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Trovati 48 documenti.

Vita di Carlomagno
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Cardini, Franco

Vita di Carlomagno

Bompiani, 09/10/2019

Abstract: Che cosa rappresenta Carlomagno per noi? Siamo in qualche modo debitori a questo sovrano il cui impero ha avuto una durata relativamente breve e la cui figura oscilla tra storia e mito?Forse è eccessivo parlare di "padre della patria"; eppure nella fondazione dell'Impero romano-germanico, radicato nel Medioevo ma con uno sguardo alla modernità, e nella volontà nostalgica di riportare in vita l'Impero romano considerato come qualcosa di straordinariamente fondante ci sono i prodromi di un comune denominatore storico europeo, pur nella pluralità e nel rispetto delle singole identità. Carlomagno è una figura storica di confine: sovrano medievale, di quel Medioevo dal quale la coscienza europea comincia pian piano a emergere. E accanto alla storia il mito: il cavaliere, il crociato, il cristianizzatore, il rifondatore della cultura, Sovrano semianalfabeta, non si è mai stancato di sottolineare nelle leggi l'importanza degli studi, unico antidoto alla barbarie e solo strumento di emancipazione. Franco Cardini, pagina dopo pagina, ci porta alla scoperta di questo sovrano eclettico, ci fa scoprire l'uomo, il politico, lo stratega, il guerriero. E si sofferma sulla sua intuizione più folgorante, a dispetto della brevità del suo regno; quella di un comune territorio politico e religioso per accogliere etnie diverse nel rispetto delle loro peculiarità. Questo il nostro debito verso di lui.

Costantino I. La fondazione di Costantinopoli
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Cardini, Franco - Cardini, Franco - Rivieccio, Giorgio

Costantino I. La fondazione di Costantinopoli

Pelago, 30/09/2023

Abstract: Quando Costantino salì al potere come Augusto di Occidente, la tetrarchia esisteva ancora, ma si trovava in profonda crisi, in una vera e propria guerra civile tra gli Augusti, i Cesari e i pretendenti alle successioni, finché, con le vittorie su Massenzio e su Licinio, divenne imperatore unico. Proprio in quest'ultimo periodo abbracciò la fede cristiana, anche se si discute ancora sulla sua conversione al cristianesimo e sulla natura di essa, cioè se fosse dettata da un convincimento religioso o da un motivo di opportunismo politico. Con l'Editto di Milano il cristianesimo era stato già equiparato ai culti pagani sul piano del riconoscimento dei diritti civili; con Costantino si ebbe una decisa svolta nella storia dell'impero romano, della Chiesa cristiana, del cristianesimo e della società medievale e moderna che ne sono scaturite.Tutto ciò mentre a partire dalla seconda metà del III secolo, gli imperatori avevano preferito trasferirsi in capitali amministrative magari provvisorie, più vicine ai confini. Costantino, pur ristabilendo il principio dell'unicità della persona dell'imperatore, dovette prendere atto che l'asse dell'impero era ormai spostato decisamente a oriente: e per questo fondò Costantinopoli. La città si proponeva inequivocabilmente come capitale della pars Orientis, mentre Roma – pur mantenendo intatto il suo prestigio metastorico di caput mundi, era messa in secondo piano rispetto a città come Milano o Ravenna. Costantinopoli era avviata a essere la capitale unica della romanità, cosa che sarebbe stata poi sancita dalla definitiva archiviazione dell'impero di Occidente.

Alarico. I barbari, da nemici ad alleati
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Alarico. I barbari, da nemici ad alleati

