

Abstract: Questa non è la solita biografia del manager di successo: in queste pagine Francesco Trapani prova, invece, a raccontare le stagioni di una vita che ha avuto la fortuna e la sorte (familiare) di incrociare la storia di un grande nome, Bulgari, fulgido emblema dello stile italiano; e le epoche del mondo che, a una velocità incredibile, si sono susseguite nel giro di pochi decenni. Dalla Napoli lasciata appena laureato, alla fine degli anni Settanta, alla New York veloce del futuro, per poi tornare a Roma, dove c'è l'azienda di famiglia: Bulgari, amarcord della "dolce vita", fascino senza tempo, che riesce a splendere anche in quegli opachi anni Ottanta, quando sta per scappare, ma il destino spariglia le carte, e si ritrova amministratore delegato, ad appena 27 anni. La "Cura Trapani" porterà la già prestigiosa storia della Maison in tutto il mondo. Fino a quando gli imprevedibili colpi del nuovo millennio imporranno di assicurare un futuro al marchio, al di là della famiglia, e il testimone passerà al grande gruppo francese di Bernard Arnault. Trapani non si ferma. In questo mondo che vende sogni, è una "macchina da guerra": ma garbato, riservato e sempre lontano dal glamour. Collabora con Arnault, trova nuove soddisfazioni nel mondo del private equity, e tenta anche un'avventura americana con Tiffany. Francesco Trapani ha navigato con una buona dose di sicurezza e di fortuna il mare ampio del successo e del lavoro, cercando, sempre, di costruire valore.

Povera santa, povero assassino. La vera storia di Maria Goretti
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Guerri, Giordano Bruno

Povera santa, povero assassino. La vera storia di Maria Goretti

La nave di Teseo, 27/06/2025

Abstract: Maria Goretti era una bambina di appena undici anni resa ancora più piccola, nel fisico e nella mente, dalle spaventose condizioni di povertà e ignoranza in cui viveva, nelle Paludi Pontine, agli inizi del Novecento. Il suo assassino, Alessandro Serenelli, era un ragazzo di nemmeno vent'anni che non riuscì a violentarla e la uccise per pazzia o per sfuggire, con la prigione, alla vita bestiale nella palude. Sulla base dei documenti del processo penale e della causa di canonizzazione, Giordano Bruno Guerri ricostruisce la vicenda di Maria Goretti, una storia di santità sollecitata prima dalla reazione ultracattolica, poi favorita da Mussolini per dare una santa locale alle paludi bonificate, infine decisa da Pio XII per fornire un esempio di virtù in un "secolo corrotto e corruttore". Questo saggio, che ha scatenato all'uscita grandi polemiche e clamorose reazioni del Vaticano, è un'inchiesta sui meccanismi terreni che presiedono le cause dei santi. In questa edizione aggiornata, Guerri ripercorre la "politica dei santi" da Giovanni Paolo II a Francesco, fino all'elezione di Leone XIV, raccontando così in modo documentato i passaggi cruciali che uniscono, tra conflitti e complicità, la Chiesa e la società italiana.

Le metamorfosi degli imperi
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Portinaro, Pier Paolo

Le metamorfosi degli imperi

Solferino, 20/06/2025

Abstract: Parlare di imperi significa alludere, tradizionalmente, a potenze che dispongono di grandi estensioni territoriali, ne controllano le risorse e tendono a considerare i loro confini inviolabili verso l'interno ma sempre espandibili verso l'esterno, in forza di qualche missione culturale da compiere. La storia globale è storia di imperi e al suo interno il protagonismo degli stati nazionali, sorti in età moderna e oggi in evidente declino, non rappresenta che una parentesi nella storia universale. Per analizzare il cambio d'epoca che ci sta travolgendo, Pier Paolo Portinaro legge i recenti accadimenti attraverso questa interpretazione e propone una lettura dei fatti politici e bellici in chiave di filosofia della storia. Ne nasce così una lucida riflessione sul tema della guerra e del diritto, che evidenzia quanto i conflitti in corso stiano mettendo a repentaglio i principi fondativi del diritto internazionale umanitario, sfidato in modo radicale dalle nuove dislocazioni di potenza.Una deriva irreversibile, quella che il mondo contemporaneo sembra aver preso? No, se è vero che i rapporti internazionali, come tutte le cose che stanno nella storia, non sono condannati alla fissità e alla cristallizzazione ma esposti a lenti eppur inesorabili cambiamenti. Dove manca il coraggio del nuovo prende piede la regressione, dove falliscono le riforme dell'ordine internazionale trionfa il revisionismo delle potenze imperiali, e nondimeno l'esperienza storica mostra che anche le autocrazie sono esposte alle crisi e al declino. Proprio qui si colloca la sfida che l'Europa è chiamata ad affrontare: dar vita a un impero democratico, un nuovo impero del diritto, per favorire la transizione dall'attuale disordine pandemico a un ordine multipolare riequilibrato.

