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Longanesi, 29/09/2011
Abstract: "Ogni libro di Marco Buticchi vale per due, intrighi e avventure raddoppiano."Sette – Corriere della Sera - Enrico Mannucci Oggi è un'anziana clochard costretta a vivere per le strade di Parigi, ma il suo passato le ha regalato fama e successo. Qualcuno la vuole morta, ed è solo l'intervento di Oswald Breil e Sara Terracini a salvare la vita di Luce de Bartolo. Ma qual è il segreto che custodisce, così potente da sconvolgere l'ordine mondiale? Chi è davvero quella donna? La sua storia inizia nell'Argentina fra le due guerre e racconta un'amicizia straordinaria, quella fra Luce e una tra le donne più ammirate di tutti i tempi: Eva Duarte. Mentre Luce diventa il soprano più famoso al mondo, Eva sposa il colonnello Juan Domingo Perón: nasce così il mito intramontabile di Evita. Le due amiche incontrano grandi soddisfazioni, ma anche tragedie e violenze che sembrano sgorgare dalla fonte stessa del male: il nazismo. Un'ideologia che trova la sua forza simbolica in un oggetto dal potere immenso: la leggendaria lancia di Longino, la cui punta trafisse il costato di Cristo. Il Reich sopravvive alla sconfitta, ed è proprio in Argentina che il male nazista intreccia le proprie trame oscure di rinascita con l'ascesa di Perón, per poi estendere i propri tentacoli sino a raggiungere le stanze più inviolabili: quelle delle alte sfere del Vaticano e della finanza più spregiudicata. E il male nazista oggi è pronto a risollevare la testa. Perché si scateni, manca soltanto una chiave: quella in possesso di una donna sopravvissuta con coraggio e determinazione a tutto ciò che il destino le ha riservato. Una straordinaria protagonista femminile. Un viaggio tra le pieghe oscure della Storia sulle tracce di un mistero leggendario. Un'avventura coinvolgente, emozionante, maestosa.
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Longanesi, 29/09/2011
Abstract: È un cammino affascinante e ricco di mistero quello di chi percorre le pagine della Storia concentrando l'attenzione sulle pieghe nascoste, sui punti non segnalati sulle mappe. E sono proprio le "pieghe" della Storia, i suoi più grandi enigmi, l'oggetto d'indagine di questo libro.Possibile, ad esempio, che l'interpretazione di capolavori artistici come l'Iliade e Las Meninas di Velázquez vada rivista in chiave astronomica? O che la figura di Gesù di Nazareth, così come ci è stata tramandata dal Nuovo Testamento, abbia tanti punti in comune con gli antichi testi egizi sul culto di Osiride? E quali misteri nascondono le piramidi azteche, le città sotterranee della Cappadocia, la cattedrale di Chartres? Qual è il significato dei simboli massonici impliciti nell'architettura di Washington o del Vaticano? La storia delle apparizioni di Fatima e del terzo segreto è stata raccontata fino in fondo? Muovendosi tra mito e realtà, religione e scienza, letteratura e archeologia, Javier Sierra ci regala il diario di un'avventura straordinaria verso le radici perdute della nostra identità.
