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Mondadori, 25/08/2020
Abstract: Tra le epopee del mare c'è quella delle portaerei. Le navi più potenti mai costruite sono state protagoniste di una sola guerra: quella combattuta con ferocia nell'oceano Pacifico tra giapponesi e americani dal 1941 al 1945.Il Mar dei Coralli, Midway, le Salomone orientali, l'arcipelago di Santa Cruz e le Marianne furono il teatro del conflitto che si risolse in uno schiacciante predominio degli Stati Uniti aprendo loro la strada per la vittoria. I marinai e i piloti imbarcati su Saratoga, Lexington, Yorktown, Enterprise e Hornet si opposero con determinazione e spirito di sacrificio allo strapotere dei giapponesi nei primi mesi di guerra, bloccando la loro avanzata e dando a un apparato industriale dalle possibilità immense il tempo di intervenire nella lotta.Se la madre di tutti gli errori giapponesi fu la decisione di sfidare gli Alleati in una guerra assolutamente impari sul piano dei materiali, il secondo gravissimo sbaglio consistette nell'attaccare Pearl Harbor nel momento in cui non erano presenti le portaerei americane, mancando di fatto l'annientamento della forza nemica.Con metodo e partecipazione, Valzania racconta un frammento di una delle grandi tragedie del secolo passato e ne presenta uomini e mezzi − gli ammiragli delle due flotte, le navi, i marinai, gli aviatori e gli aerei −, valuta le scelte fatte, l'eroismo, la disponibilità al sacrificio, le capacità strategiche e l'intuito tattico dei protagonisti, presenta le azioni e i comportamenti delle personalità di spicco che vi parteciparono nei ruoli più diversi. Dall'ammiraglio Yamamoto, ucciso in un agguato tesogli dall'aviazione americana, ai futuri presidenti degli Stati Uniti John Fitzgerald Kennedy, che portò in salvo il motorista della sua motolancia affondata dai giapponesi nuotando per oltre cinque chilometri, e George Bush, in servizio come pilota di marina e recuperato da un sommergibile americano dopo ore di attesa in acqua a seguito dell'abbattimento del suo aereo.Dopo il successo di U-Boot, considerato un classico della storia della marineria di guerra, Valzania restituisce un nuovo, grande affresco di una lotta combattuta sul mare senza risparmio, fino al disastro definitivo del Giappone, sconfitto nonostante il sacrificio di centinaia di piloti kamikaze, e devastato dalle bombe atomiche di Hiroshima e Nagasaki.
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Napoleone e la Guardia imperiale
Mondadori, 20/04/2021
Abstract: I grandi condottieri della storia, Alessandro come Cesare, Annibale come Carlo Magno, sono stati dei solitari. Hanno però avuto, tutti, un rapporto intenso con i loro soldati, reparti scelti che costituirono lo strumento della vittoria in battaglia e contribuirono a forgiare una leggenda capace di proiettarsi nel tempo. Ad accompagnare Napoleone "nel percorso di occupazione non solo militare dell'Europa e di creazione dell'ultima grande figura di conquistatore prodotta dall'Occidente" furono i grognards, i brontoloni, come lui stesso li battezzò affettuosamente, i soldati della Guardia imperiale. Sergio Valzania è andato alla ricerca della loro storia, dalla nascita in terra italiana come scorta personale del generale Bonaparte allo scioglimento avvenuto alcuni mesi dopo la battaglia di Waterloo, per opera di Luigi XVIII che diffidava, a ragione, di un esercito che dopo avergli giurato fedeltà lo aveva abbandonato per seguire Napoleone nella sua ultima impresa.Napoleone cercò sempre di evitare perdite nella Guardia, che considerava preziosa. Perciò ogni suo intervento in combattimento risultò significativo. A Marengo, nella seconda campagna d'Italia, quando la battaglia sembrava perduta la Guardia consolare resistette agli assalti austriaci "come una colonna di granito", nelle parole dell'imperatore; ad Austerlitz la cavalleria della Guardia travolse l'ultima resistenza dell'arciduca Costantino sul centro alleato; a Eilau salvò Napoleone dalla cattura da parte dei russi; in Spagna, a Somosierra, ancora la cavalleria aprì ai francesi la strada per raggiungere Madrid; durante la campagna di Francia, al comando diretto dell'imperatore, la Guardia vinse cinque battaglie in sei giorni. I grognards non potevano mancare all'ultimo appuntamento dell'epopea: a Waterloo, quando ormai tutto era perduto, i soldati del primo reggimento granatieri si chiusero in quadrato a protezione di Napoleone e lo scortarono al sicuro lontano dal campo di battaglia.In un importante e affascinante volume, Valzania prosegue la rivisitazione delle imprese napoleoniche rendendo omaggio al mito della Guardia imperiale e ripercorrendo i momenti salienti che le permisero di conquistare la considerazione e il rispetto che da oltre due secoli la circondano.
