Trovati 858939 documenti.
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Einaudi, 25/07/2017
Abstract: La prima stesura di Tiro al piccione è degli ultimi mesi del 1945. Giose Rimanelli, molisano di vent'anni, reduce dalla guerra civile in cui aveva militato per la Repubblica Sociale, e da cui era poi fuggito, era ancora troppo vicino ai fatti e ai misfatti che lo avevano tanto colpito. Continuò a rielaborare il testo che interessò i redattori della sede romana dell'Einaudi, Carlo Muscetta, Natalino Sapegno e Carlo Levi. In occasione di un viaggio a Roma all'inizio del 1950 (quello che sarebbe stato l'ultimo suo anno di vita), Cesare Pavese sentí parlare di quella storia di un giovane che aveva visto la Resistenza dalla parte sbagliata e successivamente lesse e apprezzò, pur tra riserve, il romanzo. Nel maggio del 1950 Pavese informò Rimanelli che Tiro al piccione sarebbe stato pubblicato. Quando Pavese si ammazzò, il romanzo era già in tipografia, se ne ebbero le prime bozze, ma non se ne fece piú nulla. Su consiglio di Elio Vittorini, Tiro al piccione uscí nella "Medusa degli Italiani" di Mondadori invece che nei "Coralli" di Einaudi. Il tema era per quei tempi arduo. Ma fu scelto per il film d'esordio di Giuliano Montaldo che a ventinove anni, nel 1961, portò sullo schermo le vicende di Marco Laudato, il protagonista problematico in cui Rimanelli si era almeno in parte ritratto e identificato.
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Einaudi, 25/07/2017
Abstract: Nel 1955 venne proposto ad Hannah Arendt di scrivere un'Introduzione alla politica. Non doveva essere un trattato di carattere accademico: "Ho in mente una esposizione estremamente semplice. Non si tratterà di una discussione dei concetti chiave delle scienze politiche e sociali odierne bensí di un'introduzione a quello che realmente è la politica e ai presupposti fondamentali dell'esistenza umana con i quali il politico ha a che fare". Altri impegni impedirono alla Arendt di portare a termine l'opera. Tuttavia, tra i suoi scritti inediti sono stati ritrovati materiali concernenti il progetto. Ursula Ludz ha raccolto questi documenti e li ha ordinati alla luce dei criteri ispiratori dell'incompiuta Introduzione, corredandoli di un commento che restituisce con chiarezza il contesto intellettuale entro il quale vennero concepiti. I brani pubblicati in Che cos'è la politica? forniscono indicazioni fondamentali sulla filosofia politica, sulla visione del mondo, sull'inconfondibile autonomia e originalità di Hannah Arendt. Il suo pensiero politico non può essere inquadrato entro schemi tradizionali. Essa è insieme idealista e realista: non si fa illusioni sullo stato del mondo, eppure è irriducibilmente convinta dell'importanza della riflessione teorica. Ed è stata proprio questa riflessione che l'ha portata a rievocare la politica come occasione e spazio di libertà, ad approfondire lo studio dell'"utopia della polis".
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Mondadori, 20/07/2017
Abstract: Questo volume raccoglie il testo della conferenza La politica come professione, tenuta da Max Weber presso l'Università di Monaco nel gennaio 1919. Richieste dagli studenti e a loro rivolte, le parole del grande filosofo suscitarono una sconvolgente impressione e insieme una profonda delusione. Non vi era in esse un preciso programma politico, l'indicazione di una linea da seguire, quanto piuttosto una riflessione illuminante da un lato sulla situazione della Germania da poco uscita, disastrosamente, dalla Prima guerra mondiale e intrappolata nella fragilissima democrazia della Repubblica di Weimar; dall'altro sul ruolo del politico, sui limiti intrinseci della politologia e sull'inevitabile contraddizione interna a una politica che trova la sua ragione d'essere nella definizione di gerarchie di valori e nell'adeguamento a essi della realtà, di contro a un ideale di scienza "asettica", "pura" che ha autorità proprio in quanto non prende in alcun modo parte al giudizio di valore. Il testo di Weber delinea così la figura "eroica" del politico di professione, uno scritto la cui "grandezza problematica " è messa in risalto e ben sottolineata dal rigoroso saggio introduttivo di Massimo Cacciari.
