Trovati 856043 documenti.
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L'Italia degli altri / Mario Fortunato
Pozza, 2013
Abstract: In Etichette, apparso per la prima volta nel 1930, Evelyn Waugh delinea, tra il serio e il faceto, una sorta di casistica del viaggiatore nordeuropeo che, nel corso dei secoli, si è avventurato dalle nostre parti. Si comincia col superstite del Grand Tour: un giovanotto bennato e facoltoso, come Goethe, Alexis de Tocqueville e Stendhal, che sfida sempre qualcuno a duello, ha parecchie avventure erotiche e alla fine torna a casa, pronto per incarichi legislativi. Si passa poi al viaggiatore borghese, che dà avvio all'orrendo traffico di chincaglierie e oggetti dozzinali da portare a casa come souvenir e trova più economico e conveniente vivere all'estero. E si finisce col viaggiatore novecentesco, che parla con la povera gente nelle osterie lungo la via e vede nella diversità dei tipi la struttura e l'unità dell'Impero romano. Viaggiatori diversi, ma tutti con la medesima convinzione di trovarsi in un paese dalla smodata quantità di bellezza, cosi eccessiva e straripante da sperperarsi e perdersi. La parola bellezza è il leitmotiv di tutti i Grand Tour che, dalla fine del Settecento, hanno esplorato, interpretato, e in definitiva creato, l'identità italiana, quell'altro da sé che lo straniero decide a un certo punto di far proprio. La bellezza circostante ha scritto una volta Brodskij, è tale che quasi subito si è presi da una voglia assolutamente incoerente, animalesca, di tenerle testa, di mettersi alla pari.
I Melrose / Edward St Aubyn ; traduzione dall'inglese di Luca Briasco
Pozza, 2013
Abstract: Quattro estati nella vita della famiglia Melrose. Il padre, Patrick, nevrotico, attratto dall'alcol e dagli psicofarmaci, è tormentato dal ricordo degli abusi subiti durante l'infanzia, oltre che dall'odio inveterato per sua madre, Eleanor, una stravagante signora che ha appena finito di diseredarlo. La moglie, Mary, si chiude ossessivamente nel suo sogno di maternità; il figlio maggiore, Robert, in un mondo tutto suo, nel quale le persone che lo mettono a disagio divengono oggetto di feroci imitazioni; e il piccolo Thomas finisce per imparare, come primissima lezione di vita, che non c'è nulla di bello o di conveniente nel diventare grandi. Feroce dissezione del matrimonio, dell'adulterio e di come sia possibile educare i figli, il romanzo è un affresco a più voci, in cui la famiglia diventa il laboratorio per osservare le reazioni chimiche dell'anima umana.
Aspettando l'alba / William Boyd ; traduzione di Vincenzo Mingiardi
Pozza, 2012
Abstract: In un giorno del 1913, Lysander Rief, giovane e aitante attore inglese, attraversa a piedi il centro di Vienna per recarsi alla sua prima seduta con il dottor Bensimon, un eminente psichiatra. Seduto nella sala d'attesa, Lysander riflette sulla natura del suo malessere e sulla sua fatua esistenza di dandy che non è ancora riuscito a trovare il suo posto nel mondo, quando una donna di rara bellezza si materializza nella stanza: è chiaramente sofferente ma la sua stranezza, i suoi profondi occhi nocciola e il suo fascino intenso lo trafiggono. Più tardi, lo stesso giorno, i due si incontreranno nuovamente e la donna, Hettie Bull, avrà modo di presentarsi come scultrice, invitando Lysander a una festa organizzata dal suo compagno, il celebre pittore Udo Hoff. Incapace di rifiutare e di resistere allo charme di Hettie, Lysander si lascia coinvolgere in una travolgente relazione clandestina. La sua vita a Vienna verrà stravolta dalla passione per Hettie. Incontrerà Sigmund Freud in un caffé, condurrà un'esistenza intensa nel raffinato ambiente artistico e letterario della capitale austriaca alla vigilia della Prima guerra mondiale, verrà a capo delle sue nevrosi. Londra, 1914. La guerra è alle porte e Lysander viene sorpreso dal precipitare degli eventi. Incapace di vivere una vita ordinaria, si lascia trascinare nel pericoloso teatro dei servizi segreti - un mondo di sesso, scandali e spie, dove il confine tra verità e menzogna si fa ogni giorno più sottile.
