Includi: nessuno dei seguenti filtri
× Nomi Perego, Mattia

Trovati 858430 documenti.

Il paradosso di Olbers
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Fano, Vincenzo - Murano Monica - Fano, Vincenzo - Murano, Monica

Il paradosso di Olbers

Pelago, 31/05/2023

Abstract: Perché il cielo notturno è nero? Cioè perché, se il Sole è una stella, le altre stelle non rischiarano ugualmente il cielo? Non sono abbastanza luminose? Non sono abbastanza numerose? O forse, semplicemente, non sono abbastanza vicine? Chi ha passato almeno una serata col naso all'insù conosce bene il senso di smarrimento e meraviglia che ne deriva. Lo stesso che accompagna i più grandi pensatori, attraverso i secoli e le pagine di questo volume, alla soluzione del paradosso di Olbers, noto anche come paradosso del cielo notturno. Per prima cosa, sarà necessario trovare ordine nel caos. L'osservazione del cielo diventerà studio e lo studio si trasformerà in scienza quando ne avrà acquisito il metodo. Intanto, la riflessione sulla natura e sull'esistenza stessa dello spazio, come luogo abitato dalle stelle o come loro relazione, passerà dalle carte dei filosofi alle lavagne degli scienziati. E quando la prima luce dell'universo sarà stata rivelata, la ricerca del nostro posto nel mondo diventerà parte del dibattito cosmologico. Siamo figli delle stelle e nipoti dello spazio-tempo.

Il paradosso del nonno
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Fano, Vincenzo - Murano Monica - Fano, Vincenzo - Murano, Monica

Il paradosso del nonno

Pelago, 31/05/2023

Abstract: Immaginate di avere una vita davvero miserabile. Immaginate anche di avere un nonno davvero insopportabile. Immaginate ancora di avere una macchina del tempo. Ora unite i tre ingredienti e otterrete un paradosso: tornare indietro nel tempo per uccidere il nonno prima che abbia figli, e con un solo gesto sconsiderato porre fine alla sua vita e alla vostra. Tuttavia, se uccidete il nonno non nascerete, e nessuno tornerà indietro nel tempo per impedirgli di mettere su famiglia. Il paradosso del Nonno ci porta dunque a spiraleggiare intorno a una situazione che potrebbe essere impossibile da risolvere. Logica, fisica e metafisica hanno molto da dire riguardo ai viaggi nel tempo, ma chi avrà l'ultima parola? Inaspettatamente, la risposta potrebbe trovarsi in un buco nero, e la fantascienza rivela, ora più che mai, le sue doti profetiche. Fisici e filosofi camminano insieme sulle linee di universo dello spazio-tempo, tra le pagine di questo volume, per arrivare a incontrarsi e ridiscutere ciò che è vero, ciò che è percepito e ciò che, semplicemente, è relativo.

Francesco Cossiga
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Caligiuri, Mario - Caligiuri, Mario

Francesco Cossiga

Pelago, 29/06/2023

Abstract: Francesco Cossiga (Sassari, 1928-Roma, 2010) si iscrisse nel 1945 alla Democrazia Cristiana, nelle cui fila venne a più riprese eletto deputato, prima di sedere anche in Senato. La sua carriera politica, però, non si fermò in Parlamento, ma crebbe di incarico in incarico: Cossiga fu infatti Sottosegretario di Stato alla Difesa dapprima con Aldo Moro e poi con Leone e Rumor, quindi fu più volte ministro – rassegnando le dimissioni proprio dopo l'uccisione del segretario della DC – e infine premier e presidente del Senato. Dopo aver ricoperto la seconda carica dello Stato, assunse la prima: venne infatti eletto Presidente della Repubblica nel giugno 1985. Fu in quella fase che si guadagnò l'epiteto di "picconatore" per le "picconate al sistema" che intendeva assestare, superando il riserbo che lo aveva caratterizzato fino a quel momento. La sua parabola di uomo forte e determinato ha accompagnato per larghi tratti la storia della Repubblica italiana.

