Trovati 854802 documenti.
Trovati 854802 documenti.
Risorsa locale
Hacca, 16/09/2010
Abstract: Sideways, dal quale è stato tratto l'omonimo film, è la storia di un viaggio, una spensierata settimana di vacanza fra i vigneti della vallata californiana di Santa Ynez, a suggellare l'addio al celibato di Jack, dongiovanni esuberante, insieme all'amico di lunga data Miles, scrittore e grande esperto di vino. Seguendo le tappe di un percorso enologico, "l'ultima baldoria" dei due amici si rivela un'occasione di incontri che rischiano di sconvolgere i piani di matrimonio dell'uno e i progetti di una vita di solitudine e scrittura dell'altro. Così, fra rocambolesche e bizzarre situazioni comiche, il tempo passato assieme darà loro modo di riflettere sulla vita e sulle proprie aspirazioni e la passione per il vino diventa protagonista, metafora e riflesso di umori e modi di intendere la vita.
Risorsa locale
Il caratterista basilisco del cinema Scaturchio
Hacca, 14/07/2010
Abstract: Jonio Castellucci è davvero un personaggio che dice qualcosa di profondo sul nostro tempo. E un caratterista, un attore "minore", uno che fa cammei. E, insomma, un precario dell'arte. Quelli di Jonio Castellucci sono i pensieri nascosti e segreti di un saltimbanco del nostro tempo, di un artista epicureo che oscilla continuamente tra la massima "vivi nascosto" e l'impulso a trionfare sulle scene. Il romanzo di Antonio Petrocelli è la voce limpida e consapevole di un uomo del sottosuolo, è la spietata e divertente radiografia delle miserie, delle cattiverie, dei rancori, delle frustrazioni di un attore che, per troppe ingenuità e per troppi ideali, rimane ai margini dello star-system. Non mancano però scene esilaranti, fantastiche, surreali, a riprova del fatto che, probabilmente, la maschera di Jonio Castellucci è anche questo: quasi un cliché della istrionica tristezza del dietro le quinte di un attore "minore", poco ricordato dalle folle e spesso sottopagato da produttori rapaci. Il caratterista basilisco del Cinema Scaturchio è un inno al cinema e al teatro, ma anche un anatema contro la crisi del lavoro in Italia e contro le troppe meschinità della vita. È un romanzo sul disincanto dei primi venti autunnali. E sul disamore crescente. È, insomma, la storia di Jonio Castellucci, un personaggio indimenticabile dei bassifondi di Cinecittà.
Risorsa locale
Quando Mattei era l'impresa energetica. Io c'ero
Hacca, 21/07/2010
Abstract: Un altro saggio su Enrico Mattei? Si, è vero, ci sono già molti libri che lo raccontano inseguendo ipotesi rocambolesche di come sia morto, che lo esaminano e lo condannano sui temi della corruzione politica, che lo strapazzano tentando di analizzarlo dall'esterno. Questa volta però, Giuseppe Accorinti, quarantanni vissuti all'interno dell'Eni presenta Enrico Mattei per come lo ha conosciuto in azienda. Uno sguardo lucido & e riconoscente sul grande leader e manager nell'impresa energetica dello Stato, nel mondo degli affari interni e internazionali e soprattutto nei vari aspetti del business strategico, affinché si operi una ricostruzione necessaria e doverosa alla memoria presente e futura del i nostro Paese. Mattei inventò un nuovo modo di fare impresa dello Stato: la cultura Eni ricca di intuizione, di capacità, di visionarietà e lungimiranza internazionale che riuscì a riscattare l'Italia del dopoguerra dalla dipendenza energetica e non solo. Finalmente un racconto organico dei fatti che hanno accompagnato le sue più importanti sfide industriali. Da verniciatore di letti in ferro a capo dei Partigiani Cristiani a Parlamentare in seno al Governo De Gasperi, Enrico Mattei riuscì in una straordinaria parabola umana a realizzare il suo sogno, la fondazione dell'Eni il 20 gennaio 1953 e a esserne l'anima ispiratrice e il suo Presidente. Lasciamoci trascinare dalla trama di questa biografia esemplare tradotta dalla voce vicina e sincera di uno che allora "c'era".
