Trovati 858435 documenti.
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Marcos y Marcos, 24/02/2021
Abstract: Quando persino la kebabbara di fiducia gli nega il kebabbino superpiccante come piace a lui perché non si sforza abbastanza di essere felice, sarebbe ora di risalire la china. Ma a cosa si aggrappa, Baxter Stone, se gli affidano solo documentari impossibili, ha perso tutti i risparmi in un incendio e il suo cameraman è un vegano violento, bandito da tutti i ristoranti del pianeta per rissa o falsificazione di menu? Baxter ha un altro sistema, per governare il mondo. Si tuffa nel disastro e lo naviga; succhia il lato comico e feroce di tutte le cose. Schiva agilmente un'autobomba a Baghdad, se la fila in taxi da un sequestro di jihadisti in Siria; il vero inferno per lui è la festa di un produttore cinematografico a Londra. Baxter è una calamita di calamità, un maestro di fallimenti fragorosi, ma strizza la sua dose di fortuna fino in fondo. È il cinismo che lo aiuta sempre a farla franca, e il suo sogno proibito è una vita tranquilla.
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In terra straniera gli alberi parlano arabo
Marcos y Marcos, 01/09/2021
Abstract: In Iraq sognava dignità e pace; la violenza del regime lo respinge lontano.Nei momenti più difficili i piedi lo portano nel bosco. Camminando sulle pietre, ritrova il ritmo lento della sua terra.Gli alberi che lo accolgono sulle Alpi svizzere non sono le palme da datteri o i melograni fiabeschi di sua nonna, eppure parlano la sua lingua. Parlano l'arabo della poesia, della calligrafia, non quello della violenza e della menzogna.Quando il fratello Ali, che ha scelto di restare a Bagdad, scompare, il tronco generoso di un abete rosso lo sostiene nel suo sgomento.E se c'è un albero per l'incertezza, e per la morte, c'è anche un albero per la pazienza, per la speranza, un albero per il sogno.Le telefonate in Iraq, l'ansia per il fratello, il caos rovinoso in cui il suo paese sprofonda anche dopo la caduta di Saddam lo triturano come un mortaio gigante.Gli alberi gli insegnano a piegarsi e muoversi nel vento, ad ascoltare se stesso; a ritrarre il dito dalla polvere del passato e pensare a un nuovo inizio.
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I libri delle donne. Case editrici femministe degli anni Settanta
Villaggio Maori, 27/04/2020
Abstract: Davvero è esistita un'editoria femminista? Davvero può riguardare più di un limitato gruppo di attiviste? E a cosa può servire? Vera Navarrìa, ricostruendo il fervore culturale nato dalle istanze femministe e il ruolo svolto dalle case editrici che "vivevano per un fine ideale, dare voce alle donne, alla loro differenza, alla loro creatività", fa un quadro dell'editoria femminista europea, si sofferma su quella italiana e svela di avere "appreso con stupore che per alcuni anni il mondo ha conosciuto un circuito editoriale diverso [...] che nelle sue spinte più utopiche ambiva a fare da sé, a fare a meno del compromesso con l'editoria "tradizionale", capitalista, "degli uomini", [...] colpevole di non pubblicare abbastanza autrici e di essere il primo anello di trasmissione di una cultura pensata esclusivamente dagli uomini, dalla quale le donne si sentivano non rappresentate ed escluse". Di queste case editrici Navarrìa racconta genesi, modo di lavorare, copertine e storie personali di donne certe di avere qualcosa da dire e di poter rivendicare un ruolo rilevante.Tanto da far asserire a Monica Romano, nella postfazione, che "ancora oggi, sono le parole di altre donne a mettermi in salvo".
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Aleksandra Kollontaj. Marxismo e femminismo nella rivoluzione russa
Villaggio Maori, 07/05/2018
Abstract: Due grandi rimozioni hanno interessato la storia della Rivoluzione russa: la prima relativa al suo valore politico e, soprattutto, sociale; la seconda riguardante la presenza e il ruolo delle donne in questo spartiacque della storia mondiale.Attraverso la biografia di Aleksandra Kollontaj, tra i protagonisti più importanti del panorama rivoluzionario russo, si snoda il racconto di quegli anni in cui la donna e la sua condizione di cittadina e lavoratrice sono poste al centro del dibattito grazie all'azione politica di figure come la sua. Famiglia, maternità, sessualità, parità di diritti: tematiche attuali ancora oggi e, ad un secolo di distanza, nodi ancora non del tutto risolti.
