Includi: nessuno dei seguenti filtri
× Data 1943
× Soggetto Linguaggio JavaScript

Trovati 854749 documenti.

Capodanno da mia madre
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Palomas, Alejandro - Arena, Alessio

Capodanno da mia madre

Neri Pozza, 09/11/2015

Abstract: È il 31 dicembre a Barcellona e Fernando, detto Fer, è seduto al tavolo della sala da pranzo di sua madre a piegare con cura i tovaglioli rossi. Amalia, la mamma, è nervosa e piena di gioia. Dopo tanti tentativi frustrati, tutti i suoi figli e parenti – il sangue del suo sangue – si siederanno a tavola per festeggiare l'ultimo dell'anno e brindare finalmente insieme.Ci sarà lui, Fer, con Max, l'alano che dorme con la testa in una perenne pozza di bava, regalo d'addio che il suo ex compagno Andrés gli ha lasciato, giusto per non sentirsi in colpa per essersi innamorato di un altro.Ci sarà Silvia, la figlia maggiore, che, dopo aver perduto la bambina che portava in grembo, mastica rabbia e nicotina, ed è come una pentola a pressione sempre sul punto di scoppiare. Ci sarà Emma, la figlia più piccola, il disordine in persona, colei che ha sempre qualcosa che non va. E Olga, la sua compagna – l'"aggiunta ", come la chiama Silvia–: naso all'insù, perle, tacchi, borsa di Louis Vuitton, e l'aria supponente di chi ripete come un mantra "lascia che ti dica".Ci sarà, infine, l'eccentrico zio Eduardo, che l'anno prima si è presentato vestito da babbo natale e completamente ubriaco.È un giorno importante, e Amalia non nasconde la sua gioia e le sue paure.Silvia saprà stare al suo posto e non litigherà con Olga? E lo zio Eduardo non racconterà nessuna delle storie schifose dei suoi viaggi? E non busserà alla porta nessun vicino del palazzo, com'è accaduto anni prima, quando è comparso sulla soglia il signor Samuel in compagnia di una povera mulatta cubana mezza svestita?Con un ritmo serrato e un impianto "teatrale ", Alejandro Palomas mette in scena una memorabile cena di Capodanno in cui ciascuno vuole, dal suo angolo di vita, scacciare ogni pesantezza e trascorrere una serata leggera. Ma, si sa, le feste in famiglia svelano puntualmente cose ignote, verità non ancora rifinite che affiorano improvvise, come la luce che sale dal mare all'alba del nuovo anno."Il cenone di Capodanno è una vera e propria bomba a orologeria".Alejandro Palomas"Alejandro Palomas ci regala uno di quei romanzi a cui non manca nulla: divertente, tenero, intelligente".Elle"Palomas ci fa sentire come nostri i sentimenti e le emozioni che questo romanzo emana. Un libro splendido, che ha meritato ottime critiche".Grazia"Confessioni, bugie e risate in un romanzo sulle relazioni familiari, sui fili invisibili che uniscono e separano".Ultima Hora

Concerto di una sera d'estate senza poeta
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Modick, Klaus - Cravero, Riccardo

Concerto di una sera d'estate senza poeta

Neri Pozza, 09/11/2015

Abstract: All'inizio del secolo scorso a Worpswede, nel nord della Germania, si erge una dimora che, con le pareti bianche e le finestre chiare, spicca fra le tante fattorie tozze e cupe della regione. È circondata di rose e, soprattutto, di betulle e si chiama perciò Barkenhoff, la casa delle betulle. Dal tetto fino alle cantine, non c'è stanza né oggetto dell'edificio che non sia stato elaborato o modellato dal suo creatore: Heinrich Vogeler, il "principe azzurro di Worpswede", il re dello Jugendstil, lo stile nuovo che ha elevato ad arte l'ornamento; un giovane uomo che si aggira nelle campagne intorno alla casa in completo da bohémien Biedermeier, con tanto di colletto rialzato e fazzoletto da collo, cilindro e bastone da passeggio. Vera e propria opera d'arte totale, Barkenhoff ha attratto presso di sé i maggiori artisti e letterati dell'epoca. Tra tutti, il poeta unito da un intenso sodalizio spirituale con Vogeler: Rainer Maria Rilke, il giovane bohémien che ha dato del filo da torcere a tutti a Worpswede, andandosene in giro con la camicia fuori dai pantaloni e declamando versi nella sua stanza, mentre picchiava sull'assito i suoi stivali rossi a ritmo indolente e irregolare. Invitato per l'Esposizione d'arte della Germania nordoccidentale, Vogeler è in partenza per Berlino, dove si presenterà nel suo travestimento da "principe azzurro di Worpswede". E la granduchessa o il granduca, con indosso l'uniforme di gala, gli consegneranno la Gran medaglia d'oro per l'arte e la scienza per il suo Concerto, un quadro celebrato da un esperto come un inno sonoro alla pace della sera, un momento di festa, di gioia di vivere meditativa. L'esperto non sa che l'opera rappresenta per Vogeler l'esatto opposto: una tragica assenza e un fallimento. La tragica assenza è quella di Rilke. Il poeta, nel dipinto, avrebbe dovuto sedere fra Paula e Clara, là dove si è seduto quando è comparso per la prima volta al Barkenhoff, un genio enigmatico e precoce le cui parole e sguardi facevano struggere le due donne. Il posto, invece, è vuoto, in un'opera che sancisce deliberatamente la fine del sodalizio tra un artista e un poeta che non si limitava a poetare. Il fallimento è quello dell'intera famiglia del Barkenhoff, la comunità di artisti andata in pezzi quando le dolci parole del poeta, per il quale le donne erano amanti o, nella migliore delle ipotesi, muse, sono improvvisamente apparse solo come vuote ideologie, prediche di un ciarlatano.Magnifico romanzo sull'origine di uno dei quadri più noti dell'inizio del secolo scorso e su una delle esperienze artistiche più originali del Novecento, Concerto di una sera d'estate senza poeta illumina un'epoca di grandi passioni e amori."Concerto di una sera d'estate senza poeta è un vero capolavoro. Ci apre gli occhi sulle verità insite nell'arte e nella vita".Das Erste"Con grande empatia l'autore ci narra di una comunità di artisti. E racconta così mirabilmente che il lettore non può che rimanere incantato".Augsburger Allgemeine"Un ritratto d'artista eccezionale".Gießener Anzeiger

