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Trovati 48 documenti.

Notre Dame. Il cuore di luce dell'Europa
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Cardini, Franco

Notre Dame. Il cuore di luce dell'Europa

Solferino, 04/06/2020

Abstract: Notre-Dame, una chiesa, ma anche il cuore di Parigi e un'icona che supera i confini della Francia.A un anno dal rogo che ha distrutto la Cattedrale e commosso il mondo, Franco Cardini ne fa la protagonista del suo nuovo libro: un'interprete solo apparentemente senza voce della storia d'Europa che ha assistito a molti grandi eventi nel corso dei secoli e può quindi raccontarci il Vecchio continente dal Medioevo a oggi.In una cavalcata affascinante l'autore parte dalle sponde della Senna per portarci a esplorare un miracolo della tecnica, un monumento polimorfo distrutto e ricostruito più volte, un'enciclopedia di simboli alchemici, un orologio solare, riscoprendo il romanzo omonimo di Victor Hugo, i grandi passaggi e protagonisti della storia (dalla Rivoluzione Francese a Napoleone e Hitler) ma anche noi stessi.Perché, benché più volte riprodotta e falsificata, Notre-Dame resta un simbolo unico capace di agire ancora nella storia europea.

Lawrence d'Arabia
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Cardini, Franco

Lawrence d'Arabia

Sellerio Editore, 19/09/2019

Abstract: Lo storico dell'Oriente Cardini racconta il suo percorso di indagine nella figura storico-psicologica dell'agente di Sua Maestà suscitatore dell'orgoglio arabo: eroe o traditore? O tutt'e due?

L'avventura di un povero cavaliere del Cristo. Frate Francesco, Dante, madonna Povertà
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Cardini, Franco

L'avventura di un povero cavaliere del Cristo. Frate Francesco, Dante, madonna Povertà

Laterza, 09/09/2021

Abstract: Figlio, santo, poeta, cavaliere, riformatore. San Francesco è stato tutto questo e anche molto di più: senza dubbio la più grande figura religiosa e spirituale della storia italiana. Come in un caleidoscopio, la sua vita ci permette di comprendere meglio gli uomini e le donne del medioevo.Un giovane di Assisi era figlio di un ricco mercante e banchiere (nonché, forse, usuraio). Il padre, che lo conduceva con sé nei suoi viaggi d'affari in Francia, volle rinominarlo 'Francesco' in omaggio alla dolce terra della poesia cortese, che il ragazzo amava. Francesco non era né nobile né particolarmente bello e il suo fisico era fragile, cagionevole. Ma era ricco, brillante, affascinante, spiritoso, sapeva cantare, suonare e danzare: era il 'principe della gioventù' della sua città. Sognava la gloria, le imprese cavalleresche in paesi lontani, l'amore. Poi venne la lotta civile nella sua città, alla quale prese parte, e infine la guerra contro Perugia: combatté, forse uccise, restò alcuni mesi prigioniero. Quando tornò a casa, gli amici avrebbero voluto vederlo riprendere la vita spensierata di prima. Ma non era più lui. Il contatto con la guerra e con il dolore lo aveva cambiato. Una volta incontrò un lebbroso: la lebbra gli aveva sempre fatto paura e orrore. Ma quel giorno scese da cavallo e abbracciò quel miserabile. Da allora, sarebbe diventato cavaliere del Cristo.

Ucraina. La guerra e la storia
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Cardini, Franco - Mini, Fabio - Travaglio, Marco

Ucraina. La guerra e la storia

PaperFIRST, 17/05/2022

Abstract: Perché è iniziata la guerra in Ucraina? Quanto durerà e come potrebbe finire? Uno storico che conosce la Russia e un generale di corpo d'armata che conosce la Nato spiegano con un linguaggio schietto i temi strategici e le radici storiche del conflitto. In un momento in cui il dibattito è ingessato e la descrizione della realtà è piegata alle idee "giuste a prescindere", gli autori escono dallo steccato del politically correct per tornare ai fatti, anche quelli più lontani, elencati in una minuziosa cronologia. Il generale Mini esamina la situazione sul campo alla luce delle dottrine militari moderne mentre il professor Cardini parte dall'invasione russa per risalire alle cause profonde del conflitto. La dissoluzione dell'Urss, la storia del nazionalismo di Kiev, l'allargamento a est della Nato e l'interferenza di Washington sulla politica ucraina sono i punti di partenza per dare risposte originali alle domande che tutti si fanno. Prefazione di Marco Travaglio.

