Includi: nessuno dei seguenti filtri
× Nomi Ghosh, Amitav
× Soggetto Linguaggio JavaScript
Includi: tutti i seguenti filtri
× Nomi Nadotti, Anna

Trovati 44 documenti.

Un punto di approdo
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Matar, Hisham - Nadotti, Anna

Un punto di approdo

Einaudi, 03/03/2020

Abstract: Il primo folgorante incontro di Hisham Matar con la pittura della Scuola senese risale ai suoi giorni da studente a Londra, poco dopo che il padre era sparito nelle prigioni di Gheddafi senza piú fare ritorno. Venticinque anni piú tardi, in cerca di rigenerazione e quiete, Matar parte infine per la città che di quella tradizione artistica fu la culla. Il suo viaggio a Siena dura trenta giorni, durante i quali le visite quotidiane alle opere di Duccio di Buoninsegna, Simone Martini, Ambrogio Lorenzetti e gli altri si alternano a lunghe passeggiate senza meta. I vicoli e le piazze della città sono membra di un "organismo vivente" dove un incontro fortuito scatena un ricordo, un'architettura rimanda a un dipinto, nel tracimare continuo di un'esperienza nell'altra che restituisce una visione, compiuta e commovente, del rapporto fra l'arte e la condizione umana.Alla National Gallery di Londra, nel 1990, pochi mesi dopo che suo padre Jaballa è stato sequestrato dalla polizia segreta libica e fatto sparire per sempre, un Hisham Matar diciannovenne si avvicina per la prima volta all'arte pittorica senese del tredicesimo, quattordicesimo e quindicesimo secolo, e ne rimane affascinato. È la promessa di un incontro che dovrà attendere a lungo. Solo un quarto di secolo piú tardi, estenuato dalla stesura del memoir Il ritorno, che della sua tragedia familiare e collettiva racconta, e bisognoso del potere lenitivo dell'arte sulle anime tormentate, Matar decide di presentarsi all'appuntamento preso tanto tempo prima con quella tradizione pittorica, e di partire alla volta di Siena. Qui per un mese intero guarda, cammina, interroga, intesse relazioni. Con i dipinti innanzitutto - la Madonna dei francescani di Duccio di Buoninsegna, espressione di una prospettiva tutta umana; gli affreschi del Buono e del Cattivo Governo di Ambrogio Lorenzetti, densi di impegno civile; il Paradiso di Giovanni di Paolo, e la sua sublime promessa di ricongiungimenti amorosi - e poi con le architetture e gli spazi della città, con le sue persone, la sua lingua e la sua storia. Su tutto Matar posa uno sguardo intimo e teso che fa di questa fervida flânerie un incessante incontro con l'altro - tela, scorcio o individuo che sia -, capace di stimolare i sensi e proliferare in altri incontri e storie e riflessioni. Piazza del Campo è lo straordinario "gheriglio" che tutto vede e da cui tutto si vede, a ricordarci l'impossibilità di esistere da soli. Nello sguardo del Davide con la testa di Golia di Caravaggio vi è lo stesso inesaudibile desiderio di vedere con gli occhi dell'altro che accomuna acerrimi nemici e vecchi amanti. L'ombra della Peste Nera del 1348 si proietta sulla cappella del Palazzo Pubblico di Siena come sulla Damasco di Ibn Battuta. Ed è dallo sconosciuto Adam e dalla sua ospitale famiglia giordana che Matar apprende l'esatto funzionamento delle contrade nel Palio. Tela, scorcio e individuo sono cose ugualmente vive e comunicanti, nel viaggio di Hisham Matar, che proprio dalla "convinzione che quanto ci accomuna sia piú di quanto ci separa" trae un conquistato sentimento di speranza.

Noi, i sopravvissuti
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Aw, Tash - Nadotti, Anna