Pelago, 30/09/2023

Abstract: Fin dal II secolo d.C. i barbari avevano iniziato a premere sui confini dell'impero romano, nel quadro delle loro migrazioni dall'Europa orientale, e i Goti furono i protagonisti della "migrazione" più ampia e significativa. Alla fine del IV secolo i Romani compresero che, più che combatterli, sarebbe stato utile stringere con loro patti di alleanza, usandoli come baluardo contro altre tribù. Il re dei Visigoti Alarico entrò così, insieme ai suoi, al servizio dell'impero e sfruttò abilmente per i suoi scopi le divisioni tra la pars Occidentis e la pars Orientis, sia con le armi sia con la diplomazia ricattatoria che prevedeva elevati compensi per rinunciare a ulteriori invasioni. Il suo obiettivo finale era ambizioso: entrare nel gruppo dirigente dell'esercito romano per assumere incarichi prestigiosi e – forse – candidarsi al trono imperiale. Le cose non andarono in questo modo, perciò Alarico si vide costretto a invadere l'Italia, passando dalle minacce e dai ricatti alle devastazioni, proprio mentre le forze militari romane erano costrette a fronteggiare nuove invasioni barbariche in altri confini dell'impero. La campagna durò dieci anni con alterne vicende, finché nel 410 il re visigoto sferrò l'attacco decisivo al cuore dell'impero: Roma. La città fu saccheggiata per tre giorni, anche se Alarico alternò ferocia e momenti di clemenza, ma il trauma psicologico per l'impero fu di estrema gravità. Lasciata Roma, Alarico si spostò a sud, ma morì presso Cosenza. Il suo popolo si pacificò con l'impero, che non aveva alcuna intenzione di combattere, e ottenne comunque il riconoscimento imperiale per il suo insediamento nella Gallia meridionale e nella penisola iberica.

Le crociate
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Cardini, Franco - Cardini, Franco - Rivieccio, Giorgio

Le crociate

Pelago, 03/12/2021

Abstract: "Guerre sante" contro gli "infedeli", come la tradizione ha riportato per secoli, oggi le crociate sono viste dagli storici secondo letture su piani diversi: al di là del significato religioso-militare per la riconquista della "Gerusalemme terrestre", hanno rappresentato un pellegrinaggio armato durato due secoli, una migrazione/colonizzazione di massa degli europei nel Vicino Oriente, da Costantinopoli alla Siria, un tentativo per sancire la supremazia del Papato su re e imperatori occidentali e per stabilire il primato della Chiesa di Roma su quella bizantina, un modo di "esportare" in terre lontane la violenza feudale che infiammava l'Europa per pacificare quest'ultima. Si conclusero con la sconfitta militare dei cristiani, che peraltro andavano ormai guadagnando la supremazia economica nel Mediterraneo.

Barbarossa e l'Italia dei Comuni
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Cardini, Franco - Montesano, Marina - Cardini, Franco - Montesano, Marina

Barbarossa e l'Italia dei Comuni

Pelago, 03/12/2021

Abstract: Federico I Hohenstaufen, noto in Italia come Barbarossa, cercò di ripristinare l'Impero ottoniano non solo con le armi, ma ponendovi un fondamento giuridico che risaliva al Diritto romano codificato da Giustiniano. Il suo lungo conflitto con i Comuni dell'Italia settentrionale si svolse così non solo sul piano militare, con trent'anni di battaglie, assedi e alleanze variabili, ma anche su quello giuridico, cosa che favorì lo sviluppo della scuola di Diritto dell'Università di Bologna, primo ateneo laico della storia. L'epilogo della guerra con i Comuni, sancito dalla Pace di Costanza, concesse a questi ultimi – usciti vincitori nella battaglia di Legnano – autonomia e alcune libertà, ma vide da parte loro il riconoscimento della suprema autorità imperiale. Ebbe così origine un nuovo genere d'Impero, dove il potere centrale controllava, in parte attivamente, una complessa realtà che riconosceva i Comuni come strutture territoriali organizzate.

L'Islam in Europa
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Cardini, Franco - Cardini, Franco

L'Islam in Europa

Pelago, 03/12/2021

Abstract: L'espansione dell'islam fu un fenomeno di conversione religiosa, di conquista militare e di intraprendenza commerciale nel Mediterraneo, dove il conflitto ideologico-religioso non fu certamente il primum movens. Nel rapporto di secoli fra Occidente cristiano e Oriente musulmano, accanto alle ostilità militari si svilupparono relazioni diplomatiche, trattati di amicizia, fitti scambi commerciali, numerosi episodi di tolleranza tra vincitori e vinti. E quando si parlò, da entrambe le parti, di "guerra santa" fu per apporre un'etichetta incendiaria a campagne belliche che avevano gli obiettivi di tutte le guerre: conquiste, potere, bottini. Non ultimo, gli scambi culturali tra i due mondi avrebbero inciso profondamente non solo sullo sviluppo del pensiero occidentale, ma anche su quello orientale, anche se ciò è meno noto.