Heidegger & Sons
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Di Cesare, Donatella

Heidegger & Sons

Bollati Boringhieri, 12/11/2015

Abstract: Dopo la recente pubblicazione dei Quaderni neri di Martin Heidegger sono stati organizzati congressi internazionali, seminari e conferenze in tutto il mondo. Il dibattito ha varcato rapidamente i confini dell'Accademia e si è guadagnato le prime pagine dei quotidiani. Era molto tempo che il pensiero di un filosofo non sollevava un interesse simile, e per giunta in toni molto accesi. La questione dell'antisemitismo ha messo in dubbio, per alcuni, l'intero lascito del filosofo di Meßkirch; altri, sul fronte opposto, hanno negato l'esistenza stessa di un problema, come se i Quaderni neri non fossero mai stati pubblicati. Donatella Di Cesare, protagonista di questo dibattito internazionale, si interroga in questo libro sul futuro del filosofo tedesco. Dobbiamo abbandonare Heidegger, dunque? O dobbiamo fare ritorno a Meßkirch? Ripudiare il padre o difenderlo ciecamente? Tertium datur: occorrerà forse pensare con Heidegger contro Heidegger, percorrere un'impervia terza via, per giungere, traendo sostegno dalla forza del suo pensiero, a posizioni che, certo, non gli sarebbero piaciute.

L'innocente
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Weir, Alison - Brovelli, Chiara

L'innocente

Beat, 10/11/2015

Abstract: Inghilterra, 1554: Jane Grey, sovrana per appena nove giorni, si aggira nella dimora di Master Partridge, il carceriere della Torre di Londra. In quell'edificio che si affaccia sulla Tower Green, dove fu giustiziata anni prima Anna Bolena, è tenuta prigioniera insieme alle sue dame di compagnia, dopo essere stata giudica ta colpevole di alto tradimento e condannata, poco più che sedicenne, a esse re bruciata viva a Tower Hill, o decapitata, secondo il volere della regina Maria.Ha un'unica possibilità per salvarsi, stando almeno alla promessa dell'anziano abate di Westminster: se abiurerà la fede riformata, Maria Tudor, da poco impossessatasi del trono con la ferma intenzione di restaurare nel regno la religione cattolica, le concederà la grazia. Lady Jane, tuttavia, è pronta a riconoscere le sue colpe – aver indossato una corona non sua e avere, così, permesso che il suo cuore e la sua volontà fossero influenzati dalle brame di potere altrui –, ma non può tradire il proprio credo e barattare la vita eterna con quella terrena.Sono anni difficili quelli che precedono il tragico esito della giovane vita di Jane Grey. Tra la fine del regno di Enrico VIII e l'avvento di Elisabetta I le tensioni tra cattolici e protestanti, a lungo sopite, esplodono, e il loro scontro si consuma alla luce dei roghi degli eretici; la Corona è al centro di una fitta rete di intrighi, accordi sotterranei e inaspettati tradimenti. L'erede designato, il principe Edoardo, non ha l'età necessaria per assidersi al trono e sono in molti coloro che ambiscono a governare in sua vece o che desiderano entrare nelle sue grazie. Tra questi ultimi Henry Grey e sua moglie Frances, nobili vicini alla casata dei Tudor che sperano di riscattare la frustrazione e la delusione per la mancata venuta di un figlio maschio, facendo sposare la figlia maggiore, Jane, al futuro re. Ma Jane non ha intenzione di finire i suoi giorni a servire uno sposo-padrone: trascinarsi di ricevimento in ricevimento agghindata come un pavone e rischiare la vita a ogni gravidanza all'unico scopo di donargli una discendenza. Tutto ciò che desidera è poter seguire i propri interessi, dedicarsi allo studio e alla ricerca spirituale e mantenere intatta la propria indipendenza. Attraverso le voci e i punti di vista delle protagoniste femminili della corte di Edoardo, Alison Weir dà vita a un grandioso affresco corale in cui leggere e comprendere un'epoca oscura, le sue ingiustizie e le sue contraddizioni. Quella di Lady Jane Grey è una straordinaria storia di coraggio: il tentativo, tragico e appassionante, di liberarsi dal ruolo che famiglia e società le hanno imposto, per rimanere fedele a se stessa.Convertirsi al cattolicesimo o morire? La tragica storia di Jane Grey, la "Regina dei Nove Giorni" imprigionata nella Torre di Londra nell'Inghilterra del Cinquecento."Una delle eroine più tragiche della storia: Alison Weir è riuscita a restituirci la voce di Lady Jane Grey in una maniera davvero brillante".Daily Mail"Lady Jane è una figura di grande coraggio e intelligenza: non piangere alla fine di questo libro significa avere un cuore di pietra".The Times

