Trovati 858435 documenti.
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Einaudi, 07/10/2010
Abstract: Un uomo e un bambino viaggiano attraverso le rovine di un mondo ridotto a cenere in direzione dell'oceano, dove forse i raggi raffreddati di un sole ormai livido cederanno un po' di tepore e qualche barlume di vita. Trascinano con sé sulla strada tutto ciò che nel nuovo equilibrio delle cose ha ancora valore: un carrello del supermercato con quel po' di cibo che riescono a rimediare, un telo di plastica per ripararsi dalla pioggia gelida e una pistola con cui difendersi dalle bande di predoni che battono le strade decisi a sopravvivere a ogni costo. E poi il bene più prezioso: se stessi e il loro reciproco amore. "Guardati intorno, - disse. - Non c'è profeta nella lunga storia della terra a cui questo momento non renda giustizia. Di qualunque forma abbiate parlato, avevate ragione". Che cosa resta quando non c'è più un dopo perché il dopo è già qui? Generazioni di scienziati, mistici e scrittori hanno offerto in risposta le loro visioni di luce e tenebra. Ci hanno prospettato inferni d'acqua e di fuoco e aldilà celesti, fini irrevocabili e nuove nascite, ci hanno variamente affascinato o repulso, rassicurato o atterrito. Nell'insuperabile creazione mccarthiana, la post-apocalisse ha il volto realistico di un padre e un figlio in viaggio su un groviglio di strade senza origine e senza meta, dentro una natura ridotta a involucro asciutto, fra le vestigia paurosamente riconoscibili di un mondo svuotato e inutile. Restano dunque, su questa strada, esseri umani condannati alla sopravvivenza, la loro quotidiana ordalia per soddisfare i bisogni insopprimibili e cancellare gli altri, la furia dell'umanità tradita e i residui, impagabili scampoli di piacere dell'essere vivi; restano i cristalli purissimi del sentimento che lega padre e figlio e delle relazioni che i due intessono fra loro e con gli altri, ridotte all'estrema essenza nella ferocia come nella tenerezza. E restano le parole, splendide, precise, molto più numerose ormai delle cose che servono a designare; la prodigiosa lingua di McCarthy elevata a canto funebre per "il sacro idioma, privato dei suoi referenti e quindi della sua realtà". Resta dell'altro, un residuo via via più cospicuo in mezzo al niente circostante: resta un bambino che porta il fuoco e un uomo che lo protegge dalle intemperie del mondo semimorto con implacabile amore, uomo e bambino tradotti in ogni Uomo e ogni Bambino, con responsabilità e ruoli che inglobano e trascendono quelli dei singoli individui. E resta, perciò, uno sguardo discreto in avanti e forse in alto, oltre a quello nostalgico voltato a rimirare il regno dell'uomo così come lo conosciamo. In questa risposta di McCarthy - epica, elegiaca, mitica, profetica, straziante, universale - resta perfino l'imprevedibile: un'affettuosa quotidianità che consola e scalda il cuore.
