Trovati 858945 documenti.
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Corbaccio, 21/11/2013
Abstract: CON UN SAGGIO DI FOSCO MARAINI Il Cho Oyu, 8201 metri, per i tibetani è la Dea Turchese. Gli europei ne conoscono l'esistenza solo dal 1921, ma oggi è la meta più frequentata dagli alpinisti di tutto il mondo dopo l'Everest. Con le consuete maestria e competenza, Mes¬sner parla della montagna, degli Sherpa che abitano ai suoi piedi, dell'importanza del Nangpa La, a 6000 metri il più alto passo della Terra, e racconta le imprese alpinistiche che si sono succedute in un secolo di storia. Dai primi tentativi negli anni Cinquanta, fra cui quello di Eric Shipton, fino alla "conquista" nel 1954 ad opera dell'austriaco Tichy, giornalista, geologo e alpinista che, dopo aver viaggiato per decenni con la sua motocicletta in Thailandia, Cina e Tibet e aver esplorato insieme agli Sherpa il Nepal occidentale ancora del tutto ignoto agli europei, salì in cima al Cho Oyu insieme a Joseph Jöchler e allo Sherpa Pasang Dawa Lama in una spedizione leggera e senza ossigeno. Molte altre spedizioni e tentativi si sono da allora succeduti − fra cui la salita di Messner stesso nel 1983 insieme a Michl Dacher e Hans Kammerlander per una via nuova −, molti altri successi e, come sempre nella storia dell'alpinismo himalayano, anche molte tragedie, raccontate con partecipazio¬ne e occhio critico dal grande alpinista altoatesino.
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Corbaccio, 21/11/2013
Abstract: PICCOLI SUGGERIMENTI PER RAGGIUNGERE L'EQUILIBRIO INTERIORE Tutti aspiriamo alla serenità... Ma la vita ci mette alla prova, e i nostri demoni interiori sono sempre all'erta: allora ci angosciamo, ci disperiamo, ci disperdiamo. Soffriamo. Attraverso 25 storie e attraverso l'insegnamento che esse ci offrono, questo libro ci propone di andare avanti, di individuare e di imparare a superare gli ostacoli, i momenti bui, le sfide oggettive della vita. Esortandoci a mantenere il nostro ritmo e le nostre modalità, André ci invita a seguire il cammino dell'equilibrio e della serenità.
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Longanesi, 21/11/2013
Abstract: Virginia, la maggiore, Clara, la minore. Due sorelle di buona famiglia: lezioni di pianoforte, solidi principi religiosi e morali (almeno in apparenza), vita morigerata. Ma anche due esistenze che impercettibilmente si separano, si fronteggiano per poi scontrarsi nella crudele tortura del silenzio. E da questo silenzio si leva la voce di Clara: la pacata, saggia, riflessiva Clara. Vittima di giochi d'amore che l'hanno sempre e solo sfiorata, avvolta in ricordi di un tempo remoto e – forse – felice, custode di stanze, mobili, sapori che sono stati, per lei, porto sicuro e quieto nella tempesta del vivere. Ma quando i tasselli della verità sembrano ormai dolcemente composti, ecco la voce di Virginia: l'irrequieta, volitiva, irruenta Virginia, ribelle nell'animo e nei gesti, in fuga da un mondo che invece l'ha incatenata, rendendola prigioniera di sogni sempre più simili a incubi senza voce, a rivelazioni che nessuno, soprattutto Clara, vuole conoscere. Allora, mentre la storia ufficiale – quella delle guerre mondiali, del fascismo, del benessere conquistato e ottuso – travolge cose e persone, noi ascoltiamo queste due donne e le loro confessioni: piccoli fatti che si moltiplicano come in un gioco di specchi, materializzandosi per poi sparire sepolti dall'incomprensione e dal dolore. Ascoltiamo cercando di capire, di credere magari a entrambe ma soprattutto di non giudicare, perché la vita di Clara e Virginia, come la nostra, è fatta di frammenti che non riescono a congiungersi...