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La ballata del vecchio marinaio
Einaudi, 25/07/2017
Abstract: La compattezza della Ballata, la rigorosa unità della sua misura, si identificano fondamentalmente con la inventività e l'equilibrio del linguaggio. Da questo punto di vista si spiega l'interesse di Fenoglio nei confronti della Ballata, un interesse tale da indurlo a ritentare egli stesso l'esperimento in una lingua che assai più dell'inglese ha stentato e stenta a liberarsi di strettoie ostinatamente radicate.
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Einaudi, 25/07/2017
Abstract: Il Candelaio offre uno degli esempi più caratteristici di intrigo e di invenzione linguistica. I tre nuclei principali della vicenda sono costituiti dal ridicolo innamoramento di Bonifacio per Vittoria, con gli equivoci che ne derivano; dall'inganno fatto da Cencio a Bartolomeo col dargli a intendere di trasformare i metalli vili in oro con l'alchimia; infine dalle avventure del pedante Manfurio, più volte ingannato e derubato per le vie della città. L'intrigo ha la sua conclusione nel ritrovarsi finale di tutti i personaggi nelle mani di alcuni falsi sbirri, che sono in realtà furfanti. Ma nel Candelaio, più dell'intrigo, delle avventure, dei fatti, hanno significato e peso quel movimento di linguaggi e quelle intenzioni di polemica culturale e morale che sono la scoperta di Giordano Bruno, e il fondamento della sua originalità di scrittore di teatro.
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Istituzioni del mondo musulmano
Einaudi, 25/07/2017
Abstract: L'Islam non è solo una religione, è soprattutto il referente storico e sociale di realtà etniche, culturali, politiche, statuali, esistenti da quasi millecinquecento anni ed estese su un territorio che va dal Marocco all'lndonesia, coinvolgendo oggi oltre un miliardo di individui. Spesso diversissime tra loro, tutte queste realtà sono accomunate non solo da riferimenti alla fede in un Dio Unico (Allah), ma anche da un insieme di "istituzioni musulmane". Ciò awiene sia ad un livello direttamente collegato alla fede (come ad esempio nella preghiera rituale o nel pellegrinaggio alla Mecca), sia in forme piú "secolari" come il rapporto uomini/donne, l'amministrazione della giustizia, la gestione del potere, I'organiuazione urbana, ecc. Ma la "dimora dell'lslam" (dar al-Islam, ossia il mondo musulmano) è stata caratterizzata anche da altri elementi, come il ruolo determinante delle tribú, con conseguenti interazioni tra sedentari e nomadi; la presenza di forme di schiavitú domestica che portarono degli schiavi ad essere addirittura capi di Stato (i Mamelucchi); l'attiva e positiva presenza di comunità non islamiche (cristiane, ebraiche, hindú) e cosí via. Ovviamente rapporti, forme, ruoli, istituzioni hanno subito nel corso dei secoli profonde evoluzioni, fino ai giorni nostri quando sono spesso stravolti al punto da diventare quasi irriconoscibili. Questo testo discute appunto da un'ottica nuova le istituzioni che nel corso dei secoli hanno regolato, influenzato, condizionato, fatto progredire o frenato il mondo musulmano.
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Piemme, 12/09/2017
Abstract: Corrado Lazzari è stato il più grande attore del Novecento. Il volto della tragedia shakespeariana, l'interprete sofisticato e potente, acclamato dalle platee di tutto il mondo, è oggi un uomo solo. La fama, il successo, gli amici, tutto perduto. Le giornate si inseguono, uguali, in un appartamento di un palazzo abbandonato nel centro di Roma. Corrado riordina l'archivio di una vita intera, giornali, fotografie, copioni, mescolando la fragilità del presente ai ricordi del passato: gli anni all'Accademia di Arte Drammatica, le tournée in giro per il mondo e il grande amore perduto per Francesca. Sembra che tutto debba continuare così, identico a se stesso, fino alla fine. Poi un giorno arriva lei, e tutto cambia. Alessandra è giovane, poco più di vent'anni, e studia lettere con indirizzo teatrale, così dice al Maestro presentandosi. Timida e impacciata, cerca di entrare nella vita di Lazzari. L'iniziale ritrosia dell'uomo viene spazzata via dall'ansia di sapere della giovinezza. E attraverso le parole del teatro, quelle che hanno riempito la sua essenza, Corrado forse scoprirà, insieme con quella ragazza, il modo di accettare la propria caduta e di rendersi immortale nello stesso, perfetto istante. Francesco Carofiglio ancora una volta dischiude una realtà intima e universale, in cui l'esistenza assume un significato autentico solo nella condivisione dell'attimo, e nel legame con l'altro. Anche il più impensabile.
