Trovati 858429 documenti.
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BUR, 10/07/2013
Abstract: Margherita di Valois detta Margot, figlia della potente e diabolica Caterina de' Medici e moglie di Enrico di Navarra, è al centro di una straordinaria vicenda personale che si intreccia da un lato con la lotta fratricida tra cattolici e ugonotti, dall'altro con lo scontro per la conquista del trono di Francia. Intrighi, alleanze, complotti, tradimenti e delitti si succedono nell'atmosfera raffinata e lussuriosa, colta e crudele, cinica e superstiziosa della corte nella Francia cinquecentesca. Questo appassionante romanzo, che mescola sapientemente rievocazione storica e invenzione, ha ispirato numerose trasposizioni cinematografiche, a dimostrazione del grande e continuato successo che ha accompagnato il libro nel tempo.
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Veglie alla fattoria presso Dikan'ka
BUR, 10/07/2013
Abstract: Un'opera inconsueta nella letteratura russa che al suo apparire attira immediatamente l'attenzione del pubblico. Amori contrastati, feste sfrenate nelle notti di luna, luoghi stregati, giovani che vagabondano di casa in casa cantando o che vendono l'anima al diavolo in cambio di ricchezze, vecchi ubriachi che giocano a carte con le streghe. Ma vero protagonista delle Veglie è il diavolo, sempre pronto ad architettare trappole e astuzie ai danni degli abitanti di Dikan'ka, irrompendo all'improvviso nelle loro vite. Le Veglie, scanzonate, fiabesche e talvolta terribili avventure di ambientazione rurale, raccolte dall'apicultore Rudyj Pan'ko durante le interminabili notti invernali intorno al fuoco, incantano i lettori col loro umorismo grottesco e raffinato e venato di malinconia, divertendoli e tenendoli col fiato sospeso. Le avventure si dipanano in un tempo sospeso e mitico.
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BUR, 11/07/2013
Abstract: Tre sono le forze in gioco: il cieco istinto dell'odio, la libera scelta dell'anima e la pura e semplice ragione. Un soldato non deve essere il mero strumento dell'autorità, ma proprio in nome della ragione e del sentimento ha il diritto di ribellarsi agli ordini. Con La guerra del Peloponneso di Tucidide, il trattato di Clausewitz è un classico della letteratura sull'arte della guerra. Un'analisi logica, razionale ed emotiva dell'aggressività umana quando si fa vero e proprio strumento politico.
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Rizzoli Max, 12/07/2013
Abstract: UNA VITA SENZA VIZIO E' COME UN LIBRO SENZA INIZIO UNICA REGOLA: NON INNAMORARSI. MAI. DOPO IO TI GUARDO E IO TI SENTO, IL CAPITOLO CONCLUSIVO DELLA TRILOGIA. Elena ha perso tutto. La sua vita, ora, è una discesa agli inferi che culmina quando una mattina, sotto casa, viene investita da un'auto. Si risveglia in ospedale, e Leonardo è lì. Ha deciso di curare con la passione il suo dolore. Ma il passato è un demone che Leonardo non è ancora riuscito a sconfiggere
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BUR, 16/07/2013
Abstract: Un podere isolato, una casa in rovina, il legno che si sgretola sotto il sole aspro e forte della Sardegna: la dimora della famiglia Pintor è la migliore metafora della decadenza familiare. Ormai in casa sono rimaste solo le tre dame Ruth, Ester e Noemi, servite dal fedele e anziano Efix. Lia, la sorella minore, è scappata per il continente tanto tempo fa, e Don Zame, patriarca "rosso e violento come il diavolo", è morto misteriosamente nel tentativo di riportarla a casa. Ma l'equilibrio raggiunto viene turbato dall'arrivo in paese di Giacinto, il figlio di Lia: una visita che è fuga da un delitto e ritorno al passato, a una vita anteriore mai personalmente vissuta. La Sardegna di Grazia Deledda è un luogo archetipo, scenario di passioni ancestrali e di tabù allegorici; una terra di folletti che spaventano e rassicurano, un piccolo mondo dal tempo circolare, in cui niente muore o scompare, ma tutto, prima o poi, ritorna.
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BUR, 16/07/2013
Abstract: Daisy Miller è una donna pura. La perversione risiede nell'occhio che la spia: quello di Winterbourne, moralista e gentiluomo, giudice divorato dal desiderio. È di lui che parla questa storia. Certi scrittori lavorano così, come nel cinema i direttori della fotografia: illuminano un oggetto per servirsi della sua ombra, per osservare come l'ombra gioca con le superfici, dando profondità e movimento a quello che prima sembrava piatto e fermo, e di un'unica gradazione di grigio."