Heated. Ediz. Italiana
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Kenner, J.

Heated. Ediz. Italiana

Casa Editrice Nord, 19/11/2015

Abstract: "Scrittura raffinata e personaggi credibili. J. Kenner è un'autrice da tenere d'occhio." Publishers Weekly"Una storia così sensuale che catturerà la vostra immaginazione, scatenando le fantasie più proibite..."The Reading CafeIl secondo episodio della Trilogia del Desiderio, la serie di romanzi sensuali, audaci e romantici firmati J. Kenner Sloane Watson è abituata a lavorare sotto copertura, a usare il proprio fascino per estorcere informazioni compromettenti. Eppure questa volta ha l'impressione di essere lei la preda. Davanti allo sguardo ipnotico del bellissimo Tyler Sharp – proprietario di un locale dalla dubbia reputazione e socio in affari di Evan Black –, si sente completamente perduta. Anche Tyler è rimasto stregato da quella donna così bella e misteriosa, ma non abbastanza da non sapere che è stata mandata lì per indagare su di lui. Eppure, accecati dalla fiamma di una passione incontenibile, per una notte si abbandonano senza riserve l'uno tra le braccia dell'altra. Per Sloane, quella follia non può durare: una detective e un sospettato non hanno nessun futuro. Tyler però non è pronto a lasciarla andare e le propone un patto: restare con lui ancora una settimana, dopodiché sarà libera. Sloane vorrebbe rifiutare, tuttavia l'attrazione che prova per Tyler è così dirompente da scardinare ogni resistenza. Perché il desiderio è una forza impossibile da contrastare...I bestseller di J. KennerLa Trilogia del desiderioWantedHeatedIgnitedStark TrilogyLiberamiSceglimiAmami

Inter nos
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Baglioni, Claudio

Inter nos

Bompiani, 20/11/2015

Abstract: "Assolutamente speciale", "veramente nuovo", "inatteso e inusuale", "arcano e misterioso", "melodioso e ipnotico", "affettuoso e amorevole", "motivo di stupore e meraviglia": è Inter nos, il diario social di una delle voci più amate della musica popolare italiana.Cinque anni di pensieri, riflessioni, domande e tentativi di risposta, firmati Claudio Baglioni: pagine profonde e leggere, che riflettono e fanno riflettere, affidate al mare virtuale di Facebook, in un rapporto – allo stesso tempo – intimo e pubblico con il popolo della Rete.

È così che si uccide
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Zilahy, Mirko