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Villaggio Maori, 07/04/2020
Abstract: Un cancello arrugginito si apre. Una giornalista armata di taccuino e coraggio attraversa i corridoi di una casa di detenzione e si mette in ascolto. Si siede, non giudica e assorbe, tra pentimento e dolore, le storie di sette detenuti che hanno attraversato un personale processo di redenzione. Katya Maugeri indaga le vite dietro le sbarre di chi, oltre agli errori commessi e l'etichetta di "carcerato", rimane un essere umano. Non c'è assoluzione nelle riflessioni dell'autrice: nelle sue "ore d'aria" annota le sue emozioni di intervistatrice e riesce a raccontare le difficili condizioni psichiche di chi ha commesso un reato, e di chi, fuori da una cella, ha lasciato rimpianti e sogni.Liberaci dai nostri mali non è solo un'inchiesta: è il racconto di una realtà di cui bisognerebbe avere coscienza, superando sbarre, muri e pregiudizi.
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L'orma editore, 05/05/2022
Abstract: "Una buona causa la si può sempre esporre anche in modo divertente", così afferma al tavolino di un ristorante della stazione di Helsinki il fisico Ziffel che, scappato dalla Germania nazista, ora passa una parte delle sue difficili giornate a dialogare con un altro esule tedesco, l'operaio Kalle. Mentre l'Europa sprofonda nell'incubo della Seconda guerra mondiale, i due discorrono degli argomenti più disparati, dall'Invadenza degli uomini importanti al Triste destino delle grandi idee, dalla Peculiarità della parola "popolo" al Metter radici, dalla Paura del caos al Pensare come piacere, in un irresistibile botta e risposta sempre sorretto dal gusto per la battuta e per il paradosso.In quest'opera di limpida lucidità, composta nel 1940 durante l'esilio finlandese, Brecht mette a processo le sue stesse idee e offre un sarcastico repertorio delle contraddizioni dei sistemi politici. Ne nasce così un beffardo elogio del rifugiato che si leva come una risata di scherno contro tutti gli ottusi custodi delle frontiere.Dopo oltre quarant'anni di assenza dalle librerie, i Dialoghi di profughi tornano in una nuova edizione per la prima volta integrale, arricchita di un intero capitolo e altri passaggi inediti.
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L'orma editore, 28/11/2019
Abstract: Francia, 2052. In un futuro ipertecnologico, in cui ogni aspetto dell'esistenza è governato dalle macchine, l'elettricità viene improvvisamente a mancare. Nel giro di pochi giorni incendi devastanti divampano in ogni città e un'ondata di calore senza precedenti fa evaporare le riserve d'acqua. È la Natura violata che si ribella al giogo imposto dall'uomo, non lasciando scampo né possibilità di redenzione. L'umanità si ritrova catapultata in un mondo in cui vige solo la legge della sopravvivenza.Sullo sfondo di una Parigi in balia di bande di sciacalli ed epidemie di colera, il giovane François Deschamps si mette alla guida di uno sparuto gruppo di superstiti: la loro unica speranza è raggiungere l'incontaminata Provenza e rifondare una società libera dai micidiali errori del passato.Scritto nel 1942, sotto i bombardamenti della Seconda guerra mondiale, Sfacelo è un classico della fantascienza che si è conquistato in molti Paesi una fama enorme e duratura e che è tempo di riscoprire anche in Italia. In questa parabola ecologica, sbalorditiva predizione del nostro presente, René Barjavel costruisce un perfetto congegno narrativo dal visionario taglio cinematografico, non risparmiandoci nulla dell'orrore che si sprigiona quando si toglie ogni freno agli istinti più oscuri dell'animo umano.