Perché moriamo. La nuova scienza dell'invecchiamento e la ricerca dell'immortalità
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Ramakrishnan, Venki

Perché moriamo. La nuova scienza dell'invecchiamento e la ricerca dell'immortalità

Adelphi, 20/06/2025

Abstract: La consapevolezza della caducità dell'esistenza è una caratteristica esclusivamente umana, così come la capacità di elaborare strategie che affranchino dal pensiero ossessivo della morte. Quelle concepite sinora – la resurrezione, il paradiso, la reincarnazione –, tuttavia, oggi non ci bastano più, né ci basta il pensiero di continuare a vivere attraverso la nostra discendenza biologica o le opere che lasciamo dietro di noi. Resta un'unica opzione, un'idea folle che si sta trasformando in un preciso disegno: la conquista dell'immortalità grazie alla scienza. Solo nell'ultimo decennio sono apparsi più di trecentomila articoli sull'invecchiamento e l'estensione della vita, e oltre settecento aziende emergenti hanno investito complessivamente decine di miliardi di dollari nell'impresa. Ma quanto è realistico tale mirabolante sogno? Quali sarebbero le implicazioni etiche di trattamenti o manipolazioni volti ad aumentare indefinitamente la durata della vita? E quali le conseguenze sociali, economiche e politiche? Domande incalzanti, e capitali – ora che la risonanza di queste ricerche e le aspettative, spesso illusorie, da esse suscitate sono al culmine –, alle quali Ramakrishnan cerca di rispondere attraverso un'analisi approfondita della fisiologia dell'invecchiamento e delle tecniche allo studio per contrastarlo, gettando luce nel contempo sulla realizzabilità della più avveniristica delle sfide: far sì che "tutti muoiano giovani – dopo molto, molto tempo".

E io ti querelo. Una storia della libertà di espressione in dieci processi
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Malavenda, Caterina

E io ti querelo. Una storia della libertà di espressione in dieci processi

Marsilio, 20/06/2025

Abstract: "Buongiorno avvocato, sono Oriana Fallaci. Sono stata querelata per diffamazione e dal "Corriere" mi hanno detto di rivolgermi a lei". È l'esordio di una giornata tra le tante nella vita che Caterina Malavenda conduce da quando, nella Milano degli anni ottanta, dove si è trasferita dal Sud, ha cominciato la sua attività. Allora non immaginava che avrebbe incontrato sul suo cammino maestri dell'inchiesta come Fabrizio Gatti, volti che hanno fatto la storia della tv come Michele Santoro, che avrebbe assistito direttori come Ferruccio de Bortoli e personaggi come Oliviero Toscani, o "incrociato i codici" con gli avvocati di Silvio Berlusconi. Né che sarebbe arrivata a difendere in tribunale alcune tra le principali testate giornalistiche. Tra esaltanti vittorie e cocenti delusioni, racconta dieci casi fra i più significativi che ha affrontato, per dare conto di come si può tentare di bloccare inchieste scomode e intimidire chi con il suo lavoro risulta fastidioso. Il processo per diffamazione è infatti "una trappola da cui per un giornalista è difficile uscire indenne, anche se ha svolto un lavoro egregio e ha raccontato la verità". Ogni udienza ha il suo corso, ogni teste le sue asperità, ogni documento almeno una doppia lettura e ogni protagonista la sua strada: chi si è affidato a un taccuino e chi si è infiltrato in un centro per stranieri; chi ha parlato da maestro dell'eloquio e chi ha saputo ribaltare una situazione impossibile; chi ha creduto di poter cambiare il mondo e chi sarà ricordato per uno scoop. Sullo sfondo, uno spaccato di cronaca – giudiziaria e non – del nostro paese, un'impietosa analisi sullo stato di salute della nostra democrazia, su cui queste vicende dicono molto. Non a caso l'autrice ha scelto oggi di "condividerle con chiunque pensi che, è vero, hanno tanti difetti, ma come faremmo senza giornalisti?"