È così che si uccide

Longanesi, 04/01/2016

Abstract: "Il romanzo di Zilahy convince e scorre come un fiume in piena, perché il ritmo è di quelli hard, la storia ha una precisa, umana valenza emotiva, e l'affresco di una Roma settembrina offuscata da una pioggia incessante che cancella prove e ricordi, è di quelli che fanno svettare un bel noir oltre la soglia delle convenzioni."TTL - La Stampa - Sergio Pent"Mancini è una creatura di Mirko Zilahy, ed è un personaggio che ha tutte le caratteristiche per diventare un successo di massa. Un crescendo continuo di tensione e curiosità. E a spiccare è soprattutto la cupa bellezza della Roma popolare e postindustriale tra Ostiense e Testaccio."il Fatto Quotidiano - Fabrizio D'Esposito"Una crime story corposa e cruenta che non risparmia ai lettori né fuoco né sangue, ma segue un filo logico di impronta anglosassone. Anche se è a Roma che il serial killer colpisce."L'Unità - Federica Fantozzi"La tensione narrativa è un dono che pochi scrittori sono in grado di garantire. E se è vero che per un buon risultato, oltre al talento è necessaria la tecnica, l'esordiente Mirko Zilahy dimostra di possedere l'uno e l'altra."la Repubblica - Silvana Mazzocchi"Grande tensione narrativa e tre protagonisti che tengono la scena da fuoriclasse: il commissario, l'assassino e Roma."Libero - Felice Modica"È così che si uccide è la nuova sorpresa del thriller italiano."Elle - Cristina de Stefano"Per la trama del suo primo romanzo, un thriller nerissimo, Mirko Zilahy ricorre a materiali d'uso nella letteratura del genere. Ma c'è qualcosa (molto) di più in È così che si uccide. Il più è dato dall'atmosfera di disfacimento che grava sulla città delle nuove rovine. E dalla scrittura che registra i progressivi slittamenti del terrore. Di una paura che sembra contagiare tutti i personaggi del romanzo, perché in realtà abita nel fondo oscuro di ciascuno. Anche di noi, partecipi, spaventati lettori."Corriere della Sera - Ranieri PoleseLa pioggia di fine estate è implacabile e lava via ogni traccia: ecco perché stavolta la scena del crimine è un enigma indecifrabile. Una sola cosa è chiara: chiunque abbia ucciso la donna, ancora non identificata, l'ha fatto con la cura meticolosa di un chirurgo, usando i propri affilati strumenti per mettere in scena una morte.Perché la morte è uno spettacolo.Lo sa bene, Enrico Mancini. Lui non è un commissario come gli altri. Lui sa nascondere perfettamente i suoi dolori, le sue fragilità. Si è specializzato a Quantico, lui, in crimini seriali. È un duro. Se non fosse per quella inconfessabile debolezza nel posare gli occhi sui poveri corpi vittime della cieca violenza altrui. È uno spettacolo a cui non riesce a riabituarsi. E quell'odore. L'odore dell'inferno, pensa ogni volta. Così, Mancini rifiuta il caso. Rifiuta l'idea stessa che a colpire sia un killer seriale. Anche se il suo istinto, dopo un solo omicidio, ne è certo. E l'istinto di Mancini non sbaglia: è con il secondo omicidio che la città piomba nell'incubo.Messo alle strette, il commissario è costretto ad accettare l'indagine... E accettare anche l'idea che forse non riuscirà a fermare l'omicida prima che il suo disegno si compia. Prima che il killer mostri a tutti – soprattutto a lui – che è così che si uccide.Questo romanzo non è solo il thriller italiano che ha conquistato gli editori internazionali prima dell'uscita. Non è soltanto un esordio travolgente, scritto con maestria inedita. Questo romanzo è una sfida irresistibile, che avvolge il lettore nell'incantesimo della più pura tensione narrativa.Storia di un caso editoriale di successoFine 2014: In una Roma sferzata dalla pioggia, Mirko Zilahy e il protagonista del suo romanzo, Enrico Mancini, iniziano a conoscersi. Nascono così un incipit e una prima scena folgoranti che convincono un'importante agente letteraria: quella storia va raccontata fino in fondo.Gennaio 2015: Mirko Zilahy decide di ascoltare la voce di Enrico Mancini... E la Longanesi decide a sua volta con entusiasmo di pubblicare il suo romanzo.Aprile 2015: È così che si uccide è protagonista della Fiera del libro di Londra. I diritti vengono subito venduti in Spagna: è soltanto l'inizio. In Germania è oggetto di un'agguerritissima asta e nelle ore seguenti si aggiungono Francia, Grecia e Turchia. Il numero di editori continua ad aumentare nel corso dell'anno.Novembre 2015: Il testo viene dato alle stampe. L'entusiasmo dei librai è già palpabile, pari a quello di tutta la casa editrice Longanesi.L'attesa sta per terminare.Gennaio 2016: Finalmente È così che si uccide arriva in tutte le librerie.

Il coraggio del cinghialino
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Vichi, Marco

Il coraggio del cinghialino

Guanda, 19/11/2015

Abstract: ILLUSTRAZIONI A COLORI Ci sono cagnolini dolci e teneri, che godono dell'affetto di chi li ha scelti e li cura con amore, e ce ne sono altri, meno fortunati, che vengono abbandonati da umani senza cuore. Ma se questa favola ha un inizio così difficile, per fortuna la Natura ha in serbo per il piccolo protagonista una seconda possibilità: un branco di cinghiali, proprio per quel suo musetto simpatico, così simile al loro, decide di adottarlo. Il nostro eroe a quattro zampe sembra aver trovato la felicità e scorrazza per i boschi con i suoi nuovi fratelli. Ma un giorno, all'improvviso, gli esseri umani faranno di nuovo irruzione nella sua vita...

