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Dialettica negativa
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Adorno, Theodor W. - Petrucciani, Stefano - Lauro, Pietro

Dialettica negativa

Einaudi, 17/09/2013

Abstract: Apparsa per la prima volta in Germania nel 1966, e qui ripubblicata in una nuova traduzione, la Dialettica negativa di Adorno non è solo uno dei grandi classici del pensiero del Novecento; è anche un libro che non ha perso, a quasi quarant'anni dalla sua prima edizione, il suo potenziale critico e la sua forza di provocazione. Vera e propria summa del pensiero adorniano, nella quale l'autore vedeva il compimento del lavoro teorico di una vita, la Dialettica negativa è un testo filosofico a tutto tondo, che non si ritrae di fronte a nessuna delle grandi questioni con le quali si è misurata la tradizione intellettuale dell'Occidente. Alla critica inflessibile e puntigliosa dell'ontologia di Heidegger, dei suoi intenti restaurativi e delle sue complicità con il potere, da cui l'opera prende le mosse, fa riscontro un denso percorso analitico, nel quale Adorno si confronta con le questioni centrali della teoria della conoscenza, con i temi della libertà, della storia, e infine della metafisica intesa come interrogazione intorno al senso ultimo del nostro essere al mondo. Il lavoro di scavo sulle contraddizioni che la grande tradizione filosofica (da Kant a Hegel, da Heidegger a Wittgenstein) non è riuscita a sciogliere non conduce a soluzioni preconfezionate, ma non approda neppure al nichilismo o al disfattismo della ragione. Al contrario: nei nodi irrisolti del pensiero traspare il carattere antagonistico e inconciliato del mondo degli uomini; soffermandosi presso le contraddizioni e le fratture che lo attraversano, la dialettica negativa testimonia che l'esistente non esaurisce lo spazio del possibile. E mantiene aperta quella dimensione della critica che costituisce, secondo Adorno, la vocazione irrinunciabile della filosofia.

Bentornata realtà. Il nuovo realismo in discussione
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De Caro, Mario - Ferraris, Maurizio - Ferraris, Maurizio - De Caro, Mario - Vigiak, Mario - Tagliafico, Daniela - Dal Sasso, Davide - Del Sero, Enrico - Santarcangelo, Vincenzo

Bentornata realtà. Il nuovo realismo in discussione

Einaudi, 06/11/2012

Abstract: Che cosa c'è di nuovo nel "nuovo realismo" di cui si parla tanto da un anno a questa parte, in Italia e all'estero? E il nuovo realismo non significa un ritorno alla vecchia metafisica? Come si collega alle voci piú vive della situazione filosofica internazionale? E quali sono i risvolti teorici e politici della messa in crisi del postmoderno? Ecco alcuni degli interrogativi a cui risponde questo volume fornendo una straordinaria batteria di argomenti a favore del realismo, ma anche dando spazio a voci dissenzienti. *** Il saggio di Akeel Bilgrami, Pragmatism and Realism, è stato tradotto da Mario Vigiak. Il saggio di Hilary Putnam, Commonsense Realism, è stato tradotto da Daniela Tagliafico. Il saggio di Carol Rovane, De-Coupling Relativism from Anti-Realism, è stato tradotto da Mario Vigiak. Il saggio di John Searle, Prospects for a New Realism, è stato tradotto da Davide Dal Sasso, Enrico Del Sero,Vincenzo Santarcangelo e Mario Vigiak.

La casa rossa
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Haddon, Mark - Pareschi, Monica