L'impero bizantino
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Cardini, Franco - Cardini, Franco

L'impero bizantino

Pelago, 03/12/2021

Abstract: Nei suoi mille anni di vita, l'Impero bizantino ha deciso in buona parte i futuri assetti geopolitici, culturali e religiosi dell'Europa. Ha rappresentato l'argine all'espansione araba nel Vecchio Continente e ha portato la religione ortodossa, insieme alla cultura romano-greco-bizantina, nei paesi slavi, a cominciare dalla Russia, che proprio per questo si definì poi erede dell'Impero d'Oriente e "Terza Roma". Fu un impero multietnico che agì anche da baricentro per gli scambi culturali tra Est ed Ovest con i quali la cultura classica poté sopravvivere nel mondo arabo per poi rientrare in Europa a partire dal XII secolo. Nonostante i rovesci militari degli ultimi secoli, che ne ridussero progressivamente il territorio, l'Impero bizantino godette di una forte stabilità amministrativa ed economica e fu tenuto insieme soprattutto dalla Chiesa, sia pure sottomessa all'imperatore, che si riteneva il vicario di Cristo sulla Terra.

Carlo Magno e il Sacro Romano Impero
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Cardini, Franco - Montesano, Marina - Cardini, Franco - Montesano, Marina

Carlo Magno e il Sacro Romano Impero

Pelago, 03/12/2021

Abstract: Nato da una stirpe di re guerrieri, Carlo Magno unì a questa caratteristica una visione globale della sua missione di conquistatore, che gli permise di gestire il suo vastissimo Impero con abile capacità di governo, di unificarlo nella religione cristiana e di riportare al suo interno i valori della civiltà e della cultura del passato greco-romano così da invertire la tendenza di progressivo abbandono registrata nei secoli precedenti. La sua incoronazione a imperatore da parte del pontefice Leone III segnò il consolidamento di quel legame profondo e tempestoso tra Papato e Impero che si sarebbe protratto a lungo. Oggi si discute molto se Carlo Magno sia stato il primo "padre" dell'Europa e se il suo Impero, più tardi chiamato Sacro Romano, l'erede di quello d'Occidente. Ma è innegabile che della sua opera sia rimasta nell'Europa occidentale un'impronta duratura, sopravvissuta alla disgregazione dell'unità territoriale carolingia.

La scintilla
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Cardini, Franco - Valzania, Sergio

La scintilla

Mondadori, 14/01/2014

Abstract: All'inizio di agosto del 1914 scoppia la prima guerra mondiale. L'Italia rimane estranea alle ostilità fino al 24 maggio 1915, ma le sue responsabilità in relazione al conflitto sono molto gravi e risalgono a qualche tempo prima. Nel 1911 l'Europa è infatti in un sostanziale equilibrio, lo sviluppo economico è tumultuoso e le grandi potenze hanno risolto quasi tutti i loro contrasti coloniali: l'unico elemento di instabilità viene dall'impero ottomano, il cui collasso porterebbe a conseguenze imprevedibili. In particolare è preoccupante la situazione nei Balcani, dove i nazionalismi serbo, bulgaro, greco e rumeno aspirano a un riassetto generale della regione a spese dei territori appartenenti a Costantinopoli. Dopo oltre un quarantennio di pace fra le potenze del continente, è l'Italia che riapre la stagione dei conflitti, invadendo le province ottomane di Tripolitania e Cirenaica. Giolitti, indifferente ai problemi continentali, è alla ricerca di una vittoria militare di prestigio che taciti le opposizioni di destra e rifiuta ogni offerta di cessione di fatto dei territori avanzata da Costantinopoli, conservandone la sovranità nominale, sull'esempio dell'Egitto e dell'Algeria, da anni protettorati inglese e francese. Nasce così l'impresa di Libia, inutile e proditorio attacco all'impero ottomano. La mancanza di una visione strategica da parte dello stato maggiore italiano fa sì che la guerra si trascini per più di un anno e questo induce gli Stati balcanici, Serbia, Bulgaria, Grecia e Montenegro, ad attaccare a loro volta l'impero ottomano. L'esito delle guerre balcaniche porta alla nascita della Grande Serbia, la cui stessa esistenza destabilizza l'Austria-Ungheria, già in crisi per le tensioni nazionalistiche che la attraversano. L'equilibrio europeo è compromesso in modo irrimediabile e a Sarajevo viene accesa la miccia della bomba che l'Italia ha innescato, l'occasione attesa dal governo di Vienna per tentare di ridimensionare l'avversario serbo. Mentre l'Europa si prepara a celebrare i cento anni trascorsi dallo scoppio della prima guerra mondiale, Franco Cardini e Sergio Valzania ricostruiscono la catena di eventi che condusse alla tragedia, evidenziando il ruolo chiave svolto dalla guerra di Libia. Spetta dunque all'Italia l'avere "dato il la" alla finis Europae e al "tramonto dell'Occidente"? "Se è così" scrivono Cardini e Valzania "non vanno comunque dimenticati i molti e gravi problemi ai quali, nel '14, si cercò di rispondere con le armi: quello sociale anzitutto, insieme con quello rappresentato dallo sfruttamento colonialistico al quale la scienza positivistica porgeva l'alibi della superiore civiltà occidentale e del "fardello dell'Uomo Bianco", tanto simile al fagotto del ladro."