Antonio Gramsci
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Liguori, Guido - Liguori, Guido

Antonio Gramsci

Pelago, 29/06/2023

Abstract: Antonio Gramsci (Ales, 1891-Roma 1937) abbracciò in gioventù i valori dell'autonomismo sardo, quindi si avvicino alla milizia socialista e rivoluzionaria mentre si trovava a Torino per frequentare l'università. Nel 1913 si iscrisse al Partito socialista italiano e in seguito divenne redattore del "Grido del popolo" e dell'"Avanti!": furono esperienze preziose, che lo spinsero a fondare il settimanale "L'Ordine Nuovo", rivolto alla classe operaia e l'anno seguente approvato da Lenin stesso. Passò al Partito comunista d'Italia, di cui dopo un soggiorno a Mosca (1922-23) divenne segretario e che dotò di un proprio quotidiano politico, "l'Unità".Promotore dell'alleanza tra operai e masse contadine del Mezzogiorno, fiero oppositore del fascismo, Gramsci venne arrestato nel novembre 1926 insieme ad altri dirigenti del partito, per poi essere condannato nel 1928 dal Tribunale speciale a vent'anni di reclusione per attività cospirativa e incitamento all'odio di classe. La detenzione lo sfibrò, tanto che sarebbe morto poco dopo la scarcerazione avvenuta per amnistia, ma non gli impedì di comporre quei "Quaderni" che restano lucida testimonianza del suo pensiero.

Emilio Lussu
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Maccioni, Antonio - Maccioni, Antonio

Emilio Lussu

Pelago, 29/06/2023

Abstract: Emilio Lussu (Armungia, 1890-Roma 1975), interventista, combatté nella Prima guerra mondale con il grado di ufficiale. All'indomani della conclusione del conflitto, nel 1919, fondò il Partito sardo d'azione, formazione autonomista democratica composta in gran parte da ex combattenti. Fu l'inizio della sua carriera politica, perché già nel 1921 venne eletto deputato, il che si ripeté nel 1924.Carattere forte, Lussu prese parte alla secessione aventiniana e fu fin dall'inizio un convinto antifascista, il che gli valse l'arresto nel 1926. Deportato a Lipari nel 1926, riuscì a evaderne nel 1929, trovando riparo a Parigi. Lì però non seppe chetarsi, anzi: in Francia fondò il movimento Giustizia e Libertà. Prese quindi parte alla guerra in corso di Spagna, per poi arruolarsi dapprima nella Resistenza francese, quindi in quella italiana. Ministro con De Gasperi nel secondo Dopoguerra e deputato alla Costituente per il Partito d'azione, fu in seguito senatore, mantenendosi sempre coerente alle proprie idee, anche a costo di rotture con un centrosinistra in cui non si riconosceva. Il suo terso percorso umano, politico e intellettuale si cristallizzò anche in alcuni volumi, di cui il più celebre resta "Un anno sull'altipiano" (1945).

Grazia Deledda
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Manca, Dino - Manca, Dino

Grazia Deledda

Pelago, 29/06/2023

Abstract: Grazia Deledda (Nuoro, 1871-Roma, 1936) lasciò la Sardegna all'indomani del matrimonio con Palmiro Madesani, che sarebbe sempre stato un fervente sostenitore della donna. Insieme i due si trasferirono nella Città eterna nel 1900 e lì la scrittrice, che aveva già raggiunto una prima notorietà con "Anime oneste" (1895) e "La giustizia" (1899), poté affermarsi ulteriormente. Vennero quindi "Dopo il divorzio" (1903), "Elias Portolu" (1903), "Cenere" (1904), "L'edera" (1908) e via via altri titoli, sempre in bilico tra realismo e lirismo, rigore morale di stampo veterotestamentario e cristiana pietà, indagine psicologica dei personaggi e rappresentazione quasi ancestrale dei paesaggi.Dopo il capolavoro "Canne al vento" (1913), Deledda diede il via a una seconda stagione della propria narrativa, affrancandosi del tutto dai regionalismi e facendo propria la lezione del miglior decadentismo, con titoli come "Il segreto dell'uomo solitario" (1921), "Il Dio dei viventi" (1922), "Annalena Bilsini" (1927), "Cosima", che sarebbe uscito postumo, e altri ancora. Per la sua straordinaria produzione nel 1926 le fu conferito il premio Nobel per la letteratura.

