Trovati 859062 documenti.
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Il pensiero politico medievale / Robert W. e Alexander J. Carlyle ; a cura di Luigi Firpo. Vol. 4.
Collezione storica
Storia d'Europa / H. A. L. Fisher ; traduzione italiana di Ada Prospero. Storia antica e medievale.
2. ed.
Collezione storica
2. ed.
Collezione storica
Storia d'Europa / H. A. L. Fisher ; traduzione italiana di Ada Prospero. esperimento liberale.
2. ed.
Collezione storica
Milano : Feltrinelli, 2008
Abstract: Alla fine del diciottesimo secolo, Adam Smith predisse la possibilità di un riequilibrio dei rapporti di forza tra l'Occidente e il resto del mondo, e la nascita di un commonwealth delle diverse culture. La straordinaria ascesa economica cinese consente a Giovanni Arrighi di rileggere Smith in maniera radicalmente diversa rispetto al passato e di riesaminare la previsione del grande economista alla luce del recente tentativo americano di dare vita al primo vero impero globale della storia. Arrighi esamina come il progetto per un nuovo secolo americano sia stato concepito come risposta allo spettacolare successo economico cinese degli anni novanta e come la disfatta irachena potrebbe avere come esito la Cina nei panni di vero vincitore della guerra ingaggiata dagli Stati Uniti contro il terrorismo. La tesi del libro è che, nel corso del ventunesimo secolo, la Cina potrebbe diventare quel tipo di economia di mercato non-capitalistica a suo tempo immaginato da Smith, ma in condizioni storiche mondiali e nazionali totalmente differenti, aprendo la strada a una maggiore eguaglianza tra le nazioni.
Gli italiani e la politica / a cura di Marco Maraffi.
Bologna : Il mulino, [2007]
Studi e ricerche ; 559
Paternità e lavoro / a cura di Laura Calafà ; [scritti di Marina Piazza ... et al.]
Bologna : Il mulino, copyr. 2007
Paranoia e politica / [a cura di] Simona Forti e Marco Revelli
Torino : Bollati Boringhieri, 2007
Abstract: Il paranoico è ossessionato dalla stabilità del reale, nemico della contraddizione e della complessità, persegue con tenacia una visione compatta e granitica del mondo. La paranoia si nasconde così nelle costruzioni complottistiche cospirazioniste che attraversano la storia moderna e contemporanea, dalla Rivoluzione Francese alla guerra contro il terrorismo. Tentativi, pericolosi e dagli esiti spesso drammatici, di riportare ordine e coerenza alla frammentazione illogica degli eventi. Ma soprattutto la paranoia è stata la malattia del Novecento, la malattia dei regimi totalitari, dell'annullamento delle differenze, a favore di un Soggetto collettivo monopolizzato da una mente totale. Ecco allora il quesito a cui rispondere: che cosa è rimasto con noi, oggi, di tale malattia?
Torino : Bollati Boringhieri, 2008
Abstract: Secondo una tradizione giornalistico-letteraria e storiografica, il 25 luglio 1943 gli italiani si sarebbero adattati con prontezza e disinvoltura al nuovo clima politico antifascista. Che fosse utilizzata per stigmatizzare l'eterno opportunismo italico o come prova della tenace avversione covata dalla società nei confronti della dittatura, quella narrazione ha avvalorato l'idea del completo fallimento dell'esperimento totalitario fascista. Indagando nelle pieghe più riposte della coscienza collettiva nazionale dell'immediato dopoguerra, l'autore porta alla luce la percezione affatto diversa che della dittatura e dei suoi lasciti ebbero i contemporanei, punto di partenza per ricostruire il rapporto intrattenuto dagli italiani con l'esperienza e la memoria del fascismo e per valutare l'impatto del progetto totalitario del regime e i suoi effetti di lungo periodo sulla società italiana. L'attenzione viene focalizzata sulla gioventù intellettuale che più di altri settori della popolazione era stata esposta all'azione di pedagogia totalitaria del fascismo, per rilevare i condizionamenti di quella formazione originaria, le linee di continuità e le fratture nel percorso di transizione al postfascismo. Ripercorrendo il lungo viaggio compiuto dai giovani intellettuali per liberarsi dalle suggestioni e dai miti del fascismo, il volume contribuisce alla conoscenza della riconversione alla democrazia di una parte della classe dirigente nazionale formata per servire lo Stato nuovo fascista.
Le guerre di religione nel Cinquecento / Corrado Vivanti
Roma : Laterza, 2007
Abstract: Nel Cinquecento l'affermarsi della Riforma protestante in Europa apre una stagione di aspre lotte fra i seguaci dell'antica fede e coloro che seguono le dottrine di Lutero o di Calvino. Francia, Spagna, Inghilterra e Paesi Bassi sono incendiati dalle guerre civili, strumentalizzate da complesse trame politiche e lotte di potere internazionali. In Francia, a partire dal 1560, gli eccessi e fanatismo provocano massacri e distruzioni e insanguinano il regno fino al 1598, quando l'Editto di Nantes, concedendo ai riformati parità di diritti e libertà di culto, seda il conflitto. La Spagna, maggiore potenza cattolica dell'epoca, interviene pesantemente in appoggio delle forze cattoliche francesi. I riformati francesi appoggiano invece gli indipendentisti dei Paesi Bassi che, guidati da Guglielmo d'Orange, si battono contro gli spagnoli rivendicando la libertà di culto e l'indipendenza politica saltuariamente aiutati anche dall'Inghilterra. Agli albori del Seicento, dopo un lungo secolo di lotte intestine l'Europa si presenterà assai diversa da ciò che era stata mezzo secolo prima.