La casa rossa

Einaudi, 09/07/2013

Abstract: Due fratelli divisi da anni di distanza e silenzi si ritrovano a condividere con le rispettive famiglie una settimana di vacanza in un vecchio cottage della campagna inglese, al confine con il Galles. Dopo la morte della madre, Richard, medico di riconosciuto acume scientifico di Edimburgo, invita la sorella Angela, suo marito Dominic e i figli Alex, Daisy e Benjy a godere di quella che spera diventi una salutare occasione di riposo e riappacificazione. Una parentesi in cui il desiderio di armonia estiva e domestica possa finalmente diventare realtà. Richard è in compagnia della sua nuova moglie Louisa e della figliastra Melissa, due donne che Angela fa fatica ad associare al fratello forse proprio perché del fratello lei non sa piú nulla, non conosce alcuna intima inflessione emotiva, non distingue quel bambino che, durante i primissimi anni di vita, ha contribuito a fortificare la sua solitudine. Al contrario, Angela è immersa in un'altra visione, quella di se stessa madre di una bambina nata morta diciotto anni prima e ora madre di tre ragazzini con cui sorride troppo poco spesso. Tra loro c'è Benjy, la voce della sensibilità e della fantasia che sospinge i membri di entrambe le famiglie a specchiarsi in tutto quello che loro sembrano aver compromesso: la pietà nell'uccidere un animale, la libertà nell'immaginarsi esseri umani ma anche eroi, la meraviglia di pensare alla propria casa come a un castello. Pietà, libertà e meraviglia sono gli stessi sentimenti che, piegati alle contraddizioni dell'adolescenza e ai suoi impeti di ricerca e autoaffermazione, coinvolgono anche i tre ragazzi piú grandi, Alex, Daisy e Melissa, in un'altalena di scoperte, conferme e piccole violenze che riempiono la casa di pianti, risa strozzate, gemiti non previsti, paure.

Lo scialle andaluso
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Morante, Elsa

Lo scialle andaluso

Einaudi, 28/05/2013

Abstract: Dei moltissimi racconti scritti nella sua vita, Elsa Morante presenta qui una scelta disposta in ordine cronologico. Lungo una inquieta vicenda predestinata, i lettori potranno seguire, meglio ancora che nei romanzi, il tema drammatico ed affascinante che sempre ha accompagnato Elsa Morante: il nesso tra vita, sogno e scrittura, in cui la realtà diventa mistero e menzogna in una continua oscillazione tra "bisogno del meraviglioso" e "chiaroveggenza adulta".

Cento giorni di felicità
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Brizzi, Fausto

Cento giorni di felicità

Einaudi, 12/11/2013

Abstract: Cosa faresti se mancassero cento giorni alla tua morte? Non a tutti è concesso di sapere in anticipo il giorno della propria morte. Lucio Battistini, quarantenne ex pallanuotista con moglie e due figli piccoli, invece lo conosce esattamente. Anzi, la data l'ha fissata proprio lui, quando ha ricevuto la visita di un ospite inatteso e indesiderato, un cancro al fegato che ha soprannominato, per sdrammatizzare, "l'amico Fritz". Cento giorni di vita prima del traguardo finale. Cento giorni per lasciare un bel ricordo ai propri figli, giocare con gli amici e, soprattutto, riconquistare il cuore della moglie, ferito da un tradimento inaspettato. Cento giorni per scoprire che la vita è buffa e ti sorprende sempre. Cento giorni nei quali Lucio decide di impegnarsi nella cosa piú difficile di tutte: essere felice. Perché, come scriveva Nicolas de Chamfort, "la piú perduta delle giornate è quella in cui non si è riso".

Il cappello di Mr Briggs ovvero il mistero della carrozza 69
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Colquhoun, Kate - Arduini, Ada

Il cappello di Mr Briggs ovvero il mistero della carrozza 69

Einaudi, 18/09/2012

Abstract: La sera del 9 luglio 1864, Thomas Briggs, benestante bancario della City, grigia figura della grigia Londra vittoriana, prende il solito treno per tornare a casa. A malapena si accorge di salire sulla carrozza 69: di certo ignora di star entrando, a suo modo, nella storia. Pochi minuti e alcune stazioni dopo, due pendolari trovano lo scompartimento vuoto e i sedili sporchi di sangue. Piú in là due signore si lamentano col capotreno di essersi macchiate i vestiti per alcune gocce di una sostanza rossa entrata dal finestrino. Immediatamente le autorità ferroviarie capiscono che un orribile delitto si è appena consumato all'interno della carrozza 69. L'opinione pubblica è sconvolta. Per la prima volta in Inghilterra il treno diventa il palcoscenico di un omicidio: da rassicurante e benevolo simbolo del progresso, il nuovo mezzo di trasporto svela la sua natura minacciosa, annunciandosi come un luogo pericoloso dove la violenza che attraversa la società può manifestarsi indisturbata. Spinta dalle pressioni della popolazione, del governo e dell'industria ferroviaria, Scotland Yard sguinzaglia i suoi uomini migliori: il nuovo, sceltissimo corpo di detective, un manipolo di investigatori in borghese già elevati a leggenda di infallibili segugi da scrittori e giornalisti. Inizia cosí una caccia all'uomo che non si limita alle strade di Londra ma proseguirà in un vero e proprio inseguimento transoceanico fino a concludersi in una New York scossa dalla Guerra civile. Il cappello di Mr Briggs è un libro che ne contiene molti: il giallo e l'investigazione poliziesca, l'avventura e l'inseguimento, la ricostruzione di un processo tutt'altro che limpido, il fascino di un'epoca fatta rivivere sotto gli occhi del lettore. Un'indagine sulle paure che ancora oggi ci si siedono accanto durante i nostri viaggi in treno. *** "Un caso sensazionale. Un giallo di prim'ordine. Un personaggio, quello del presunto omicida, che rimarrà a lungo nella memoria del lettore". "The Independent"

