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Bollati Boringhieri, 16/06/2011
Abstract: Per decenni le differenze di temperamento sono state attribuite a fattori esclusivamente ambientali. Quando le teorie di Freud imperavano, le differenze nella risposta emotiva e comportamentale delle persone venivano tutte legate a esperienze vissute, alla condizione familiare, a traumi subiti nel corso della prima infanzia.Jerome Kagan dopo aver organizzato il più grande esperimento di psicologia al mondo, seguendo passo passo centinaia di persone per oltre vent'anni, rovescia qui la prospettiva e mette in risalto la base biologica del temperamento, mostrando come una parte importante del carattere sia invece direttamente influenzata dalla struttura genetica. Ma se è vero che c'è una base ereditaria è anche vero che le esperienze sono in grado di modellare una buona parte del nostro carattere.I progressi compiuti negli ultimi cinquant'anni hanno rivelato la straordinaria complessità di queste tendenze biologiche e la necessità di combinare la biologia con l'esperienza per poter spiegare gli stati d'animo tipici di una persona, le sue reazioni alle sfide, le sue abitudini quotidiane. La trama della vita è la prima approfondita prova di questo rinnovato campo di studi.Che cosa determina il carattere?Il primo studio che ha rivelato l'importanzadei geni nel definire la natura umana.
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Il potere autentico delle relazioni
Corbaccio, 23/06/2011
Abstract: Il mondo attuale consente a ciascuno di noi di evolvere al di là dei limiti dei cinque sensi e di vivere esperienze di noi stessi e di ciò che ci circonda molto più estese rispetto a quanto non fosse possibile un tempo. La nostra percezione non è più confinata a quanto potevamo vedere, udire, toccare, annusare e gustare: ora siamo in grado sempre di più di accedere a conoscenze che i sensi non possono individuare. Questa percezione ampliata altera in modo definitivo l'esperienza di noi stessi, del mondo e delle nostre relazioni ed esige da ciascuno di noi di esplorare e coltivare le sorgenti del nostro amore e di individuare e guarire le fonti interiori di tutto quello che ci impedisce di amare (le nostre paure). Anche le relazioni stanno quindi cambiando e in ogni momento siamo chiamati a compiere una scelta profonda: possiamo fingere che la nostra vita e il nostro mondo non siano cambiati e continuare a relazionarci l'un l'altro come prima, oppure possiamo usare le relazioni per trasformarci in individui pieni di amore e dotati di potere autentico. Questo libro parla di nuove relazioni e della nuova e profonda dinamica relazionale che ci permette di raggiungere il nostro pieno potenziale, ottenendo la vita gioiosa e soddisfacente a cui tutti aspiriamo. La dimensione spirituale nelle relazioni non riguarda solo le coppie sposate, ma si può creare ovunque due o più persone decidano di impegnarsi su un piano di parità per raggiungere la crescita spirituale. Ricco di esempi e di consigli, Il potere autentico delle relazioni ci consente di esplorare le nostre emozioni, le nostre intenzioni, le nostre scelte e le nostre intuizioni, usandole per realizzare una profonda crescita spirituale. Il mondo sta cambiando intorno a noi e dentro di noi e Il potere autentico delle relazioni è la mappa che ci guida a tale cambiamento.