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Assassin's Creed - Heresy (versione italiana)
Sperling & Kupfer, 26/07/2017
Abstract: Il professor Simon Hathaway appartiene al gotha della setta dei Templari, ed è uno dei membri di quella cerchia ristretta e riservatissima che si è data da sempre il nome di Inner Sanctum. Ora, grazie al suo straordinario lavoro e alla fiducia che è stato capace di conquistarsi, Simon è diventato il nuovo capo della divisione di Ricerca Storica dell'Abstergo, la società che ha inventato Animus, lo strumento rivoluzionario che permette di ricostruire i ricordi ancestrali sulla base del DNA. Da bravo scienziato, Simon ha una mente logica e analitica, e non si lascia coinvolgere da questioni personali. Ma, da bravo scienziato, è anche un uomo la cui curiosità non conosce limiti. Sa che Animus gli permette di rivivere nei panni dei suoi antenati ed è affascinato specialmente dal pensiero di poter conoscere la storia per esperienza diretta attraverso il suo avo Gabriel Laxart. Il giovane che combatté al fianco della leggendaria Giovanna d'Arco. Quando entra nella nuova versione di Animus per realizzare il suo progetto, Simon non sa che sta per fare delle scoperte sconvolgenti: sul conflitto secolare tra Assassini e Templari. Su quel che è disposto a fare Gabriel per la donna che ama e per la quale nutre una profonda venerazione. E soprattutto sulla verità più pericolosa di tutte: chi è l'eretico e chi ha la vera fede. Dalla scrittrice bestseller del New York Times Christie Golden, già autrice del romanzo del film Assassin's Creed, arriva una storia completamente nuova e originale per le migliaia di fan del videogame Ubisoft più venduto al mondo.
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Siate ribelli, praticate gentilezza
Sperling & Kupfer, 05/09/2017
Abstract: "Crescete pure ma rimanete piccole, figlie mie. Fate dispetto a chi vi vorrebbe senza sogni pericolosi." "Un pilota perde un secondo a giro a ogni figlio che gli nasce" diceva Enzo Ferrari. È una frase bellissima. Significa capire che c'è qualcosa di più importante fuori da sé, e che quando ti nasce un figlio il successo non si misura più con i traguardi con cui l'hai misurato fino a quel momento. I figli sono l'occasione che ti regala la vita di guardarti allo specchio. Tutto quello che sei, quello in cui credi, quello per cui lotti non sono più solo il tuo modo di stare al mondo, ma si caricano di una nuova responsabilità. Da quando sono arrivate Caterina e Margherita (quattro anni e due scarsi), per Saverio raccontare storie con immagini e parole non è più solo un modo per fare il proprio lavoro. È gettare sul mondo uno sguardo che sarà, almeno inizialmente, anche il loro, è fare scelte di cui a loro più che a chiunque altro dovrà rendere conto. In una lettera alle sue figlie, tra pappe dai colori indecenti e cambi di pannolini in alta quota, terribili gaffe e momenti di grande tenerezza, Saverio affronta i temi che più gli stanno a cuore: la tolleranza, i diritti dei più deboli, la lotta per l'uguaglianza, la denuncia di qualunque forma di razzismo e fascismo, i pericoli della rete. Con grande spontaneità, toni appassionati e talvolta irriverenti, Saverio Tommasi ci regala il gesto d'amore più grande che un uomo possa fare per i propri figli: raccontarsi davvero, a costo di abbassare qualunque difesa.
