Trovati 56 documenti.
Trovati 56 documenti.
Milano : Rizzoli, 2022
BUR grandi classici
Abstract: Robinson Crusoe è un mito, il capostipite del romanzo moderno. È stato e continua a essere un'icona per generazioni di lettori di ogni età, sempre così vicino a noi nei suoi innumerevoli echi cinematografici e letterari da farci scordare che la storia del naufrago più famoso di tutti i tempi ha avuto origine nell'Inghilterra del XVIII secolo. In questa nuova traduzione di Flavio Santi, arricchita dalle illustrazioni di Grandville e dalla curatela di Riccardo Capoferro, ritroviamo il ritmo antico e meraviglioso della prosa di Defoe, ma soprattutto la sua stupefacente modernità. E ci immergiamo nel racconto del naufragio di Robinson, nel suo adoperarsi - unico sopravvissuto - per non soccombere alla natura selvaggia in un'avventura durata ventotto anni su un'isola sconosciuta ma non deserta come lui pensava; una parabola che racconta attraverso la vita di un singolo individuo il paradigma dell'intero Occidente. L'isola si fa così microcosmo in cui l'uomo riscopre le proprie radici mostrandoci come - con ingegno e disperato desiderio di sopravvivenza - sia possibile affrontare, superandole, le sfide della natura.
Gita al faro / Virginia Woolf ; saggio introduttivo e traduzione a cura di Paola Artioli
Ed. integrale
Milano : RL, 2017
Grande biblioteca Rusconi
Abstract: Gita al faro, romanzo sicuramente autobiografico di Virginia Woolf, pubblicato per la prima volta nel 1927, è composto da tre parti: The window (La finestra), Time passes (Il tempo passa), The lighthouse (Il faro). Il tempo, che funge da sfondo alla narrazione, si concentra in tre brevissimi momenti: un tardo pomeriggio in La finestra; una notte, che in realtà si dilata in un tempo non convenzionale e non più misurabile in Il tempo passa; una mattina presto, anni dopo, in Il faro. Il lettore, a sua insaputa, viene condotto ad indagare i significati profondi della vita, della morte e della transitorietà dell'esperienza terrena. I personaggi, soprattutto la signora Ramsay, fulcro del romanzo, non sono presentati dal punto di vista onnisciente, ma vengono scoperti dal narratore e dal lettore contemporaneamente, attraverso una voce che disvela le trame del pensiero come fossero generate al momento.
Risorsa locale
Garzanti Classici, 03/09/2020
Abstract: Una "stanza tutta per sé" racchiude al proprio interno ciò di cui si ha bisogno per scrivere: tempo libero e indipendenza economica – benefici di cui le donne per secoli non hanno goduto, e cui ancora oggi spesso non possono accedere. Questo testo raffinatissimo e ironico, basato su due conferenze tenute da Virginia Woolf all'università di Cambridge nel 1928, ripercorre la storia delle donne nella letteratura: Christina Rossetti, Jane Austen, Emily Brontë, George Eliot rivivono nelle sue pagine, e la loro vicenda s'intreccia con ricordi, immagini e suggestioni di straordinaria forza evocativa. Vero e proprio manifesto della condizione femminile, Una stanza tutta per sé è un'esortazione, rivolta a tutte le donne, a lottare per la propria libertà, a seguire la propria vocazione, a diventare, finalmente, ciò che nel loro intimo già sono.
Risorsa locale
Garzanti Classici, 13/05/2021
Abstract: Pubblicato per la prima volta nel 1921, il racconto Giardini riproduce come in un dipinto impressionista un seducente gioco di colori: macchie di luce e d'ombra, profondi laghi verdi, ampie distese di fiori gialli, rossi e blu fanno risplendere con le loro sfumature i meravigliosi giardini di Kew Gardens, a Londra, in un assolato giorno di luglio. Tra le aiuole e gli alberi "appiattiti come lame ondeggianti" un uomo passeggia rievocando un momento perduto del proprio passato, mentre intorno a lui altre figure – donne, anziani, bambini – si muovono in un brulichio di vita e ricordi. Questo volume contiene anche: Nel frutteto, Lettera a un giovane poeta, Morte di una falena, nonché il celebre messaggio di addio di Virginia Woolf al marito.