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Bompiani, 15/06/2011
Abstract: "È con l'anima sulle labbra che scrissi in quegli anni appassionati la maggior parte delle pagine incluse in questa raccolta che a suo tempo interessarono giovani incatenati da una guerra non voluta, da un linguaggio grottesco, da coercizioni medievali e ritrovarono non tanto nelle mie parole quanto nei libri che proponevo le loro ansie libertarie, i loro sogni di anarchia, di democrazia, di sincerità.Ancora adesso, cinquant'anni dopo questa Antologia di Spoon River, questo libretto tanto disprezzato dalle Accademie, viene scambiato tra ragazzi innamorati come una specie di pegno d'amore.È anche per questa passione di poco spenta dagli anni che Edgar Lee Masters apre la presente edizione. Ecco. Ormai questi autori che io amavo mentre stavano trasformando la storia della letteratura americana sono diventati dei classici: se dovessi scrivere adesso queste presentazioni potrei aiutarmi con decine e decine di biografie e monografie che riempiono i miei scaffali. Ma quella felicità di scoperta, quella gioia di trasmetterla ad altri, forse oggi non l'avrei più; forse l'anima non mi salirebbe più sulle labbra."Dalla Prefazione di Fernanda Pivano
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Rizzoli, 01/01/2011
Abstract: POSSIAMO EDUCARE i nostri figli facendoli divertire e, perché no, divertendoci assieme a loro? La risposta di Lucia Rizzi, ormai da anni un sicuro punto di riferimento per i genitori italiani, è un entusiastico "sì!". D'altra parte, il "lavoro" di madre e di padre è un impegno continuo, che non conosce pause, e anche il tempo libero può essere finalizzato all'apprendimento di corrette abitudini, senza con questo perdere in piacevolezza e spasso per tutti. Anzi!Dopo aver affrontato in generale il tema dell'educazione da 0 a 15 anni nella serie bestseller Fate i bravi!, la tata più famosa d'Italia propone questo nuovo volume pratico che offre un'ampia e variegata serie di giochi e attività che, pur mantenendo sempre carattere ludico, favoriscono una crescita serena e il consolidarsi di positivi rapporti familiari.Come bloccare il capriccio del piccolo di 2 anni che non vuole uscire di casa? Semplice: basta proporgli La telefonata.Che gioco è adatto a un bambino di 5 anni che urla un po' troppo? È perfetto I rumori attorno a noi. E, se poi ne volete stimolare la mente già vivacissima, provate con Sequenze di lettere e numeri.Chi scatta per primo? è invece solo una delle otto attività per allenare i bambini fra i 6 e i 10 anni a diventare Bravi Sportivi, ovvero ad acquisire tutte le attitudini necessarie per giocare bene in una squadra, ma anche in famiglia e a scuola.E se il vostro adolescente si rifiuta di comunicare con voi? Stanatelo con La lista delle preferenze.Queste e tante altre sono le proposte originalissime che vi consentiranno di trasformare il tempo libero — in casa o all'aria aperta, in due o in tanti — e ogni momento della quotidianità — quando apparecchiate la tavola o durante un viaggio in automobile — in utile e proficuo divertimento. Da vivere felicemente insieme, bambini, ragazzi e genitori. Perché il gioco è più bello e funziona meglio se partecipano tutti
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Feltrinelli Editore, 01/01/2010
Abstract: A Faguas, un paese immaginario del Centro America, si consumano giochi di potere e corruzioni politiche, rocamboleschi abusi e fantasiose depravazioni. E quando proprio non se ne può più di tutti questi eccessi, dopo aver smascherato un noto magistrato che ha istallato una costosissima stanza refrigerata per tenerci un pinguino importato di contrabbando e organizzarci orge con gli amici politici, la giornalista Viviana Sansón e le sue tre amiche del Club del Libro fondano il Partito femminista della Sinistra Erotica, che stravince le elezioni e ribalta la vita, la società e l'economia del paese.Grazie all'aiuto del vulcano Mitre, le cui esalazioni durante l'ultima eruzione riducono gli uomini senza testosterone, il nuovo governo può varare il suo programma: i maschi a casa e le donne al lavoro!Ma ecco che a pochi mesi dalla sua nomina, durante un comizio, la quarantenne e seducente Presidentessa Viviana Sansón cade vittima di un attentato. E mentre il capo di stato giace in coma in un letto d'ospedale con una pallottola conficcata nel cranio, è il ministro della Difesa, Eva Salvatierra, a incaricarsi di risolvere il caso e di sedare le sommosse degli uomini, che manifestano per riconquistare il potere nel paese delle donne.Chi si cela dietro l'attentato alla Presidentessa? Sarà Dionisio, il bellimbusto marito di Ernestina, che la mattina vede la Madonna piangere perché le femministe stanno sovvertendo le consolidate leggi patriarcali? O si tratta di un complotto più grande e ancora tutto da svelare?