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Einaudi, 05/09/2017
Abstract: Manju ha un cuore puro e complicato come tutti i quattordicenni. Ma ha anche un padre tirannico divorato da un'ossessione: fare dei suoi figli dei campioni di cricket cosí da fuggire dagli slum in cui vivono. E intanto, tra procuratori senza scrupoli, allenatori fuori di testa, un fratello bellissimo e destinato al successo, il giorno dei provini si avvicina... Con Selection Day Aravind Adiga ha scritto un romanzo rutilante, drammatico e divertentissimo allo stesso tempo, degno di un vincitore del Booker Prize. Manju ha quattordici anni ma sa già tante cose: ad esempio sa di essere bravo a cricket - anche se non bravo come suo fratello Radha (forse). Sa che deve avere paura e rispetto di suo padre, un venditore ambulante di chutney. Sa che suo padre è un uomo divorato da un'unica, bruciante ossessione: quella di fare dei suoi due figli dei campioni dello sport cosí forti da poter scappare dai bassifondi di Mumbai dove vivono. Sa che il padre non si fermerà di fronte a nulla, a nessun sacrificio (dei suoi figli), a nessuna privazione (dei suoi figli), per raggiungere il suo sogno (non necessariamente quello dei figli). Manju sa che sua madre se n'è andata tanti anni fa e sa anche che non tornerà piú. Eppure ci sono anche un mucchio di cose che Manju non sa su di sé e sul suo mondo, e che imparerà nel corso di questo romanzo tenero e forte, divertente e drammatico, come solo i quattordicenni sanno essere. Selection Day è un romanzo traboccante di vita e personaggi - dal vecchio talent scout che tutti chiamano Tommy Sir per il suo inglese ridicolmente forbito; ad Anand Mehta, l'investitore tanto ricco di denaro quanto di buffa grandeur; a Sofia, la giovane amica e tifosa dei due fratelli -, un rutilante affresco sociale come non se ne leggeva da tempo: e se da una parte è un dettagliato spaccato dell'India di oggi, dall'altro, con la sua storia di padri e figli, ambizione e riscatto, ricorda certo cinema italiano dei decenni passati, come Rocco e i suoi fratelli o Ladri di biciclette. Di quei capolavori possiede la stessa vitalità, la medesima potenza visiva, un'uguale capacità di fare ricorso a tutte le tinte dello spettro emotivo, dalla comicità al dramma, dal sentimentale all'epico. Cosí quello che il lettore si ritrova tra le mani è un libro in cui, come scrive il "Washington Post", "ogni paragrafo rimbalza tutt'intorno vivace come una pallina ribattuta a tutta velocità durante una partita in una strada sporca: uno gli dà la direzione generale, ma la storia può cambiare in ogni momento, cosí come in ogni momento si trasformano i personaggi. Selection Day è una riflessione dolce-amara sui limiti delle nostre scelte. Però la voce di Adiga è cosí esuberante, la trama cosí avvincente, che l'amarezza di questa storia rimane appena ai margini del nostro sguardo". "Con Selection Day, - questo è il "New York Times", - Adiga dimostra che la vittoria del Booker Prize nel 2008 conLa Tigre Bianca non è avvenuta per caso. Non è solo un narratore magistrale, ma anche un pensatore, un abile intrattenitore, una spina nel fianco di ogni moralismo e ipocrisia".
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Einaudi, 05/09/2017
Abstract: Spesso si dice che la scuola deve servire per immettere i ragazzi nella società. Non è cosí: serve invece a immaginare una società che ancora non conosciamo. Spesso si dice che i ragazzi devono imparare a essere se stessi; devono invece imparare a diventare se stessi. Non bisogna isolare ciò che avviene in classe da ciò che avviene fuori, o peggio, rendere funzionale il lavoro in classe alle ideologie del mondo non scolastico. Quattro sono i fuochi centrali del discorso sull'educazione oggi: valutazione, qualità della formazione, rapporto tra mondo della scuola e del lavoro e infine uguaglianza. Temi legati da una visione politica nel senso pieno del termine: non si può parlare di scuola senza pensare alla cittadinanza del futuro. Occorre recuperare la centralità della scuola: di fronte alla crisi delle altre agenzie educative è rimasta il luogo dove esercitare l'uguaglianza. Uguaglianza che è il baluardo capace di resistere alle ideologie individualiste e all'elogio della competizione.