La penombra che abbiamo attraversato
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Romano, Lalla - Ria, Antonio - Ferroni, Giulio

La penombra che abbiamo attraversato

Einaudi, 27/08/2013

Abstract: "Affrescato a motivi pompeiani, l' "Albergo Europa" è un microcosmo in cui l'armonia di una società patriarcale è attraversata da trasalimenti e ombre e interrogativi. Siamo negli anni attorno alla Prima Guerra Mondiale. Si è detto "microcosmo" non per dire: questo mondo è piccolo davvero, è un paese di montagna in una delle valli di Cuneo, un paese con i bassi porticati e i balconi di legno; ed è il mondo davvero, per la bambina che vi nacque e lo registrò ora per ora. L'immagine proustiana del titolo significa qui l'infanzia, età in sé folgorante, ma ombrosa, oscura per chi la guarda dall'altra sponda, quella della maturità; ma è anche la vita stessa, lo spazio che deve essere riattraversato per ritrovare la tormentosa età, nella quale a nostra insaputa tutto era stato giocato una volta per tutte. Il riscatto del tempo è il motivo vero del raccontare di Lalla Romano. Sin dai primi libri si è venuto precisando il filo di una poesia tutta discrezione e rigore che consiste nel raccogliere come rivelatori proprio i momenti della vita che si sogliono chiamare dispersi". Italo Calvino

Menzogna e sortilegio
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Morante, Elsa - Garboli, Cesare

Menzogna e sortilegio

Einaudi, 28/05/2013

Abstract: La prima apparizione di Menzogna e sortilegio (Premio Viareggio 1948) fu una sorprendente smentita a quanti denunciavano una presunta crisi dell'arte del romanzo. Contro i pregiudizi contemporanei, questo si proponeva come un vero romanzo, secondo i modelli della grande tradizione, che da Stendhal, a Tolstoj, arriva a Proust: specchio di una intera società umana, dove le relazioni e i personaggi del dramma reale si riconoscono in tutta la loro pietà; e al giro conchiuso di ogni generazione e di ogni destino rispondono altre dimensioni senza termine, imitando il movimento della realtà stessa. Menzogna e sortilegio si serve di un linguaggio inventato e fantastico, in cui il pretesto dell'allusione e del gioco non è altro che una specie di pudore per difendere l'intimità troppo scoperta di una straordinaria confessione.

Danza delle ombre felici
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Munro, Alice - Basso, Susanna

Danza delle ombre felici

Einaudi, 18/10/2013

Abstract: Quindici narrazioni di una quindicina di pagine ciascuna, una meraviglia al quadrato, per la prima raccolta di racconti di Alice Munro, uscita nel 1968. Nel racconto Il cowboy della Walker Brothers è il rapporto tra padre e figlia a dominare i pensieri della bambina, fiera del privilegio di attraversare il territorio con un uomo disposto a portarla con sé, ma deciso a lasciarla sulla soglia del proprio mistero. Lo studio incomincia con queste parole: "La soluzione alla mia vita mi venne in mente una sera mentre stiravo una camicia". È la soluzione woolfiana della "stanza tutta per sé", nel cui quieto silenzio si dovrebbe poter rimediare la libertà necessaria alla scrittura. Ma un intruso cortese si intromette in quella solitudine come un pensiero molesto, come il tarlo di un'inadeguatezza e il presagio della futura domanda: Chi ti credi di essere? Quasi in risposta, Munro afferma che La pace di Utrecht fu "la prima storia che dovevo assolutamente scrivere", lo spartiacque artistico dopo il quale "mi resi conto che alcune cose dovevano essere scritte da me". Ad esempio la fuga, o meglio le molteplici fughe, da un mondo, da una lingua materna, che il morbo di Parkinson ha reso fonte di imbarazzo, dal dovere di esserci in conflitto con il desiderio di andare. Nel racconto, il conflitto si inscrive nelle vite parallele di due sorelle: Maddy, che è rimasta, e Helen, che ha fatto dell'andare via l'inizio di un affrancamento e la condanna a un ritorno inconsumabile. In Danza delle ombre felici l'anziana maestra di pianoforte Miss Marsalles si ostina a invitare le madri dei suoi allievi a un noioso saggio di fine corso. Il prestigio dell'insegnante si è andato ridimensionando come le case in cui abita, e quel rinfresco estivo ha ormai assunto i contorni di un rito doveroso e snervante. All'improvviso tuttavia accade che l'impensabile si manifesti con un inatteso scampolo di perfezione musicale. Lungi dall'essere salvifico, il modesto miracolo avrà come unico effetto quello di strappare il tessuto grigio di una comunità infeconda, ora turbata da un dono che è incapace di ricevere. Susanna Basso