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Feltrinelli Editore, 20/06/2013
Abstract: Alla fine degli anni ottanta, quando gli elettori lombardi sanzionano l'arroganza e la corruzione della classe politica votando per la Lega Nord, si fanno sedurre dall'intemperanza anche lessicale di Umberto Bossi. La sua "idiozia" politica, le maschere che di volta in volta indossa diventano la chiave del suo successo. Il suo stile verbale rievoca il buffone della tradizione medievale, non rispettando niente e nessuno, e deridendo a più riprese le istituzioni più care al paese. Con lui la pratica politica smarrisce per la prima volta ogni riferimento di senso, diventando una giravolta di annunci, minacce, promesse e intenzioni, in una parola sola "spettacolo". Da questo punto di vista – argomenta Lynda Dematteo – il suo linguaggio e le sue maniere rimandano ai personaggi della tradizione della Commedia dell'arte: il politico Bossi pertanto si trasfigura nella maschera Bossi, una delle tante che dall'età moderna sono state fulcro dell'elaborazione delle identità collettive del nostro paese. Come emerge da questo approccio etnografico, la Lega Nord, però, non si limita solo a rappresentare le maschere più profonde del nostro immaginario collettivo attraverso l'invenzione di un linguaggio tutto "suo", ma ha campo libero per fare politica nel senso più classico del termine, cioè creando miti, manipolando simboli, rielaborando la cultura politica dell'intero paese. Alla prova dei fatti la Lega si dimostra più gramsciana dell'intera sinistra, conquistando l'egemonia culturale e investendo in modo ramificato tutti i settori della società. Il capovolgimento semantico si compie fino in fondo; la semplicità lessicale, popolare e dialettale agìta contro l'arroganza delle classi colte e urbane si trasforma nel suo contrario: l'arroganza della semplicità."Sia ben chiaro, Lynda Dematteo non insulta: descrive con sapienza un'innovazione comunicativa che ha finito per travolgere i fondamenti del confronto democratico. L'idiota in politica è una figura vincente che da un quarto di secolo occupa la scena pubblica italiana, ma che nessuno prima di lei ci aveva rivelato nella sua formidabile efficacia simbolica. E naturalmente Umberto Bossi non è idiota. Fa l'idiota, cosa ben diversa."Gad Lerner
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Feltrinelli Editore, 01/01/2010
Abstract: Yūko è in grado di vedere cose che gli altri non vedono, e di indovinare i desideri e i pensieri di chi le sta intorno grazie a una sensibilità fuori dal comune. Compiuti quattordici anni, tutto sembra assumere sfumature misteriose, e il mondo si popola di bizzarre creature. Yūko sta imparando ad assegnare un colore a ogni stato d'animo e a ogni emozione; a insegnarglielo è Kyū, il suo maestro di disegno, che ha il doppio dei suoi anni. Quando dal fusto di una pianta fuoriescono degli strani omini verdi, loro sono gli unici a vederli. Nello stesso istante, Yūko assapora l'incanto sottile del primo amore.Sospesa tra realtà e immaginazione, un'adolescente va incontro alla vita accompagnata dagli affetti più cari, e scopre, giorno dopo giorno, i turbamenti del cuore, la tenerezza dei sentimenti e la difficoltà di diventare grande..
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Le leggi dei longobardi. Storia, memoria e diritto di un popolo germanico
Viella Libreria Editrice, 22/06/2011
Abstract: Il complesso delle leggi longobarde emanate tra il VII e il IX secolo, che potrebbe apparire come un arido elenco di norme giuridiche, rappresenta in realtà uno strumento insostituibile per entrare nei meccanismi sociali, economici e culturali della prima età longobarda; un'autentica fonte storica, il cui carattere, così poco formalizzato, ci consente di collegarci in modo immediato alla complessa realtà di quel lontano periodo.Il volume presenta, nel testo latino e in traduzione italiana e con un inedito apparato di indici, l'Editto del re Rotari (643) – la prima e più nota codificazione scritta del patrimonio normativo dei Longobardi, sino ad allora trasmesso solo oralmente –, le aggiunte dei successori di Rotari e le leggi emanate nell'Italia meridionale longobarda dai principi di Benevento tra il 774 e l'866, dopo che il regno longobardo del nord era scomparso in seguito alla conquista dei Franchi.In aggiunta vengono presentate anche due brevi storie dei Longobardi, nelle quali la rievocazione dei fatti più remoti finisce con l'assumere i tratti della narrazione leggendaria: l'Origo gentis Langobardorum (VII secolo) e la Historia Langobardorum Codicis Gothani (IX secolo); due testi che nei manoscritti svolgono la funzione di veri e propri prologhi del corpo di leggi, a testimonianza dell'esistenza di un nesso inscindibile tra la memoria storica della stirpe e l'apparato normativo che in tale tradizione trovava fondamento e legittimità.