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Einaudi, 05/09/2017
Abstract: "Una cosa che Leone amava del proprio lavoro era la possibilità di limitare le conversazioni all'essenziale. Berardi non si era neppure sognato di chiedergli la meta, l'avrebbe saputa al momento opportuno. Avevano una pista, il resto era contorno". Roma, 1974. I terroristi delle Sap hanno rapito il professor Marcelli, astro nascente della politica nazionale. Le indagini che il colonnello dell'Arma Leone Ascoli avvia insieme al giudice Tramontano si presentano subito complesse. L'unico appiglio è la presenza di una testimone. Come se non bastasse, alla porta dell'ufficiale bussa "Bepi", un ex partigiano che gli ha salvato la vita ad Auschwitz: l'uomo gli comunica che l'aguzzino del campo si trova in città sotto falso nome e gli chiede di consegnarglielo. Il problema è che l'ex SS è diventato un agente doppio, in bilico fra le due anime di una Germania divisa dalla conferenza di Yalta. Intanto le Sap lanciano un ultimatum: o lo Stato libera il loro capo, o Marcelli verrà giustiziato. Per Ascoli sono ore drammatiche. Nella sua mente passato e presente si rincorrono, e sono molte le cose con cui si trova a fare i conti: prima fra tutte la sua coscienza. "Leone divaricò le gambe sino ad allineare i piedi alla larghezza delle spalle, poi si inarcò leggermente per fissare il baricentro nell'ombelico, la posizione piú comoda. Mosse in cerchio la testa per rilassare i muscoli del collo, aprí e chiuse le mani a turno. Non erano sudate e quello contava, al momento opportuno non lo avrebbero tradito. Solo allora guardò davanti a sé. A venti metri c'era la sagoma, la parte superiore del corpo di un uomo. La osservò con piú attenzione. Le opzioni erano due: la testa o lo spazio fra il petto e lo stomaco, chiamato "bersaglio grosso". A una certa distanza è la scelta migliore, è piú facile colpirlo, ma presenta profili di rischio. Se l'avversario indossa un giubbetto antiproiettile la fine è già scritta, sarà lui a beccarti prima che tu possa mirare di nuovo".
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La ricetta della felicità (Youfeel)
Rizzoli, 27/07/2017
Abstract: A volte per un risultato perfetto bastano pochi, dolcissimi, ingredienti. Carlotta Testa ha una pasticceria, i piedi ben piantati per terra e un taccuino su cui annota le ricette per vivere serenamente. Andrea Colonna è un apprezzato chef e conduce il famoso reality The Perfect Pastry. Quando le loro vite si incrociano, all'interno del programma, Carlotta comprende che l'unica ricetta che conta è quella della felicità. E anche se più volte in passato ha creduto di trovare gli ingredienti per comporla, solo con Andrea capisce quali sono quelli di cui non può fare a meno. Tra malintesi, situazioni imbarazzanti, riprese e ricette, The Perfect Pastry cambierà le vite di Andrea e Carlotta per sempre, insegnando loro che un dolce irresistibile è solo il risultato di un procedimento cui bisogna applicarsi con costanza e amore. Mood: Romantico- YouFeel è un universo di romanzi digital only da leggere dove vuoi, quando vuoi, scegliendo in base al tuo stato d'animo il mood che fa per te: Romantico, Ironico, Erotico ed Emozionante.
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Paper Palace (versione italiana)
Sperling & Kupfer, 25/08/2017
Abstract: Siamo solo un groviglio di emozioni selvagge e disperate. Ella è arrivata a Bayview ormai da qualche mese, ma il tempo è volato. Capita, quando sei impegnata a combattere bulli e a innamorarti. Le ostilità dell'inizio sono soltanto un ricordo, e adesso può contare su una migliore amica che, se non ci fosse, bisognerebbe inventarla, su un fidanzato che tutte le invidiano, su fratelli adottivi che adora e su un uomo, Callum Royal, che è quanto di più simile a un padre Ella abbia mai avuto. Ma le sfide per lei non sono finite. Perché, proprio quando le cose sembrano andare per il verso giusto, e lei e Reed si sono appena ritrovati, il destino è pronto a separarli di nuovo. E questa volta potrebbe essere per sempre. Il futuro di Reed corre infatti sul filo del rasoio. Il suo carattere impulsivo e irascibile e i suoi pugni facili potrebbero avergli giocato un brutto tiro. E la sua tendenza a superare ogni ostacolo con la violenza potrebbe costargli cara. Si è spinto davvero troppo oltre? Ella è una combattente, ed è disposta a tutto per difendere le persone che ama, proteggere Reed, e stare con i Royal. Ma questa volta potrebbe essere troppo persino per lei. Finalmente in libreria il terzo capitolo della serie già acclamata come il nuovo fenomeno editoriale dell'anno. In corso di pubblicazione in oltre 20 Paesi e già bestseller negli Stati Uniti e in Germania, i primi due volumi hanno scalato le classifiche dei libri più venduti anche in Italia, e non smettono di conquistare nuove lettrici.
