Trovati 120 documenti.
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Hokusai : 1760-1849 / L'arte antica, Il gabinetto delle stampe
[S.l. : s.n., 1970]
Mondadori libri, 2021
Abstract: Pubblicate grazie al lavoro di decine di artigiani tra il 1861 e il 1868, le incisioni di Gustave Doré per la Divina Commedia riscossero da subito un grande, meritato successo, tanto da imprimere i regni d'oltretomba nell'immaginario di più generazioni. Forse solo Michelangelo, nelle sue illustrazioni perdute per la Commedia, aveva saputo rendere con energia paragonabile la plasticità tormentata dei corpi dei dannati, solo Botticelli la grazia e la leggerezza angelica dei beati. Impareggiabile resta la capacità di Doré di creare paesaggi inediti, dai mostruosi antri infernali mai toccati dal sole alla luminosità rarefatta dell'Empireo. Questo volume riproduce in forma integrale le centotrentacinque tavole, legandole con didascalie narrative che consentono di ripercorrere il viaggio dantesco "leggendo" le immagini: un omaggio al genio di Doré e insieme un invito a esplorare la "selva" dell'opera dantesca.
Raffaello : l'invenzione del "divino pittore" / a cura di Roberta D'Adda
Skira : Fondazione Brescia musei, 2020
Abstract: Catalogo della mostra omonima tenuta a Brescia, Museo di Santa Giulia, 2 ottobre 2020-10 gennaio 2021. La mostra rinsalda il profondo legame tra Raffaello Sanzio e la città di Brescia nel cinquecentenario della morte del maestro di Urbino. Il progetto “Raffaello. L’invenzione del divino pittore” intende ragionare sul concetto di creazione ed elaborazione del mito, sulla sua custodia e conservazione, e sugli aspetti che hanno determinato l’avvio dell’“industria culturale”, a partire da una delle icone più rappresentative dell’Europa moderna, e puntando l’attenzione sull’eredità di Paolo Tosio e di Giuseppe Bossi e sul loro contributo al culto della memoria raffaellesca. La mostra e il catalogo danno la possibilità di valorizzare le maestose collezioni grafiche bresciane che attestano l’ininterrotta fortuna dei modelli raffaelleschi nelle arti e presso i collezionisti dal Cinquecento all’Ottocento, nonché la nascita di un vero e proprio ‘mito del divino pittore’, che raggiunge il suo massimo sviluppo nel XIX secolo, nel contesto della temperie culturale neoclassica e romantica. L’ininterrotta fortuna di Raffaello nell’arco di cinque secoli fu un fenomeno non solo pittorico e le stampe presentate costituirono l’ordito su cui andò tessendosi la trama di questo mito: alle incisioni infatti, prima ancora che alla diretta conoscenza degli originali, fu affidata la trasmissione della cultura figurativa raffaellesca.
Giancarlo Vitali : catalogo dell'opera incisa, 1980-1993 / a cura di Paolo Bellini
Milano : O. Bellinzona : C. Linati ; Lecco : G. Stefanoni, 1994
Stampe delle opere scolpite da Antonio Canova
Ristampa anastatica
Crocetta del Montello : Antiga, c2022
Abstract: La presente pubblicazione è la riproduzione anastatica, integrale e fedele adattata a un formato stampa, del volume di incisioni delle opere di Antonio Canova, che il fratello abate Giovan Battista Sartori donò all'Ateneo di Treviso nel 1837. Si tratta di un unicum, per il valore storico del dono, l'unicità del libro nella qualità e nel numero di incisioni che raccoglie, ben 86, e notevole anche per il formato e la confezione che lo conserva. L'occasione della mostra per il centenario canoviano è stata colta come straordinaria opportunità per realizzare questa preziosa edizione anastatica. Le incisioni raccolte documentano in maniera ampia la produzione canoviana, risultando una summa dell'impegno dell'artista nell'uso di questa arte per la divulgazione delle sue creazioni. Lo scopo era farne omaggio ad amici e personalità illustri, ma era anche quello di diffondere a raggio europeo quanto man mano egli andava facendo, cosicché un vero e proprio mercato di queste stampe andò a crearsi, a Roma come a Parigi, con negozianti che avevano l'esclusiva della vendita.