L'avventura di un povero crociato
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Cardini, Franco

L'avventura di un povero crociato

Mondadori, 24/06/2014

Abstract: Partendo da un manoscritto autentico, Franco Cardini, il più illustre medievista italiano, ricostruisce in forma romanzata ma attendibile l'avventurosa storia di un crociato che si reca in Terrasanta. Tre anni di viaggi e di battaglie, di infamie e d'amore, in una narrazione dallo straordinario fascino.

L'appetito dell'imperatore. Storie e sapori segreti della storia
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Cardini, Franco

L'appetito dell'imperatore. Storie e sapori segreti della storia

Mondadori, 14/10/2014

Abstract: Dall'ultimo pasto di san Francesco - santo ma segretamente goloso! - alla sontuosa tavola di Honoré de Balzac, dai cibi raffinatissimi del banchetto del Gran Khan alle uova con cipolle e scalogno care a Napoleone, passando per tre deliziosi intermezzi sul caffè, le castagne e i tartufi, Franco Cardini mette in campo la sua duplice esperienza di storico e di gourmet: e ci regala un libro appassionante, documentatissimo, pieno di profumi e di curiosità che solo lui poteva scovare tra le pieghe della grande storia. Spaziando dal Medioevo ai totalitarismi novecenteschi e non solo, Cardini torna alla narrativa con una serie di racconti gustosi, che sono anche un'illuminante testimonianza di come la cultura materiale sia specchio dello spirito di ogni popolo, e possa essere per lo storico una lente speciale per comprenderne i segreti. Ogni racconto è, così, corredato tanto da un'indicazione delle fonti quanto dalle ricette che Franco Cardini ha sperimentato, una per una, nella sua cucina fiorentina: dall'acquacotta al piccione glassato, dal cuscus magrebino alla crema Chantilly, ciascuno di noi potrà portare sulla propria tavola i sapori del passato, e ritrovare intatte le emozioni che essi racchiudono.

Un uomo di nome Francesco. La proposta cristiana del frate di Assisi e la risposta rivoluzionaria del papa che viene dalla fine del mondo
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Cardini, Franco

Un uomo di nome Francesco. La proposta cristiana del frate di Assisi e la risposta rivoluzionaria del papa che viene dalla fine del mondo

Mondadori, 29/09/2015

Abstract: Jorge Mario Bergoglio è il primo papa che viene dal subcontinente americano. E anche il primo a infrangere la "regola" secondo cui un gesuita non può ascendere al soglio pontificio e a rompere la tradizione che ha visto i papi assumere sempre il nome di un predecessore, scegliendo invece quello di Francesco, il Povero di Assisi.Il paragone fra i due Franceschi quindi s'impone, anche alla luce della recente Laudato si', "un raggio di sole nella nebbia postmoderna, una rosa sbocciata nel deserto dell'egoismo e dell'ipocrisia nel quale ci sembra ormai di esserci definitivamente sperduti quando leggiamo dei buoni cristiani che desertificano e inquinano il mondo per fame e sete di profitto". Così scrive Franco Cardini a proposito dell'enciclica che si richiama al fraticello d'Assisi, ricordandoci però che se entrambi hanno scelto la carità e la povertà, il primo, vivendo in una società dura, crudele, ingiusta e tuttavia cristiana, proponeva la sua vita di adesione al Cristo povero e nudo come una delle possibili, mentre Francesco-Bergoglio, che vive in una società non più cristiana, propone la via della povertà e della carità come l'unica percorribile per chi intenda testimoniare la propria fede. In questo risiede il nucleo della sua lotta quotidiana contro la "cultura dell'indifferenza" e la "cultura dello scarto", espressioni della modernità occidentale, in cui trionfano individualismo e logiche dell'economia.Se poi la Chiesa di Roma accedesse di nuovo a uno statuto "conciliaristico", come quello che brevemente si profilò come possibilità con il Concilio Vaticano II, il "primato di Pietro" sarebbe forse ridotto a un fatto di auctoritas anziché di potestas (quindi un'egemonia simbolica ma svuotata di poteri sul piano pratico) e ciò potrebbe definitivamente facilitare l'unione di tutti i cristiani "in un solo gregge". Confermando il pontificato di papa Francesco come decisamente rivoluzionario.Che sia proprio lui il Petrus Romanus, quello che, secondo la Profezia di Malachia risalente al XII secolo, chiuderà la serie dei pontefici?