Il mago della luce / Mathias Gatza ; traduzione di Emanuela Cervini
Neri Pozza, 2013
Abstract: Dresda, 2002. Le acque dell'Elba hanno appena invaso la città e, dalla grata di un impianto di depurazione, un anonimo storico dell'arte ripesca un prezioso libretto del XVII secolo stampato con rari caratteri a piombo che descrive la vita e le opere di un misterioso artista barocco di nature morte: Silvius Schwarz, un pittore sassone di cui esistono solo due opere, dall'attribuzione tra l'altro incerta. Il biografo, il compositore Leopold, narra di aver fatto ricorso alla stampa perché incapace di scrivere a mano quanto desiderava comunicare ai posteri, l'ossessione che permeò l'intera esistenza del suo amico artista: riprodurre la realtà nel modo più fedele possibile, catturando l'essenza delle cose. Da quel momento in poi Silvius Schwarz, il pittore scomparso come una chimera dalle pagine della storia, diventa per lo storico dell'arte una spina nel fianco, un'autentica rovina. Con in tasca l'anticipo ottenuto da un incauto editore per un romanzo storico, si rifugia in un paesino nei pressi di Dresda, dove affitta una casa colonica in pessime condizioni, e dove si tuffa ancor più profondamente negli archivi. Un pezzo dopo l'altro, il romanzo ricostruisce da diversi punti di vista la storia del misterioso artista svelando il suo incredibile segreto, l'apparecchio che gli consentiva di essere un mago della luce e di catturare l'intima essenza delle cose: un occhio artificiale che, nella seconda metà del XVII secolo, anticipa di secoli l'invenzione della fotografia.
Bugie bianche / Andrea Gillies ; traduzione di Massimo Ortelio
Pozza, 2013
Abstract: La famiglia Salter vive da generazioni nella propria antica residenza nobiliare, una grande e maestosa tenuta incastonata nelle Highlands che si estende per ettari, prepotente e altezzosa, sino alle rive del Loch Peattie, un lago che, come tutti i laghi scozzesi, gode di fama sinistra esigendo ogni tre o quattro anni la vita di un canoista, un pescatore, un bagnante. Tra le rispettabili famiglie delle Highlands, i Salter hanno contribuito a tale fama con una porzione di sciagure e morti premature superiore alla media, tanto che in paese si sussurra che una strega, una donna dalla pelle scura, li abbia maledetti sin dal lontano 1852, accusandoli di essere così malvagi da essere meritevoli di morire nell'acqua ed essere accolti dal demonio nell'aldilà. Non vi fu, dunque, abitante della contrada che si stupì quando, un giorno dal quale sono trascorsi tredici lunghi anni, Ursula Salter si allontanò di corsa dalle acque minacciose del Loch Peattie e, scossa dai singhiozzi, irruppe nel soggiorno della casa avita, urlando: Michael! L'ho ammazzato. L'ho ammazzato. Il corpo di Michael, un ragazzo di soli diciannove anni, non fu mai trovato e per molto tempo nessuno riuscì a scoprire che cosa fosse successo quel giorno: se Ursula avesse davvero ucciso il nipote, lasciandolo annegare, o se Michael si fosse suicidato o, in realtà, non fosse affatto morto, ma semplicemente scappato come aveva già minacciato di fare. Ursula aveva allora ventinove anni...