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DeA Planeta, 05/09/2017
Abstract: *** Da questo romanzo il film di Sofia Coppola Palma d'oro al Festival di Cannes 2017 per la miglior regia. *** Cinque allieve appena, le uniche rimaste. E un nome che "ci metti di più a pronunciarlo che a fare l'appello": il Collegio per signorine di Miss Martha Farnsworth. Nella Virginia insanguinata dalla Guerra civile, tra l'eco dei cannoni e la paura che come un'ombra si addensa contro i muri del giardino, la vita della scuola diretta dall'austera Miss Martha scorre lenta e sempre uguale. Lezioni di cucito, musica e francese. Le incombenze domestiche, i pasti, le preghiere. È in questo mondo angusto e tutto al femminile che irrompe il caporale John McBurney, disertore dell'esercito nordista gravemente ferito. Nella fuga dall'inferno dei campi di battaglia, McBurney ha perso il fucile e forse l'orgoglio, ma non l'astuzia che è da sempre la sua arma più affilata. Assediate dalla guerra e dalla noia, soffocate dal morso dei corsetti e dei loro stessi desideri, le donne della scuola accolgono il soldato nemico e se ne prendono cura. Un po' alla volta, inevitabilmente, intrecciano con lui una danza sottile fatta di sfida, di potere e seduzione. Diffidenti, audaci, tenere, gelose, spaventate e possessive, le ragazze di Miss Farnsworth svelano una dopo l'altra la propria vera natura. E intanto, come falene attratte dalla fiamma, soccombono al fascino di un gioco dall'esito imprevedibile e fatale. In un vorticoso alternarsi di voci e punti di vista, Thomas Cullinan mette in scena una storia sensuale, potente e modernissima. Un romanzo seducente e spaventoso sulla sconcertante violenza delle passioni umane. "Un racconto gotico dal fascino oscuro e febbrile. Resterete ammaliati dalle spaventose vicende che prendono forma in questa scuola per signorine dimenticata dal mondo". - STEPHEN KING
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Mondadori, 29/08/2017
Abstract: Giovanissimo incursore durante la Seconda guerra mondiale, dopo l'8 settembre partigiano sulle coste adriatiche, poi in Sicilia a caccia di latitanti nelle campagne dove spadroneggiava il bandito Giuliano, quindi a Milano alle prese con alcuni grandi delitti "mediatici" in una città in pieno boom economico. Per il generale Carlo Alberto dalla Chiesa questi furono gli esordi di una straordinaria carriera da comandante, sempre in prima linea nella lotta alla criminalità e al servizio dello Stato.Nella lunga battaglia contro la mafia, quando sfidò il sistema di potere dei boss e si scontrò con la loro capacità di "aggiustare" i processi ed evitare condanne, e poi negli anni bui del terrorismo, quando fu chiamato a guidare la ferma reazione delle istituzioni contro la minaccia eversiva delle Brigate rosse, il generale fu sempre sul campo accanto ai propri uomini, e unì carisma, intuito, coraggio a un metodo d'indagine che avrebbe fatto scuola.Marito e padre affettuoso, fine psicologo (i principali pentimenti di brigatisti furono merito suo), Carlo Alberto dalla Chiesa è stato, innanzitutto, un carabiniere. E il congedo dall'Arma, in occasione della sua nomina a prefetto di Palermo, fu un dolore che faticò a descrivere: scelto ancora una volta dalla politica come uomo della provvidenza, nella stagione più sanguinosa della guerra di mafia fu lasciato solo, quando Cosa nostra decise di eliminarlo perché in poco tempo aveva svelato interessi criminali che solo anni dopo sarebbero emersi con chiarezza dalle inchieste giudiziarie.Attingendo a rapporti e informative, visitando i luoghi che lo videro cogliere successi investigativi, tra pedinamenti e arresti, e soprattutto condividendo segreti operativi e retroscena inediti degli uomini che gli furono accanto, Andrea Galli ha ricostruito in queste pagine la vicenda umana e professionale del più famoso carabiniere d'Italia, trentacinque anni dopo il tragico attentato di via Carini a Palermo, il 3 settembre 1982, e insieme ha tracciato un racconto che, dal secondo dopoguerra a oggi, segue il filo rosso della drammatica e spesso misteriosa storia del nostro Paese, ripercorsa attraverso la biografia di un suo indimenticato protagonista chiamato a "essere al centro della fiducia e della credibilità dello Stato".