Noi, i sopravvissuti

EINAUDI, 27/10/2020

Abstract: Pochi chilometri separano il minuscolo villaggio dove vive Ah Hock dalle torri scintillanti di Kuala Lumpur. Pochi chilometri e interi universi. Eppure Ah Hock ha creduto al grande sogno malaysiano: nasci senza prospettive, ma con la pazienza e il duro lavoro puoi conquistarti il tuo pezzetto di benessere e forse anche di felicità. Poi un giorno ti trovi di fronte un uomo che ti assomiglia, ma è un diseredato senza diritti che minaccia il tuo sogno. E allora devi scoprire fino a che punto la violenza del mondo di fuori è ormai parte di te. Tash Aw leva un inno affilato a chi nonostante tutto non rinuncia a sopravvivere.Questa è la confessione di un improbabile assassino. Si chiama Ah Hock e anni addietro, in un angolo buio sull'argine di un fiume, ha ucciso un uomo che non conosceva né odiava. Del suo efferato crimine sono note le circostanze materiali - l'identità della vittima, l'arma del delitto, l'entità e le conseguenze della pena - ma per spiegare i meccanismi spietati e inesorabili che hanno finito per armare il suo braccio, trasformando il bravo figlio di una madre sola, amico affidabile e poi marito fedele, in un omicida, non bastano le carte processuali. La storia di Ah Hock è una storia di piccoli passi e grandi speranze in un paese, la Malaysia, dove la lotta per sopravvivere ed emergere deve fare i conti con un tessuto di tremende contraddizioni economiche, razziali e sociali, e dove è facile restare incastrati negli ingranaggi di una modernizzazione a macchia di leopardo. Dal minuscolo villaggio di pescatori sulla costa occidentale in cui è nato, un puntino accanto a Kuala Selangor che nessun navigatore satellitare saprebbe trovare, il ragazzo si trasferisce con la madre su un pezzetto di terra tutto loro, su cui sudare e sognare come fosse l'Eden, perché "il mare era sempre agitato, sempre lí a contorcersi, deformarsi, rotolare via o sopraffarci. Non eravamo mai certi di niente col mare, ma il suolo, il nostro suolo, era solido". Però anche la terra tradisce, e allora è la volta della grande città, le luci di Kuala Lumpur, i mille lavori, la modesta ascesa, fino ad accorgersi che nella catena del potere esercitato e subíto non è piú lui l'ultimo anello. Quel posto ora è occupato da bangladesi, indonesiani, birmani, schiere di immigrati clandestini senza diritti né futuro, masse indistinte di povera carne spendibile, per alcuni, come il suo vecchio amico Keong, nient'altro che "carichi" da far pervenire vivi all'acquirente. Quando un rovescio di fortuna minaccia di fargli perdere tutto, Ah Hock deve decidere da che parte stare. A raccogliere la sua confessione un registratore, e dietro a quello una faccia, una voce, una storia che non potrebbe essere piú diversa da quella di Ah Hock, e tuttavia speculare alla sua. Sono la faccia, la voce e la storia di un'altra Malaysia, quella che vuole capire, ma per farlo guarda giú dai resort in cima alla collina. Una Malaysia colta, ricca, benintenzionata, estrinseca. La Malaysia che prende la parola, anche se non è la sua.

Il lavoro di una vita
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Cusk, Rachel - Nadotti, Anna - Toffanin, Micol

Il lavoro di una vita

EINAUDI, 23/02/2021

Abstract: Il racconto preciso come una lama di cosa significhi diventare madre.Cosa succede a una donna - occidentale, emancipata, lavoratrice - quando diventa madre? Di quell'evento destabilizzante che è la nascita di un figlio si parla sempre in termini di dissimulazione e autoinganno, con immagini di madri traboccanti di felicità e amore. Rachel Cusk, invece, raccontando la sua esperienza di maternità, dalla scoperta di essere incinta fino al primo anno di vita della figlia, si confronta con la dimensione ambivalente e conflittuale che investe ogni donna che diventa madre. Impreparata alle trasformazioni del corpo, della mente e della propria vita, descrive con impietosa sincerità e feroce ironia il passaggio da convegni e cocktail party in abito da sera alle notti insonni nel tentativo di placare i pianti della figlia: un incubo a occhi aperti che viene vissuto come un martellante atto d'accusa, e che la porta a sondare i sentimenti piú crudeli e inconfessabili che l'hanno attraversata. Tra folgoranti divagazioni letterarie e vita reale, Rachel Cusk ci consegna un saggio ricco e profondo, un viaggio ai limiti dell'amore, della solitudine, della notte.

Il Re Ombra
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Mengiste, Maaza - Nadotti, Anna