Terrore e idiozia
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Cardini, Franco - Montesano, Marina

Terrore e idiozia

Mondadori, 11/12/2015

Abstract: Venerdì 13 novembre i terroristi sono tornati a colpire Parigi e con gli attentati allo Stade de France, al Bataclan, ai bistrot, hanno mirato al cuore della civiltà europea. Dopo l'attacco a "Charlie Hebdo", siamo scesi nelle strade a difendere le nostre libertà e gridare la nostra indignazione; dopo la strage al Bataclan siamo scesi in guerra. Messe così, le cose sarebbero sì tragiche, ma almeno logiche. Il fatto è che la verità appare diversa, più complessa. Le forze di polizia e gli organi di sicurezza europei non sembrano riusciti ad arginare la sfida lanciata dal terrorismo islamista. DIISH, ISIS, IS: le sigle cambiano, ma le bandiere nere del califfato continuano a svettare su un'ampia porzione del Vicino Oriente, spuntano anche in Africa e sono ormai giunte a seminare morte e terrore in Europa. La Francia e poi la Russia hanno avviato alcuni bombardamenti, e del resto ce n'erano già stati dall'estate del 2014. Ma siamo sicuri che questa guerra si vinca con i bombardamenti a tappeto? E cosa ne è stato delle guerre precedenti? L'Afghanistan, l'Iraq, la Libia: abbiamo finora fatto soltanto errori, o abbiamo commesso anche qualcosa di peggio (crimini a parte)? Molti dubbi ci colgono. Non sarà che, come diceva Bertolt Brecht, mentre marciamo contro il nemico è il nemico che marcia alla nostra testa? Il califfo vuole seminare il panico e spingerci ad attaccare indiscriminatamente per dimostrare ai musulmani sunniti che noi siamo davvero nemici non suoi, ma loro. Perché facciamo il suo gioco? In Terrore e idiozia si riflette su quali siano gli strumenti per affrontare questa guerra asimmetrica: "Le armi delle quali disponiamo sono le seguenti: intelligence, infiltrazione, informazione corretta, massima collaborazione tra musulmani e non musulmani contro il comune avversario terrorista, mantenimento della calma e svolgimento di una normale, serena vita civile nelle nostre città". Finora non ci siamo ancora arrivati.

Dunkerque
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Cardini, Franco - Valzania, Sergio