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Mondadori, 30/05/2023
Abstract: L'incontro avvenuto nell'Ottocento tra la società europea, guidata allora dalla Gran Bretagna, e l'impero cinese Qing chiuso in se stesso non ebbe il carattere dell'idillio e della felice scoperta reciproca.Per secoli il Celeste Impero, come si autodefiniva la Cina, ha gestito intense e redditizie esportazioni di rabarbaro, tè, seta e porcellane, limitando le importazioni a esigue quantità di cotone e lana. Per gli scambi con l'Occidente era aperto un solo porto, quello di Canton, e tutte le trattative dovevano passare attraverso pochi mercanti cinesi autorizzati. Agli stranieri era proibito entrare in città, aggirarsi per la campagna, studiare il cinese così come insegnarlo, e terminata la stagione delle contrattazioni dovevano ritirarsi. Le navi partivano dai porti inglesi con le stive vuote, cariche solo dell'argento necessario a effettuare gli acquisti.La situazione cambiò quando la Compagnia delle Indie iniziò a importare in Cina oppio in grandi quantità. Si trattava di una merce conosciuta da lungo tempo, utilizzata in Europa e in India tanto come medicinale quanto per le sue doti euforizzanti, e ben accetta al mercato cinese. Il tentativo del governo imperiale di Pechino di proibirne il commercio sul proprio territorio portò a due guerre, combattute a distanza di pochi anni contro il Celeste impero (1839-42, 1856-60), la prima dai soli inglesi, la seconda da inglesi e francesi. In entrambe le occasioni, la Cina venne pesantemente sconfitta e fu costretta ad accettare gravosi trattati di pace che prevedevano cessioni territoriali e la completa apertura del mercato cinese alla penetrazione commerciale e ideologica occidentale. L'eco della lunga stagione di conflittualità interna, guerre e rivolte che ne seguì risuona ancora nella storia presente della potenza asiatica.In un'appassionante e documentata narrazione, che va dai primi tentativi europei di creare rapporti diplomatici "paritari" con l'imperatore Qing al termine dei "trattati ineguali" imposti dalle potenze occidentali al governo cinese, Sergio Valzania indaga una pagina di storia poco nota ma fondamentale per comprendere gli equilibri attuali, sia sul piano culturale che economico.
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Sellerio Editore, 29/04/2021
Abstract: I momenti più significativi della straordinaria carriera di Napoleone. Le grandi vittorie, da Rivoli a Marengo, da Austerlitz a Jena. E poi il declino e la sconfitta, fino a quella definitiva di Waterloo. Ma anche il ritratto privato e le motivazioni personali e profonde di una delle personalità più trascinanti e discusse della storia.A duecento anni dalla morte di Napoleone il racconto della vita e le imprese del grande generale, pubblicato per la prima volta nel 2011, si veste di blu per una nuova edizione nella collana "La memoria".