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Guanda, 29/09/2011
Abstract: "Indriðason si conferma abile a indagare passioni e sentimenti (anche i più morbosi) senza cedere al buonismo."Corriere della Sera"Ho già letto almeno cinque libri con protagonista il commissario Erlendur Sveinsson: sono ben scritti..."Andrea Camilleri"L'Islanda ha trovato il suo Mankell... Assolutamente nordico, un narratore che rappresenta un marchio di grande qualità. Erlendur è un personaggio meraviglioso."Die WeltA Reykjavík, in un appartamento poco distante dal centro, viene rinvenuto il cadavere di un uomo: ha circa trent'anni, indossa una maglietta da donna e giace in una pozza di sangue con la gola tagliata di netto. Sotto il divano vicino a lui, una pashmina che profuma di spezie. L'agente Erlendur Sveinsson della polizia di Reykjavík è partito per i fiordi orientali, inseguito da quei fantasmi del passato che lo tormentano incessantemente, e a occuparsi del caso è la collega Elínborg, detective con l'hobby della cucina e madre di tre figli adolescenti, che tra mille difficoltà cerca di destreggiarsi tra il lavoro e la famiglia. A lei tocca il compito di scavare nelle pieghe della vita apparentemente irreprensibile del giovane ucciso: un buon lavoro, una perfetta forma fisica, un appartamento arredato con gusto. Le indagini sembrano collegare l'omicidio a una serie di stupri avvenuti in città, mentre un'altra pista, meno scontata, conduce alla misteriosa scomparsa di una diciannovenne svanita nel nulla sei anni prima. E se invece la chiave del mistero fosse sepolta in un piccolo cimitero sul mare, in un villaggio dell'entroterra dove il tempo si è fermato? Affidandosi – è il caso di dirlo – al proprio fiuto, Elínborg porta alla luce un'agghiacciante storia di violenza, silenzi e vendetta, che si lascia dietro una scia infinita di vinti e nessun vincitore. In una società incapace di proteggere i suoi membri più indifesi, che abbandona al proprio destino le donne trasformandole in vittime predestinate della solitudine o dei soprusi, non c'è possibilità di redenzione, e nemmeno la giustizia è in grado di restituire la pace a chi ha pagato in prima persona il prezzo della propria vulnerabilità."Misteri ricchi di pathos... Uno scrittore che merita davvero di essere letto."The Daily Telegraph"L'agente Erlendur, un antieroe in versione islandese... un personaggio interessante, sintomatico del marcio e del non detto della società contemporanea."L'Express"Indriðason è il miglior scrittore di gialli dei paesi nordici."The Times
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Casa Editrice Nord, 29/09/2011
Abstract: Per dieci anni ha vissuto nel Santuario dei Redentori. Per dieci anni ha patito la fame e il freddo. Per dieci anni ha subito terribili punizioni e atroci torture. E, per tutto quel tempo, ha avuto un unico obiettivo: fuggire. E ci è riuscito. Eppure, dopo aver conosciuto il mondo al di fuori del Santuario - un mondo in cui l'amicizia si è rivelata una trappola e l'amore si è trasformato in una menzogna -, Cale è tornato, pronto a obbedire al proprio destino: diventare la Mano Sinistra di Dio e redimere i peccati dell'umanità. Annientandola. Investito di un potere pressoché assoluto, Cale arruola i detenuti del Purgatorio, le carceri del Santuario dove sono rinchiusi i nemici dell'Unica Vera Fede, e li invia subito in battaglia: decine, centinaia, migliaia di uomini mandati consapevolmente al massacro come monito per il resto dell'esercito. Per i Redentori, è la prova della sua risolutezza e il primo passo verso la vittoria finale. Per lui, invece, è il primo passo verso la vendetta. Sotto quella maschera di spietata ferocia, infatti, Cale nasconde una tempesta di emozioni contrastanti. Proprio lui che ha imparato a non provare benevolenza o rimorso, paura o pietà, è in realtà lacerato da sentimenti così impetuosi da sfuggire persino al controllo dei Redentori. Sentimenti che lo costringeranno a fare una scelta. Perché lui è l'Angelo della Morte. Lui è la Mano Sinistra di Dio. Ma, forse, la sua strada deve essere ancora tracciata.