Il Re Ombra

EINAUDI, 30/03/2021

Abstract: Lei è Hirut, figlia di Fasil e Getey, una ragazzina spaurita in balia di un sistema patriarcale che la vuole schiava. Ma quando i venti di guerra contro gli invasori italiani cominciano a infuriare sulle alture, Hirut, figlia di Fasil e Getey, diventa la temuta guardiana del Re Ombra: come le sue sorelle d'Etiopia ora è un soldato, che non ha piú alcun timore di ciò che gli uomini possono fare a donne come lei."Ambientata durante la Guerra d'Etiopia, Il re ombra è un'epica vasta e indimenticabile di un'autrice d'immenso talento che non ha paura di rischiare"."The New York Review of Books" 1974, Addis Abeba: "È venuta a piedi e in corriera, attraversando luoghi che per quasi quarant'anni aveva scelto di dimenticare. È in anticipo di due giorni ma lo aspetterà... " Inizia cosí, con la paziente attesa di Hirut nella stazione ferroviaria della capitale etiope sull'orlo di una nuova rivolta, il lungo flashback con cui Maaza Mengiste ci conduce ai giorni dell'occupazione voluta da Mussolini nel 1935 e portata avanti con inaudita violenza malgrado i richiami della Società delle nazioni. Quando, il primo marzo 1936, l'imperatore Hailé Selassié, al comando del suo esercito, viene sconfitto a Mai Ceu e costretto all'esilio, sugli altopiani e nei villaggi dell'intero paese le donne e gli uomini etiopi organizzano una resistenza vittoriosa, combattendo battaglie il cui clamore rimanda agli epici scontri dell'Iliade. Tutto avviene secondo le regole talora cruente di una società feudale che vanta però un'antica indipendenza e una solida tradizione militare. Il re è salito su un treno che lo sta portando fuori dal suo paese, ma sui crinali dei colli appare il profilo conosciuto e amato del sovrano. È un inganno? Un miraggio? Forse è il potere dell'ombra, che restituisce ai sudditi fiducia e coraggio. Maaza Mengiste allestisce un doppio palcoscenico: sulle alture, agli ordini del nobile Kidane, si organizzano gli irriducibili combattenti etiopi, Aklilu, Seifu, Aster, Hirut, Fifi, la cuoca e innumerevoli altri; mentre sul terrazzamento a strapiombo sulla valle il colonnello Fucelli fa costruire la base italiana dove si fronteggiano opposte concezioni dell'onore e del coraggio, e si sperimenta con inquietante coerenza come una forma d'arte possa diventare un'arma. Nelle fotografie scattate da Ettore Navarra, il soldato ebreo cui viene dato l'ordine sadico e pornografico di immortalare esecuzioni e nudi femminili, leggiamo insieme talento e crudeltà, obbedienza e indifferenza a se stesso. Incrinate, l'una e l'altra, dal coraggio intelligente di Hirut, che si sottrae al ruolo di vittima del suo obiettivo per assumere quello di testimone e poi custode di un archivio d'immagini che raccontano la Storia e la rettificano.Anna Nadotti

Momenti sospesi
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Matar, Hisham - Nadotti, Anna - Spinelli, Francesca

Momenti sospesi

EINAUDI, 25/05/2021

Abstract: I "momenti sospesi" sono quegli istanti in cui le conseguenze non sono ancora scritte, e si trattiene il fiato in attesa di un cambiamento. Sono attimi che possono durare mesi, come quelli che abbiamo vissuto durante l'emergenza per la pandemia, o una vita intera, come per chi si ritrova ad abitare una terra da ospite, confinato sulla soglia. Hisham Matar evoca questi peculiari momenti di passaggio attraverso le mani di due bambine tese verso una farfalla, in un dipinto mai guardato con la giusta concentrazione, nell'incontro in sogno con un antico maestro. E ci mostra come in un tempo congelato possano convivere i dubbi più neri e gli auspici più luminosi.

Coventry
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Cusk, Rachel - Nadotti, Anna - Pasqualetto, Isabella

Coventry

EINAUDI, 26/03/2024

Abstract: "Di tanto in tanto, per offese reali o presunte, mia madre e mio padre smettono di parlarmi. In Inghilterra c'è una curiosa espressione per indicare la cosa: si dice "essere mandati a Coventry"". Raccolta di scritti letterari, culturali e in parte memoir, Coventry affronta temi diversissimi come le dinamiche familiari, le questioni di genere, l'opera di autori quali Natalia Ginzburg, D. H. Lawrence e Kazuo Ishiguro. Ne emerge un libro coraggioso, colto e di esemplare bellezza formale, che offre il meglio del pensiero di Rachel Cusk. "Saggi taglienti e scintillanti come la sua narrativa". The New York Times Lo sguardo analitico, ma anche pieno di echi e sfumature, di una delle scrittrici piú importanti dei nostri anni. Al centro delle sue riflessioni, il nesso tra la produzione artistica e lo splendido groviglio che sono le nostre esistenze. "Cusk è una delle grandi narratrici-saggiste del XXI secolo". Los Angeles Review of Books "Cusk, come i migliori artisti, ha rinnovato la propria opera partendo dall'interno - dal sé - trasformando le crisi personali in una visione estetica". The New York Times Book Review "La parola che viene in mente leggendo questa raccolta di Rachel Cusk è "formidabile"". The Irish Times

Amici di una vita
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Matar, Hisham - Nadotti, Anna

