Trovati 855406 documenti.
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Rizzoli, 07/05/2015
Abstract: Himalaya, 31 luglio 1954: gli italiani Compagnoni e Lacedelli raggiungono la vetta del K2, seconda montagna più alta del mondo, e vengono celebrati in patria come eroi. Ma la versione ufficiale dell'impresa è avvelenata dalle polemiche: perché Walter Bonatti, appena ventiquattrenne, rischia la vita trascorrendo la notte prima della conquista della vetta all'aperto, a ottomila metri? Lo accusano di tentato tradimento, e addirittura di sabotaggio. Cosa è davvero accaduto su quella montagna impossibile? Irriducibile e orgoglioso, Bonatti per cinquant'anni ha smontato le bugie che lo riguardavano ricostruendo pezzo per pezzo quella che infine verrà riconosciuta come l'unica verità di un "giallo alpinistico" che ha emozionato il mondo. Questa edizione di un libro ormai imprescindibile è arricchita dalla prefazione di Rossana Podestà, per trent'anni compagna di Bonatti, e dalle riproduzioni dei documenti conservati nel loro archivio, annotati dallo stesso Bonatti. Una testimonianza necessaria di un uomo che ha fatto la storia dell'alpinismo.
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Rizzoli, 06/05/2015
Abstract: Quel bacio rubato ai tempi dell'università, Riccardo non se l'è mai dimenticato. Se si concentra, riesce a sentire ancora il profumo di Giulia, così dolce Ma il suo sogno d'amore aveva avuto un brusco risveglio, perché lei era morta, uccisa nei bagni della Sapienza: un omicidio che aveva scioccato tutti e di cui era stato subito riconosciuto colpevole l'insospettabile professor Morelli. Caso archiviato. Dieci anni, un cambio di facoltà e un fidanzamento mandato all'aria dopo, l'unica certezza per Riccardo è rimasta la fede nella Roma. Non è diventato un grande giornalista, scrive recensioni di libri su "TuttoGiallo" - un infimo settimanale di nera - e di una relazione seria nemmeno l'ombra, se si esclude quella con i coinquilini Sandro, fanatico di Proust, e Rachele, mistress per passione. Fino a quando la sua vita tranquilla, senza scossoni, viene sconvolta dall'urto con il passato, che torna prepotente a pronunciare quel nome: Giulia Rusconi. La notizia è che Morelli, l'assassino uscito da poco dal carcere, è stato ritrovato morto. Tanto basta per riaccendere in Riccardo quella fiamma che non si era mai spenta. E, complice il diario di Giulia ritrovato dopo anni, per trasformare uno svogliato cronista senza ambizioni in un investigatore privato goffo ma deciso a scoprire la verità. Perché, forse, chi ha davvero le mani sporche del sangue di Giulia non ha ancora pagato il prezzo della sua colpa
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Notizie che non lo erano. Perché certe storie sono troppo belle per essere vere
Rizzoli, 07/05/2015
Abstract: Se il nostro Paese fosse proprio come ce lo raccontano i giornali, l'Italia sarebbe un posto molto più strano di quanto già non si creda. Infatti, stando a quello che negli ultimi anni hanno affermato le più rinomate fonti di informazione, gli italiani dovrebbero essere un popolo composto da una marea di analfabeti (sei milioni), da un esercito di persone sotto ipnosi a fini terapeutici (otto milioni) e da una sorprendente percentuale di donne ossessionate dall'idea di portarsi a letto un arbitro. Non serve avere un gran fiuto per rendersi conto che si tratta invenzioni. E non era vero il "complotto per uccidere Obama", né che un padre volesse far bocciare il figlio, né che fosse stata trovata l'agenda di Paolo Borsellino, né la foto di Elizabeth Taylor nuda, né che Papa Francesco uscisse la notte di nascosto dal Vaticano. Eppure queste storie, insieme a tante altrettanto inventate, sono state spacciate per vere da testate che dovrebbero avere la nostra fiducia. Con l'arrivo di internet, i giornalisti di tutto il mondo si sono dovuti abituare al confronto con lettori che possono mettere in dubbio, contestare o addirittura smentire le loro affermazioni. Il mito del web come fucina di leggende metropolitane va ribaltato: oggi la rete testa la veridicità delle notizie, mentre i falsi giornalistici sono quasi sempre il risultato di errori o leggerezze compiuti dai media tradizionali, che hanno ormai rinunciato al ruolo di filtro e alla propria funzione di controllo. Dopo aver smontato per anni false notizie e vere bufale, Luca Sofri le ha raccolte in questo libro che, oltre a rivelarci i piccoli e grandi meccanismi del giornalismo, ci invita a riflettere sullo stato della nostra informazione e a costruirsi una bussola per distinguere il vero dal falso.
