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Breve storia della risata
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Eagleton, Terry - Pitter, Denis

Breve storia della risata

Il Saggiatore, 27/02/2020

Abstract: La risata è una delle nostre azioni più spontanee e caratteristiche. Eppure ha un'enorme varietà di sfumature: potete ridere con qualcuno, di qualcuno o potete ridere di voi stessi; la vostra risata può essere liberatoria o nascondere rabbia e paura; ridendo potete rafforzare gli stereotipi o attaccare il potere.Terry Eagleton ci racconta l'esilarante storia della risata; a partire dal Medioevo, quando è temuta e malvista da pensatori e filosofi, troppo diffusa tra il volgo, capace di rovesciare l'ordine divino, da confinare in occasioni speciali come il Carnevale; per proseguire con l'Illuminismo, quando le battute brillanti e l'arguzia diventano di moda: essere spiritosi è prova di intelligenza e virtù, indispensabile per fare bella figura in società. E come funziona l'umorismo che oggi arricchisce film, serie televisive, romanzi e spettacoli teatrali? Eagleton ne passa in rassegna i meccanismi e le possibili variazioni, dalle incongruenze che spiazzano a quelle che mescolano il tragico col solenne, fino alle battute che implicano la superiorità di chi le pronuncia. E alle boutade con cui a volte si può essere superiori anche a se stessi, come Groucho Marx quando afferma: "Non vorrei mai far parte di un club che accettasse tra i suoi soci uno come me".Breve storia della risata segue le tracce dell'umorismo da Rabelais ai Monty Python, da Freud alla stand-up comedy; ne traccia la mappa e soprattutto ci rivela come in una semplice risata agiscano i meccanismi che più di ogni altra cosa ci rendono unici e umani.

Senza parole. Piccolo dizionario per salvare la nostra lingua
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Arcangeli, Massimo

Senza parole. Piccolo dizionario per salvare la nostra lingua

Il Saggiatore, 20/02/2020

Abstract: Quante volte avete avuto un alterco con qualcuno? Vi è mai capitato di sentirvi pieni di astio di fronte a un interlocutore decisamente becero? E di avere una fame pantagruelica? Pensate di possedere un certo contegno (anche se non quanto il vostro azzimato cugino)? Se vi dicono che siete morigerati vi offendete o inorgoglite? Esistono termini che riescono a raccontare molte cose diverse, ed eventi, azioni, stati d'animo della nostra quotidianità che possono essere descritti con precisione solamente da un'unica parola, magari un po' desueta: conoscerla significa saper dare un nome a una parte di noi stessi.Massimo Arcangeli ci guida nel regno delle parole dimenticate della lingua italiana, alla scoperta di cinquanta aggettivi, verbi e sostantivi in grado di esprimere meglio di qualunque altro il nostro modo di gioire, arrabbiarci e dire "Ti voglio bene". Tra storia e letteratura, ascendenze straniere e cadenze popolari, Arcangeli attraversa un patrimonio che unisce le Alpi e le isole, Pinocchio e Paperino, la poesia di Dante e il dialetto dei nostri nonni: la cartolina di un'Italia che non esiste più, con cui allontanarci dall'appiattimento lessicale di oggi e in cui riscoprire una lingua lussureggiante, piena di colori e suoni, capace di una vitalità e di una ricchezza espressiva strabilianti.Senza parole è nello stesso tempo un viaggio sentimentale nella nostra cultura e una pratica di resistenza civile; un prontuario per ravvivare il nostro dizionario privato e una carrellata di aneddoti curiosi sul nostro passato comune. Per ricordarci – o conoscere per la prima volta – di che cosa parliamo quando parliamo in italiano.