L'imitazione di Cristo
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Salvarani, Brunetto - Salvarani, Brunetto

L'imitazione di Cristo

Garzanti classici, 12/11/2015

Abstract: COLLANA DIRETTA DA VITO MANCUSO L'Imitazione di Cristo, testo devozionale scritto alle soglie dell'età moderna la cui paternità è ancora oggetto di discussione, ha goduto nel corso dei secoli di una straordinaria fortuna, fino a essere definito come il libro più apprezzato della cultura occidentale dopo la Bibbia. Trattato di iniziazione alla vita ascetica basato sulla profonda devozione alla figura di Cristo, insegna il distacco dal mondo, il raccoglimento interiore e la dedizione a Dio di fronte alla caducità dell'esistenza umana. Fondamentale per la comprensione del cristianesimo medievale, della via ascetica lungo la quale molti credenti si sono avventurati, del misticismo moderno, l'Imitazione di Cristo è un testo eterno, che sa offrire il conforto dello spirito anche al più disincantato lettore di oggi. Brunetto Salvarani è teologo e scrittore. È docente di Teologia del dialogo presso la Facoltà Teologica dell'Emilia Romagna di Bologna. Per Garzanti ha curato l'edizione dell'opera completa di Francesco d'Assisi (2014). Conduce con Gabriella Caramore "Uomini e Profeti" su Rai Radio 3.

Come usare le app in biblioteca
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Lasio, Roberta

Come usare le app in biblioteca

Editrice Bibliografica, 11/11/2015

Abstract: Smartphone, tablet, e-reader, app, QR code, instant messaging: termini ormai di uso comune. Ma come può il bibliotecario "creatore di conoscenza" sfruttare questi strumenti per migliorare la qualità dei servizi? Tutte le risposte in questa guida pratica e concisa.

Lettera a un religioso
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Weil, Simone

Lettera a un religioso

Adelphi, 12/11/2015

Abstract: "Quando leggo il catechismo del Concilio di Trento, mi sembra di non aver nulla in comune con la religione che vi è esposta. Quando leggo il Nuovo Testamento, i mistici, la liturgia, quando vedo celebrare la messa, sento con una specie di certezza che questa fede è la mia, o più precisamente lo sarebbe senza la distanza che la mia imperfezione pone tra essa e me". Giunta agli ultimi anni della sua vita, Simone Weil volle esporre in una lunga lettera al padre Marie-Alain Couturier i propri convincimenti, per verificarne la compatibilità "con l'appartenenza alla Chiesa". La risposta non arrivò mai, e la Weil rimase fino all'ultimo fedele alla sua "vocazione di essere cristiana al di fuori della Chiesa". Ciò non deve meravigliare: le tesi qui proposte, nella loro cristallina, categorica chiarezza, sono in realtà una sfida alla Chiesa – forse la più alta fra le molte che ha conosciuto in questo secolo. E innanzitutto una sfida alla pretesa ecclesiale di offrire la verità ultima, rispetto alla quale ogni altra è una rudimentale prefigurazione. Non così per la Weil, che trovava in Platone, nella "Bhagavad Gita" o nel "Tao tê ching" le stesse verità, compiutamente espresse, che incontrava nei Vangeli. "Ogniqualvolta un uomo ha invocato con cuore puro Osiride, Dioniso, Krsna, Buddha, il Tao, ecc., il figlio di Dio ha risposto inviandogli lo Spirito Santo. E lo Spirito ha agito sulla sua anima, non inducendolo ad abbandonare la sua tradizione religiosa, ma dandogli la luce – e nel migliore dei casi la pienezza della luce – all'interno di tale tradizione".

Riflessioni sulle cause della libertà e dell'oppressione sociale
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Weil, Simone

Riflessioni sulle cause della libertà e dell'oppressione sociale

Adelphi, 12/11/2015

Abstract: A venticinque anni, nel 1934, Simone Weil scrisse queste "Riflessioni", vero talismano che dovrebbe proteggere chiunque è costretto ad attraversare l'immenso ammasso di menzogne che circonda la parola "società". Come sempre nelle parole più ovvie, in essa si cela una realtà segreta e imponente, che agisce su di noi anche là dove nessuno la riconosce. La Weil è stata la prima a dire con perfetta chiarezza che l'uomo si è emancipato dalla servitù alla natura solo per sottomettersi a un'oppressione ancora più oscura, ancora più capricciosa e incontrollabile: quella esercitata dalla società stessa, poiché "sembra che l'uomo non riesca ad alleggerire il giogo delle necessità naturali senza appesantire nella stessa misura quello dell'oppressione sociale, come per il gioco di un equilibrio misterioso". Da questa intuizione centrale si diparte, con cristallina virtù argomentativa, una sequenza di ragionamenti che svelano nei meccanismi del potere come in quelli della produzione e dello scambio altrettanti volti di una stessa idolatria. Scritto quando Hitler era al potere da pochi mesi e quando Stalin era venerato da gran parte dell'intelligencija come "piccolo padre" di una nuova umanità, questo testo non ha un attimo di incertezza nel delineare l'orrore di quel presente. Ma, come sempre nella Weil, lo sguardo è così preciso proprio perché va al di là del presente e percepisce un'immagine inscalfibile del Bene, in rapporto alla quale giudica il mondo. È uno sguardo che ci induce a "sfuggire al contagio della follia e della vertigine collettiva tornando a stringere per conto proprio, al di sopra dell'idolo sociale, il patto originario dello spirito con l'universo".

