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Bompiani, 10/09/2014
Abstract: Negli anni Novanta si aveva un sogno, quello di una finanza capace di sostituirsi all'economia reale e di garantire benessere e crescita illimitata. Ma il sogno è crollato. Il nostro mondo ha perso credibilità, si è ridotto a un involucro artificiale: si fa mostra di corpi dopati dalla chimica e dal fitness o rimodellati iperbolicamente dalla chirurgia estetica, mentre soccombe la vita privata esposta in vetrina e messa all'asta. Le ragioni dell'individuo scompaiono nell'individualismo di massa, spopola la coercizione del narcisismo da facebook e da twitter o dei pomeriggi da flâneur forzati all'Ikea e da Abercrombie. Il mito occidentale sembra migrare a Dubai, dove i ricchi occidentali fanno i profughi volontari in Oriente, ma è un espatrio fallimentare e incapace di autentico esilio. Chi rimane invece si specchia, con sguardo consapevole e sbigottito, nell'allucinante iperrealtà dell'architettura di oggi: il delirio verticale dei grattacieli si converte nella regressione infantile dell'Ovest del mondo. Forse è dalle rovine, in quanto simboli della memoria, che dobbiamo ripartire. Igino Domanin, con la violenza verbale di chi non si rassegna, invita i vivi a ricostruire la loro genealogia, a riconnettersi con il proprio passato, per fare piazza pulita, si spera, di tutta questa infinita deriva concettuale, morale, politica.
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Giovanni Boccaccio. Alle origini del romanzo moderno
Bompiani, 17/09/2014
Abstract: Un viaggio nell'opera di Boccaccio lungo la frontiera che separa l'epica dal romanzo. Se l'autore fiorentino è figlio di una tradizione composita, che include il romanzo greco dell'età ellenistica e quello cavalleresco, il romanzo d'avventura e quello di costume, è nel Decameron che il tema dell'amore, della famiglia, del matrimonio, si libera dall'impianto retorico e mitologico tradizionale: è qui l'inizio del romanzo moderno.Un fronte che arriva fino all'idea di letteratura combinatoria di Calvino, quella per cui "lo scrivere non consiste più nel raccontare ma nel dire che si racconta".
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Si dubita sempre delle cose più belle
Bompiani, 17/09/2014
Abstract: Il corposo carteggio bilaterale fra Federico De Roberto e la nobildonna Ernesta Valle Ribera, ribattezzata Renata (perché "rinata" all'amore) o Nuccia (diminutivo di "femminuccia"), copre un lungo arco di tempo in un intricato, pertinace intreccio di temi intimi e letterari. Un'ardente storia d'amore che ci rivela aspetti ignorati dell'austero e schivo autore de I Vicerè e insieme della vita mondana, sociale, culturale dei due poli fra cui si snoda, Milano e Catania, dalla fine dell'Ottocento ai primi del Novecento. Meta prediletta di De Roberto, al pari dei sodali Verga e Capuana, sospinti da un senso d'irrequietezza, da un'aspirazione a più vasti orizzonti, Milano rappresenta, e il carteggio ne è ampia testimonianza, la capitale dei poteri mediatici, finanziari, culturali, la città più progredita, operosa, ricca di vivacità artistica e di brulicanti iniziative, con le sue prestigiose case editrici (i Fratelli Treves, Galli), le grandi testate giornalistiche (il "Corriere della Sera", la rivista "La Lettura"), i rinomati teatri (la Scala, il Manzoni, il Filodrammatici, il Lirico, l'Eden), gli eleganti ritrovi (il Biffi, il Cova, il Savini, il Caffè dell'Accademia), gli elitari salotti (di donna Vittoria Cima, di Virginia Borromeo, della stessa Ernesta Valle Ribera). È lì che gli sono consentite assidue frequentazioni con i maggiori esponenti dell'intellighentia dell'epoca, giornalisti, scrittori, editori. Amante appassionato, impetuoso, temerario, travolgente, De Roberto, per il tramite della mediazione di un focoso, insistito, spregiudicato rammemorare, mira a rinnovare ebrezze amorose, consolidare vincoli carnali, quasi a viepiù tener legata la sua "femminuccia". Talora melodrammatico, enfatico fino al parossismo, alla sfacciataggine, all'impudicizia, alla violenza.