Risorsa locale
Feltrinelli Editore, 14/12/2023
Abstract: In "Le tre ghinee", scritto nell'inverno 1937/38 mentre la guerra stava per diventare una dolorosa realtà, Virginia Woolf immagina di ricevere tre lettere che contengono una richiesta in denaro per tre cause, la prevenzione della guerra, una università femminile e un'assistenza alle donne che vogliono esercitare una professione. Nelle immaginarie risposte l'autrice dimostra come le tre cause siano identiche e inseparabili; come alla radice di tutto ci sia il potere garantito dalla violenza, uno stesso meccanismo che produce il patriarcato e il fascismo, che fa l'uomo protagonista di un contesto sociale e isola la donna nella sfera privata, alienando entrambi. Nell'aprile 1938, alla fine di questo lavoro, Virginia Woolf scrisse nel suo diario: "Hitler dunque sta accarezzando i suoi spinosi baffetti. L'intero mondo trema: e il mio libro sarà forse come una farfalla sopra un falò consumato in meno di un secondo."
Risorsa locale
Garzanti Classici, 03/02/2022
Abstract: Virginia Woolf conosce Vita Sackville-West alla fine del 1922: Vita ha trent'anni ed è una scrittrice affermata, mentre Virginia, che di anni ne ha dieci in più, ha appena iniziato a farsi un nome. Questo primo incontro si rivela fatale e sancisce un legame indissolubile, fatto di affinità intellettuale e attrazione. Il sentimento che le unisce si fa via via più profondo e trova espressione nelle numerose lettere che le due donne si scambiano per quasi un ventennio, fino alla morte della Woolf nel 1941: in queste pagine personali e intense, tenerezza, passione e comune sensibilità si fondono in un intreccio all'altezza dei loro più celebri romanzi.
Risorsa locale
Ritratto della scrittrice da giovane
UTET, 05/12/2017
Abstract: "Negli anni che vanno dal 1896 al 1912, Virginia, che è nata nel 1882, è prima un'adolescente, sviluppa poi in una giovane ragazza e nel 1912 infine diventa una donna vivace, allegra, divertita, a volte annoiata, per lo più manifestamente eccitata, travolgente nella sua ironia, e spiritosa, altre volte malinconica, afflitta com'è da dolori e lutti che l'esistenza non le risparmia. Sono la sua iniziazione alla vita, al ritmo alternato di gioia e dolore che ne segnano il tempo. C'è molta gioia, eccitazione, tenerezza e felicità, e c'è molta bellezza; ma c'è anche molta angoscia e molta apprensione e molta infelicità nell'esperienza del vivere. Virginia Stephen sente la gioia e soffre il dolore e cresce." Dalla prefazione di Nadia Fusini
Risorsa locale
Mondadori, 26/04/2022
Abstract: "In people's eyes, in the swing, tramp, and trudge; in the bellow and the uproar; the carriages, motor cars, omnibuses, vans, sandwich men shuffling and swinging; brass bands; barrel organs; in the triumph and the jingle and the strange high singing of some aeroplane overhead was what she loved; life; London; this moment of June."
Risorsa locale
La sorella di Shakespeare e altri ritratti di scrittrici
Mondadori, 28/03/2023
Abstract: "Come possiamo combinare le parole vecchie in nuove sequenze, così che esse sopravvivano, che creino bellezza, che dicano la verità?" Era questo, per Virginia Woolf, "il problema" del linguaggio letterario. Problema alla cui soluzione si dedicò con la sua riflessione teorica e con la pratica narrativa, alla ricerca di una frase elastica e flessibile, una frase femminile. E allo studio dell'esperienza letteraria femminile Virginia si dedicò fin da giovane quando, poco più che ventenne, iniziò a collaborare con il "Times Literary Supplement", affermandosi presto come una delle voci più importanti della critica anglosassone. Le sue recensioni coprono un ampio spettro di generi, dal romanzo alla poesia, dagli epistolari alla memorialistica ai libri per l'infanzia, contribuendo a infrangere i confini tra fiction e non-fiction.Ne è testimonianza l'antologia di testi costruita da Oriana Palusci: dalle scrittrici del Seicento, reali o immaginarie (emblema di queste ultime è Judith, l'ipotetica e "meravigliosamente dotata" sorella di William Shakespeare), fino alle "consorelle" sue contemporanee Katherine Mansfield e Vita Sackville-West, Woolf va componendo una vera e propria storia della letteratura inglese scritta da donne, e anche una storia della coscienza femminile che si batte per affrancarsi. Culmine di questo percorso è l'opera della stessa Virginia, nella quale si intravede un'Inghilterra utopica in cui le scrittrici saranno grandi perché avranno ottenuto "una stanza tutta per sé".