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Einaudi, 07/10/2010
Abstract: "Non dare retta a chi ti indica le scorciatoie, prova a osare strade difficili, evita tutto ciò che è comodo e diffida di chi te lo propone. Fa' crescere dentro di te rabbia e sete per l'inquietudine. Non buttarti via, impara a dannarti senza perderti. Impara che hai diritto a pensare che nella vita si possa e si debba tentare e sbagliare, e che nessuno ti deve poter giudicare per gli errori che commetterai, ma semmai per le omissioni che ammetterai a te stesso". Paolo Crepet
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Einaudi, 18/11/2011
Abstract: Farid e Jamila fuggono da una guerra che corre piú veloce di loro. Angelina insegna a Vito che ogni patria può essere terra di tempesta, lei che è stata araba fino a undici anni. Sono due figli, due madri, due mondi. A guardarlo dalla riva, il mare che li divide è un tappeto volante, oppure una lastra di cristallo che si richiude sopra le cose. Ma sulla terra resta l'impronta di ogni passaggio, partenza o ritorno - che la scrittura, come argilla fresca, conserva e restituisce. Un romanzo di promesse e di abbandoni, forte e luminoso come una favola. *** "È una pregiata medium, Margaret Mazzantini. Dopo aver reincarnato lo strazio di Sarajevo in Venuto al mondo, si compenetra, con la durezza che si fa carità, con la carità che non manca di rammemorare la durezza, in un'Africa mitica, irriducibile a qualsivoglia attualità, pur divampante, pur fervidamente riconosciuta (...). Al lume di una lingua sempre all'erta, scavata, lesta, intensamente femminile, ossia necessaria, eppure spalancata alla metafora, alla sua preziosità, mai vacua, una costante nell'officina Mazzantini (...)". Bruno Quaranta, "Tuttolibri"
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Einaudi, 07/10/2010
Abstract: La cucina di una casa popolare, un tavolo, due uomini seduti intorno. Uno dei due è bianco, l'altro è nero. Sul tavolo c'è una Bibbia. I due uomini parlano. Non si conoscevano prima di questa mattina, quando il nero ha strappato il bianco alle rotaie del Sunset Limited sotto cui stava per lanciarsi. Ma quello era solo l'inizio. Ora i due devono andare oltre. E cosí parlano. Dai due lati del tavolo, da prospettive, lingue e colori antitetici, fra picchi di comicità e abissi di disperazione senza contatto possibile oltre all'ingegno folgorante della penna che li ha partoriti. Un "romanzo in forma drammatica" che raggiunge il nucleo pulsante dell'indagine esistenziale di McCarthy. Non ci sono approdi, prese di posizione, risposte. C'è solo una domanda: che cosa ti divide dal tuo Sunset Limited?
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Einaudi, 07/10/2010
Abstract: Con pochi tratti rapidi, Mariolina Venezia disegna una città che potrebbe essere ovunque, con le sue scuole, ospedali, supermarket... È lí che vivono i protagonisti di queste storie. Immersi nelle loro routine, senza nemmeno rendersene conto, compiono qualche piccolo tradimento a se stessi o al prossimo. Vigliaccherie. Inezie. Non perseguibili penalmente, appena condannabili moralmente. Da questa "zona grigia" si scatena una serie di effetti collaterali sempre piú potenti, svelando un po' alla volta il disegno: il bene e il male si sviluppano dentro ognuno di noi, e si diffondono attraverso i legami che ci uniscono. Il gesto mostruoso della cronaca viene cosí ricollegato al suo contesto, non piú episodio isolato, ma prodotto di una catena di cause ed effetti della quale tutti sono partecipi, e in qualche misura responsabili. L'autrice di Mille anni che sto qui, in questo primo libro, uscito da Theoria nel '98, anticipa la ricchezza di personaggi che si ritroverà nel suo romanzo, raccontando una società metropolitana in cui si stanno perdendo la sacralità della vita e della morte e i valori della storia e dei legami fra gli individui. Risalendo fino alle radici della sofferenza e della gioia, sullo sfondo di una dilagante crisi della famiglia e delle istituzioni, questi racconti sembrano anticipare certi folgoranti eventi degli ultimi anni di cronaca italiana.