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Bompiani, 24/09/2014
Abstract: Due storie vere e non convenzionali raccontate da una donna di successo ma che nella sua vita privata ha scelto di essere una sottomessa.Diario di una sottomessaSophie Morgan è una trentenne indipendente e di successo. È una giornalista, intelligente, brillante e sarcastica. Potrebbe essere la ragazza della porta accanto. Ma Sophie è anche una sottomessa: in camera da letto le piace lasciare la sua libertà e il suo potere nelle mani di un uomo che la domini per il puro piacere di entrambi. Dalla prima sculacciata alla consapevolezza che anche le punizioni più severe le provocano piacere, la protagonista ci guida in maniera diretta e senza veli lungo la via che sta seguendo. Ma è solo dopo il suo incontro con James che inizia a spingere sempre un po' più lontano i propri limiti. Man mano che la loro relazione si fa più coinvolgente, più audace, Sophie inizia a chiedersi dove tutto questo la porterà, se sarà possibile coniugare le sua sessualità con la vita di tutti i giorni e soprattutto se davvero l'uomo perfetto può essere animato anche da una crudeltà perfetta. Voglio di più Sophie Morgan è una sottomessa, una giovane donna con una carriera di successo che nella vita privata si sottomette anima e corpo a uomini che la dominano. Alcune delle sue relazioni sono state emotivamente coinvolgenti, altre disinvolte, una solamente crudele. Ma cosa succede quando incontra il dominatore dei suoi sogni? Quando decidono di andare a vivere insieme? Quando vita, amore e gioco erotico si scontrano? Sophie ha trovato in Adam un uomo che la rispetta e la apprezza, ma anche un amante capace di condurla lungo la sottile linea che separa dolore e piacere. Ma come decidere chi cucinerà la cena, quando di lì a poco l'uno frusterà l'altra? Si può passare una serata romantica sul divano a guardare la tv, e il giorno dopo sopportare severe punizioni?
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Bompiani, 01/10/2014
Abstract: L'immagine infranta descrive la parabola del moderno attraverso una fitta trama di rapporti tra romanzieri e poeti (da Cervantes a Celan), filosofi (da Vico a Benjamin), pittori e scultori (da Manet a Fontana, a Pollock). Il filo conduttore è la crisi del linguaggio figurale: il mondo non offre più un'immagine stabile di sé, né il 'pensiero' sembra capace di creare nuove immagini per dare ordine al mondo. La profondità di questa crisi, che ha raggiunto la stessa origine dell'esistenza umana, quell'"iconologia della mente" che ha segnato il passaggio da natura a storia, è testimoniata dalle decisioni estreme di due tra gli artisti più significativi del nostro tempo, Pollock e Celan, che non esitarono a 'ripetere', per stanchezza, e disperazione, il gesto dell'Empedocle hölderliniano – già compiuto, in altra forma, da Nietzsche. Tramonto o nuova alba? L'immagine infranta termina con questa domanda, che è anche una speranza: e se la crisi del linguaggio immaginale fosse il prezzo necessario per aprirsi alla possibilità di un linguaggio più umile, ma insieme più largo e profondo? Il linguaggio del corpo e della natura, il linguaggio che non 'immagina', che non 'fa-segno', ma è la cosa stessa: l'"essere-accanto"di uomini e cose, tra "pietre ed erbe".
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Bompiani, 01/10/2014
Abstract: "Nel Regno Unito e non solo parlare di Dickens è come parlare di Alessandro Manzoni in Italia: quasi un Padre della Patria. (...) Il viaggiatore senza scopo, The Unconventional Traveller, oltre alla bizzaria del titolo che fissa una differenza, per quel tempo significativa, tra il 'commesso viaggiatore' e quello che adesso chiameremmo il 'turista culturale', rappresenta un diario fedele e anche interessante dei gusti e delle attenzioni umane e ambientali di Dickens. Colpisce, ancora una volta, l'impronta dickensiana di voler rappresentare, attraverso la narrazione, il gusto diffuso del suo tempo.Charles Dickens, il quale attraversa con la sua penna leggera e talora ironica città e campagne, terra e mare, uomini e donne, giovani e vecchi, gentiluomini e briganti. A tutti e di tutti fa un ritratto e racconta la sua storia, talora sciogliendo nodi culturali e storici, talora apponendo la sua cifra narrativa e personale, intrigante, ma inestricabile. Non siamo davanti ad un libro di viaggio, bensì al diario di un viaggiatore: la differenza è sostanziale. Il primo dovrebbe lasciare nel suo lettore il desiderio di ripercorrere quell'itinerario per scoprirne segreti e bugie, curiosità e banalizzazioni, il diario è invece un unicum, una testimonianza di vita e un atto d'amore."Giovanni Puglisi
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Bompiani, 08/10/2014
Abstract: Un grande architetto si interroga sul futuro degli uomini in relazione alla sua arte. Se la globalizzazione ha accentuato le classiche contraddizioni dell'architettura, fra tradizione e innovazione, valore artistico e utilità, come inserirsi in questa dialettica, messa in crisi dalla tendenza odierna a dimenticare la bellezza e le reali necessità umane? Come trovare un giusto mezzo fra caos e ordine? Solo l'idea di progetto potrà rivelarsi efficace, in un ponte steso fra il presente, il passato e le spinte verso un futuro sempre più rischioso. Non sarà l'enfasi di un brutto grattacielo a salvarci, ma la voglia di ritrovare sempre l'Uomo in ogni suo manufatto.Ecco il credo laico di Vittorio Gregotti, enunciato in questo libro con precisione geometrica e con una passione che viene da lontano e porterà lontano, verso quel "possibile necessario" che è il progetto stesso calato in una attualissima filosofia di lavoro e di vita.