Sangue e onore : i Borgia / Sarah Dunant ; traduzione di Maddalena Togliani
Pozza, 2013
Abstract: Roma, 11 agosto 1492. Per cinque giorni, ventitré uomini sono rimasti prigionieri di una cappella in Vaticano. Senza scrivani cui dettare le loro lettere, né cuochi per preparare banchetti; con un solo domestico che li ha aiutati a vestirsi, e pasti frugali passati da uno sportello di legno che si chiude quando l'ultimo piatto è stato consegnato. Sono i cardinali entrati in conclave per eleggere il nuovo successore di Pietro. Diciassette giorni prima papa Innocenzo VIII, esausto, al cospetto dei figli chiamati al suo capezzale, ha smesso di combattere per restare in vita. Il corpo era ancora caldo quando i pettegolezzi hanno cominciato a diffondersi per le strade come lezzo di fogna. In città è corsa addirittura voce che l'irascibile cardinale Della Rovere, favorito del pontefice, e il vicecancelliere cardinale Rodrigo Borgia si siano scambiati insulti da un capo all'altro del capezzale, e che Innocenzo abbia esalato l'ultimo respiro giusto per sfuggire al baccano. L'alba dell'11 agosto è un livido giorno di afa e calura quando, nella grande piazza, risuona il fatidico annuncio: Habemus Papam! Rodrigo Borgia, cardinale di Valenza, è stato eletto Papa col nome di Alessandro VI...
Le ragazze di Ventas / Dulce Chacon ; traduzione di Silvia Sichel
Vicenza : Pozza, 2010
Abstract: È il 1939 a Madrid e, nel carcere femminile di Ventas, la vita continua come se fosse sospesa per un breve intenso momento. Hortensia, i lunghi capelli raccolti in una treccia, gli occhi scuri e lo sguardo taciturno, passa buona parte della giornata a scrivere in un quadernetto azzurro. Quando parla, parla sottovoce, quasi sussurrando, poiché ha imparato a non porsi domande e ad accettare il fatto che la sconfitta penetra a fondo, molto a fondo, senza chiedere permesso e senza dare spiegazioni. Hortensia è incinta e sa che la sua vita è legata al bimbo che porta in grembo. Il giorno in cui nascerà sarà anche quello della sua fine. Elvira, sedici anni, la più piccola delle sue compagne, riempie di ceci un guanto per formare la testa di un burattino. Il peso le impedisce di maneggiarlo, ma lei non si arrende. Le sue piccole dita lottano con il guanto di lana e la sua voce accompagna la pantomima per scacciare la paura. Tomasa, che viene dall'Estremadura e ha la pelle olivastra e gli occhi a mandorla, si guarda attorno incredula. Non ha mai raccontato a nessuno il suo segreto: suo marito, i suoi quattro figli e la nuora sono stati gettati giù da un ponte dai falangisti. Hortensia, Elvira, Tomasa hanno paura. Nelle loro voci, nei loro sguardi sfuggenti, c'è la paura. Negli sguardi dei loro familiari - di Pepita, ad esempio, la sorella di Hortensia che fa da messaggera tra lei e suo marito - c'è la paura. Le ragazze di Ventas costituiscono il testamento letterario di Dulce Chacón.
Dal ventre della balena / Michael Crummey ; traduzione di Annamaria Biavasco e Valentina Guani
Neri Pozza, 2013
Abstract: La prima volta che Mary Tryphena incontra il Grande Bianco non può sapere che quell'uomo nudo, puzzolente e dalla pelle chiarissima, diventerà suo marito. Mary è solo una bambina e l'unica cosa che le interessa è l'enorme balena che si è appena spiaggiata sulle coste del suo villaggio. È aprile, il giorno della festa di San Marco, ma il ghiaccio non accenna a sciogliersi. Gli orti marciscono sotto la pioggia incessante e i pescherecci tornano vuoti. In una tale carestia, quell'animale morente non può che essere un dono di Dio. Gli abitanti aspettano che la balena muoia per spartirla equamente, quando King-me Sellers si presenta in spiaggia dicendo che l'animale si è arenato sulla sua proprietà e perciò a lui spettano l'intero fegato e otto botti d'olio. Mentre per risolvere il contenzioso si attende l'arrivo della Vedova, matriarca temuta e rispettata, dotata di poteri soprannaturali, la balena muore e i pescatori si armano di coltelli, accette e seghe, scalano il dorso del leviatano e prendono a tagliarne le carni e a raccoglierne il grasso. Hanno appena iniziato quando sulla spiaggia risuonano le grida di un ragazzo: nel ventre della balena c'è un uomo nudo, dalla pelle chiarissima, che puzza di pesce marcio. Inizia così un racconto epico e ipnotico che schiude davanti ai nostri occhi il mondo del Newfoundland, in Canada, a cavallo tra Ottocento e Novecento.