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BUR, 16/07/2013
Abstract: Il Sutra del Loto è la mistica visione del Buddha a cui, per quasi venti secoli, si sono inchinati India, Cina Giappone. Dire che il Sutra del Loto è la Bibbia dell'Oriente è solo un'approssimazione molto vaga. Esso è soprattutto un mantra, una formula magica, un frammento di paradiso caduto sulla terra. Un'apertura del cuore e della mente. Dove il tempo e lo spazio della successione ordinata e lineare a cui abbiamo incatenato le nostre vite e i nostri pensieri si perde nella visione simultanea dell'infinitamente piccolo e dell'infinitamente grande, dell'infinitamente prima e dell'infinitamente dopo. Il dolore dell'esistenza è sempre presente ma è ormai ridotto a un incidente trascurabile, dovuto all'infantilità di esseri così persi nelle loro piccole gioie e dolori da non scorgere che fuori c'è l'universo intero con cui giocare. Proprio come il fiore di loto che, pur crescendo nel e dal fango, non ne resta macchiato.
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La chimica segreta degli incontri
BUR, 08/07/2013
Abstract: Londra, anni Cinquanta. Alice è una creatrice di profumi e le sue giornate scorrono tranquille, tra gli incontri con gli amici e le suggestioni che le sue essenze audaci sono in grado di evocare. Un pomeriggio d'inverno, però, dopo aver ascoltato le parole sibilline di una zingara incontrata in un luna park, la sua esistenza cambia improvvisamente. Anche se Alice non è il tipo di donna che crede nelle favole, si ritrova a compiere un viaggio inaspettato in Turchia per scoprire una fondamentale verità su se stessa. Solo quando avrà finalmente svelato il segreto che la accompagna da sempre, le verrà offerta la chiave della felicità e sarà pronta per incontrare l'amore, quello vero, che dura per sempre.
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BUR, 19/07/2013
Abstract: Vienna fin-de siècle. All'ombra della declinante monarchia asburgica, vivono e lavorano i più opposti talenti, da Johann Strauss a Freud, da Schoenberg a Musil. Hofmannsthal a soli diciassette anni si impone all'interno di questa ricchissima società letteraria e culturale e diviene la voce più alta del Decadentismo austriaco. La Lettera di Lord Chandos è la testimonianza di una crisi profonda, in cui l'autore, nelle vesti di un immaginario lord inglese, confessa e analizza la propria incapacità di dominare il pensiero e il linguaggio, di arginare la frantumazione del soggetto quale principio ordinatore della realtà: problema irrisolto di tutta la letteratura del Novecento.
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BUR, 19/07/2013
Abstract: Il patibolo è un delitto permanente; è il più insolente degli oltraggi alla dignità umana, alla civiltà, al progresso, e tutte le volte che il patibolo viene alzato, noi riceviamo uno schiaffo. Questo delitto è commesso in nostro nome": tenace oppositore della pena di morte, Victor Hugo si batté per tutta la vita contro di essa, e a questa battaglia dedicò alcune delle parole più potenti che siano mai state scritte sulla giustizia, la pietà e il rispetto dell'uomo. E mentre la pena di morte continua a essere tragicamente diffusa anche nel mondo di oggi, gli scritti di Hugo costituiscono un monito di assoluta attualità che interroga le nostre coscienze, esortando tutti noi a difendere l'inviolabilità della vita umana.
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BUR, 19/07/2013
Abstract: Non meno carnale che spirituale, dedito all'anima ma attento al mondo, Whitman è uno degli ultimi poeti ad aver tenuto insieme nel canto la totalità delle cose e ad aver indicato alla più grande democrazia del mondo la sua missione. In quest'antologia ritroviamo l'energia vitale che scorre nell'Uomo Moderno, l'espansione dell'io nel Corpo della Democrazia. Il poeta è la voce di tutto, coglie il senso e la bellezza in tutti. Il ritmo travolgente dei suoi versi-onda fa sì che niente si perda: un ritmo che lo salva e lo "danna", come scrisse Manganelli, facendo di lui, irrevocabilmente, un grande poeta.