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Bompiani, 08/10/2014
Abstract: L'OCCHIO SELVAGGIO 1965: non si è ancora spento lo scandalo del documentario Mondo cane, quando uno dei suoi registi, Paolo Cavara, decide di riflettere su quell'esperienza controversa. Per mostrare il cinismo di un reporter che viaggia in luoghi esotici alla ricerca dell'orrido, con l'alibi di mostrare la realtà. E per denunciare il potere inquietante e pericoloso della macchina da presa.Ne esce un film, L'occhio selvaggio (1967), interpretato da Philippe Leroy e Delia Boccardo, alla cui sceneggiatura Cavara chiama a collaborare due grandi nomi della cultura italiana: di Tonino Guerra sono le invenzioni più surreali e le intuizioni più poetiche; ad Alberto Moravia, grande viaggiatore, si devono le riflessioni più spietate sul sadismo dell'incombente società dello spettacolo. A quasi cinquant'anni dall'uscita del film, questo volume offre per la prima volta ai lettori un documento straordinario e finora dimenticato. In appendice, saggi, testimonianze inedite, e il trattamento originario scritto da Cavara con altri due maestri della scrittura per il cinema: Fabio Carpi e Ugo Pirro.
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Bompiani, 08/10/2014
Abstract: Ogni comunità dà vita a una storia che si sviluppa nel tempo.Trasformarla in razza significa bloccarla in un passato senza presente nè avvenire, condannarla a diventare una razza senza storia con un destino assegnato e fissato una volta per tutte. I gruppi definiti come "razze" diventano immobili della storia, incapaci del minimo cambiamento sociale, religioso, economico o politico. A quanti sono rinchiusi in questo cerchio magico senza possibilità d'uscita, è come se dicessimo: "Voi resterete sempre gli stessi." Nell'età del colonialismo, tra XIX e XX secolo, le scienze si sono occupate di pensare, classificare, legittimare le "razze umane": la storia del pensiero degli ultimi cinquant'anni è stata capace di riscattarsi?Maurice Olender conduce il lettore tra le ombre che questa idea proietta fino ai giorni nostri, e nella prefazione a questa edizione italiana presenta un primo approccio storiografico alle "figure metafisiche della razza" che emergono dai Quaderni neri, ancora in parte inediti, di Martin Heidegger.
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Bompiani, 22/10/2014
Abstract: Antoinette ha 40 anni e lavora come addetta alla sorveglianza delle toilettes in una brasserie parigina. Qui conosce FranНois, dieci anni più giovane di lei, vicedirettore di un istituto di cura di patologie psichiatriche. L'attrazione che scatta subito fra di loro è contraddistinta dall'ossessione di lui per l'ordine e la disciplina e dal bisogno di lei di trovare nell'altro la sicurezza che non ha mai avuto, per avere la quale è pronta a ogni genere di sottomissione. Padrone e schiava, vittima e carnefice, entrambi persi in un gioco di seduzione forte e imprevedibile. In mezzo, a turbare questo idillio perverso, il figlio di Antoinette, Charlot, un bambino affetto da una lieve forma di autismo. Normalità e follia si implicano a vicenda: dove finisce l'una e inizia l'altra? E il richiamo di eros, non aggirabile, quale dimensione preferisce per scatenarsi? Nell'amore il sovvertimento della "norma" coincide con la follia? Dove tutto scorre "normalmente" siamo di fronte a qualcosa di anormale.Le ambivalenze e le contraddizioni dell'amore, la ferocia della manipolazione che assume la maschera di una razionalità calcolatrice, la follia sono i temi del primo inquietante romanzo degli autori.