Tutta un'altra storia
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Cardini, Franco - Montesano, Marina

Tutta un'altra storia

Feltrinelli Editore, 24/11/2024

Abstract: La storia è fatta di eventi e persone che hanno reso il mondo quello che è oggi. Alcuni sono lontani nel tempo e nello spazio, altri più vicini e altri ancora accadono in questo momento. Dall'incoronazione del faraone Ramses II alle battaglie per i diritti di Nelson Mandela, un viaggio in venti tappe per leggere la storia come se fosse un film.

I giorni del sacro
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Cardini, Franco

I giorni del sacro

UTET, 08/11/2016

Abstract: Il calendario raccoglie e racconta le stagioni della vita dell'uomo e della società. Lo fa attraverso i cicli della luna e del sole, le ricorrenze e le feste che celebrano, al contempo, il passare inarrestabile del tempo e il suo eterno, circolare ritorno. Le feste delle civiltà del Mediterraneo, e in particolare quelle dell'Occidente cristiano, hanno una storia affascinante, antica e complessa. Nascono dalla trasfigurazione di culti antichi e di antichi rituali, che congiungevano, e ancora congiungono, la sfera religiosa con quella sociale: dai culti della fertilità alla scansione stagionale dei raccolti, il sacro si trasfigura nel quotidiano e il quotidiano nel sacro. Ma che cosa unisce i culti misterici, le religioni esotiche come il mitraismo, al paganesimo dell'antica Roma, e poi al Cristianesimo? Quale linea rossa congiunge le forme della lecita follia carnevalesca dei tempi antichi con il Carnevale cristiano, che preannuncia ed esorcizza il magro tempo della Quaresima? E ancora: quanto sono diverse le nostre feste da quelle delle altre religioni rivelate, come l'Islam e l'Ebraismo? In questo saggio che sta a cavallo tra storia e antropologia, tra l'analisi della società e lo studio delle religioni del Mediterraneo occidentale e del Vicino Oriente, Franco Cardini offre una risposta ampia ed esaustiva a queste domande. Con il rigore dello studioso e la fantasia e la curiosità di chi indaga i percorsi sommersi della storia culturale, Cardini illustra le forme e i significati delle celebrazioni e dei riti, dalle radici antiche o più recenti, che scandiscono il nostro tempo e che al nostro tempo danno un nome.

Storia dei templari in otto oggetti
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Cardini, Franco - Cerrini, Simonetta