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Einaudi, 07/10/2010
Abstract: Libro tragico, nato in circostanze storiche e personali eccezionali, all'indomani di laceranti conflitti nel movimento psicoanalitico, all'ombra dell'ascesa al potere di Hitler e del drammatico disfacimento della Repubblica di Weimar, nel contesto di una crisi economica internazionale e di dinamiche collettive inquietanti, Il disagio nella civiltà è uno dei testi freudiani piú complessi e controversi. In esso le istituzioni della cultura umana vengono passate al vaglio della decifrazione analitica, che ci mostra il precario equilibrio delle relazioni tra individuo e civiltà continuamente messo a rischio dal conflitto inconscio interno all'individuo, dal sentimento di colpa che tale conflitto produce e dall'aggressività distruttiva che lo accompagna. Freud fa cosí emergere il paradosso di una civiltà che, formatasi per assicurare agli uomini sicurezza e protezione, li ha invece messi in condizione di distruggersi; di una cultura che, lungi dallo strapparli alle feroci necessità della natura, ha consentito loro di infliggersi sofferenze enormi. Freud ci parla della morte iscritta al cuore della nostra psiche e del senso della vita, della lotta inevitabile e dei costi della rinuncia, della colpa e dell'addomesticamento delle pulsioni, della sublimazione e dei suoi limiti, della precarietà - infine - di qualunque cultura e identità. In un'epoca di rinascenti pericoli e alienazioni, in cui la violenza domina nelle relazioni tra esseri la cui naturale aggressività sembra non poter piú essere controllata se non da meccanismi a loro volta mortiferi, il saggio freudiano non ci offre consolazioni, ma solo strumenti per comprendere, insieme a un raro esempio di rigore e di coraggio.
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Sogno cose che non sono state mai
Einaudi, 24/04/2012
Abstract: Impulsivo e senza paura, Robert F. Kennedy credeva nell'esigenza di una profonda rivoluzione politica a "misura d'uomo" che restituisse dignità alle persone e colmasse le distanze tra neri e bianchi, ricchi e poveri, giovani e vecchi. Fra tutti i Kennedy era forse il piú Kennedy. E di certo il piú lungimirante. Sogno cose che non sono state mai raccoglie i suoi discorsi piú significativi a partire dal 1964, quando, dopo la morte del fratello John, tornò alla politica, fino al 1968, anno della sua campagna per la presidenza conclusasi con l'attentato di Los Angeles. In tutti gli interventi viene fuori il "Bobby" che decise di proseguire il lavoro del fratello, ma anche il promotore di politiche sociali che richiedevano oltre al denaro, immaginazione, coraggio, determinazione e sincerità. Una figura di straordinario spessore umano, che, attraverso ideali e programmi, obiettivi e scelte, pensò e agí in modo nuovo, consegnandoci una visione politica attualissima ancora oggi. *** "La risposta alla crisi del welfare è lavoro, impiego, autosufficienza e integrità della famiglia (...). Abbiamo bisogno di lavoro, di impiego che restituisca dignità con una paga decente; quel tipo di impiego che consente a un uomo di dire alla propria comunità, alla propria famiglia, al proprio paese e, cosa ancora piú importante, a se stesso, "ho contribuito a costruire questo paese. Sono uno dei partecipanti di questa grande impresa pubblica. Sono un uomo" (...). Lavoro è una parola molto terrena e poco affascinante. Eppure è, in un senso reale, il significato di tutto ciò per cui esiste una nazione". Robert F. Kennedy, Sogno cose che non sono state mai
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Einaudi, 07/10/2010
Abstract: Il romanzo che nel 1963 ha rivelato Bernhard come uno dei grandi scrittori del Novecento. I lunghi monologhi di Strauch, il pittore pazzo isolatosi dal mondo in un paesino di montagna, sono l'invenzione di un nuovo stile, di una nuova labirintica sintassi delle ossessioni che avrebbe poi caratterizzato tutte le altre opere di Bernhard, nonché folte schiere di epigoni. Tra memorie autobiografiche, deliri persecutori, congetture filosofiche, invettive e allucinazioni, Strauch riesce a trasformare il suo totale orrore del mondo in una vitalissima, istrionica performance all'insegna dell'ironia e della complicità con il suo imbarazzato-affascinato interlocutore, che ben rappresenta la naturale reazione dei lettori di questo libro. "Ho riletto Gelo dopo parecchi anni. Con più attenzione della