Amici di una vita

EINAUDI, 03/09/2024

Abstract: Il 17 di aprile del 1984 dalla finestra dell'ambasciata libica a Londra parte una raffica di mitra che uccide una poliziotta e ferisce undici manifestanti anti-regime. C'è Khaled fra loro, c'è Mustafa, c'è Hosam, giovani appassionati di letteratura, uomini che credono nella parola e che l'esplosione di muta violenza strappa al loro futuro. Da allora intrappolati nel non-luogo dell'attesa e della nostalgia, i tre non smettono di cercare la via di casa. Ma quando quella che ci ha visto nascere ci è irrimediabilmente preclusa, la sola casa che ci resta è nel petto ben noto degli amici. "Se esiste un linguaggio dell'esilio, Amici di una vita lo incarna: elegante e doloroso, compassionevole e coraggioso. Hisham Matar è uno dei nostri piú grandi scrittori. Abbiamo l'immensa fortuna di vivere nel suo tempo". Maaza Mengiste Per il giovane Khaled il Regno Unito è il luogo della libertà. Lo pensa sin da quando, nella sua casa di Bengasi, ha ascoltato la voce di un famoso speaker mediorientale leggere, sulle frequenze della Bbc, un racconto dello sconosciuto scrittore Hosam Zowa. Il potere dirompente di quelle parole non sfugge al quattordicenne Khaled, che ne serberà ancora la viva impressione quando, anni dopo, ne conoscerà per caso l'autore e legherà per sempre il proprio destino al suo. Giunto al diploma, Khaled opta per l'Università di Edimburgo; completati gli studi di letteratura e traduzione ritornerà in patria, assicura. "Non farti traviare" lo ammonisce suo padre alla partenza, ma non è alle solite tentazioni dell'adolescenza che si riferisce. A Edimburgo Khaled incontra Mustafa, un altro studente libico, come lui appartenente al ristretto gruppo dei "lettori", seriamente motivati allo studio e per questo tenuti d'occhio dalle "cimici" infiltrate. Con l'ardore e l'incoscienza dei ragazzi, Khaled e Mustafa decidono di partire per Londra e partecipare alla manifestazione anti-Gheddafi organizzata davanti all'ambasciata libica. Ma proprio dalla finestra di quell'ambasciata il 17 di aprile del 1984 parte una raffica che uccide una poliziotta e ferisce altre undici persone. È la fine della vita conosciuta, con i suoi legami, le sue certezze e i suoi progetti, e l'inizio di una nuova vita di vetro: non c'è luogo dove non ci si senta visibili e dunque in pericolo, non c'è momento in cui non si tema di andare in frantumi. Impossibile parlare con chicchessia dell'accaduto, impensabile tornare a casa, impervio andare avanti, nella vita, nel lavoro, nelle relazioni sentimentali. Solo chi ha conosciuto la medesima lacerazione può comprendere. Ma ciò che lega tanto strettamente può con facilità soffocare. Vent'anni dopo, alla vigilia della Primavera araba, la Storia presenta il suo conto, e il diverso modo dei tre amici di affrontare l'esilio, la perdita, la paura, l'amore e l'amicizia esplode in tutta la sua evidenza. L'autore di Il ritorno ci consegna ora un romanzo fatto di passi, un andirivieni dei suoi protagonisti nello spazio fisico e in quello mentale, e il cammino è affidato a pagine di dolente e luminosa bellezza.

Corteo
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Cusk, Rachel - Nadotti, Anna - Pasqualetto, Isabella

Corteo

EINAUDI, 21/01/2025

Abstract: Un libro che scruta l'animo umano con la precisione e la grazia di un pittore, dove ogni parola è un sipario che si alza su verità scomode e bellezze inattese. Giunto in età matura, un artista inizia a dipingere ritratti al contrario. Una donna, a Parigi, viene assalita per strada da una sconosciuta. Affascinato dallo sguardo innocente della videocamera, uno scrittore decide di diventare regista. Una memorabile galleria di esistenze dall'autrice di Resoconto, Transiti e Onori, la trilogia che ha ridefinito la narrativa contemporanea.Vincitore del Goldsmiths Prize 2024. Pochi autori in questi anni si sono interrogati con la profondità di Rachel Cusk su cosa significhi creare. La sua opera, romanzesca o autobiografica, è anche una sottile riflessione sul fare arte, sulla devozione al proprio talento, sul come essere scultore, pittore o scrittore si intrecci e si opponga agli altri ambiti dell'esistenza: all'essere donna, madre, oggetto di desiderio. Riflessioni articolate e sempre sorprendenti che tornano in questo libro suadente ed enigmatico in cui gli artisti sono al centro della scena. Corteo affronta e supera le convenzioni dello storytelling raccontando di creazione artistica, relazioni familiari e del modo in cui ciascuno costruisce la propria identità. Rachel Cusk piega il linguaggio ai propri fini per mostrarci il mondo da una prospettiva rivoluzionaria."Corteo è scritto in una prosa vellutata, appagante, piena di grazia". The Independent

Trilogia dell'ascolto. Resoconto, Transiti, Onori
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Cusk, Rachel - Nadotti, Anna