Storia dei templari in otto oggetti

UTET, 03/12/2019

Abstract: Gerusalemme, 1120: nel cielo chiaro del mattino, dove prima risuonava il canto del muezzin, ora vibrano i rintocchi bronzei della campana del Tempio di Salomone. In questo luogo mistico, crocevia dei fedeli di varie confessioni, hanno da poco preso dimora i chierici guardiani dei caravanserragli e delle vie di pellegrinaggio verso la Città Santa. Da questa nuova casa hanno tratto il nome: templari. Ma di quella campana che tenne a battesimo i milites Christi oggi non resta che una fotografia in bianco e nero, scovata tra le carte d'archivio ora al museo Rockefeller. Con questa campana comincia la Storia dei templari in otto oggetti di Franco Cardini e Simonetta Cerrini, entrambi convinti che la Storia non si trovi soltanto racchiusa nei libri, ma anche e forse soprattutto nei reperti che il tempo lascia dietro di sé. Così una chiave, un cucchiaio, un sigillo, una formula magica, un reliquiario, un portale si rivelano scrigni prosaici di verità liberate dalla polvere del passato, dalle incrostazioni delle leggende. Questi oggetti raccontano in modo nuovo e originale la vicenda dei templari, ripercorrendone gli snodi principali e le sottotrame più segrete: conosceremo la reliquia della Vera Croce rubata da un sacerdote che, pentito, decide di lasciarla in custodia ai templari di Brindisi prima di essere gettato tra le onde; seguiremo le rocambolesche peripezie di Ruggero di Flor, il templare che si fece corsaro, e assisteremo alla retata francese in cui furono catturati più di mille milites tra cui Jacques de Molay, ultimo gran maestro dell'ordine. Risolveremo l'enigma dell'architettura templare, scopriremo che cosa aprivano le chiavi del Tempio e che cosa significa l'immagine dei due cavalieri sul loro misterioso sigillo; vivremo la quotidianità dei riti del cibo e del vino, la fedeltà che legava ogni templare al suo cavallo. Infine, sulla scia delle fantomatiche logge massoniche e rosacrociane, evocheremo la resurrezione postuma del loro mito tra verità e mistero, complotti e chimere, tutto infuso idealmente nell'ultimo oggetto, una preziosa tiara neotemplare del XIX secolo. Con rigore storiografico e viva curiosità, Cardini e Cerrini guidano il lettore tra le teche illuminate di un museo ideale, mostrando ancora una volta come la Storia si nasconda nei dettagli, spesso superando di slancio la fantasia dei romanzi.

Francesco d'Assisi
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Cardini, Franco

Francesco d'Assisi

Mondadori, 27/04/2020

Abstract: Il vasto e perdurante interesse suscitato da Francesco d'Assisi - vissuto a cavallo fra il XII e il XIII secolo - scaturisce dalla sua continua tensione verso una prassi che realizzi il modello di vita proposto dal Vangelo. Sulla figura di Francesco si sono stratificate le interpretazioni più disparate e contrastanti; ciò si deve alla scarsità e all'eterogeneità delle fonti storiche, ma anche al fatto che spesso sono state lette in modo ingenuo e capzioso. In questo libro, frutto di un esame critico delle fonti, Franco Cardini ci restituisce un'immagine viva e affascinante del Povero d'Assisi, senza semplificarne gli aspetti problematici ma lasciando spazio a una narrazione acuta e avvincente.

Medioevo Globale
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Cardini, Franco - Montesano, Marina

Medioevo Globale

EDIZIONI PIEMME, 28/03/2023

Abstract: In anni non lontani da quelli in cui Geoffrey Chaucer immagina i dialoghi fra i suoi pellegrini di Canterbury, dall'altra parte del mondo un gruppo d'inquieti viaggiatori, curiosi di Meraviglie, s'interroga sul mondo e sulla vita. Un dialogo a distanza tra Asia ed Europa, tra Oriente e Occidente, dieci serate nella leggendaria e misteriosa Samarcanda sono l'occasione in cui gli eccentrici protagonisti di questa storia si incontrano e si confrontano sull'epoca che più tardi sarà definita "Medioevo", così come ognuno di loro la vive, e con le altre età della vicenda umana. Questi personaggi raccontano storie vere e scelgono liberamente i paragoni che vengono loro in mente per confrontare quelle storie con altre, vere anch'esse, avvenute sotto altri cieli e in differenti culture.Come nel Decameron di Giovanni Boccaccio e nei Canterbury Tales di Chaucer, Franco Cardini e Marina Montesano inventano una cornice letteraria, con personaggi di fantasia, ma solidamente verosimili e immersi nel loro tempo, con l'obiettivo d'immettere "il nostro Medioevo" all'interno di un più ampio e profondo contesto di storia non eurocentrica.Medioevo Globale è una lettura erudita, mirabolante e imperdibile per tutti gli amanti e gli appassionati della storia."In questo continuo gioco tra un passato che si fa futuro e un futuro che disattende le promesse del passato, proponendo un futuro inimmaginato, risiede il senso della storia che ci portiamo dietro e di quella che ci portiamo dentro."