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BUR, 24/07/2013
Abstract: Questa antologia raccoglie i testi e le poesie d'amore più celebri che la tradizione antica, greca e latina, ci ha trasmesso. Da Saffo a Catullo, da Alceo a Properzio, da Omero a Tibullo, la poesia d'amore ebbe illustri rappresentanti nell'età classica che ne fecero un genere di straordinario successo e crearono opere uniche nella storia letteraria. Ripercorrendo le differenti vicende umane e sociali, l'evolversi della sensibilità e del gusto, l'estrema varietà delle personalità e delle influenze storiche e culturali, affiorano le infinite sfaccettature che può assumere nel tempo il sentimento amoroso: l'intensità disperata e l'inconsolabile malinconia di Saffo, l'aggressività e la gioia dissacrante di Catullo, la dolce eleganza di Archiloco, la serenità di Tibullo, proteso a vagheggiare un amore borghese, o la crudeltà, distruttiva e spietata della Medea di Euripide. I brani sono preceduti da un brillante saggio di Luca Canali, scritto appositamente per l'occasione, mentre una selezione bibliografica guida il lettore nella sconfinata letteratura dedicata all'argomento. Le traduzioni dei testi, moderne e rigorose, sono opera di insigni studiosi, come lo stesso Luca Canali, Vincenzo Di Benedetto e Guido Paduano.
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Manuale di buone maniere per bambine e bambini
Rizzoli, 24/07/2013
Abstract: Essere bambini bravi e gentili è utile e importante. È un modo per stare bene con gli altri e quindi con se stessi. E così gli autori di questo libro raccontano ai bambini che cos'è la gentilezza (e il suo contrario) con parole in prosa e in rima, e con tanti disegni. Nelle parole in prosa la voce dell'adulto spiega, suggerisce, consiglia. Nelle rime, invece, è il bambino a prendere la parola rispondendo, appunto, per le rime. Ne viene un dialogo leggero, fatto di pensieri e punti di vista diversi. Ebook ottimizzato per Tablet, Mac e PC
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BUR, 24/07/2013
Abstract: Dalla fine della Seconda guerra mondiale il Giappone è diventato una delle grandi potenze economiche del mondo moderno, i suoi prodotti hanno invaso ogni angolo del globo e tutti hanno almeno sentito parlare dello Zen e dei samurai. Eppure, il Giappone resta ancora sostanzialmente un mistero.Leonardo Vittorio Arena ci guida alla scoperta di questo Paese attraverso la sua filosofia e, insieme, la sua psicologia. Nata nei primi secoli dell'era volgare rielaborando in modo peculiarmente nipponico il pensiero cinese e indiano, la filosofia giapponese non cerca di spiegare il mondo su basi meccanicistiche e scientifiche e travalica il principio aristotelico di non contraddizione: il suo scopo è piuttosto di ricercare la saggezza individuale e l'armonia con il cosmo e la natura. Una lezione che l'uomo occidentale ha bisogno più che mai di riscoprire.
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BUR, 24/07/2013
Abstract: E se potessimo incontrare noi stessi come eravamo vent'anni fa o come saremo in futuro? Sul filo dell'allegoria e di una sofisticatissima, inesauribile capacità inventiva, "Uno" ci conduce in un infinito numero di mondi dove non esistono né lo spazio né il tempo, alla ricerca di tutto ciò che saremmo potuti essere e non siamo stati, di ciò che siamo e non potremo essere.
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Emilio Salgari navigatore di sogni
Rizzoli, 24/07/2013
Abstract: Un tempo a Torino incontravi le tigri in pieno centro. Palme tropicali facevano ombra alle signore accaldate dall'afa. Il Po sfociava nelmar dei Caraibi. Un tempo a Torino viveva un uomo che viaggiava restando seduto al suo scrittoio, armato solo di inchiostro e pennino.
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BUR, 24/07/2013
Abstract: Sei pezzi esemplari, inediti in Italia, di quella particolare forma di giornalismo che è il reportage di guerra, interpretato in queste pagine dai più grandi scrittori e inviati internazionali degli ultimi quarant'anni. Il resoconto di Yves Cuau sull'attacco lampo di Israele che ha segnato l'inizio della guerra dei Sei giorni; il clima di terrore nel Salvador all'inizio degli anni Ottanta, sotto la cruenta tirannia della giunta militare, rievocato da Joan Didion, la più celebre reporter americana vivente; la precipitosa fuga del presidente Marcos nell'insurrezione delle Filippine del 1987 descritta dalla penna di James Fenton; l'invasione di Panama del 1989 nell'accorato racconto di Martha Gellhorn, terza moglie di Hemingway; l'orrore dell'assedio di Sarajevo del 1993 nelle parole di Juan Goytisolo; la lunga lettera che Carolin Emcke scrive ai propri amici per provare a raccontare quello che non era riuscita a scrivere della guerra in Iraq nei suoi articoli per lo "Spiegel". Un documento prezioso e una straordinaria lezione di giornalismo. Quello di chi, al fronte, combatte in nome dell'informazione e della memoria.