Trilogia dell'ascolto. Resoconto, Transiti, Onori

EINAUDI, 04/02/2025

Abstract: "Una sorvegliatissima chat letteraria tra estranei, una lunga serie di pettegolezzi, digressioni, dialoghi interrotti che insieme compongono il Grande Discorso (dove fascino e banalità si contendono la scena) da cui, nostro malgrado, ci ritroviamo a essere parlati senza rendercene conto". Nicola Lagioia, "Robinson - la Repubblica" Precisi e incandescenti, i tre romanzi che hanno consacrato Rachel Cusk sono un affresco imperfetto, e per questo straordinariamente vero, della natura umana. In tutti e tre a parlare è Faye, una scrittrice di mezza età che gira il mondo tra convegni e festival letterari. E approfitta di questi viaggi per annotare e condividere con il lettore le confessioni, gli sfoghi, i borbottii delle persone che incontra sulla propria strada. I libri sono quindi una catena di dialoghi, piú o meno superficiali, piú o meno rivelatori, che Faye scambia con perfetti sconosciuti in aereo, in taxi, nei ristoranti o nei locali. Prima in occasione di una summer school ad Atene, poi durante le settimane di un trasloco londinese e infine nel corso di un tour letterario in due città europee, il fiume di voci che attraversa Resoconto, Transiti e Onori è fatto di anime fragili che si incrociano nel flusso della vita e provano a dirsi qualcosa, ciascuna con le proprie verità da svelare, le proprie sconfitte personali e i propri piccoli traumi: un'umanità confusa, scissa tra ciò che teme di essere e ciò che sceglie di mostrare.

Sotto lo sguardo del leone
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Mengiste, Maaza - Nadotti, Anna

Sotto lo sguardo del leone

EINAUDI, 25/02/2025

Abstract: Addis Abeba, 1974. Hailu è un medico che professa il suo lavoro come una fede. Ha due figli, Yonas, che confida nella forza della preghiera, e Dawit, che fa della ribellione il suo credo. Da quando il cuore debole di Selam, moglie e madre amatissima, non batte piú al ritmo regolare, l'equilibrio familiare vacilla. Ma a sconvolgere le loro vite, e l'Etiopia intera, arriva la Storia: il colpo di stato militare segna la fine di un impero millenario. È l'inizio di un tempo scandito dalla violenza in cui tutti sono chiamati a scegliere se tacere o avere il coraggio di lottare. "Un romanzo straordinario... racconta storie che nessuno vuole sentire in un modo che non si può smettere di ascoltare". Claire Messud Mentre per le strade dell'Addis Abeba del 1974 si rovescia la rabbia verso le politiche dell'impero, Hailu estrae un proiettile dalla schiena di un ragazzo ferito a un corteo. Muove il bisturi con le mani autorevoli di chi è abituato a curare. La medicina gli impone efficienza, rigore, distacco. Eppure in quella sala operatoria Hailu pensa a suo figlio Dawit, forse coe- taneo del paziente a cui cerca di salvare la vita. Forse anche lui tra i dimostranti furiosi che sfidano la milizia di Hailé Selassié impegnata a sedare i disordini. In quei giorni Hailu si preoccupa per Dawit: come tanti etiopi, il giovane è convinto che la ribellione possa cambiare le sorti del paese destinato al declino sotto la guida di un sovrano vecchio e stanco, ma non considera i rischi. Benché incrollabili, gli ideali non potrebbero fargli da scudo contro le armi dell'esercito. Se solo sua moglie Selam non fosse imprigionata in un letto d'ospedale in balía di un cuore debole, magari riuscirebbe a placare Dawit, perché il loro è un legame speciale. Del resto la malattia di Selam ha incrinato l'equilibrio di tutta la famiglia, e nella casa sulle alture intorno alla città ognuno declina il dolore a modo suo. Hailu, sopraffatto dalla paura di un futuro senza l'amata sposa, cerca nella scienza un conforto impossibile; Yonas, il figlio maggiore, si inginocchia nella stanza di preghiera, chiuso nel silenzio di un senso di colpa; Sara, sua moglie, attinge la forza da un passato difficile anche per la loro figlia, la piccola Tizita; Dawit spesso riversa nei veloci movimenti della danza insegnatagli dalla madre l'inquietudine che si agita dentro di lui e nel mondo che lo circonda. A sconvolgere le loro vite, e l'Etiopia intera, arriva la Storia: il 12 settembre 1974 con il colpo di stato del Derg viene deposto Hailé Selassié, ultimo imperatore. È l'inizio di un tempo scandito dalla violenza, in cui tutti sono chiamati a scegliere: ubbidire o tenere fede ai propri principî, consegnarsi a una facile salvezza o abbracciare il coraggio di lottare. "A volte la letteratura dice verità che la storia non può dire". Breyten Breytenbach

Il risveglio. Un'anima solitaria
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Chopin, Kate - Nadotti, Anna - Nadotti, Anna