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La confraternita dei giardinieri
Ponte alle Grazie, 03/04/2014
Abstract: Cosa accomuna un manipolo di mercanti e giardinieri inglesi, un intraprendente agricoltore americano e il botanico svedese più famoso di tutti i tempi? Fairchild, Miller, Bartram, Collinson, Banks, Linneo: sono solo alcuni membri della "confraternita dei giardinieri" che, con ruoli, motivazioni e interessi diversi, nel corso del Settecento animarono una vera e propria "rivoluzione botanica", così profonda e invasiva da aver dato forma non solo ai giardini e ai parchi inglesi così come oggi possiamo ammirarli, ma perfino a un "paesaggio psicologico" di provata "britannicità", un tratto inconfondibile nei costumi e nelle propensioni di un popolo. Sullo sfondo delle grandi esplorazioni di James Cook e degli anni cruciali che portarono alla nascita degli Stati Uniti d'America, il giardino all'inglese non divenne solo il passatempo e l'ossessione per milioni di inglesi - oltre che un lucroso affare per molti di loro - ma simbolo e veicolo stesso dell'Illuminismo, espressione visiva di un paese famoso per essere la "sede della libertà". In pochi decenni, quei pionieri riuscirono a unire orticoltura pratica, botanica sistematica ed espansione coloniale in un progetto omogeneo, rafforzando il potere imperiale di una nazione sul mondo: questo libro, a metà tra il saggio e il romanzo storico, ripercorre l'avventura di coloro che riuscirono a plasmare con le proprie mani il "capolavoro della natura" e a penetrarne i segreti.
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Chiarelettere, 29/09/2011
Abstract: La bomba previdenziale coinvolge lavoratori pubblici e privati, atipici e precari, liberi professionisti, artigiani e commercianti. I giovani (per esempio chi è nato nel 1980) naturalmente sono i più penalizzati, andranno infatti in pensione con il 50 per cento del loro ultimo salario. Una generazione di esclusi e sprecati che si vede offrire solo lavori temporanei e sottopagati con la prospettiva certa di una pensione minima. Il paradosso è enorme: sono loro, i 4 milioni di atipici e gli immigrati (insieme versano allo Stato italiano quasi 10 miliardi all'anno), cioè i più deboli, a sostenere le casse previdenziali (1,4 miliardi di attivo) e a pagare le pensioni di chi ha avuto un impiego sicuro e ben pagato. Tutto da rifare: prima che scoppi uno scontro generazionale e sociale, bisogna investire sui giovani facendoli entrare molto prima nel mercato del lavoro, ed eliminare le iniquità tra lavoratori dipendenti e le molte categorie di lavoratori autonomi che questo libro denuncia. In appendice i calcoli sulle pensioni future categoria per categoria, a cura di Daniele Cirioli.
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Marsilio, 29/09/2011
Abstract: Il secondo caso dell'investigatore Lars M. JohanssonPur se archiviata, l'indagine per l'omicidio di un anonimo impiegato sembra in realtà avere continuato una sua vita segreta. Dieci anni dopo, gli uomini dei Servizi di sicurezza continuano a fare ricerche sulla vittima, e indagano un crimine molto più complesso di quello che la polizia aveva cercato di risolvere. Un ritratto brillante e tagliente del complicato e cinico mondo in cui gli affari della polizia si mescolano alla legge e alla politica.
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Tra la nostalgia dell'estate e il gelo dell'inverno
Marsilio, 01/10/2011
Abstract: Il primo caso dell'investigatore Lars M. JohanssonQuando John Krassner, giornalista dello stato di New York, precipita dal quindicesimo piano della Casa dello studente di Stoccolma, il suo caso è destinato a essere rapidamente archiviato come suicidio, e lui a essere dimenticato in fretta. Solo Lars Martin Johansson, ispettore capo dei Servizi di sicurezza, non è convinto: da tempo Krassner stava lavorando a un manoscritto, forse un romanzo, su una misteriosa "spia che andò a est", e Johansson è sicuro che le ragioni della sua morte siano da cercare proprio tra quelle carte. L'affare Krassner si rivela un caso dai risvolti politici sorprendenti, di diretta competenza dei Servizi di sicurezza, impegnati a verificare tutto ciò che potrebbe minacciare la stabilità del paese. Sono loro, gli uomini dei Servizi, burocrati, spie, scaltri doppiogiochisti, a tenere le fila delle indagini: la verità su Krassner, e le verità di Krassner, si perdono in un dedalo di piste che portano direttamente alla CIA e ai Servizi russi, e pongono al centro di tutta l'inchiesta la controversa figura del Primo ministro, dal passato diplomatico non propriamente cristallino. Intorno a Johansson, si muove un mondo di poliziotti e funzionari in perenne competizione, ambiziosi e spesso incompetenti, razzisti, misogini e corrotti, un mondo di politici sottili e di imbroglioni senza scrupoli: a questo sistema, ritratto con crudele realismo e grande ironia, in tutte le sue debolezze e la sua forza, è affidata un'indagine che potrebbe cambiare gli equilibri politici dell'Europa.
