Trovati 855553 documenti.
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Giuntina, 2016
Abstract: Jacob non si comportava sempre bene. È vero: le sue colpe non erano gravi. Si trattava di piccole, comuni trasgressioni: una promessa non mantenuta, il perdere la pazienza senza alcun motivo, qualche piccola bugia qua e là. Ma diversamente dalle altre persone Jacob non si pentiva mai di ciò che faceva. Non si scusava mai e non chiedeva perdono a nessuno. Questo modo di comportarsi divenne un’abitudine. Jacob non faceva mai attenzione al modo in cui trattava gli altri e la cosa non gli importava. Riusciva a liberarsi dei suoi errori e delle sue azioni sconsiderate così come un cane si libera del suo pelo. Ogni venerdì Jacob li spazzava via e li gettava giù in un angolo in cantina. Poi, una volta l’anno, per Rosh Hashanà, il Capodanno, li ficcava dentro un sacco, trascinava quell’enorme fagotto fino al mare e ce lo buttava dentro. Ma egoismo e sconsideratezza non sono mai cose di cui ci si possa liberare facilmente. C’è sempre un prezzo da pagare, come Jacob avrebbe presto imparato. Il mostro di Jacob è la rinarrazione di una bellissima storia chassidica per il Capodanno ebraico sul pentimento e sul perdono, una storia a lieto fine sull'importanza di essere gentili, sulla capacità di correggere le proprie azioni e cercare di migliorarsi. Un libro che, con parole chiare e splendide illustrazioni, fa riflettere i bambini stimolandone l'immaginazione.
Il nichilismo come fenomeno religioso / Gershom Scholem ; traduzione di Corrado Badocco
Giuntina, 2016
Abstract: Religioso è quel nichilismo che in particolari momenti di crisi si presenta in nome di esigenze religiose e pretende di essere una religione. Se ogni religione è una risposta al problema della morte, non ogni nichilismo è negazione della vita. Dallo gnosticismo e misticismo del cristianesimo alla tradizione mistica dell'islam fino all'ebraismo, analoghi movimenti di liberazione ed emancipazione rivendicarono un senso dell'esistenza dovendo come eresie sottrarsi alle persecuzioni religiose prima di manifestarsi in ambito profano nel passaggio dall'immaginario rivoluzionario a quello illuministico. Un fenomeno complesso e controverso, che rischia di rovesciarsi dialetticamente in una ideologia della morte oppure della vita, strappato a secoli di oblio da Gershom Scholem grazie alle sue ricerche sulle grandi correnti della cabbalà, per arrivare nel presente testo a mostrare questo fenomeno come aspetto mistico dell'illuminismo.
Milano : Editrice Antroposofica, 1970
2. ed.
Milano : Editrice Antroposofica, 1978
Milano : Editrice Antroposofica, 2001
Il Vangelo di Giovanni : commento esegetico e teologico / Santi Grasso
Roma : Città nuova, [2008]
Abstract: Il quarto dei Vangeli canonici si presenta come un'opera estremamente complessa dal punto di vista letterario e contenutistico. Nella lettura e comprensione del testo, gli studiosi si sono soffermati, in particolare, sull'identificazione dell'autore - è Giovanni, il figlio di Zebedeo e il fratello di Giacomo? - sull'analisi dello stile (il frequente ricorso al simbolismo, l'attenzione conferita dal narratore alla parola, soprattutto a quella di Gesù, il carattere intrusivo del narratore con la funzione di orientare il lettore verso una migliore comprensione, ecc.); sulla relazione del Quarto vangelo con quelli sinottici e con l'Antico Testamento; sulla datazione del testo e suo scopo. Nell'affrontare tutti i più importanti interrogativi sul testo, oltre ad una lettura esegetica l'Autore propone una lettura teologica del Vangelo di Giovanni.
