Trovati 858956 documenti.
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Vallardi, 27/06/2025
Abstract: "Riflessivo, equilibrato e... quanto mai utile!"The Times"Un libro imperdibile che aiuterà molte persone ad abbandonare le proprie fantasie e a tuffarsi nella vita vera."CHRIS VAN TULLEKEN, autore di Cibi ultraprocessati"Oliver Burkeman riesce sempre a sorprenderti con un consiglio inaspettato esattamente quando ne hai bisogno. "MARK MANSON, autore di La sottile arte di fare quello che c***o ti pare"Un libro che fa riflettere e su cui meditare."The TimesE SE SMETTESSIMO DI TRATTARE LA VITA COME UN PROBLEMA DA RISOLVERE? UN INVITO AD ACCETTARE LA NATURA IMPREVEDIBILE DELL'ESISTENZA E I NOSTRI STESSI LIMITI, PER SCOPRIRE UNA MAGIA INASPETTATA.La forza trainante della modernità è l'idea che la realtà possa e debba essere resa più controllabile. Così guardiamo al mondo come a una serie infinita di "cose" da dominare, imparare o conquistare. Eppure, l'esperienza quotidiana e secoli di riflessione filosofica attestano che una vita più appagante non ha nulla a che vedere con il controllo. Anzi, più ci sforziamo di prendere in mano le redini dell'esistenza, meno avvertiamo il senso di vitalità che la rende piena. Oliver Burkeman ci insegna ad accettare la nostra finitudine come mezzo per sperimentare la "risonanza", la magia e la profondità dell'esistenza. Rinunciare all'ossessione di "fare tutto" ci permette di concentrare il tempo su ciò che conta davvero, e accogliere l'imperfezione nelle nostre opere e relazioni ci restituisce autenticità. Solo così diventiamo più pronti a goderci la vita nel presente, l'unico momento che davvero esiste.
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Monster, psycho, killer. La vera storia di Ed Gein, il "macellaio di Plainfield"
Tea, 24/06/2025
Abstract: "La perversione assassina di Ed Gein ha superato in mostruosità quella di qualsiasi altro serial killer."Corriere della Sera"Il true crime al suo meglio."BooklistLa vera storia di Ed Gein, il "macellaio di Plainfield",protagonista della nuova stagione nella serie Netflix "Monster".Nel 1957 la vita scorreva tranquilla a Plainfield, una placida cittadina nel cuore degli Stati Uniti. Ma quell'apparente serenità venne infranta quando una donna fu assassinata da Ed Gein, un esile e schivo contadino della zona. Ancor più dell'omicidio, fu quello che trovarono nella sua fattoria a sconvolgere per sempre la coscienza del Paese e, per certi versi, del mondo intero. Nessuno, infatti, avrebbe potuto immaginare l'orrore che si celava in quella casa. Rimasto solo al mondo dopo la morte dell'amatissima madre, il famigerato "macellaio di Plainfield" aveva cominciato a raccogliere resti umani profanando i cimiteri locali per mettere insieme una raccapricciante collezione di cimeli. E non ci era voluto molto prima che iniziasse a uccidere per dare sfogo alle proprie macabre ossessioni.La sua storia viene qui raccontata con rigore e inquietante precisione da Harold Schechter, acclamato autore di true crime, che ha saputo ricreare in queste pagine il senso di terrore e sconvolgimento causato dai crimini di Ed Gein. Una figura che ha avuto un impatto indelebile sull'immaginario collettivo, diventando fonte di ispirazione per gli iconici protagonisti di tre capolavori del cinema come Psyco, Non aprite quella porta e Il silenzio degli innocenti. Perché, a volte, l'orrore più profondo non nasce dalla fantasia, ma dalla realtà.