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L'orma editore, 19/07/2019
Abstract: Per andare da Vienna a Zurigo, c'è chi decide di fare il giro largo. C'è chi passa per l'Egitto, l'India, la Cina, il Giappone e gli Stati Uniti. Basta convincere il Lloyd di Trieste a finanziare un biglietto per Bombay, e il resto viene da sé... o quasi.È così che, il 2 agosto 1953, la venticinquenne Katharina von Arx si imbarca a Genova sull'Asia alla volta dell'Oriente. Il bagaglio? Pochi vestiti, un casco tropicale, pennelli, tavolozza e un ukulele. I soldi sono pochi, ma ci si penserà strada facendo. Tra una biciclettata a Napoli e un cocktail party a Calcutta, tra un teatro di Hong Kong e un ristorante giapponese di stretta osservanza – passando per la stampa indiana e la televisione americana – la viaggiatrice leggera si farà largo con candore ma senza ingenuità, in barba ai pregiudizi e al perbenismo delle società che attraversa. Una buona metà degli uomini che incontra si mette in testa di sposarla. L'altra si illude di poterla conquistare facilmente. Ma Katharina sa scegliere da sola.La viaggiatrice leggera è una narrazione fresca, piena di vitalità e meraviglia. Animata da uno spirito ironico e sfacciato, orgoglioso anche delle proprie idiosincrasie, Von Arx trasforma il viaggio in un pozzo inesauribile di esperienze, generosamente offerto a chiunque sappia attingerne. E, come diceva spesso, "non bisogna essere ingrati".
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Anatomia Tito. Fall of Rome. Un commento shakespeariano
L'orma editore, 22/07/2020
Abstract: In teatro il furto non è crimine, ma impresa di genio. Come Shakespeare rubò a Seneca e Ovidio il materiale per il suo primo dramma classico, così, a secoli di distanza, Heiner Müller saccheggiò il Bardo, Brecht e la tragica storia del Novecento per allestire uno dei testi più vividi e perturbanti di tutta la sua profetica opera.Da leggersi come un'unica fluviale narrazione poetica, Anatomia Tito, riscrittura e commento del Tito Andronico, si compone di quattordici trascinanti quadri in cui lotte fratricide e intrighi di palazzo si alternano agli inserti lucidi e lirici dell'autore. Uno scontro di testi e tradizioni che si amplificano a vicenda. Sullo sfondo di una Roma apocalittica, Müller mette in scena la ferocia del potere e le connivenze dell'arte, lasciando intravedere nel crepuscolo di un impero l'inquieta alba di un nuovo equilibrio tra i popoli. "Un testo sull'irruzione del terzo mondo nel primo mondo", come lo definiva l'autore stesso.L'opera, presentata qui nella prima edizione italiana, è accompagnata dalle fotografie di Alejandro Gómez de Tuddo, che traspongono in immagine, partendo da dettagli della Roma contemporanea, quel rapporto tra corpi e rovine, anatomia e scultura che sostanzia la visione tragica di Müller.
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L'orma editore, 28/03/2020
Abstract: Il miglior cristiano di tutta Montmartre si risveglia un bel mattino con una lucente aureola che gli cinge il capo: questo strambo miracolo non gli renderà la vita facile…Un uomo, che ha appena ammazzato a revolverate la moglie e i suoceri, sente come la propria anima gli si stacchi dal corpo. Lo strano fenomeno tuttavia non lo uccide e anzi rimanere senz'anima si rivelerà un'insospettabile risorsa…Due divertentissime fantasmagorie del maestro del fantastico francese capaci di straniare con garbo e umorismo cliché e simboli dell'immaginario religioso.