Risorsa locale
BUR, 22/10/2024
Abstract: In un soleggiato giorno di giugno Clarissa Dalloway esce di casa per scegliere i fiori per la festa che darà quella sera. Lungo le strade di Westminster incrocia una variegata umanità narrata attraverso il flusso continuo dei suoi pensieri, tra gioia, nostalgia, ansia e amore. Tocca gli stessi luoghi anche Septimus Warren Smith, reduce dalla Grande Guerra, col diverso obiettivo di recarsi da uno psichiatra nel tentativo di scacciare i propri demoni. Alla fine di questa giornata, il lettore è invitato alla festa di Clarissa, dove lo sfavillio delle luci e l'allegria dei commensali sono increspati da una notizia scioccante. Non si offusca però lo splendore della festa: entrano anzi in connessione mondi apparentemente incompatibili, vita e morte si muovono fianco a fianco, mai realmente in opposizione. Con una prosa cristallina e vorticosa, Virginia Woolf consacra innovative tecniche narrative e inaugura una più matura modalità di dar vita ai personaggi. La creazione di Clarissa Dalloway segna un momento di svolta, trasformando per sempre il romanzo moderno. Accompagnano il testo i racconti dedicati a Clarissa Dalloway, qui pubblicati in Italia per la prima volta nella traduzione e curatela di Paolo Bugliani.
Risorsa locale
EINAUDI, 27/05/2025
Abstract: Un piccolo capolavoro che racconta l'intreccio di due vite: quelle del cocker spaniel Flush e della sua padrona, la poetessa inglese Elizabeth Barrett. Nell'estate del 1842 un cucciolo di cocker spaniel di nome Flush entra al numero 50 di Wimpole Street a Londra, pronto a stravolgere la vita di Elizabeth Barrett, una delle piú grandi poetesse inglesi. Tra i due scatta subito una scintilla, ma l'idillio è presto disturbato dall'arrivo di Robert Browning, poeta e futuro marito di Elizabeth. Da questo triangolo nasce la biografi a scritta da Virginia Woolf che, scegliendo un punto di vista insolito, gli occhi e la percezione animale, mescola realtà e fantasia per raccontare non solo il rapporto esclusivo tra il cane e la sua padrona, intessuto di reciproca comprensione e affetto, ma una società in trasformazione, quella dell'Inghilterra ottocentesca. Dalla rigida e opprimente casa londinese, dove Elizabeth vive reclusa per motivi di salute, fi no alla libertà e alla luce dell'Italia, Flush è un racconto raffinato e originale che intreccia la fragilità e la forza di due anime straordinarie, offrendo un ritratto unico dell'epoca vittoriana.
Risorsa locale
Voltando pagina. Saggi 1904-1941
Il Saggiatore, 19/10/2011
Abstract: Virginia Woolf non fu solo la grande romanziera che tutti conosciamo, ma anche una raffinata saggista, una critica acutissima, un'instancabile pubblicista.Lettrice onnivora e anarchica, cercò nei libri "una forma per il caos", vi trovò universi abitati da creature umane, con cui intrecciare ininterrotte conversazioni. Fin dalle prime recensioni lavorò senza pregiudizi: che si trattasse di epistolari, memorie o biografie, saggi critici o romanzi, autori celebri o emeriti sconosciuti, lo studio preparatorio era accurato, il giudizio schietto. La curiosità la guidava senza alcun preconcetto, alimentava i suoi piaceri più intensi, leggere e scrivere, due atti annodati fra loro, due oscure potenze che, finoalla fine, si definirono e si alimentarono reciprocamente.Le qualità della sua penna erano forza, grazia e trasparenza. La sua lingua, ironica e originale, ha attraversato il tempo e lo spazio con una immediatezza folgorante. Femminista, nel senso proprio della consapevolezza di essere una donna, dalla sua scrittura non traspare mai una lagna, nessuna recriminazione, con lei vediamo al lavoro un occhio lucido e spietato, che non perdona, ma spesso sorride e fa ridere. "Pensare le cose come sono" e "dire la verità" le bussole di sempre.In una parola, integrità: "Seguire il proprio istinto, usare il proprio cervello, trarre le conclusionida so li". Sulla disciplina rigorosa applicata alla sua officina saggistica plasmò la prima vera sperimentazionenarrativa, stilistica e formale, messa a punto fin dalla Stanza di Jacob. Gli anni prodigiosi della maturità, in cui lettura e scrittura si nutrirono con gioia e sicurezza, portarono alla com posizione dei suoi capolavori.Liliana Rampello ha qui scelto, tagliato, cucito, montato in un nuovo percorso articoli e saggi noti e meno noti – molti inediti in Italia –, illuminando di una luce suggestiva la pienezza e la felicità di testi che sono, infine, un inno al piacere, all'intelligenza delle cose e della realtà, l'"auto biografia di una lettrice" che scrisse certo per guadagnare le sue ghinee, ma senza mai perdere di vista la ragione ultima per cui parlare: l'amicizia, ovvero quelle libere relazioni umane su cui fondò la sua vita.Voltando pagina è la storia di un infaticabile lavoro critico che ha accompagnato il laboratorio creativo e le invenzioni narrative di un'icona letteraria del Novecento, un appassionato, inesauribile omaggio all'"arte della lettura".