Analisi del potere : : commento al Libro di Daniele / / Franco Bontempi
Brescia : Società per lo studio della storia ebraica, 2010
Studi biblici ; 1
Milano : Jaca book, 2016
Città possibile
Abstract: Un discorso potente e radicale quello di papa Francesco sulla giustizia e sulle carceri. Indignata è la sua critica alla giustizia, definita selettiva, populista con tendenze razziste. Il carcere viene definito luogo di produzione di dolore. La tortura è un plus di sofferenza, l’ergastolo una pena di morte nascosta. Papa Francesco non si accontenta di offrire una prospettiva di salvezza, come spesso la Chiesa si è limitata a fare. Non si affida alla retorica della rieducazione del reo. Il suo è un manifesto contro le derive securitarie degli ultimi decenni e contro un diritto penale che tratta le persone come nemici. La giustizia per papa Francesco deve essere sempre una giustizia «prò homine». In questo volume i curatori e altri ventuno autori, tra loro molto diversi per storia e professione, commentano le parole del Pontefice.
Bologna : Pàtron, 2007
Testi a manuali per l'insegnamento universitario del latino. Nuova serie ; 100
Giuntina, 2017
Abstract: Ha vissuto appena tredici anni Éva Heyman, «la ragazzina con quel meraviglioso visino da mela, con la sua avida curiosità, l'ambizione, la vanità, gli occhi luminosi che sprizzavano energia», come la definiva il suo patrigno, lo scrittore ungherese Béla Zsolt (1895-1949), nel suo mirabile libro autobiografico "Le nove valigie". Éva Heyman nasce il 13 febbraio 1931 a Nagyvárad, l'attuale Oradea in Romania, e termina la sua breve esistenza il 17 ottobre 1944 nel campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau, secondo testimoni oculari selezionata direttamente da Mengele per il forno crematorio. Dal suo tredicesimo compleanno, il 13 febbraio 1944, e fino al 30 maggio, data dell'ultima annotazione, tiene un diario in cui descrive le condizioni di vita sempre più difficili degli ebrei di Nagyvárad. In meno di tre mesi la vita piuttosto agiata e, malgrado la guerra, ancora serena di questa ragazza sensibile e intelligente subisce trasformazioni radicali: prima l'internamento nel ghetto e poi la deportazione ad Auschwitz il 13 giugno. Dalle lettere riportate in questo libro risulta che prima di essere spedita al campo di concentramento Éva Heyman affida il diario a una fedele domestica cattolica della famiglia, la quale al termine della guerra lo restituisce alla madre, la giornalista Ágnes Zsolt, unica sopravvissuta di tutta la famiglia, insieme al secondo marito Béla Zsolt, scampati miracolosamente alla morte.
Le porte della foresta / Elie Wiesel ; traduzione di Laura Frausin Guarino
Giuntina, 2017
Abstract: Dopo un incontro clandestino in un'Ungheria devastata dalla guerra e dalle persecuzioni antisemite, Grègor non ha più abbandonato la visione del misterioso Gavriel. Chi era? un profeta, un pazzo, un fantasma? Grègor insegue vanamente quella visione, scoprendosi coinvolto in una disperata ricerca della propria identità perduta, di un'amicizia agognata, di un Dio della cui esistenza si dubita, a fronte di tante iniquità.
Bologna : L. Sossella, 2016
Abstract: «Che tipo di mondo desideriamo trasmettere a coloro che verranno dopo di noi, ai bambini che stanno crescendo?». Questa è la domanda che vive al cuore della Lettera enciclica di Papa Francesco Laudato si'. Sulla cura della casa comune. Non una domanda ideologica, né «tecnica», ma un interrogativo forte che pone la questione ecologica come centrale per la nostra umanità.
Avete perseverato con me nelle mie prove : : riflessioni su Giobbe / / Carlo Maria Martini
[Milano] : Centro Ambrosiano ; Casale Monferrato : : Piemme, 1990
Svegliare i leoni / Ayelet Gundar-Goshen ; traduzione di Ofra Bannet e Raffaella Scardi
Giuntina, 2017
Abstract: Il dottor Eitan Green è una persona onesta e un ottimo medico, impegnato a salvare vite. Una notte, guidando la sua jeep a tutta velocità nel deserto, investe un uomo, un migrante africano. L’uomo è ferito mortalmente e il dottor Green, preso dal panico, fugge. Questa decisione cambierà la sua esistenza. Il giorno dopo, una donna bella, misteriosa e dalla pelle nera bussa alla porta della casa di Eitan e gli porge il portafoglio perduto nel luogo dell’incidente. La donna lo ricatterà, ma non chiedendo soldi. Lo condurrà invece in luoghi, reali e interiori, che il dottor Green non avrebbe mai immaginato di dover esplorare. Svegliare i leoni è un romanzo che corre sul filo della suspense, coinvolgendo il lettore in una riflessione sulla fragilità dei princìpi morali, sulla vergogna e sui desideri proibiti che si celano in ognuno di noi; un testo potente, universale e intimo che guarda e fa luce nelle zone nebulose dell’anima ponendoci la domanda pressante: «E tu, che cosa avresti fatto?».