La ghenga degli storti
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Luna Romero, Fulvio

La ghenga degli storti

Marsilio, 20/06/2025

Abstract: Nel 2024 Andrea Rasic vive a Gorizia. All'apparenza è un uomo come tanti: abita in un condominio poco distante dal confine sloveno, guida un'utilitaria e spende il suo tempo tra un posto da coordinatore della distribuzione presso un supermercato e la gestione dei pacchi in arrivo e in partenza per uno spedizioniere. È però la sua terza occupazione, quella come tuttofare di un antiquario, ad aprire uno squarcio su un passato che nessuno, vedendolo oggi, sospetterebbe. Un passato che emerge in tutta la sua prepotenza quando l'uomo, rincasando al fianco di Susanna, la donna con la quale convive, cade vittima di un'imboscata da parte di due sgherri armati: lasciando di stucco la compagna, Rasic sventa l'attacco freddando entrambi con un'abilità sorprendente, per poi battere in ritirata. La sua fuga disperata diventa allora un basso continuo che rievoca un'altra storia, quella riguardante la sua "vita di prima", quando, tra gli anni Ottanta e i primi Duemila, il suo nome era Husky e le sue giornate gravitavano intorno a Lele, Weekend, lo Zingaro e Milady, che insieme a lui, a Valle dei Mulini – un paesino dimenticato da dio tra Venezia e Treviso –, costituirono "la ghenga degli storti". Braccato dal passato, e affamato di futuro, Rasic si pone solo due domande: chi è a volerlo morto? e soprattutto perché?Attraverso il racconto di un sodalizio votato al guadagno facile e alimentato da una sete di potere e riscatto, Fulvio Luna Romero ha dato forma al suo romanzo più ambizioso, tessendo il controcanto di quarant'anni di storia italiana, ma soprattutto restituendo in maniera vivida e indimenticabile un Veneto fatto di capannoni, armi e cocaina, dedizione al lavoro e al profitto, benessere, fatica e sopraffazione.

Solo amore. Appunti per un manifesto in difesa degli animali
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Sommi, Luca - De Luca, Erri

Solo amore. Appunti per un manifesto in difesa degli animali

Paper First, 20/06/2025

Abstract: Belli, amorevoli, simpatici, buffi, generosi, permalosi, orgogliosi, mai violenti gratuitamente e capaci di amore incondizionato, gli animali sono i nostri fratelli. Non abbiamo una lingua comune ma con loro, se vogliamo, possiamo comunicare con un linguaggio che potremmo definire preverbale. Però non li trattiamo come dovremmo: usurpiamo il loro habitat, li cacciamo senza un vero motivo, li facciamo esibire in manifestazioni ormai grottesche, li rinchiudiamo in lager per poi cibarcene senza criterio. Ma la cosa più grave è che non li consideriamo più dei soggetti, ma quasi degli oggetti. In questo libro Luca Sommi fa un viaggio sentimentale e culturale nel rapporto tra noi e loro mettendo insieme tanti appunti per un nuovo manifesto in difesa del mondo animale. Perché gli animali sanno perfettamente cosa siano il dolore, la paura, l'abbandono, la solitudine, la sofferenza e l'amore. Sono capaci di essere tristi e felici, esattamente come noi. Con quale diritto consideriamo il loro dolore meno importante del nostro? Chi ci ha dato questa autorità? Per questo, e per altri mille motivi, è giunto il momento di cambiare radicalmente il nostro rapporto con loro.