Cinema
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Ciotta, Mariuccia - Silvestri, Roberto

Cinema

Einaudi, 18/09/2012

Abstract: Il Ciotta-Silvestri blog si trova qui. *** La prima guida all'uso personale del cinema. Di tutto il cinema. Da quello mai visto o dimenticato al grande successo planetario. Da Hollywood a Dakar, da Hong Kong a Cinecittà, di serie A e di serie Z, in nitrato d'argento o digitale. Una mappa geografica ed emozionale del cinema, suddivisa per generi. ° Cartoon ° Cinema autonomo ° Commedia ° Cult ° De-generato ° Documentario ° Drammatico-Biografico ° Epico-Storico ° Fantascienza-Fantasy ° Giallo-Noir ° Guerra ° Horror ° Melodramma ° Musica(l) ° Muto ° Teenager ° Western

Il libro delle mie vite
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Hemon, Aleksandar - Balmelli, Maurizia

Il libro delle mie vite

Einaudi, 15/10/2013

Abstract: È un'esistenza inimmaginabile fuori dai confini della letteratura quella che Hemon ci consegna in questo libro: troppo densa e straordinaria per essere declinata al singolare. Nelle sue vite la realtà esplode a ogni passo; lo sorprende, sconvolge, supera. Eppure lui la sa ricomporre in una serie di testi autobiografici riuniti secondo un'intima cronologia che li rende ancora piú eloquenti e interrelati. Dalla nascita della sorella, che lo costringe a rivedere i confini del proprio io, alla scoperta del mondo oltre i confini della "terra promessa del socialismo" durante uno sfortunato quanto esilarante viaggio in Italia; dai progetti magniloquenti e ingenuamente sovversivi partoriti con un gruppo di artistoidi nella Sarajevo socialista, allo shock di vedere il proprio mentore trasformarsi in mostruoso braccio destro di Karadzic; da un soggiorno di studio negli Stati Uniti divenuto esilio involontario, al ritorno nella Sarajevo post-assedio dove "era tutto straordinariamente diverso da quello che avevo conosciuto e tutto straordinariamente uguale a prima" - in ciascuna di queste stazioni Hemon tallona il proprio vissuto, orchestrando una cosmogonia di personaggi (fumettisti serbi in preda al panico da palcoscenico, taxisti rovinati dal vizio degli scacchi, calciatori animati da una vocazione apostolica) che con la loro forza terrena controbilanciano un orizzonte impietoso, e dai quali distilla una dimensione narrativa che gli consente di "estendere se stesso" e forse di "capire quello che mi è difficile capire". Lo strumento primo di conoscenza per Hemon resta però la lingua. E qui la lingua è intransigente, informa il caos, disegna simmetrie sottili; non per una preoccupazione estetica, bensí con l'intento di stabilire connessioni, fare emergere analogie tra mondi e persone differenti. A essa, giunto all'ultima stazione, l'autore si affida nel tentativo di comunicare un'esperienza per cui ottusamente diciamo che "mancano le parole"; e quando quelle esatte e gelide della medicina sembrano non bastare piú, quando il dolore lo spinge ad ammettere che "ciò che è difficile da immaginare è difficile da ricordare", il racconto si allenta e scioglie nel linguaggio della pura empatia. Maurizia Balmelli *** "Il libro delle mie vite è scritto con la forza irreprimibile dell'umano. Vi farà riflettere, ridere, piangere, e ricordarvi di voi. Se non avete mai letto Hemon, preparatevi a lasciare che la vostra visione del mondo si spalanchi". Jonathan Safran Foer *** "Diciamocelo, Aleksandar Hemon è il piú grande scrittore della nostra generazione". Colum McCann