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Rizzoli, 01/01/2011
Abstract: Un bambino di appena quattro anni nascosto sotto il tavolo di una grande cucina, nell'attesa degli eventi che diventeranno poi la sua vita. È questa la prima immagine che appare a Emanuele Severino quando, errando tra i ricordi, riavvolge i fili della propria esistenza. Errando, appunto, perché il ricordo è di per sé falso me distratto.Tra aneddoti e suggestioni, riaffiorano l'infanzia a Brescia e gli anni della guerra; la scomparsa prematura di suo fratello Giuseppe, arruolatosi come "volontario" sul fronte francese, e l'incontro con Esterina, "la ragazza più bella di Brescia", che sarebbe diventata sua moglie e che è lo sfondo di queste pagine; gli studi universitari a Pavia e l'insegnamento alla Cattolica di Milano, a seguito del "maestro"Gustavo Bontadini; la controversia con la Chiesa, che nel 1970 proclamò l'insanabilità delle posizioni del filosofo con quelle della dottrina cattolica, e l'evoluzione del suo pensiero; il rapporto con i figli Anna e Federico e quello con i suoi allievi; la stesura delle sue opere e le conversazioni filosofi che con gli amici, come il sindaco di Brescia Bruno Boni, la cui ultima volontà fu di avere nella bara una copia diEssenza del nichilismo.E i viaggi, quasi tutti con Esterina: in giro per l'Italia e per il mondo; il primo da sposati, nel '51, in una Germania ancora distrutta, o l'ultimo, nel 2009, nell'Avana di Fidel Castro.Il mio ricordo degli eterni è lo sguardo dell'autore che per la prima volta si posa, delicato e ironico, su frammenti della sua vita, illuminando via via luoghi, volti ed esperienze, perché "ciò che se ne va scompare per un poco. Ma poi, tutto ciò che è scomparso riappare"
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Casa Editrice Nord, 09/05/2011
Abstract: Milano, 1484. Nuvole di tempesta si addensano sui domini di Ludovico il Moro, minacciati dall'ambizioso duca di Pontalba. Tutte le speranze del signore di Milano sono riposte nel suo ingegnere di corte, Leonardo da Vinci, che sta mettendo a punto un'arma rivoluzionaria: una macchina volante. Ma i lavori s'interrompono bruscamente quando, nei giardini del Castello Sforzesco, viene ritrovato il cadavere del capo degli apprendisti con accanto alcuni disegni preparatori del prototipo. Il ragazzo aveva deciso di tradire il Moro e di vendere il progetto al nemico? Oppure si è sacrificato per proteggere quelle carte così preziose? Destreggiandosi da par suo tra i sospetti e i rancori che turbano la corte, Leonardo chiede aiuto al suo più fidato assistente, Dino, che però è costretto a muoversi con estrema cautela. Il falegname incaricato della costruzione della macchina volante è infatti suo padre, il quale ha subito riconosciuto in lui la figlia Delfina, scappata di casa un anno prima: se l'uomo rivelasse l'inganno, spezzerebbe per sempre il sogno della giovane di diventare pittrice. Divisa tra la necessità di proteggere il proprio segreto e l'obbedienza dovuta a Leonardo, Delfina dovrà attingere alle proprie riserve di coraggio e di astuzia per squarciare la fitta rete di misteri e tradimenti: in pericolo, non c'è soltanto il suo futuro, ma anche la vita del Maestro...