La struttura del tempo. Tentativo di una fondazione metafisica della temporalità
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Biondo, Aldo

La struttura del tempo. Tentativo di una fondazione metafisica della temporalità

Mimesis Edizioni, 20/06/2025

Abstract: Prendendo spunto dalle aporie (significativamente analoghe) evidenziate da Husserl nelle sue Lezioni sulla coscienza interna del tempo e da Platone nella sua analisi dell'exaifnes nel Parmenide, l'autore tenta una fondazione metafisica del tempo prescindendo da ogni "contaminazione" ontologica. Il tempo nell'atto del suo temporalizzarsi possiede caratteristiche peculiari (negatività, atto del determinare, pura differenza, limite, principium individuationis, libertà, eternità, discrezione). Questo puro tempo si distingue essenzialmente dal tempo coniugato con l'essere, il tempo temporalizzato, entificato. Il puro tempo si determina ulteriormente come logos, pensiero, e, in quanto tale, si contrappone all'essere. L'ultima parte del saggio è dedicata all'analisi del tempo della modernità come tempo prodotto e quindi in qualche modo addomesticato, asservito al mondo della produzione. Al tempo prodotto si contrappone il tempo di Cristo, indisponibile proprio perché deposto nelle mani del Padre.

Il territorio bene comune degli italiani. Proprietà collettiva, proprietà privata e interesse pubblico
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Maddalena, Paolo - Settis, Salvatore

Il territorio bene comune degli italiani. Proprietà collettiva, proprietà privata e interesse pubblico

Donzelli Editore, 20/06/2025

Abstract: "Si è radicato nella mente di tutti che il proprietario è assoluto padrone dei suoi beni, non tenendo conto del fatto che il fenomeno dell'edificazione produce effetti non solo sui beni in proprietà del privato, ma anche sui beni che sono in proprietà collettiva di tutti, come il paesaggio, che, essendo un aspetto del territorio, è in proprietà collettiva del popolo, a titolo di sovranità".Passione civile e competenza giuridica si fondono in questo densissimo contributo alla riflessione sui beni comuni. Con rigore e lucidità, non perdendo mai di vista l'obiettivo di dare al suo lavoro massima concretezza, Paolo Maddalena, uno dei più importanti giuristi italiani, pone il problema nel quadro sconcertante dell'attuale crisi, mettendo in luce come crisi ambientale e crisi finanziaria abbiano una causa comune: la concentrazione della ricchezza nelle mani di pochi. Come già diceva Roosevelt in una relazione al Congresso degli Stati Uniti nel 1938: "la libertà di una democrazia non è salda se il popolo tollera la crescita di un potere privato al punto che esso diventa più forte dello stesso Stato democratico". Di qui l'importanza di distinguere la proprietà comune o collettiva, che ha il suo fondamento nella "sovranità", dalla proprietà privata, che ha il suo fondamento nella "legge", ristabilendo un equilibrio che negli ultimi decenni di storia italiana è stato tutto sbilanciato a favore della proprietà privata. L'autore rileva con forza la precedenza storica della proprietà collettiva del territorio da parte dell'intero popolo sulla proprietà dei privati e la prevalenza giuridica della prima sulla seconda, sancita dalla stessa Costituzione. Si tratta di due dati che consentono un capovolgimento della tradizionale concezione borghese, rafforzata dal pensiero unico dominante del neoliberismo economico, secondo cui l'interesse pubblico costituisce un limite alla proprietà privata, là dove è la cessione a privati di parti del territorio, oggetto di proprietà collettiva, che limita la proprietà collettiva medesima. Una tale inversione di prospettiva è, secondo l'autore, imprescindibile se si mette in atto una lettura non preconcetta della Costituzione rispetto al tema della funzione sociale della proprietà, dei limiti all'iniziativa economica privata e dell'intervento pubblico nell'economia. "Pochi intendono – sottolinea Salvatore Settis nella sua Introduzione – che solo il rigoroso fondamento sul disegno di società voluto dalla Costituzione e il puntuale radicarsi nel nostro ordinamento possono far uscire le tematiche dei beni comuni dal limbo dell'utopia, e farne invece il manifesto di una politica dei cittadini non solo auspicabile, ma possibile". Un pamphlet appassionato e rigoroso che, a dieci anni dalla prima edizione, nulla ha perso della sua attualità e della sua urgenza e che esorta a dare inizio a un autentico rinnovamento economico, sociale e politico.