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Neri Pozza, 20/06/2025
Abstract: Transilvania, di là dalla Cortina di ferro. Lev ha solo undici anni quando, in seguito a un trauma, si trova prigioniero per mesi di un letto. I libri che girano per casa sono del secolo precedente, come dice la sua maestra. È deciso: qualcuno verrà a portargli i compiti, anche se Lev, potendo scegliere fra tutti i compagni, certo non vorrebbe Kato, quella strana ragazza scarmigliata che a scuola rimane sempre in disparte. Spirito libero e selvatico, Kato invece si presenta tutti i giorni col suo sguardo di velluto, i buchi nei vestiti, i compiti in mano, la risata che sfiora l'allegria e, goccia dopo goccia, tra i due bambini nasce un legame indissolubile che strapperà Lev alla sua prigione di lenzuola. Un'amicizia speciale che negli anni crescerà in un amore schivo. Poi, un giorno accade l'impensabile: il loro mondo, quell'Europa in miniatura dalle tante lingue, si ritrova senza più muri invalicabili a contenerlo e si spalancano orizzonti che separano Lev e Kato. Lui, malinconico e introverso, rimane. Lei, coraggiosa e affamata di spazi, va. Lui lavora a stretto contatto con la geografia della sua terra più che con le persone. Lei si trasferisce all'Ovest e fa l'artista di strada. Il filo che tiene uniti Lev e Kato si allunga attraverso quattro decenni senza mai recidersi, fino al giorno in cui Lev riceve una cartolina con una sola frase: Quando vieni? Con una lingua misurata e poetica al tempo stesso, Iris Wolff celebra il momento glorioso in cui una vita ne tocca per sempre un'altra, riannodando ricordi disseminati nel tempo come radure di luce in un bosco fitto, il cui bagliore persiste a lungo.In ogni cosa c'erano punti oscuri, dove finiva l'esperienza e iniziava il ricordo. Qualcosa restava e qualcosa andava perso, a volte nel momento stesso in cui accadeva e, per quanto ci si sforzasse, non tornava più. I ricordi erano disseminati nel tempo come radure. "Questo romanzo vive di una lingua incredibilmente delicata che entra sotto pelle. Un capolavoro". Denis Scheck "Con la sua scrittura Wolff sa cogliere gli spazi tra gli esseri umani. Dal ritmo delle sue frasi risuonano amore, amicizia, distanza". Berliner Zeitung"Wolff con una prosa trattenuta e lieve, precisa e piena di poesia, evoca bellezza e malinconia". Tagesspiegel "Iris Wolff in quest'ultimo romanzo si rivela maestra del realismo impressionista". Rolling Stone
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Tutto quello che ho mangiato in un anno (e altre considerazioni sulla vita)
Baldini+Castoldi, 04/06/2025
Abstract: Il cibo è da sempre una parte fondamentale della vita di Stanley Tucci: dalla stracciatella in brodo all'ombra del Pantheon, al sugo alla marinara tra una prova di scena e un cambio costumi, alla pizza fatta in casa mangiata con i figli prima di andare a dormire. In Tutto quello che ho mangiato in un anno, Tucci racconta dodici mesi di pasti: al ristorante, in cucina, sui set cinematografici, alle conferenze stampa, a casa e all'estero, con gli amici, i famigliari, gli sconosciuti, e, di tanto in tanto, anche da solo. Tra cene memorabili ad altre completamente immangiabili, passando per la serenità dei pranzi domestici, il cibo rievocato in questo libro è un prisma attraverso il quale Tucci riflette intimamente sulla sua vita, sui suoi affetti, sulla costante evoluzione che abbraccia tutte le cose. È un segno del passare del tempo – e anche dei rimpianti che lo accompagnano, un modo per ricordare le persone care perdute, e per prepararsi al futuro. Che parli dell'anatra all'arancia cucinata da suore carmelitane e gustata insieme a un gruppo di colleghi attori, delle ottime bistecche cotte sul barbecue con gli amici, o delle polpette che legano tre generazioni della sua famiglia, in questo singolare e appassionante memoir gastronomico, Tucci ci invita a sederci con lui a tavola per condividere un piacere così essenziale, così puro, ma soprattutto per aprirci al suo mondo interiore.
