Trovati 858966 documenti.
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Bompiani, 30/08/2011
Abstract: "Ho lottato a lungo contro me stessa, tormentata da continui ripensamenti, combattuta da impressioni e sensazioni contraddittorie. Ora tutto questo è finito. Ora so che Julian, anche se sembra tutto dolcezza e sensibilità, è animato da una pulsione distruttiva. E lascio a un'altra il triste privilegio di amarlo." Il mondo di Caroline cambia improvvisamente quando intervista Julian Jones, un cantante impegnato: si ritrova così nel vortice di una grande, sconfinata passione, come mai le era sembrato di vivere prima di allora, come un sogno che diventa realtà. Julian è un principe azzurro non solo bello e seducente, ma anche intelligente e sensibile, al punto che dopo pochi mesi di idillio i due si sposano senza esitazioni. I problemi iniziano subito dopo, quando la tenerezza del marito rivela una profonda fragilità, con imprevedibili cambiamenti d'umore: l'uomo passa dalla seduzione all'aggressività al dominio, e il sogno di Caroline si incrina. Un giorno, lei vede per strada un uomo che picchia sua moglie, si riconosce nella malcapitata e improvvisamente si scopre prigioniera di un mostro. È l'inizio della rinascita per una donna, moglie e mamma, il coraggio di una scelta portata avanti con tenacia, attraverso il divorzio e i giudizi taglienti della gente, fino a ritrovare la libertà. Un libro-denuncia che racconta la storia vera di una donna maltrattata dall'uomo che aveva scelto, una testimonianza lucida e forte per imparare a difendersi dai ladri d'amore.
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Cambiare la fabbrica per cambiare il mondo
Bompiani, 04/10/2011
Abstract: Un libro in "presa diretta", che ripercorre cosa è accaduto prima e cosa ha significato poi il 14 gennaio 2011, giorno del referendum di Mirafiori che ha sancito la vittoria della Fiat di Marchionne e la "sconfitta di grande successo" della Fiom di Maurizio Landini. 5431 operai e impiegati sui quali si è appuntata l'attenzione di tutto il paese. Operai e impiegati di uno stabilimento speciale – quello di Mirafiori – di una fabbrica speciale: la Fiat. "Ciò che va bene per la Fiat, va bene per l'Italia", disse anni fa l'avvocato Agnelli. Ma non è detto che sia ancora così. Questo è il racconto dei ventidue giorni più lunghi del sindacato, quelli che vanno dall'accordo separato di fine dicembre su Mirafiori fino al 14 gennaio, giorno del referendum. Ma è anche molto di più: è la presa di posizione di un sindacalista contro l'assenza della sinistra e del governo, a difesa del diritto al lavoro.
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Bompiani, 09/11/2011
Abstract: Romanzo "profetico" che prende il titolo dal discorso tenuto da san Paolo nell'Areopago di Atene, Al Dio sconosciuto fu pubblicato nel 1933 e tradotto da Eugenio Montale nel 1946. Racconta la storia di un contadino, Joseph Wayne, che lascia la vecchia fattoria del Vermont per traversare l'America e stabilirsi insieme ai fratelli in una fertile vallata della California. Le vicende, talora cruente, che si susseguono nella "terra promessa" raggiunta da questo indecifrabile sacerdote-colono, danno luogo a un quadro di sapore pagano – primitivistico – che Steinbeck ammanta di una luce sacrale.