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L'intelligenza agonistica. Affrontare le sfide nella vita, nel lavoro, nello sport
Ponte alle Grazie, 21/11/2013
Abstract: "In principio era la competizione". Ogni momento della nostra vita obbedisce a questa semplice legge, di cui lo sport è solo una possibile declinazione. Atleti, manager, attori, psicologi, organizzazioni, squadre, in modi diversi affrontano tutti le medesime sfide, e ricorrono quindi a un'unica risorsa: l'Intelligenza Agonistica, ossia l'insieme delle competenze con cui ognuno di noi affronta, progetta, supera le proprie sfide con l'ambiente, con gli altri e soprattutto con se stesso. Giuseppe Vercelli, psicologo dello sport che ha lavorato, fra gli altri, con campioni di calibro internazionale, propone qui il modello SFERA, uno strumento indispensabile per interpretare il caos e riportarvi l'ordine, per trasformare la "prestazione" in un'esperienza piacevole e i cui autentici traguardi sono la crescita e la ricerca continue. Quando l'Intelligenza Agonistica entra in azione, ritroviamo l'unità di mente, corpo e ambiente: con le parole di Roger Bannister, indimenticato campione della corsa, "una cospirazione inconscia di anima e corpo che rende possibile un'esplosione di energia".
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Ponte alle Grazie, 21/11/2013
Abstract: "Una delle migliori scrittrici viventi. "Independent on SundayOstricara nella taverna dei genitori sulle coste del Kent, astro nascente dello scintillante firmamento del varietà londinese, prostituta da strada e infine mantenuta di una capricciosa dama: nonostante la giovane età, in pochi anni Nancy si è ritrovata a interpretare così tanti ruoli da credere di dover ormai prendere posto nel buio della sala e limitarsi a fare da spettatore al magico teatro della vita. Ma proprio quando tutto sembra perduto, la sua innata passione la spinge a recitare il ruolo più impegnativo ed esaltante: essere finalmente se stessa, libera di amare ed essere riamata senza condizionamenti di sorta. In quello che ha rappresentato il suo esordio letterario, Sarah Waters regala al lettore un erotico e picaresco romanzo d'iniziazione alla vita – in tutte le sue molteplici, spesso dolorose, sfaccettature –, tanto più straordinario perché, inseguendo i rovesci di fortuna della sua eroina, riesce a pizzicare tutte le corde dei sentimenti, a far ridere e a commuovere, a suscitare entusiasmo e compassione. Ma come sempre, anche qui il talento narrativo dell'autrice raggiunge esiti d'eccezione nel ricostruire la Londra vittoriana, l'altra grande protagonista della storia, che in queste pagine rivive sapientemente in tutta la sua atmosfera, grazie ai suoi raffinati salotti, agli scintillanti music-hall, alle squallide strade di vita, ai luoghi di dibattito politico e impegno sociale.
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Chiarelettere, 21/11/2013
Abstract: Rosetta Loy ci obbliga a voltarci indietro mettendo in fila, con un racconto serrato, lucido e coinvolgente, i fatti che hanno marchiato indelebilmente la nostra democrazia e che ci hanno portato fino a qui. Una scia di sangue impressionante, sacrifici eroici e conquiste fondamentali. Persone famose e altre dimenticate. Ci voleva lo sguardo "narrativo" ma documentatissimo di una scrittrice autentica, capace di mettere a fuoco questa macchina diabolica che schiaccia qualsiasi anelito di giustizia e di progresso civile. E che ogni volta cambia sembianze. Un nemico tanto radicato che nemmeno ci accorgiamo di averlo dentro di noi.