Dunkerque

Mondadori, 29/08/2017

Abstract: "Alle 23.30 del 2 giugno, il capitano di vascello William Tennant trasmise il secco messaggio "BEF evacuato" all'ammiraglio Bertram Ramsay, che dirigeva l'operazione Dynamo dal castello di Dover. Si dichiarava in quel momento il pieno successo della maggiore manovra anfibia mai realizzata fino ad allora." In pagine avvincenti come un romanzo d'azione, Franco Cardini e Sergio Valzania ci raccontano come si svolse l'operazione Dynamo: durante la Seconda guerra mondiale, in nove giorni 180.000 soldati inglesi e 140.000 soldati francesi e belgi furono evacuati dalle spiagge e dall'unico molo ancora operativo del porto di Dunkerque, nel Nord della Francia, sotto il costante bombardamento dell'artiglieria tedesca e della Luftwaffe. La decisione di abbandonare il territorio europeo era stata presa dopo che il 20 maggio le avanguardie corazzate tedesche avevano raggiunto la Manica nei pressi di Abbeville e l'intero esercito belga, le due migliori armate francesi e il BEF (il corpo di spedizione britannico) erano stati circondati, spalle al mare. Il loro destino sembrava segnato: una disperata resistenza e poi - esaurite le munizioni, i viveri e il carburante - la resa.Per riuscire in un'impresa di così vaste dimensioni in un contesto tanto ostile, l'ammiragliato inglese ricorse alla collaborazione di tutta la marineria portuale e da diporto britannica, che partecipò con entusiasmo e spirito di sacrificio all'operazione Dynamo con ogni tipo di imbarcazione disponibile, dando vita a una vera e propria epopea. Anche se Churchill ebbe a dire che "non si vincono le guerre con le evacuazioni", l'operazione venne comunque valutata un grande successo, superiore alle più rosee aspettative coltivate dal governo britannico nel momento in cui era stata decisa.I circa 240.000 inglesi inquadrati nelle sette divisioni che componevano il BEF costituivano infatti l'intero esercito inglese per quanto riguardava gli ufficiali, i sottufficiali di carriera e i soldati volontari. La loro perdita avrebbe forse privato la Gran Bretagna della possibilità di continuare da sola la guerra, dopo il collasso della Francia, dato che le sarebbero mancati i quadri di comando e gli istruttori per organizzare un esercito da opporre alle truppe dell'Asse.Quattro anni più tardi, con lo sbarco in Normandia, il 6 giugno, le truppe britanniche metteranno di nuovo piede in Europa per combattere i tedeschi e concludere vittoriosamente la Seconda guerra mondiale.Franco Cardini è professore emerito di Storia medievale presso l'Istituto italiano di Scienze umane e sociali/Scuola normale superiore e Directeur de Recherches nell'École des Hautes Études en Sciences Sociales di Parigi, nonché Fellow della Harvard University. Da Mondadori ha pubblicato: Il Barbarossa, Francesco d'Assisi, La vera storia della Lega lombarda, Quell'antica festa crudele, Alla corte dei papi, Giovanna D'Arco, Il guardiano del Santo Sepolcro (con Simonetta Della Seta) e, con Sergio Valzania, Le radici perdute dell'Europa e La scintilla. Inoltre ha scritto I Re Magi: storia e leggende, Europa e Islam: storia di un malinteso, In Terrasanta: pellegrini italiani tra Medioevo e prima età moderna, L'invenzione dell'Occidente, Il libro delle feste: il cerchio sacro dell'anno, Europa, Europae.

La pace mancata
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Valzania, Sergio - Cardini, Franco

La pace mancata

Mondadori, 13/11/2018

Abstract: Fra il gennaio 1919 e quello del 1920, a Parigi si decise il destino del mondo. Al termine del grande conflitto che secondo la promessa wilsoniana avrebbe dovuto "porre fine a tutte le guerre", in un momento decisivo per un possibile riscatto dopo anni di atrocità, i leader delle quattro potenze vincitrici si riunirono nella capitale francese per discutere i termini della pace: ridisegnare i confini politici e stabilire gli equilibri dell'Europa e del mondo.La trattativa, che avrebbe dovuto creare un ordine fondato sulla giustizia e il rispetto dei diritti dei popoli, non seppe dare al continente, e al mondo, un assetto per quanto possibile giusto e pacifico. Ai vinti vennero imposte dure condizioni, spesso a scopo vendicativo e sotto la minaccia di continuare ad affamare la popolazione civile. Sulle rovine degli imperi sconfitti nacquero nuovi Stati, in cui si affermarono i nazionalismi più gretti, sorsero problemi insolubili e numerose guerre locali. Le decisioni prese in relazione alla Germania sconfitta, contornata da piccoli Stati con forti minoranze tedesche, contribuirono in maniera determinante alla salita al potere di Hitler. Il presidente Wilson, che volle rappresentare il proprio paese al tavolo delle trattative senza essere un diplomatico, né tantomeno possedere alcuna esperienza di negoziati internazionali, complicò ulteriormente la già ingarbugliata situazione postbellica, finalizzando la Conferenza di pace alla costituzione della Società delle Nazioni, alla quale gli stessi Stati Uniti non aderirono.Franco Cardini e Sergio Valzania ripercorrono in questo libro i fatti occorsi a Parigi in quell'anno fondamentale per la storia mondiale, le vicende che precedettero e seguirono la firma dei trattati di pace con i paesi sconfitti. La Conferenza di Parigi del 1919 per i suoi protagonisti - il presidente Woodrow Wilson e i primi ministri Lloyd George, Clemenceau e Orlando - fu l'occasione mancata di stabilire un giusto ordine internazionale. I quattro leader ebbero nelle loro mani il destino del mondo, un potere e una responsabilità mai avuti prima, ma costruirono una pace che non ha funzionato, una "pace mancata", uno dei fallimenti più importanti e decisivi del secolo scorso.