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Adelphi, 30/09/2011
Abstract: Alla fine del Settecento, tre giovani Signori – un principe, uno scultore, un ricco commerciante – scendono dal Nord Europa verso Napoli. Lo scopo del viaggio, la visita a un guantaio che vive a Santa Lucia con le figlie, si rivela però solo un pretesto quando fa la sua comparsa la bellissima, misteriosa Elmina, la Chimera che i tre giovani sono venuti a incontrare. Una storia "di Amori e Assassini", narrata con la leggerezza dell'opera buffa.
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Flatlandia. Racconto fantastico a più dimensioni
Adelphi, 30/09/2011
Abstract: Partire da Flatlandia, mondo bidimensionale abitato da segmenti, triangoli, quadrati, luogo di gerarchie evidenti e della moralità geometrica; imbattersi nell'unidimensionalità della Linelandia; e infine scoprire lo sconvolgente mondo della tridimensionalità, dialogando con una sfera. Queste le tappe del percorso che un abitante di Flatlandia, un eccellente Quadrato, si troverà ad affrontare, per giungere a rivelazioni che metteranno in dubbio le sue certezze. E anche quelle del lettore, posto di fronte alla possibilità di una Quarta Dimensione.
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Adelphi, 30/09/2011
Abstract: Julia Lambert, "la più grande attrice d'Inghilterra", come scrivono i giornali, sa decisamente irretire il suo pubblico: quello adorante che riempie le sale, quello che si lascia soggiogare da lei nella vita privata, e infine noi, che seguiamo sulla pagina questo suo trionfante monologo. Durante il quale Julia ci sembra di continuo sul punto di cadere: in un matrimonio mediocre, in un amore con un ragazzo che ha vent'anni meno di lei, nei trabocchetti tesi da debuttanti ansiosi di rubarle la scena. E ogni volta, dal loggione, vorremmo ingenuamente metterla in guardia, ma Julia è una Marlene che non ha neppure bisogno di invocare il suo von Sternberg, perché sceglie benissimo da sé il tono, il gesto, l'inquadratura.
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Marsilio, 04/10/2011
Abstract: Un delitto fatto in casa narra le vicende di una famiglia altoborghese coinvolta in un sanguinoso enigma tra Natale e Capodanno, e vede dipanarsi una rischiosa storia di tangenti che ruota intorno a una lussuosa clinica e una solidissima società per azioni. È anche il delizioso affresco di una certa provincia italiana lenta e grassa e di un certo mondo fatto di scintillanti casinò, piacevoli boulevard, famosi ristoranti e meravigliose ville tra Nizza e Cap Ferrat. Ma non solo: è il racconto di efferati omicidi. Insomma, ce n'è per tutti: giallisti esigenti, amanti delle saghe – e delle faide – di famiglia, musicologi dal palato difficile, eleganti signore magari sotto l'ombrellone che, a forza di supposizioni, arriveranno all'ultima pagina con il fiato in gola, magari ridendo, magari un po' meno.
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Marsilio, 04/10/2011
Abstract: Lido di Venezia. Una villa affondata in uno smisurato giardino sulla laguna, molti ospiti capitati lì per caso (o forse no) per il festival del cinema o mossi da altri segreti intenti. Nel fitto chiacchiericcio di un'occasione mondana matura un'irrisolta tragedia: gli invitati saranno tutti coinvolti nel più classico dei misteri della camera chiusa, dove il palcoscenico dell'azione è l'intera Venezia di fine estate (con doveroso epilogo invernale).L'atteso ritorno di Gianni Farinetti in un romanzo a molte voci soprattutto femminili nel quale si intrecciano rancori sopiti e inespressi rimpianti a una devastante passione d'amore. Con un sospetto che vibra tra le pagine: e se Venezia, così ammaliante, così crudele, essa stessa un minaccioso, elusivo serpente, non fosse altro che un alibi?