Volti nell'acqua / Janet Frame ; introduzione di Hilary Mantel ; traduzione di Lidia Perria
Neri Pozza, 2013
Abstract: Ancor più di Virginia Woolf, Janet Frame è prigioniera della sua biografia, scrive Hilary Mantel nell'introduzione a questo volume. La grande scrittrice neozelandese trascorse otto anni della sua vita in vari ospedali psichiatrici e fu sottoposta a più di duecento elettroshock, ognuno pari per intensità di paura a un'esecuzione capitale. La sua intera opera è attraversata da cima a fondo dal ricordo di questo doloroso capitolo della sua esistenza, come ampiamente mostra Un angelo alla mia tavola, l'autobiografia che le ha dato la fama e che fu oggetto di una memorabile trasposizione cinematografica di Jane Campion. Il libro, tuttavia, in cui la sua esperienza ospedaliera viene restituita nella maniera più cruda e, nello stesso tempo, poetica è certamente Volti nell'acqua, benché Janet Frame abbia scritto di avervi ammorbidito la verità, temendo che altrimenti non le avrebbero creduto. Istina Mavet è il personaggio principale dell'opera che, come ha scritto l'autrice, non è la semplice rappresentazione di se stessa, ma qualcosa di più. Hilary Mantel ricorda come Istina significhi verità in serbocroato e Mavet morte in ebraico. Istina Mavet è la vittima e, insieme, la testimone di una reclusione in cui è in questione tutto tranne che la cura. L'ospedale dove resta più a lungo ospita pazienti di ogni età e patologia, i medici non si fanno vedere mai e le infermiere hanno il solo compito, non immune da un certo sadismo, di controllare i pazienti.
Il collezionista delle piccole cose / Jeremy Page ; traduzione di Chiara Brovelli
Pozza, 2013
Abstract: In una ventosa mattina d'aprile del 1845, il giovane Eliot Saxby, collezionista di piccole cose - uova di uccelli introvabili, animali estinti e altri reperti del passato -, si imbarca sull'Amethyst, un brigantino a tre alberi all'ancora nel porto di Liverpool. La nave è diretta all'Artico, dove Saxby conta di entrare in possesso di qualche resto - un becco, una zampa o qualsiasi altra cosa da serbare in una teca - di alca impenne, un uccello di notevole dimensione inabile al volo e probabilmente estinto da quando i cacciatori hanno preso stabile dimora nelle terre del Nord. La ciurma carica le scorte, molla gli ormeggi e, nell'istante in cui l'Amethyst abbandona la banchina del porto di Liverpool, Eliot Saxby avverte un brivido gelido corrergli lungo la schiena. Col senno di poi, si chiederà se quello sia stato il primo avvertimento, la premonizione di un viaggio maledetto e fatale. L'equipaggio e i passeggeri sono stranamente assortiti e non tardano a svelare la loro natura. Il capitano Sykes, basso e grassoccio, con una giubba pesante abbottonata fino al collo e due ciuffi di capelli biondi e ispidi ai lati della testa, ha l'aria di un furbo, enigmatico vagabondo. Il signor French, il suo secondo, schiena diritta, colletto rigido e portamento perennemente impettito, è troppo cerimonioso per riuscire a fugare i dubbi sulla sua persona...