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Raccontare l'amore. Parabole di uomini e donne
Rizzoli, 07/05/2015
Abstract: Ci sono storie, nei Vangeli, che a distanza di duemila anni sanno ancora sorprenderci e provocarci, perché sono capaci di farci osservare la realtà da una prospettiva inattesa. Le parabole sono racconti di uomini e donne come noi - padri, figli, lavoratori - e hanno in Gesù il loro narratore d'eccezione. L'eredità che lasciano a chi le ascolta o a chi, come noi oggi, le legge, è rivoluzionaria e scardina i pregiudizi e la concezione tradizionale di giustizia, mantenendo intatto lo sguardo umanissimo di Gesù sul quotidiano: famiglie in crisi, poveri sempre più poveri e ricchi sempre più ricchi, lavoratori stanchi e modi diversi di amare e vivere la preghiera. Tra le parabole evangeliche, Enzo Bianchi ne ha scelte quattro tra le più note e, muovendosi con agilità tra passato e presente, ci consegna un'appassionata rilettura di quelle che restano ancora oggi pagine aperte dei Vangeli. In esse la parola si fa rivelazione del volto di Dio, guidandoci in profondità, fino al centro del suo cuore colmo di misericordia, che significa amare in grande. Per ricordarci che è attraverso la parola di Cristo che l'amore di Dio si trasferisce all'umanità, trasformandone per sempre l'esistenza.
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Rizzoli, 07/05/2015
Abstract: Questa storia comincia (male) e finisce (bene) sul Kangchendzonga, la terza vetta più alta della Terra, una delle più difficili da scalare. È una storia epica, non solo di alpinismo, ma soprattutto d'amore e di crescita interiore.Siamo nel 2009 e Nives Meroi è in corsa con altre due alpiniste per diventare la prima donna ad aver conquistato i quattordici ottomila del pianeta. Come ha sempre fatto, affronta il Kangch, la sua dodicesima cima, in cordata con il marito Romano, e senza "sconti": né portatori d'alta quota, né ossigeno. Allo stesso tempo, mentre i media spettacolarizzano l'impresa, Nives non è insensibile alla sirena della fama, che la sta trascinando in un gioco che non le appartiene...Ma, a poche centinaia di metri dalla vetta, Romano non si sente bene e si ferma. Che cosa sceglie di fare, allora, Nives? Proseguire da sola, conquistando un'altra cima utile per la vittoria, come molti le avrebbero suggerito? No, lei non esita: abbandona la gara perché non può lasciare Romano solo ad aspettare.Così si conclude il primo atto di questa vicenda.Ne seguono altri tre in cui entrano in scena la malattia, la complicità, la capacità di attendere, la voglia di reagire senza scoraggiarsi quando si prende una via sbagliata. Per giungere al lieto fine in cui il Kangch si lascia finalmente conquistare da Nives e Romano che, in un confronto leale e puro con la Natura, hanno compreso il senso profondo della vita. Ambientato per lo più nell'impressionante scenario himalayano, diario di emozionanti salite, Non ti farò aspettare è anche un libro che può ispirare ogni uomo e ogni donna.