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Fazi Editore, 20/11/2013
Abstract: Uscito una prima volta nel 1994, accolto con grande attenzione dalla critica del tempo, torna in libreria in una nuova versione rivista dall'autore Il volo dell'occasione, una delle più belle ghost story della narrativa contemporanea. Siamo a Parigi, una Parigi onirica, ma nello stesso tempo reale, con la sua toponomastica sentimentale ricca di rimandi letterari e di suggestioni, dove uno scrittore di mezza età in cerca di una probabile ispirazione vaga curioso di ciò che gli accade attorno. Un giorno, per puro caso, assiste a una lite furibonda tra due innamorati: un musicista un po' attempato e dai toni dimessi e una dama bianca, una giovane sensuale donna che fugge via, smarrendo vicino a lui un portacipria e una perla della sua preziosa collana. È l'inizio di una storia delicata e coinvolgente che vede tra i protagonisti un aitante ricchissimo arabo, innamorato anch'egli della bella fanciulla, un vecchio giornalista di cronaca nera ormai in pensione e un commissario buontempone, unico personaggio reale e concreto della storia. Tutti gli altri personaggi sveleranno infatti via via la loro vicinanza o appartenenza al mondo delle "apparizioni misteriose", fantasmi di se stessi destinati a ripetere all'infinito la propria storia. Come nei migliori racconti del mistero, lo svelamento della vicenda rappresenta però solo l'inizio e non la fine del racconto. Irretito dalla vicenda cui assisterà come in un girotondo, o in un carosello, il protagonista ne sarà stregato al punto da desiderare di lasciare per sempre la realtà per cercare di entrare nel mondo perturbante della storia narrata. Ma i suoi fantasmi, alla stregua di quelli della Wharton o di Henry James, si rivelano presenze diafane la cui ombra cela inenarrabili risvolti. Una storia tanto incredibile da sembrare vera che fa riflettere sull'opportunità o meno di cogliere al volo l'occasione della propria vita prima che sia troppo tardi per tutto, anche per sognare.
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Fazi Editore, 20/11/2013
Abstract: Claysville è una piccola città di nessuna importanza. Rebecca è cresciuta qui, insieme alla nonna e da quando ha lasciato questo luogo noioso e familiare sono passati dieci anni. Ora la nonna è morta e Beck ritorna. Per scoprire che Claysville non è semplicemente quella piccola città sonnolenta che ricorda. Lì il mondo dei vivi e quello dei morti sono pericolosamente collegati; al di sotto della città si trova una terra ombrosa e senza legge. Tra i due mondi: esiste un patto: se i morti non vengono trattati con cura, torneranno indietro per saziarsi con cibo, bevande e storie della terra dei vivi. Ed è Beek l'unica persona che sa cosa va fatto, perché la soluzione è nel segreto che custodisce.
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Casa Editrice Nord, 28/11/2013
Abstract: 25 dicembre 1492. È da un mese ormai che Cristoforo Colombo esplora le coste del Nuovo Mondo, quando la sua nave ammiraglia, la Santa María, s'incaglia nella barriera corallina e viene inghiottita dai flutti. Per secoli, avventurieri ed esploratori avrebbero cercato invano la caravella e un leggendario tesoro nascosto nella stiva... Oggi. Un incidente: così le autorità di Cap-Haïtien hanno liquidato la morte di Scott Brown, annegato durante un'immersione nel mar dei Caraibi. Ma per Cotton Malone i conti non tornano. Pochi giorni prima, infatti, Scott aveva mandato una lettera alla moglie, dicendo di essere braccato da un gruppo di uomini potenti e senza scrupoli, pronti a tutto pur di impossessarsi di ciò che lui aveva trovato sul fondo dell'oceano. Ma quale oggetto è così prezioso da giustificare un omicidio? Determinato a fare luce su quel mistero, Malone parte per Haiti, senza immaginare che la posta in gioco è un segreto rimasto sepolto per oltre cinquecento anni. Un segreto che potrebbe riscrivere la Storia...