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Vallecchi - Firenze, 04/06/2025
Abstract: Una giovane giornalista trovata morta nella sua casa. Un mistero archiviato troppo in fretta. Ma chi era davvero Alice, oltre il lavoro, oltre la fragilità che tutti fingevano di non vedere?Un giornalista in pensione, un uomo d'altri tempi, decide di non accontentarsi. Né di quello che è stato scritto, né di quello che è stato taciuto.Inizia così una lenta, ostinata ricerca tra parole lasciate a metà, ricordi che graffiano, e un piccolo ciondolo che forse nasconde più verità di un'intera redazione.Con lo sguardo disincantato del cronista di razza e una scrittura nitida e sensibile, Filippo Nanni ci accompagna con passo lieve e profondo in una storia che parla di giornalismo, certo.Ma anche di amore per le cose fatte bene, di solitudine, silenzi e di verità dimenticate.E di quel filo sottile che unisce chi resta a chi se ne è andato. E di quella domanda che non smette di bruciare: cosa resta di una vita, quando la notizia svanisce?
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Love, 05/06/2025
Abstract: "Cenere Zero" è per chi ha sofferto in silenzio, per chi si è alzato ogni giorno senza sapere come, eppure si è alzato, per chi ha detto "sto bene" quando dentro stava affondando. È un libro che non salva, ma ti tiene per mano mentre cadi, è una voce che non si spegne, anche quando tutto sembra finito. Dentro c'è un uomo vero, con un cuore spezzato, con un corpo devastato dal Tarlo, la fibromialgia, con un'anima lacerata dal Cristallo, la depressione, e con una cicatrice aperta dallo Scarafaggio, il cancro. Ma non è rimasto a terra, ha scelto di restare, di dire no, di ricominciare. "Cenere Zero" è un'opera urbana, fatta di sangue, musica, rabbia, fede e bellezza, non fa sconti, ma regala verità. Questo libro è una carezza per chi ha smesso di credere, è un urlo per chi non sa più gridare, è una spinta per chi ha paura di rialzarsi. Non è un racconto, è una rinascita. "Il Tarlo è nel respiro, il Cristallo è nei pensieri, lo Scarafaggio è nel sangue, ma io sono ancora qui, e la cenere non mi brucia più". Quando lo chiudi, hai voglia di vivere.
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Edizioni Le lucerne, 05/06/2025
Abstract: C'è stato un tempo, tra gli anni Sessanta e Settanta, in cui la giustizia entrava nelle fabbriche, e i giudici scendevano tra gli operai con la Costituzione in tasca. L'Italia era attraversata da scioperi e tensioni sociali e i tribunali diventavano campo di scontro tra classi sociali. Romano Canosa è stato uno dei famosi "pretori d'assalto" di quella stagione, protagonista di clamorosi processi al fianco dei lavoratori e autore di sentenze che scandalizzarono l'opinione pubblica conservatrice. In Storia di un pretore, ripercorre la sua vita, dagli studi universitari a Roma all'arrivo alla sezione lavoro della Pretura di Milano, passando per la militanza nel movimento "Magistratura Democratica". La sua è una cronaca coraggiosa e appassionante dei conflitti interni alla magistratura italiana negli anni caldi delle lotte sindacali. Ma soprattutto è il ritratto vivido di un Paese che cambia, tra scioperi operai e licenziamenti, l'entrata in vigore dello Statuto dei lavoratori e i processi celebrati in aule stracolme. E poi l'ondata di terrorismo e di repressioni, fino all'omicidio di Giangiacomo Feltrinelli. Con penna lucidissima, Canosa denuncia le storture del potere giudiziario, i retaggi del fascismo e l'ipocrisia di un sistema che punisce i deboli e protegge i "padroni". Pubblicato per la prima volta nel 1978 da Einaudi e ripubblicato in occasione del centenario della nascita di Romano Canosa, Storia di un pretore è un racconto personale e politico, colto e tagliente, che parla al presente più di quanto si possa immaginare. Una lettura che ha ispirato generazioni di giovani, spingendoli a entrare in magistratura con un'idea chiara: quella di essere, ogni giorno, dalla parte della giustizia e dei diritti.