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Rizzoli, 07/05/2015
Abstract: È in atto da alcuni anni una vera e propria corsa all'alimentazione "naturale", eppure le nostre idee sul tema non sono così chiare come vogliamo credere. Sempre più spaventati e confusi dai messaggi allarmistici dei media, ci siamo convinti che la "manipolazione" del cibo sia uno dei tanti mali della società odierna, dimenticando che l'intervento umano sulle specie vegetali è antico quanto l'invenzione dell'agricoltura stessa. Siete sicuri che il colore "naturale" delle carote sia l'arancione? O che il riso che comprate sia veramente biologico? E poi: esiste sul serio una patologia chiamata "sensibilità al glutine"? Per rintracciare la storia di ciò che mettiamo oggi nel piatto, e trovare le risposte ai tanti dubbi che ci assillano, gli autori ci guidano in un avvincente viaggio nel tempo - attraverso la storia dell'uomo e le storie dei cibi come li conosciamo - e nello spazio - per raccogliere sul campo le prove e le testimonianze di ricercatori e agricoltori. Con piglio appassionato da investigatori e solido rigore scientifico, e senza timore di andare controcorrente, spiegano il vero significato di alcune parole che sentiamo e leggiamo ogni giorno, aiutandoci a scegliere con più consapevolezza. Scopriremo, tra l'altro, che la prima mela OGM italiana è molto più "naturale" di quelle biologiche; che già mangiamo da oltre vent'anni pasta prodotta con grano modificato, addirittura dalle radiazioni nucleari, senza che si siano registrati inconvenienti; e che molti dei nostri timori nascono da preconcetti sbagliati cavalcati dal marketing e dalla politica. Per essere finalmente in grado di farci un'idea più chiara di ciò che mangiamo davvero.
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Fabbri Editori, 07/05/2015
Abstract: Michele e Rebecca sono più che amici. Sono quasi fratelli. Passano interi pomeriggi a parlare di tutto, a divertirsi con niente, a condividere sogni ed emozioni. Insieme hanno provato addirittura a volare. Una rincorsa sul prato, un salto nel vuoto e pochi istanti che hanno trasformato un sogno in realtà. Poi la caduta, e l'illusione del volo che si spezza e diventa un abbraccio, un bacio, un piccolo meraviglioso incidente. Ma una sera d'autunno tutto cambia e una tragedia stravolge il loro futuro. Da quel giorno maledetto Michele diventa un'altra persona, si rifugia in se stesso, costruendosi intorno una corazza con cui si protegge dalle emozioni e sfugge ai ricordi. Allontana Rebecca, la perde, si lascia andare alla deriva. Ma lei sa che sotto quella corazza c'è ancora il ragazzo che ha conosciuto e che desidera volare. Che sotto al dolore c'è una vita, tutta da inventare. Con te ho imparato a volare è una storia di amicizia, amore e riscatto. Un romanzo che scava nella realtà, senza rinunciare ai sogni.
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Che gusto c'è a fare l'arbitro
Rizzoli, 06/05/2015
Abstract: "E allora?" urlo. "Allora cosa?" risponde l'arbitro. "Dico, solo punizione? A momenti mi stacca una gamba!" Comincia così, con un cartellino rosso non dato, la carriera di Nicola Rizzoli, che quel giorno del 1987 a Bologna ha sedici anni e non è l'arbitro, ma un attaccante. Ed è proprio per scoprire tutti i segreti del regolamento e poter ribattere a tono che decide di iscriversi al corso per arbitri. È l'inizio di un percorso lungo quasi trent'anni che, dai campetti di provincia e dalle trasferte in solitudine in ogni angolo d'Italia, lo condurrà al palcoscenico degli Europei 2012, a Wembley per la finale di Champions League 2013, fino al leggendario Maracanã di Rio per la finale degli ultimi Mondiali Germania-Argentina. Per la prima volta Nicola Rizzoli racconta i suoi segreti tecnici, i momenti di goliardia vissuti con i compagni di avventura, gli ineludibili riti prepartita - la playlist da ascoltare nello spogliatoio, il Vicks Vaporub da respirare a fondo per rilassarsi, lo stemma Fifa da cucire personalmente sulla divisa con ago e filo come gli aveva insegnato a fare la nonna -, tanti retroscena e aneddoti che includono campioni del calibro di Messi, Ibrahimović, Cassano, Totti, Baggio, Maldini. Ma ricorda anche la bufera di Calciopoli, tutti i suoi sbagli, il rapporto prezioso con un maestro come Pierluigi Collina e le volte in cui è stato a un passo dal mollare tutto. Che gusto c'è a fare l'arbitro è un viaggio emozionante nella carriera del miglior arbitro del mondo, è una fonte di ispirazione preziosa per chi ha scelto o sceglierà di seguirne le orme, è una vera, convinta, divertente, serissima dichiarazione d'amore al gioco del calcio.