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Rizzoli, 04/10/2011
Abstract: "C'è una paura nuova che leggo negli occhi di molte persone. È il timore di ritornare poveri, di andare incontro a un futuro difficile, di non sapere quale sarà il destino dei figli. Qualche anno fa, non era così. Ma in questo 2011 tutto è cambiato in peggio. La grande crisi economica e finanziaria ci ha messi di fronte a una realtà che nessuno immaginava: la nostra società è fragile e il benessere che abbiamo conquistato potrebbe svanire. Torneremo poveri come erano i nostri genitori e i nonni? Questa incognita mi ha spinto a ricordare l'epoca che ha visto nascere e crescere fra mille stenti mia nonna Caterina Zaffiro e mio padre Ernesto, uno dei suoi figli. Lei era nata nel 1869 nella Bassa vercellese, in una famiglia di contadini strapelati. Andata in sposa a un bracciante altrettanto misero, Giovanni Pansa, rimase vedova a 33 anni, con sei bambini da sfamare. È la sua vita tribolata a farmi da guida nel racconto dell'Italia fra l'Ottocento e il Novecento, quello che il lettore troverà in Poco o niente. Era un mondo feroce, dove pochi ricchi comandavano, decidevano tutto e si godevano le figlie dei miserabili. I poveri erano tantissimi, venivano messi al lavoro da piccoli, poi l'ignoranza li spingeva a comportarsi da violenti. Anche con le loro donne, costrette a partorire un figlio dopo l'altro, oppure ad abbandonare una famiglia brutale diventando prostitute. Le campagne succhiavano il sangue dei braccianti, condannati a patire la fame. Le città erano un inferno, in preda al colera, alla malaria, al vaiolo, alla pellagra. Torme di bambini cenciosi vivevano sulla strada mendicando. I bordelli prosperavano e il sesso nascosto trionfava. Dietro un ordine apparente, covava il grande disordine che sarebbe sfociato nella prima guerra mondiale.Fu allora che si consumò il massacro dei poveri in divisa, vissuto anche da mio padre Ernesto, arruolato a 18 anni. Un macello destinato a concludersi con una contesa rabbiosa tra rossi e neri, chiusa dall'avvento del fascismo. Poco o niente è il ritratto del nostro passato e un monito per il futuro che ci attende, pieno di incognite. Ci farà tremare e sorridere, perché la vita è fatta così."G.P.
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Rizzoli, 04/10/2011
Abstract: BENEDETTA PARODI cucina per il marito Fabio e i figli Matilde, Eleonora e Diego, ma anche per tutti i telespettatori che la seguono ogni giorno sugli schermi televisivi e per voi lettori che qui troverete 237 piatti inediti. Come sempre, sono ricette che si cucinano in un attimo con ingredienti semplici ed economici oltre che sfiziosi e facilissimi da trovare. Quest'anno, però, Benedetta ha deciso di accompagnarvi passo dopo passo nella preparazione di pranzi e cene, immaginando per voi oltre 60 menù adatti ai pasti di tutti i giorni ma anche alle occasioni speciali: dalla festa di compleanno dei bimbi alla cena con un amico vegetariano, dallo spuntino davanti alla tv alla serata romantica a lume di candela, dalla cenetta di pesce che costa poco al pranzo perfettino per suocere criticone… Sempre "raccontandoli" con il suo consueto stile che mescola consigli preziosi e trucchi del mestiere ad aneddoti e ricordi personali. Per la prima volta, inoltre, Benedetta si è cimentata anche con la macchina fotografi ca immortalando proprio i piatti che lei stessa porta in tavola e che scoprirete sfogliando le pagine illustrate di questo suo nuovo, attesissimo e coloratissimo libro.