Il racconto del pellegrino. Autobiografia di sant'Ignazio di Loyola
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Ignazio di Loyola (sant') - Calasso, Roberto

Il racconto del pellegrino. Autobiografia di sant'Ignazio di Loyola

Adelphi, 12/11/2015

Abstract: Nel racconto della sua vita, sant'Ignazio ignora gli avvenimenti anteriori al 1521, anno della sua conversione. Come in altre grandi autobiografie religiose, ci viene così presentata l'immagine di una esistenza spezzata in un prima e in un dopo incommensurabili e discontinui, e il percorso fra questi due termini si compie attraverso una storia tortuosa e virulenta che ci rivela progressivamente l'eccezionale complessità della figura di sant'Ignazio. In lui sono congiunte in un nodo strettissimo personalità apparentemente incompatibili: il visionario e il tattico, il politico e l'estatico. Egli è il "contemplativo nell'azione" secondo la perfetta definizione del suo compagno Jerónimo Nadal. Ma sant'Ignazio, nella sua autobiografia, sceglierà per sé un altro nome, il Pellegrino: vorrà cioè apparire, innanzitutto, come un essere votato a seguire fino in fondo un percorso già tracciato. Non si fa differenza tra fatti e introspezione: i casi e gli incidenti, le visioni, le grazie e le disgrazie vi assumono l'identica natura di segni coinvolti nello scambio continuo che c'è fra il Pellegrino e Dio: ogni dato è una mossa, in un gioco nell'assoluto fra due parti infinitamente sbilanciate.

Sull'ansa del fiume
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Naipaul, Vidiadhar S.

Sull'ansa del fiume

Adelphi, 12/11/2015

Abstract: Attratto da un richiamo fatale nel cuore dell'Africa, il giovane Salim, indiano di fede musulmana, lascia la costa orientale del continente per rilevare da un amico di famiglia un eccentrico bazar in riva a un fiume punteggiato dalle "isole scure" dei giacinti e circondato da un paesaggio primordiale di foreste, torrenti nascosti e impervi, canali infestati da zanzare e solcati da chiatte, buganvillee rigogliose, tramonti velati di nuvole lungo le rapide. Qui cercherà di contribuire, con pochi sodali, all'evoluzione di una società travolta da recenti tumulti. E in un primo momento la comunità dell'"ansa del fiume" – così come l'intero paese – sembrerà avviarsi a un promettente progresso. Ma quello slancio innovatore, fagocitato dal Grande Uomo (nel quale non è difficile riconoscere il dittatore Mobutu), si convertirà presto in un futurismo grottesco (il "radioso avvenire"); e, unito alla feroce rabbia accumulata nel periodo coloniale e a un equivoco ritorno alla 'nazione autentica', susciterà un sistema di controllo paranoico e una catena di cieche rappresaglie – consegnando Salim a un destino di apolide senza patria e senza vera identità. "Sull'ansa del fiume" non è solo uno dei libri più fortunati di Naipaul e il suo più esplicito omaggio all'amato Conrad: ma è quello in cui il suo sguardo si concreta, più che in ogni altro, in una prosa iperrealista, ipnotica e allucinata.

Abitare il silenzio
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Sbardella, Francesca - Zecchin, Franco

Abitare il silenzio

Viella Libreria Editrice, 11/11/2015

Abstract: Per la prima volta un'antropologa e storica delle religioni entra nel mondo claustrale cattolico, per motivi di ricerca, come se fosse una postulante. Il limite di accesso, fisico e simbolico, che caratterizza di solito i monasteri, ha spesso prodotto dei lavori di riflesso, in cui l'esperienza di campo, in quanto ambiente comunicativo di incontro, è del tutto assente o deformata. Tali luoghi sono di solito conosciuti attraverso i testi scritti e i racconti dei religiosi che vivono in quel mondo ma che non permettono ad altri di entrarvi.Questo lavoro nasce da un'etnografia partecipata, in veste di attrice sociale protagonista, all'interno di due monasteri francesi di Carmelitane scalze. L'autrice sperimenta e racconta, in prima persona, quelle "minuzie della vita quotidiana" delle monache che sfuggono di solito agli occhi dello studioso, ma che danno forma a processi comunitari e, nel tempo, costruiscono la donna religiosa. L'ideale a cui tende il gruppo monastico non è dato esclusivamente dai testi, che lo definiscono e lo descrivono, ma soprattutto dalla pratica, che costruisce un proprio modello applicativo e che nasce dall'agire stesso. Questo porta la studiosa a vedere come la regola sia applicata nella pratica e quali sfasature si vengano a creare tra ortodossia e ortoprassi.