Il risveglio. Un'anima solitaria

EINAUDI, 01/04/2025

Abstract: Il risveglio è un libro profondamente whitmaniano, non solo per i suoi echi poetici, ma - piú decisamente - per la sua prospettiva erotica. Harold Bloom Durante la villeggiatura nel Golfo della Louisiana, una fugace relazione sentimentale scatena in Edna Pontellier, sposata con un rispettabile uomo d'affari di New Orleans, un'aspirazione alla libertà fino a quel momento soffocata. Un risveglio dei sensi che, tra incanti visivi e sonori, porterà Edna a fuggire le convenzioni imposte dalla società e dalla vita coniugale, e a rivendicare per sé una libertà spirituale, sessuale e artistica. Un romanzo divenuto testo sacro della letteratura femminista, con una protagonista che affronta con pacata consapevolezza i difficili percorsi della realizzazione di sé da parte delle donne. È la storia di una giovane donna della buona società di New Orleans, Edna Pontellier, che va scoprendo se stessa; si scopre come essere umano, come creatura sessuale desiderante, come amica rispettosa, come madre intelligentemente disposta a dare la vita per i suoi figli ma non se stessa: "Non so spiegarmi meglio; è qualcosa che sto solo cominciando a capire, qualcosa che sta affiorando dentro di me". E scoprendo si rende conto con trent'anni di anticipo di aver diritto a una stanza tutta per sé, dove poter leggere, ragionare, rifinire su un foglio o su una tela ciò che ha osservato per ore - Edna "aveva un modo speciale di volgere repentinamente lo sguardo su un oggetto e indugiarvi, come smarrita in un qualche labirinto interiore di contemplazione o pensieri" - salvo poi tracciarvi sopra una spessa pennellata, come farà molto tempo dopo Lily Briscoe. Due artiste immaginate e ugualmente stremate dal tentativo di restituire una visione esatta. Quella che andavano cercando le due artiste che le immaginarono. Dalla prefazione di Anna Nadotti

Rosarita
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Desai, Anita - Nadotti, Anna

Rosarita

EINAUDI, 29/04/2025

Abstract: Una studentessa indiana siede su una panchina del Jardín di San Miguel de Allende, in Messico, quando una sconosciuta le si avvicina con entusiasmo, certa di riconoscere in lei la figlia della sua vecchia amica Rosarita, la pittrice, incontrata lí tanti anni prima. C'è un errore, protesta la giovane, sua madre non si chiamava Rosarita, non è mai stata in Messico e non ha mai dipinto. La sconosciuta è forse un'imbrogliona? Per scoprirlo dovrà lanciarsi in un viaggio trasognato fra passato e presente, realtà e mistificazione, fin nel cuore dei segreti che possono separare, o unire, una madre e sua figlia. "Evocativo... sottile ed enigmatico... In Rosarita il noto si scontra con l'ignoto, tessendo una rete caleidoscopica di vite possibili perdute e poi ritrovate". "Financial Times" Bonita è una giovane studentessa di Delhi in viaggio in Messico per imparare lo spagnolo. Seduta su una panchina del Jardín di San Miguel de Allende, all'ombra della maestosa cattedrale, si gode l'estraneità di un luogo mai visitato. Non conosce nessuno lí, e nessuno la conosce. Eppure un'anziana donna in abiti tradizionali, loquace ed eccentrica, l'avvicina con accalorata familiarità, affermando di rivedere in lei la figlia della sua cara amica, Rosarita, conosciuta proprio lí tanti anni prima, quando Rosarita era arrivata dall'India, come ora sua figlia, per seguire la sua vocazione di pittrice sotto la guida dei maestri locali. Bonita prova a dirle che si sbaglia: sua madre si chiamava Sarita, non Rosarita, non era mai stata in Messico e soprattutto non aveva mai dipinto in vita sua. Ma la Sconosciuta non intende ragioni e le sue melodrammatiche perorazioni aprono una breccia nelle certezze della giovane. Bonita è ora costretta a scandagliare i suoi ricordi famigliari in cerca di indizi: lo schizzo di una donna e di una bambina in un luogo non dissimile da San Miguel, scatoloni carichi di fogli poi andati perduti, una lunga assenza materna. E, benché ormai sospetti che la Sconosciuta non sia che un'Imbrogliona, accetta di lasciarsi trascinare in un viaggio dalle nuove traiettorie, attraverso la capitale e fin sulle coste del Pacifico, sulle tracce di quei maestri della pittura murale che avevano saputo ritrarre la violenza della Rivoluzione messicana proprio come i pittori indiani avevano fatto con gli orrori della Partizione. Storia e fantasia, realtà e mistificazione, memoria e invenzione, un viaggio spazio-temporale che a ogni tappa ridisegna i suoi riferimenti e le sue verità, giú giú fino al legame forse inconoscibile, ma certo immobile, di una madre con sua figlia. A piú di un decennio dall'uscita di L'artista della sparizione, Anita Desai torna in libreria con questo romanzo breve dalla prosa delicata ed essenziale, capace di sfruttare il potenziale dell'allusivo e dell'enigmatico e caratterizzato dalla medesima eleganza a cui la grande autrice ha abituato i suoi lettori.