Il Barbarossa. Vita, trionfi e illusioni di Federico I imperatore
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Cardini, Franco

Il Barbarossa. Vita, trionfi e illusioni di Federico I imperatore

Mondadori, 24/02/2025

Abstract: Federico I, imperatore, re di Germania, Italia, Borgogna. Per alcuni, un monarca universale, conosciuto e amato anche nel più profondo dell'Asia, scomparso da martire alle crociate; un sovrano leggendario, morto, come Artù, soltanto in apparenza, addormentato in una montagna in attesa di ridestarsi. Per altri, lo scomunicato che lacera la Chiesa con uno scisma, il tiranno che rade al suolo le città italiane. Chi era in realtà Federico I, detto il Barbarossa, quali erano i tempi in cui visse e agì, quali i costumi, le tradizioni della sua corte? In questa biografia la figura dell'imperatore, spogliata di ogni leggenda, rivive inquadrata nella realtà del suo tempo, nella sua umanità, nella sua quotidianità, nella sua verità, lontana, difficile da affermare e definire come è di molte verità.

L'invenzione di un continente. L'Europa dalla Lega di Delo alla Prussia di Bismarck
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Cardini, Franco - Valzania, Sergio

L'invenzione di un continente. L'Europa dalla Lega di Delo alla Prussia di Bismarck

Mondadori, 08/07/2025

Abstract: E se oggi, anziché tentare di ricostruire l'Europa, la si dovesse reinventare? Per farlo è importante sapere quante volte, nel corso della storia, questo progetto è stato immaginato e rimodellato. Sapere dove e quando nasce l'idea di un continente unito da un destino comune. L'Europa, una delle aree più ricche e culturalmente vivaci del mondo, fatica a parlare con una voce sola, ad agire come soggetto autonomo in un mondo globale e competitivo. Eppure, l'idea di unità europea ha una storia lunga, complessa e costellata di tentativi, sogni e fallimenti. Franco Cardini e Sergio Valzania ripercorrono con rigore e chiarezza i momenti cruciali in cui si è cercato di arrivare a una coesione politica e culturale del continente. Si parte dalla Lega di Delo e dall'eredità della Grecia classica, si attraversano la stagione aurea dell'impero romano, la renovatio imperii di Carlo Magno e la visione universalistica di Carlo V, fino ad arrivare al progetto napoleonico e all'unificazione tedesca guidata da Bismarck. Ogni tentativo rivela tensioni, potenzialità, ma anche limiti e contraddizioni: differenze linguistiche, religiose e geopolitiche che hanno reso l'unità un obiettivo sempre sfuggente. Questo libro non racconta semplicemente ciò che è stato, ma interroga il presente attraverso il passato. I percorsi iniziati e interrotti, le ambizioni incompiute, le visioni sfumate nel tempo: tutto contribuisce a delineare i contorni di una possibilità ancora viva, di un'Europa che va reinventata come patria di cittadini liberi, e non solo come spazio condiviso. Un'indagine lucida che, animata da una forte passione civile, permette di comprendere come il sogno europeo si sia formato, e perché oggi più che mai valga la pena di tornare a interrogarlo.

La deriva dell'Occidente
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Cardini, Franco

La deriva dell'Occidente

Laterza, 22/09/2023

Abstract: Di che cosa parliamo quando parliamo di Occidente? Oggi, con la guerra in Ucraina, sembra ritornare in auge un concetto di Occidente tutto geopolitico, dove Europa occidentale e Stati Uniti, difensori di democrazia e libertà, si contrappongono alla 'barbarie' orientale, russa e cinese. Ma non è sempre stato così, anzi, e siamo sicuri che questa idea di Occidente, questa alleanza fatta di valori, di economia e di tecnologia militare, duri per sempre?Dai tempi delle guerre persiane, Oriente e Occidente sono fratelli coltelli, amici e nemici, sogno e incubo. "L'Oriente è l'Oriente, l'Occidente è l'Occidente: e nessuno potrà mai accordarli", dichiara Rudyard Kipling al tempo della fondazione dell'impero britannico d'India. Sulla base dei troppi malintesi generati dal loro confronto sono emersi anche 'ismi' ideologici, tanto accaniti tra loro quanto ambigui: orientalismo e occidentalismo, avvolti nel dilatare delle loro contraddizioni. Già Oswald Spengler aveva decretato il 'tramonto dell'Occidente'; ma immediatamente, dietro l'Occidente-Europa spengleriano, se n'era andato profilando un altro, quello americano, che dopo aver soggiogato il Pacifico si apprestava a trangugiare anche l'Atlantico: Leviathan di terra e di mare secondo Carl Schmitt, contrapposto a Behemoth, compatto Oriente tutto terragno. Ma intanto però, altrove, dal Giappone alla Cina e all'India si andavano proponendo altri Occidenti, fondati su presupposti differenti da quello euroamericano e portatori di altre 'modernità'. Con la guerra in Ucraina, la Russia viene definitivamente spostata verso l'Asia ed esclusa dalla sua dimensione cristiana ed europea. Ma questa definizione di Occidente ha senso o è soltanto utile oggi per ragioni strumentali?