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Bompiani, 05/08/2011
Abstract: Jamilet è una bellissima ragazza messicana con un segreto che non si può né si deve rivelare: il suo corpo è segnato da un "marchio diabolico", una "voglia" che le ricopre il collo, la schiena e le gambe. Il naturale disagio che prova mette in discussione ogni aspetto della sua vita, costringendola a vivere ritirata e a fuggire le compagnie, buone o cattive che siano: nessuna libertà, nessuna prospettiva. C'è un'unica cosa da fare: andarsene, dare una svolta radicale alla propria esistenza lontano dalla sua casa e dalla sua gente. Emigrata clandestinamente negli Stati Uniti, Jamilet incontrerà il suo destino nella figura di un originale paziente della clinica in cui ha trovato lavoro: il Señor Peregrino del titolo. Obbligandola con un sottile ricatto ad ascoltare la storia della sua vita e di un meraviglioso pellegrinaggio a Santiago de Compostela, il vecchio saggio trasformerà la mente di Jamilet, mettendola dinanzi alle sue paure e fornendole la consapevolezza necessaria per vincerle una volta per sempre.
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Bompiani, 17/10/2011
Abstract: Hanno tra i 12 e i 17 anni, i protagonisti di questa inchiesta sul mondo della cocaina.Hanno origini differenti: sono italiani ma anche brasiliani e rumeni; provengono da zone di disagio ma anche da situazioni di agiatezza economica e familiare, se non di vera e propria ricchezza.Hanno, con la cocaina, rapporti diversi: ci giocano, incoscienti; ci vivono e lavorano, spacciandola; la preparano, per avventori del sesso e della droga di ogni età, gusto, disponibilità finanziaria; ne sono vittime, come i reduci di incidenti stradali notturni, di ritorno dai cocaparty.Emerge – come mai prima d'ora – dalle pagine di questa inchiesta un quadro allarmante e sorprendente ma di fronte a cui non è possibile chiudere gli occhi: un intreccio fatale, inconsapevole, cinico tra adolescenti, sesso e cocaina, che ha luogo ogni giorno, per lo più in un teatro istituzionale: la scuola, sotto lo sguardo avido della 'ndrangheta calabrese.E a sollevare il velo su questa inesorabile realtà sono proprio i ragazzi che, qui, si raccontano.
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Bompiani, 24/11/2011
Abstract: Come è stato rappresentato l'Altro nei classici dell'antropologia e dell'etnografia? Quali immagini hanno costruito la nostra idea di alterità, di selvaggio, di umanità nei libri, nelle foto e nei film di Franz Boas, Claude Lévi-Strauss, Gregory Bateson, Margaret Mead? A partire dai materiali esotici filmati da William Heise, James White e Edwin Porter per la Edison, sul finire dell'Ottocento, ai film di Edward S. Curtis, Robert Flaherty, Ernest Schoedsack e Merion C. Cooper, dai film di Paul Fejos nei suoi anni post-hollywoodiani ai materiali girati da Lévi-Strauss con la moglie Dina Dreyfus, in Brasile e dalla coppia Bateson-Mead a Bali, sino alla trama post-neorealista di Jean Rouch e al lavoro in India di Rossellini, il volume disegna una genealogia delle immagini irrisolte dell'alterità, sulle tracce del vero di cui la macchina da presa si fa autore e archivio. Nel segno dell'ambiguità e della necessità delle rappresentazioni, del conflitto tra set e analisi di terreno, al crocevia tra disciplina dello sguardo etnologico e strategie formali, si configura così una mappa di luoghi e fieldwork, tattiche di ricerca e traiettorie esotiche di entertainment, di memorie coloniali e post-coloniali. Il cinema, la fotografia e l'antropologia si situano qui tra grammatiche dello spettacolo e progetti di conoscenza, tra flagranza del filmato e pratica di documentazione e testimonianza, salvage antropologico e messa in scena filmica di un mondo primitivo e, talvolta, a-storico. O almeno de-storicizzato. E tuttavia al cospetto delle forme e nei generi che i film e il cinema producono nel Novecento. Nelle storie di foto che, come etnostorie, restituiscono le immagini occidentali dell'alterità.