3. ed.
Milano : Editrice Antroposofica, 1990
Genova : dalla tipografia dei fratelli Pagano, prefazione 1846
Giuntina, 2017
Abstract: Chi fu Walter Benjamin? A questa domanda poteva forse dare risposta solo Hannah Arendt. Lo aveva conosciuto e frequentato a Parigi, negli anni d'esilio dalla Germania nazionalsocialista, prima che ponesse fine alla sua vita in Spagna nella fuga verso gli Stati Uniti, diventando un simbolo del tragico destino dell'ebraismo tedesco nel Novecento. Quando pubblicò un celebre saggio sull'amico nel 1968 - qui per la prima volta tradotto dalla versione originale tedesca - molte pagine erano dedicate alla biografia non già per ricercare motivi all'origine del suo pensiero, bensì per risalire alle cause della sua fama postuma. Scritti su letteratura ed estetica venivano riletti alla luce della critica politica, scoprendo intenti maturati dal confronto col marxismo dietro agli aspetti filosofici e religiosi rilevati fino ad allora dagli interpreti. Un'accusa che all'epoca si trasformò in polemica sullo sfondo dell'antagonismo tra capitalismo e comunismo, che richiedeva nuove soluzioni al problema della libertà dell'uomo d'imprimere un senso alla sua storia di catastrofi e non di progresso tra politica e teologia. Quel saggio dal lapidario titolo "Walter Benjamin" contribuì come nessun altro alla fortuna di un pensiero che accoglieva impulsi dalla metafisica per affrontare questioni della politica, come abbozzato nella serie di tesi "Sul concetto di storia", tradotte qui dal manoscritto originale affidato all'amica e presto riconosciute come suo testamento spirituale. Oltre alle loro lettere (1936-1940) sono raccolti in questo volume anche i principali documenti sulle discussioni che si accompagnarono alla riscoperta di un autore che continua a rivelarsi nella sua inattualità perché guardò oltre ogni attualità.
6. ed.
Milano : Editrice Antroposofica, 2005
Firenze : Giuntina, copyr. 1997
Abstract: Questa eccezionale biografia, scritta dopo l'assassinio di Rabin da prestigiosi giornalisti israeliani di lingua inglese che hanno seguito da vicino e per molti anni la sua duplice carriera di soldato e di statista, esamina a fondo i vari aspetti di questa carriera ma non trascura neppure il lato privato della vita di Rabin, finora assai poco conosciuto. Come soldato, Rabin si batté per Gerusalemme nella guerra di Indipendenza del 1948, in cui gli israeliani non riuscirono a conquistare la Città Vecchia. Diciannove anni dopo, nella guerra dei Sei Giorni, fu con un senso di intima rivalsa che Rabin, da capo di stato maggiore, entrò nella Città Vecchia. Ma fu proprio quella spettacolare vittoria a gettare il seme di quella futura discordia all'interno di Israele che alla fine avrebbe condotto all'assassinio del 4 novembre 1995. Come statista, Rabin avanzò le prime proposte di pace nel 1989, quando era ministro della Difesa, ma fu il suo programma elettorale basato su una pace legata alla sicurezza a fargli vincere le elezioni del 1992 e ad avviare Israele sulla via della pace. Il libro analizza l'ascesa dell'opposizione della destra estremista, l'azione politica dell'ebraismo americano, le complesse relazioni di Rabin con Yasser Arafat, con il re di Giordania Hussein, con Assad di Siria e con il suo collega nella costruzione della pace Shimon Peres. Chiarisce inoltre le circostanze che hanno portato alla sua uccisione, illustrando il suo complesso rapporto con i coloni e gli oppositori di destra, e dedica un intero capitolo alla figura del suo uccisore, il giovane fanatico Yigal Amir, riuscito nel suo intento anche grazie a clamorose deficienze del servizio di sicurezza