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Il cavallo in biblioteca. Scritti inediti
Vallecchi - Firenze, 06/06/2025
Abstract: Il cavallo in biblioteca è l'ultimo libro di Federico Fellini: inedito. Contiene i divertentissimi spot per la lettura che scrisse su commissione di un consorzio di editori rimasto fantasma, e che depositò nel marzo 1988 alla SIAE, senza poi realizzarli, comeinvece accadde per la pubblicità di Campari, Barilla e della Banca di Roma. Ritrovati nell'archivio del Fellini Museum di Rimini, sono diversissimi tra loro per ambienti, invenzioni, paradossi, umorismo,sarcasmo e parodia sociale: come la polemica sull'invasività della televisione, dove Fellini ingaggia un duello scatenato e impari con Berlusconi, che nei suoi canali privati interrompe i film con la pubblicità. "Non si interrompe un'emozione" è ilsuo slogan. Fellini sfodera le proprie arti/armi: la fantasticheria surreale e fantascientifica, la difesa dell'avventura, della magia, dell'immaginazione e del sapere. Sono quadri memorabili.Ritraggono le famiglie italiane, gli stereotipi, il quotidiano, ma anche i grandi archetipi legati ai personaggi romanzeschi, ai libri, alle biblioteche, alla sapienza autentica. Veri e propri apologhiche rispecchiano la sua invenzione imprevedibile. Appunto quella del cavallo in biblioteca, che dà il titolo al libro, ed è per Fellini il simbolo della libertà e della sua bellezza.Il cavallo discende da Pegaso alato, il simbolo dell'immaginazione.Non è ciò che i film e i libri trasmettono? Rosita Copioli introduce i testi, li trascrive per la comodità dei lettori, ma li presenta anche nei dattiloscritti originali. Li commenta secondo lo stile de Gli occhi di Fellini (Vallecchi 2020), che Pietro Citati definì "un libro splendido, quasi unico nella saggistica italiana: sottile,profondo, enigmatico". Nello scritto che qui si pubblica, Citati notò, di quegli "occhi", ciò che appare scorrere in questi spot: "ogni sfumatura dell'anima umana, forse ogni sentimento animale, perché Fellini apparteneva – io penso – anche all'amabilee terribile regno degli animali". Il cavallo, appunto: in biblioteca.
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astoria, 04/07/2025
Abstract: Un romanzo corale che dà voce alla Sicilia degli anni '30"Laura Lanza crea un incisivo impasto, originale e comprensibilissimo, di lingua italiana e dialetto […] che accende la pagina di colori e suoni. "L'Indice - Franca CavagnoliIn una Sicilia afflitta dalla miseria e sconvolta dallo scoppio della Seconda guerra mondiale, gli abitanti di Monteforte, un paesino arroccato sui monti Iblei, cercano di non essere trascinati via dalla piena della Storia. Tra loro c'è il giovane Sebastiano, che assiste attonito alla chiamata alle armi del padre e dovrà frequentare il collegio militare. E c'è anche Mariannina, che dopo aver detto addio al suo primo amore, anche lui mandato al fronte, sposa a malincuore il barone di Villastella. È proprio nella sua tenuta di campagna, la Villa delle 'nzalore, diventata un rifugio per gli abitanti di Monteforte sfollati dai bombardamenti, che i destini di uomini e donne s'incrociano di nuovo e si legano indissolubilmente. E, mentre la fine della guerra si avvicina, il futuro di ognuno resta incerto e tutto da scrivere…Sullo sfondo di un immaginario – ma verissimo e vivacissimo – angolo di Sicilia, Laura Lanza racconta con slancio e commozione le tragedie e le speranze degli ultimi. E, mentre ci fa rivivere il passato, illumina di una luce vivida e inattesa anche il nostro presente.