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Laterza, 21/11/2013
Abstract: Non è vero che un'etica laica, senza assoluti e senza miti, non può fornire modelli educativi efficaci. Savater lo dimostra: la moralità è autonomia, capacità di non sottomettersi, amore di sé nel senso migliore del termine. Un libro intenso ma anche amichevole, che genitori e maestri dovrebbero leggere e commentare insieme ai loro figli, discepoli, amici adolescenti. Gianni Vattimo
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Neri Pozza, 22/11/2013
Abstract: È un giorno del 1899 quando Otto Rotfield si inoltra nel folto del bosco di Konin, un paesino a sud di Danzica, e varca la soglia della catapecchia di Yehudah Schaalman. Rabbino dall'oscura fama – a Konin si sussurra che sia stato posseduto da un dybbuq, uno spirito maligno che gli avrebbe conferito poteri soprannaturali –, Schaalman è solito ricevere nel cuore della notte la visita di ragazze di campagna alla ricerca di filtri d'amore o di donne sterili che, grazie alle sue arti cabalistiche, restano incinte poco tempo dopo.Figlio di un fabbricante di mobili, trentenne così inetto e arrogante che in meno di cinque anni ha mandato in rovina l'azienda di famiglia, Rotfield non è a caccia di incantesimi o magiche pozioni. Vuole da Schaalman molto di più: un golem che passi per umano, un golem-femmina che gli faccia da moglie docile e ubbidiente e lo accompagni verso la nuova terra promessa: l'America.Disposto, in cambio di denaro, a offrire ogni sorta di servigi, Schaalman si cimenta nel compito e crea dall'argilla una splendida golem, pronta a seguire e proteggere il suo padrone e, insieme, a scatenare la sua potente forza distruttiva.Rotfield si imbarca con la sua creatura sul Baltika, il piroscafo addetto alla rotta Danzica-New York, ma, subito dopo averle dato vita con la formula trascrittagli dal rabbino, per un malore a lungo trascurato muore. Sola, la golem sbarca a New York e si aggira, stordita e totalmente alla deriva, per le strade rumorose della metropoli della fine del XIX secolo.Non lontano dai suoi passi, nella zona di Lower Manhattan chiamata Little Syria, Butros Arbeely, uno stagnino cattolico maronita, è alacremente al lavoro nella sua officina in cui fabbrica o rappezza tazze e piatti, pentole e padelle, ditali e candelabri.È alle prese con un vecchio fiasco di rame malconcio appartenuto da tempo immemorabile a una famiglia siriana, quando viene attraversato da una scossa potentissima e spinto via lontano dal suo tavolo di lavoro. Il tempo di riprendersi e riaprire gli occhi che scorge davanti a sé un uomo nudo, dai tratti del volto di una perfezione inquietante, i capelli scurissimi e un bracciale di metallo al polso destro: un genio, da lui accidentalmente liberato, uno di quei genii potenti e intelligenti, la cui forma reale, inconsistente come un soffio d'aria e invisibile all'occhio umano, può radunare i venti del deserto e cavalcarli, e assumere le sembianze di qualsiasi essere vivente…Romanzo che, attraverso lo sguardo di due affascinanti figure della mitologia araba ed ebraica, illumina la New York di inizio Novecento, città di immigrati e di grandi trasformazioni sociali, di culture che si mescolano e grandi solitudini, di millenarie conoscenze e avveniristiche innovazioni, Il genio è il golem è uno dei romanzi più attesi dell'ultima stagione letteraria americana.