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Longanesi, 12/05/2011
Abstract: Molti hanno parlato del Cavour grande statista, pochi del Cavour uomo. Del "grande tessitore" dell'Unità d'Italia, artefice di un capolavoro diplomatico che solo qualche anno prima sarebbe stato inimmaginabile, Piero Ottone traccia un ritratto politico-esistenziale agile ma esaustivo (con qualche amaro confronto con la realtà odierna). Ne sonda il temperamento freddo e risoluto ma animato da grande passione, ne esplora gli affetti, il rapporto con il padre, e gli umori (era un ciclotimico sempre in bilico tra euforia e depressione). Racconta gli amori avventurosi e complicati di un uomo al tempo stesso romantico e libertino. Insieme cordiale e sgradevole, affascinante e collerico, Cavour era soprattutto un uomo d'azione che agiva secondo le circostanze. Sono gli eventi, più che gli ideali, a ispirare i politici di razza, e nella sua folgorante ascesa pubblica lui fu senz'altro un uomo che visse la politica come arte del possibile. Spirito autenticamente liberale, amava il juste milieu, il giusto mezzo. L'unificazione della penisola non fu il sogno della sua vita: divenne un obiettivo quando si presentò l'occasione per conseguirla. In verità, come afferma Ottone, egli "fece politica, in primo luogo, per trovare se stesso".
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Il dottor Prottor e la vasca del tempo
Salani Editore, 19/05/2011
Abstract: Altro che macchine, la vasca del tempo del dottor Prottor e la sua speciale schiuma da bagno sono le più geniali delle invenzioni! Immergetevi con Tina e Bulle in un'avventura che potrà addirittura cambiare il corso della Storia e... Tenetevi forte! Il dottor Prottor, l'inventore di mille genialate tra cui la fantastica polvere per petonauti, è volato a Parigi per ricongiungersi con l'amore della sua vita, la bellissima e sfortunata baronessina Juliette Margarin. Qualcosa però deve essere andato storto, perché un giorno Bulle e Tina ricevono una cartolina, che suona più come un S.O.S.: il dottor Prottor è rimasto intrappolato nel tempo! Ora tocca al ragazzino dai capelli rossi salvare il professore, e in fretta. Mentre Bulle parte per Parigi con l'inseparabile amica Tina, non sa di essere seguito dall'abominevole Raspa, ex assistente di Prottor, e dal suo terribile alito che sa di calzini bagnati. E nonostante la loro fervida immaginazione i due ragazzini non possono immaginare che cosa li aspetta: un'incredibile avventura nel tempo a bordo di una vasca da bagno, che li porterà dal palcoscenico del Moulin Rouge alla battaglia di Waterloo, dalla prigione di Giovanna d'Arco al Tour de France, per salvare lo scienziato pazzo e, forse, cambiare la Storia.
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L'ultimo testamento della sacra Bibbia
Guanda, 26/05/2011
Abstract: James Frey non è come gli altri scrittori. È stato accusato di essere un bugiardo. Un impostore. Un traditore. È stato definito un salvatore. Un rivoluzionario. Un genio. I lettori gli hanno fatto causa. Gli editori americani lo hanno dato in pasto ai media senza difenderlo. Per un po' si è sentito costretto a lasciare l'America. È anche un fenomeno best seller, amato dai lettori di tutto il mondo. Ciò che fa paura a molti è che Frey gioca con la verità, sempre sulla linea sottile tra fatti e finzione. Ora ha scritto il suo romanzo più rivoluzionario, più controverso. Che cosa fareste se scopriste che il Messia è vivo? Oggi. A New York. Che fa l'amore con uomini e donne. Che pratica l'eutanasia ai morenti e guarisce i malati. Che sfida i governi e condanna l'ordine religioso. Che cosa fareste se vi capitasse di incontrarlo? Se cambiasse la vostra vita. Gli credereste? L'Ultimo Testamento della Sacra Bibbia. Vi sconvolgerà. Vi ferirà. Vi farà paura. Vi farà arrabbiare. Vi farà pensare in modo diverso. Vivere in modo diverso. Vi aprirà gli occhi sul mondo in cui viviamo. Abbiamo aspettato duemila anni l'arrivo del Messia. Lui era qui. Questo libro racconta la sua storia.