Risorsa locale
Hacca, 14/03/2020
Abstract: Gli occhi vuoti dei santi è il libro che conferma il grande talento letterario del giovanissimo Giorgio Ghiotti.Dodici racconti potenti e corrosivi, che raccontano vite colpite, deluse, innamorate, perdonate. Sembra di guardare il palcoscenico di un teatro: a volte è una stanza lasciata vuota, un'altra un palazzo troppo alto, o solamente una sedia, a fare da sfondo. Poi irrompe la scrittura – altissima, colta, poetica – di Giorgio Ghiotti, e noi restiamo incantati dal suo accompagnarci dentro i corpi, dentro le colpe, le nostalgie, i rimpianti, i sogni.Dodici racconti, dodici cattività domestiche. Dodici incendi.
Risorsa locale
Hacca, 19/03/2020
Abstract: "Sono qui per raccontarvi la storia della meravigliosa metamorfosi del libro che avete tra le mani. Questo è un libro speciale, per numerose ragioni. Inizio a dirvene tre. Perché al suo interno contiene innumerevoli libri. Perché è il memoir di un lettore incantato che, sogno dopo sogno, ferita dopo ferita, da bambino si trasforma in uomo adulto. Perché ha il potere di ricordarci - ridendo di gioia, piangendo di commozione, gridando con forza che noi non siamo solo ciò che mangiamo: siamo anche quello che leggiamo (e quindi bisognerebbe fare attenzione a ciò che si legge come si fa per il cibo che si mette in bocca). Siamo tutte le vite dei personaggi che abbiamo amato. Nel nostro sangue scorrono brani di libri." (Chicca Gagliardo)
Risorsa locale
Brown sugar. Strade di polvere
Hacca, 31/03/2020
Abstract: "I suoi versi lo precedevano. E lui ne fu all'altezza." — Nicola Lagioia"La presenza di Veneziani nel mondo è una presenza discreta, talvolta rabbiosa, sempre discontinua: alla ricerca perenne di una ragione per vivere. (…) La verità leggendaria del suo procedere è lì a premiarlo di ogni sventura che potrà patire in vita. Anche essere dimenticati." — Dario Bellezza"I personaggi di queste poesie-racconto sono vivi, oggetto dell'amore di un poeta che vorrebbe scrutarne la profonda intimità. (…) Alla ricerca della "vena nuda", con un linguaggio trasparente e letterario, il poeta si aggira tra i corpi delle latrine, sperando di incontrare il grande amore e ogni volta trovando facce da criminali. Ciò che gli resta in mano è un pugno di parole, quelle di questi versi, che parlano di un'assenza inquietante, della paura di chi crede che insieme alla Realtà se ne sia andata per sempre anche la Generazione." — Renzo Paris
Risorsa locale
Hacca, 16/09/2010
Abstract: In questo suo primo romanzo Cesare de Seta affronta un tema che finora era stato toccato più volte dalla saggistica, ma molto di rado - a quel che ricordo - dalla narrativa. Il tema riguarda quel movimento giovanile che dal '68 dilagò in varie e spesso pittoresche manifestazioni in tutto il mondo, e che soprattutto in Italia e in Francia doveva assumere aspetti molto particolari. Sembra all'inizio che il romanzo di de Seta si tratti di una storia d'amore tra il protagonista e Sara, una ragazza talmente coinvolta nelle vicende del movimento studentesco da subordinare tutto, anche i privati sentimenti, alla sua passione ideologica. Ma quello scrutare di Fabrizio negli occhi misteriosi di Sara, quegli occhi tristi di cui non riesce ad afferrare nemmeno il colore, che gli trasmettono un senso "di vuoto e di attesa", ci comunicano sin dalle prime righe il punto di vista dell'autore nei confronti della realtà che ci vuole descrivere. E l'impenetrabilità di Sara e delle idee che lei fanaticamente manifesta ogni volta che Fabrizio cerca di parlare con lei alla luce del senso comune. Un romanzo coraggioso, questo di de Seta, un romanzo di formazione sotto certi aspetti, che non teme di confrontarsi con una realtà ancora scottante, una realtà ancora irrisolta, che ha lasciato ferite e nostalgie nel suo e nel nostro animo. (Raffaele La Capria)