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Porpora. La confraternita del pugnale nero
BUR, 04/10/2011
Abstract: Bella appartiene all'aristocrazia dei vampiri ed è stata catturata dai nemici mortali della sua razza, i lesser. Una squadra dellaConfraternita del Pugnale Nero, guidata dal feroce guerriero Zsadist, riesce a liberarla, e l'incontro fra i due fa esplodere in entrambi una passione invincibile, un amore inspiegabile che lega l'affascinante vampira all'assassino con il volto segnato da spaventose cicatrici. Ma Bella capirà presto che, per squarciare la corazza che rinchiude il cuore del suo liberatore, dovrà portare alla luce un terribile passato.Il terzo capitolo della saga di J.R. Ward sulla Confraternita del Pugnale Nero ci trascina in una storia d'amore disperata e assoluta, in grado di cambiare per sempre anche un'esistenza immortale.
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Adelphi, 05/10/2011
Abstract: "Patagonia" dicevano Coleridge e Melville, per significare qualcosa di estremo. "Non c'è più che la Patagonia, la Patagonia, che si addica alla mia immensa tristezza" cantava Cendrars agli inizi di questo secolo. Dopo l'ultima guerra, alcuni ragazzi inglesi, fra cui l'autore di questo libro, chini sulle carte geografiche, cercavano l'unico luogo giusto per sfuggire alla prossima distruzione nucleare. Scelsero la Patagonia. E proprio in Patagonia si sarebbe spinto Bruce Chatwin, non già per salvarsi da una catastrofe, ma sulle tracce di un mostro preistorico e di un parente navigatore. Li trovò entrambi – e insieme scoprì ancora una volta l'incanto del viaggiare, quell'incanto che è così facile disperdere, da quando ogni luogo del mondo è innanzitutto il pretesto per un inclusive tour. Eppure, eccolo di nuovo: l'inesauribile richiamo, il vagabondo trasalire di un'ombra – il viaggiatore – fra scene sempre mutevoli. E nulla si rivelerà così mutevole come la Patagonia, che si presenta come un deserto: "nessun suono tranne quello del vento, che sibilava fra i cespugli spinosi e l'erba morta, nessun altro segno di vita all'infuori di un falco e di uno scarafaggio immobile su una pietra bianca". All'interno di questa natura, che ha l'astrattezza e l'irrealtà di ciò che è troppo reale, da sempre disabituata all'uomo, Chatwin incontrerà un arcipelago di vite e di casi molto più sorprendente di quel che ogni esotismo permetta di pensare. Questa terra eccentrica per eccellenza è un perfetto ricettacolo per l'allucinazione, la solitudine e l'esilio. Qui i coloni gallesi versano il tè fra i ninnoli; qui circolano folli, che si trasmettono il titolo di re degli Araucani o coltivano la memoria di Luigi II di Baviera; qui si incontrano ancora elusivi ricordi di Butch Cassidy e Sundance Kid; qui si respira l'aria dei grandi naufragi; qui esuli boeri, lituani, scozzesi, russi, tedeschi vaneggiano sulle loro patrie perdute; qui Darwin incontrò aborigeni dal linguaggio sottile, e li trovò così "abietti" da dubitare che appartenessero alla sua stessa specie; qui si contemplano unicorni dipinti nelle caverne; qui sopravvive qualcuno che vuol far dimenticare un atroce passato. Come un nuovo W.H. Hudson, devoto solo al "dio dei viandanti", Chatwin ci racconta le sue molte tappe: fra baracche di lamiera, assurdi chalets, finti castelli, vaste fattorie. E ogni tappa è una miniatura di romanzo. Alla fine, la Patagonia sarà per noi pullulante di fantasmi, che si muovono sul fondo della "calma primitiva" del deserto, nella quale Hudson credeva di riconoscere "forse la stessa cosa della Pace di Dio".Pubblicato nel 1977 come opera prima, questo libro appartiene alla specie, oggi rarissima, dei libri che provocano una sorta di innamoramento. La Patagonia di Chatwin diventa, per chiunque si appassioni a questo libro, un luogo che mancava alla propria geografia personale e di cui avvertiva segretamente il bisogno.