Questo suono è una leggenda / Esi Edugyan ; traduzione di Massimo Ortelio
Neri Pozza, 2013
Abstract: Nel 1940 Hieronymus Falk, detto Hiero, è un bel ragazzo di colore e un genio della musica. Dei componenti gli Hot-Time Swingers, una band di jazz già nota nei locali più famosi di Berlino e d'Europa, è il talento puro, il trombettista capace di prodigiose improvvisazioni mentre, come Robert Johnson, dà sfrontatamente le spalle al pubblico. Nella band vi sono buoni musicisti, come Chip Jones, ed onesti esecutori, come Sidney Griffiths, afroamericani approdati nel vecchio continente a cercare fortuna e a lasciarsi alle spalle il razzismo degli Stati Uniti del Sud. Ma soltanto Hiero è l'innovatore, il Louis Armstrong tedesco, il genio ammirato sui palcoscenici di mezza Europa. Nel 1940 gli Hot-Time Swingers e Hiero sono a Parigi, città nella quale sono appena entrate trionfalmente le truppe di Hitler. Registrano un disco, producono un suono strabiliante mai sentito prima e aspettano con ansia che Hiero riceva un visto per l'America, poiché per i reparti della Gestapo, acquartierati sugli Champs-Elysées, quel ragazzo che suona divinamente la tromba è, più di Chip e di Sidney, un'onta intollerabile, una vergogna nera. Hiero, infatti, appartiene a un gruppo raro e ristretto: i bastardi della Renania, i figli nati da donne tedesche e dai neri provenienti dalle colonie africane francesi. L'attesa si rivela, tuttavia, vana. In un amabile caffè parigino la Gestapo arresta il ragazzo, lo accusa di corrompere la razza ariana, di essere un apolide e un comunista.
Il mondo di Belle / Kathleen Grissom ; traduzione di Chiara Brovelli
Neri Pozza, 2013
Abstract: Un'enorme dimora avvolta da glicini in fiore: così la casa del capitano James Pyke appare allo sguardo infantile di Lavinia McCarten, la mattina d'aprile del 1791 in cui la piccola irlandese mette per la prima volta piede in Virginia. Pyke ha raccolto la bambina dalla sua nave, appena approdata in America dopo la lunga traversata oceanica, e l'ha portata con sé per destinarla alle cucine della sua piantagione. Un modo come un altro per passare all'incasso del debito per la traversata, che i genitori di Lavinia, morti durante la navigazione, non hanno avuto la buona sorte di saldare. Stremata e debilitata, la bambina viene accolta nelle cucine della piantagione dalla famiglia di schiavi neri che vi lavorano: una piccola, operosa comunità composta da Mamma Mae; Papà George, un gigantesco orso bruno; Dory, Fanny e Beattie, le figlie; Ben, il figlio maschio. Un mondo guidato da una responsabile delle cucine dai grandi occhi verdi e dai capelli neri e lucidi: Belle, un'attraente ragazza di diciotto anni. Frutto di un capriccio clandestino del capitano con una delle sue schiave nere, Belle è stata allontanata dalla casa padronale il giorno in cui il capitano si è presentato nella piantagione con Martha, una moglie più giovane di lui di venti anni. Adottata dalla famiglia di Mamma Mae e maternamente accudita da Belle, Lavinia cresce come una servetta bianca ignara dell'abisso che separa la casa padronale dall'universo delle cucine...
La terra del sacerdote / Paolo Piccirillo
Neri Pozza, 2013
Abstract: È notte e la ragazza corre nella campagna buia più veloce che può, senza voltarsi indietro. È finalmente riuscita a scappare dalla gabbia in cui la vecchia la teneva prigioniera. Il vento gelido le taglia la faccia e la terra brulla i piedi, ma quasi non se ne accorge, perché il dolore delle doglie la rende insensibile a tutto il resto. La ragazza si accascia, urla e partorisce, ma a quell'urlo di dolore ancestrale non segue alcun pianto che annunci la vita. Lascia il bambino morto sotto un albero e prosegue fino a un fienile dove spera di potersi nascondere e riposare. La ragazza non lo sa ma la terra su cui sta cercando rifugio è conosciuta da tutti come la terra del Sacerdote. Agapito è un uomo burbero e solitario, arido e secco come la sua terra. Tanti anni prima aveva provato a fuggire la povertà della sua terra, il Molise, emigrando in Germania; lì era divenuto sacerdote ma ormai di quel saio e della promessa fatta prendendo i voti è rimasto solo un soprannome. Dalla Germania è tornato con un segreto troppo grande e ha barattato il suo silenzio con la terra su cui vive. Quando Agapito scopre la ragazza nascosta nel fienile si trova di colpo al centro di un affare molto più grande di lui; la ragazza è un'immigrata clandestina, portata con l'inganno dall'Est dell' Europa e costretta a ripagare il passaggio in Italia in modo disumano: rinchiusa come un animale in gabbia e utilizzata per partorire figli da destinare all'adozione o al traffico d'organi.