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All-in. Le regole del gioco per vincere nella vita e nel lavoro
Garzanti, 04/07/2025
Abstract: "Silver applica le regole del gioco d'azzardo alle arene delle start-up tecnologiche, dell'intelligenza artificiale e dell'etica."The New Yorker"Una lettura avvincente e piacevolmente sagace."Financial Times"Silver ci offre riflessioni competenti sul business e sulla cultura del gioco d'azzardo."The Wall Street Journal"Appassionante e coinvolgente. Un'anticipazione dell'economia del futuro."The New York Times Book Review"Magistrale. Una lettura accessibile e intrigante."The TimesNoto per aver pronosticato con impressionante esattezza i risultati delle elezioni presidenziali statunitensi nel 2008 e nel 2012, il giornalista e statistico Nate Silver, attratto dall'ambiente del gioco d'azzardo e dalle regole che lo governano, ha deciso di immergersi in un mondo che ha ribattezzato "il Fiume". Si tratta di un ampio ecosistema di individui apparentemente diversi tra loro – giocatori di poker incalliti, re delle criptovalute, investitori miliardari –, ma accomunati da alcune caratteristiche fondamentali: sono soggetti estremamente competitivi, capaci di dare il meglio di sé nell'incertezza, dotati di un'alta propensione al rischio e di un grande istinto per i numeri. Il Fiume è insomma uno stile di vita e si oppone a quello che Silver definisce "il Borgo": vale a dire, la comunità di chi è tendenzialmente conformista, prono al compromesso e contrario a qualsiasi forma di innovazione. Non sorprenderà scoprire che, oggi, sono coloro che vivono nel Fiume a guadagnarsi un ruolo sempre più determinante all'interno della nostra società: conoscere la loro mentalità, dunque, è cruciale per comprendere che cosa ci attende. In All-in Silver tenta di fare luce su questioni che riguardano ciascuno di noi – dalle frontiere della finanza ai probabili sviluppi dell'intelligenza artificiale –, accompagnandoci in un viaggio alla scoperta di un mondo ancora nascosto ai più, ma in grado di plasmare la società di domani.
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Rerum novarum. Lettera enciclica sulla questione sociale
HarperCollins Italia, 17/06/2025
Abstract: Nel maggio 1891 Leone XIII dà alle stampe un'enciclica destinata a cambiare il mondo: la Rerum Novarum.Contro un modello basato sullo sfruttamento dei lavoratori e sull'arricchimento di pochi ai danni di molti, il Papa ribadiva la centralità della dignità umana e la necessità della solidarietà, facendo interloquire il Cristianesimo con le nuove sfide sociali ed economiche. Centotrentaquattro anni più tardi, nel maggio 2025, Robert Francis Prevost è stato eletto Papa e ha scelto di chiamarsi Leone. Una scelta, come mostra Aldo Cazzullo nella sua illuminante introduzione, tutt'altro che casuale.Come Leone XIII si era trovato ad affrontare i problemi legati alla rivoluzione industriale, così Leone XIV si trova ad affrontare quelli causati dalla rivoluzione digitale, a partire dai pericoli provocati dall'intelligenza artificiale, che rischia di proiettarci in un mondo post-umano, in cui molti mestieri saranno obsoleti e il ragionamento e il sapere diventeranno monopolio delle macchine. Mentre, ieri come oggi, sempre più persone vivono al di sotto della soglia di povertà e le ricchezze si accentrano in poche mani.Papa Prevost ha scelto così di ripartire dal nome Leone, dalle parole del suo predecessore, dalle riflessioni, più attuali che mai, della Rerum Novarum.