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La moglie dell'uomo che viaggiava nel tempo
Mondadori, 06/06/2017
Abstract: Clare incontra Henry per la prima volta quando ha sei anni e lui le appare come un adulto trentaseienne nel prato di casa. Lo incontra di nuovo quando lei ha vent'anni e lui ventotto. Sembra impossibile, ma è proprio così. Perché Henry DeTamble è il primo uomo affetto da cronoalterazione, uno strano disturbo per cui, a trentasei anni, comincia a viaggiare nel tempo. A volte sparisce per ritrovarsi catapultato nel suo passato o nel suo futuro. È così che incontra quella bambina destinata a diventare sua moglie quando di fatto l'ha già sposata, o sua figlia prima ancora che sia nata¿
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Mondadori, 29/08/2017
Abstract: Gli agenti lo stanno guardando, in attesa, e questo lo fa davvero infuriare. "D'accordo, diamoci una mossa!" grida il sergente Ryan DeMarco. "Portatemi il professore, lo voglio qui sul sedile posteriore della mia macchina, vivo e vegeto e in manette, prima che il sole tramonti su questa bella giornata di ottobre. Ha solo i suoi vestiti addosso e non durerà molto, là fuori. In questo esatto momento avrà freddo e fame. Quindi entriamo nel bosco e facciamo il nostro lavoro, d'accordo?" Un comando perentorio, una sicurezza ostentata, quella del detective DeMarco - polizia della Pennsylvania -, che non lascia trasparire lo shock.In una piccola comunità è destabilizzante sapere che l'assassino è uno dei tuoi, un insegnante a cui i genitori avevano affidato l'educazione dei propri ragazzi, quello che si vedeva sempre sorridente in ogni libreria della città, lo scrittore di successo: Thomas Huston.Ma c'è di più. Cosa avrebbe dovuto raccontare il poliziotto ai suoi?Che aveva letto tutti i romanzi del professore, le cui prime edizioni autografate erano accuratamente sistemate nell'armoire che sua moglie gli aveva lasciato? Che una di queste aveva una dedica personale proprio per lui, DeMarco? Piazzata accanto ai gioielli della collezione, Il nome della rosa di Umberto Eco e Riders to the Sea di J.M. Synge.Avrebbe dovuto raccontare dei tre pranzi che aveva condiviso con il famoso romanziere? dell'ammirazione e dell'affetto che sentiva per quell'uomo?Che ironia. Il detective e lo scrittore di best seller. E ora: il detective e l'assassino.Un uomo che era fuggito nei boschi dopo essersi lasciato alle spalle la sua famiglia. Massacrata. La famiglia perfetta, la casa perfetta, la vita perfetta. Tutto finito. Tutti morti.Negli ultimi tempi, lo scrittore stava lavorando al suo nuovo libro e girava per i locali a luci rosse della zona, ossessionato da un personaggio femminile del romanzo.Nei suoi occhi c'è una nudità che mi spoglia.Scriveva il professore, nei suoi appunti.Una nudità innocente, primitiva in un senso che non so dire.Una ragazza che per la polizia potrebbe essere la soluzione del caso, ma che pare irrintracciabile, come se non fosse mai esistita.Così inizia questo raffinato thriller, scritto nel pieno controllo delle fonti letterarie a cui Randall Silvis si è ispirato, da Edgar Allan Poe a Vladimir Nabokov.Magistralmente congeniato, a parere della più esigente critica americana, il romanzo coniuga la serrata investigazione e la trama appassionante a un'atmosfera inedita e originale. Randall Silvis è tradotto per la prima volta in Italia.