Come Praga divenne magica
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Cardini, Franco

Come Praga divenne magica

Neri Pozza, 17/09/2024

Abstract: Praga città d'oro: il Ponte Carlo, il celebre orologio a carillon della Città Vecchia, l'imperatore-mago Rodolfo ii, l'Arcimboldo e il Vicolo degli Alchimisti, la leggenda del Golem e il cimitero ebraico, la musica di Mozart e quella di Dvořák, L'insostenibile leggerezza dell'essere di Kundera e gli incubi di Kafka, le viuzze e i caffè di Malá Strana, il sapore della miglior birra del mondo e quello della libertà nella Primavera del Sessantotto. Tutto ha inizio nel vi secolo, quando nell'area dell'Europa centro-orientale in cui erano insediate da un millennio genti celtiche della stirpe dei boi (per questo si sarebbe denominata in latino "Boemia") giunsero nuovi popoli che conosciamo come slavi. Qui affonda le sue radici la città che sarebbe divenuta "magica" e che avrebbe cominciato il suo lungo cammino di faro culturale europeo nell'anno 882 quando il principe slavo Bořivoj, che pretendeva di discendere dal mitico Přemysl fondatore della rocca sulla riva sinistra del fiume Vltava – primo nucleo della futura città –, costruì su un'altura della sponda opposta il Castello. Antico era anche un modesto insediamento presso il fiume, nell'area oggi nota come Malá Strana. Di fronte a esso, sull'opposta riva del fiume, si sviluppò poi un ampio mercato servito da un porto: da lì si sarebbe sviluppato lo Staré Město, la Città Vecchia. Divenuta importante centro commerciale nella seconda metà del X secolo, Praga entrò con l'intera Boemia nell'orbita dei re di Germania. L'acme della sua potenza venne raggiunto sotto il governo dei discendenti dei conti di Lussemburgo con Giovanni che, con la Bolla d'Oro del 1356, riordinò la prassi dell'elezione dei sovrani del Sacro Romano Impero istituendo il collegio dei sette principi elettori. Qui, dopo la crisi del Trecento, vennero gettati, con il predicatore Jan Hus, i prodromi della Riforma religiosa che si sarebbe più tardi imposta con Martin Lutero.Praga Magica. Praga città d'oro. Chi non ha visto Praga illuminata in una dolce notte di prim'autunno ignora che cosa sia la gioia di vivere. Praga, capitale segreta d'Europa…

I confini della storia. Intervista di Sergio Valzania
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Cardini, Franco

I confini della storia. Intervista di Sergio Valzania

Laterza, 17/01/2025

Abstract: Le tante dimensioni della storia e la memoria ingannatrice, la crisi del luminoso mondo medievale e l'ingresso in una modernità senza limiti, gli intrecci tra Oriente e Occidente, il legame con Firenze e tante altre città del mondo, i maestri e i compagni di strada, la politica tra nuove e vecchie identità, la tensione tra fede e ricerca della verità: muovendosi ai confini della storia, Franco Cardini rimette in questione molte convinzioni diffuse sul passato e sul presente.Franco Cardini è professore emerito nell'Istituto di Scienze Umane e Sociali/SNS, Directeur d'Études nell'École des Hautes Études en Sciences Sociales di Parigi, Fellow della Harvard University e membro del consiglio scientifico della Scuola Superiore di Scienze Storiche dell'Università degli Studi di San Marino. Tra le sue più recenti pubblicazioni per Laterza, La deriva dell'Occidente.Sergio Valzania, storico e giornalista, ha diretto per dieci anni i programmi Rai della radio e ha insegnato nelle Università di Genova e Siena. Collabora con le pagine culturali de "L'Osservatore Romano" e con Radio Inblu2000.