Oltre l'"arché"
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Arigone, Leonardo - Rambaldini, Fulvio - Arigone, Leonardo - Rambaldini, Fulvio

Oltre l'"arché"

Mimesis Edizioni, 20/06/2025

Abstract: Attraverso contributi che intrecciano riflessioni sulla filosofia, la politica e il linguaggio, questa raccolta di saggi esplora la storia e le trasformazioni di un concetto cardine del pensiero occidentale, l'arché, nei suoi significati di principio, fondamento e comando. Da Platone e Aristotele, che intesero l'arché come principio originario e fondamento essenziale, a Kant, che ne rielaborò il ruolo in ambito epistemologico, fino a pensatori contemporanei come Benjamin, Arendt e Schürmann, che ne decostruirono la pretesa di universalità per proporre modalità di pensiero decentrate e contingenti: il testo analizza la crisi della metafisica e traccia nuovi sentieri di indagine. Testi di: L. Arigone, A. Cavalletti, D. Di Cesare, F. Fronterotta, F. Guercio, F. Luzi, F. Rambaldini, N. Schneider, F.V. Tommasi, F. Vega.

Noologia e ideologia. Contributi a una critica del "momento ideale"
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Destasio, Alberto

Noologia e ideologia. Contributi a una critica del "momento ideale"

Mimesis Edizioni, 20/06/2025

Abstract: L'indagine qui proposta si concentra su alcuni momenti della teoria critico-dialettica dell'ideologia a partire da Hegel (Marx, Lukács, la Scuola di Francoforte). Gli autori e le correnti in questione sono accomunati da una medesima ipotesi, che qui viene assunta e che rappresenta un punto di forza epistemico: l'ideologia e la noologia sono strutture oggettive, reali e necessarie dell'essere sociale moderno, la cui cifra essenziale è la pervasività, in posizione dominante, dell'astrazione e del sapere. L'obiettivo della presente ricerca è individuare i lineamenti generali di una critica dialettica dell'ideologia, la quale va intesa come critica dell'auto-movimento delle forme sociali predominanti e delle forme di pensiero (filosofiche e scientifiche) dotate di un potenziale giustificativo.

Dante e il mare
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Pirovano, Donato

Dante e il mare

Donzelli Editore, 20/06/2025

Abstract: Nel viaggio oltremondano raccontato nella Commedia, Dante rasenta una volta sola il mare: sono le acque oceaniche che bagnano l'isola del purgatorio nell'emisfero australe, che il poeta vede dopo essere uscito dall'inferno. In quelle stesse acque, all'inizio della creazione è precipitato Lucifero, e lì è naufragata la nave di Ulisse, dopo che l'eroe greco aveva convinto i suoi compagni a lanciarsi oltre le Colonne d'Ercole. Il Mar Mediterraneo è invece presente nei racconti di personaggi incontrati lungo il cammino, da Francesca a Folchetto di Marsiglia, da Pier da Medicina a Sapia. Il mare nostrum si intravede anche nei miti che interagiscono con la poesia dantesca: Glauco, la Sirena, Ero e Leandro, gli Argonauti. Tuttavia, è nel tessuto metaforico che il mare fa sentire maggiormente il rumore dei suoi flutti, a partire dalla similitudine con cui si apre il poema, quella di un naufrago che scruta le acque alle quali è sopravvissuto, fino all'immagine del canto finale del Paradiso, in cui Nettuno guarda meravigliato l'ombra di Argo, la prima nave che ha solcato il suo regno. C'è poi una metafora antica che Dante rende sua e rinnova, quella della poesia come navigazione, che apre mirabilmente le ultime due cantiche e innerva l'intera struttura del poema. Quello del mare è un tema ricorrente nella Commedia, ma è presente in quasi tutte le opere di Dante; dato curioso, visto che molto probabilmente egli non ebbe mai occasione di solcarlo. Si tratta di un argomento sterminato, ricco di sfaccettature, oltre che di implicazioni letterarie e filosofiche, spesso toccato dalla critica, ma fino a oggi mai affrontato compiutamente in una monografia. Il libro di Pirovano colma questa lacuna offrendo un'analisi completa della presenza del mare, fisico e metaforico, nel corpus dantesco.