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Gli anni del Corriere dei ragazzi
BUR, 24/07/2013
Abstract: Chi non ricorda con affetto e divertimento quella testata a caratteri cubitali e tondeggianti, le storie con Lupo Alberto, l'Ombra o gli Aristocratici, la rubrica demenziale Tilt o le incredibili storie di Inviato nel tempo? C'è più stato, dopo, un "giornaletto" capace di tenere testa al "Corriere dei Ragazzi"? È il gennaio del '72 quando il "CdR" arriva in edicola. Nasce per sostituire il "Corriere dei Piccoli", testata storica ma irrimediabilmente retrò, e nei suoi quattro anni di vita farà di tutto per "cambiare le carte" sulla tavola dell'editoria per ragazzi. Pionieristico e sperimentale per passione, il "CdR" si guadagnerà sul campo il soprannome di "settimanale irripetibile", per la scelta di pubblicare i fumetti di alcuni tra i più grandi disegnatori italiani e stranieri, e l'alta qualità del taglio giornalistico di rubriche e reportage, polarizzati sull'attualità politica e sociale. È la prima volta che una rivista per ragazzi si occupa con competenza e professionalità di argomenti "seri" (che non vuol dire per forza "pesanti"). Le stesse storie a fumetti non sono mai infantili, ma contengono spesso un doppio livello di lettura. Un esempio su tutti: Hugo Pratt e il suo Corto Maltese. E l'elenco è lunghissimo: sarebbe difficile citare tutti gli autori che sfilano sul "CdR" e in alcuni casi vi debuttano, come Silver, Micheluzzi, Alessandrini, Carnevali, Sclavi… Intelligenza, fantasia e professionalità sono gli ingredienti di una formula vincente che ha fatto grande – e inimitabile – il "Corriere dei Ragazzi". Queste pagine ne offrono ai lettori uno spaccato folgorante.
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BUR, 24/07/2013
Abstract: Estate. Tempo di vacanze, di corse in bicicletta, di partite di calcio con gli amici. Non per Danny. Niente è più lo stesso a casa sua dalla sera in cui la mamma rientra scortata da due poliziotti. C'è stato un grave incidente, però la mamma non ne ha colpa. Ma è proprio così? E chi è la ragazzina dai capelli rossi che si presenta a casa loro e dichiara di sapere come stanno davvero le cose? John Boyne ci regala una nuova storia lancinante, in cui ancora una volta sono i bambini a deviare il corso degli eventi. Una parabola moderna, scritta con la voce di un ragazzo di dodici anni, che si legge tutta d'un fi ato e non si cancella più.
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Rizzoli, 24/07/2013
Abstract: Quando è scoppiata la guerra in Somalia Igiaba non se n'è accorta. Aveva sedici anni, stava a Roma, e quella sera sperava solo di baciare il ragazzo che le piaceva. Non sapeva che per due anni non avrebbe più avuto notizie di sua madre. Non sapeva che la guerra si porta via tutto, anche l'anima. Igiaba è nata a Roma perché suo padre, ex ministro degli Esteri somalo, ci veniva a "studiare la democrazia" negli anni Cinquanta. E al Sistina era rimasto stregato dalla voce di Nat King Cole e dalla sensazione che in quella città si potesse ricominciare a sognare. Se ne ricordò tanti anni dopo, quando il colpo di stato di Siad Barre costrinse lui e la famiglia all'esilio in un altro paese. Per questo Igiaba per lungo tempo ha sentito parlare della sua terra solo attraverso le fiabe della madre e i racconti nostalgici dei fratelli, che ricordavano i fasti passati — i viaggi in limousine, gli incontri con politici di primo piano, la stima della gente. Lei della sua infanzia romana ricorda bene invece gli insulti dei compagni di classe per il colore della sua pelle e le incursioni a Trastevere con la madre, nel cuore della notte, per avere un po' di pasta e qualche vestito dalle associazioni del quartiere. Ora è diventata la voce ironica e intensa della seconda generazione, sospesa tra il fascino per le proprie radici e l'amore per la terra in cui è cresciuta. Questo è il racconto di cosa significa portarsi dietro la propria casa in un paese nuovo, delle difficoltà di essere accolta, accettata, amata. È un ritratto delle molte identità dell'Italia odierna, che ancora fatichiamo a capire davvero. È la storia di Igiaba ma, in fondo, parla di noi. 'Igiaba non ha solo una storia fortissima da raccontare, ma il talento di una scrittrice vera." — Gad Lerner L'Olimpico le ha salvato la vita. L'elefante del Bernini le ricorda la sua Africa. È Roma ma da vicino sembra Mogadiscio. Il padre di Igiaba, al cospetto di Vittorio Emanuele III, non si inchinò. Era solo un bambino, non immaginava che un re potesse essere tanto basso.