Maria Lai
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Giudici, Lorella - Giudici, Lorella

Maria Lai

Pelago, 29/06/2023

Abstract: Maria Lai (Ulassai, 1919-Cardedu, 2013) si innamorò dell'arte frequentando lo studio dello scultore Francesco Ciusa. Quindi si innamorò delle parole avendo come insegnante nelle scuole dell'obbligo lo scrittore Salvatore Cambosu. Trasferitasi a Roma, studiò al liceo artistico sotto la guida di Renato Marino Mazzacurati, e in seguito a Venezia, dove all'Accademia di belle arti poté formarsi ulteriormente con Arturo Martini.Rientrata in Sardegna, Lai iniziò una carriera di altissimo livello esponendo alla Quadriennale di Roma insieme a Lucio Fontana e ad Alberto Burri, oltre che collaborando con la galleria L'Obelisco. Via via le occasioni crebbero di numero, anche a livello internazionale, ma questo non le impedì di amare sempre di più la sua terra, proponendo grandiose opere effimere che dialogavano con il paesaggio, fino a inaugurare lei stessa il Museo di Arte Contemporanea Stazione dell'arte ad Ulassai. È considerata un'artista tra le più raffinate e interessanti del secondo Novecento europeo.

Mario Sironi
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Giudici, Lorella - Giudici, Lorella

Mario Sironi

Pelago, 29/06/2023

Abstract: Mario Sironi (Sassari, 1885-Milano, 1961) si formò a Roma – dove avrebbe dovuto studiare ingegneria – frequentando lo studio di Antonio Discovolo e l'Accademia libera del nudo, dove conobbe Umberto Boccioni. L'incontro dapprima con Giacomo Balla, che lo spinse a una pittura sintetica, e in seguito il trasferimento a Milano (1913) lo portarono ad aderire al futurismo. Nel primo Dopoguerra divenne illustratore del "Popolo d'Italia", convincendosi della necessità di quel "ritorno all'ordine", nell'arte, che ebbe il suo culmine nella fondazione del gruppo del Novecento (1925) ispirato dalla critica (e musa del Duce) Margherita Sarfatti. Da quel momento le commissioni si succedettero incessanti, anche per grandi decorazioni parietali pubbliche: fu del resto autore di un "Manifesto della pittura murale" (1933) e sperimentò tecniche diverse dedicandosi a imponenti cicli.La fine del fascismo lasciò Sironi isolato e lo fece tornare ai piccoli formati, senza privarlo però di un'intensità, in pittura, che lo rese uno dei più importanti artisti della sua epoca.

Sebastiano Satta
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Manca, Dino - Manca, Dino

Sebastiano Satta

Pelago, 29/06/2023

Abstract: Rimasto orfano di padre all'età di cinque anni, Sebastiano Satta (Nuoro, 1867-1914) crebbe con la madre e il fratello Giuseppe, acquisendo da subito una straordinaria sensibilità. Mentre studiava diritto in università a Sassari fondò il giornale "L'Isola", iniziando così a dare prova di sé come letterato. E proprio l'attività poetica fu la sua àncora di salvezza e il senso della sua vita allorché, nel 1908, dovette abbandonare l'attività forense a causa di una paralisi che l'aveva privato della parola.Nei suoi versi Satta seppe concentrarsi sugli umili, cogliendone i problemi, le frustrazioni, i sogni, ma anche le meschinerie e offrendo al contempo uno straordinario affresco del popolo barbaricino. Utile in questo gli fu la lezione di Giouse Carducci, la cui poesia aveva iniziato a frequentare durante il servizio militare, svolto a Bologna. Tra le sue raccolte ricordiamo "Versi ribelli" (1893), "Nella Terra dei Nuraghes" (1893), "Primo maggio" (1896) e "Canti barbaricini" (1910).