I viaggi di Gulliver
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Swift, Jonathan - Mattotti, Lorenzo - Nadotti, Anna

I viaggi di Gulliver

EINAUDI, 11/11/2025

Abstract: "È pericoloso questo Swift, prende a schiaffi i lettori e non li lascia dormire. Eppure, se non vogliamo essere schiavi, se non vogliamo che i nostri figli lo siano, dobbiamo leggerlo e rileggerlo. È compito urgente". Roberto Bolaño "Se dovessi fare un elenco di sei libri da preservare quando tutti gli altri fossero distrutti, I viaggi di Gulliver vi comparirebbe sicuramente". George Orwell Alla loro comparsa, nel 1726, I viaggi di Gulliver conquistarono immediatamente un pubblico vastissimo e trasversale: se i bambini erano catturati dalla sua trama fantastica, i politici ne coglievano il veleno satirico, riversato sugli eventi e la società contemporanea. Da allora, il libro ha continuato a esercitare un fascino duraturo su lettori di ogni genere, distinguendosi come un unicum nella letteratura mondiale per la sua capacità di agire su piú livelli. Il primo piano è quello della pura invenzione narrativa: Swift costruisce mondi che funzionano come fiabe geometriche, dove la meraviglia è regolata da una logica ferrea. Nei quattro viaggi compiuti da Lemuel Gulliver, il lettore assiste attraverso il suo sguardo a un'infinita serie di prodigi - minuscole cucitrici che infilano invisibili fili di seta in altrettanto invisibili aghi, vespe grandi come pernici e rumorose come cornamuse, un'isola che fluttua in cielo grazie a un enorme magnete e a un assale di diamante -, e vi si abbandona con la curiosità rapita dei bambini. Ma oltre a stimolare l'immaginazione visiva, Swift mette alla prova la nostra capacità di interpretazione. Nei Viaggi di Gulliver, le apparenze spesso ingannano, e l'ironia - tagliente e corrosiva - permea quasi ogni frase. Non è un caso che, nell'ultimo capitolo, il giuramento che il protagonista pronuncia per affermare la propria sincerità riecheggi le parole di Sinone, l'ingannatore che condusse i Troiani a spalancare le porte al cavallo di legno. E a un ulteriore livello, sotto la satira, oltre la favola, resta la domanda portante dell'opera: che cos'è davvero l'essere umano? Sovrano della natura o insetto che si crede re? Meschino come un lillipuziano, feroce come uno yahoo, o ingenuo come il gullible Gulliver? Swift non fornisce risposte, ma voltata l'ultima pagina chi legge ha la sensazione di aver guardato l'umanità intera attraverso una lente deformante - e di avervi scorto, alla fine, il proprio volto. Grazie all'ampio corredo di immagini con cui Lorenzo Mattotti contrappunta il testo, creando un universo visuale parallelo e armonico a quello di parole della nuova traduzione di Anna Nadotti, la versione qui proposta offre un'esperienza sensoriale a tutto tondo, il miglior omaggio possibile all'inventiva multidimensionale del capolavoro di Jonathan Swift.

La vergine nel giardino
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Byatt, Antonia Susan - Nadotti, Anna - Iorio Bates, Giovanna

La vergine nel giardino

Einaudi, 11/06/2013

Abstract: Primo romanzo del "quartetto" che ha per protagonista Frederica Potter, La vergine nel giardino è un libro sull'adolescenza, sull'età delle sperimentazioni e delle prime scelte decisive. È anche una meditazione sul desiderio: amoroso, intellettuale e sessuale. La giovane protagonista, con la sua intraprendenza imbarazzante per l'Inghilterra degli anni Cinquanta, anticipa fin da questo libro i passi difficili della donna che sarà, e che i lettori hanno conosciuto nella Torre di Babele.

La Torre di Babele
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Byatt, Antonia Susan - Nadotti, Anna - Galuzzi, Fausto

La Torre di Babele

Einaudi, 02/07/2013

Abstract: Nel cuore di questo libro ci sono una donna e un bambino. Frederica fugge da un matrimonio sbagliato e da un mondo che non le appartiene, per ritrovare intatta la libertà del corpo, del pensiero e della fantasia. Al suo fianco, il piccolo Leo con la sua confusa e caparbia volontà di non lasciarla andare. Il loro è un tuffo senza rete nel grande mare degli anni Sessanta. E alla loro storia s'intrecciano, in un immenso ambizioso arazzo, tutti i fili di quell'epoca e della sua temperie culturale, estetica e morale. Un grande romanzo con dentro molti libri, la passione e la trasgressione, la ricerca di un modo nuovo di dirsi e di dire, i Beatles e Mary Quant, il fermento artistico, gli echi della guerra in Vietnam... Un grande viaggio nella "Swinging London" dove non tutto è novità, libertà, fantasia.

Natura morta
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Byatt, Antonia Susan - Galuzzi, Fausto - Nadotti, Anna

Natura morta

Einaudi, 11/06/2013

Abstract: Seguito della Vergine nel giardino e precursore della Torre di Babele, questo romanzo racconta i progetti, gli incontri, l'educazione sentimentale di Frederica Potter, quando la protagonista della saga di A. S. Byatt era studentessa all'Università di Cambridge negli anni Cinquanta. Frederica ha rinunciato al teatro e inizia ad appassionarsi alla pittura. La figura di Van Gogh, la sua irrequietezza, il suo folle bisogno di dare alle cose luce e colori esatti diventa una sorta di contraltare alle sue contrastanti esperienze. Iris Murdoch