Risorsa locale
Spegnere le luci e guardare il mondo di tanto in tanto. Riflessioni sulla scrittura
minimum fax, 16/07/2014
Abstract: Le difficoltà e le gioie del suo processo creativo; le tecniche narrative; i consigli ad amici scrittori impegnati nella stesura dei loro libri; i giudizi sull'opera di colleghi illustri, da Proust a Joyce, da Jane Austen a Dostoevskij: Spegnere le luci e guardare il mondo di tanto in tanto ci conduce per mano nel laboratorio di Virginia Woolf. Il curatore ha estratto dal suo epistolario una serie di citazioni e di brevi passi, tutti dominati dalla volontà di distaccarsi dal proprio mestiere per rimetterlo in prospettiva, e riprendere la scrittura con rinnovata consapevolezza. Un compendio prezioso e illuminante non solo per gli appassionati e gli studiosi della Woolf, ma anche per gli aspiranti scrittori e gli amanti della grande letteratura.
Risorsa locale
minimum fax, 19/11/2019
Abstract: Nel 1941, dopo aver donato alla letteratura del Novecento alcune delle sue opere più memorabili, Virginia Woolf si toglie tragicamente la vita. Nel 1953, Leonard Woolf decide di raccogliere in volume una selezione tratta dai diari della moglie, incentrata sulla sua attività di romanziera e critico letterario.Nella sua quotidiana "mezz'ora dopo il tè" dedicata al diario - che considera un esercizio e insieme un messaggio alla se stessa di domani - Virginia medita su ciò che sta scrivendo o leggendo, annota riflessioni stilistiche o strutturali (dal dosaggio di sfumature nella Signora Dalloway all'impulso irresistibile che ha dato origine a Orlando), descrive luoghi, eventi e amici, ma esprime anche la sfiducia o l'entusiasmo per il proprio lavoro l'amarezza per un mondo lacerato dalla guerra, la sofferenza delle crisi nervose.Viene così alla luce un libro ricco di sfaccettature, a metà strada fra vita e letteratura, capace di offrirci il ritratto più diretto e suggestivo di una scrittrice-simbolo e della sua epoca.
Risorsa locale
Se vedi una luce danzare sull'acqua. Lettere tra sorelle, 1904-1941
Il Saggiatore, 22/10/2024
Abstract: Se vedi una luce danzare sull'acqua è la raccolta, a cura di Liliana Rampello, delle lettere tra Vanessa Bell e Virginia Woolf. Una corrispondenza in gran parte inedita in Italia, che racconta circa quarant'anni di vita di due sorelle: le passioni e le delusioni, i successi letterari e artistici, le tragedie private e gli echi delle due guerre mondiali.Le incontriamo che hanno poco più di vent'anni, le sorelle Stephen: Vanessa si preoccupa affettuosamente della salute di Virginia, le annuncia la sua visita a Londra, la conforta per il crollo nervoso che l'ha appena colpita. Ne ha quasi sessanta, invece, Virginia, quando scrive alla sorella maggiore il suo biglietto di addio: poche frasi, colme di disperazione, nelle quali si intravede un amore che non ha mai smesso di brillare. Tra questi due messaggi c'è una vita intera, trascorsa scrivendosi ogni volta che per qualche ragione erano distanti. Frase dopo frase, Virginia e Vanessa passano da ragazze a adulte, e da adulte a donne mature; si confrontano sulla scrittura dell'una e sulla pittura dell'altra; si confessano gli innamoramenti e le gioie – oltre che le noie – dei rispettivi matrimoni e famiglie; si scambiano pettegolezzi e tenerezze, invidie e gelosie; si abbracciano dopo i lutti e negli abissi della depressione. Nel fare tutto ciò si ritraggono, inevitabilmente, l'una con le parole dell'altra: le loro sono lettere spontanee, ironiche, disinibite, scritte in una lingua scintillante da cui affiora tutta la grandezza e la fragilità di due personalità irripetibili, ma anche il brusio spregiudicato della cerchia di Bloomsbury.Questo epistolario è l'inedita biografia di un rapporto umano indissolubile, qualcosa che è più della somma di due vite: qualcosa che sta tra due vite.