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Casa Editrice Nord, 01/01/2011
Abstract: Non ricorda niente, Josefin. Camminava nel parco, poi è stata aggredita. Infine il buio. Guardando gli occhi di quella fragile quindicenne, violata nel corpo e nell'anima, l'ispettrice Malin Fors vede gli occhi di sua figlia e sa di dover fare giustizia. Nel giro di pochi giorni, però, un'altra adolescente scompare nel nulla e, quando viene ritrovata, Malin questa volta non può neppure guardarla negli occhi. Perché la ragazza è stata uccisa e il cadavere è stato abbandonato in riva al lago che costeggia Linköping, coperto da un sudario di sabbia. E il caldo asfissiante che opprime la città sembra rallentare anche il corso delle indagini: prima i sospetti si appuntano su un gruppo di extracomunitari; poi, dopo aver accertato che il colpevole non può essere un uomo, gli investigatori si concentrano sulla comunità lesbica di Linköping. Scatenando così l'ira e l'indignazione dell'opinione pubblica, che non esita ad accusare la polizia di razzismo e d'intolleranza. Tuttavia Malin è l'unica a intuire che, per fermare l'assassino, è necessario scavare in un passato oscuro e tormentato, lasciandosi guidare da quegli occhi: gli occhi delle vittime, ma anche dei colpevoli. Per ascoltare le loro storie, per vivere le loro paure, per conoscere le loro verità...
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Ciò che conta è la bicicletta. La ricerca della felicità su due ruote
Ponte alle Grazie, 26/05/2011
Abstract: Senza dubbio il più popolare mezzo di trasporto nella storia, la bicicletta è una delle più grandi invenzioni dell'umanità. Robert Penn ci va da quando ha memoria, ci ha anche fatto il giro del mondo. Tuttavia, nessuna delle innumerevoli due ruote che ha posseduto è riuscita a incarnare fino in fondo questa sua autentica devozione. È il momento di farsi fare una nuova bicicletta, un gioiellino costruito su misura in grado di riflettere appieno lo stato di grazia in cui si trova mentre pedala, quello di "un comune mortale in contatto con gli dèi". Ciò che conta è la bicicletta è un appassionante viaggio nella progettazione e nella costruzione della bici dei sogni. Da Stoke-on-Trent, dove un artigiano gli cuce addosso un telaio fatto a mano, alla California, patria delle mountain bike, dove nel retro di un anonimo negozio Robert assiste alla nascita delle ruote, passando per Portland, Milano e Conventry, culla della bicicletta moderna, è il racconto di una storia d'amore. E già che c'è, pezzo dopo pezzo, Penn coglie l'occasione di esplorare la cultura, la scienza e la storia della bicicletta, per narrarci come abbia cambiato il corso della storia dell'uomo: dall'invenzione del "cavallo della gente comune" al suo ruolo nell'emancipazione della donna, fino al fascino immortale di Giro d'Italia e Tour de France. Ecco perché pedaliamo. Ecco perché questa macchina così semplice rimane al centro della nostra vita oggi.
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Il mistero della genesi. L'incredibile scoperta delle vere origini dei faraoni
Corbaccio, 26/05/2011
Abstract: La soluzione all'enigma delle origini della civiltà egizia e la spiegazione della sorprendente conoscenza "soprannaturale" che gli egizi avevano in materia di astronomia e di astrologia sono quesiti che a lungo hanno coinvolto esperti e appassionati. Grazie a Bauval e Brophy ora dobbiamo però pensare all'Egitto in termini nuovi rispetto a quelli proposti dalla cultura accademica ufficiale. Gli autori dimostrano infatti che è esistita una precedente antica cultura neroafricana che possedeva anche una sofisticata comprensione dell'astronomia, lasciò abbondanti tracce della sua presenza in incisioni rupestri su rocce, grotte e nei wadi, come a Gilf Kebir e a Jebel Uwainat, concepì rotte commerciali verso le coste del Mediterraneo, l'Africa centrale e il Sinai, si dedicò a cerimonie spirituali occulte e costruì il calendario circolare presso il sito di Nabta Playa. Nonostante tutte le prove raccolte negli ultimi decenni, la teoria di un'origine neroafricana dell'antica civiltà egizia è stata a lungo rifiutata dagli egittologi e archeologi più tradizionalisti che spesso hanno volutamente ignorato chi invece l'ha voluta prendere seriamente in considerazione. Sulla base degli studi più recenti, dell'analisi dei geroglifici, e di ricerche archeologiche e astronomiche in relazione agli allineamenti di complesse strutture megalitiche, di piramidi e templi, gli autori dimostrano invece che le popolazioni nere vivevano nel Sahara migliaia di anni prima dell'ascesa dei faraoni e che esse costituiscono non solo la genesi delle antiche civiltà ma di tutta la storia umana. Bauval e Brophy affermano di aver "convinto " le antiche e silenziose pietre a svelare i loro segreti con il linguaggio universale del cielo e conducono il lettore alla scoperta delle antiche origini della civiltà in un libro capace di soddisfarne il desiderio di conoscenza e di avventura.