Il perseverante
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Strauss, Botho - Grieco, Agnese

Il perseverante

Il Saggiatore, 27/02/2020

Abstract: Una donna non si presenta all'altare il giorno delle nozze; il suo sposo si allontana, solo, su una carrozza ornata di fiori, in un inverno bianco di neve. Un altro uomo si sveglia di soprassalto, abbandonato da tutti, e si incammina lento sul limitare del bosco. Un terzo uomo, un rifugiato siriano, siede prostrato su un campo da golf, chiedendosi quale sia la strada giusta da imboccare.Gli uomini orfani del Perseverante sono protagonisti di narrazioni minime, schegge di esperienza che consentono svelamenti improvvisi o aggrediscono l'inconsistenza del presente, la sua angosciosa stolidità. Parabole poetiche di stringente inattualità in cui Botho Strauss rintraccia i sintomi di un'epoca inferma, l'assedio che le tecnologie stanno portando al nostro quotidiano. Da un lato la fasulla intelligenza della rete, l'ebete bagliore degli schermi, dall'altro la perseveranza, ovvero la capacità di porsi in ascolto delle profondità del linguaggio, usando la parola per ricucire la ferita tra passato e presente.Il perseverante – zibaldone lirico di un autoreeremita, i cui interventi sulla contemporaneità hanno prodotto feroci polemiche in Germania – è una costellazione di frammenti letterari dotati di una violenta lucidità. Storie che si dipanano attorno a polarizzazioni estreme, tra la memoria indefettibile della tecnologia e il desiderio umano di plasmare il ricordo. Tra la voce della poesia e la soffocante ampiezza del mondo.

La Dragunera
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Barbarino, Linda

La Dragunera

Il Saggiatore, 12/03/2020

Abstract: Rosa farebbe di tutto per tornare nella sua casa di bambina, quando volava tra le braccia di suo padre e cantava su un terrazzino profumato di basilico. Ma Rosa non può tornare, perché la casa è in rovina e lei per sopravvivere è diventata la puttana del paese. Ogni sabato Paolo le mandaun fischio alla finestra per comperare qualche ora del suo amore. Ogni sabato la porta di Rosa si apre per farlo entrare.Paolo lavora le vigne di famiglia ed è ossessionato da un'altra donna che odia e desidera con uguale ferocia, una donna che dovrebbe tenere lontano, perché è la moglie di suo fratello e n dal nome evoca tempesta e sciagura. La Dragunera, così la chiamano, è una femmina sensuale e altera, i suoi capelli sono li di vento, i suoi occhi ramarri lo visitano in sogno; c'è chi dice che sia una strega. Cammina annaccata sui tacchi fra la basole delle viuzze, il seno che pare disegnato sotto la vestina stretta, il volto senza vergogna e senza paura.La Dragunera è il racconto di una Sicilia ruvida e incantata, in cui si muovono personaggi dolcissimi e brutali, che hanno labbra vermiglie e unghiesporche di terra. Narratrice visionaria e sanguigna, capace di unire l'inventiva dialettale di Camilleri all'intensità emotiva di Elena Ferrante,Linda Barbarino canta una storia d'amore e di magia: la saga di una famiglia a un passo dalla ne, travolta da voracità e invidia. Il romanzo avvolgente di una magara e di una prostituta che conosceva l'amore.

L.o.v.e. Libertà. Odio. Vendetta. Eternità
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Liviano D'Arcangelo, Giancarlo

L.o.v.e. Libertà. Odio. Vendetta. Eternità

Il Saggiatore, 27/02/2020

Abstract: "Mentre si ammucchiavano davanti a me le carte, iniziai a tremare. Qualunque fosse stato l'esito della manche io sarei rimasto quello che ero, un dannato, un dannato per l'eternità."Se il denaro fosse acqua, la famiglia Giordano sarebbe l'oceano. Quello eretto da Italo negli anni con cinismo e spregiudicatezza è un impero tentacolare dai contorni mostruosi, che dalla natia Villalibera si estende ai quattro angoli del globo; un panegirico al capitalismo più bieco e sregolato, con il primogenito Isacco, l'erede designato, pronto a superare il padre in amoralità e ambizione. Solo Giordano, il glio minore, sembra immune all'attrazione per la ricchezza che incanta la famiglia: obeso, vergine, dall'animo sensibile e con una passione per le scienze umane, Giordano vive i suoi giorni isolato, disprezzato dal padre e tiranneggiato dal fratello. Ma la scomparsa improvvisa dei due lo costringe a prendere in mano la mastodontica azienda familiare e fare i conti con il lato oscuro della propria anima; il suo si trasformerà in un viaggio di continente in continente all'interno dei loschi traffici della Sunrise Inc., tra faccendieri e conti off-shore, amministratori corrotti e milizie private, per scoprire che nel regno del denaro e della finanza nessuno è innocente.Con L.O.V.E. Giancarlo Liviano D'Arcangelo dà vita a un'epopea romanzesca contemporanea che esplora gli abissi della società globale: l'inquietante negativo di un mondo in putrescenza, in cui un impero che crolla può fare meno rumore di una coscienza che muore.