Grazie Islam! Quelle poche, piccole cose che l'Occidente deve al mondo musulmano
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Cardini, Franco

Grazie Islam! Quelle poche, piccole cose che l'Occidente deve al mondo musulmano

Paper First, 09/09/2025

Abstract: L'Islam ci appartiene. Ha le nostre stesse profonde radici: la cultura ellenistico-mediterranea e il monoteismo abramitico; i suoi profeti sono i medesimi dell'ebraismo e del cristianesimo. La sua scienza e la sua filosofia, certo originali, restano impensabili senza le nostre. L'Islam è l'Occidente dell'Oriente. I fondamenti della sua cultura, radicati in quella ellenistica passata a Roma e a Bisanzio, sono arrivati alla nostra esattamente come le merci provenienti dall'Asia profonda giungevano in Europa. All'Islam, attraverso l'Asia Minore, il Delta Nilotico, l'Africa sahariana, il Maghreb e la penisola iberica, dobbiamo i fondamenti della nostra matematica, della nostra logica, della nostra astronomia, della nostra cartografia, della nostra geografia, della nostra fisica, della nostra medicina. Le nostre università medievali sono nate nell'XI-XII secolo come "studia" monastici e diocesani vivificati dall'esempio che proveniva loro dalle città musulmane, in molte delle quali esisteva una "bait al-Hikmah" dove s'imparava a pagamento: l'innovazione delle "universitates" medievali, corporazioni professionali dove la scienza si trasmette come una merce. Dante ci rammenta che Avicenna e Averroè sono padri del nostro sapere al pari di Platone e di Aristotele, d'Ippocrate e di Galeno; il Saladino è il nostro grande eroe cavalleresco. E non ci sono guerre, non ci sono atrocità, non ci sono fanatismi che tengano. La violenza e le infamie passano: ma le civiltà, i saperi, le scienze, le culture, rimangono. Come l'arcobaleno sulla cascata. Gloria all'Islam.

Storia e futuro dell'ordine mondiale
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Acharya, Amitav - Rizzo, Chiara - Cardini, Franco