prima volta, fermandomi spesso a pensare a Weng, il paese di montagna più cupo che si possa immaginare, e ai suoi abitatori, la moglie dell'oste che gestisce quella locanda fredda e fuori mano, lo scuoiatore che fa anche il becchino, l'ingegnere che dirige i lavori della centrale elettrica in costruzione, e naturalmente Strauch, che riempie con i suoi infiniti discorsi, quasi un monologo ininterrotto, le fitte pagine del romanzo, l'esordio stupefacente di quel Thomas Bernhard che oggi tutti considerano una delle vette della narrativa contemporanea. Il documento di un divenir-folli? Non solo e non semplicemente, anche se la parola follia già di per sé dice tutto, e Bernhard comincia qui a darle una fisionomia speciale, che fa esplodere la cosa (chiamiamola così) in mille frammenti, tutte le tonalità del nero e insieme tutti i colori della realtà. Una preparazione alla morte? Ma in quella landa mortificata dai brividi del freddo c'è vita, e Strauch è il più vivo di tutti". Dalla prefazione di Pier Aldo Rovatti
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Einaudi, 02/12/2010
Abstract: Un bambino osserva il mondo degli adulti con la sua voce tersa e visionaria. Il padre che guida velocissimo cantando jingle di Carosello, ma da quando la moglie si è ammalata spesso ferma l'auto di colpo e "fa la faccia della morte". La madre che era una hippy ma da quando ha perso i capelli usa parrucche che la fanno sembrare un'astronauta. Rimasto solo, ormai adolescente, il protagonista sprofonda nell'alcol e negli psicofarmaci finché non manda a fuoco la casa. E comincia la sua iniziazione all'abisso, dove droga e irrefrenabile desiderio sessuale ricalcano il meccanismo dell'attesa e del consumo che riempie le nostre esistenze.
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Einaudi, 07/10/2010
Abstract: "Un libro fuori dal comune... Nella scrittura di Faber niente è ciò che sembra. La qualità piú significativa di Sotto la pelle è che all'interno di questo incubo, Faber ci costringe a identificarci con la sua protagonista non umana, e, attraverso lei, ad addentrarci in una complessa trama che tocca nel profondo i problemi della condizione umana". The Times "Una storia strana e misteriosa come poche, i cui segreti vengono svelati a poco a poco, come stimoli surreali centellinati con trasognata precisione. La scrittura di Faber è di una severa limpidezza". The Independent
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Einaudi, 07/10/2010
Abstract: Con questo libro Eugenio Scalfari abbraccia per la prima volta l'intera avventura della sua esistenza: a partire dalla stagione magica dell'infanzia, passando per gli anni della formazione (la scoperta della filosofia al liceo di Sanremo, compagno di banco di Italo Calvino), l'educazione fascista, la scoperta della politica, le grandi scelte esistenziali. Fino all'impegno giornalistico, che dura da oltre sessantacinque anni, e al tempo lungo della vecchiaia. Ma ogni ricordo vive e perdura in funzione di una continua tensione intellettuale: l'autore non entra nelle stanze della memoria, se prima non è certo di intravedere dalla soglia il bagliore di un fuoco razionale che possa ampliare il dato autobiografico fino a farsi meditazione sulla vita, sui valori di ogni gesto compiuto. Ogni ricordo è un pensiero: perché vale la pena riordinare la vita tutta intera - con spirito geometrico, sia pur venato di scetticismo - solo se la conoscenza di sé resta il primo passo per comprendere e raccontare gli altri; per mostrare senza infingimenti quali forze, quali ambigui meccanismi regolino il vivere sociale di ogni uomo.
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Einaudi, 07/10/2010
Abstract: Una storia di fantasmi, forse. L'allucinazione di un'artista costretta a confrontarsi con un dolore piú grande di lei, una meditazione sul tempo e sullo spazio e un viaggio dentro il mistero della creazione artistica. Don DeLillo scrive un libro scarno e perturbante che racconta la storia di un abbandono e traccia il diario di ogni solitudine. "Il tempo sembra passare. Il mondo accade, gli attimi si svolgono, e tu ti fermi a guardare un ragno attaccato alla ragnatela. C'è una luce nitida, un senso di cose delineate con precisione, strisce di lucentezza liquida sulla baia. In una giornata chiara e luminosa dopo un temporale, quando la piú piccola delle foglie cadute è trafitta di consapevolezza, tu sai con maggiore sicurezza chi sei".