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Mondadori, 08/11/2016
Abstract: C'è un fascino sinistro nella forma morbida di un sottomarino che scivola, elegante e silenzioso, sotto la superficie impenetrabile del mare e raggiunge inavvertito l'obiettivo con il suo carico di morte. Un fascino che ancora oggi conquista il grande pubblico e che alla fine della Seconda guerra mondiale spinse i vertici militari e politici delle potenze vincitrici a impadronirsi dei progetti top secret degli U-Boot tedeschi.Combinati con le più recenti tecnologie di cui disponevano gli Alleati, la bomba atomica e il radar, i sommergibili divennero gli strumenti con i quali affrontarsi in un lungo conflitto che, per fortuna, non venne mai combattuto: la guerra fredda.Durante quasi cinquant'anni, i mari e gli oceani di tutto il mondo si riempirono di sottomarini a propulsione atomica sempre più grandi. Imbarcavano armi micidiali, i giganteschi missili dotati di testate nucleari di una potenza tale da spazzare via la vita dall'intero pianeta. Erano gli strumenti invisibili della cosiddetta "deterrenza". Potevano rimanere per settimane sott'acqua senza riemergere, sfuggendo così ai radar. A modo loro garantirono quella che venne chiamata "la pace del terrore atomico".Guerra sotto il mare ripercorre la storia di quel cinquantennio attraverso le vicende delle flotte subacque sovietiche e statunitensi e racconta la nascita e l'evoluzione di questi mostri degli abissi. Ne descrive le trasformazioni e le strategie d'impiego. Spiega come lo sviluppo delle tecnologie abbia imposto la crescita delle loro dimensioni e quanto sia stata importante la guerra di spie nella corsa per la superiorità ingegneristica.Certamente il conflitto rimase sul piano ideologico, ma delle vittime ci furono comunque e furono numerose. Molti sottomarini atomici di ambedue gli schieramenti affondarono per guasti, leggerezze, errori di manovra, imprevidenza e sottovalutazione del pericolo. Come gli americani Thresher e Scorpion, scomparsi nell'Atlantico negli anni Sessanta, e il russo Kursk, affondato nel Mare di Barents nel 2000, ultima vittima di un conflitto mai dichiarato e mai combattuto, terminato quasi un decennio prima.Alcuni sottomarini di quegli anni navigano ancora. Ma l'arco dell'avvincente storia narrata da Sergio Valzania ha visto di recente le marine tedesca e italiana collaborare allo sviluppo e alla realizzazione di mezzi meno costosi e ingombranti, che hanno abbandonato la propulsione atomica a favore di un sistema più ecologico. Sono le unità della classe Todaro che oggi combattono nel Mediterraneo una guerra di intelligence contro gli scafisti, armi potenzialmente letali che dimostrano la straordinaria ricchezza delle loro possibilità d'impiego.
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Sellerio Editore, 17/12/2012
Abstract: Dalla radio al libro. Luciano Canfora spiega l'origine della Grande Guerra come primo atto della guerra civile europea e baratro in cui precipita la centralità dell'Europa.
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Alla scoperta del paradiso: un atlante del cielo sulla terra
Sellerio Editore, 29/11/2012
Abstract: "Dov'è il giardino di Adamo ed Eva? In Asia? In Africa? Sotto il mare, sulla luna?". Un viaggio intellettuale attraverso le mappe del paradiso compilate dalle origini del Cristianesimo fino ai giorni nostri.
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Sellerio Editore, 29/11/2012
Abstract: L'avventura dell'uomo nello spazio, dalla fase pionieristica a quella odierna, attraverso i numerosi successi ma, anche, le tragedie che hanno segnato il progresso dell'astronautica.
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Sellerio Editore, 10/06/2012
Abstract: L'impero Ottomano. Un impero immenso, bellicoso e dispotico, un regime tirannico; eppure una straordinaria invenzione di governo multietnico e multinazionale a cui alcuni in Occidente guardarono addirittura come a una desiderabile alternativa.
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Il mestiere dell'artista. Da Raffaello a Caravaggio
Sellerio Editore, 28/11/2012
Abstract: Dai primi del Cinquecento ai primi del Seicento: continua dopo il primo volume Da Giotto a Leonardo l'affascinante viaggio tra artisti dall'eccezionale ingegno e temperamento. Da Raffaello a Michelangelo, Bramante, Pontormo, fino al Caravaggio, una straordinaria pagina di storia dell'arte italiana.