Bandiere e lenzuoli. La nascita dell'antimafia, la politica, le memorie
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Di Figlia, Matteo

Bandiere e lenzuoli. La nascita dell'antimafia, la politica, le memorie

Donzelli Editore, 20/06/2025

Abstract: Nel 1992 le stragi di Capaci e via D'Amelio segnarono una profonda cesura in quello spazio politico e culturale che chiamiamo antimafia. Per capire appieno il lascito di questo passaggio cruciale occorre però ricostruire la sua complessa genealogia. Sebbene vi fosse una storia antica, risalente all'associazionismo sindacale di fine Ottocento e alle lotte contadine dei due dopoguerra, fu a partire dagli anni settanta del XX secolo che si creò una convergenza di forze politiche e civili di ogni orientamento che si dotarono di nuovi linguaggi e di un bagaglio di valori originali. Da quel momento, il movimento antimafia attraversò i grandi cambiamenti del paese: si incrociò con l'affermazione di nuovi quadri sociali e con l'attivismo delle donne, risentì dell'ascesa delle televisioni, anche private, nel dibattito pubblico, visse il mutato rapporto tra magistratura e società, partecipò alla crisi dei partiti, contribuendo ad accelerarla, e producendo, paradossalmente, un nuovo ambito politico. Inoltre, la sua grammatica di base, costruitasi attorno a forme di memoria che diedero a funerali e commemorazioni un senso collettivo, si ibridò con le nuove raffigurazioni della Shoah, ormai divenute il principale riferimento per ogni discorso memorialistico. Gli attentati a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino diedero avvio a una nuova fase: benché fosse già disseminata su tutto il territorio italiano, fu allora che l'antimafia assunse, anche grazie al contributo decisivo dell'associazione Libera, un respiro più nazionale. I fatti accaduti in Sicilia furono da quel momento rielaborati da un corpus di libri, canzoni, film, forme rituali, programmi e serie tv, spesso intesi con una funzione pedagogica, come testimonianze utili per la trasmissione di valori alle nuove generazioni. Il libro indaga la nascita di questo campo culturale.

La mente preistorica. Indagine epistemologica sulla psicologia evoluzionistica
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Bedetti, Matteo

La mente preistorica. Indagine epistemologica sulla psicologia evoluzionistica

Mimesis Edizioni, 20/06/2025

Abstract: Qual è l'origine delle nostre preferenze nella ricerca di un partner, della nostra naturale paura dei serpenti o dei conflitti che emergono tra genitori e figli? A queste e ad altre domande sulle origini dei nostri meccanismi mentali cerca di rispondere la psicologia evoluzionistica. Il saggio ripercorre i precedenti storici di questo programma di ricerca, i suoi presupposti teorici, i metodi e i casi studio più celebri, analizzandone la solidità epistemologica alla luce della biologia e della filosofia della scienza. Si approfondiscono anche temi come la complessa epistemologia dello studio degli adattamenti, l'importanza delle evidenze paleoantropologiche e gli intricati processi che legano tra loro geni e cultura. In ultima analisi, il volume cerca di rispondere alla domanda circa la possibilità di sviluppare un'autentica psicologia evoluzionistica e, in caso di risposta affermativa, quale forma quest'ultima dovrebbe assumere per essere all'altezza del suo scopo.

Non era un mostro strano
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Montieri, Gianni

Non era un mostro strano

66THAND2ND, 27/06/2025

Abstract: "Sono andato con il treno da una casa all'altra, da una vita all'altra" scrive Gianni Montieri. "Ne ho presi di tutti i tipi, regionali scassati, interregionali, rapidi, frecce del Sud, passanti, urbani, suburbani, notturni, intercity, eurocity, eurostar, frecce bianche, frecce argento, frecce rosse, littorine". Il protagonista di questo libro è proprio lui, il treno, il "mostro strano" di un passato non troppo distante: raccontato qui per mezzo di ricordi, riflessioni, incontri, episodi minimi e fatti storici, come l'inaugurazione della Napoli-Portici, la prima ferrovia italiana, o la tragedia di Balvano e il sabotaggio del ponte di Ivrea, durante l'ultima guerra. È un itinerario sentimentale che ci riporta su molti dei vagoni su cui siamo saliti, o saremmo voluti salire, come il meraviglioso Settebello che collegava un tempo Roma e Milano. Un viaggio molto concreto e allo stesso tempo immaginario in cui possiamo ritrovare tutti gli sguardi che abbiamo buttato fuori dal finestrino. Ci sono albe e nottate buie, stazioni abbandonate e poesie, abbracci sciolti lungo le banchine, sedili e poltrone. Ci sono i passeggeri che sempre ci accompagnano, donne e uomini, da soli o a coppie o in piccoli gruppi; di cui proviamo a indovinare, come un personaggio di Simenon, la destinazione finale o la vita segreta. C'è il mare che ci scorre di fianco, "il mare che sa di ruggine e di pioggia, il mare che sa di umido, nebbia, muffa, il mare che sa di sale, il mare che come affluenti ha tutti i binari del mondo". C'è, disseminata tra queste pagine, la leggenda del treno che a volte sfuma come in un sogno.