I doni della vita
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Némirovsky, Irène

I doni della vita

Garzanti classici, 19/11/2015

Abstract: A Saint-Elme, gli Hardelot svolgono da sempre il mestiere di cartai, di padre in figlio. Alla vigilia del matrimonio combinato per lui dalla famiglia e dello scatenarsi della drammatica sequela di guerre che sconvolgerà l'Europa del Novecento, Pierre, erede di nome e patrimonio, decide di voltare le spalle alla tradizione familiare e alle convenzioni sociali e di sposare la donna che ama, rivendicando per sé il ruolo di uomo libero e innamorato. Ultimo romanzo pubblicato in vita dell'autrice (1941) e laboratorio del suo capolavoro postumo, Suite francese, I doni della vita è un romanzo insieme familiare e corale, in cui la grande storia, che si ripete di guerra in guerra, costringe la vita quotidiana delle generazioni, delle famiglie, dei singoli a un confronto continuo con le tradizioni, i vincoli sociali, le miserie umane, gli affetti, i "beni di questo mondo".

Piccolo porco capitalista
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Macías, Sofía - Delle Femmine, Laura - Aster Studio Milano - Jacchia, Nicola - Scognamiglio, Luca

Piccolo porco capitalista

VALLARDI, 12/11/2015

Abstract: "IL BESTSELLER CHE HA RIVOLUZIONATO LE FINANZE PERSONALI" ForbesFinalmente in Italia (e adattato alla realtà del nostro Paese) il manuale che ha spopolato in Spagna e in America!Vuoi diventare ricco o almeno far lievitare il più possibile il tuo denaro? La ricetta magica non esiste, ma ci sono tanti piccoli modi di cominciare a risparmiare, evitare le spese inutili e realizzare i tuoi sogni. E puoi cominciare da subito, anche se sei ancora molto giovane.Che tu sia musicista, imbianchino, pescatore o psicoanalista, calciatore, ecologista, soubrette o studente fuori corso... non importa se non hai idea di cosa siano le finanze personali o se le conosci come le tue tasche: Piccolo porco capitalista ti insegna a risparmiare e far fruttare al meglio il tuo denaro.Usando esempi della vita reale, Sofía Macías ti spiega passo per passo, in modo chiaro e divertente, come diventare un piccolo porco capitalista:1. Risparmia: chiunque può farlo 2. Datti obiettivi coerenti e tangibili 3. Capisci come spendi i tuoi soldi 4. Non farti cogliere di sorpresa: il fondo per le emergenze 5. Come sfruttare a tuo favore il credito ed evitare di sovraindebitarti 6. Non fare la bella addormentata... nella banca! Ma impara a investire 7. Abbi un po' di rispetto per i tuoi capelli bianchi. Nozioni base sulle pensioni 8. Proteggi ciò a cui tieni di più. A questo servono le assicurazioni 9. E quando qualcosa non va, con chi ti puoi lamentare?Perché diventare un piccolo porco capitalista? Sofía risponde:"Mi ero stancata di vedere che ogni anno i miei soldi si svalutavano mentre altri – questi, sì, 'grandi porci capitalisti' – campavano sui miei risparmi..."

Buone feste Alex Cross
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Patterson, James

Buone feste Alex Cross

Longanesi, 12/11/2015

Abstract: "Non riesco a credere a quanto sia bravo Patterson."USA Today - Larry KingÈ la vigilia di Natale a Washington e, quasi a rendere tutto più suggestivo, sulla città che si appresta a festeggiare la notte più magica dell'anno inizia a cadere la neve. Anche a casa di Alex Cross tutto è pronto per una tranquilla serata in famiglia, sotto la guida dolce e decisa di Nana, l'energica nonna amatissima dal nipote e dai bisnipoti, capo indiscusso della variegata e allegra famiglia Cross.Il male, però, purtroppo non santifica le feste, e Cross riceve una chiamata urgente nell'attimo esatto in cui sta ultimando di decorare l'albero.Un noto avvocato ha sequestrato la famiglia e minaccia di uccidere tutti: l'ex moglie, i loro tre figli e il nuovo marito della donna.Il sequestratore, chiaramente sotto l'effetto di sostanze stupefacenti, è sconvolto e vaneggia. Solo l'abilità di mediatore di Cross può risolvere, forse, una situazione potenzialmente disperata, cercando di capire, prima di tutto, che cosa ha spinto l'uomo a un gesto così estremo.Profondamente combattuto tra l'insopprimibile – e sacrosanto – desiderio di dedicarsi ai suoi cari e un fortissimo senso del dovere, Cross si reca sul luogo del sequestro, mentre la neve continua a cadere senza sosta, facendo affievolire le luci della festa.Questo crimine però non sarà l'unico della notte appena iniziata; chissà se Cross e la sua famiglia troveranno, prima o poi, la sera giusta per festeggiare...