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I giorni e gli anni – Volume IV
L'orma editore, 28/11/2019
Abstract: È l'inizio dell'estate 1968, e sotto il sole rovente di New York risplendono e trascolorano le giornate e le memorie di Gesine Cresspahl e dei mille personaggi che abitano questa grande saga. Solisti e comprimari riecheggiano ormai nell'orecchio del lettore come note familiari eppure tanto più capaci di sorprendere, e le vicende di Gesine e dei suoi cari – su tutti la figlia Marie, costante controcanto affettuoso e polemico dei pensieri della protagonista –, così come i grandi eventi della Storia collettiva, si dispongono a intonare gli accordi conclusivi di questa opera-mondo del Novecento europeo. La sinfonia di Uwe Johnson volge al termine e, in ampie e multiformi armonie, temi e motivi convergono verso un finale polifonico, mosso e commovente. Sullo spartito del grande autore tedesco un passato sempre meno remoto e sempre più personale fa da contrappunto al presente irrisolto di una nazione divisa e di un'America d'adozione. Il lascito de I giorni e gli anni è una porta spalancata su quel futuro che sarà il nostro: "La Storia è un progetto". In questo quarto e ultimo volume della saga, costato all'autore un decennio di tormentato lavoro, Gesine pianifica un delicato viaggio a Praga mentre rievoca i vivaci e travagliati anni della scuola e della DDR. Marie intanto cresce veloce e, per scoprire se stessa, interroga la Storia da cui proviene. Questi densissimi mesi finali ci trascinano, in un pulviscolo di avvenimenti, fino alla scioccante repressione della Primavera di Praga.
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I giorni e gli anni – Volume III
L'orma editore, 28/11/2019
Abstract: È il 1968, siamo a New York. Mentre il mondo cambia, Gesine Cresspahl guarda sua figlia crescere cercando di comporre il puzzle del presente con i pezzi usurati del proprio passato. Tedesca emigrata dalla Germania dell'Est, Gesine ricorda l'infanzia in Europa durante la Seconda guerra mondiale, ricostruendo anche le tappe, tra luci e ombre, della vita del padre.Diviso in capitoli dedicati ognuno a un giorno dell'anno, il romanzo è un viaggio tra le dimensioni temporali che intessono il nostro quotidiano e lo legano indissolubilmente alle sorti comuni degli uomini. Con straordinaria varietà di registri, di toni e di stili, Johnson evoca il fervore della metropoli statunitense e le ferite della Storia per tracciare un affresco memorabile: dietro al susseguirsi dei giorni nella vita di una donna traspaiono gli anni cruciali dei destini d'Europa. Una lettura unica e necessaria. L'immersione totale in una vita parallela.In questo terzo volume de I giorni e gli anni, del tutto inedito e narrativamente autonomo, si abbracciano i giorni dal 20 aprile al 19 giugno 1968: nella vita di Gesine, la potente rievocazione di un passato ancora vivissimo in cui l'Armata Rossa proruppe nel villaggio del padre si intreccia con il turbolento presente della Primavera di Praga e dei moti studenteschi americani.
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L'orma editore, 19/04/2020
Abstract: Il grande teorico dei media tedesco, Friedrich Kittler, convoca in queste due conferenze tutta la sua indomita passione musicale indagando l'opera di Wagner da un punto di vista sorprendente e programmaticamente anacronistico. In queste pagine il vate di Bayreuth è, infatti, raccontato come profeta dell'elettrificazione del suono, insospettabile progenitore di Hendrix e della rivoluzione dionisiaca degli anni Sessanta. Un testo sprizzante di suggestioni da un ascoltatore inattuale e provocatorio.
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L'orma editore, 16/04/2020
Abstract: In queste conversazioni andate in onda nel 1980 sul terzo canale di Radio Rai Giorgio Manganelli dialoga con il grande musicologo Paolo Terni, dimostrandosi un arguto e perfido conoscitore di musica, capace di giudizi sorprendenti e tranchant sugli argomenti più raffinati e peregrini, dall'uso della volgarità in Mahler al lirismo di Verdi passando per "gagaku" giapponese. Con una lingua orale di straordinaria sapienza e affilatezza, lo scrittore confessa il suo mai sopito desiderio di fare musica con le parole.