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Neri Pozza, 22/11/2013
Abstract: Nelle pianure desertiche della Spagna del Nord il sole picchia così forte che, all'orizzonte, l'asfalto pare sul punto di sciogliersi. I due passeggeri della decappottabile che sfreccia lungo la strada, tuttavia, non sembrano preoccuparsene. L'uomo guida con gli occhi socchiusi e pensa con un certo sollievo al romanzo che ha deciso di abbandonare. La donna che gli siede accanto, Irene, sebbene sia stata appena licenziata dalla casa editrice in cui lavorava, canticchia e conta i cippi sul ciglio della strada. Quando, all'improvviso, sentono un rumore – "come se qualcuno agitasse una scatola piena di viti" – l'auto si arresta, e lo scrittore e Irene si siedono all'ombra di un albero. Avvolti dalla totale mancanza di suoni di quella campagna brulla e assolata, sprofondano in un torpore così assoluto, così carico di serenità e magia da pensare: "perché non scriviamo un libro sul silenzio?"Eccitati dalla novità del progetto, fanno ritorno a Barcellona e si mettono al lavoro. Irene va in biblioteca, consulta testi, disegna schemi e scalette. Lo scrittore invita a casa amici e ascolta la storia di Olga, madre di due bambini e con una storia d'amore difficile alle spalle, che dice di essere rimasta due ore senza parlare nel mezzo di una festa; ascolta Silvia, la migliore amica di Irene, che parla dei vuoti e delle incomprensioni con François, l'insegnante di francese con cui sta uscendo; e Amador, depresso cronico e ossessionato dalla solitudine, che vorrebbe fare come Fitzgerald e uscire di notte con una carabina in mano.Man mano che il libro cresce, infarcendosi dei racconti degli amici, di domande ("perché il silenzio è imbarazzante in una cena tra amici, ma non sulla vetta di una montagna?"), di citazioni da Auden o da Calvino; di aneddoti su tribù africane talmente abituate al silenzio da parlare sottovoce; o di racconti come quello del primo uomo che "fabbricò il silenzio" agitando una campanella sottovuoto, lo scrittore e Irene smettono di parlare, si allontanano, come se fossero diventati essi stessi oggetti della loro ricerca. E quando, dopo un tradimento, la loro storia sembra arrivata al capolinea, una nuova idea, un nuovo esaltante progetto li riavvicina, rendendoli complici come un tempo. Con La storia del silenzio Pedro Zarraluki – autore del bestseller Il piacere e la noia – non compone soltanto un elogio appassionato ai grandi maestri della letteratura, ma anche un romanzo scritto in maniera impeccabile "che si trasforma in piacere, e in un gioco senza regole" (El País). Un'opera che riflette sulla bellezza e il rischio del silenzio, sui piccoli segreti e i tradimenti inconfessabili che si nascondono dietro ogni amore.
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Piccoli Budda. Ediz. illustrata
Gallucci, 25/11/2013
Abstract: Tutti i bimbi, belli o bruttini, ricchi o poveri, diligenti o stravaganti, qualunque sia il colore della loro pelle, sono Piccoli Budda! Cosa vuol dire? Significa che noi piccoli sappiamo sorridere a tutto, perché ogni persona e ogni cosa nel grande universo è nostra amica e noi siamo venuti al mondo per essere felici!
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Neri Pozza, 25/11/2013
Abstract: È il 5 giugno 1964, un torrido venerdì d'estate, quando Lena incontra per la prima volta Heiner Rosseck all'interno del tribunale di Francoforte. Terminate le ultime traduzioni e lasciato il suo angusto ufficio senza finestre, stava per guadagnare l'uscita, con il pensiero rivolto già a come svagarsi ‒ una nuotata all'aperto, un film al cinema, un bicchiere di vino, magari ‒, quando lo ha scorto: un uomo alto e smagrito sul punto di scivolare a terra lungo una parete. Il tempo di sorreggerlo e di chiedergli "Sta bene?" che ha appreso la sua drammatica storia.Heiner Rosseck da Vienna, giunto nelle fredde aule del tribunale di Francoforte per testimoniare al processo contro i crimini nazisti di Auschwitz in cui è stato prigioniero. Rosseck, il sopravvissuto, appena sottoposto a un estenuante interrogatorio sul ruolo, le responsabilità e le azioni di due imputati, Kehr e Kaduk, i peggiori aguzzini del campo di prigionia. "Dove è successo, signor Rosseck? In quale giorno? Da che distanza ha assistito all'esecuzione? Ricorda se pioveva? Se c'era la neve?"Riandare a quei