Giovanna d'Arco
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Cardini, Franco

Giovanna d'Arco

Mondadori, 09/04/2019

Abstract: Sentendosi chiamata da Dio alla liberazione del territorio francese, occupato dagli inglesi durante la guerra dei Cent'Anni, Giovanna d'Arco ottenne dal "re di Bourges" il comando di un'armata che giunse fino a Reims sbaragliando l'avversario. Ma per la corte di Francia quella giovane donna che pareva avere il dono sovrannaturale dell'invincibilità risultava imbarazzante. Catturata, imprigionata e condannata dall'Inquisizione, fu bruciata pubblicamente come una strega il 30 maggio 1431 a diciannove anni. Nel 1456 una nuova sentenza dell'Inquisizione la dichiarò innocente. Cinquecento anni dopo fu proclamata santa. Della sua figura si sono impossessati il teatro, il cinema, la politica, la religione e la psicoanalisi. Ma il nucleo del suo mistero continua ancora a sfuggirci.

La vera storia della Lega Lombarda
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Cardini, Franco

La vera storia della Lega Lombarda

Mondadori, 09/07/2019

Abstract: Quello della Lega Lombarda è un mito recente, creato dal Risorgimento romantico. Ma quale è stata la sua "vera" storia? Fu un moto patriottico? Una precoce manifestazione di nazionalismo avant la lettre? O piuttosto un patto nato dalla volontà di proteggere il benessere economico e le libertà politiche conquistati a spese dell'autorità imperiale? In questo saggio uno dei più autorevoli medievisti italiani ricostruisce quell'appassionante vicenda grazie a un paziente e minuzioso lavoro di documentazione storica. La brillante penna di Cardini restituisce in un racconto limpido e godibilissimo gli avvenimenti, i personaggi, lo scenario sociale ed economico che fu sfondo e motore dei fatti.

Il califfato e l'Europa
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Cardini, Franco

Il califfato e l'Europa

UTET, 04/01/2016

Abstract: *** Vincitore del Premio "Città delle Rose" 2016 *** Crociata, jihad, guerra di religione, scontro di civiltà, sono parole che sembravano appartenere, ormai, ai libri di storia, e a epoche spaventose molto lontane dalla nostra. Eppure, nell'escalation di tensione e di allarme mediatico incominciata con l'attentato delle Torri Gemelle di New York l'11 settembre del 2001, e rinfocolata oggi dagli orrori perpetrati in Francia e nel mondo dai terroristi dello Stato Islamico, queste parole sono tornate drammaticamente attuali. Ma esiste davvero un conflitto tra culture e civiltà incompatibili? E, se davvero siamo in guerra, quando è iniziata, chi l'ha dichiarata, e perché? Davvero l'Occidente incarna i valori di democrazia, libertà e tolleranza in cui tutti noi sosteniamo di identificarci? La storia dei rapporti tra Europa e Islam, dal Medioevo all'età contemporanea, è lunga e complessa, in un'alternanza di paci e di guerre, e persino di alleanze e di strettissimi rapporti diplomatici e commerciali. Eppure, al giorno d'oggi i media raccontano quotidianamente la cronaca di una coesistenza impossibile, di uno scontro di cui è sempre più difficile individuare le cause. In un libro che muove dagli albori della religione islamica per arrivare fino ai giorni nostri, Franco Cardini esplora le diverse fasi della storia di amore e odio tra l'Europa e il Vicino Oriente, soffermandosi sui momenti chiave dell'Illuminismo, dell'orientalismo ottocentesco, delle trame britanniche negli anni delle grandi guerre del secolo scorso, per gettare luce sulle troppe ombre delle vicende degli ultimi decenni. Dalla nascita di Israele e dall'Egitto di Nasser, passando per le periferie della Guerra fredda, Cardini fa luce su un drammatico susseguirsi di errori politici, di governi bugiardi e di guerre ingiuste, che hanno dato forma agli anni carichi di paura e d'incomprensione in cui stiamo imparando a vivere. "Cardini ci ricorda che spesso, nella storia, i cristiani sono stati violenti e assassini, gli islamici tolleranti e magnanimi" - l'Espresso

I giorni del sacro
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Cardini, Franco