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Io posso. Un'allenatrice di pallavolo in Pakistan e Iran
Baldini+Castoldi, 06/06/2025
Abstract: Alessandra Campedelli è un'allenatrice di pallavolo femminile. Dopo alcune esperienze in Italia, subendo molto spesso il maschilismo che tenta ancora di relegare le donne allenatrici e le atlete a un livello inferiore, decide di accettare una proposta che suona più come una sfida: andare in Iran e in Pakistan tra il 2021 e il 2024 e allenare le loro Nazionali femminili di pallavolo. Questa esperienza la porterà naturalmente a confrontarsi e a scontrarsi con le tante differenze culturali dei due Paesi: le limitazioni imposte alle donne, le difficoltà legate alle norme religiose e sociali, circostanze in cui dovrà dare prova – prima di tutto a sé stessa – di grande resilienza. Attraverso i tanti incontri con le atlete, le loro famiglie, colleghe ed esponenti politici, attraverso i numerosi viaggi in contesti spesso complicati e in situazioni lavorative complesse, l'autrice si troverà a conoscere nel profondo una realtà molto distante da quella a cui è abituata, osservando, non senza dilemmi, la propria condizione – e quella delle altre attorno a lei – con gli occhi di una donna occidentale. Quest'esperienza lavorativa rimarcherà il forte valore trasformativo dello sport, la sua capacità di descrivere perfettamente i luoghi e il tempo in cui viene praticato, ma anche quella di incidere e promuovere emancipazione, eguaglianza, diritti. Un caldo e coinvolgente memoir, la forza di una testimonianza vivida e diretta sull'energia positiva scaturita dalla passione e dall'impegno.
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Il giardino delle nebbie notturne
Neri Pozza, 06/06/2025
Abstract: Altipiani di Cameron, Malesia, 1988. La giudice Teoh Yun Ling ha deciso di abbandonare la città e la professione di una vita. Una decisione inaspettata, sorprendente e, secondo il parere di molti, prematura. La ragione, infatti, è oscura a tutti tranne che a lei: una malattia strisciante minaccia di strapparle ogni ricordo, privarla perfino della parola. L'unico luogo in cui Teoh Yun Ling trova riparo è Yugiri, il giardino delle nebbie notturne: un luogo in cui ha vissuto e amato molti anni prima; il luogo delle memorie, del silenzio, della contemplazione. Altipiani di Cameron, Malesia, 1951. Yun Ling ha ventotto anni, l'animo in guerra e una ferita ostinata in fondo al cuore. È una sopravvissuta: alla Seconda guerra mondiale, al campo di prigionia in cui è morta sua sorella, all'odio per gli invasori nipponici che in lei è una brace sempre accesa. È per questo motivo che decide di cercare Aritomo, misterioso giardiniere giapponese che vive isolato su quelle montagne in cui lei è cresciuta. Intende chiedergli di realizzare un giardino in nome della sorella scomparsa: la necessaria riparazione alle torture della guerra. Inaspettatamente, l'uomo rifiuta: non progetterà per lei il giardino, non assumerà su di sé le colpe del suo popolo. Si offre però di prenderla come apprendista fino all'arrivo del monsone, in modo che la ragazza possa imparare la sua arte. Presto Yun Ling scoprirà che, proprio come un giardino, anche l'animo umano sa accomodare molte cose: cose benevole e generose, ma anche contraddittorie e brutali. Cose come la violenza, il tradimento. Cose come l'amore. Dalla penna magistrale di Tan Twan Eng, Il giardino delle nebbie notturne è una storia poetica e tragica, in cui guerra, bellezza e memoria si uniscono nel racconto straordinario di una vita."Da come guardavi quell'airone poco fa" ha detto, "ho avuto l'impressione che stessi contemplando il passato". Mi sono voltata per guardarlo di nuovo; si era inoltrato verso il centro del laghetto. Dalla superficie saliva una nebbia mista a sussurri che solo il vento riusciva ad afferrare. "Lirico, pieno allo stesso tempo di compassione e di dolore. Un romanzo di misteriosa e tragica bellezza, che si dipana al centro di un'epoca feroce". Kirkus Reviews"Tan Twan Eng ha un tocco straordinario, la sua scrittura è poetica e generosa". The New Yorker