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Einaudi, 02/12/2010
Abstract: Un romanzo incantevole, che nelle vesti di un fantasy fa rinascere, splendida e tremenda, colma di dettagli, naturale e sorprendente la vita e la morte al tempo di Micene ricca d'oro e delle principesse "con la veste colore del croco". I PERSONAGGI DEL ROMANZO Personaggi del mondo di Robert Zardi Kostia Strapoulos. Da archeologo a guida turistica. Sa di avere appena fatto una scoperta clamorosa. Purtroppo per lui, non ha scoperto solo quello. Robert Zardi. Americano di sangue italo-greco, fa l'inviato in Italia per una multinazionale dell'informazione. Xanthos. Si chiama cosí Robert Zardi, dopo la porta del tempo. Isabella, moglie di Zardi. Andrea, il figlio. Sofia, la nonna. Nunzia, la segretaria. Stella Corsetti, Trimani, Carlo Timperi, Caronti, i colleghi. Parvez l'Immortale, insegnante di arti marziali. Mister Tims, insegnante. Spiros, oste a Micene. Stavros, oste a Nauplia. La Signora in rosso, amica di Strapoulos. Personaggi del mondo di Xanthos Asterii. Antico popolo, misterioso e crudele, scomparso nel nulla. Agamennone. Wanaka di Micene. Clitemnestra. Moglie di Agamennone e regina di Micene. Ifigenia. Ha una veste colore del croco. Elettra e Oreste. Come la principessa Ifigenia, sono figli di Clitemnestra e Agamennone. Eunice e Anja. Ancelle del palazzo reale di Micene. Kilissa. Nutrice e ancella di Clitemnestra. Peribea. Ancella di Clitemnestra. Menaios. Capo della Skia, la polizia segreta. Calcante e Timeo. Sacerdoti di Zeus. Omero. Capo degli scribi. Non è cieco. Femio. Suo figlio. Tiresia. Indovino tebano, risale a lui una oscura profezia sugli Asterii. Janos. Mercante d'olio. Tersite. Soldato di Micene. Lamia. Schiava di Tersite. Kuna. Cagna di Tersite. Dinamos lo Scita, lottatore. Atreo, Atridi e dintorni Atreo, padre di Menelao e Agamennone. Tieste, fratello di Atreo. Anassibia, sorella di Agamennone. Pilade, cugino di Ifigenia, Elettra e Oreste. Egisto, amante di Clitemnestra. Compaiono nel mondo di Xanthos Eurimedonte, capo delle guardie del palazzo reale di Micene. Kikemos, soldato di Micene. Kairos, guardia del palazzo reale di Micene. Taltibio, capo degli araldi. Posoreia, sacerdotessa di Sicione. Iaso, giovane scriba. Archita, mercante di Corinto. Stenelo, auriga di Diomede. Menna, Principe egizio. Ferecle, naudomo. Cleone, mercante di Corinto. Regnanti, eroi, profetesse nel mondo di Xanthos Ramsesse III, Faraone d'Egitto. Diomede, re di Tirinto. Nestore, re di Pilo. Menesteo, re di Atene. Idomeneo, re di Creta. Aiace Telamonio, re di Salamina. Achille, re dei Mirmidoni di Ftia. Patroclo, inseparabile compagno di Achille. Odisseo, re di Itaca. Efialte, re di Corinto. Cassandra, profetessa troiana.