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Giunti, 05/11/2014
Abstract: ""Tieni le mani aperte, Jaysi" mi dice un uomo sulla quarantina.Io eseguo. So di non avere scelta. Un attimo dopo sento qualcosa di freddo sui palmi. Freddo e pesantissimo.Una pistola vera. La prima della mia vita.Quante volte avevo pensato a quel momento, ma la sensazione che ti dà avere un'arma tra le mani va oltre ogni immaginazione. Soprattutto se sei un bambino di undici anni.Credo sia quello l'istante in cui è cominciato tutto."Sette storie vere raccontate in prima persona dai "ragazzi cattivi" di Kayròs, la comunità di accoglienza fondata e diretta da don Burgio.
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Bompiani, 05/11/2014
Abstract: Sotto il nome di Quaestiones de virtutibus rientra un gruppo di cinque quaestiones disputatae, nelle quali Tommaso affronta in maniera diretta e analitica il tema delle virtù, sia dal punto di vista filosofico sia da quello teologico. Composte nel periodo del secondo soggiorno parigino dell'Aquinate, tali questioni costituiscono un'opera matura, redatta parallelamente alla stesura delle sue grandi opere etiche, ovvero la Sententia Libri Ethicorum e la seconda parte della Summa Theologica, interamente dedicata allo studio della morale.Non particolarmente note né frequentate dalla critica, le Quaestiones de virtutibus rappresentano, pertanto, una delle chiavi per addentrarsi nell'affascinante e complesso impianto dell'etica tommasiana.Il particolare taglio prodotto dalla natura della quaestio, "monografica" di necessità, consente un affondo approfondito, ricco e dettagliato sul tema delle virtù isolato nella sua specificità. La presente traduzione di due di tali questioni, che riporta alla luce un testo così fondamentale e poco conosciuto, si inserisce nel contesto della riscoperta di Tommaso d'Aquino come uno degli autori di riferimento per la contemporanea etica delle virtù. Il volume è curato da Maria Silvia Vaccarezza, assegnista di ricerca in Filosofia Morale presso l'Università di Genova. Tra i suoi scritti, oltre a svariati saggi sul pensiero etico contemporaneo, e in particolare su Iris Murdoch, i volumi Le ragioni del contingente. La saggezza pratica tra Aristotele e Tommaso d'Aquino, Napoli 2012 (premio delle Pontificie Accademie 2014) e Razionalità pratica e attenzione alla realtà.Prospettive contemporanee, Napoli 2012.
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Bompiani, 07/11/2014
Abstract: Il linguaggio multimediale è uno degli ambiti più stimolanti e studiati dalle scienze della comunicazione negli ultimi anni. In questo volume l'autore – fra i maggiori esperti italiani del linguaggio filmico e televisivo – ha scelto di concentrarsi sugli effetti psicovisivi e psicoacustici che l'audiovisivo induce nello spettatore e, di conseguenza, sull'universo estetico ed estesico, emotivamente composito, al quale essi danno vita. Innanzitutto, egli riflette sugli effetti visivi e acustici sollecitati dalla fruizione del testo filmico o televisivo; poi, sulla dimensione narrativa prodotta contemporaneamente dall'immagine e dal suono; ancora, sulla prospettiva della comunicazione insita nei testi audiovisivi, intesa come complesso di atti, capaci di produrre situazioni di illocuzione e di perlocuzione; sugli effetti psichici ed estetici sullo spettatore; sulla dimensione estesica, antecedente a ogni presa di coscienza contenutistica o estetica dei testi audiovisivi. A fare da riferimento, per dare concretezza all'analisi, tre film: Caterina va in città di Paolo Virzì (2003), Notturno bus di Davide Marengo (2007), Il flauto magico di Kenneth Branagh (2007), e un mediometraggio girato dall'autore stesso per la televisione nel 1969, il cui argomento è la storia della musica dal Medioevo ai giorni nostri.
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I segreti della trasformazione
Bompiani, 07/11/2014
Abstract: Commentando il Vigyana Bhairava, testo chiave dello shivaismo tantrico, Osho svela i segreti di una disciplina antichissima e ancora inesplorata. In questo libro il maestro, che più di ogni altro ha saputo rendere accessibili al grande pubblico le tradizioni orientali, spiega i misteriosi metodi tantrici, una serie di tecniche finalizzate al raggiungimento di una autentica dimensione vitale. Il Tantra supera il dualismo tra anima e corpo e considera il corpo come un tesoro di forze nascoste, di possibilità misteriose in cui è celato l'intero cosmo in miniatura.