La vita dopo
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Antrim, Donald - Colombo, Matteo

La vita dopo

Einaudi, 16/07/2013

Abstract: "Dire che il nuovo appassionante libro di Donald Antrim dà conto del dolore di avere una madre ferocemente alcolizzata, violenta e carismatica potrebbe farlo apparire come un memoir convenzionale. Ma La vita dopo non assomiglia a nient'altro. [...] Una lettura obbligata per chi sia ossessionato dagli inquieti fantasmi di coloro che si amano di più". "People" *** "Il miglior libro che Antrim abbia mai scritto". Joan Acocella, "The New York Review of Books" *** A cinque anni di distanza dalla morte della madre Louanne per una malattia polmonare causata da una vita di eccessi alcolici e tabagici, Donald Antrim guarda dentro; dentro la sua storia, la sua famiglia, il suo rapporto con la madre, polo eccentrico ed egocentrico del suo universo. Ne nasce un memoir bizzarro e struggente, ora dolorosamente poetico ora amaramente comico, che non procede secondo un ordine lineare ma per balzi temporali e logici, alla maniera dei ricordi. E, come nei ricordi, il fuoco non sempre cade là dove sarebbe prevedibile. L'obiettivo della memoria si stringe su un dettaglio inatteso, gli guadagna il campo intero, sfuma il quadro circostante. Così: "partendo da questo presupposto - la storia di mia madre e di me, di mia madre in me - cercherò di raccontare un'altra storia, la storia del mio tentativo, nelle settimane e nei mesi che seguirono la sua morte, di acquistare un letto". La galleria di queste storie "altre" è varia e magistralmente tratteggiata. Include, appunto, la scelta e l'acquisto di un letto Dux modello extra-lusso, e poi la sovrabbondanza babelica del bagagliaio di un'auto, la ricerca di un quadro-graal di assai dubbio valore, il giallo irrisolto di un doppio testamento, un kimono di seta zavorrato di bisogni; tutte storie in sé conchiuse, apparentemente autonome. Eppure tutte, per potenza evocativa, o trascinante arguzia, per dilatazione del particolare, o pregnanza del simbolo, puntano dritte al cuore di quel che non dicono: lo strazio di un figlio più volte orfano, con la fortuna e la sfortuna di saper spostare la perdita e metterla in formidabili parole. Il quadro torna a fuoco tutto intero e s'imprime nella mente e nel cuore. Difficile staccarsene, dopo.

La Prima guerra mondiale. Dodici punti di svolta
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Beckett, Ian F. - Veltri Chiara

La Prima guerra mondiale. Dodici punti di svolta

Einaudi, 28/05/2013

Abstract: A un secolo dall'assassinio dell'arciduca d'Austria Francesco Ferdinando, le ripercussioni del devastante conflitto mondiale che ne seguí durano ancora oggi. In questo suggestivo saggio, lo storico Ian Beckett isola dodici eventi cruciali della prima guerra mondiale. Soffermandosi su episodi sia celebri sia pressoché dimenticati, l'autore racconta la storia della Grande Guerra da una prospettiva inedita, sottolineando di volta in volta il ruolo del caso come quello della strategia, episodi giganteschi come solo apparentemente poco rilevanti, la dimensione sociale come quella militare e l'evento di lungo periodo come quello che esaurisce rapidamente la sua portata storica. La prima guerra mondiale adotta una prospettiva globale, accompagnando il lettore dai campi belgi intenzionalmente inondati per arrestare l'avanzata tedesca alle immagini della tragica battaglia della Somme proiettate nei cinematografi inglesi, dall'idealismo della Washington di Thomas Woodrow Wilson alla catastrofica offensiva tedesca del Lys, nel 1918. La guerra è di per sé un enorme agente di trasformazione, ma Beckett ci mostra che gli sviluppi storici piú significativi non si verificarono solo sui campi di battaglia o nei palazzi del potere, bensí anche nei cuori e nelle mentalità dei popoli. Ed è inoltre possibile che, per diverse epoche e diversi paesi, i momenti decisivi della Grande Guerra non siano sempre e necessariamente gli stessi. In virtú della sua vasta prospettiva e delle sue sorprendenti conclusioni, questo libro ci induce a rivedere e ampliare la nostra conoscenza della portata e dell'eredità della prima guerra mondiale.