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Di pipistrelli, di scimmie e di uomini
L'orma editore, 18/06/2020
Abstract: La tranquilla e indaffarata quotidianità del fiume Ebola, assiepato di barche e circondato dalla luce illibata di un cielo terso, rischia di sgretolarsi quando un virus mai davvero sopito ricomincia a mietere vittime. Poco distante, all'ombra di un enorme mango che segnala l'inizio della savana, la piccola Olympe raccoglie un cucciolo di pipistrello. Qualche ora dopo un gruppo di cacciatori bambini fa rientro al proprio villaggio con il cadavere di un gorilla. Intanto, in piedi sul pontile di una missione cattolica, Agrippine e Virgile – una dottoressa di Medici senza frontiere e un giovane ricercatore – si apprestano a salpare in piroga per dare il la a una campagna di vaccinazioni. Saranno così due mondi lontani, un Occidente che investe in speculazioni economiche e ambientali e un'Africa rurale ancora in preda agli atavismi di un ingombrante passato coloniale, a ritrovarsi d'un tratto egualmente impreparati di fronte a una minaccia invisibile.In Di pipistrelli, di scimmie e di uomini – che prende il titolo dalla catena del contagio – Paule Constant indaga e riconnette tra loro, come un'investigatrice, gli avvenimenti minuti e insignificanti che si nascondono dietro l'insorgere di un'epidemia, consegnandoci un potente romanzo sull'universalità del rapporto tra l'essere umano e le sue paure.
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L'orma editore, 10/07/2020
Abstract: A distanza di quarant'anni dalla pubblicazione, sempre più Il quinto evangelio appare "uno degli ultimi grandi romanzi italiani" (come lo definisce Gabriele Frasca nel potente saggio incluso in questa nuova edizione, la quale riporta anche – grazie alle carte depositate al Fondo di Pavia – un insight nel suo travagliato processo compositivo). Composto negli stessi anni di Petrolio di Pasolini e degli ultimi racconti di Manganelli, è loro accomunato dalla "filologia fantastica": presentandosi come raccolta di materiali dei quali l'autore si finge mero trascrittore. Così rinnovando, moltiplicandolo, lo stratagemma – di anche manzoniana memoria – del "manoscritto ritrovato". Ma dando pure vita, come a caldo annotò lo stesso autore, a "un'opera totale che oltrepassa le solite barriere dei generi letterari e riesce insieme narrazione e saggio, dibattito d'idee, fantasia e, possibilmente, poesia". Ora, se c'è un testo che vive la sua unità, da sempre, nella collazione di versioni diverse questi sono appunto i Vangeli: da sempre facendo immaginare una fonte ulteriore, più vicina alla Parola di Cristo. È questa l'"emozione culturale" che ha ispirato a Mario Pomilio la vicenda di Peter Bergin, soldato americano che nel 1945, in una canonica bombardata di Colonia (sul finire, dunque, del "buio allo stato puro" della guerra: come in due altri capolavori degli stessi anni, L'arcobaleno della gravità di Pynchon e Horcynus Orca di D'Arrigo), scopre dei materiali relativi proprio al mitico quinto evangelo. Inizia così una quête, che utilizza con inquietante frequenza l'apocrifo Vangelo di Tommaso (scoperto, giusto nel '45, nel sito gnostico di Nag Hammâdi) e diviene la più profonda metafora del tormentato rapporto con la fede degli uomini del nostro tempo (nella "sfida sperimentale", come la definì l'autore, che meglio ha interpretato lo spirito del Concilio). Perché se "Iddio ci ha parlato una volta per tutte, attraverso i Vangeli" il suo silenzio, da allora, va preso "come un mutismo deliberato. O, più verosimilmente, come una delega permanente della Parola. Spetta ora a noi parlare di lui, e se è possibile in nome suo".