Re in fuga. La leggenda di Bobby Fischer
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Giacopini, Vittorio

Re in fuga. La leggenda di Bobby Fischer

Il Saggiatore, 05/03/2020

Abstract: Bobby Fischer l'eroe della Guerra fredda, l'alfiere bianco degli Stati Uniti, primo e unico americano a vincere il campionato del mondo contro i formidabili, arciodiati sovietici. Bobby Fischer la pedina, Bobby Fischer la regina. Poi Bobby Fischer re sotto scacco, in fuga da tutti dopo il trionfo, un'anima persa nello stallo fin troppo simbolico del suo eremo di Reykjavík. Infine, Bobby Fischer re nero, furioso e autolesionista, antiamericano pur essendo americano, antisemita pur essendo ebreo, in rotta con il suo paese al punto da perderne prima l'amore e poi la cittadinanza.In questo romanzo di spettri in cui ogni evento è reale, Vittorio Giacopini racconta una vicenda che sembra infilarsi in ogni istante nell'enigma, nella fenditura invisibile tra l'Est e l'Ovest, tra il male e il bene, tra la casella bianca e la casella nera. Re in fuga è la storia di un uomo che si illuse di trovare nell'algida geometria degli scacchi uno spazio chiuso in cui controllare ogni mossa, al riparo dalle asimmetrie, dalle passioni, dagli inganni del mondo. Ma si accorse che il gioco era truccato.

Il libro della luna. Guida all'esplorazione del nostro satellite
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Aderin-Pocock, Maggie

Il libro della luna. Guida all'esplorazione del nostro satellite

Il Saggiatore, 05/03/2020

Abstract: C'era una volta una bambina che guardava la Luna insieme a suo padre: osservava l'alternarsi regolare delle sue fasi, si emozionava davanti alla prima eclissi, costruiva un telescopio casalingo per scrutare meglio il cielo. Oggi quella bambina è diventata una celebre astrofisica; e, non dimentica del suo primo amore, ha scritto questo Libro della Luna: una guida per tutti gli osservatori, i curiosi e i lunatici del pianeta Terra che vogliono conoscere ogni aspetto della nostra compagna astrale più prossima.Maggie Aderin-Pocock ci guida all'esplorazione della Luna, descrivendo i modi e i periodi migliori per osservarla, le rocce e i minerali che la compongono, il suo paesaggio fatto di mari, crateri e cupole. Ci fa scoprire che questo astro, in apparenza stabile, in verità è soggetto a periodici terremoti o, meglio, "lunamoti" e che l'espressione "il lato oscuro della Luna", sebbene poetica, non è proprio corretta. Ci racconta che il nostro satellite esercita la sua attrazione gravitazionale sulla Terra regolando le nostre maree. Ci parla degli infiniti modi in cui la Luna ha attratto anche la nostra immaginazione, ispirando opere d'arte, poesie, romanzi, antiche costruzioni e moderni strumenti scientifici.Il libro della Luna scava nel passato del corpo celeste che amiamo di più, nei segreti della sua nascita e nei meccanismi che regolano la sua orbita. E si spinge a immaginarne il possibile futuro, quel tempo in cui forse torneremo a calpestarne il suolo e vi fonderemo le prime colonie; quando il candido astro dei poeti sarà la prima tappa di una nuova, grande avventura dell'umanità.