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BUR, 07/05/2015
Abstract: C'è una bambina sola che non vuole guardare in faccia la realtà, il fatto che i suoi genitori sono stati portati via dalle bombe, e cerca in chi è rimasto - il nonno e il cane - un'ancora a cui aggrapparsi in un momento troppo difficile. E c'è una mamma che da un mondo sospeso tra terra e cielo parla con la sua piccola, la sostiene, la spinge verso nuovi legami, che possano renderla forte e aiutarla ad andare avanti.
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Rizzoli, 28/01/2016
Abstract: Dalla A di Angelica alla Z di Zina, Camilleri racconta le donne che hanno incrociato la sua strada, di uomo, prima che diventasse lo scrittore più amato d'Italia. Donne misteriose, soavi e inebrianti come la Sicilia, donne scandalose, testarde, fragili. Un'autobiografia d'amore, una raccolta di storie indimenticabili piene di sensualità, alla ricerca del mistero racchiuso nei cuori e nelle menti delle donne.
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Rizzoli, 07/05/2015
Abstract: Un memoir a quattro mani che racconta di amicizie perdute, di amori rubati, di vecchi fumetti e di torte di ricotta. I due protagonisti - e autori - sono fratelli e si ritrovano nella casa di villeggiatura della loro infanzia, prima di consegnare le chiavi al nuovo proprietario. Riemergono oggetti, luoghi, odori, storie, sapori che vanno a comporre un ricettario, non solo metaforico, dell'infanzia, dell'adolescenza e di un'età adulta ancora capace di riservare sorprese.
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Storia degli ebrei italiani - volume terzo
Mondadori, 21/04/2015
Abstract: Nel terzo e conclusivo volume della sua Storia degli ebrei italiani, Riccardo Calimani ripercorre due secoli, il XIX e il XX, cruciali per il destino della comunità ebraica del nostro Paese, disegnando un complesso itinerario in cui si susseguono e si intrecciano la chiusura dei ghetti, la progressiva estensione dei diritti civili, un lento ma costante processo di integrazione e, quasi in parallelo, l'insorgere di un nuovo antisemitismo di stampo razzista, che culminerà nella tragedia delle cosiddette "leggi razziali" e della Shoah. All'inizio dell'Ottocento, in un'Italia ancora in bilico tra Rivoluzione e Restaurazione e ampiamente frammentata, si manifestano i primi, timidi segnali di emancipazione delle minoranze ebraiche. Poi, dopo l'unità, il posto degli ebrei nella società muta radicalmente, perché essi iniziano a partecipare con grande passione alla costruzione di un Paese cui sentono di appartenere a pieno titolo, dopo il tributo di sangue versato sui campi di battaglia del Risorgimento e della Grande Guerra. Nel contempo la Chiesa di Pio IX, che addebita l'oltraggio di Porta Pia a un complotto di forze anticattoliche, ridà fiato alla propaganda antigiudaica e rilancia contro gli ebrei le infamanti accuse di deicidio e di omicidio rituale, fornendo nuovi alibi e argomenti all'antisemitismo moderno. Ma la pagina nera - vergognosa e incancellabile - della storia degli ebrei italiani sono le cosiddette "leggi razziali" promulgate dal regime fascista nel 1938 sulla base di risibili teorie pseudoscientifiche, che sancirono di fatto la totale esclusione degli ebrei dal corpo della società e dalla vita civile. Accolte da principio con indifferenza, e senza che il papa pronunciasse un'esplicita parola di condanna, quando dopo l'8 settembre 1943 tali leggi significarono persecuzione, deportazione e morte nei campi di sterminio, molti italiani e una parte rilevante del clero si riscattarono creando, a rischio della propria vita, una vasta rete di solidarietà che aiutò e protesse i perseguitati. Della propria complicità nella Shoah, il nostro Paese avrebbe preso coscienza con decenni di colpevole ritardo - e grazie soprattutto allo straordinario contributo dato da tanti intellettuali ebrei, a cominciare da Primo Levi, alla riflessione sul valore della memoria - confermando una volta di più che la storia degli ebrei italiani è una storia esemplare di lotta per la sopravvivenza civile e culturale e per la difesa della dignità umana.