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Mondadori, 29/08/2017
Abstract: A Tallinn lo sanno tutti, la zona dei vecchi baraccamenti di Kopli è terra di nessuno; spacciatori, squatter e delinquenti di ogni tipo ne hanno fatto il loro regno. È un brutto posto per vivere e ancor più brutto per morire e, se potesse parlare, la ragazza lo confermerebbe. Ma la ragazza non parla, è morta; il suo cadavere è stato disteso su un vecchio divano abbandonato e, nella notte, la neve lo ha completamente sepolto. Al commissario Marko Kurismaa la neve piace, e molto, ma non quando nasconde ogni traccia, ogni indizio; gli piace la neve che scricchiola sotto i suoi sci da fondo, non quella che illividisce il corpo nudo di una giovane donna. E mentre la neve del gelido inverno estone continua a cadere inesorabile, Kurismaa inizia la sua caccia all'uomo, la sua corsa contro il tempo, perché per ogni ragazza uccisa ce ne possono essere altre dieci in pericolo. A condividere con lui l'indagine, e non solo l'indagine, c'è Kristina Lupp, che dirige la Sezione Crimini Domestici e Violenze sulle Donne; ma a entrambi qualcosa sembra sfuggire: la pista che porta all'assassino o agli assassini scompare ogni volta che loro si avvicinano troppo alla verità. Fino a che Marko non capisce che la neve, oltre che nemica, può essere un'insospettabile alleata.Alessandro Perissinotto, dopo essersi nascosto dietro il misterioso Arno Saar per raccontare la prima indagine del commissario Kurismaa, in questo secondo volume della sua serie estone esce allo scoperto, accompagnandoci, con scrittura elegante e avvolgente, nell'intrico di un giallo ad alta tensione, ma anche nella complessa psicologia di un commissario brillante e ruvido, dall'animo gentile ma pieno di spigoli: un personaggio a cui è impossibile non affezionarsi.
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Mondadori, 05/09/2017
Abstract: ""Lo vede questo, dottore?" mi disse Barbara indicando con un cenno della testa il neonato che piangeva fra le sue braccia. "Si chiama Giulio, è un suo errore." Ebbi un momento di smarrimento. I rumori del reparto si erano fatti di colpo lontani, confusi, i vagiti si mescolavano al trambusto della domenica in un unico, soffuso brusio di fondo." Il dottor Massimo Segato, ginecologo non obiettore, aveva sbagliato l'intervento di interruzione volontaria della gravidanza e il piccolo era nato. "È stato l'errore più bello della mia vita" confessa oggi, dopo aver visto crescere Giulio.Alla commovente vicenda del bambino che non doveva nascere, si alternano nel suo racconto le storie non meno struggenti di alcune delle donne che ha incrociato nel corso di quasi quarant'anni di professione esercitata al Servizio Interruzioni dell'ospedale vicentino di Arzignano quando faceva parte di una équipe osteggiata da una terra profondamente cattolica: l'"Equipo de la muerte", come l'avevano ribattezzata gli antiabortisti.In queste pagine Segato per la prima volta confessa i dubbi e le difficoltà del suo delicato e lacerante lavoro, e parla di quelle donne e dei loro segreti: ragazze inconsapevoli, amanti incinte, giovani stuprate. Sono storie di dolore, di figli mai nati, ma sono anche storie coraggiose di profondo amore, come quello di Caterina e Lucrezia per i loro bambini malformati e voluti. Ci sono le paure delle ventenni, le preoccupazioni delle quarantenni, il ruolo degli uomini. E le ripercussioni psicologiche sulle scelte fatte, che a volte emergono a distanza di anni.Su tutto grava il peso del dubbio che non lo abbandonerà più: "Ho conosciuto migliaia di donne disperate e ho sempre pensato ai loro drammi, alle loro vite. Le ho ascoltate e aiutate. Un giorno ho però iniziato a udire anche la voce dell'embrione. E ho visto una realtà diversa che ha insinuato nella mia mente dei dubbi. Quanti bambini come Giulio non avevo fatto nascere? Ma poi subentrava la ragione, che nel mio caso ha un grande potere. Sono laico, non sono credente. Cercavo una coerenza rispetto alla scelta fatta. Mi sovvenivano così altri, opposti pensieri nei quali cullare il lavoro di tanti anni: "Se non intervengo io lo farà qualcuno, clandestinamente, e quella donna rischierà la vita. La legge c'è, devi solo applicarla, senza porti tante domande. Lo fai per salvare lei...". Prima pensavo una cosa, poi un'altra. Prima la donna, poi il bambino, poi di nuovo la donna. Avrei voluto salvare entrambi, ma non era possibile".