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Il Vangelo di Giovanni. Nessuno ha mai visto Dio
Bompiani, 15/02/2012
Abstract: David Maria Turoldo è stato uno degli intellettuali cattolici più luminosi del Novecento. Spinto a un martirio interiore e sociale, Padre Turoldo non ha mai abbandonato, neppure nei momenti più bui della sua vita, l'amore per le Sacre Scritture. Nella lettura che ci consegna del Vangelo di Giovanni ritroviamo un quadro impressionante per l'attualità dei problemi politici e morali che toccano l'Italia degli ultimi anni, e le parole dell'evangelista, con lo sguardo lucido di Turoldo, risuonano come un monito per l'umanità ottenebrata dal potere e dall'egoismo.Nell'amore bruciante di Dio Padre Turoldo intravede la salvezza dell'uomo: "Dio è amore" dice Giovanni, amore che unisce, che lega, che non ti lascia solo. Per questa via allora occorre andare incontro agli altri uomini, contro ogni brama di possesso e di dominio. Non si può più rimandare questa scelta, ne va della vita dell'uomo e della sua felicità.
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Bompiani, 15/02/2012
Abstract: Un uomo di successo, Max, manager immerso nel suo mondo preconfezionato: il nostro mondo.Intorno a lui una moglie altrettanto integrata, un figlio piccolo che già annuncia con il suo comportamento di voler seguire i passi dei genitori, e una domestica, Milagro. È una giovane che proviene dal Sudamerica, semianalfabeta, disarmata di fronte a una realtà che non solo le è estranea ma che lei pare voler mantenere tale: quasi provasse paura o vergogna degli strani e indefinibili fenomeni che si verificano in sua presenza e che forse alludono a una sfera misterica e sacrale che sembra andare in tutt'altra direzione rispetto all'ansia di possesso che occupa le menti di tutti gli altri. Milagro è come un piccolo ago nel pagliaio del capitalismo, povera e senza desideri, priva di quell'insoddisfazione che è compito di Max indurre o dare per scontata negli esseri umani. Somiglia nella sua innocenza ad Abele, così come in Max, che non comprende e che è attratto da lei che non conosce e non può conoscere veramente, si potrebbe ravvisare l'effigie di Caino.Cosa è destinato ad accadere quando l'irruzione del sacro sconvolge la falsità del mondo borghese? La storia che Paola Capriolo narra con la consueta maestria in questo suo nuovo romanzo, rappresenta una delle risposte. E ci fa balenare davanti, per un attimo, il cuore delle cose, o perlomeno il suo terreno riflesso.
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Bompiani, 03/04/2012
Abstract: Sessantanove "nuovi" racconti di Moravia, dispersi su giornali, riviste, almanacchi, fra il 1928 e il 1951. Una rinnovata ispezione in varie biblioteche, che Simone Casini e Francesca Serra hanno condotto con mano sollecita, ha dato un frutto insperato. Moravia sembrava aver "dimenticato", o lasciato alla sonnolenta dimenticanza degli archivi parte proficua del proprio lavoro. Da quello straordinario regista della propria esistenza che l'autore de "Gli indifferenti" è stato, vale la pena credere che in quell'oblio abbia avuto parte una voluta ambiguità. Non si trattava di salvare subito in volume quanto egli pensava fosse il fior fiore del proprio "raccontare" - anche se i racconti che raccolse via via nel corso degli anni Trenta e Quaranta, non per pochi lettori rappresentano un vertice espressivo ineguagliato. Il volume "Racconti 1927-1951" che li raduna, da "Cortigiana stanca" a "Luna di miele, sole di fiele", è un classico della narrativa italiana del '900. Credo che Moravia puntasse a fissare un canone di sé, o un'immagine, quella dello scrittore racchiuso per intero in un principio di realtà, di "romanziere realista", con tutto quanto rappresentava quest'idea, in senso anche filosofico: non scrittore fotografo della vita, ma narratore interprete dei sospetti che con crudezza l'esistenza declina. Secondo questo criterio egli costruì, selezionò quei suoi volumi. I racconti ora ritrovati ci fanno capire che se certamente è stato