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Mondadori, 21/04/2015
Abstract: Mangiare "buono e sano" non solo è possibile, è anche semplice, afferma Marco Bianchi: basta conoscere gli alimenti. Io mi voglio bene nasce dal desiderio di condividere questo sapere, perché se "siamo quello che mangiamo" (e lo siamo) è davvero fondamentale approfondire il discorso. Marco lo fa in due modi. Innanzitutto, da scienziato: racconta tutto ciò che avremmo voluto sapere sui cibi e non ci hanno detto, dai benefici che apportano al nostro organismo alle malattie che ci aiutano a prevenire, dai nutrienti che contengono alla loro interazione con il nostro genoma. In secondo luogo, da chef: per questa occasione ha aperto il suo ricettario e ha estratto i piatti che più rappresentano la sua idea di cucina del benessere. Tra ricette completamente nuove, rinnovate, ripensate e grandi classici, ha riunito in questo libro più di 300 idee per portare in tavola la salute in tutte le forme immaginabili. Per mettere un po' d'ordine in questa massa enorme di conoscenze e spunti, Marco ha suddiviso Io mi voglio bene in dieci capitoli, ciascuno dedicato a un alimento: scopriremo le mille virtù di semi e frutta secca e i superpoteri dei cereali integrali (con e senza glutine); impareremo a scegliere le proteine più salutari, zigzagando tra il pesce azzurro e il formaggio (e non); smaschereremo gli insospettabili legumi, che siamo abituati a considerare "cibo povero" e non lo sono affatto, e ci stupiremo nel trovare un numero pressoché infinito di alleati di ogni colore tra le fila di frutta e verdure. Capiremo infine come rendere voluttuoso il benessere a tavola, perché con cioccolato e liquirizia alla mano si possono realizzare piatti strepitosi e convincere anche i più reticenti a seguirci in questa avventura. Volersi bene in cucina, in fin dei conti, altro non è se non questo, un'avventura. Si tratta di avere voglia di provare, per ricevere in cambio la consapevolezza che i piatti della salute sono gustosi, divertenti da preparare, adatti a tutta la famiglia e, per di più, ci aiutano a stare bene. Questo libro è una chiamata ai fornelli: pronti a mettervi in gioco e a scoprire quanto saporita e prelibata può essere la salute?
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I segreti della principessa di Cadignan
Mondadori, 05/05/2015
Abstract: Collezionatrice di amanti, la dissoluta principessa di Cadignan non esita a ingannare il suo spasimante di turno esibendo una fallace immagine di sé. Una figura femminile tipica del "teatro" balzachiano.
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Tutta questa storia non ha niente a che vedere con me
Mondadori, 12/05/2015
Abstract: "10 marzo. Café Le Rostand, Parigi. 19.45-20.30.Una birra / due bicchieri di vino bianco.Dati raccolti: è convinto che si possa giudicare con esattezza una persona sulla base dei suoi cinque film e libri preferiti. Si rifiuta di rispondere alla domanda 'quali sono i tuoi cinque libri e film preferiti?'.Abbiamo diviso il conto. Contatti fisici: nessuno."Così inizia il diario di questa Bridget Jones molto francese che tratta i principi essenziali, i fatti rilevanti, i luoghi decisivi e gli oggetti ben archiviati di un corteggiamento pieno di ostacoli, malintesi, flirt, esitazioni e tutto quello che serve a una storia d'amore romantica.Per metà diario ironico e disastroso, per metà spassionato resoconto di un'ossessione, Tutta questa storia non ha niente a che vedere con me si legge come un romanzo e si consulta come una grammatica di quella calamità ordinaria e misteriosa che è l'innamoramento.