Smetti di leggere notizie. Come sfuggire all'eccesso di informazioni e liberare la mente
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Dobelli, Rolf - Albesano, Silvia

Smetti di leggere notizie. Come sfuggire all'eccesso di informazioni e liberare la mente

Il Saggiatore, 05/03/2020

Abstract: Notifiche e notizie, comunicati e collegamenti, breaking news e ultim'ora. Notizie, notizie e ancora notizie. Notizie che precipitano a cascata nei nostri social network. Notizie che corrono su schermi accesi, fra i binari di treni e metropolitane, su canali che trasmettono sempre lo stesso telegiornale. Notizie che strillano catastrofiche sui fogli dei quotidiani, notizie che irrompono nei computer, notizie che brillano sui cellulari accompagnate da radiose pubblicità. Immagini inquietanti, video scioccanti e fat-ti sconvolgenti catturano di continuo il nostro sguardo. Sono come brevi lampi di paura, scosse emotive a cui segue inevitabile l'indifferenza, ondate di dopamina informativa che diventano fonte di stress e causa di malessere, e che anziché renderci più consapevoli ci portano ad autentiche distorsioni della realtà: ingigantiamo problemi trascurabili e trascuriamo problemi giganteschi.Invece di intervenire, ci consegniamo al ruolo di spettatori impotenti. Contro questa dipendenza moderna – più perniciosa dell'alcol, più invisibile dello zucchero –, Rolf Dobelli osserva da anni una rigorosa astinenza. Smetti di leggere notizie è un invito a liberarci dell'informazione usa e getta, e insieme una guida pratica per preservarci dai suoi temibili effetti. Proviamo a seguire una dieta dal flusso di notizie che ci sta assordando: eliminiamo le fonti più frenetiche e gridate, stiamo lontani dagli smartphone e dai notiziari. Ricaveremo un tempo più esteso per la riflessione, gli incontri e i progetti. Impareremo a mettere nel-la giusta prospettiva i problemi e capiremo che intervenire è più importante che abbandonarci passivamente alla ragnatela delle notifiche. Ne guadagneremo in tempo e salute, e forse ci scopriremo più creativi e felici.

Le nozze di Figaro. Mozart massone e illuminista
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Bramani, Lidia

Le nozze di Figaro. Mozart massone e illuminista

Il Saggiatore, 05/03/2020

Abstract: Cristallizzato nell'immagine del genio irriverente preso solo dalla sua arte, folle e sregolato nel suo inconsapevole talento, Wolfgang Amadeus Mozart è rimasto intrappolato per secoli nel mito del puer aeternus. Tuttavia Mozart non era svagato o ingenuo. D'indole brillante e multiforme, era perfettamente immerso nel suo tempo: sensibile ai fermenti che ispiravano gli ultimi fulgori del Secolo dei Lumi, aveva una biblioteca ricchissima con testi all'avanguardia e frequentava le personalità più illustri dell'epoca; era in sintonia con i princìpi riformatori dell'assolutismo illuminato dell'imperatore Giuseppe II e manteneva intensi rapporti con le logge massoniche viennesi e tedesche, nutrendosi dei loro ideali di tolleranza etica, religiosa e politica, di uguaglianza fra i sessi e fra le classi, arrivando persino a progettare di fondare una società segreta ispirata agli stessi valori.Soprattutto, Mozart diede voce a questo afflato con lo strumento che meglio padroneggiava, la musica, attraverso capolavori come Le nozze di Figaro, Don Giovanni, Così fan tutte e La clemenzadi Tito. Le nozze di Figaro, in particolare – con la sua trama di una coppia di servi e una moglie che si oppongono a un padrone e marito dispotico e bugiardo –, grazie all'analisi di Lidia Bramani si rivela testimonianza massima della cultura europea di fine Settecento, vero e proprio manifesto illuminista, nonché critica serrata e implacabile alle forze più ottuse e conservatrici della società,di allora come di oggi.Leggere Le nozze di Figaro di Lidia Bramani significa immergersi nella biografia di una delle menti più straordinarie della storia, e poter fruire con nuova consapevolezza di quelle opere con cui Mozart sognava di cambiare il mondo – quelle opere con cui Mozart il mondo l'ha cambiato.