l'interprete più felice della tradizione "realista" italiana che si incardina nei nomi di Boccaccio, Machiavelli, Goldoni e Manzoni, altro c'era nella sua immaginazione, che parrebbe situarsi fuori di quella linea, e che in lui trovò sintesi efficace. Questi racconti "nuovi", scanditi in tre fasi - quelli che dagli esordi sfiorano lo scoppio della guerra, quindi i racconti che disegnano "tipi", "caratteri" in bilico fra classicità e surrealismo; infine le narrazioni "romane" e "ciociare" del dopoguerra, grondanti felicità visiva - questi racconti, nella loro interezza, ci dicono che Moravia è stato anche buon lettore, discepolo, sosteneva, di Rimbaud e di Dostoevskij. Pagine di sprofondamento nelle oscurità, nelle "caverne" della psiche, pagine di avviso che il male è sempre sulle porte dell'anima, e poi paure e dilavate, rivoltate fantasie, dove visioni di moderna civiltà urbana spiovono in una atmosfera di cifrata irrealtà: Moravia sembra qui catturato dagli aspetti provocatori, sornionamente e comicamente provocatori anche, del grande decadentismo europeo. Insomma, si tratta di scritti utili soltanto alla ricognizione di un laboratorio, di un'officina? La risposta è no. Non c'è un momento in cui Moravia scrivendo abbia dismesso l'idea che il narratore debba raccontare e raccontare, catturare il proprio lettore, tenerlo alla gola per non fargli perdere il piacere, il gusto di correre l'avventura del mondo, anche se questa avventura è pur sempre un'incognita. Ma, sosteneva, è l'incognita della "bella vita". (Enzo Siciliano)
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Bompiani, 12/03/2012
Abstract: Lui: Guido, quarantenne, giornalista di strada poi di TV. Lei: Chiara, trentenne, insegnante, femminista, infine convertita all'omosessualità. La loro storia nata da un'attrazione intellettuale da parte di lei e fisica da parte di entrambi, un anno dopo consuma la propria crisi in una sazietà triste che provoca in Chiara un malessere profondo, una sempre più evidente volontà di chiudere quell'esperienza. Due tragici e misteriosi eventi (l'uccisione di un famoso modello e il suicidio di un noto senatore comunista) scuotono l'ambiente mondano e quello politico-televisivo. Una parziale chiave di lettura dei due misteri, e non solo di essi, si trova nelle cartelle cliniche del padre di Guido, uno psichiatra filosofo appena andato in pensione. Guido, attraverso la loro lettura, viene a conoscenza di straordinarie vicende umane e patologie che rivelano la "normalità della follia". Tutto questo in un romanzo estremo il cui protagonista è perennemente scisso tra i sogni della propria esigente ma velleitaria moralità e l'inevitabile ma sgradevole necessità del compromesso, che lo fa sentire come "fuori dalla grazia". "Quell'uomo sinistro le chiese con l'espressione in volto di un manichino di Grandi Magazzini: 'Dunque, signora, cosa posso fare per lei?' 'Uccidere un uomo. Forse.' 'Siamo tutti di carne e ossa, qualche curiosità fuori contratto possiamo permettercela. Si può sapere qualcosa di più su quell'uomo? Dopotutto se dovremo intervenire non sarà come tirare al piattello. Anche i killer hanno un'anima.'"
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Storia dei mille narrata ai giovinetti
Bompiani, 12/03/2012
Abstract: La Storia dei Mille narrata ai giovinetti, pubblicata per la prima volta nel 1904, è forse l'opera di Giuseppe Cesare Abba che nei decenni successivi ha riscosso il maggior interesse di pubblico. Il testo, composto con toni celebrativi ed enfatici, ripercorre l'avventura di Garibaldi e dei suoi uomini analizzando il contesto culturale e politico in cui si formò la spedizione. Cavour, Mazzini, il desiderio dell'Unità d'Italia, e poi la Sicilia, la regione dove si poteva affermare il grande sogno risorgimentale di un popolo finalmente unito, sono gli elementi attorno ai quali Abba costruisce la sua partecipata narrazione. Narrazione di un viaggio, di una traversata, di un sogno che si realizza e che centocinquant'anni dopo è quanto mai utile far riascoltare ai ragazzi.