Giovanni Spano
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Maccioni, Antonio - Maccioni, Antonio

Giovanni Spano

Pelago, 29/06/2023

Abstract: Giovanni Spano (Ploaghe, 1803-Cagliari, 1878) fu canonico della cattedrale di Cagliari e insegnò Sacra Scrittura e lingue orientali nell'università di quella città, fino a divenirne rettore nel 1857. Nel 1871, quindi, fu eletto senatore del Regno d'Italia. Commissario per le antichità dell'isola, ne approfittò per dare avvio a uno studio sistematico delle antichità dell'isola, promuovendo scavi ed esplorazioni. Ne venne una collezione archeologica unica, che una volta completata fu donata parte al museo di Cagliari e parte al gabinetto archeologico di Sassari. Parallelamente, Spano si spese perché i reperti che venivano via via alla luce fossero accompagnati da studi che trovarono posto sul "Bollettino archeologico sardo" e altrove.Interessato anche agli ambiti filologico e folkloristico, Spano diede alle stampe alcune monografie in ambito linguistico, tra cui "Ortografia sarda nazionale, ossia Gramatica della lingua Logudorese paragonata all'italiana" (1840); "Vocabolario sardo-italiano e Italiano-sardo" (1851-52); "Vocabolario sardo geografico, patronimico ed etimologico" (1872).

Giuseppe Dessì
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Manca, Dino - Manca, Dino

Giuseppe Dessì

Pelago, 29/06/2023

Abstract: Giuseppe Dessì (Villacidro, 1909-Roma, 1977), figlio di un ufficiale di carriera, come reazione alle prolungate assenze del padre sviluppò fin da ragazzo uno spirito di ribellione che si sposava con la sua vocazione alla solitudine. Più volte bocciato, interruppe il ginnasio e si dedicò a intense letture private, scoprendo per esempio Leibniz e Spinoza. Questo riaccese in lui la voglia di misurarsi con una formazione regolare, che lo avrebbero condotto a laurearsi a Pisa.Entrato in contatto con i maggiori letterati dell'epoca, Dessì divenne uno scrittore di assoluto rilievo, capace di mettere in dialogo memoria personale e storia, scavo psicologico e trattazione veristica della narrazione. Tra i suoi libri, che vennero pubblicati dai maggiori editori nazionali, ricordiamo "I passeri" (1955), "Introduzione alla vita di Giacomo Scarbo" (1959), "Il disertore" (1961) e "Paese d'ombre" (1972).

Giulio Cesare. Le guerre galliche e la dittatura
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Traina, Giusto - Traina, Giusto - Rivieccio, Giorgio

Giulio Cesare. Le guerre galliche e la dittatura

Pelago, 26/07/2023

Abstract: Come tanti giovani aristocratici romani della sua generazione, Caio Giulio Cesare si formò in una Roma che esercitava un ruolo egemonico ma era regolarmente attraversata da crisi politiche e guerre civili. Scampato alle purghe della dittatura di Silla, militò nel Mediterraneo orientale, coprendosi di gloria e rivelando un'autorevolezza non comune. Tornato a Roma, si illustrò anche come politico, e percorse una brillante carriera senatoria; le leggi della Repubblica non gli consentivano però di bruciare le tappe e soddisfare le sue smisurate ambizioni. All'età di quarant'anni strinse un patto politico con Pompeo e Crasso, e nel 59 a.C. assunse il consolato e ottenne poteri straordinari per intraprendere una lunga e vittoriosa campagna nelle Gallie, a partire dal 58. Quando Pompeo ostacolò il suo ritorno trionfale a Roma, decise di giocarsi il tutto per tutto: agli inizi del 49, attraversato il confine delle sue province, conquistò l'Italia e assunse la dittatura. Nel 48 sconfisse Pompeo a Farsàlo, ma la guerra civile proseguiva contro i pompeiani, fino alla vittoria definitiva in Spagna nel 45. Ormai padrone di Roma, adorato dai soldati e dal popolo, poté contare su alleati fedeli come l'egiziana Cleopatra. Ma mentre preparava un'ultima spedizione destinata ad accrescere il potere di Roma in Oriente e in Occidente, molti cittadini influenti lo videro come un tiranno. Temendo per le sorti di una Repubblica ormai agonizzante, ordirono una congiura e lo assassinarono brutalmente in Senato, il 15 marzo del 44. Cesare muore, ma la sua eredità dura ancora.