terribili giorni significa, per Heiner, riaprire ferite atroci e mai rimarginate. Ma il problema non è questo. Il problema è rispondere con precisione, con lucidità, senza tradire la memoria, senza contraddirsi. Come può, tuttavia, restituire con freddezza la notte buia che ha vissuto? E riportare alla parola lo sterminato orrore che ha visto? Come può, infine, farsi capire se lui parla una lingua diversa dagli altri, una lingua in cui "rampa" non è un innocuo, semplice oggetto di metallo, ma lo scivolo su cui i corpi vengono trasportati verso i forni crematori, in cui "camino" è la bocca dell'inferno, e in cui la parola "selezionato" indica che è il momento di dire addio al compagno di branda? Quando, al cinquantesimo giorno di interrogatori, Heiner cede alle lacrime, il processo viene sospeso. L'uomo vorrebbe tornare a Vienna, lontano da chi lo accusa di essere prigioniero del passato, ma Lena ha intravisto in lui qualcosa di speciale, e non vuole abbandonarlo. Inizia così una struggente "educazione sentimentale" che li avvicina sempre più, fino a riportarli in Polonia, nei luoghi in cui l'orrore ha avuto inizio, e dove Lena capirà che sta a lei scacciare le ombre che gravitano su Heiner e ricordargli che l'esistenza concede sempre una possibilità per ricominciare daccapo. Con un romanzo dalla trama coinvolgente e dalla scrittura impeccabile, Monika Held fa tesoro delle testimonianze raccolte in prima persona dai sopravvissuti dei campi di sterminio e "riesce a mostrare un lato inedito della Shoah" (Kölner Stadt-Anzeiger). Il risultato è una storia d'amore universale, cruda e commovente assieme; un viaggio liberatorio che è tale proprio perché non volta le spalle alla memoria.
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La figlia del boia e il monaco nero
Neri Pozza, 25/11/2013
Abstract: 1660, Baviera. Avvolto in uno spesso mantello di lana, Simon Fronwieser, medico di Schongau, cammina a testa bassa, maledicendo la sua professione. La bufera di neve che ha ricoperto i boschi, i campi e le strade della cittadina bavarese, non ha dissuaso la perpetua della chiesa di San Lorenzo dal chiamarlo per una visita a domicilio. Si tratterà della solita indigestione del sacerdote, pensa Simon battendo i denti. Invece, quando scopre che il curato è morto, a pochi passi dall'abside della chiesa, dopo essersi rimpinzato di frittelle, non ci pensa su due volte a chiamare l'unico in grado di aiutarlo: il boia Kuisl. Alto quasi due metri, la barba nera e spinosa, le lunghe dita ricurve simili ad artigli, il boia di Schongau è ritenuto da tutti un'autorità: non soltanto "come scorticatore" e maestro di spada, ma anche nella scienza delle erbe medicinali e delle piante velenose. E Kuisl, difatti, non ci mette molto a capire come è morto il parroco. Ma chi può aver ucciso quel placido e umile servitore di Dio? Compiute le prime indagini – aiutato dalla figlia Magdalena, dall'amico medico Simon e dalla sorella del sacerdote defunto, Benedikta – Kuisl scopre che la vittima era sulle tracce di un tesoro che superava "ogni più sfrenata immaginazione", nascosto in Baviera dal Maestro dei templari Friedrich Wildgraf, dopo lo scioglimento dell'ordine. A dargli la caccia, però, il parroco non era il solo: una confraternita di frati domenicani "astuti ed eruditi, disposti a sporcarsi le mani al posto del Papa" gli stava alle calcagna e, adesso che il parroco è morto, insegue Kuisl. E mentre Simon e Benedikta risolvono enigmi su enigmi, scoprendo il luogo dove pare sia seppellito il tesoro, il boia è costretto ad abbandonare le indagini per salvare la figlia. Tra bande di briganti violenti, incendi dolosi e l'inaspettato ritrovamento di un oggetto sacro, nella loro indagine, Kuisl, Simon e Magdalena dovranno soprattutto fare i conti con l'avidità e le menzogne che albergano nella cittadella della vicina Augusta, sede del vescovado, del palazzo dei vescovi e delle dimore dei commercianti più ricchi della città. Dopo l'enorme successo internazionale de La figlia del boia – tradotto in oltre venti paesi –, Oliver Pötzsch mette in scena un thriller storico "ricco di dettagli sul tessuto sociale e sulla struttura del potere politico nella Baviera del XVII secolo" (Publishers Weekly), impreziosito da uno stile avvincente e una trama perfetta, e con un protagonista memorabile: l'impavido e generoso boia Kuisl.