Il dio di Gotham
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Faye, Lyndsay - Gobetti, Norman

Il dio di Gotham

Einaudi, 06/11/2012

Abstract: New York, 1845. Timothy Wilde gestisce un bar e sogna di sposare la ragazza che ha sempre amato in silenzio, ma un incendio lo lascia sfigurato, senza lavoro e senza casa. Il fratello gli procura un impiego nella neonata polizia e Timothy lo accetta senza entusiasmo, anche perché la sua zona di competenza è a due passi da Five Points, il peggior quartiere della città. Una notte, durante la ronda, Timothy si imbatte in una bambina in vestaglia e coperta di sangue, che gli racconta una storia improbabile secondo la quale decine di suoi coetanei sarebbero stati uccisi e sepolti nella foresta a nord della 23ma Strada. Perplesso, Timothy decide comunque di verificare, e scopre una catena di omicidi dietro la quale sembra nascondersi un disegno crudele e onnipotente. *** "Un libro sensazionale nel raccontarci le difficoltà del lavoro di polizia per un gruppo di "stelle di rame" senza alcun addestramento, impegnate in turni di sedici ore per impedire agli abitanti dei bassifondi di derubarsi, picchiarsi, stuprarsi e uccidersi uno con l'altro". Marilyn Stasio, "The New York Times Book Review"

Tutti i racconti
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Yehoshua, Abraham B. - Guetta, Alessandro - Shomroni, Alessandra

Tutti i racconti

Einaudi, 28/05/2013

Abstract: Il libro raccoglie tutti i racconti scritti da Yehoshua: dodici storie pervase da atmosfere surreali, nelle quali i personaggi si muovono in bilico tra sogno e realtà, preda di un disagio che si trasforma in stanchezza, in un bisogno incontrollato di dormire. Sono dei perdenti, gli "eroi" di Yehoshua; uomini stanchi, incapaci di raggiungere i propri scopi, privi di certezze, e quando le certezze sembrano esistere sono destinate a soccombere. Nemmeno i sentimenti sono un'ancora di salvezza, gli equilibri familiari sono fragili, gli amori disillusi. Eppure, il tormento e la disperazione appaiono lontani: ironia e divertimento sono la cifra di una prosa intensa, coinvolgente e tuttavia leggera. Una prosa che, ancora una volta, dimostra il talento narrativo che ha fatto di Yehoshua uno dei maggiori esponenti della letteratura israeliana.

Scherzi del destino
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Munro, Alice - Basso, Susanna

Scherzi del destino

Einaudi, 11/10/2013

Abstract: Scegliere il dramma di Shakespeare fra quelli in programma per la stagione, individuare l'abito giusto - verde pistacchio, quest'anno, lucido, svasato e stretto in vita -, montare su un treno che porta lontano dalle zavorre domestiche, calare in un altro mondo, il mondo delle magiche permutazioni sul palcoscenico e della libertà intorno ad esso. E accogliere l'imprevisto che s'insinua in questo collaudato rituale, coltivarlo, affidargli un'anticipazione di nuova vita, addirittura, con la generosità e la risolutezza delle donne di Alice Munro, che sono poi le donne tutte. E restare a guardare, quasi con equanime curiosità, come il destino interviene a scherzare col fuoco che ci tiene vivi.

La gioia dei numeri. Viaggio nella matematica da uno a infinito
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Strogatz, Steven - Gewurz, Daniele A.