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Mondadori, 15/05/2015
Abstract: "Dobbiamo avere più paura di quella che abbiamo. Una paura così grande da trasformarsi nel coraggio di uccidere per non morire." In questo acuminato pamphlet di Vittorio Feltri la paura diventa, paradossalmente, la madre del coraggio. Il coraggio di riconoscere un nemico in tutta la sua pericolosità e, quindi, di affrontarlo. Oggi il nemico è quella parte del mondo musulmano che, con nomi diversi (al-Qaeda, Isis, Stato islamico, Califfato), si è organizzata militarmente e statualmente per conquistare l'Occidente, e che, con l'attentato terroristico alla sede della rivista satirica parigina "Charlie Hebdo", ha colpito la democrazia occidentale in uno dei suoi princìpi cardine: la libertà di espressione. Rendendo sempre più evidente quel mortale scontro di civiltà di cui Oriana Fallaci, come una moderna Cassandra, si fece premonitrice inascoltata nei suoi ultimi scritti. Dobbiamo avere più paura, ci ammonisce Feltri, perché questi terroristi non sono membri di cellule impazzite, bensì guerrieri di un esercito il cui cemento è l'odio per l'Occidente e l'assoluta intolleranza religiosa verso chiunque si discosti dall'islam e dalla "sharia", la legge che regola anche i costumi quotidiani e i rapporti familiari e interpersonali, calpestando la dignità delle donne con la totale sottomissione al potere maschile e indottrinando i figli a una pratica religiosa che, con la sua barbarie, travalica i limiti del più elementare concetto di umanità. Questo disprezzo per gli "infedeli" nella sua espressione più brutale e spietata non è esclusiva di gruppi islamisti dogmatici e settari. È anzi facilmente rintracciabile nel Corano, che Feltri cita puntualmente per mostrare come, leggendo le parole del Profeta, sia una contraddizione in termini parlare di "islam moderato": se le radici sono l'odio e la violenza contenuti nelle sure dettate da Maometto, la pianta che ne nasce può dare come frutto solo il cieco e sanguinario fanatismo oggi imperante. Siamo sotto assedio, in stato di guerra. L'islam ha scatenato la "jihad", la guerra santa, contro l'Occidente. Ecco perché dobbiamo avere più paura e difendere con coraggiosa intransigenza i nostri valori, la nostra identità culturale e le sue radici cristiane. Se continuiamo a addolcire le nostre posizioni con il miele del "politicamente corretto" più ottuso, a smussare i nostri argomenti con la lima dei sottili distinguo, se soffochiamo le grida di allarme con il silenzio di una miope tolleranza, se, insomma, non iniziamo ad avere veramente paura, avremo perso ancor prima di combattere, consegnandoci come vittime impotenti al furore del terrorismo integralista islamico.
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Mondadori, 26/05/2015
Abstract: Betty ha quindici anni, adora la musica e soprattutto cantare e non ha mai baciato un ragazzo. Un giorno però a scuola arriva Toby, che suona in un gruppo rock e ha due occhi magnetici. Basta un attimo e Betty decifra ogni segnale: batticuore, guance arrossate, timidezza. È amore! Ma lei non è la sola ad aver notato Toby.. Così, mentre gli studenti si preparano per la festa d'autunno, la rivalità per vincere la gara di canto si trasforma nella ben più imprevedibile competizione per conquistare Toby. Riuscirà Betty a baciare per la prima volta un ragazzo?
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Mondadori, 14/04/2015
Abstract: Mentre la pallida luce dell'alba si diffondeva sulla Manica, un corpo d'invasione composto da centotrentamila unità si apprestava a sbarcare sulle coste della Normandia. Era il 6 giugno 1944, il D-Day, "il giorno più lungo", che avrebbe cambiato il corso della seconda guerra mondiale e della storia del Novecento. "È suonata l'ora per la quale siamo nati" proclamava il "New York Times", l'ora che lasciava intravedere l'inizio della fine della Germania nazista. Ma per i soldati stivati nei mezzi da sbarco, paralizzati dal freddo e dalla paura, che a migliaia sarebbero caduti sulle spiagge presto divenute celebri di Omaha e Utah, l'assalto alla Fortezza Europa era solo all'inizio. Sarebbe trascorso un altro anno prima che nella Berlino circondata dall'Armata rossa il cadavere di Hitler bruciasse in uno squallido cortile. Un anno di combattimenti atroci, di battaglie epocali e di luoghi destinati a rimanere per sempre nella memoria e nella coscienza dell'Occidente: il porto di Cherbourg, la valle del Rodano, i boschi delle Ardenne, le lanche del Reno, la foresta di Hürtgen. La strada verso il cuore del Terzo Reich sarebbe stata ancora lunga e lastricata di incomprensioni, dissidi strategici, rivalità personali oltreché di innumerevoli vite spezzate. Un lungo cammino che avrebbe confermato, ancora una volta, che la guerra non è mai lineare, ma è un'impresa caotica, disordinata, fatta di errori e di slanci, di successi e di rovesci. Dopo Un esercito all'alba, sulla guerra in Nordafrica, e Il giorno della battaglia, sui drammatici mesi della campagna d'Italia, Rick Atkinson ripercorre la storia della liberazione dell'Europa da parte degli Alleati. Basato su documenti d'archivio e fonti di prima mano - lettere, diari, rapporti ufficiali -, Una guerra al tramonto è la narrazione intensa e drammatica di uno sforzo bellico senza precedenti per dimensioni, costi, dispiegamento di materiali, uomini, armi e tecnologie; l'affresco imponente dell'ultimo anno di guerra, in cui alle voci dei politici e dei generali - da Churchill ad Eisenhower, da Patton a Montgomery, a De Gaulle - si affiancano le testimonianze dei soldati e dei corrispondenti dal fronte: un racconto epico e corale per celebrare il coraggio e l'umiltà di quanti cercarono di dare un senso al sacrificio della loro vita.