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Bompiani, 12/03/2012
Abstract: Figura controversa, a fronte di un'indiscussa fama come eccezionale virtuoso del pianoforte, per il suo talento compositivo Franz Liszt manca ancora oggi di una definitiva collocazione nella storia della musica.Michele Campanella, fra gli interpreti lisztiani più noti a livello internazionale, ne delinea un ritratto complesso e "vissuto", che parte dalla sua personale esperienza di concertista. Dall'esposizione del "caso" Liszt, attraverso un discorso metodologico sugli aspetti tecnici necessari a un'adeguata interpretazione dei testi, si sviluppa un percorso musicale che è anche un racconto biografico, sino alla definizione di una nuova immagine del compositore ungherese.Trionfante virtuoso e frequentatore dell'alta società, Liszt termina i suoi anni chiuso nella riservatezza dell'asceta e nella sperimentazione di nuovi linguaggi musicali. Una storia da riscoprire.
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Bompiani, 12/03/2012
Abstract: "Che gli scandali avvengano", dice Gesù (Vangelo di San Matteo, 18,7) giacché essi smaschereranno i malvagi che li provocano. E Luca Canali, con una scrittura limpida e affilata, penetra nei recessi più segreti dell'animo di vittime e colpevoli, protagonisti di scandali, in una silloge di racconti e personaggi tutti diversi ma tutti accomunati da una stessa complicità (l'alto burocrate, la bella e sensuale cinquantenne, il mediocre politico, il ragazzo che non riesce ad amare, l'omosessuale avventuroso e sereno, l'usuraio per vednetta, ecc.), che svelano dove si annida il Male, e spesso da tale "epifania negativa" ottengono una laica redenzione oppure il verdetto finale della morte. Ma "lo scandalo" può anche non essere evidente, per quella che è stata giustamente definita – dalla Arendt – la "banalità del male".
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Bompiani, 12/03/2012
Abstract: Chi è il poeta e chi il pazzo? È, il poeta, un genio dell'immaginazione sempre in bilico sull'orlo della follia o piuttosto è il pazzo a esplorare la dimensione poetica dell'esistenza ai confini della ragione? Non cercate una risposta in voi, ma trovate la soluzione nella penna irriverente e ironica di Gilbert K. Chesterton: una raccolta di sei racconti, che hanno come protagonista Gabriel Gale, poeta detective a caccia di ambigui criminali, figure bivalenti macchiate dal reato ma a loro volta vittime della pazzia. Ma lo stesso Gabriel, investigatore della mente umana, risolve i misteri lottando contro la ragione. Egli è, infatti, anche un poeta, è un artista, e in lui la razionalità lascia spesso il posto all'immaginazione: come un funambolo cammina sulla corda tesa sopra l'abisso che separa sanità e pazzia, realtà e menzogna, per far scoprire al lettore che la soluzione più semplice, la più logica, non è mai quella giusta. Perché anche la ragione, a ben guardare, troppo spesso si rivela una trappola.