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Bompiani, 07/11/2014
Abstract: "Questo libro non è una vera e propria apologia dell'egoismo, ma un invito a pensare di più a se stessi. O se volete: a non farsi male ogni giorno più di quanto ce ne fanno gli altri. In un mondo dove lo Stato ormai rapina i contribuenti con le tasse e non restituisce i servizi che i politici promettono durante le campagne elettorali (l'Italia insegna) e in cui le religioni predicano cose tanto belle ma non offrono esempi edificanti, vale la pena riscoprire l'amor proprio. O, quanto meno, arrangiarsi per sopravvivere. Insomma, non lasciamoci schiacciare da questo o quello, perché nessuno alla fine ci ringrazierà. Le opere buone, dopo aver dato agli altri quel che ci è possibile, è giunto il tempo di compierle anche e soprattutto per noi. I periodi di crisi inducono alla legittima difesa. Poi penseremo meglio anche al prossimo. Come? Con filosofia o con qualcosa che le assomiglia." (Armando Torno).
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Bompiani, 07/11/2014
Abstract: In "Caleidoscopio" Cronin ci offre lo spaccato di un giorno in una clinica, caleidoscopio di destini diversi che il caso ha temporaneamente e casualmente avvicinato. Su questa quinta vibrano come motivi dominanti due storie: la prima, la vicenda dell'infermiera caposala Fany, rigida nell'adempimento del suo dovere, chiusa nella corazza inamidata della sua uniforme, ma innamorata di un giovane medico che presta la sua opera nel sanatorio. La seconda ha per protagonisti un anziano primario e il suo giovane assistente che si trovano l'uno accanto all'altro nel corso di una delicatissima operazione in cui la gioventù e l'ambizione del giovane prevarranno. Romanzo tra i più famosi di Cronin, "Caleidoscopio" ha ispirato più di una riduzione teatrale e televisiva per la capacità di raccontare le persone scandagliandone i moti più intimi dell'anima: l'amore, il dolore, l'ambizione, la tensione verso il raggiungimento dei propri scopi.
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Bompiani, 07/11/2014
Abstract: Su una nave mercantile in viaggio verso le Canarie si uniscono i destini di personaggi eterogenei, che intrecciano tra loro rapporti destinati ad avere epiloghi inquietanti e imprevedibili.
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Bompiani, 07/11/2014
Abstract: La difficile scelta tra saggezza e avventura descritta attraverso la vita e le scelte di tre personaggi in lotta contro sentimenti opposti e realtà inconciliabili.
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Bompiani, 07/11/2014
Abstract: Senza un soldo in tasca, in balìa di un lavoro che detesta con tutte le sue forze, un ragazzo di ventisei anni decide di chiedere consiglio a un uomo ricchissimo, il Milionario, perché lo aiuti ad avere successo. Ma il Milionario ha in serbo per il ragazzo una lezione importante, ben più importante del segreto per diventare ricchi. Una lezione che cambierà la vita del ragazzo e lo renderà felice. Pubblicato in ventisei paesi e al centro di un caso editoriale senza precedenti, Il Milionario è una parabola sulla ricchezza materiale e spirituale, sull'umanità e sul coraggio, la forza che consente a chiunque di cambiare in meglio la propria vita.
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Teorie contemporanee della traduzione
Bompiani, 07/11/2014
Abstract: Questa antologia è interamente dedicata ai contributi degli ultimi decenni, nel corso dei quali si sono verificati alcuni fatti nuovi. Da un lato le ricerche sulla traduzione automatizzata, dall'altro l'infittirsi dei rapporti internazionali, hanno cambiato lo statuto e i problemi della traduzione. Essi non riguardano più solo la versione dei libri sacri o dei testi poetici, ma anche la vita quotidiana. Di qui il fiorire dei cosiddetti Translation Studies, di cui questa antologia dà una essenziale testimonianza. La "svolta" è dovuta al fatto che la riflessione sul tradurre non è più l'attività peculiare – talora occasionale – di artisti, filosofi o biblisti: si sono delineate teorie della traduzione, sono nate scuole universitarie, riviste, convegni. Da Jakobson a Derrida, da Lotman alle ricerche della scuola di Tel Aviv, dalla semiotica alla filosofia e alla teoria della letteratura, ecco uno strumento indispensabile per conoscere lo stato di una teoria della traduzione oggi.