Trovati 856014 documenti.
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Più forte è la vita : poesie / Biagia Marniti ; con una prefazione di Giuseppe Ungaretti.
[Milano] : A. Mondadori, 1957
Lo specchio. I poeti del nostro tempo
L'allegria : 1914-1919 / Giuseppe Ungaretti.
3. ed.
[Milano] : A. Mondadori, 1949
Lo specchio. I poeti del nostro tempo
Sentimento del tempo : 1919-1935 / Giuseppe Ungaretti ; con una premessa di Alfredo Gargiulo.
11. ed.
[Milano] : A. Mondadori, 1974
Lo specchio. I poeti del nostro tempo
Sentimento del tempo : 1919-1935 / Giuseppe Ungaretti ; con un saggio di Alfredo Gargiulo.
[Milano] : A. Mondadori, 1943
Lo specchio. I poeti del nostro tempo
Il dolore : 1937-1946 / Giuseppe Ungaretti.
10. ed.
[Milano] : A. Mondadori, 1971
Lo specchio. I poeti del nostro tempo
2. ed.
[Milano] : A. Mondadori, 1954
Lo specchio. I poeti del nostro tempo
Un grido e paesaggi / / Giuseppe Ungaretti ; con uno studio di Piero Bigongiari.
[Milano] : A. Mondadori, 1954
Lo specchio. I poeti del nostro tempo
Vita d'un uomo 10 : traduzioni, 3. Fedra di Jean Racine / [traduzione di] Giuseppe Ungaretti.
2. ed.
[Milano] : A. Mondadori, 1963
Lo specchio. I poeti del nostro tempo
Visioni di William Blake / [traduzione di] Giuseppe Ungaretti
[Milano] : A. Mondadori, 1965
Lo specchio. I poeti del nostro tempo
7. ed.
Milano : A. Mondadori, 1978
Lo specchio. I poeti del nostro tempo
Il taccuino del vecchio : 1952-1960 / Giuseppe Ungaretti
3. ed.
[Milano] : A. Mondadori, 1971
Lo specchio. I poeti del nostro tempo
40 sonetti di Shakespeare / [traduzione di] Giuseppe Ungaretti.
4. ed.
Milano : A. Mondadori, 1966
Lo specchio. I poeti del nostro tempo
Da Góngora e da Mallarmé / [traduzione di] Giuseppe Ungaretti.
2. ed.
Milano : A. Mondadori, 1961
Lo specchio. I poeti del nostro tempo
Natale a Marradi : l'ultimo Natale di Dino Campana / Sebastiano Vassalli
Novara : Interlinea, copyr. 2008
Abstract: Un grande scrittore torna su un personaggio e poeta, Dino Campana, al quale aveva già dedicato La notte della cometa. Scrive Vassalli: È il Natale del 1916: in Italia, un Natale triste. Tutti o quasi tutti gli uomini validi sono lontani da casa, in quelle trincee tra le montagne dove si soffre e si muore per una guerra che, nonostante la retorica ufficiale, non ha in sé proprio niente di epico... Eppure per Dino Campana l'ultimo giorno felice fu il Natale a Marradi. Perché Dino e Sibilla Aleramo siano andati a Marradi, dove lei non era mai stata, proprio in quel giorno di Natale del 1916, non si sa... Forse prima di perdersi in quel crepuscolo della ragione dove stava precipitando da più di un anno, lui ha voluto mostrare i suoi luoghi d'infanzia all'unica persona che aveva avuto un moto d'affetto nei suoi confronti...
Agnes Browne nonna / Brendan O'Carroll ; traduzione di Gaja Cenciarelli
Vicenza : Pozza, copyr. 2009
Milano : Abscondita, copyr. 2009
Abstract: "A nessuna arte l'europeo si accosta con altrettanta diffidenza come all'arte africana. La sua prima reazione è di negare che si tratti di arte, ed egli mostra la distanza che separa le creazioni dell'arte negra dal quadro mentale europeo con un disprezzo che non manca di formarsi una terminologia negativa. Tale distanza e i pregiudizi che ne derivano rendono difficile ogni giudizio estetico, anzi lo rendono impossibile, in quanto un tale giudizio presuppone in primo luogo un processo di avvicinamento. Il negro peraltro è considerato a priori come un essere inferiore che va trattato senza riguardi, e ciò che esso propone è condannato immediatamente come manchevole. Per giudicarlo si è ricorsi sommariamente a ipotesi evoluzioniste assolutamente vaghe. Alcuni se ne servivano per esemplificare un falso concetto di primitività, altri rivestivano quest'oggetto senza difesa con frasi false, parlavano di popoli venuti dalla profondità dei tempi, e cose simili. Si sperava di rintracciare nell'africano una testimonianza delle origini, di uno stato che non si era mai evoluto. La maggior parte delle opinioni espresse sugli africani si fonda su tali pregiudizi formulati per giustificare una comoda teoria. Nei suoi giudizi sui negri l'europeo rivendica un postulato, ossia quello di una sua superiorità assoluta, del tutto irrealistico."