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L'orma editore, 18/06/2020
Abstract: Una donna scopre di essere allergica al marito, mentre una coppia sgangherata va in giro per l'Europa a rovinare con bonaria incoscienza vernissage ed eventi benefici; intanto, in un Brasile incantato, un avvocato fa i conti con una vita divenuta troppo comoda, e nella provincia tedesca un moderno pifferaio magico dal cuore animalista sconvolge la quiete di un villaggio. Trappole e imboscate – che fin dal titolo promette stupore e sorprese – è un fiume in piena di eventi quotidiani e improbabili, di avventure sempre sull'orlo dell'irrealtà.Grazie a un sapiente uso di richiami interni e personaggi ricorrenti, con una lingua di gioiosa inventiva, e senza mai "far torto alla suspense", Saša Stanišić ci trascina da una pagina all'altra, in un variopinto collage di racconti fitto di aneddoti, metafore, divagazioni e ritratti: tasselli di quel mondo di idiosincrasie e miracoli in cui tutti, giorno dopo giorno, ci troviamo a vivere. Storie dentro storie snocciolate con la generosità e le astuzie di un geniale chiacchierone, un narratore assai inaffidabile al quale dobbiamo per forza dar retta perché ha la voce di un amico che ci conosce da sempre.
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L'orma editore, 08/02/2021
Abstract: L'educazione sociale, sentimentale e sessuale di una donna dalla provincia francese degli anni Quaranta alla temperie di liberazione degli anni Settanta.Le scoperte e i tabù dell'infanzia, gli ardori e i conformismi dell'adolescenza, gli anni trepidi e indipendenti dell'università, ingolfati di amori e di scelte, finché i mille bivi della giovinezza non convergono in un'unica via dalla forza di attrazione quasi irresistibile: il matrimonio, la fondazione di una famiglia. E qui lo squilibrio di ruoli e mansioni tra moglie e marito, tra madre e padre condanna l'autrice alla glaciazione dell'interiorità e del desiderio.In un continuo contrappunto tra le proprie esperienze e i modelli imposti dall'onnipresente universo maschile – nel sussidiario delle elementari come nei riti collettivi della gioventù e nei luoghi comuni sulla "femminilità" –, Annie Ernaux descrive con precisa passione l'apprendistato alla disparità di una donna, consegnandoci con spietata limpidezza un'impareggiabile radiografia della moderna vita di coppia.
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L'orma editore, 17/10/2020
Abstract: Ci sono libri che si compongono alla fine di una vita e raccontano la dignità e l'intelligenza di un individuo, forse di un Paese intero. Il gatto di piazza Wagner, unica prova narrativa di un autore altrimenti noto per i suoi fondamentali contributi alla comprensione della cultura classica, è uno di questi libri. Un'infanzia milanese nell'arco temporale che va dal Fascismo alla fine degli anni Sessanta, con al centro la figura del padre – lo scrittore, giornalista e drammaturgo Giuseppe Lanza – rimasto vedovo troppo presto, teneramente orgoglioso dei suoi magri tentativi culinari, che emerge con tutta la sua preziosa serietà e decenza.Scomponendo i meccanismi di una memoria famigliare che tende a fondersi con quella individuale ("Di chi sono i ricordi?" è il programmatico incipit del testo), Il gatto di piazza Wagner descrive una città vibrante – tra appassionate discussioni nelle latterie di quartiere e palpitanti prime teatrali – e indaga con ragionata esattezza azioni e moventi di protagonisti e comprimari, dallo zio Ramy agli amici letterati, da Solmi a Montale, da Lodovici a Bazlen. Una lettura che ci rimanda, come un monito e come un modello, alla migliore tradizione intellettuale ed etica del nostro Novecento.
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L'orma editore, 07/03/2022
Abstract: "Raccontare la vita": è questo il nome della collana per la quale nel 2012 l'editore francese Seuil chiede un libro ad Annie Ernaux. Senza esitazioni, l'autrice sceglie di portare alla luce uno spazio ignorato dalla letteratura, eppure formidabile specchio della realtà sociale: l'ipermercato.Ne nasce dunque un diario, in cui Ernaux registra per un anno le proprie regolari visite al "suo" Auchan annotando le contraddizioni e le ritualità ma anche le insospettate tenerezze di quel tempio del consumo.Da questa "libera rassegna di osservazioni" condotta tra una corsia e l'altra – con in mano la lista della spesa –, a contatto con le scintillanti montagne di merci della grande distribuzione, prende vita Guarda le luci, amore mio, una riflessione narrativa capace di mostrarci da un'angolazione inedita uno dei teatri segreti del nostro vivere collettivo.