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Einaudi, 18/10/2011
Abstract: Anna è architetta, vive da sola nel quartiere di San Saba a Roma e due volte al giorno scende a prendere il caffè. Davide fa il meccanico, e gli piace guardarla camminare. È dislessico, non ha mai imparato a leggere, sa fare tutto ma non sa niente. Niente di quello che sappiamo noi. È forte e non conosce cautela. Vive di corsa e combattendo. Senza regole. È stato ricchissimo e ha perso tutto. La sua vita è una parabola insieme terribile e luccicante. Il bambino bello, lo Zecchino d'Oro, le foto sui giornali, le moto le corse la velocità, e poi la cocaina, la galera. Una notte Davide decide di regalare ad Anna la cosa più preziosa che ha: la sua storia.
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Einaudi, 07/10/2010
Abstract: "Ma quando hai visto una cosa di questo genere, un frammento ti resta sempre dentro. Qualunque cosa, bellissima o bruttissima, lascia sempre un po' di sé negli occhi di chi guarda". Al cancello del vecchio cimitero di Highgate ci sono diciassette scarpe, ben allineate, con la punta rivolta verso il cimitero. E con i piedi mozzati dentro. Se il Tagliatore di piedi, pensa il commissario Adamsberg, ha abbandonato il suo tesoro, quasi non gli bastasse piú, quale nuovo orrore si sta preparando?
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Einaudi, 07/10/2010
Abstract: Dopo aver creato una delle famiglie piú famose d'America, i Lambert delle Correzioni, Jonathan Franzen mette in scena la famiglia Franzen. Lo fa in un'autobiografia che diverte, commuove e brilla d'intelligenza. A quarant'anni, poco dopo la morte della madre, Jonathan Franzen ritorna a Webster Groves, il tranquillo sobborgo di St Louis dov'è cresciuto. I due fratelli maggiori l'hanno incaricato di cercare un agente immobiliare per vendere la vecchia casa di famiglia. Appena entra nelle stanze in cui ha trascorso infanzia e adolescenza, Franzen si sente un "conquistatore che bruciava le chiese e fracassava le icone del nemico". E il nemico è la famiglia. Ma questo è solo il primo impatto, perché il suo atteggiamento rivela subito un'intenzione diversa e piú profonda. Se decide di entrare nella "zona disagio" che è il proprio passato, Franzen lo fa per prolungare il gesto del padre, che ogni sera muoveva il termostato del riscaldamento di casa verso la "zona benessere". In lui l'ironia è sempre accompagnata da un movimento contrario di indulgenza e innesco emotivo.
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Einaudi, 25/02/2011
Abstract: Medicina, politica, letteratura, religione, psicologia, fisica, sociologia. Come sarà l'Italia dei prossimi anni? Il cancro sarà sconfitto? Che lingua parleremo? L'universo sarà svelato? In che società vivremo? La Chiesa esisterà ancora? Saremo tutti piú poveri? Saremo tutti piú soli? Come si trasformerà la nostra vita? Fino a quando vivremo? Avremo cloni? Chi dominerà il mondo? Ci sarà ancora l'Europa? Troveremo soluzioni ai problemi della Terra? In otto grandi interviste ad alcuni dei piú influenti intellettuali italiani, Alessandro Barbano traccia un racconto a tutto campo - ricco, informato, profondo - che rende concreto il domani, senza mai cedere all'entusiasmo o allo sconforto. Un indispensabile atlante dialogato dei tempi che corrono. "Magari scopriremo che quest'anno era nato il nuovo Proust e nessuno se n'era accorto". Umberto Eco "Impediremo la malattia intervenendo sull'embrione grazie alla medicina predittiva". Umberto Veronesi "I problemi creati dalla tecnica li risolveremo con nuova tecnica, non tornando indietro". Nicola Cabibbo "Il naufragio di un'etica condivisa porta con sé la percezione della solitudine". Giuseppe De Rita "Sarà la società dei formicai". Simona Argentieri "Mentre ci crogioliamo nel pessimismo, altrove si guarda a un futuro di occasioni che si allargano". Giuliano Amato "Si riapre un tempo di ricomprensione dell'uomo che riporta a un desiderio diffuso di autorealizzazione". Angelo Scola
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Cosmopolis (versione italiana)
Einaudi, 07/10/2010
Abstract: Aprile 2000. Mattina. Sull'East River. Il giovane miliardario Eric Packer esce dal suo lussuoso attico a tre piani e sale sulla limousine bianca per andare a tagliarsi i capelli a Hell's Kitchen. È l'inizio di un viaggio lungo un giorno che lo porterà ad attraversare Manhattan per andare incontro al proprio destino. Durante il tragitto Packer, ossessionato da una folle scommessa finanziaria contro lo yen e da un'oscura "minaccia attendibile" alla propria incolumità, incontra gli uomini e le donne della sua vita sullo sfondo di scenari erotici, o tragici, o enigmatici. Con un vivace alternarsi di situazioni metafisiche e comiche, dove il tempo subisce un'accelerazione e il presente finisce per confondersi con il futuro, Don DeLillo dimostra ancora una volta di saper descrivere il mondo contemporaneo con una profondità che sfiora la premonizione.
