Trovati 24 documenti.
Trovati 24 documenti.
[S.n.], 1928
Ibis, 2023
Abstract: Stefan Zweig fu appassionato lettore, ammiratore e poi amico di Reiner Maria Rilke. Si incontrarono, si scrissero lettere. Il discorso che Zweig tenne in occasione della cerimonia celebrativa al Teatro di Monaco il 20 febbraio 1927, qualche mese dopo la morte del poeta, anticipa di dieci anni le tematiche che svilupperà nel suo scritto Il mistero della creazione artistica. È infatti, questo Addio, un discorso commovente e personale, ma al tempo stesso una riflessione sobria e acuta sulla figura del poeta puro.
Dongo : Tipografia Antonio Torri, [1907]
Commemorazione di Umberto 1. all'asilo infantile di Dongo / / [Filippo Rubini]
Como : Tipografia P. Cairoli, [1900]
Milano : Tip. Bernardoni di C. Rebeschini e C., 1896
Sondrio : per Giuseppe Bongiasca, [1795?]
Commemorazione di Giovanni Pozzi / / Mario Cermenati
Lecco : Fratelli Grassi, 1890
Torre Pellice : Tipografia alpina, 1882
Antonio Cassi Ramelli : architetto.
Milano : Studio Zanuzzi, 1981
[S.l.] : [s.n.], stampa 1970 (Galatina : Editrice salentina)
L'autunno delle libertà : lettere ad Ada in morte di Piero Gobetti / a cura di Bartolo Gariglio
Torino : Bollati Boringhieri, 2009
Abstract: In occasione della morte di Piero Gobetti, avvenuta in esilio a Parigi il 15 febbraio 1926, le figure più eminenti della cultura e della vita pubblica italiana si strinsero attorno a sua moglie Ada: tra questi, intellettuali come Croce e Fortunato, Salvemini ed Einaudi, Dorso e Salvatorelli, Rosselli e Sraffa, ma anche uomini politici come Sturzo, Tasca, Miglieli e tanti altri. Se, negli scritti degli amici, sotto il profilo umano Gobetti è presentato come una persona amabile e gentile, ma anche ardente di passione e volitiva, sotto quello politico è il prototipo dell'antifascista. L'aureola del martirio fa sì che ad alcuni corrispondenti appaia come una sorta di santo laico e la tomba, come risulta dalle lettere, diventa presto un luogo di culto. Quanti scrivono da Parigi (Prezzolini, Emery, Oberti, la famiglia Nitti) si soffermano sulla malattia, sul rapido decadere fisico: centrale diventa il corpo che Piero, preso dal suo vorticoso impegno intellettuale e politico, aveva tanto trascurato. Particolarmente ricche di pathos sono le lettere delle donne. Ada è al centro delle loro attenzioni; esse esprimono senza filtri sentimenti ed emozioni e appaiono poco interessate al contributo intellettuale del defunto marito. Numerose sono, quindi, le chiavi di lettura che emergono da queste lettere, spesso anche letterariamente pregevoli.
La giornata contro le mafie / Daniele Nicastro ; [illustrazioni di Giovanni Pota]
EL, 2021
Abstract: Il 21 marzo non è solo il primo giorno di primavera. È anche la giornata contro le mafie. Filippo e i suoi amici ne scoprono il significato quando, davanti a un capannone, leggono su uno striscione: «Bene confiscato alla mafia».
Tu mi devi seppellir : riti funebri e culto nazionale alle origini della Repubblica / Guri Schwarz
[Torino] : UTET libreria, 2010
Abstract: Sin dalle origini dello stato-nazione l'obbligo dei cittadini di offrire la propria disponibilità al sacrificio per la difesa della patria trova un rispecchiamento nel dovere dello stato di onorare degnamente tale devozione. Dopo il 1945 i morti italiani cui spettava una degna sepoltura non erano solo molto numerosi, ma anche eccezionalmente vari per tipologia. Guri Schwarz prende in esame le difficoltà incontrate dalle istituzioni statali nel gestire lutti tanto diversificati. L'analisi muove dalla ricostruzione dei rituali patriottici del 25 aprile e del 4 novembre, intesi in primo luogo come grandiosi riti funebri. Sono poi ricostruite la genesi del mausoleo delle Fosse Ardeatine, la costruzione del cimitero monumentale di El Alamein, la sepoltura dei caduti italiani a Cefalonia e la costruzione del cimitero di Monte Lungo. L'analisi mette in relazione le spinte provenienti dal basso, da una società civile in cui prolifera una miriade di associazioni impegnate nel culto dei caduti, con le strategie commemorative calate dall'alto, da istituzioni statali e grandi partiti. Attraverso la ricostruzione dei rapporti variabili tra questi agenti sociali, nonché per mezzo dell'esame dei codici culturali e dei sistemi simbolici per mezzo dei quali venivano gestiti i lutti, risultano leggibili la genesi delle narrazioni consolatorie fondanti l'autorappresentazione nazionale, ma anche i processi di riorganizzazione del tessuto sociale e dell'impalcatura politico-istituzionale.