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Casa Editrice Nord, 31/05/2011
Abstract: Il professor Henry Conklin ha atteso questo momento per tutta la vita. Nel corso di alcuni scavi archeologici sulle Ande peruviane, ha portato alla luce una mummia perfettamente conservata, che potrebbe finalmente confermare la sua rivoluzionaria teoria: l'esistenza di un'avanzata civiltà indigena precedente agli inca. Dopo aver lasciato la direzione dei lavori al nipote Sam, Conklin torna subito negli Stati Uniti per effettuare le analisi di laboratorio, che tuttavia danno risultati sorprendenti: la mummia appartiene a un missionario spagnolo vissuto nel XVI secolo e, all'interno del cranio, è presente una sostanza simile all'oro, ma dalla composizione chimica sconosciuta e dalle proprietà sconcertanti... Nel frattempo, in Perù, Sam e la sua squadra proseguono l'esplorazione del sito precolombiano e trovano un passaggio segreto, che conduce a una necropoli scavata nella montagna. Sebbene quel luogo sia rimasto sigillato per centinaia d'anni, ben presto gli archeologi avvertono una presenza inquietante, come se qualcuno - o qualcosa - si aggirasse nei cunicoli labirintici del complesso funerario. Poi lo vedono: un sentiero che luccica nell'oscurità, quasi fosse rivestito d'oro. E da quel momento diventano la preda di un nemico spietato e astuto, deciso a eliminarli a uno a uno pur di custodire il suo preziosissimo segreto...
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Marsilio, 01/06/2011
Abstract: La seconda indagine di Evert BäckströmIn un edificio di un sobborgo degradato di Stoccolma viene ritrovato il corpo di un uomo alcolizzato. È circondato da bottiglie vuote, nell'appartamento regna il caos, e tutto fa pensare a una lite tra ubriachi finita male. È quello che ci vuole per Evert Bäckström, il commissario più impresentabile del corpo di polizia svedese, ora destinato ad avere finalmente il suo momento di gloria. Le sue indagini, come sempre tutt'altro che convenzionali, portano a una pista completamente diversa. Un semplice omicidio tra compagni di bevute o un intrigo politico? Incrocio tra commedia e noir più nero, Uccidete il drago è, a detta dell'autore, una favola cattiva per adulti. Con il suo caratteristico sarcasmo, Persson ritrae il lavoro quotidiano della polizia, dove impegno e dedizione si alternano a corruzione e cinismo, dando vita a un'indagine a tratti grottesca, ma sempre amaramente autentica.
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Neri Pozza, 17/06/2011
Abstract: È il 1570 e il buio sta calando sul Santa Caterina a Ferrara, uno dei conventi più rinomati della città che, con le elargizioni di ricche e nobili famiglie e i frutti del vasto podere ritagliato all'interno delle sue mura, provvede al sostentamento di un elevato numero di suore, otto o nove postulanti, alcune convittrici e venticinque converse.Come ogni sera, la sorella guardiana fa il giro dei corridoi misurando lo scorrere del tempo fino a mattutino, due ore dopo la mezzanotte.È una sera particolarmente agitata questa. I singhiozzi della novizia appena arrivata si odono per tutto il convento. È stata ribattezzata Serafina e avrà quindici o sedici anni. Appartiene a un'illustre famiglia milanese. Per dimostrare il proprio attaccamento alla città di Ferrara, con la quale intrattiene affari lucrosi, il padre ha deciso, come recita la sua nobile missiva, di donare all'insigne monastero la sua figlia "illibata, nutrita dall'amor di Dio e con una voce da usignolo". In realtà, ha ubbidito a un comportamento diventato legge nell'Europa della seconda metà del sedicesimo secolo, in cui le doti si sono fatte così dispendiose da costringere l'aristocrazia a maritare una sola figlia e a spedire le altre in convento. La giovane, avvenente Serafina fa parte appunto di quella metà delle nobildonne milanesi costrette a prendere i voti, non necessariamente di buon