La gioia dei numeri. Viaggio nella matematica da uno a infinito

Einaudi, 27/08/2013

Abstract: Questo libro è un'introduzione alle principali e piú affascinanti idee della matematica scritto da un matematico che a scuola avremmo voluto tutti come insegnante. La matematica è ovunque, se si sa dove guardare. Steven Strogatz ci guida con studiata gradualità nella materia, mostrandoci come essa sia intimamente connessa con la realtà che ci circonda in modi che mai avremmo immaginato. Ogni capitolo è per il lettore un'occasione di stupore e interesse, a partire dal perché i numeri siano cosí utili e procedendo attraverso le meravigliose verità implicite nel pi greco, nel teorema di Pitagora, nei numeri irrazionali o in quelli primi. Scopriremo cosí che le schiacciate di Michael Jordan possono servire a spiegare i fondamenti del calcolo infinitesimale, capiremo perché alcuni infiniti siano piú grandi di altri; vedremo come la nostra vita sia sfiorata da nuovi tipi di matematica quando cerchiamo un ristorante in rete o proviamo a capire le paurose oscillazioni del mercato azionario. Oppure approfondiremo alcuni dei grandi o piccoli misteri della vita: come e quante volte si deve girare il materasso per farlo durare piú a lungo possibile? O. J. Simpson era colpevole? Quante persone bisogna incontrare prima di trovare quella che fa per noi? Che ci crediate o no, la matematica ha un ruolo cruciale nel dare una risposta a tutte queste domande. Questo perché sta alla base di tutto l'universo, noi compresi, anche se sono ancora troppo pochi quelli in grado di capirne il linguaggio tanto da gustarne appieno conoscenze, bellezza - e gioia. Un libro istruttivo e godibile, che sa rendere la matematica al tempo stesso comprensibile ed emozionante. Strogatz presuppone dal lettore solo curiosità e buon senso, e lo premia con spiegazioni chiare, geniali e spesso divertenti. *** "Ho un amico che va pazzo per la scienza, pur essendo un artista. Ogni volta che ci vediamo ha voglia solo di chiacchierare sulle ultime novità nel campo della psicologia o della meccanica quantistica. Ma quando si parla di matematica è in alto mare e si rattrista di colpo. I simboli strani lo tengono lontano; dice che non sa neppure come si leggono. La sua sensazione di distanza è veramente profonda. Non sa bene come passino le loro giornate i matematici o che cosa intendano quando affermano che una dimostrazione è elegante. Qualche volta diciamo per scherzo che dovrei farlo sedere e insegnargli tutto, partendo da 1 + 1 = 2 e arrivando fin dove riusciamo. Per quanto suoni folle, è quello che cerco di fare con questo libro. È una visita guidata attraverso gli elementi della matematica, dalla scuola materna al dottorato, per chiunque decida di darle una seconda opportunità, ma questa volta con un approccio da adulti. Non è un corso di recupero; l'obiettivo è di darvi un'idea piú chiara del senso della matematica e del perché sia cosí affascinante per chi la capisce".

Manca sempre una piccola cosa
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Defilippi, Alessandro

Manca sempre una piccola cosa

Einaudi, 16/07/2013

Abstract: Il talento avvelenato di Giorgio sta tutto nello sguardo, in quell'occhio radiografico capace di vedere pure quello che non vorrebbe: alterazioni infinitesimali della materia, incrinature più sottili del capello di un angelo. Le crepe che non vogliono dire niente e quelle che annunciano catastrofi. I difetti delle cose, e forse delle persone. Che sia l'ala di un aereo o la paratia di una nave, che sia un buco dell'anima o la minuscola perdita di un condotto petrolifero nei ghiacci dell'Alaska, l'esercizio è sempre lo stesso: scoprire, dentro quello che c'è, quello che manca. Ma tutto traballa quando a essere testate con minuzia da entomologo, senza davvero vederle mai, sono le donne e la vita. Che a un certo punto può riacciuffarti con la sua fragilità irreparabile, con il delicato mistero di un amore, di un dolore, di una sorpresa assoluta. Giorgio Aguirre ha studiato medicina, come la madre e il padre prima di lui. Ma di fare il medico non se ne parla. Meglio diventare radiologo industriale in un'officina che produce fiancate per elicotteri: "macchine e non uomini, rotture e non fratture". Sì, perché Giorgio ha una specie di occhio assoluto. È in grado di vedere nelle lastre, in quelle zone d'ombra lattiginose, crepe minime che nessun altro percepisce. Il Rospo, "un tecnico magro e lunare", gli trasmette il mestiere e molto altro. A legarli è un'amicizia trattenuta, virile, burbera e proprio per questo affettuosissima. La forza di quel vecchio brontolone un po' filosofo lo accompagnerà sempre, anche nella sua vita da fuggiasco. Giorgio infatti parte per il Belgio, dove va a occuparsi del controllo qualità in uno dei centri più all'avanguardia nel campo delle prove non distruttive. Qui incontra Anne-Marie, che profuma "di burro e pandispagna" e gli dà lezioni di guida e di cucina. Poi si spinge fino in Alaska, dove nuota l'halibut dal ventre bianco e ricurvo come una falce di luna, e dove d'inverno la terra non finisce e il mare non comincia. Ma il Rospo va a cercarlo per riportarlo a casa, perché dal dolore non si può fuggire sempre, perché occorre anche abbandonarsi all'"infinito ondoso oscillare delle cose". Per scoprirsi alla fine mutati nel profondo. Alessandro Defilippi ci regala una storia dall'atmosfera sospesa e ipnotica, quasi fantastica, e dei personaggi così veri che pare di conoscerli. Un romanzo che mette sotto la lente d'ingrandimento le paure più umane, le emozioni più intense, facendole semplicemente pulsare in scene vive dentro il battito del racconto.