I giorni del sacro

UTET, 08/11/2016

Abstract: Il calendario raccoglie e racconta le stagioni della vita dell'uomo e della società. Lo fa attraverso i cicli della luna e del sole, le ricorrenze e le feste che celebrano, al contempo, il passare inarrestabile del tempo e il suo eterno, circolare ritorno. Le feste delle civiltà del Mediterraneo, e in particolare quelle dell'Occidente cristiano, hanno una storia affascinante, antica e complessa. Nascono dalla trasfigurazione di culti antichi e di antichi rituali, che congiungevano, e ancora congiungono, la sfera religiosa con quella sociale: dai culti della fertilità alla scansione stagionale dei raccolti, il sacro si trasfigura nel quotidiano e il quotidiano nel sacro. Ma che cosa unisce i culti misterici, le religioni esotiche come il mitraismo, al paganesimo dell'antica Roma, e poi al Cristianesimo? Quale linea rossa congiunge le forme della lecita follia carnevalesca dei tempi antichi con il Carnevale cristiano, che preannuncia ed esorcizza il magro tempo della Quaresima? E ancora: quanto sono diverse le nostre feste da quelle delle altre religioni rivelate, come l'Islam e l'Ebraismo? In questo saggio che sta a cavallo tra storia e antropologia, tra l'analisi della società e lo studio delle religioni del Mediterraneo occidentale e del Vicino Oriente, Franco Cardini offre una risposta ampia ed esaustiva a queste domande. Con il rigore dello studioso e la fantasia e la curiosità di chi indaga i percorsi sommersi della storia culturale, Cardini illustra le forme e i significati delle celebrazioni e dei riti, dalle radici antiche o più recenti, che scandiscono il nostro tempo e che al nostro tempo danno un nome.

Storia dei templari in otto oggetti
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Cardini, Franco - Cerrini, Simonetta

Storia dei templari in otto oggetti

UTET, 03/12/2019

Abstract: Gerusalemme, 1120: nel cielo chiaro del mattino, dove prima risuonava il canto del muezzin, ora vibrano i rintocchi bronzei della campana del Tempio di Salomone. In questo luogo mistico, crocevia dei fedeli di varie confessioni, hanno da poco preso dimora i chierici guardiani dei caravanserragli e delle vie di pellegrinaggio verso la Città Santa. Da questa nuova casa hanno tratto il nome: templari. Ma di quella campana che tenne a battesimo i milites Christi oggi non resta che una fotografia in bianco e nero, scovata tra le carte d'archivio ora al museo Rockefeller. Con questa campana comincia la Storia dei templari in otto oggetti di Franco Cardini e Simonetta Cerrini, entrambi convinti che la Storia non si trovi soltanto racchiusa nei libri, ma anche e forse soprattutto nei reperti che il tempo lascia dietro di sé. Così una chiave, un cucchiaio, un sigillo, una formula magica, un reliquiario, un portale si rivelano scrigni prosaici di verità liberate dalla polvere del passato, dalle incrostazioni delle leggende. Questi oggetti raccontano in modo nuovo e originale la vicenda dei templari, ripercorrendone gli snodi principali e le sottotrame più segrete: conosceremo la reliquia della Vera Croce rubata da un sacerdote che, pentito, decide di lasciarla in custodia ai templari di Brindisi prima di essere gettato tra le onde; seguiremo le rocambolesche peripezie di Ruggero di Flor, il templare che si fece corsaro, e assisteremo alla retata francese in cui furono catturati più di mille milites tra cui Jacques de Molay, ultimo gran maestro dell'ordine. Risolveremo l'enigma dell'architettura templare, scopriremo che cosa aprivano le chiavi del Tempio e che cosa significa l'immagine dei due cavalieri sul loro misterioso sigillo; vivremo la quotidianità dei riti del cibo e del vino, la fedeltà che legava ogni templare al suo cavallo. Infine, sulla scia delle fantomatiche logge massoniche e rosacrociane, evocheremo la resurrezione postuma del loro mito tra verità e mistero, complotti e chimere, tutto infuso idealmente nell'ultimo oggetto, una preziosa tiara neotemplare del XIX secolo. Con rigore storiografico e viva curiosità, Cardini e Cerrini guidano il lettore tra le teche illuminate di un museo ideale, mostrando ancora una volta come la Storia si nasconda nei dettagli, spesso superando di slancio la fantasia dei romanzi.