Risorsa locale
Hacca, 28/06/2023
Abstract: Monterosso è un paese di provincia come tanti: la scuola, l'edicola, il bar che raduna disoccupati e pensionati, un negozio di alimentari che da quando ha aperto il supermercato fa un po' fatica a resistere, bande di ragazzini e una chiesa dove non entra più nessuno. Inviato dal vescovo a verificare la gestione della parrocchia, don Filippo cercherà di non ascoltare le allusioni su don Paolo che tutti in paese velatamente gli sottopongono: sussurri, chiacchiericcio, lettere anonime. Solo Rosa Borghi, dopo l'incidente che ha quasi ucciso suo figlio – o è stato un tentato suicidio? –, accusa apertamente il giovane parroco di traffici e manipolazioni.Ma la verità è esigente e non conosce compromessi: lo sa bene don Filippo, dopo una vita trascorsa a difendersi dalle maldicenze che hanno investito pure lui sin dal primo incarico. E quando un incendio in paese consente a don Paolo di riabilitarsi agli occhi della comunità, non basterà il coraggio di guardare per porre fine alla violenza che si cela dietro le pareti."Notte", già finalista alla XXVII edizione del Premio Italo Calvino, conferma il talento di Elisabetta Pierini per la narrazione della ferocia della provincia e per lo scandaglio dell'animo umano quando si interroga sulla verità e sulla giustizia, quando si pone al cospetto della possibilità di agire contro il male.
Risorsa locale
Hacca, 28/06/2023
Abstract: La protagonista di questo romanzo si sveglia spesso di notte per fare pipì, ha il terrore dei bagni pubblici, teme di non riuscire a trattenerla quando è in viaggio e sempre, sempre, rintraccia minzioni rappresentate ovunque, nelle pinacoteche come nelle riviste d'arte contemporanea o al cinema. Al pari degli Inuit, poi, crede che la vescica sia la sede della sua anima. Ed è proprio lì, infatti, che individuerà le ragioni di una felicità trattenuta, di un piacere sospeso.Irriverente e contemporanea, la storia qui raccontata – intervallata da digressioni in cui l'Autrice ci diverte con un florilegio di scenari in cui la vescica è protagonista, anche se spesso non ce ne accorgiamo – è un inno alla liberazione, nelle relazioni sociali come nel rapporto con il proprio corpo.Ho spedito per mare la mia vescica ed è tornata indietro gonfia di pepite d'oro, le ho prese in mano e scottavano.
Risorsa locale
Hacca, 18/03/2022
Abstract: Questo libro è la porta di accesso a un mondo sospeso che in apparenza somiglia molto al mondo a cui siamo abituati, ma in realtà – ce ne accorgiamo da una dissonanza lieve, da un piccolo tuffo al cuore – è diverso quel tanto che basta a farci rendere conto di dettagli a cui l'abitudine ci ha resi insensibili. Ognuno di questi racconti, bozzetti in apparenza quieti e composti, è come un sasso lanciato sull'acqua: rimbalza, la increspa, affonda con un piccolo tonfo la cui eco riverbera nel cuore di chi legge. Al centro sono geometrie sghembe di coppie, di innamorati, di madri e figlie, di amiche, che si rivelano triangoli imperfetti: il terzo vertice rompe l'equilibrio, e così svela qualcosa di vero. Capita che sia una tartaruga ferita, o una bambina che odora di ombra, o un violoncello.Intorno, cittadine di provincia stinte dal sole, aiuole in cui sotto la neve crescono fiori, l'Italia e il Giappone in un'inaspettata affinità, dentro i cerchi di un tempo che intanto corre in circolo, nei circoli sempre più vasti che un sasso anche piccolo sa disegnare sulla superficie dell'acqua. – Ilaria Gaspari
Risorsa locale
Hacca, 03/04/2020