Risorsa locale
BUR, 10/01/2012
Abstract: Di tutti i capolavori che affrontano il tempo, che ripescano nelle nostre profondità emozionali e psicofisiche pezzi di realtà inabissati e sconvolti per ricomporli in un quadro stabile, nell'urgenza di un desiderio infinito di senso, questo di Virginia Woolf è per me il più doloroso e misterioso da attraversare, il più intenso, per la differenza sessuale che c'è fra me che leggo e lei che scrive. - Dario Voltolini
Risorsa locale
BUR, 11/01/2012
Abstract: Virginia Woolf è tra i maggiori scrittori sperimentali europei, le sue pagine hanno aperto strade inedite al romanzo del Novecento. Ma del Novecento la Woolf è stata anche una vittima, la sua immagine subissata di moderni luoghi comuni: donna emancipata e intellettuale, nevrotica e anoressica, bisessuale e suicida. Intanto lei portava sulla pagina la frammentata vitalità del soggetto contemporaneo: dalla prima opera, La crociera, legata al romanzo di formazione dell'Ottocento, nel giro di pochi anni passerà alla struttura più ardita di Gita al faro, in cui il fuoco della scrittura è fissato sulla creazione artistica. In una manciata di mesi arriverà Orlando, "un capriccio" che rivelerà tutta la sua raffinata capacità di mescolare i generi e diventerà uno straordinario successo di pubblico. Sarà poi la volta di Le onde, uno dei suoi ultimi romanzi: lo sforzo qui è titanico, la sperimentazione tocca il suo punto più estremo e maturo. Pochi anni dopo, nel 1941, Virginia Woolf sceglierà di abbandonare la letteratura e la vita.
Risorsa locale
Consigli a un aspirante scrittore
BUR, 11/07/2012
Abstract: Cedi le redini a ogni impulso, fai tutti gli errori di stile, grammatica, gusto, sintassi. Riversa in massa. Rovesciati. Lascia andare la rabbia, l'amore, la satira con tutte le parole che riesci a cogliere, costringere o creare, con qualsiasi metrica, prosa, poesia o borbottio che ti viene. Così imparerai a scrivere. - Virginia Woolf (1882-1941)
Risorsa locale
BUR, 24/10/2012
Abstract: Virginia Woolf scrive i romanzi la mattina, il diario nel tardo pomeriggio, dopo il tè. Ed è proprio in queste annotazioni a essere più franca ed esplicita: vi si ritrovano la mondanità letteraria di Bloomsbury e la solitudine, il felice matrimonio con Leonard e la nuova amicizia con Vita Sackville-West. Tutto è registrato con straordinaria nitidezza, tutto è segnato dalla ricerca di una scrittura pittorica e lirica. Per la Woolf, infatti, la stesura del diario "scioglie i legamenti", aiuta a "impossessarsi delle parole". Da qui la straordinaria importanza dei diari dal 1925 al 1930, che corrispondono al momento culminante dell'attività letteraria della scrittrice londinese: sono gli anni dei più produttivi dubbi sulla nuova forma letteraria che va elaborando, sono gli anni in cui si susseguono i successi della Signora Dalloway, di Gita al faro e Orlando. Questa edizione presenta, per la prima volta in Italia, la versione integrale dei diari, con la traduzione e il commento di Bianca Tarozzi.
Risorsa locale
BUR, 20/11/2013
Abstract: Scritto tra il 1928 e il 1929 in seguito a una serie di conferenze sul tema "donne e romanzo", questo testo costituisce uno dei più eloquenti trattati femministi del Novecento: partendo da un tema apparentemente secondario e cioè che una donna, per scrivere, debba avere del denaro e "una stanza tutta per sé", Virginia Woolf porta alla luce le restrizioni imposte nel corso dei secoli alla creatività femminile dalla società, dalle leggi e dalle convenzioni. Attraverso riflessioni arricchite da sentimenti e storie personali, la Woolf dà vita a una forma ibrida tra saggio e racconto che – come descritto nella chiara introduzione di Egle Costantino – le permette di universalizzare le esperienze narrate in un testo lucido e stimolante, divenuto un punto di riferimento imprescindibile per approfondire e comprendere la questione femminile.