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Bompiani, 12/03/2012
Abstract: COMMENTARI REALI DEGLI INCA Pubblicati a Lisbona nel 1609, i Commentari reali degli Inca appaiono da subito come un libro destinato a lasciare una traccia profonda nella storiografia moderna: essi infatti sono opera di Garcilaso de la Vega, detto "l'Inca", un meticcio figlio di un capitano spagnolo e di una peruviana di sangue regale, e rappresentano dunque il primo tentativo di uno sguardo "dall'interno" nella realtà della civiltà precolombiana. La monumentale opera di Garcilaso, in cui si uniscono le memorie della tradizione incaica alla narrazione della conquista spagnola, è però qualcosa di più di un semplice resoconto storico. La scrittura fluida e maestosa di Garcilaso – ritenuto uno dei maggiori prosatori di lingua spagnola – tesse un racconto in cui si sposano l'antico e il moderno, il mito e la cronaca, la nostalgia di un passato irrecuperabile e la coscienza dell'incedere degli eventi: un racconto, pertanto, "meticcio" come il suo autore, e apolide nel panorama dei generi letterari. E ancora oggi le sue pagine si presentano a noi come l'orizzonte in cui il Nuovo Mondo perde definitivamente la propria estraneità agli occhi dell'Occidente.
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Bompiani, 15/02/2012
Abstract: A quale tribù appartieni?"Si avverte un'alacrità e una solerzia compositiva d'antico artigiano: Moravia prende le parole più usuali, ne saggia la resistenza, le lascia ricadere sulla pagina così che esse trattengano qualcosa, e non solo qualcosa, del suo averle sfiorate. Di un pianista si direbbe: è questione di tocco." Enzo Siciliano"Questo libro - scriveva Moravia - è stato scritto nel modo seguente: viaggiando in Africa per svago e desderio di estraneamento, senza fare inchieste nè ricerche nè nulla di tutto ciò che, quando si ha intenzione di scrivere su un viaggio, si fa 'apposta'. In Africa ho voluto portare soltanto me stesso, così com'ero, con la cultura e I'informazione di cui già disponeva e niente di più. Se ho letto dei libri sull' Africa l'ho fatto per curiosità, non per crearmi una competenza d'altronde impossibile. Insomma si tratta di un libro di impressioni; cioè della storia di una felice e invaghita disponibilità. Così il fine che il libro, modestamente, si propone non è di informare, né di istruire né tanto meno di giudicare ma di ispirare al lettore lo stesso interesse e la stessa simpatia che mi hanno spinto a viaggiare per il continente nero."
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Bompiani, 03/04/2012
Abstract: Romanzo visionario e corrosivo, L'osteria volante è uno dei libri più conosciuti dell'autore inglese. Con la sua tipica cifra onirico-immaginifica, Chesterton ambienta la storia in un'Inghilterra di cento anni dopo, quindi dei nostri tempi, in cui i grandi poteri economici hanno stretto un'alleanza con l'Islam, ritenendo che sia meglio del Cristianesimo per mantenere un adeguato controllo sociale sulla popolazione.Lo strano connubio fra i potentati commerciali e la legge islamica porta alcune conseguenze paradossali, tra cui l'introduzione di norme che mettono fuori legge gli alcolici.Ed è così che un capitano irlandese, Patrick Dalroy, decide di fomentare una rivoluzione popolare, portando in giro per tutto il paese l'insegna di un pub: L'osteria volante.Così avrà inizio la rivolta. Coinvolgente fino all'ultima pagina, il libro lascia stupefatti per la capacità di intravedere un futuro che, all'epoca di Chesterton, era assolutamente inimmaginabile.
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Bompiani, 02/04/2012
Abstract: Dopo un'animata discussione sul tema dell'anarchia, Luciano Gregory, poeta anarchico, riesce a convincere l'amico e collega Gabriele Syme della serietà delle sue argomentazioni e a condurlo a una riunione del Consiglio Centrale Anarchico. I membri della setta hanno fatto però una scelta bizzarra, decidendo di assumere per maggior sicurezza i nomi dei giorni della settimana, e quando Syme sceglie di entrare a farne parte, gli viene assegnato il nome di Giovedì. Ma Syme in realtà non è ciò che dichiara di essere, bensì un agente di Scotland Yard... Da questa sorprendente rivelazione prende l'avvio una girandola di false identità, misteriose allusioni e paradossali ambivalenze, perché ogni membro del Consiglio ha i suoi segreti, e la trama diventa un susseguirsi di eventi concitati e strabilianti, che convergono verso l'enigmatica figura del Presidente, che ha assunto il nome del settimo giorno, Domenica. Ma qual è la natura di questa misteriosa associazione e quali sono i suoi veri scopi? E chi si cela veramente dietro la figura di Domenica, che suscita in Syme una paura irrazionale?