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Ifigenia. Le tre vite di una donna diventata mito
Marsilio, 06/06/2025
Abstract: "La vita di un solo uomo vale quella di mille donne". È la terribile sentenza che Euripide fa pronunciare a Ifigenia, estrema sintesi di una tragedia personale e collettiva, la cui eco arriva anche a noi. Primogenita di un re potente, sembra avviarsi verso un luminoso futuro, fin quando la guerra non cambia tutto, portandola a vivere vite che non ha scelto in luoghi che mai avrebbe raggiunto altrimenti.raggiunto altrimenti. Dopo il successo di Maledette, Francesca Ghedini prosegue la sua indagine alle radici dell'immaginario occidentale. Questa volta oggetto della sua riflessione non sono protagoniste di stirpe divina, ma una donna sacrificata sull'altare della ragion di stato e dell'ambizione paterna. Seguendo le varie fasi di una storia a cavallo tra regioni e secoli diversi, ci fa compiere un viaggio tra le mille sfaccettature della cultura greca. Se l'Ifigenia educata nel palazzo di Micene è espressione del mondo omerico, quella esiliata in Tauride rievoca una civiltà misteriosa, mentre alla raffinata società ateniese rimanda la sacerdotessa che, nel santuario di Brauron, prepara le giovani a diventare spose e madri. Come in un romanzo, nel racconto dei gesti e delle parole di Ifigenia rivivono i rapporti tra l'universo maschile (il padre Agamennone, lo sposo promesso Achille, il fratello Oreste) e quello femminile (la madre Clitennestra, la zia Elena, la sorella Elettra), nella sapiente fusione tra le fonti letterarie e un vasto patrimonio di immagini."Senza nozze, senza figli, senza patria, senza amore", la definisce Euripide. Ed è forse proprio questo suo essere al di là di ogni schema, in un'epoca di grandi fermenti, a renderla ancora oggi particolarmente interessante, rivelatrice di una realtà sociale che nel mito si rispecchia.
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Come impariamo a essere coraggiosi
Baldini+Castoldi, 30/05/2025
Abstract: Ci sono nella vita dei momenti decisivi, veri e propri punti di svolta in cui siamo chiamati a lasciare indietro le nostre paure e ad agire. Mariann Edgar Budde, la prima vescova della diocesi di Washington, che ha pronunciato la coraggiosa omelia a favore degli ultimi – gli immigrati, i minori, la comunità LGBTQIA+ – durante la messa di insediamento di Trump, in questo appassionato e luminoso libro sul coraggio ci aiuta a reagire con grazia e fermezza nei nostri passaggi più difficili. Essere coraggiosi non significa esserlo solo una volta: è un viaggio che possiamo scegliere di abbracciare ogni giorno. Budde esplora ogni tipo di momento decisivo, dal più drammatico e visibile, al più intimo e non accessibile. Essere coraggiosi significa avere lo sguardo rivolto al futuro, significa sapere accogliere il proprio destino, e affrontare gli eventi più inattesi. Da Harry Potter al Vangelo secondo Luca, tra esperienze personali e passi scelti dalle Sacre scritture, tra storia e cultura pop, Mariann Edgar Budde ci insegna a rintracciare l'universalità delle circostanze e dei comportamenti che possiamo scegliere di adottare, per costruire in noi un nucleo saldo e coraggioso alla ricerca delle risposte da pronunciare dentro e fuori, guardando a questi tempi incerti e spesso bui.