Storia e futuro dell'ordine mondiale

Fazi Editore, 17/02/2026

Abstract: Dall'alba del XXI secolo l'Occidente appare in declino. Guerre, crisi economiche ricorrenti, instabilità politica e l'ascesa di nuove grandi potenze – in particolare la Cina, accanto ad altri attori sempre più assertivi – mettono in discussione l'ordine mondiale a guida occidentale. Molti temono il caos globale. Ma è un'illusione ritenere che l'Occidente detenga il monopolio dell'architettura politica che rende possibili cooperazione e pace tra le nazioni. Ripercorrendo cinquemila anni di vicende umane, Amitav Acharya – tra i più autorevoli studiosi di relazioni internazionali – mostra che un ordine mondiale esisteva ben prima dell'ascesa occidentale. Dall'antica Sumer e dall'Egitto all'India e alla Grecia, fino alla Mesoamerica, passando per i califfati medievali, gli imperi eurasiatici e l'Africa, emergono valori umanitari, interdipendenze economiche e norme di condotta tra Stati affermatisi in diverse aree del pianeta. La storia rivela che l'ordine non coincide con il dominio di un solo polo: è una tessitura plurale che si ricompone, integra nuovi attori e rinegozia gerarchie. Di qui la tesi centrale del libro: anche se l'Occidente arretra, l'ordine perdura. Il suo declino non preannuncia la fine della civiltà globale, ma apre la strada a più centri di potere e a un assetto più equo, in cui il "Resto" del mondo abbia maggiore voce e responsabilità. Invece di cedere alla paura, Acharya invita l'Occidente a imparare dal passato e a cooperare con le nuove potenze per forgiare un ordine condiviso, capace di affrontare sfide comuni – guerre, sicurezza energetica, disuguaglianze – senza ricadere nelle contrapposizioni tra blocchi. Oltre le interpretazioni geopolitiche convenzionali, Storia e futuro dell'ordine mondiale offre la prospettiva storica necessaria per comprendere il presente e orientarsi nel mondo che viene."L'ordine mondiale non è monopolio dell'Occidente, ma opera condivisa di più civiltà nell'arco della storia. [...] La storia sta ora avanzando in una direzione del tutto nuova: post-occidentale, multiciviltà e geopoliticamente plurale".Amitav Acharya"Un libro dalla trama ricchissima, che fa da ponte tra le civiltà antiche e i dibattiti contemporanei. Una guida essenziale al mondo post-occidentale". Parag Khanna"La splendida, lucidissima ricerca di Acharya costituisce un prezioso viatico per chiunque intenda fondare su una forte autocoscienza la consapevolezza della progressiva complementarità e della parentela profonda fra tutte le civiltà che si sono avvicendate nella plurimillenaria presenza del genere umano sul nostro pianeta".dalla prefazione di Franco Cardini"Acharya racconta magistralmente il vecchio e il nuovo mondo, e come s'incontreranno. Per uno sguardo autentico sul futuro verso cui l'umanità si sta dirigendo, leggete attentamente questo libro. Vi stupirà, vi entusiasmerà e vi infonderà grande speranza per il futuro".Kishore Mahbubani"Acharya sottopone a un attento esame, da una prospettiva decoloniale, i presupposti della disciplina coloniale per antonomasia, quella delle relazioni internazionali. Un libro che dovrebbe servire d'esempio a molte altre discipline accademiche fondate su analoghe premesse colonialiste".Amitav Ghosh

Vita di Carlomagno
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Cardini, Franco

Vita di Carlomagno

Bompiani, 09/10/2019

Abstract: Che cosa rappresenta Carlomagno per noi? Siamo in qualche modo debitori a questo sovrano il cui impero ha avuto una durata relativamente breve e la cui figura oscilla tra storia e mito?Forse è eccessivo parlare di "padre della patria"; eppure nella fondazione dell'Impero romano-germanico, radicato nel Medioevo ma con uno sguardo alla modernità, e nella volontà nostalgica di riportare in vita l'Impero romano considerato come qualcosa di straordinariamente fondante ci sono i prodromi di un comune denominatore storico europeo, pur nella pluralità e nel rispetto delle singole identità. Carlomagno è una figura storica di confine: sovrano medievale, di quel Medioevo dal quale la coscienza europea comincia pian piano a emergere. E accanto alla storia il mito: il cavaliere, il crociato, il cristianizzatore, il rifondatore della cultura, Sovrano semianalfabeta, non si è mai stancato di sottolineare nelle leggi l'importanza degli studi, unico antidoto alla barbarie e solo strumento di emancipazione. Franco Cardini, pagina dopo pagina, ci porta alla scoperta di questo sovrano eclettico, ci fa scoprire l'uomo, il politico, lo stratega, il guerriero. E si sofferma sulla sua intuizione più folgorante, a dispetto della brevità del suo regno; quella di un comune territorio politico e religioso per accogliere etnie diverse nel rispetto delle loro peculiarità. Questo il nostro debito verso di lui.

Costantino I. La fondazione di Costantinopoli
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Cardini, Franco - Cardini, Franco - Rivieccio, Giorgio