Antonio Segni
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Paraboschi, Elisabetta - Paraboschi, Elisabetta

Antonio Segni

Pelago, 29/06/2023

Abstract: Antonio Segni (Sassari, 1891-Roma, 1972) si laureò in giurisprudenza nel 1918, per poi subito intraprendere la carriera accademica: insegnò dunque a Perugia (1920-25), Cagliari (1925-30) e Pavia (1931-32). Fu quindi per un ventennio a Sassari, prima di trasferirsi nel 1954 a Roma. Parallelamente, fu attivo in politica fin da giovanissimo (Partito popolare), per poi entrare nel numero degli organizzatori della Democrazia cristiana in Sardegna dal 1943.Nel 1946 Segni fu eletto alla Costituente. Deputato (1948-62) e più volte ministro – si spese per un piano di riforma agraria di cui fu tradotto in legge un ampio stralcio – ricoprì anche, per due volte, la carica di presidente del Consiglio (1955-57 e 1959-60). Culmine della sua carriera politica fu l'elezione a presidente della Repubblica nel maggio 1962. Rimase in carica per poco più di due anni, tuttavia, perché colpito da un ictus cerebrale nel 1964 fu sostituito (agosto) nelle funzioni di capo dello Stato dal presidente del Senato Cesare Merzagora, quindi a dicembre si dimise.

Enrico Costa
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Bragaglia, Manlio - Castia, Simonetta - Bagella, Stefania - AA.VV.

Enrico Costa

Pelago, 29/06/2023

Abstract: Enrico Costa (Sassari, 1841-1909) iniziò a lavorare quindicenne, dopo essere rimasto orfano di padre: dapprima in un forno, poi come assistente di un ingegnere e infine divenendo impiegato bancario, mestiere che avrebbe fatto a vari livelli – fino ad assumere il titolo di tesoriere del Banco di Sardegna – per tutta la vita. Questo non gli impedì di seguire la sua grande passione per gli studi storici, centrati in particolar modo sulla Sardegna, dando l'avvio a una straordinaria attività di poligrafo.Autore di libretti d'opera ("David Rizio", con musiche di Luigi Canepa), di romanzi storici (tra cui "Il muto di Gallura", dedicato alle vicende di Bastiano Tansu, celebre bandito dell'Ottocento che compì una strage ad Aggius), di racconti (il primo fu "Storia di un gatto"), di un'opera enciclopedica in tre volumi dedicata alla sua città ("Sassari") e fondatore di giornali ("La Stella di Sardegna" e "Il Gazzettino Sardo"), Costa seppe destare l'ammirazione di molti, tra cui Grazia Deledda, che in una sua intervista se ne sarebbe dichiarata "discepola".

Giuseppe Manno
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Gabriele, Nicola - Gabriele, Nicola

Giuseppe Manno

Pelago, 29/06/2023

Abstract: Di nobili origini – il padre, ufficiale della Marina, aveva preso parte ai moti angioyani – Giuseppe Manno (Alghero, 1786-Torino, 1868) si formò in diritto canonico e civile a Cagliari. Iniziò in quella città la propria carriera divenendo avvocato fiscale patrimoniale presso la Reale Udienza, fu segretario di Carlo Felice di Savoia e infine, nel 1817, si trasferì a Torino. In Piemonte prese parte al processo di riassetto giuridico della Sardegna con il "Codice feliciano".La carriera di Manno fu costantemente in ascesa, ed egli arrivò a ricoprire la presidenza dapprima del Senato di Piemonte, poi di quello del Regno d'Italia, infine della Corte Suprema di Cassazione. Fedele servitore della Casa di Savoia, non perse mai l'amore per l'isola che gli aveva dato i natali e alla quale dedicò due opere monumentali: "Storia di Sardegna" (1825-27), in quattro volumi, e soprattutto "Storia moderna della Sardegna", che vide la luce in due volumi nel 1842.