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Einaudi, 15/05/2015
Abstract: "In Fine missione non c'è nessun eroismo ma ci siamo semplicemente noi: è la nostra vita". Nadia Terranova, "IL - Il Sole 24 ore" "Tra le mani di Klay, l'Iraq diventa non soltanto un teatro di guerra ma un laboratorio dell'umano in condizioni estreme. Fine missione ti diverte, ti ferisce, ti squarcia. È la cosa di gran lunga migliore che finora sia stata scritta su questa guerra". "The New York Times Book Review" *** Forse nessuno torna da una guerra. Forse anche il ritorno a casa, per chi è stato bravo o fortunato a sufficienza, non è altro che un cambiare fronte, ingaggiare una nuova battaglia; forse non è altro che l'inizio di una nuova missione. La prima storia, che dà titolo al libro, è proprio questo: il ritorno a casa di un reduce. In Iraq ha fatto delle cose terribili: il ricordo di quando, la notte, andavano a caccia di cani che altrimenti avrebbero mangiato i cadaveri ai bordi delle strade non è nemmeno la piú atroce, tra le memorie che lo perseguitano. A casa, in mezzo a gente che non ha idea di dove sia Falluja, ritrova la fidanzata - tra loro una nuova, sconosciuta distanza - e il vecchio cane. Ma l'animale è malato, non gli resta molto da vivere. Il marine ha ancora l'M16: a casa come al fronte dovrà uccidere un cane. La freddezza con cui ha imparato a farlo, diventa quasi un atto di clemenza verso l'amato compagno, uno straziante riconoscimento di come, ormai, lui soldato abbia piú in comune con l'animale che con i suoi concittadini. In Dopo l'azione protagonista è il trauma, la traccia lasciata dalla violenza commessa che si attacca al carnefice e lo perseguita: e come un fantasma, una possessione, si trasmette di uomo in uomo. Ozzie ha assistito alla prima uccisione di un nemico da parte di Timhead. Era il loro primo combattimento, quindi anche la loro prima morte. Ma Timhead ne è sconvolto tanto da chiedere a Ozzie di prendersene il "merito". Cosí, man mano che lo racconta ai compagni che curiosi e spaventati chiederanno com'è stato uccidere un hajji dopo mesi di addestramento, si convincerà sempre piú di essere stato lui il protagonista di quello scontro, al punto di pagarne le conseguenze. Anche quelle morali. Quelle che racconta Klay sono storie che possiedono l'accecante lucore della verità. Sono storie che rivelano la complessa combinazione di burocrazia, noia, cameratismo e violenza che compongono la vita quotidiana di un soldato in guerra; e la solitudine, il rimorso, la disperazione che accompagnano ogni uomo nella vita in tempo di pace.
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Einaudi, 19/05/2015
Abstract: La storia d'amore di Sigfrido e Crimilde e le cruente imprese di Attila e Teodorico costituiscono i due cicli del maggior poema epico germanico scritto nel 1200 da autore ignoto. Combattendo contro i Nibelunghi (stirpe di nani che vivono nelle viscere della terra), il giovane eroe Sigfrido conquista un immenso tesoro e alcuni poteri magici: la spada che uccide ciò che tocca, il cappuccio che rende invisibili, l'anello che moltiplica le forze. Ma non sempre la magia è sufficiente a difendersi dalla morte Crimilde vendicherà Sigfrido in un crescendo di lotte che causeranno il massacro di due interi popoli. Ne emerge un mondo arcaico dominato da una visione pessimistica della vita in cui la gioia volge inevitabilmente in una tragica fine. Un classico della letteratura di tutti i tempi, che ha avuto in Richard Wagner e nella sua ben nota tetralogia del Reno il massimo esegeta.