Costantino I. La fondazione di Costantinopoli

Pelago, 30/09/2023

Abstract: Quando Costantino salì al potere come Augusto di Occidente, la tetrarchia esisteva ancora, ma si trovava in profonda crisi, in una vera e propria guerra civile tra gli Augusti, i Cesari e i pretendenti alle successioni, finché, con le vittorie su Massenzio e su Licinio, divenne imperatore unico. Proprio in quest'ultimo periodo abbracciò la fede cristiana, anche se si discute ancora sulla sua conversione al cristianesimo e sulla natura di essa, cioè se fosse dettata da un convincimento religioso o da un motivo di opportunismo politico. Con l'Editto di Milano il cristianesimo era stato già equiparato ai culti pagani sul piano del riconoscimento dei diritti civili; con Costantino si ebbe una decisa svolta nella storia dell'impero romano, della Chiesa cristiana, del cristianesimo e della società medievale e moderna che ne sono scaturite.Tutto ciò mentre a partire dalla seconda metà del III secolo, gli imperatori avevano preferito trasferirsi in capitali amministrative magari provvisorie, più vicine ai confini. Costantino, pur ristabilendo il principio dell'unicità della persona dell'imperatore, dovette prendere atto che l'asse dell'impero era ormai spostato decisamente a oriente: e per questo fondò Costantinopoli. La città si proponeva inequivocabilmente come capitale della pars Orientis, mentre Roma – pur mantenendo intatto il suo prestigio metastorico di caput mundi, era messa in secondo piano rispetto a città come Milano o Ravenna. Costantinopoli era avviata a essere la capitale unica della romanità, cosa che sarebbe stata poi sancita dalla definitiva archiviazione dell'impero di Occidente.

Alarico. I barbari, da nemici ad alleati
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Cardini, Franco - Cardini, Franco - Rivieccio, Giorgio

Alarico. I barbari, da nemici ad alleati

Pelago, 30/09/2023

Abstract: Fin dal II secolo d.C. i barbari avevano iniziato a premere sui confini dell'impero romano, nel quadro delle loro migrazioni dall'Europa orientale, e i Goti furono i protagonisti della "migrazione" più ampia e significativa. Alla fine del IV secolo i Romani compresero che, più che combatterli, sarebbe stato utile stringere con loro patti di alleanza, usandoli come baluardo contro altre tribù. Il re dei Visigoti Alarico entrò così, insieme ai suoi, al servizio dell'impero e sfruttò abilmente per i suoi scopi le divisioni tra la pars Occidentis e la pars Orientis, sia con le armi sia con la diplomazia ricattatoria che prevedeva elevati compensi per rinunciare a ulteriori invasioni. Il suo obiettivo finale era ambizioso: entrare nel gruppo dirigente dell'esercito romano per assumere incarichi prestigiosi e – forse – candidarsi al trono imperiale. Le cose non andarono in questo modo, perciò Alarico si vide costretto a invadere l'Italia, passando dalle minacce e dai ricatti alle devastazioni, proprio mentre le forze militari romane erano costrette a fronteggiare nuove invasioni barbariche in altri confini dell'impero. La campagna durò dieci anni con alterne vicende, finché nel 410 il re visigoto sferrò l'attacco decisivo al cuore dell'impero: Roma. La città fu saccheggiata per tre giorni, anche se Alarico alternò ferocia e momenti di clemenza, ma il trauma psicologico per l'impero fu di estrema gravità. Lasciata Roma, Alarico si spostò a sud, ma morì presso Cosenza. Il suo popolo si pacificò con l'impero, che non aveva alcuna intenzione di combattere, e ottenne comunque il riconoscimento imperiale per il suo insediamento nella Gallia meridionale e nella penisola iberica.

Le crociate
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Cardini, Franco - Cardini, Franco - Rivieccio, Giorgio

Le crociate

Pelago, 03/12/2021

Abstract: "Guerre sante" contro gli "infedeli", come la tradizione ha riportato per secoli, oggi le crociate sono viste dagli storici secondo letture su piani diversi: al di là del significato religioso-militare per la riconquista della "Gerusalemme terrestre", hanno rappresentato un pellegrinaggio armato durato due secoli, una migrazione/colonizzazione di massa degli europei nel Vicino Oriente, da Costantinopoli alla Siria, un tentativo per sancire la supremazia del Papato su re e imperatori occidentali e per stabilire il primato della Chiesa di Roma su quella bizantina, un modo di "esportare" in terre lontane la violenza feudale che infiammava l'Europa per pacificare quest'ultima. Si conclusero con la sconfitta militare dei cristiani, che peraltro andavano ormai guadagnando la supremazia economica nel Mediterraneo.