Il gatto che aggiustava i cuori
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Wells, Rachel

Il gatto che aggiustava i cuori

Garzanti, 12/11/2015

Abstract: "Una storia che ha scaldato il cuore dei lettori. Un debutto sorprendente per mesi in vetta alle classifiche."The BooksellerCome ogni gatto, Alfie adora passare le sue giornate sonnecchiando sul divano davanti al camino. Un po' di carezze, un po' di fusa rumorose, ed è felice. Ma all'improvviso è costretto a lasciare la casa in cui è cresciuto, e si ritrova solo e sperduto per le strade di Londra. Tutto cambia quando arriva in Edgar Road, una via piena di verde e di bellissime villette a schiera. Alfie capisce subito che solamente lì può sentirsi di nuovo a casa. Solamente lì può trovare una nuova famiglia. Eppure gli abitanti del quartiere non sono pronti ad accoglierlo. Concentrati sui loro problemi, non hanno tempo per occuparsi di lui. Fino a quando scoprono che non è un gatto come gli altri. Ha un dono speciale: è capace di riconoscere i desideri più nascosti. Alfie sa bene che Claire è ancora in cerca di amore dopo essere stata lasciata dal fidanzato; che Jonathan, cinico e disincantato, in realtà si sente troppo solo, e che Polly vorrebbe solo qualcuno in grado di proteggerla. Giorno dopo giorno, si accorgono di quanto abbiano bisogno di lui. Il loro nuovo amico è pronto ad aiutarli, a provare a cambiare le loro vite, a riaccendere le loro speranze. Perché Alfie è in grado di aggiustare quello che il destino a volte ha rotto e ad ascoltare la melodia silenziosa dei loro cuori. Un romanzo che è un caso editoriale unico. Con 100.000 copie vendute in un mese è salito in vetta alle classifiche inglesi. Adorato dai librai indipendenti, Il gatto che aggiustava i cuori ha acceso tra i lettori un inarrestabile passaparola. Un protagonista dolce e buffo come il gatto Alfie, e la sua capacità di aiutare le persone a ritrovare sé stesse. Un libro che regala felicità, e insegna che c'è sempre una sorpresa in arrivo.

Il caso G
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Nesser, Håkan

Il caso G

Guanda, 12/11/2015

Abstract: "C'è un nuovo erede di Maigret, si chiama Van Veeteren e viene dalla Svezia, come il suo autore... Le indagini, compiute personalmente dal commissario, rivelano una grande umanità, cosa che lo accomuna al suo predecessore..." la Repubblica"Uno stile alla Simenon. Un Maigret scorbutico e geniale, disincantato e depresso, che si trova a dipanare un groviglio di sangue, segreti e passioni proibite." l'Espresso"Il personaggio creato da Håkan Nesser è già diventato un caso." Corriere della SeraIl caso G è l'unico caso irrisolto della lunga carriera del commissario Van Veeteren, da sempre la sua spina nel fianco. Il cadavere di una donna ritrovato sul fondo di una piscina vuota, un presunto omicida con un alibi inattaccabile... Chi ha ucciso Barbara Clarissa Hennan? Davvero è stato suo marito Jaan, detto G, unico sospettato e, tra l'altro, odiato ex compagno di scuola di Van Veeteren? E come ha fatto a farla franca? Questi interrogativi tormentano il commissario da ben quindici anni, anche se lui ormai è in pensione ed è completamente assorbito dalla sua nuova attività di libraio antiquario. Quando la figlia del detective privato che all'epoca seguiva le indagini si presenta da lui riferendogli della scomparsa del padre, che ha lasciato un messaggio criptico in cui afferma di avere le prove per incastrare Hennan, Van Veeteren ha la possibilità di chiudere definitivamente i conti con il passato..."Si chiama Håkan Nesser ed è, potremmo dire, il Camilleri della Svezia." Corriere della Sera"Lo stile di Nesser è lineare ed esplicito,privo di fronzoli, i suoi personaggi risultano credibili perché veri e pieni di acciacchi decisamente umani." l'Unità"Non è tanto la perizia con cui Nesser costruisce la trama gialla ad affascinare, quanto la sua capacità di descrivere la caparbietà e le umanissime esitazioni del commissario. E le atmosfere stemperate di grigio di una Svezia che viene voglia di andare a conoscere." Il Sole 24 Ore