Vivere la musica. Affrontare gli ostacoli, i cattivi maestri e le folli regole del gioco
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Motta, Francesco

Vivere la musica. Affrontare gli ostacoli, i cattivi maestri e le folli regole del gioco

Il Saggiatore, 19/03/2020

Abstract: "C'è un solo modo per trovare la propria strada nella musica: sbagliare. Poi, sbagliare ancora. Sbagliare di nuovo, sbagliare per sempre. Sbagliare e sfilarci di dosso tutte le nostre convinzioni. Fino ad arrivare al cuore di ciò che stiamo cercando. Fino a trovare noi stessi." La musica ascoltata alla radio. In macchina, a letto. Le canzoni su Spotify, i vecchi cd che si graffiavano dopo pochi secondi. Lucio Dalla, le Spice Girls, i Doors. Le giornate in un garage a fare cover rock. Prendere una chitarra e suonare. Suonare e cantare. Scrivere una canzone. Ogni istante della nostra vita ha la sua precisa colonna sonora; la musica ci accompagna ogni giorno, modula il nostro umore, genera ricordi, ci traghetta nel futuro. La musica è sempre dentro di noi. Il cantautore Francesco Motta racconta che cosa significa vivere con la musica: cosa spinge molti giovani a voler diventare musicisti o cantanti, che ostacoli si incontrano lungo il cammino e in che modo è possibile affrontarli. Condivide, riavvolgendo il nastro della sua vita, storie e riflessioni intorno a problemi fondamentali: l'importanza della solitudine e del silenzio, lo scoramento per quello che si ha in testa e non si riesce a esprimere, l'imprevedibile viaggio che si compie ogni volta che si inizia a scrivere una canzone.Vivere la musica è un manuale sentimentale per mettere a nudo le nostre emozioni attraverso note e parole, e un manifesto poetico per riscoprire la vera bellezza della musica, per tornare ad ascoltarla con le orecchie, il cuore e lo stupore di un bambino.

Il segreto di Ella
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Howe, Cath - Sartori, Gioia

Il segreto di Ella

Terre di mezzo, 26/03/2020

Abstract: Ella è appena arrivata in città con la mamma, non conosce nessuno, non vede l'ora di farsi dei nuovi amici… e ha un grande segreto. Dov'è suo padre? Perché ogni giorno lei gli scrive delle lettere? Quando Lydia, la più popolare della scuola, decide di diventarle amica, a Ella non sembra vero. Ma Lydia ha un secondo fine, e quando riuscirà a scoprire il segreto, lo userà per ricattarla. Mettendola di fronte a una scelta inevitabile.

Le Sabine
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Aymé, Marcel - Mazza Galanti, Carlo - Mazza Galanti, Carlo

Le Sabine

L'orma editore, 28/03/2020

Abstract: Le imprevedibili peripezie di una giovane donna con il dono dell'ubiquità. Partendo da questo spunto surreale il maestro del fantastico francese, Marcel Aymé, dà fondo a tutta la sua inesauribile immaginazione e intesse un racconto esilarante su una vita affollatissima che si dischiude in mille esistenze simultanee.

Martin il romanziere
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Aymé, Marcel - Mazza Galanti, Carlo - Mazza Galanti, Carlo

Martin il romanziere

L'orma editore, 28/03/2020

Abstract: In questo geniale racconto del maestro del fantastico francese possiamo seguire le surreali peripezie di un romanziere che, per quanto non voglia, non riesce mai a non uccidere i propri protagonisti. Finché, una mattina, per salvarsi la vita, uno dei suoi personaggi salta fuori dalle pagine e viene a fargli visita…La penna inconfondibile di Marcel Aymé per una novella pirandelliana che anticipa Queneau e Woody Allen.