Abstract: Un rivolo scarlatto come sangue sporcò la neve, che pareva un'offesa. E tutti pensarono che fosse accaduto qualcosa di irreparabile". Comincia con un mistero di neve il Natale di Pietrafiorita. Sullo sfondo, un borgo d'Appennino che si spopola. Il paese dei segreti addii si fa guscio vuoto nel suo tempo lento e inesorabile.In questo microcosmo, consuma la propria esistenza una umanità di margine: profeti, disertori, mutilati, angeli, zingari, ubriaconi, ninfomani, beghine, sordomuti, sciamani, musici falliti, sbirri, preti, truffatori, cantastorie. Uomini che partono per il mondo e qualche volta ripercorrono la strada a ritroso.È qui che tornano a cercarsi i padri e i figli che si sono perduti. È qui che padri e figli imparano di nuovo a sognarsi. Pietrafiorita resta però lontananza. Sguardo d'Appennino che domanda al destino o alla fortuna se possa ancora esistere una terra di ritorno.Eppure nel villaggio, refrattario a storia e geografia, dove tutto accade come un'eco, non sono risparmiati i dolori: la disfatta del Don, l'8 settembre, l'eruzione del Vesuvio, l'occupazione delle terre, la tragedia di Marcinelle. È qui che il vecchio Geremia, morto molti anni prima (come attesta inequivocabilmente la lapide piantata nel camposanto), può conoscere l'amore. Per gli occhi d'oliva di Giuditta, il sogno negato quand'era solo un ragazzo. E poi, in una fioritura di biancospini, per Giuditta Seconda, l'abbraccio di carne che viene quando il Senzanome ha già imparato a leggere il vento. Finché il tempo non torna a farsi profezia. Meraviglia dolente di un canto d'usignuolo. Finché un'alba di sangue non cade dal cielo, come una rivelazione. Come una ferita.
Risorsa locale
Hacca, 23/02/2022
Abstract: "Ci sono persone che sono catalizzatori, vertici, cerchi magici. Pronunciano l'incantesimo e se ne stanno in disparte, a vedere che accade."I protagonisti di questa storia – Massi, Cecchi, Trottola, Fabrizia e Mastino, ragazzi appena affacciati all'età adulta – crescono come fanno i lupi, oscillando tra istinto del branco e bisogno di solitudine. Esistenze appena sbocciate fatte dei sogni puri e violenti della giovinezza. Finché Giulio, uno giorno, scompare, e ognuno di loro sarà costretto a mettere in pausa la propria vita e, solo per un attimo abbacinante, provare a cercarlo, almeno nella memoria.Ghiotti stabilisce un fitto dialogo tra luoghi geografici e interiori, tra pulsione di andare veloci verso lo schianto e la paralisi che prende alle gambe, alle labbra, esplorando il tentativo di riconciliazione con la perdita: il tempo delle ricerche diviene un viaggio a ritroso, una perlustrazione della memoria che riporta alla luce fantasmi e paure. Così, il tempo dell'attesa si sfilaccia a poco a poco in immagini e sequenze, in ricordi sempre meno nitidi e per ciò salvifici.Atti di un mancato addio è una storia fatta di giovinezza; di presenze comprese attraverso le mancanze.
Risorsa locale
Hacca, 04/05/2011
Abstract: L'incontro tra due solitudini: quella di Giulia, diciotto anni, la passione per il canto a salvarla da squallide giornate perse dietro una madre alcolizzata, e quella di Roman, diciotto anni anche lui, l'infanzia trascorsa in una terra straniera e un presente clandestino, piccoli furti in giornate senza regole. I loro mondi finiscono per incontrarsi tra le corsie di un supermercato: mentre fuori la Tv continua a creare "star" e nei bar sotto casa italiani vecchi e nuovi non vogliono capirsi. Matteo De Simone racconta il nostro presente impastato di mass media e scontri di civiltà, narrandoci un'atipica storia d'amore nata in fretta e troppo in fretta svanita: sullo sfondo personaggi nudi e crudi tratteggiati con intelligenza e passione. "Denti guasti", costruito su affetti complicati e conflitti irrisolti, stupirà per uno sguardo lucido, abile nel descrivere le nostre fragilità senza superficiali divisioni tra bene e male.