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Einaudi, 07/10/2010
Abstract: Un libro "denso di vita", in cui, con uno stile intenso e vivo, Mario Rigoni Stern narra ai ragazzi di oggi la sua esperienza di ragazzo di ieri nella Seconda guerra mondiale, dall'arruolamento tra gli alpini, appena diciassettenne, alle campagne di Grecia, Albania e Russia. In ogni pagina la biografia si fonde con la storia collettiva, per poi disperdersi in rivoli di storie individuali, in episodi apparentemente marginali che custodiscono un altro senso della Storia: ed è proprio questo movimento naturale di diastole e di sistole a far pulsare il cuore vivo del racconto, a rendere udibile, per le generazioni lontane da quegli eventi, il battito del tempo. Cosí per sussulti e frammenti, la storia di un uomo e di un'epoca ci viene incontro. Un distillato prezioso in cui Rigoni Stern concentra in un modo del tutto nuovo mezzo secolo della sua scrittura.Cronologia della vita e delle opere a cura di Giuseppe Mendicino.
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Einaudi, 03/04/2012
Abstract: Carla ha quasi quarant'anni, un compagno praticamente perfetto, un lavoro stimolante e un certo fascino. Ma non riesce ad avere un figlio. E per una come lei, abituata a centrare l'obiettivo, il senso di fallimento brucia senza consumarsi. Perché l'ossessione della maternità si può affinare al punto da dare dipendenza. Accade a molte delle donne che Carla incontra quando decide di tentare la fecondazione assistita. Tutte stanno in fila, mese dopo mese, per eseguire lo stesso rituale: gli ormoni, il pick-up, il transfer, l'attesa. Conoscono il proprio corpo e i suoi segnali con una precisione maniacale. Usano un oscuro gergo da iniziate. Perché loro non aspettano un bambino, "fanno la cova", non rimangono incinte, "s'incicognano". Mentre a forza di medicine si gonfiano come galline d'allevamento, le donne "difettose " si sfogano, si danno conforto, nelle sale ospedaliere o nelle chat. Nel suo viaggio alla ricerca della maternità, e di una forma di saggezza che pare sempre scivolarle fra le dita, Carla può contare su di loro, ma anche su due guide spirituali d'eccezione: Seneca, oggetto dei suoi studi di latinista, e nonna Rina, che prima di diventare solida come una quercia era stata fragile come un albero rinsecchito. Nonostante persino la Bibbia sia piena di vecchie sterili che all'improvviso riescono a procreare, Carla forse deve mettersi in testa che un figlio non è un diritto, come le dice Marco, il suo compagno, con quella sua franchezza generosa e un po' leggera. Un esordio intelligente e lieve che racconta la speranza della maternità, e in cui il chiacchiericcio cosí vero di tante femmine energiche, sconsolate o allegre, ci restituisce una realtà complessa, lasciandoci perennemente in bilico tra divertimento e commozione.