Parlando con le api / Peggy Hesketh ; traduzione di Ada Arduini
Neri Pozza, 2013
Abstract: In un paesino della California del Sud, l'anziano Albert Honig butta i resti della colazione e si prepara ad andare al lavoro. Non importa che sia domenica e che faccia caldo: lo aspettano mezzo ettaro di bosco da pulire, sedici arnie da controllare e una miriade di barattoli di miele da inscatolare per il mercato. Mentre si sciacqua le mani al lavello di cucina, però, oltre la finestra avverte un rumore. Non può essere un vicino che aspira le foglie sul vialetto o il ronzio dei cavi elettrici, né tantomeno il motore di qualche macchina. Albert esce di casa e percorre la siepe che divide la sua proprietà da quella delle Signore delle api, e suona il campanello, ma nessuno risponde. Da dentro, si sente gracchiare una radio. Claire o Hilda saranno uscite per qualche commissione, pensa Albert, lasciando l'apparecchio acceso per scoraggiare i ladruncoli. Fa per andarsene, ma quando nota la vecchia Rambler parcheggiata sul retro, cambia idea e, trovando la porta aperta, entra: le sorelle Straussman sono a terra, legate, imbavagliate; morte. Sigillata la casa e raccolte le impronte, il detective Grayson non ci mette molto a capire di trovarsi di fronte a una rapina finita male. Ci sono segni di effrazione, mancano all'appello alcuni gioielli e i barattoli del miele usati come salvadanaio sono in frantumi sul pavimento. Tuttavia, come trovare il colpevole?
Contro i nuovi tiranni / John Berger ; cura e traduzione di Maria Nadotti
Pozza, 2013
Abstract: Esiste una nuova specie di tiranni che non ha nulla a che vedere con i dittatori del passato. Hanno una faccia anonima, vagamente rassicurante, "come la sagoma dei furgoni portavalori". Sono vestiti in modo impeccabile, hanno capigliature curate, occhi svelti che osservano tutto, orecchie capienti "come banche dati" e un'insaziabile brama di controllo. Dicono di essere esperti di economia e di politica, ma conoscono solo la legge del guadagno e decidono delle vite di migliaia di persone. Sono i profittatori. E questo libro è contro di loro. Questi scritti che John Berger ha prodotto nell'arco di quasi sessantanni (dal 1958 al 2012) riflettono la genialità e la ricca versatilità dell'autore, e spaziano con estrema naturalezza da articoli sulla politica recente (Bush, Sarkozy e Dominique Strauss-Kahn) ad appelli per la mobilitazione, da brevi scritti sull'arte e sulla fotografia ("La presenza sociale della donna" e "Fotografie d'agonia") alle pagine struggenti tratte dai romanzi "King", "Una storia di strada" e "Lillà" e "Bandiera". Acuto commentatore delle transizioni epocali del Novecento, dalla nascita dello stato di Israele al crollo del muro di Berlino, l'autore osserva con lucida partecipazione il percorso del movimento no-global e sottopone a una critica illuminante e caustica le guerre preventive degli Stati Uniti e il recente crack finanziario mondiale.