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Bompiani, 05/04/2012
Abstract: Patrimonio d'arte, di storia e di cultura, Venezia è una città straordinaria, il cui splendore è l'espressione di un grande passato. Rivolgendosi a coloro per i quali la conoscenza della città vuol essere anche il soddisfacimento di una curiosità intellettuale, Alvise Zorzi interpreta con competenza il destino del "piccolo popolo" di pescatori, tessitori e marinai che cercarono sulle isole anfibie un luogo di sopravvivenza e seppero poi trasformare un territorio di sabbie e canneti in una sfavillante città di palazzi, chiese, teatri, giardini, cantieri, piazze. Ma Venezia vive anche per opera dei grandi mercanti che nel passato trovarono le rotte per Alessandria d'Egitto, Trebisonda, il Mar Nero, la Giordania, fino all'India e al Catai, e delle grandi famiglie che ne determinarono la ricchezza e lo sfarzo. Perciò, indagando nella documentazione catastale e negli estimi patrimoniali, l'autore segue anche da vicino le sorti degli Orseolo, dei Dolfin, dei Mocenigo, dei Pisani, dei Venier, degli Zorzi, dei Vendramin e dei Foscari. E il ritratto che delinea della sua città, a partire dal 25 marzo 421 – data leggendaria della formazione – fino al 17 ottobre 1797 – giorno in cui con la firma del trattato di Campoformio venne sancita la fine della Serenissima – è un documento appassionato in cui si rintracciano i fatti noti o ancora inesplorati, i trionfi e le sconfitte, l'apoteosi o la decadenza. Ma anche una guida emozionante per chi in Venezia vuol cercare la forza o la dolcezza dei sensi e dei sentimenti con la volontà, però, di capire.
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Bompiani, 05/04/2012
Abstract: "In questo volume il lettore troverà prove cospicue di quell'arte del racconto che Alberto Moravia ebbe quale dono indiscutibile. Ho sentito affermare spesso che Moravia sia più artista come scrittore di racconti che come scrittore di romanzi: è un'opinione pari a un'altra, ma non priva di concrete ragioni. E' vero che Moravia si diede al racconto con la passione di un artigiano, una passione che non conobbe soste; e se riteneva che il racconto fosse animato da un'intuizione molto vicina a quella della poesia, mentre invece il romanzo era spiegato nel sentimento architettonico della forma, attraverso una struttura all'interno della quale lo 'studio della vita' è convesso in un'articolata visione del mondo, se riteneva questo, ho sempre avuto l'impressione che egli si desse al racconto, più che per un raptus ispirativo o sotto lo stimolo di una 'intuizione lirica', proprio per essere fedele a una tensione d'allenamento, lo scaldarsi i muscoli, in vista di quello scatto duro e faticoso che mette a segno un romanzo. In lui, nella sua fisiologia di scrittore, racconto e romanzo erano indissolubilmente legati. Moravia raccontava che Calvino un giorno gli disse: "Smetti di scrivere racconti romani, ne hai scritti troppi." Lui smise, ma non smise di scrivere racconti: voltò pagina, e nacquero i racconti de "L'automa". In questo volume sono riuniti i racconti che Moravia, lungo l'arco della vita, senza mai radunarli in volume, pubblicò su giornali e riviste. Sono pagine sparse, perdute talvolta su testate di cui non c'è più notizia: molti sono ritagli trovati tra le sue carte, in casa, ammucchiati nel caotico disordine che per lo scrittore era abituale" (dalla prefazione di Enzo Siciliano)