La ricetta dell'assassino
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Holt, Anne - Reiss-Andersen, Berit - Podestà Heir, Margherita

La ricetta dell'assassino

Einaudi, 04/06/2013

Abstract: Uno dei ristoranti piú in di Oslo, una casa da rivista di arredamento, una moglie giovane e bellissima, una fama internazionale: Brede Ziegler aveva tutto. Cosí tanto da meritarsi di morire due volte. Torna l'amata Hanne Wilhelmsen, alle prese con un caso pieno di intrighi e un suo dilemma esistenziale: fuggire dalla vita che ha sempre fatto o accettare di essere una poliziotta fino al midollo? Quando Brede Ziegler, cuoco celeberrimo, viene assassinato, l'ispettore Billy T. e la squadra Omicidi si trovano a svolgere un'indagine che si rivela ogni giorno piú complessa. Ricco, ambizioso e spietato, Ziegler aveva troppi nemici per individuare con sicurezza un sospetto. Anzi, forse due sospetti, visto che l'uomo è stato per cosí dire ucciso due volte: con un pregiato coltello da cucina la prima, con un farmaco in dose letale la seconda. Ci vorrebbe Hanne Wilhelmsen per orientarsi fra testimoni reticenti, contrabbando di vini, eredità milionarie, malavita organizzata e un passato oscuro... Ma Hanne è ancora in lutto per la morte della sua compagna e non è sicura di volere - o potere - riprendere l'esistenza di prima. Cosí fra interrogatori, perquisizioni e colpi di scena, prende corpo l'indagine piú difficile: quella per distinguere apparenza e realtà, per comprendere chi siamo dietro la facciata che offriamo al mondo.

Dando buca a Godot
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Bartezzaghi, Stefano

Dando buca a Godot

Einaudi, 13/11/2012

Abstract: È difficile immaginare di leggere questo libro senza una matita e un taccuino a portata di mano. Perché il gioco linguistico, come la risata, è contagioso. E ciascuno potrà aggiungervi il proprio. Se Il fagiano Jonathan Livingstone (nel gioco sui titoli dei libri "meno ambiziosi") vi pare offensivo, che dire di Un'email di Jacopo Ortis, o del Bulgakov degradato a Il supplente e Margherita? Se invece amate il cinema si può cominciare col Fellini dimezzato di Quattro piú. Su Twitter è anche nata una variante mescolando il titolo di diversi film, come nel capolavoro mai girato Tre metri sopra il cielo sopra Berlino o nell'ambiguo Un borghese piccolo piccolo grande uomo. Se si aggiunge una definizione si può rischiare con "Ti boccia già all'appello: Fotte prima degli esami". E per i piú esperti, si continua con i tautogrammi, i falsi prefissi, i palindromi, gli acrostici, i falsi derivati, le parodie. Il mondo si deforma, perde per un attimo la sua identità, e di fronte a noi se ne spalanca uno parallelo, un po' sghembo, assurdo, sorprendente, che prende forma nel nostro taccuino. *** E ora, in ordine sparso, ecco alcuni fotogrammi: ANCHE PRINCIPI E PRINCIPESSE INCANUTISCONO ...E vissero felici e con tinte. *** IL CUOCO HA AVUTO LA PEGGIO NELLA ZUFFA L'inguine al pesto. *** LA CUGINA SPAGNOLA DI SHREK Garcia l'Orca. *** RITIRATA STRATEGICA La strategia del bagno. *** IL MOSCHETTIERE ILLUMINATO Siddhartagnan. *** NON CAPISCI DOVE ESATTAMENTE TI PRUDE? Gratta, evinci.