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Garzanti Classici, 27/06/2025
Abstract: È effimera, rara ma assoluta e travolgente la felicità che inseguono e talvolta incontrano le protagoniste di questi racconti di Katherine Mansfield, pubblicati tra il 1920 e il 1923: figure femminili sempre in cerca di una propria, sofferta identità, di cui la grande scrittrice, vissuta tra la nativa Nuova Zelanda e l'adorata Europa, sa raccontare i desideri più segreti, le inquietudini più profonde. Le vibranti istantanee, che come una filigrana intessono le pagine, riescono a cogliere dettagli e frammenti di ordinaria normalità trasformandoli nei momenti rivelatori di un'intera esistenza. La prosa di questa pioniera del modernismo, aperta alla lezione di Čechov, sacrifica l'intreccio e privilegia l'atmosfera: suggerisce e allude più che spiegare, e con piccoli, magistrali tocchi cattura il fremito della vita, le increspature dell'anima, i soprassalti del cuore. Nella sua scrittura intensa ma al tempo stesso lieve e rarefatta, Katherine Mansfield riversa una intelligenza e una sensibilità attentissime al quotidiano e insieme capaci di sublimarlo.
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L'acqua fa venire tutto a galla. Crisi idriche, Bibbia e morale
Edizioni Messaggero Padova, 05/06/2025
Abstract: Uno studio sull'acqua, dalla Bibbia fino agli attuali problemi ecologici. Perchè il nostro rapporto con l'acqua dice molto anche del nostro rapporto con Dio.
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Pregare? Suggerimenti spiccioli
Edizioni Messaggero Padova, 06/06/2025
Abstract: Partendo dalla sua quotidiana esperienza di preghiera, una suora di clausura cerca di intercettare alcune delle difficoltà che si incontrano quando si prega e di dare qualche dritta molto pratica.
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La storia del basket in 50 ritratti
Gallucci, 06/06/2025
Abstract: Li chiamano "i giganti del basket" ma non è necessario essere alti due metri per emergere prima sull'asfalto dei campetti, poi sul parquet. Servono talento, velocità, precisione, doti atletiche e intelligenza, e soprattutto il desiderio di giocare per la squadra, portandola al successo.Da Kareem Abdul-Jabbar a LeBron James, passando per Kobe Bryant, Magic Johnson e Michael Jordan, fino ad arrivare a giovani prodigi come Anthony Edwards e Victor Wembanyama. C'è tanta Nba e non potrebbe essere altrimenti, ma ci sono anche gli europei che l'hanno conquistata, gli allenatori che con le loro idee hanno scritto schemi e storie straordinarie, i talenti under 30 che hanno raggiunto risultati sorprendenti negli ultimi anni e due grandi giocatori italiani. La storia del basket vista attraverso 50 brillanti ritratti, scritti da Dan Peterson con Umberto Zapelloni e illustrati da Fer Taboada.
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In viaggio verso la felicità. Desiderare, immaginare, creare il proprio futuro
ROI Edizioni, 07/06/2025
Abstract: La ricerca della felicità è da sempre il cuore dell'esistenza umana. Ma che cos'è la felicità? Un obiettivo da raggiungere o un momento fugace, da assaporare finché dura? È serenità interiore o tempesta che scuote? Bisogna costruirla, o arriverà da sola e occorre solo aspettare? Questo libro dà una nuova risposta a queste domande: la felicità sta nell'andare verso il futuro. Ma per farlo bisogna affinare e allenare tre capacità decisive: desiderare, immaginare e creare. Francesco Fabiano ci guida, con riflessioni teoriche, ma soprattutto con suggerimenti pratici, esercizi e strumenti concreti attraverso un percorso volto a mettere a fuoco quello che davvero desideriamo, a immaginarne la realizzazione e a trovare la strada migliore per raggiungerlo. Così potremo, finalmente, metterci in cammino verso il nostro futuro, qualunque esso sia.