Ricaduta
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Aymé, Marcel - Mazza Galanti, Carlo - Mazza Galanti, Carlo

Ricaduta

L'orma editore, 28/03/2020

Abstract: Josette e Bertrand stanno per sposarsi, ma un discusso disegno di legge rischia di mettere a repentaglio il loro amore. Il governo, infatti, ha intenzione di istituire "l'anno di ventiquattro mesi": i due si ritroverebbero ad avere rispettivamente tredici e nove anni e dovrebbero attendere un decennio prima di potersi unire in matrimonio. In questa novella gioviale e spumeggiante lo sguardo ironico e giocoso di Marcel Aymé si appunta sulle assurdità della burocrazia e sulle manie della vita famigliare.

L'età della tigre
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Carozzi, Ivan

L'età della tigre

Il Saggiatore, 05/09/2019

Abstract: "Sfera Ebbasta lo champagne lo sperpera, lo dissipa, lo scialacqua, e il gracidare del liquido che precipita e macchia l'asfalto poroso sembra lo scroscio di una svergognata e liberatoria pisciata."La gigantografia di un individuo in pelliccia sintetica rosa appare un mattino sui muri di Milano. Il suo nome è Sfera Ebbasta, la sua voce soffia dal ventre dell'Auto-Tune, le sue gengive ospitano denti dorati. Chi è quella creatura fluorescente in agguato ovunque, fra i mezzanini della metropolitana e nelle piazze scintillanti del centro? Perché la trap e i suoi eroi di plastica si sono insinuati nei nostri discorsi e nei nostri sogni? Cosa ci dicono di noi? A chiederselo è uno scrittore smarrito, che per rispondere deve scoprire il vuoto tra la sua generazione e quella di chi oggi ha vent'anni. Provando ad abitare quel vuoto con la scrittura, finisce per. per interrogare in modo sempre più intimo se stesso e il suo tempo; per vagare a caccia di un incontro rivelatore in una città doppiata dai social network, tra quartieri che sembrano rendering in cui pullulano figure a una dimensione e mercati multietnici simili a una delirante Vārānasī. L'età della tigre è una narrazione asimmetrica e randagia; il toccante resoconto di un tempo esausto e dei suoi inconsapevoli desideri."L'editore ha invitato l'autore, qualora lo desiderasse, a dissociarsi dalla copertina pubblicando una breve nota. L'autore ne approfitta, apprezzando il gioco e lo spirito della proposta. Perciò dichiara che il soggetto ritratto in copertina, dal suo punto di vista, non rappresenta il libro né l'autore. Un libro che si occupa di un linguaggio chiamato trap non è per forza un libro pop, come la copertina sembra suggerire. Inoltre il libro non tratta esclusivamente di trap. Fosse stato per l'autore, in copertina ci sarebbe una foto della nonna o quella in bianco e nero di uno specchio impolverato, a cui si accenna a un certo punto nel testo, dove è scritta la parola "salario"."Ivan Carozzi

La pioggia gialla
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Llamazares, Julio - Zani, Denise - Gentile, Andrea

La pioggia gialla

Il Saggiatore, 05/09/2019

Abstract: "Uno strano brusio mi fece svegliare di soprassalto. Era una notte fredda e la pioggia gialla oscurava la finestra. All'inizio pensai che fosse il vento. Ma mi stavo sbagliando. Proveniva da un punto imprecisato della casa. Era un mormorio di voci, di parole vicine."Non è rimasto nessuno ad Ainielle. Se ne sono andati gli uomini e le donne, i pastori e i contadini, i giovani, i vecchi, gli animali. Rimangono i serpenti, nascosti sotto le rovine delle case. E rimane Andrés. Erano lui e sua moglie, prima, poi Sabina si è impiccata nel mulino abbandonato e ora, a fargli compagnia, non rimane che una cagna macilenta. Anche i villaggi vicini si stanno svuotando, dissanguati dalla guerra e da un progresso senza nome e senza pietà. Ma Andrés non ha intenzione di andarsene, nemmeno quando la pioggia gialla del tempo comincia a cadere e i fantasmi dei suoi morti tornano a visitarlo. Romanzo più per convenzione editoriale che per essenza, perché la sua natura è più vicina all'elegia e alla trenodia, di cui riprende l'ossessione per le anafore e le ripetizioni, La pioggia gialla è – nelle parole di Andrea Gentile, dalla postfazione che chiude il libro – romanzo della pura morte, poiché tutto, nella vicenda di Andrés, è fine, ma anche romanzo della pura vita, perché è il suo respiro, costante, affannato, a imprimere alle pagine il ritmo slavinante di un postremo testamento che è, insieme, un inno all'umana resistenza.