La macchina per fabbricare spagnoli / Valter Hugo Mae ; traduzione dal portoghese di Barbara Bertoni
Pozza, 2013
Abstract: Novantatré ospiti, perché uno entri, un altro deve partire, la cena si serve ogni sera alle sei, nella sala grande, ecco la televisione, i divani, il giardino, gli infermieri che parlano con frasi semplici, sempre, i medici che sorridono, sempre, perché gli anziani, si sa, hanno l'età mentale dei bambini e se non si trattano con cura, se non si dà loro un biscotto o una carezza, fanno le bizze e piangono. Non c'è molto da capire nella casa di riposo Feliz Idade, ma ad Antonio non interessa affatto capire. Sua moglie Laura, con cui ha trascorso ogni giorno degli ultimi cinquant'anni, è appena morta e i suoi figli lo hanno lasciato in un ospizio con due valigie e un album di fotografie: si sente cosi pieno di rabbia, di frustrazione, di risentimento che, se potesse, urlerebbe fino a far crollare i muri. Invece preferisce non dire niente. Anzi, lui non dirà proprio niente, mai più. Se ne starà semplicemente in silenzio, fino alla fine dei suoi giorni. È appena arrivato a questa conclusione quando il signor Pereira, un veterano dell'ospizio, gli si avvicina e gli confida di essere rimasto zitto per tre mesi, al proprio arrivo. Antonio non è ancora al sesto giorno... Intuito quanto sia ridicolo voler vivere segregato da tutti, come un condannato a morte, non gli rimane che una soluzione: abituarsi alla nuova vita che lo aspetta nella Feliz Idade...
Il pasticciere del re / Anthony Capella ; traduzione di Maddalena Togliani
Neri Pozza, 2013
Abstract: È il 1670 e il dolore regna alla corte inglese di Carlo II Stuart. Madame Enrichetta, l'amata sorella del re andata in sposa a Filippo di Francia, fratello di Luigi XIV, è morta in circostanze misteriose a Versailles, e il re, il principe inglese amante dei piaceri, convinto che la sorella sia stata uccisa dal marito, si è trasformato in un monarca infelice. Ha cacciato via il sarto, mandato via l'amante e sprofondato la corte intera in un lutto stretto. Per riguadagnare i favori del re triste, decisivi nel conflitto con l'Olanda, Luigi XIV ha deciso di spedire a Londra un giovane italiano, Carlo Demirco, e una 'belle bretonne', Louise de Kérouaille. Carlo Demirco possiede un dono raro in quell'epoca: è il pasticciere di Versailles, il creatore dei mirabolanti sorbetti di fiori canditi, di pesche aromatizzate alla galanga, di pere insaporite con crema inglese, che stupiscono i cortigiani e le loro dame durante i grandiosi ricevimenti. Louise Renée de Penancoèt, dame de Kérouaille, figlia maggiore della famiglia più antica di Bretagna, spedita a corte dai genitori per trovare marito e risollevare le sorti del casato decaduto, ha anche lei un merito non da poco agli occhi di Luigi XIV: è stata la damigella preferita di Madame Enrichetta, la sua più intima confidente. Demirco e la 'belle bretonne' hanno un compito preciso: ridestare ai piaceri della vita Carlo II Stuart e ricondurlo così sulla retta via del suo antico legame con Parigi.
Donne d'Oriente / Gilbert Sinouè ; traduzione di Giuliano Corà
Neri Pozza, 2013
Abstract: Si racconta che Aimée Dubuc de Rivery fosse più bella di una dea. Nata nell'isola di Martinica, nel 1776, da una famiglia di diplomatici parigini, la ragazza mostrò sin dalla più tenera età un'intelligenza fuori dal comune, e venne mandata a studiare in Francia. Alla morte dei suoi genitori, però, quando Aimée s'imbarcò per tornare a casa, la sua nave venne assalita dai corsari e lei, a soli quattordici anni, divenne dapprima schiava di un mercante slavo, poi prediletta dal dey d'Algeria, e infine sposa del sultano di Costantinopoli. Le donne d'Oriente che Gilbert Sinoué colleziona in questo libro, tuttavia, non sono tutte belle e di buona famiglia come Aimée, ma, che siano nate ricche o povere, in Egitto o in Marocco, in Siria o a Costantinopoli, sono tutte accomunate dall'essere riuscite a farsi strada da sole, e dall'aver lasciato un'impronta indelebile nella Storia. Basti pensare a Umm Kulthum, la celebre cantante egiziana degli anni Venti, cresciuta nei campi di cotone e costretta a vestirsi da uomo per potersi esibire nei locali, dove affinò la voce che avrebbe conquistato l'intero mondo arabo; e a Hoda Sha'rawi, la prima donna a togliersi il velo e a essere acclamata come femminista ante litteram. Con lo stile poetico di un cantastorie egiziano (Lire), in cui sogno, realtà e leggenda si mescolano in un esotico amalgama, Gilbert Sinoué ci regala il ritratto di alcune donne straordinarie che, anche a distanza di secoli, appaiono ancora come le più stupefacenti delle eroine.