Milano : Ricci, 1999
Pavia : Biblioteca civica Bonetta, 2013
Milano : Istituto G. Pini, 2003
Mantova : Arianna Sartori, 2014
Incisioni della raccolta Majno : catalogo della mostra : Palazzo di Brera, Milano, maggio 1958
[S.n.], stampa 1958
Attraverso gli albi e le cartelle : : sensazioni d'arte : prima serie / Vittorio Pica
Bergamo : Istituto italiano d'arti grafiche, 1904
Attraverso gli albi e le cartelle : : sensazioni d'arte : seconda serie / / Vittorio Pica
Bergamo : Istituto italiano d'arti grafiche, 1907
Le stampe originali : : guida al riconoscimento e all'acquisto / / Alessandro Gusmano
Padova : Nova charta, 2014
Cimelia
Milano : Galleria Ciranna, [1966]
Paris : Maeght, 1968
Occhi di Testori : Giancarlo Vitali e la poesia / interventi di Giovanni Testori ... [et al.]
Lucca : Cinquesensi, [2017]
Casa della poesia. Quaderni
Abstract: Siamo, ecco, sulla riva di «quel» ramo. Così possiamo chieder soccorso alla voce sgranata, epperò fermamente docente e rammentante, di Franco Parenti mentre, nella «prova» degli «sposi promessi», insegna a pronunciarlo il «quel» di «quel ramo», e così, piano, piano, disegna, di lui, il ramo, la colma calma, frastagliatissima sequenza; fino ad arrivare là, sul fondo; poco prima che curvi verso Piona; quanto dire, a Bellano; borgo che, di fatti, uno dei personaggi della «prova» pronuncia. (Giovanni Testori, I fasti della pittura «Il genio degli ignoti»: Giancarlo Vitali)
30. anni di incisioni : Palazzo Carpani Beauharnais, 13-14 ottobre/20-21 ottobre
Pusiano : Associazione culturale Promoterre, 2001
Proposte d'arte ; 5
Il lago di Como : 1822 / Johann Jakob Wetzel ; introduzione e traduzione di Piero Bianconi
Milano : Il Polifilo, [2011]
Immagini
Abstract: Dopo i laghi elvetici il Wetzel scoprì i laghi insubrici, il Lario, il Verbano e il Ceresio e finalmente il Garda. Le quindici vedute del Voyage pittoresque au lac de Côme uscirono nel 1822: quattro anni prima che le limpide acque del Lario fossero turbate dai primi battelli a vapore; ancora non conoscevano che le barche da pesca con i curvi arcioni per la tenda, i grevi comballi con la gran vela quadrata e le agili gondole da diporto, che il Giovio metteva accanto alle veneziane. Così che il nostro artista poteva godersi il pulitissimo lago e l'aria tranquilla, alieno come era da romantici sconvolgimenti e burrasche. Voleva uno specchio limpido a riflettere e filtrare le cristalline trasparenze dell'atmosfera, e le montagne, i promontori, le ville e i villaggi, a raffinare le delicatezze del cielo e della luce d'Italia da lui scoperta sul Lario per la prima volta, con un rapimento che si ritrova nelle bellissime vedute, nel polverio di luce, nelle trasparenti lontananze, nel cielo solcato di limpide nubi: quel cielo di Lombardia in queste vedute veramente e manzonianamente bello. Questa edizione presenta la traduzione italiana del testo del Wetzel e le tavole in misura di due terzi dell'originale da cui sono state riprodotte, quasi certamente colorito dallo stesso Wetzel. introduzione di Piero Banconi.