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Adelphi, 05/10/2011
Abstract: Quando una donna entra nel suo ufficio per un permesso di soggiorno, il consigliere di Stato è sconvolto: i lineamenti della giovane sono incredibilmente simili a quelli di colei che anni prima gli ha spezzato il cuore, suicidandosi per amore di un altro. Adesso quella ambigua creatura sembra essere tornata, ed è ancora una volta il vertice di un triangolo amoroso.
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Ponte alle Grazie, 06/10/2011
Abstract: La visuale è quella che si può avere da una torre nel cuore di Sesto San Giovanni: periferie, aree industriali dismesse, costruzioni postmoderne. I personaggi sono il riflesso delle solitudini metropolitane: il cassintegrato Marzio, l'addetta alla ristorazione automatica Giada, la disegnatrice di fumetti erotici Valeria, il neo assunto Mirko. Le azioni incarnano la voglia di riscatto, e sono istintive come piantare una tenda in cima a un tetto, polemiche come organizzare una performance di protesta, fantastiche come inventarsi un personaggio, Rosaria Penc, capace di scompaginare le carte della flessibilità. E il collante è la forza dell'immagine, fotografie accese di call center e tragedie d'attualità, veggenti e sindacalisti, lotte presenti e passate. Istantanee che Ivan Guerrerio prende dall'asfalto, dal grigio delle città e delle nostre vite, o da quell'azzurro del cielo che talvolta sembra rendere tutto possibile. Fino a che L'ultima notte di quiete lascia il passo al mattino. Un'immagine si inserisce nella storia, e ne stravolge il senso. Perché è un'immagine sbagliata, e nessuno potrà più grattarla via, nemmeno il lettore, catturato come tutti dall'obiettivo di questo romanzo viscerale e spurio, che mette il dito nelle piaghe del nostro tempo.Non resta che rimetterla al suo posto, costi quel che costi.
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Guanda, 06/10/2011
Abstract: Che cosa c'entra l'anima con l'iPad? In apparenza, niente. La prima è quella fitta di rimorso che ci avvisa che siamo vivi e coscienti, il secondo è l'assoluto tecnologico del momento. Tuttavia, questa strana coppia ha una affinità profonda, perché la tecnica non è aberrazione, ma rivelazione e, come in un corteo, porta alla ribalta una moltitudine di cose antichissime. Quali? Anzitutto la scrittura. Tanto l'anima quanto l'iPad hanno memoria da vendere e sono dei blocchi su cui si legge, si scrive e si archivia. Sì, perché non solo il "pad" di iPad ci ricorda il blocco di carta gialla e rigata reso familiare dai legal thriller, ma la più antica immagine dell'anima, da Platone a Freud, è stata quella della tavoletta di cera, gialla anche lei, la tabula su cui si scrive e si cancella. Questa scrittura, dentro e fuori della mente, è l'origine della coscienza e del mondo sociale. Perché la scrittura è insieme la base della realtà sociale (è impossibile pensare a una società senza una qualche forma di memoria, dal rito al computer passando per l'archivio e il portafogli) e la base della nostra coscienza e del nostro pensiero, il cui spettro peggiore è proprio l'Alzheimer, la perdita della memoria vissuta come perdita del pensiero. Ecco perché la grande svolta tecnologica che ha caratterizzato gli ultimi trent'anni ha riguardato proprio la scrittura, e il suo emblema è oggi l'iPad. Anima e iPad sono dunque gemelli. E l'iPad, che quando è spento, con il suo schermo lucido, può servire come specchio per pettinarsi o rifarsi il trucco, quando è acceso, con la sua memoria attivata, diviene letteralmente lo specchio dell'anima.