Macchia. Il romanzo dei luoghi
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Kinsky, Esther - Albesano, Silvia

Macchia. Il romanzo dei luoghi

Il Saggiatore, 26/09/2019

Abstract: "La mattina andavo in paese. Quando ormai pensavo di conoscere tutte le strade, tornava a schiudersi una scalinata, un viottolo ripido. Vedevo i vecchi puntare i piedi contro la pendenza. La gente aveva il cuore buono, lì, allenato su quelle salite, giorno dopo giorno."Quando M., il suo compagno, muore, Esther Kinsky decide di partire comunque per il viaggio che avevano organizzato in Italia. Un'Italia lontana dagli stereotipi e dalle cartoline, dalle piazze affollate di turisti, dalle vie dello shopping. È un'Italia, quella che Esther Kinsky visita, immergendosi in profondità nello spirito di ogni luogo per coglierne il mistero nascosto, fatta di villaggi e vigneti, di cimiteri, di vecchi ponti di pietra; un'Italia che vive nelle voci delle persone che la popolano e nei versi degli animali e dei fiumi che la attraversano, descrivendo una geografia insieme fisica e interiore. Parte diario di viaggio e parte narrazione intima che cerca nei luoghi un rispecchiamento dell'anima, Macchia – memore della lezione di Thoreau e del suo Walden – è la testimonianza lirica di un'anima nuda di fronte al dolore della perdita e alla bellezza della scoperta, un pellegrinaggio e una catarsi, da cui si esce con uno stupore sincero e profondo per la capacità di Kinsky di scovare l'universale nel più piccolo dei dettagli: un'arancia al mercato, una foglia, un ricciolo di nuvola.

Sesso, droga e lavorare
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Lo Stato Sociale

Sesso, droga e lavorare

Il Saggiatore, 19/09/2019

Abstract: La vita. Nascere e crescere. Andare male a scuola, occupare la scuola, fare fuga da scuola per andare al parco. Andare al parco e farsi una canna sotto il sole. Avere le allucinazioni. Pensare a mille cose, non pensare proprio a nulla. Domandarsi che cos'è il nulla? Che forma ha, che odore fa il nulla? Pensare a quanto è bello il sesso, dentro una macchina, dietro un'aiuola. La sera starsene a casa sul letto a sognare. Le stelle, gli abissi, i buchi neri. Nella mente. I Radiohead. Nello stereo. I System of a Down. Sulla maglietta. E poi d'estate al mare. La spiaggia, gli ombrelloni, le ragazze. La vita. Nascere e crescere, e poi…E poi si va a lavoro. L'ufficio, il capo, la scrivania. Giacca e cravatta. Buongiorno e buonasera. Perdere il lavoro, trovarne un altro. Perdere l'altro, cercarne uno nuovo. Vivere per lavorare. Lavorare per vivere. Era meglio fare l'università. Fare l'università e capire che non è servita a nulla. Lo stipendio, poco o niente. Andare a ballare per non pensare al mondo. Il mondo fa schifo ma la vita è bella. Anche quella ragazza è bella. Il suo corpo, bello. La sua voce, bella. Sposarla, farci i figli, forse un giorno divorziare. L'amore. Che cos'è l'amore? L'amore non esiste, non è niente, è tutto. Ma che significa tutto? Com'è fatto il tutto? La vita. Nascere e crescere, e poi…Sesso, droga e lavorare è l'autobiografia del nostro tempo, un romanzo di formazione scritto dal gruppo che più ha saputo dare voce alle speranze e alle delusioni di un'intera generazione. Un libro che racconta chi siamo stati, chi siamo e chi forse saremo, e in cui i protagonisti, alla fine, siamo proprio noi.