37 poesie / Giuseppe Ungaretti
Milano : A. Mondadori, stampa 2007
La biblioteca di Donna moderna. La grande poesia ; 2
Carlo Michelstaedter : poesia e ansia di assoluto / Maurizio Pistelli
Roma : Donzelli, copyr. 2009
Abstract: Nonostante la tragica decisione di porre fine alla propria vita all'età di appena ventitré anni e a dispetto della sua inevitabilmente esigua produzione letteraria - una tesi di laurea mai discussa sui concetti di persuasione e rettorica in Platone e Aristotele, una sorta di operetta morale intitolata Il dialogo della salute, un gruppo sparso di poesie; opere per di più non destinate alla pubblicazione - Carlo Michelstaedter viene a ragione considerato autore di primo piano nella storia letteraria italiana del Novecento. Nato a Gorizia, formatosi culturalmente a Firenze dove frequenta gli studi universitari, lettore appassionato dei presocratici, di Leopardi, Ibsen, Tolstoj, il precoce filosofo viene qui proposto nella sua veste di poeta, ovvero autore di quel Canzoniere al quale egli affida il suo più autentico e straziante testamento spirituale, frutto di un disagio esistenziale che era anche di un'intera generazione di intellettuali. L'indagine critica su Michelstaedter si chiude con la riproposizione del suo intero corpus poetico, insieme a un ulteriore saggio che mira a mettere in evidenza le non poche affinità letterarie riscontrabili in scrittori, solo apparentemente distanti, quali il giovane suicida e l'umile sacerdote Clemente Rebora.
Tutta colpa di un cane / Anna Vivarelli ; illustrazioni di Matteo Piana
Casale Monferrato : Piemme junior, 2009
Abstract: Amelia è la secchione della classe, ha un carattere difficile e un fisico non proprio... snello. Umberto, al contrario, non è un genio ma è carino, simpatico e alle feste è il primo a essere invitato. Ma un giorno sono costretti a fare i compiti insieme e si accorgono che... l'apparenza inganna!
Milano : Abscondita, copyr. 2009
Abstract: Prima di essere celebre, Rodin era solo. E la celebrità, una volta sopraggiunta, lo ha reso forse ancora più solo. Giacché la celebrità è in fondo soltanto la summa di tutti i malintesi che si addensano attorno a un nome nuovo. Quelli che circondano il nome di Rodin sono moltissimi; dissiparli sarebbe un compito lungo e faticoso. D'altronde non è necessario; si assiepano attorno al nome, non attorno all'opera, che è cresciuta a dismisura ben oltre il suono e i limiti di quel nome, fino a cancellarlo e a rendersi anonima come una pianura o un mare, abbreviato in un appellativo sulle carte, nei libri e tra gli uomini, ma in realtà fatto di spazio, moto e abisso. L'opera di cui mi accingo a parlare è andata crescendo attraverso gli anni e cresce ogni giorno come una foresta, incessantemente. Ci si aggira tra i suoi mille oggetti sopraffatti dalla ricchezza dei reperti e delle invenzioni che la compongono, e istintivamente si cercano le mani che hanno dato forma a questo mondo. Ci si rammenta quanto piccole siano le mani dell'uomo, come si stanchino presto e quanto sia breve il tempo loro concesso per agire. E nasce il desiderio di vedere le due mani che hanno vissuto come cento, come un popolo di mani destatesi prima dell'alba per incamminarsi sulla lunga via che conduce a quest'opera. Ci si chiede chi sia il dominatore di quelle mani. Che uomo è mai? .