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Neri Pozza, 25/11/2013
Abstract: Sono circa tre anni che per il mondo dell'ar¬te Claire Roth è un paria, una grande millantatrice. Il suo destino ingrato è iniziatoo quando ha avuto la malaugurata idea di svelare che uno dei quadri più noti dell'arte contemporanea, 4D, un'icona al pari dei barattoli di zuppa di Wahrol, non si deve a Isaac Cullion, artista osannato da critici e mercanti con il quale Claire ha convissuto per qualche tempo, ma a lei, giovane, eterna promessa della scena newyorchese. In un mondo in cui gli interessi hanno più valore della verità e del talento, nessuno le ha creduto, e il risultato è che, emarginata dal giro che conta, Claire si è ridotta a lavorare per la Reproductions.com, un'azienda che vende online "repliche perfette" di capolavori della storia dell'arte: opere di Degas, Pissarro e altri illustri maestri, la cui "provenienza soltanto uno storico dell'arte potrebbe distinguere".Un giorno, però, la giovane artista riceve l'inaspettata visita di Aiden Markel, il proprietario della famosa Markel G, una delle gallerie più in vista di Boston e New York. Pantaloni di lino su misura, camicia di cinquecento dollari addosso, Markel irrompe nel suo loft con una singolare proposta: una mostra, nella sua galleria, delle opere originali di Claire in cambio della realizzazione di un falso da parte sua. Non una replica à la Roth, ma un vero e proprio falso da dipingere su una tela d'epoca.Claire Roth, una falsaria? Una van Mee¬geren del XXI secolo, il frustrato pittore olandese che negli anni Trenta creò perfetti "Vermeer"? Una prospettiva non proprio allettante per la giovane artista. Tuttavia, l'occasione di recuperare tutto ciò che ha perduto, e che ha sempre voluto, con una mostra tutta sua, è qualcosa di irrinunciabile per lei.Quando, però, Markel si ripresenta al loft con l'opera originale da falsificare, il cuore di Claire Roth sobbalza. L'opera non soltanto è uno dei grandi capolavori di Degas, Dopo il bagno, ma non dovrebbe affatto essere tra le mani di Aiden Markel e tra le pareti del loft di Claire Roth. In una notte di pioggia, infatti, il quadro fu staccato dalle pareti dell'Isabella Stewart Gardner Museum e strap¬pato alla sua cornice da una coppia di ladri maldestri, impegnati nel più grande furto d'arte ancora irrisolto della storia.Basato sul celebre furto, avvenuto nel 1990 a Boston, di capolavori di Vermeer, Rembrandt, Degas e Manet, La falsaria conduce il lettore nel mondo dell'arte della nostra epoca, un mondo popolato da ladri, falsari e avidi collezionisti, un universo soggiogato dal mito della bellezza e dallo sfrenato desiderio che soltanto l'arte è in grado di suscitare.