Natura morta con custodia di sax. Storie di jazz
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Dyer, Geoff

Natura morta con custodia di sax. Storie di jazz

Il Saggiatore, 24/10/2019

Abstract: Ci sono saggi che parlano di jazz, romanzi ambientati nel mondo del jazz, raccolte di articoli, analisi musicologiche, biografie di jazzisti. E poi c'è Natura morta con custodia di sax di Geoff Dyer. Libro unico e inafferrabile, oggetto letterario misterioso che sfugge e resiste a ogni tentativo di incasellarlo in un genere, testo mercuriale e metamorfico che muta a ogni nuova lettura, Natura morta con custodia di sax è un libro sul jazz, sull'influenza che questa musica ha avuto sulla società e la cultura occidentali, sulle vite di alcuni dei musicisti più importanti della storia – Lester Young, Charles Mingus, Thelonious Monk –, vite evocate con tanta vividezza che, secondo Jonathan Lethem, "si può sentire il whisky sulla lingua, l'odore dei mozziconi di sigaretta, i colpi di tosse fra una registrazione e l'altra".Ma Natura morta con custodia di sax è anche un libro sulla poesia, sulla fotografia, sugli sconfinati spazi americani che un Geoff Dyer giovanissimo attraversa in auto con la fidanzata, ascoltando jazz, solo jazz, mentre guidano sotto un cielo illimitatamente blu. È un libro sulla musica, e su come la musica può cambiare la vita. Sull'arte, sulla bellezza, sulla bellezza imprevedibile della vita. È, soprattutto, un libro sulla scrittura, dove la scrittura si piega fino a diventare puro suono; finché la parola si spoglia della sua rigidità per diventare – in queste pagine che il New Yorker ha definito "notturne rêverie musicali" – gioco, continua allusione, improvvisazione, sogno.

La nostalgia del futuro. Scritti scelti 1948-1989
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Nono, Luigi - De Benedictis, Angela Ida - Rizzardi, Veniero - Schoenberg Nono, Nuria

La nostalgia del futuro. Scritti scelti 1948-1989

Il Saggiatore, 10/10/2019

Abstract: "Qual è il tratto principale del Suo carattere?" "La nostalgia del futuro." Una battuta, detta con la rapidità di un lampo, che descrive alla perfezione il temperamento di Luigi Nono, forse il compositore che più ha vissuto il suo tempo e che del suo tempo è stato guida.L'arco creativo di Nono abbraccia la quasi totalità del secondo Novecento, dall'esordio del 1950 alle soglie degli anni novanta. A circa tre decenni dalla sua morte, nuovi strumenti e conoscenze permettono di comprendere meglio le sfumature del pensiero compositivo multiforme e irrequieto sotteso a questo itinerario artistico. Un cammino che va dall'apprendistato assieme a Bruno Maderna a Il canto sospeso, modulato su frammenti di lettere di condannati a morte della Resistenza europea; da Intolleranza 1960, esordio di un nuovo teatro musicale in cui impegno politico e denuncia sociale si fondono con la musica, a Prometeo, che si muove verso un orizzonte in cui la visione lascia gradualmente il campo al puro ascolto. Fino ad arrivare alla ricerca di realtà sonore inaudite e al "suono mobile" che sono alla base della sua ultima produzione, caratterizzata dalla consapevolezza della caducità insita in una ricerca (artistica e umana) sempre proiettata verso un infinito "oltre".La nostalgia del futuro, ora presentato in una nuova edizione aggiornata e ampliata, è lo specchio di tutti i frammenti della personalità di Nono; una raccolta degli scritti e delle maggiori interviste che hanno accompagnato la sua produzione musicale, che con essa hanno interagito e "collaborato". Sono testi che invadono ogni spazio di un'esistenza in musica – analisi di teoria della composizione, discussioni sul ruolo sociale del compositore, interventi polemici o direttamente politici – e che negli ultimi anni si aprono a riflessioni di carattere intimistico e utopistico. In ogni parola vibra l'intensità dei pensieri di Nono, in ogni riga risuona la sua voce, restituitaci da due tra i massimi esperti della sua musica, intensa quanto i segni rossi chetracciava come fulmini sulle sue partiture.