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Il mestiere dell'artista. Dal Caravaggio al Baciccio
Sellerio Editore, 28/11/2012
Abstract: Continua e si conclude il viaggio di Strinati nell'evoluzione della concreta attività dell'artista: dal Seicento al Settecento, il secolo di Caravaggio, Borromini, Bernini, Guido Reni. Una vera e proprioa storia dell'arte italiana attraverso i secoli.
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Il mestiere dell'artista. Da Giotto a Leonardo
Sellerio Editore, 28/11/2012
Abstract: Dalla radio al libro. Ambrogio Lorenzetti, Masaccio, Antonello e il suo doppio Zanetto, Beato Angelico e Filippo Lippi, Botticelli, Michelangelo. L'arte italiana dal Trecento al Cinquecento.
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Sellerio Editore, 18/10/2012
Abstract: Il professor Bosconi, specialista di cose bizantine, svanisce nel nulla, nelle tappe di una trasferta negli archivi dei monasteri ortodossi del Monte Athos. Si stava occupando di verificare l'autenticità di una preziosa crisobolla, sigillo aureo dell'impero bizantino, per conto di un grosso istituto bancario. L'intraprendente Teresa Nitti, "una che risolve problemi", affida al suo vecchio compagno di studi Carlo Donna l'incarico di ritrovarlo. Inizia così il viaggio-ricerca di Carlo alla scoperta dell'universo chiuso e infinito dei monaci barbuti che abitano quei luoghi.Sorprese e colpi di scena in una narrazione che mescola perfettamente resoconto di viaggio e giallo d'azione.
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Sellerio Editore, 29/11/2012
Abstract: Cosa facevano molti scrittori per vivere, prima di diventare famosi. Un itinerario capriccioso e divertente nel quotidiano degli artisti da giovani quando non sapevano o non speravano ciò che sarebbero diventati per noi.
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Sparta e Atene. Il racconto di una guerra
Sellerio Editore, 30/03/2017
Abstract: Sergio Valzania, storico della guerra, racconta cosa successe tra ateniesi e spartani nella guerra peloponnesiaca per l'egemonia e come Sparta e Atene rovinarono entrambe.
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Sellerio Editore, 18/06/2015
Abstract: "Enigma Waterloo" così Sergio Valzania denomina l'incertezza che circonda la battaglia, non solo il suo svolgersi, lo stesso nome, i meriti e gli errori, ma perfino chi ne fu veramente il vincitore. Di questa ambiguità sono prova le due ricostruzioni che compongono questo Waterloo: la prima stesa da Walter Scott nella sua monumentale Vita di Napoleone Buonaparte; l'altra è un lungo racconto della giornata campale, costruito nella forma di una visita al campo di battaglia, contenuto nei Miserabili di Victor Hugo. Due versioni tanto differenti anche nei toni e nei sentimenti, che suggeriscono in generale la doppiezza della storia stessa. Tanto che Valzania può concludere la sua Nota al volume che vincitore fu, anche, Napoleone, lo sconfitto di quell'ora, che però coronò "un progetto di autocelebrazione perfettamente riuscito" invece di finire mediocremente all'Elba.
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Pelago, 01/03/2024
Abstract: Nell'aprile del 1945 l'esito della Seconda guerra mondiale era largamente deciso. In Europa, fronte che gli Alleati consideravano il principale, dopo il suicidio di Hitler la Germania firmò la resa. I successi sul fronte del Pacifico e il grande bombardamento di Tokyo consentirono agli Alleati di avviare un'ulteriore avanzata verso il cuore del Giappone, vale a dire l'inizio dell'occupazione del suo territorio. Fu scelta l'isola di Okinawa, a sud delle tre principali della nazione nipponica. Già nel 1944 erano state compiute le prime operazioni militari con un bombardamento degli aeroporti, e pianificata l'invasione, che ebbe inizio il 1° aprile con lo sbarco di 210.000 soldati, il doppio delle forze nemiche. Doveva essere una conquista facile, invece si rivelò durissima. La resistenza dei giapponesi fu estrema, anche con tecniche inusuali (l'uso di grotte e di altri nascondigli) e l'impiego di 4600 kamikaze. L'occupazione si completò dopo 82 giorni di feroci combattimenti, che lasciarono sul campo 12.500 soldati alleati morti o dispersi, 80.000 giapponesi e oltre 100.000 civili. I nipponici dimostrarono che per strappare al loro controllo un qualsiasi tratto di territorio gli statunitensi avrebbero dovuto pagare un prezzo elevatissimo in termini di vite umane. Ciò fece abbandonare il programma di conquistare l'intero Giappone armi alla mano. A sua disposizione, il presidente degli Stati Uniti Truman aveva però una nuova arma, dalla potenza immensa: la bomba atomica.