Pozza, 2013
Abstract: Si può amare senza innamorarsi!, È possibile essere innamorati senza soffrire!. I manifesti pubblicitari del sito di incontri Meetic, che qualche tempo fa tappezzavano Parigi, costituiscono il punto di partenza di queste pagine in cui Alain Badiou, uno dei maggiori filosofi francesi contemporanei, si trasforma in un irriducibile apologeta dell'amore. Come la guerra a morte zero dei conflitti armati della nostra epoca, così l'amore a rischio zero si fonda su una concezione securitaria della vita. Nei siti di incontri, tutto è così ben calcolato, il partner selezionato con la massima cura - vi è la sua foto, vi sono elencati i suoi gusti nel dettaglio, la data di nascita, il segno zodiacale e via dicendo - che non si corrono pericoli di sorta. Come il matrimonio combinato, che i genitori dispotici imponevano un tempo in nome dell'ordine familiare, cosi un accordo preliminare evita ogni casualità. Hai una buona assicurazione, un buon esercito, una buona polizia, una buona psicologia del piacere personale? Perché non avere anche un buon amore, privo di rischi? È il trionfo della polizza d'assicurazione e del benessere derivante dal rimanere entro i limiti del piacere. È il trionfo anche delle due figure in cui si incarnano simili condotte: il liberale e il libertario. Il primo, fautore di una vita coniugale preconfezionata nella dolcezza del consumo, il secondo di accomodamenti sessuali senza impegno e all'insegna del piacere. Entrambi, concordi su un regime di economia della passione.
Istruzioni per la manutenzione del parquet / Will Wiles ; traduzione dall'inglese di Simona Fefè
Pozza, 2013
Abstract: Cosa ci vorrà mai a prendersi cura di un appartamento di lusso? Basta lasciar fare alla domestica, non giocherellare coi tasti del pianoforte a coda, non sfondare i divani in pelle nera, non sporcare le pareti color bianco ghiaccio e attenersi alle istruzioni. Sì, perché il padrone di casa Oskar, famoso compositore minimalista e poliglotta, amante del design e della semplicità che costa un occhio, impegnato a Los Angeles con gli avvocati della moglie sul piede di guerra, non solo ha affidato la sua elegante casa, situata in una città dell'Europa dell'Est, a un vecchio amico di università e aspirante scrittore, inesorabilmente, illecitamente bloccato al primo romanzo, ma gli ha lasciato anche biglietti, noticine e istruzioni per ogni situazione possibile. Tuttavia, quando l'ospite, dopo una serata trascorsa in un locale di lap dance in compagnia di una ragazza coi capelli color ambra e microscopica minigonna di pvc o lattice, torna a casa ubriaco e si accascia sul letto trascurando i gatti, quasi come si fosse innescata un'antica maledizione, tutto precipita verso la catastrofe: il prezioso parquet in quercia francese si macchia in una maniera orribile; uno dei due gatti tira le cuoia, stecchito sotto il peso del coperchio del pianoforte; la donna delle pulizie stramazza al suolo nella cucina tutta vetro e acciaio; e così via fino al sorprendente, inaspettato colpo di scena finale.