Ottaviano Augusto. La fondazione dell'Impero
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Lanza, Carlo - Lanza, Carlo - Rivieccio, Giorgio

Ottaviano Augusto. La fondazione dell'Impero

Pelago, 26/07/2023

Abstract: Primo imperatore di un impero che formalmente non esisteva, trattandosi della prosecuzione della res publica, Augusto riuscì ad accentrare il potere su di sé evitando eccessive scosse istituzionali, ma assumendo di fatto le prerogative delle diverse magistrature di Roma senza attribuirsene le cariche; peraltro, quando veniva eletto a una carica magistratuale vera e propria, era attento a mantenere una potestà pari a quella del collega, secondo tradizione. Poco versato nell'arte della guerra – cosa che aveva fatto la fortuna di tutti i suoi predecessori dal tempo dei tempi –, si fece conferire un comando militare più elevato di quello di chiunque altro, non limitato da alcun confine ed esercitabile perfino a Roma, territorio da sempre interdetto a chiunque portasse armi. Scrisse di sé: "Fui superiore a tutti per auctoritas". Nella repubblica, auctoritas indicava una posizione autorevole liberamente riconosciuta dai Romani a un concittadino. Nel principato, auctoritas diventa il termine che qualifica il potere stabile e preminente del princeps nello Stato: uno strumento istituzionalizzato di governo. Nominato pontifex maximus, trasformò la sua casa in un tempio per abolire il confine tra il potere profano e quello sacro, e si dotò di tutte le prerogative dei diversi sacerdozi di Roma che regolavano ogni aspetto della vita pubblica. Infine, sempre sgusciando tra le istituzioni per piegarle alla sua persona, stabilì i canoni della successione dinastica. Se non è impero questo…

Giovanni Maria Angioy
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Onnis, Omar - Onnis, Omar

Giovanni Maria Angioy

Pelago, 29/06/2023

Abstract: Giovanni Maria Angioy (Bono, 1751-Parigi, 1808), discendente di una famiglia nobile e agiata, studiò diritto a Cagliari, dove ottenne ben presto una cattedra e la nomina a Giudice della Reale Udienza. Raggiunto dalle idee della Rivoluzione francese, tuttavia, all'indomani dei moti antifeudali avvenuti sull'isola (1794-95) si rese conto delle reali condizioni in cui viveva la popolazione, soprattutto nelle parti più interne del territorio. Si rifiutò quindi di riscuotere tributi per conto dei Savoia, raccolse attorno a sé un consenso sempre più vasto e divenne un rivoluzionario. L'insurrezione sperata però non ci fu. Con una taglia sulla testa, riuscì a riparare avventurosamente in Francia, dove approfondì la propria posizione libertaria. Nonostante i tentativi, non fu però mai in grado di rientrare per liberare l'isola.

Marco Antonio e Ottaviano. L'ultima guerra civile
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Lanza, Carlo - Lanza, Carlo - Rivieccio, Giorgio