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Pelago, 22/12/2021
Abstract: Un viaggio di ottantadue anni, la vita dell'ultimo Kaiser Guglielmo II Hohenzollern, nipote della regina Vittoria d'Inghilterra e di Guglielmo I di Prussia, imparentato con quasi tutti i regnanti dell'epoca: dal 27 gennaio del 1859, quando nacque con una malformazione che ne segnò il carattere, al 1941, quando morì esule in Olanda. Di lui la propaganda nemica disse malissimo; poi, riabilitato, emerse una figura più umana, difficile. Amava le divise, le corazzate e i viaggi per mare e per terra. Educato severamente, non si risparmiò ma non fu uno stratega né, pur essendosi liberato di Bismarck, riuscì mai a governare. Campione di gaffe, ebbe pochi amici. Passò per le due guerre mondiali, la Prima da protagonista sconfitto, la Seconda da esule, amareggiato dalla deriva antisemita del suo Paese.
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Mondadori, 22/02/2011
Abstract: Dal 1940 al 1943 le acque dell'Atlantico furono il teatro di una delle battaglie più lunghe e sanguinose della Seconda guerra mondiale, che vide scontrarsi gli U-boote tedeschi con la flotta e l'aviazione alleate. L'obiettivo dell'ammiraglio Karl Dönitz, esperto comandante della Unterseewaffe, era ambizioso: distruggere con i suoi sommergibili la flotta mercantile anglo-americana e bloccare il traffico navale tra il Nordamerica e l'Europa in modo da privare di rifornimenti l'Inghilterra e costringerla alla resa. Un disegno che, nelle sue aspettative, avrebbe potuto volgere l'esito del conflitto a favore delle potenze dell'Asse. Dönitz si illuse che la dedizione, lo spirito di sacrificio e la disciplina dei suoi marinai potessero ribaltare il consolidato dominio anglo- americano sugli oceani. Un errore di valutazione che, dopo i primi tempi favorevoli, si rivelò in tutta la sua portata: otto sommergibilisti tedeschi su dieci persero la vita nel corso del conflitto e un'unità su tre venne affondata durante la sua prima missione. Sergio Valzania, oltre a ricostruire gli aspetti tecnici e militari della grande Battaglia dell'Atlantico, ci racconta le storie degli uomini, spesso giovanissimi (l'età media era circa vent'anni), che combatterono a bordo degli U-boote, descrivendone le terribili condizioni di vita in quelle scatole d'acciaio: gli spazi angusti (si dormiva a turno nelle poche sistemazioni disponibili), la cattiva aerazione, i turni massacranti, la continua tensione psicologica, la tragica sorte in caso di affondamento. Nello stesso tempo Valzania ci rivela le incertezze strategiche di Hitler e dei suoi generali, il peso del loro retaggio culturale, il ritardo tecnologico e industriale nel quale venne a trovarsi la Germania a fronte delle immense risorse di cui disponevano gli Alleati, in particolare dopo l'entrata in guerra degli Stati Uniti. Il fallimento del piano di Dönitz diventa così un'immagine perfetta degli errori strategici commessi dai comandi nazisti: "La guerra degli U-boote racconta tutto il conflitto. Fornisce un indicatore preciso sui rapporti di forze, sull'arretratezza tecnologica tedesca e sull'impreparazione della Germania alla guerra, condanna la dirigenza nazista per la sua incultura, la sua approssimazione, il suo disprezzo per tutti i valori faticosamente elaborati in Europa nel corso di secoli, alla cui formazione i tedeschi avevano pure contribuito in tanta parte".