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Neri Pozza, 25/11/2013
Abstract: A quindici anni Fabrizio Pedrotti è già un gigante. A volte se ne sta in piedi in mezzo alla sua cameretta come se il suo corpo fosse un fantoccio ingiustificabile e lui non sapesse come disfarsene. È bello, è un leader. A scuola è attorniato da una folla di cortigiani, e il mondo gli si srotola ai piedi come un tappeto.Un giorno del 1975, nel corridoio di un liceo romano, Fabrizio sceglie Giovanni come amico. Gli mette una mano sulla testa e lo elegge a suo scudiero. Poi lo ribattezza Hitchcock e lo accoglie nella cerchia più intima della sua famiglia.Nel lussuoso appartamento dei Pedrotti, Giovanni-Hitchcock si muta nel testimone della vita dell'intero nucleo familiare. Riesce a scorgere il padre, un onorevole perennemente assente da casa, in una imbarazzante intimità; si rende subito conto della svagata cortesia ed estraneità della madre; stringe amicizia con Mario, il fratello minore, un ragazzo gracile, un fantasma in pantofole che rasenta i muri aprendo e chiudendo in silenzio le porte; ha una relazione clandestina con Maddalena, la seducente sorella, una ragazza quasi adulta, coi ricci del colore di certe alghe marine; e infine apprende il lato nascosto, la zona d'ombra del rapporto tra Fabrizio e il fratello.A volte Fabrizio sente un fremito tra il palato e la radice del naso, una specie di istinto a mordere. E allora lui, il gigante, tortura l'esile fratello minore, lo sveglia a morsi e lo sfinisce con il solletico. Finché Mario, che è in preda al panico al minimo tocco, smette quasi di dare segni di vita.Al fianco dei Pedrotti, Giovanni abbraccia completamente l'identità di Hitchcock. Al punto tale che si convince persino di aver determinato la rovina e l'infausto destino di Fabrizio, Mario e Maddalena con un atto scriteriato e irresponsabile nell'acceso clima politico degli anni Settanta. Finché, con il trascorrere degli anni, e l'irrompere della maturità, la verità dei Pedrotti e di Hitchcock, il loro scudiero, gli appare sotto una luce inaspettata e sorprendentemente diversa.Con la sua scrittura asciutta e controllata, La ricchezza è un romanzo che narra dei ragazzi degli anni Settanta, di una generazione che ha consumato in fretta il proprio tempo nel sogno e nell'illusione, per esporre alcuni dei temi fondamentali della letteratura di ogni tempo: le grandi speranze e le fragili certezze della gioventù, l'impossibilità di accedere alle vite degli altri, gli inganni della memoria e dell'Io.
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Sonzogno, 26/11/2013
Abstract: Nigel è un adolescente quasi come tutti gli altri. Al pari dei suoi compagni di classe fa i conti con ormoni impazziti, brufoli, genitori che non capiscono nulla e ragazzine spietate, ma lui ha qualcosa in più: è un vampiro. e pure sfigato! Timido, sensibile e di animo gentile, non riesce proprio a controllare i suoi poteri sovrannaturali. E ogni volta che si avvicina alla dolce Chloe, gli spuntano a sproposito i canini. Riuscirà Nigel a farle capire che è solo un segno del suo grande amore? -
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Diario di un lupo mannaro schiappa
Sonzogno, 26/11/2013
Abstract: Luke Thorpe è un lupo mannaro schiappa di quindici anni. Bravissimo in matematica e disastroso in ginnastica, non è il tipo di persona che ti aspetteresti di vedere ululare nelle notti di luna piena. Ma da quando ha scoperto di essere un pelosissimo licantropo, Luke si comporta in modo davvero bizzarro, terrorizzando amici e parenti con il suo comportamento a dir poco imbarazzante. Tra emozionanti colpi di scena e situazioni esilaranti, Luke ci descrive la sua nuova condizione e i suoi goffi tentativi per non farsi smascherare. Finché il bene e il male non si affronteranno in uno scontro all'ultimo sangue, in un duello ai confini della realtà.
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Marsilio, 26/11/2013
Abstract: Molti fenomeni complessi non possono essere compresi a partire dalla conoscenza dei costituenti elementari, poiché, interagendo tra loro danno luogo a una dinamica globale profondamente diversa. Ed ecco apparire piante, animali, popolazioni, organizzazioni, mercati, spontaneamente emergenti dal basso. Nessun capo, ma vere e proprie auto-organizzazioni: è il mistero più affascinante della scienza.