Risorsa locale
Elogio del mangiare con le mani
Il Saggiatore, 16/02/2024
Abstract: Elogio del mangiare con le mani è un'esortazione ad assaporare l'esistenza in modo più leggero e spontaneo: ad accarezzarla e maneggiarla, toccarla e soppesarla, per poi portarla alla bocca e goderne.Molti anni fa, quando eravamo solo semplici bipedi e cercavamo di sopravvivere tra bestie feroci e intemperie, noi umani godevamo di un grande privilegio: quello di riunirci intorno a un fuoco per mangiare quel poco che avevamo con le mani. Era una necessità, ma anche un modo più diretto, e in un certo senso più poetico, di affrontare la realtà. Oggi quell'antica gestualità sopravvive, minacciata tuttavia dall'avanzare delle forchette. Come gazze ladre, negli ultimi secoli ci siamo lasciati sedurre dal loro luccichio e abbiamo così sacrificato la bellezza del leccarci le dita per seguire il comandamento più brutale: "Non sporcarti".Allan Bay decide allora di celebrare questa usanza "antica e bella" indagandone il passato, il presente e il futuro con giocosità e charme, sempre convinto che ogni indagine gastronomica finisca per mescolarsi alla biografia: in ogni fetta di pizza margherita o spiedino ricoperto di fonduta mongola, infatti, si annida la storia di un'amicizia, un incontro d'amore o il ricordo di una vacanza. Questo libro è un viaggio storico e antropologico, un racconto fotografico e molto altro: un'opera che ci permette di riscoprire il piacere di trasgredire, di sporcarci, di dire sì alla vita.
Risorsa locale
Voland, 16/02/2024
Abstract: 1917: la Russia è sconvolta dalla rivoluzione d'ottobre, che cambierà con violenza l'assetto del mondo. Dopo la terribile sorte dello zar e della famiglia imperiale, gli Olsufiev fuggono da Mosca per cercare riparo in Italia, a Firenze, dove hanno la fortuna di possedere una casa… Basato su documenti storici, diari, lettere e foto in possesso dell'autrice, discendente di quella nobile famiglia, L'apolide è l'appassionante storia di una fuga e di un approdo. E della vita che i protagonisti, sostenuti dalla forza d'animo della matriarca Olga, devono affrontare nella nuova patria, dove il destino riserverà loro molte sorprese.
Risorsa locale
SUR, 21/08/2023
Abstract: L'inseguitore è il più famoso racconto di Julio Cortázar. Pubblicato per la prima volta nel 1959 e riproposto qui nella traduzione di Ilide Carmignani, è un appassionato omaggio a un grande del jazz: l'intramontabile sassofonista e compositore Charlie Parker.La storia racconta gli ultimi giorni del suo alter ego letterario Johnny Carter – virtuoso musicista dall'animo tormentato alla continua ricerca di qualcosa che non riesce mai ad afferrare – e il rapporto d'amicizia che stringe col cinico Bruno, giornalista e critico musicale in procinto di pubblicare un libro dedicato a lui.Alternando con maestria dialoghi brillanti e monologhi onirici, Julio Cortázar mette in luce le inquietudini e il talento di un jazzman geniale, la cui vita scorre in bilico tra lucidità creativa e autodistruzione, ma anche i dilemmi morali dello scrittore moderno, che insegue la gloria letteraria senza poter fare a meno di riflettere sul significato della propria opera.Ad arricchire questa edizione, le tavole di José Muñoz, che ha saputo interpretare la profondità di una nouvelle in cui il jazz, le notti insonni e la Parigi degli anni Cinquanta fanno da cornice a una storia indimenticabile.