Più vivi dei vivi / / Ugo Ojetti
Milano : A. Mondadori, 1938
Roma : Donzelli, copyr. 2008
Abstract: Quali sono gli elementi portanti del discorso sulla morte per la patria e del culto dei caduti in Italia? Quando e in quale contesto nascono? In quale misura sono prodotti culturali e politici importati da altri paesi? Quali sono le fasi principali, quali le cesure e le continuità più significative? Dal Risorgimento a oggi in Italia il culto dei caduti e il morire per la patria hanno rappresentato un fattore essenziale nella sacralizzazione della nazione, la cui apoteosi trovava la sua espressione più marcata nella legittimazione nazionale della morte in guerra, sacrificio del singolo per la comunità politica. Prende il via in questo modo una secolarizzazione del concetto cristiano di vita eterna, plasmato sulla nazione. Gli autori, storici dell'età moderna e contemporanea, attraverso le rappresentazioni simboliche del lutto, analizzano le forme che il tentativo di nazionalizzazione delle masse ha di volta in volta assunto. Dall'esaltazione ottocentesca degli eroi, immortalati nei monumenti, il più vistoso dei quali il Vittoriano, si passa alla commemorazione delle vittime di guerra. L'elogio dell'individuo si trasfigura nella celebrazione del Milite Ignoto. Nel secondo dopoguerra sono pochi gli eroi: si ha piuttosto una massificazione della morte ignota che coinvolge anche i civili. Sopravvive tuttavia una tradizione militare che, attraverso l'encomio solenne della morte eroica, mantiene vivo il legame con il passato risorgimentale.
Donzelli, 2017
Abstract: Un originalissimo progetto collettivo all'insegna della storia e dell’impegno civile, il libro – firmato da un gruppo di studiosi e intellettuali prestigiosi – lancia e articola la proposta di un «Calendario civile», parallelo a quello religioso, scandito da 22 date celebrative di passaggi cruciali della nostra storia democratica e della nostra tradizione repubblicana. Fin dai primi anni del secondo dopoguerra, la questione di una ritualità altra, di un ciclo dell’anno laico, si è posta come fondamento di una comunità civile. È in questo spirito che si sono cominciati a celebrare avvenimenti del nostro Risorgimento come la Breccia di Porta Pia o la proclamazione della Repubblica romana, e si è ripreso a festeggiare ricorrenze come l’8 marzo. Non è stato un processo semplice: certe date, come il 2 giugno, hanno avuto un’origine istituzionale; altre, come il Primo maggio, sono state faticosamente riconquistate; altre ancora, come quelle della strage di piazza Fontana o del G8 di Genova, sono sorte dal basso e fanno parte di una memoria tuttora in formazione. I 22 capitoli di questo libro narrano dunque di un calendario in divenire; essi non si limitano alla sola ricostruzione di ciascuna data, bensì la connettono a un contesto storico e geografico più ampio. Così, le pagine dedicate alla data del referendum sul divorzio rinviano anche alla celebrazione di quello sull’aborto e alla storia della riforma del diritto di famiglia. Allo stesso modo, l’occupazione delle fabbriche o il Primo maggio sono l’occasione per raccordare la storia e la memoria del movimento operaio alla sua realtà presente. Così ancora, l’8 settembre non segna solo l’inizio di una nuova Italia, ma anche l’avvento di un protagonismo civile delle donne, di un inedito maternage di massa. E il 3 ottobre riannoda il tragico ricordo del recente naufragio dei migranti di Lampedusa agli infausti precedenti dell’invasione italiana dell’Etiopia. A dare ulteriore sostanza storica a questo calendario, ogni data è accompagnata da una preziosa appendice di brevi documenti di storia orale, di brani autobiografici, poetici o musicali. L’obiettivo è la costruzione di un patrimonio di tradizioni condiviso: la storia e il passato aiutano così a comprendere, trasmettere e ricordare, rafforzando il tessuto della nostra comunità nazionale, sconfiggendo i rischi dell’oblio, e costruendo una cittadinanza capace di non smarrirsi nelle sfide del nostro tempo. Ideato e coordinato da Alessandro Portelli, «Calendario civile» è un progetto nato dalla collaborazione tra la Donzelli editore e il Circolo Gianni Bosio, che oltre a dar vita al volume scritto a più mani, prevede un ciclo di eventi e spettacoli dal vivo intrecciati con i documenti orali contenuti nel volume.
Monte Sole, la memoria pubblica di una strage nazista / Eloisa Betti
Carocci, 2024
Abstract: Dopo il ritrovamento nel 1994 di centinaia di fascicoli processuali sui crimini nazisti nel cosiddetto "armadio della vergogna", la strage di Monte Sole è stata oggetto di un rinnovato interesse da parte della storiografia. Il volume, basato in larga parte sulle fonti conservate negli archivi del Comitato regionale per le onoranze ai caduti di Marzabotto - Centro di documentazione per lo studio delle stragi nazifasciste e delle rappresaglie di guerra, ne esamina per la prima volta la memoria dal dopoguerra a oggi, ponendo particolare attenzione ai protagonisti della sua costruzione e diffusione: i familiari delle vittime e le loro associazioni, il Comune di Marzabotto e le amministrazioni pubbliche, le istituzioni nazionali, le reti europee e internazionali delle città martiri della violenza nazista e della violenza di guerra. La memoria pubblica della strage viene così ricostruita intrecciando dimensione locale, nazionale e transnazionale. Completa il quadro una disamina dell'impatto memoriale dei due processi contro i criminali nazisti responsabili dell'eccidio, quello contro Walter Reder negli anni Cinquanta e quello celebrato a La Spezia negli anni Duemila.
Bologna : Il mulino, copyr. 2005
Abstract: Il Congresso di cui racconta questo libro non avrebbe neppure dovuto esserci. Fu infatti inventato e organizzato all'ultimo momento, per giustificare l'innalzamento delle Onoranze voltiane da evento limitato alla città natale di Alessandro Volta, Como, al rango di evento nazionale e internazionale. Il primo passo fu la promozione in Ente morale del Comitato organizzatore; dell'Ente fu poi nominato Presidente Guglielmo Marconi; infine vi fu l'intervento diretto di Mussolini. Prendendo spunto da questi eventi, gli autori mettono in rilievo il ruolo della scienza quale elemento di costruzione di una nuova identità del Paese nel primo periodo fascista.