Nutrire il talento
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Cavallini, Francesca - Zamagni, Stefano

Nutrire il talento

Edizioni Lavoro, 02/06/2025

Abstract: Il talento è una risorsa preziosa, intricata e intrigante che unisce predisposizioni e influenze sociali. Questo volume lo esplora come un elemento multidimensionale, al crocevia tra individuo, società e tecnologia, proponendo riflessioni e strumenti per valorizzarlo in un mondo segnato da disuguaglianze e rapidi cambiamenti. Si parte dall'idea che il talento non sia solo una qualità innata, ma il risultato di un'interazione tra contesto e supporto esterno, evidenziando come riconoscerlo sia una responsabilità collettiva. Viene poi analizzato come il talento possa diventare una forza trasformativa per creare comunità resilienti, affrontare sfide globali e promuovere inclusione e sostenibilità. Nel panorama tecnologico, si riflette sull'importanza delle competenze umane, come creatività e adattabilità, che restano insostituibili. Infine, il lettore è invitato a esplorare il proprio potenziale, rendendo il talento una parte viva della propria identità e un motore per il cambiamento personale e sociale.Il volume è curato da Francesca Cavallini e raccoglie contributi di Stefano Zamagni, Claudio Arlati, Giuseppe Torluccio e Manuel Reitano.Francesca Cavallini, fondatrice e presidente di Tice, è psicologa, imprenditrice sociale, dottore di ricerca in Psicologia e in Educazione e docente a contratto presso le Università di Parma e di Modena e Reggio Emilia. Donna e Adhd, sostiene da sempre uno sguardo intersezionale ai fenomeni sociali.

Sviluppare Large Language Model. Costruire da zero LLM su misura
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Raschka, Sebastian

Sviluppare Large Language Model. Costruire da zero LLM su misura

Apogeo, 23/06/2025

Abstract: La creazione di modelli linguistici di grandi dimensioni (Large Language Model - LLM) rappresenta una delle possibilità più avanzate e affascinanti nell'ambito dell'intelligenza artificiale. Questo manuale spiega in maniera pratica come affrontare la sfida partendo da zero.Il testo affronta ogni fase del processo: dalla pianificazione e codifica delle componenti del modello alla preparazione dei dataset per l'addestramento. Vengono esplorati metodi di pre-training su un corpus generale e di fine-tuning per compiti specifici, come la classificazione di testi. Un approfondimento è poi dedicato all'integrazione di pesi pre-addestrati e all'utilizzo del feedback umano per ottimizzare l'output del modello.Una guida ricca di esempi ed esercizi, per comprendere e implementare i meccanismi alla base dei modelli di intelligenza artificiale generativa più utilizzati e capire come sfruttarne al meglio le potenzialità.

Una piccola impresa. Da partita IVA a srl (senza perdere la testa)
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Romanin, Fulvio

Una piccola impresa. Da partita IVA a srl (senza perdere la testa)

Apogeo, 23/06/2025

Abstract: "Si chiama impresa perché è difficile".In Italia, quasi l'80% delle aziende rientra nella categoria delle microimprese, spesso familiari, nate da iniziative personali di chi si inventa imprenditore, per ambizione o come conseguenza felice di un lavoro fatto bene. Spesso, senza avere una mappa precisa di quali difficoltà si incontreranno lungo il cammino.Un bel salto di responsabilità, passare da libero professionista o dipendente al fondare un'azienda e mantenerla per anni: dover discutere con soci, gestire gruppi di lavoro, organizzare marketing e vendite, pianificare strategie finanziarie e partnership, il tutto senza dimenticare risorse umane, benessere psicofisico ed etica professionale. E, magari, senza perdere la testa.Un libro che accompagna chi muove i primi passi nel mondo dell'imprenditoria, raccontando in modo semplice, diretto e con un pizzico di ironia gli ostacoli che si incontrano lungo il percorso di crescita di un'attività, tra spunti e suggerimenti pratici.Far crescere la propria azienda può essere impegnativo: ma del resto, si tratta sempre di una piccola impresa.