grado.Mentre la novizia strepita nella sua cella, in un'altra stanza suor Benedicta sta componendo il graduale per l'Epifania. Le melodie nella sua testa sono così prepotenti che non può evitare di cantarle ad alta voce. Nessuno, però, la sgriderà all'indomani, poiché le sue composizioni fanno onore al convento e attirano i benefattori.In una cella non lontana suor Perseveranza è asservita, invece, alla musica della sofferenza. Sta stringendo con forza una cintura irta di chiodi che si spingono a fondo nella carne. Le sue grida, in cui la sofferenza si mescola col godimento, si confondono con i singhiozzi di Serafina.Nella stanza sopra l'infermeria, infine, suor Zuana, la monaca speziale, prega a modo suo, scrutando le pagine del grande libro delle erbe di Brunfels. Figlia unica di un cultore dell'arte medica, è lei che accoglie le fanciulle che entrano in convento. È lei che si recherà tra breve nella cella di Serafina per somministrarle uno dei suoi miracolosi intrugli e calmarla. Tra le due giovani donne si stabilirà un rapporto speciale che non impedirà, tuttavia, che lo scompiglio, generato dall'arrivo di Serafina, si diffonda per tutto il convento come un fuoco che minaccia di inghiottirlo.
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Neri Pozza, 17/06/2011
Abstract: Quando negli anni Venti conobbe Carl, Elisabeth Röther era veramente un fiore… un fiore germanico: folti capelli castani, naso fine, occhioni azzurri luminosi come mappamondi e labbra perfettamente scarnite. Bastava guardarla per capire che la sua famiglia - medici, avvocati, ingegneri, prelati della Renania, cattolici da innumerevoli generazioni - doveva aver avuto ascendenze nobiliari.Carl, invece, aveva gli occhi ancora più grandi ma neri, un naso adunco, le ossa spesse. Suo padre era proprietario di un negozio di ferramenta in una cittadina dell'Alta Slesia. Nella sua famiglia gli uomini portavano lo zucchetto e le donne la parrucca, poiché erano ebrei da innumerevoli generazioni.Quando Carl e Elisabeth si sposarono, Carl indossava l'uniforme, con tanto di medaglie e spadino alla cintola. Sembrava il classico gentiluomo tedesco dalle credenziali morali ineccepibili. E del resto, era un medico rispettabile, un chirurgo di prim'ordine.Per la famiglia di Elisabeth, però, quel matrimonio non era soltanto un errore, era il primo passo verso il baratro. Il gelido Otto, il fratello maggiore di Elisabeth, non proferì parola. Le sorelle si limitarono a guardarla con lo sguardo prostrato dal dolore. I genitori continuarono a ripetere per giorni kleine Idiotin.Ma Elisabeth amava il suo sposo ebreo, l'amava così tanto che quando nel '37 divennero tragicamente evidenti gli effetti della legge nazista "per la protezione del sangue e dell'onore tedesco", scappò col suo amato marito dagli occhi neri e il naso grosso in America, nel New Jersey, una terra nuova ma barbara, una terra che non conosceva nobiltà, mentre i suoi fratelli diventavano gerarchi del regime.La nonna vuota il sacco è il racconto della vita di Elisabeth e Carl fatto da Elisabeth. Una storia terribile, ma anche una storia piena di vita, forza, coraggio. E, soprattutto, una storia che Elisabeth, da buona cattolica della Renania, narra senza peli sulla lingua. I segreti del suo talamo coniugale, gli ebrei, la grazia di Dio o la Gestapo, per lei non c'è argomento su cui sia vietato mettere becco. E non c'è nessuna catastrofe, nemmeno la fuga in America o la Seconda guerra mondiale, che possa distoglierla dall'occuparsi della sua famiglia, anzi degli infiniti rami che la sua famiglia ha sparso per il mondo.Non c'è da stupirsi, dunque, che questa commedia drammatica sulle tragedie che ci siamo appena lasciate alle spalle, narrata da una voce sfacciatamente senza tabù, anzi così innocentemente piena di fisime e pregiudizi, di bugie e preconcetti, abbia conquistato il cuore di centinaia di migliaia di lettori nel mondo.