Trovati 782804 documenti.
Trovati 782804 documenti.
Milano : Bompiani, 2011
Abstract: Frequentano le scuole medie o i primi anni del liceo. Giocano al fast sex: sesso occasionale, divorato come un cheeseburger, in fretta, più o meno avidamente, ignorando che resterà sullo stomaco, che non andrà mai giù. Lo fanno sul web, nelle discoteche, soprattutto nelle scuole. È un rito trendy. È un esorcismo collettivo. Serve per ammortizzare la vertigine del vuoto, tenere a bada la noia, segnalarsi, lasciarsi andare alla deriva per forza d'inerzia, senza scegliere. Così i quasi bimbi vendono e comprano corpi per pochi euro, per una ricarica, per un aiuto nei compiti, per una scommessa, per realizzare un filmato da caricare in Rete. Sono irretiti da sogni ciarlatani, intossicati da una brodaglia di messaggi rancidi. Accuditi dai media, dal mercato, dal web, soli in balìa di un cortocircuito tra cattivi esempi pubblici e privati, omissioni formative e affettive. Talvolta, poi, il gioco della piccola escort e del baby utilizzatore sconfina nello stupro. Dopo Ho 12 anni faccio la cubista mi chiamano principessa e L'età indecente, Marida Lombardo Pijola, in un altro libro choc, esplora nuovamente il mondo segreto dei ragazzini. Lo fa attraverso l'intensa narrazione di una storia vera e drammatica, quella della tredicenne Nina. Attraverso le voci e le foto dei ragazzini intercettate sul web. Attraverso l'analisi documentata di un fenomeno che sta dilagando alla velocità della Rete, a ogni latitudine e in ogni ambiente sociale, in un sottosuolo di riti e pensieri sconosciuti al mondo degli adulti.
Firenze ; Milano : Giunti, 2011
Abstract: Mamme che lavorano, mamme casalinghe, severe, docili, allegre, disperate, combattive, coraggiose: attraverso il racconto di figli, mariti, parenti, queste storie raccolgono ritratti di madri con esperienze e percorsi diversi, colte in un momento qualunque della loro vita. Che cosa pensano, che cosa sognano, i sacrifici e le battaglie che sostengono, e soprattutto, i tesori preziosi che lasciano in eredità ai propri figli. Commovente, divertente, vera, una grande lezione di vita sull'amore più grande che c'è.
Il giardiniere di Tibhirine / Jean-Marie Lassausse ; con Christophe Henning
Cinisello Balsamo (Milano) : San Paolo, 2011)
Abstract: Nel 1996, sette monaci trappisti vengono sequestrati nel monastero in cui vivono, lavorano, soccorrono i malati, anche quando si tratti di terroristi. Successivamente vengono barbaramente trucidati e decapitati. A Tibhirine, in Algeria, a distanza di quindici anni dalla consumazione del martirio, il monastero continua a vivere di una presenza diversa. Le relazioni di buon vicinato, il lavoro agricolo in comune e l'accoglienza al monastero continuano ad approfondire le radici di questa presenza e tengono viva la testimonianza dei monaci. Così come il giardino, luogo di memoria, di pace, di incontro con la popolazione musulmana. Domanda aperta sul futuro dell'uomo. Non è al cielo, non è altrove, che io sono chiamato a essere testimone del Vangelo e dell'amore di Dio. È qui, oggi, sulla terra di Tibhirine. Jean-Michel Lassausse
Formigine : Infinito, 2024
Sound ciak
Abstract: Il cinema, a un certo punto della sua storia, necessita di un rinnovamento che permetta l’identificazione di un’audience femminile maggiormente conscia della propria libertà individuale e non solo. Così, d’un tratto, all’interno dello schermo il mondo non esiste più come frutto di una visione maschile ma le donne emergono dapprima dietro la macchina da presa, poi davanti e pian piano oltre. "Cinema, femminile plurale" esplora il rapporto tra le donne e l’industria cinematografica, investigando i dibattiti contemporanei sulla parità di genere nella settima arte, studiando i budget, i riconoscimenti e la (scarsa) presenza delle donne nei ruoli chiave del settore. La cinepresa diventa l’oggetto attorno al quale si discute del contributo al femminile in un panorama ancora oggi poco affermato, con una disamina approfondita dell’influenza di registe del calibro di Ida Lupino e Chantal Akerman, del silenzioso sguardo delle spettatrici illustrato secondo le teorie psicoanalitiche più ricercate e dell’impatto della critica cinematografica femminista promossa da professioniste come Laura Mulvey, Claire Johnston e Dorothy Arzner. La prefazione della critica cinematografica Chiara Cozzi completa questo scorcio sulla lotta del contemporaneo per una minore esclusione all’interno della “fabbrica dei sogni”. “Le donne hanno trasformato il linguaggio cinematografico, portando sullo schermo storie di resistenza, d’amore, di lotta e di speranza. Il cinema femminista non è solo una corrente, ma una necessità culturale, un modo per restituire complessità e profondità a una metà del mondo spesso trascurata o banalizzata”. (Chiara Cozzi)