Risorsa locale
256 Edizioni, 20/11/2023
Abstract: La mente umana sa essere uno strumento oscuro e potente, spesso influenzato da circostanze e attitudini personali. Sul finire di un'emergenza sanitaria che ha bloccato tutto il mondo, il protagonista di questa storia torna alla sua vita. Marco è introverso, ossessionato dalla ricerca dell' ennesima notizia negativa da conoscere (doomscrolling) e, in qualche modo, assorbire. La recente pandemia non ha certo scalfito questa sua inclinazione ma, anzi, lo ha portato a inabissarsi in pensieri e riflessioni sempre più perturbanti e subdole. La sua storia e la lenta evoluzione del suo disturbo psichico si intrecciano con una seconda narrazione, che farà loro da contrappeso e corollario.
Risorsa locale
minimum fax, 19/02/2024
Abstract: Jimmy è un reduce della guerra del Vietnam, da cui è tornato ferito nell'anima prima ancora che nel corpo. Vaga per il Tenderloin, il quartiere più degradato di una San Francisco ormai lontana dal sogno hippie, soggiorna in pensioni equivoche e frequenta tossici e senzatetto.Ha un solo, folle obiettivo: attraverso i racconti e le testimonianze delle puttane, che paga grazie al sussidio dell'esercito, vuole ritrovare Gloria, la bellissima prostituta della quale si è innamorato e che ha perduto. O forse ricrearla: perché non è facile capire se Gloria esista davvero, da qualche parte nel mondo, o sia il parto di una mente che ha perso ogni certezza e che sprofonda ogni giorno di più nel delirio.
Risorsa locale
minimum fax, 09/02/2024
Abstract: Dopo gli studi universitari e la frequentazione della bohème del Greenwich Village, oppresso dal provincialismo del suo paese, Matthew Josephson fugge in Europa e inizia un lungo sodalizio con i surrealisti e le altre avanguardie. I "ruggenti anni Venti" a Parigi sono i veri protagonisti del libro: l'emigrazione letteraria nordamericana, la febbre dei fondatori di riviste, i dibattiti tra scrittori che diventano comizi, quella che Gertrude Stein battezza come la "generazione perduta".Campeggiano sulla scena Tristan Tzara, Louis Aragon, André Breton, mentre James Joyce sta emergendo ed Ezra Pound sorveglia gli esordi di T.S. Eliot ed Ernest Hemingway.Attore e spettatore di quegli anni, Matthew Josephson rievoca la cronaca, il pittoresco, ma anche la sostanza, di un'avanguardia che ha posto le premesse, ancora attive, di tanta arte d'oggi."C'erano tutti: T.S. Eliot, Ernest Hemingway, E.E. Cummings, Paul Éluard, Jean Cocteau, Ezra Pound, Charlie Chaplin, André Breton,Giorgio de Chirico... Josephson fa risorgere il decennio più irriverente e inimitabile del ventesimo secolo". Kirkus Review
Risorsa locale
Idest, 20/02/2024
Abstract: Dopo Piantiamola!: coltivare l'amicizia con gli alberi, che ha dato vita a tanti scaffali e angoli verdi nelle scuole e nelle biblioteche, arriva un nuovo numero di LiBeR dedicato a piante, giardini, erbe e fiori. Tra le soglie verdida varcare ci sono anche viaggi in Paesi lontani, come India e Cina, e un omaggio a Italo Calvino, figlio di botanici e coltivatori di piante, di cui si è celebrato il centenario della nascita nel 2023. Nel fitto dibattito sui cambiamenti climatici e sulle crisi ambientali sarebbe utile riconoscere che sappiamo poco di questo popolo silenzioso che vive con noi: dobbiamo provare a ripartire dallo sguardo attento e capace di decifrare i caratteri costitutivi del mondo vegetale, e delle sue storie. Le biblioteche sono giardini di libri, fiori e piante, che si prendono cura di noi e nutrono la nostra immaginazione, come dimostrano alcuni degli autori e delle autrici dei contributi raccolti in questo numero. Contributi di Vinicio Ongini, Maria Omodeo, Maria Pia Macchi, Manuela Trinci, Anna Maria Fogliarini, Margherita Volpini, Antonella Ranieri, Irene Penazzi, Francesca Tamberlani, Francesca Brunetti, Marcella Terrusi, Virginia Tonfoni, e con l'intervista di Sabina Eleonori a Sara Donati.