Marco Antonio e Ottaviano. L'ultima guerra civile

Pelago, 26/07/2023

Abstract: Con l'assassinio di Giulio Cesare, la situazione a Roma divenne ancora più caotica che in passato. Già dal giorno dei suoi funerali. A contendersene l'eredità politica e materiale erano in due: Marco Antonio e il giovanissimo Ottaviano, il predestinato. Cercarono un'intesa istituendo un triumvirato con Lepido e diedero il via alla caccia agli anticesariani. Riapparvero le liste di proscrizione con conseguente licenza a chiunque di uccidere i propri nemici (ne fu vittima anche Cicerone); i cesaricidi Bruto e Cassio furono sconfitti con i loro eserciti, mentre Ottaviano e Antonio passavano dalle ostilità reciproche agli accordi. Finché comparve sulla scena Cleopatra, proprio quando Antonio era diventato padrone di fatto dell'Oriente. Mentre questi allarmava Roma con atteggiamenti che facevano presumere una virata dell' imperium in senso orientaleggiante-ellenistico, nell'Urbe Ottaviano garantiva la difesa di interessi consolidati e assicurava la rendita di posizione di Roma e dell'Italia quali centri del potere. Si arrivò allo scontro finale, vinto ad Azio da Ottaviano sui fuggitivi Antonio e Cleopatra. Il predestinato si preparava a fondare l'impero.

Tiberio. Il principe riluttante
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Buongiorno, Pierangelo - Buongiorno, Pierangelo - Rivieccio, Giorgio

Tiberio. Il principe riluttante

Pelago, 26/07/2023

Abstract: Designato da Augusto all'ultimo momento a un principato molto lontano dalle sue aspettative, Tiberio dovette destreggiarsi nel nuovo regime imperiale che, istituito solo di fatto dal suo predecessore, presentava ancora molte lacune istituzionali. Non si sentiva né princeps né imperator (carica che non volle mai attribuirsi), dovette fronteggiare i nostalgici della repubblica, il Senato, l'esercito, il cui potere stava cominciando a diventare politicamente decisivo, come i suoi successori avrebbero sperimentato. Riuscì però, senza iniziative clamorose, a riportare una parvenza di calma nella complessa situazione politica, ripianò il debito statale, placò le ribellioni ai confini dell'impero. Nel sentimento popolare è noto più per le sue assenze che per le presenze, in seguito ai lunghi periodi di ritiro che volle vivere: prima a Rodi, poi con il suo autoesilio a Capri, dove trascorse gli ultimi nove anni della sua vita. Ma il vuoto fisico di potere a Roma rischiò di mettere in serio pericolo l'impero con la congiura del suo consigliere Seiano, sventata in extremis. Designò non uno ma due successori, quasi fosse esistito ancora il consolato come carica suprema, tanto da far leggere questo atto come l'ultima beffa nei confronti di un principato cui sentiva di non appartenere.

Tito. La distruzione di Gerusalemme
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Lucrezi, Francesco - Amabile, Mariateresa - Lucrezi, Francesco - Amabile, Mariateresa - Rivieccio, Giorgio

Tito. La distruzione di Gerusalemme

Pelago, 26/07/2023

Abstract: Salito al trono senza traumi dopo il padre Vespasiano, Tito è noto per la definizione di Svetonio "Amore e delizia del genere umano". Le fonti storiche coeve, nell'ambito di una propaganda ben orchestrata dalla dinastia flavia, ricordano infatti che nei suoi due soli anni di regno si comportò in modo ineccepibile. Si era guadagnato la fama con Vespasiano conducendo la guerra giudaica – culminata con la distruzione di Gerusalemme e la diaspora degli Ebrei –, che gli permise di ammantarsi delle vesti dell'eroe. Avviò un poderoso programma di opere pubbliche non solo a Roma ma anche nelle province, che finanziò con una politica economica abile e accorta. E nelle due calamità tragiche di quegli anni, l'eruzione del Vesuvio e l'incendio di Roma, si attivò per avviare un'efficiente macchina dei soccorsi, mettendo mano alle casse dello Stato.Alla sua morte prematura entrò in scena il fratello Domiziano, che le stesse fonti storiche hanno invece dipinto come una persona lussuriosa, vile e crudele. Condusse campagne militari che placarono solo in parte le gravi turbolenze ai confini asiatico e danubiano. E, dopo un tentativo di guerra civile nei territori germanici, avviò una sorta di caccia alle streghe che fece mettere a morte gli oppositori politici e gli intellettuali colpevoli anche solo di allusioni negative sul suo principato. Sfidò apertamente il Senato e, com'era da aspettarsi, cadde vittima di una congiura.