Una donna che fischia
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Byatt, Antonia Susan - Galuzzi, Fausto - Nadotti, Anna

Una donna che fischia

Einaudi, 01/04/2014

Abstract: Alla fine degli anni Sessanta, Londra e l'Inghilterra vivono un periodo di grandissimo fermento. Frederica Potter è diventata conduttrice di un programma televisivo che si chiama Attraverso lo specchio. Nell'università dello Yorkshire nasce un gruppo che si proclama Antiuniversità. E nella vicina brughiera, la guida di una comunità viene assunta da un leader spirituale carismatico e visionario. Visioni di sangue e di fiamme, di specchi e di doppi, trovano un parallelo nel montaggio a mosaico delle trasmissioni di Frederica. Il linguaggio della religione, del mito e della fiaba si mescolano a quelli della scienza e del computer. Una donna che fischia è l'ultima parte del ciclo iniziato con La vergine nel giardino, e proseguito con Natura morta e La Torre di Babele.

Risposte nella polvere
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Lehmann, Rosamond - Coe, Jonathan - Nadotti, Anna - Agosti Castellani, Maria Luisa

Risposte nella polvere

Einaudi, 30/09/2014

Abstract: Judith Earle conduce una vita ritirata nella sua casa di campagna, in una condizione di agiatezza che le permette di non pensare ad altro che a sé. Nessun dovere e nessuna preoccupazione interrompono i suoi vagabondaggi nel giardino, i suoi sogni a occhi aperti. A risvegliarla saltuariamente non c'è che l'arrivo, nella villa accanto, dei cugini Fyfe: quattro maschi e una femmina con cui, sin dall'infanzia, Judith intesse un rapporto discontinuo, a tratti ambiguo, sempre intenso. Di ciascuno Judith sogna, per ciascuno Judith soffre. Gli studi a Cambridge e l'amicizia appassionata di Jennifer, la ragazza piú popolare del college, la distoglieranno per un po' dai Fyfe; ma nulla le renderà piú semplice e lineare - anzi - il duro lavoro di diventare adulta. All'epoca in cui uscí Risposte nella polvere fece scandalo perché parlava "morbosamente" di sesso, e da allora è rimasto un punto di riferimento per generazioni di lettori. *** "Un libro che finisce per consumarti, per trasformare la tua vita interiore, dalla prima all'ultima pagina". Dall'introduzione di Jonathan Coe *** "Nessuno dei figli di quella casa era stato per lei. Eppure era stata lei che, da fuori, vi aveva fatto irruzione, appropriandosi dei cugini a uno a uno. In fondo, era stata piú forte lei di quanto non fossero stati loro tutti insieme. Si era finalmente liberata della propria debolezza, della vana ossessione di dipendere dagli altri. Non aveva piú nessuno all'infuori di sé stessa: meglio cosí".

Possessione
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Byatt, Antonia Susan - Nadotti, Anna - Galuzzi, Fausto

Possessione

Einaudi, 21/10/2014

Abstract: Roland Michell, giovane studioso londinese mite e riservato, trova accidentalmente in un libro appartenuto a un poeta vittoriano due minute di una lettera indirizzata a una donna. Roland s'improvvisa detective, scopre l'identità della destinataria di quella missiva e coinvolge nelle ricerche la collega Maud Bailey. Ripercorrendo i passi della donna e dell'uomo vissuti un secolo prima, visitando i luoghi dei loro incontri e studiando le opere, i due giovani ricostruiscono e ben presto rivivono, una perduta storia d'amore. I successi di pubblico e di critica mettono in luce quella passione che s'impadronisce del lettore impedendogli di separarsi dal libro finché non sarà arrivato a scoprire la traccia di verità, svelata nel rocambolesco finale.

Gita al Faro (Einaudi)
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Woolf, Virginia - Matar, Hisham - Nadotti, Anna

Gita al Faro (Einaudi)

Einaudi, 11/11/2014

Abstract: 1914. La signora Ramsay, serena e materna. Il signor Ramsay, brusco e severo. Insieme a loro, in vacanza sull'isola di Skye, ci sono gli otto figli e una nutrita schiera di amici. Una sera programmano una gita al Faro. Per James, il figlio piú piccolo, quel faro lontano rappresenta una meta magica e sconosciuta, un luogo a lungo sognato. Ma trascorreranno dieci lunghi anni prima che i superstiti della famiglia Ramsay realizzino quel desiderio in una giornata che farà riaffiorare ricordi mai dimenticati e si trasformerà in un ultimo tentativo di riconciliazione. A partire da un episodio all'apparenza insignificante, Virginia Woolf costruisce un romanzo profondo e straordinario, un viaggio nel cuore di una famiglia, tra conflitti sotterranei, alleanze e tensioni che sopravvivono nel tempo. Un esperimento letterario, un'elegia ai fantasmi dell'infanzia, un caleidoscopio di punti di vista e pensieri che la nuova traduzione di Anna Nadotti restituisce in tutta la sua struggente poesia.